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  1. L'Openjobnietis paga a caro prezzo quattro errori fatali contro Avellino. La fortezza Masnago cade per la prima volta nel 2018/19 : alla formazione di Attilio Caja non basta una prova gagliarda per 38 minuti per aver ragione di una Sidigas trascinata prima dall'infuocato Cole e poi dal pungente Nichols. Individualità da Eurolega contro un collettivo ben oliato che produce gioco (60% da 2) ma non punti: anche stavolta è la poca precisione dall'arco a condannare Varese, inchiodata dal 9/33 da 3 e soprattutto dai 4-errori-4 consecutivi sul 75-76 nel momento migliore della difesa di casa. Grande rammarico per i biancorossi, penalizzati da 4 errori da matita rossa negli ultimi 5 attacchi di una gara giocata col piglio giusto. Due perse evitabili di Archie e Moore, un tiro senza costrutto del play di casa e la linea laterale calpestata da Scrubb sull'ultimo assalto a meno 4: dopo aver perso 5 palloni in 38', l'OJM ne regala 3 decisivi ad una Sidigas imbrigliata nel suo "run&gun", ma capace di punire egualmente i padroni di casa con un brillante 13/30 da 3. E in particolare di ribaltare l'abbrivio favorevole che Varese si era costruita con il solito Avramovic e la "matta" Natali (10 in 11' per l'ala toscana) sul 61-54 del 28' ; i 4 piccoli proposti da Vucinic hanno esaltato l'atipicità della Sidigas, e nonostante i 34 punti in area di Varese contro i 26 degli irpini la partita è girata li, prima di quel finale a martellare i ferri da 3 e a sprecare gli assalti finali con gestioni poco lucide. L'Openjobmetis ha dato tutto sul piano agonistico, ma ha pagato la serata poco brillante dell'ex Scrubb e la gestione rivedibile del finale di Moore (troppo tenero su Cole in un primo tempo da 19 punti e 4 assist). Alla fine la compagine di Caja esce egualmente tra gli applausi dei 4200 presenti, ma resta la sensazione di una "incompiuta" a dispetto del grande impegno profuso. Se sul fronte "extracampo" la notizia migliore della serata - ben più importante del risultato negativo sul parquet - è la garanzia di rispettare nei tempi previsti l'impegno assunto la scorsa primavera al di là delle evoluzioni in corso sul fronte "Orgoglio Varese", la partita di ieri sera indirizza l'OJM verso precise direzioni sul mercato. Le risposte di Iannuzzi sono positive anche in pochi minuti, al contrario dell'impatto di Bertone che Caja boccia (definitivamente?) dopo un minuto e una persa. La Varese capace di far soffrire fino in fondo una candidata alle semifinali come la Sidigas è una squadra che gioca, lotta e si applica; ma ancora una volta raccoglie solo in parte le energie prodotte per una produzione offensiva troppo modesta e in larga parte monocorde al di là delle scorribande di Avramovic. Per distillare qualità dalla quantità, serve almeno un altro esterno (tra guardia e ala piccola) creativo dal palleggio e con gambe fresche - identikit che non corrisponde a quello di Stojanovic - per non dipendere sempre e comunque dalla roulette russa del tiro dall'arco. Giuseppe Sciascia
  2. Per la prima volta quest’anno Varese deve capitolare tra le mura amiche avendo di fronte una delle squadre favorite per competere fino in fondo per il titolo. Gli irpini che hanno tra le loro fila profili che fino all’anno scorso militavano in Eurolega però non hanno vita facile e hanno la meglio grazie soprattutto al maggior talento e all’esperienza dei suoi singoli, il “sistema” cajano questa volta deve alzare bandiera bianca ma i suoi soldati hanno venduto cara la pelle. Ma veniamo alle valutazioni : Archie 6 : voto che per tutto quello espresso durante il match va un po’ stretto all’ala forte di colore ma che poi deve fare i conti con una delle 2 palle perse che segnano in maniera indelebile l’esito dell’incontro, un passaggio molle che fa scattare il contropiede degli ospiti e che virtualmente assegna i 2 punti. VORREI MA NON POSSO Avramovic 7 : finalmente il serbo torna a giocare in modo efficace in particolare attaccando il ferro anche perché la serataccia da fuori lo colpisce in pieno. In ogni caso è lui che alimenta sempre le fiammate della sua Varese che però purtroppo si spegne sul più bello. BENZINA Gatto N.E. Iannuzzi 6 : partita onorevole per il lungo che ha fatto rifiatare Cain senza farlo rimpiangere troppo; piglio deciso e volontà di perseguire il piano partita anche con un avversario intimidatorio come Ndiaye. ONESTO Natali 7 : Nicola dimostra che, dopo la bella prestazione di coppa, anche in campionato può essere un fattore e infatti ha un impatto molto solido e concreto anche contro avversari di un ottimo livello fisico e tecnico. Tenace in difesa, ficcante in attacco, viene fatto sedere forse prematuramente dal coach dopo una palla persa in maniera ingenua ma forse, visto il trend, andava cavalcato fino in fondo. PULEDRO Scrubb 5,5 : solito uomo ovunque nelle retrovie pronto a tuffarsi su ogni pallone per farlo suo ma dall’altro lato del campo è assolutamente con le polveri bagnate soprattutto col tiro oltre l’arco dei 6 e 75 e certi tiri aperti non può permettersi di sbagliarli. SCACCIACANI Verri N.E. Tambone 6,5 : anche lui si ascrive alla lista di quelli che da lontano stasera non ci hanno preso ma se in attacco non fa meraviglie è in difesa dove da il meglio della sua prestazione riuscendo a difendere in modo quasi impeccabile sul funambolico Cole. STOPPER Cain 7 : anche stasera il centrone a stelle e strisce dimostra di essere sempre sul pezzo anche se quei 2 appoggi da sotto sbagliati di molto sono li a gridare vendetta visto che non sono errori comuni per il buon Tyler. In ogni caso fa registrare una doppia doppia che ne certifica l’affidabilità. ASSICURATORE Ferrero 5,5 : partita abbastanza in sordina quella del capitano varesino che non entra in nessuna statistica del tabellino ma il suo impatto non si può definire del tutto negativo visto che alla voce plus/minus si legge un riscontro positivo. ANONIMO Moore 5 : difficile assegnare il voto al play di Philadelphia; è quello che alla fine dei conti ha la miglior percentuale da fuori con un 4 su 9 ma sono capitali gli errori nei 2 minuti finali dove, in stretta collaborazione con i lunghi, è protagonista di 2 perse che alla fine fanno la differenza tra vittoria e sconfitta. Vero è che quando è costretto a forzare per prendersi delle conclusioni allo scadere sbagliando anche in modo grossolano, gli altri elementi del quintetto sono li a giocare a nascondino negli angoli. CORAGGIOSO Bertone S.V. : resta in campo meno di un minuto tempo di prendere una bomba in faccia e di fare una persa in attacco l’azione dopo;non vede più il campo. INGIUDICABILE
  3. La legge del PalA2A non fa sconti ad Avellino. L'Openjobmetis stende la terza forza Sidigas con una sontuosa prestazione difensiva abbinata ad una serata da 12/27 da 3, e aggiunge gli irpini alla collezione di vittime illustri (leggi Milano e Brescia) costrette ad inchinarsi a Masnago nel girone di ritorno. La superlativa prova balistica di Stan Okoye (26 punti con 12 tiri e 36 di valutazione: record di giornata per il nigeriano) esalta la coralità della truppa di Attilio Caja, che spreme sostanza anche dai discussi Larson e Delas nel rovente finale di una gara ricca di capovolgimenti di fronte. L'avvio tambureggiante con il nigeriano imprendibile dall'arco (15 punti nei primi 15') e le fiondate di Tambone e Vene (silenzioso ma imprescindibile collante sui due lati del campo) per il perentorio 40-22 iniziale fa sognare un possibile "replay" della cavalcata trionfale con Brescia. Avellino però si conferma squadra di rango e trova l'argine alla marea biancorossa: tra le qualità balistiche di Rich, il talento fisico di Wells e una vischiosa zona 2-3 che toglie impeto all'attacco biancorosso, la formazione di Sacripanti ribalta il corso del match dopo l'intervallo. La Sidigas mette anche la freccia nel quarto periodo quando l'attacco di Varese soffre l'eccessiva "palleggiomania" di Wells; la reazione caratteriale dei padroni di casa ribalta però in maniera definitiva le sorti della gara, con un perentorio 10-2 costruito grazie ad una difesa di granito e alimentato con due triple ad altissimo coefficiente di difficoltà di Larson e Okoye (tuffo in avanti battendo di un niente la sirena dei 24 secondi per il 75 -71 che ha lanciato la fuga vincente dei padroni di casa). La pressione sul perimetro dell'inedita coppia Larson-Avramovic e la presenza sotto entrambi i tabelloni di un Delas più coinvolto ed efficace- specie alla luce dei falli di Cain, già a 4 nel finale del terzo quarto - con una serie di giocate sostanzioso, lanciano l'Openjobmetis verso una meritatissima vittoria casalinga a dispetto del 31% dal campo degli ultimi 10'. Due punti che sanno di salvezza anticipata per la formazione di Attilio Caja, capace di ribadire l'empatia ormai consolidata con i suoi tifosi anche alla luce del record stagionale di paganti (4417 rispetto ai 4393 del derby contro Milano). Dopo 5 settimane di digiuno casalingo e nonostante le sconfitte di Pistoia e Trento, i tifosi di Varese confermano di aver ormai sposato senza riserve il basket operaio di Ferrero e soci. Bravissimi a dare un senso compiuto ad una stagione senza velleità di alta classifica attraverso le loro imprese casalinghe contro le grandi della serie A: se Varese macina gioco e triple (48% dal campo e 95-79 in termini di valutazione statistica) passare al PalA2A diventa impossibile anche per una Sidigas capace di chiudere col 52% da 3 (lasciando sul ferro le ultime 4 triple dopo il 13/21 del 35'). Così la spinta dei supporters biancorossi dà la consueta carica di adrenalina alla squadra nonostante la versione "aventiniana" degli Arditi, che hanno lasciato la Curva Nord pochi minuti prima del match (unico segnale di presenza un coro contro Claudio Coldebella, totalmente fuori sintonia col clima in tribuna). Ora la trasferta di Sassari per provare a lavare l'onta della peggior sconfitta stagionale: girata qualche vite per migliorare l'inserimento di Larson e Delas, Varese saprà stupire ancora anche in trasferta? Giuseppe Sciascia
  4. Torna alla vittoria, dopo due sconfitte esterne, l'Openjobmetis di Attilio Caja, grazie ad una grande prestazione difensiva (specialmente nei primi due quarti), espressa contro Avellino. Varese, trasforma così il PALA2A nel proprio fortino, che ha visto cadere squadre del calibro di Milano, Brescia e, appunto, la stessa Sidigas. Pronti via e Okoye fa subito la voce grossa, mettendo a referto i primi dieci punti dal campo di Varese. Avellino inizialmente tiene botta, grazie alle bombe di Filloy e Rich, ma poi soffre sia l'organizzazione difensiva dei biancorossi, che concedono solo 14 punti agli Irpini nel primo quarto, sia la grandissima percentuale da 3 punti dei padroni di casa, che vanno a segno anche con Tambone due volte e con Vene. Da ciò ne scaturisce un inaspettato 26-14 al termine dei primi 10'. Il secondo quarto sembra iniziare con lo stesso copione con la squadra di Caja che tocca anche il +18 (40-22 al 16'), anche se, in seguito al primo timeout di coach Sacripanti, i biancoverdi prima chiudono il parziale aperto di 12-0 in favore di Varese, e poi, trascinati da un ispirato Rich, riescono a diminuire il passivo con un contro parziale da 0-8. Il timeout per Caja è d'obbligo, e serve a far risvegliare i suoi, che dopo un grande lavoro nei primi 15', hanno leggermente mollato la presa; in particolare è Larson a siglare un buon canestro che ridà fiducia all'ambiente. Nota dolente, il terzo fallo di Cain, autore di una meravigliosa difesa su Fesenko, che non riesce a segnare dal campo fino al 22'. Il 44-33 con cui si va all'intervallo sembra quasi andare stretto per quanto fatto vedere in campo a Ferrero e compagni, tra cui spicca ancora Okoye (15 punti al 20'). Il terzo quarto comincia con la scesa in cattedra del solito Rich e di Dezmine Wells, che fino a quel momento non era stato nel vivo del match, che portano Avellino addirittura sul meno 3 al 24' (51-48) con una Varese in grande difficoltà soprattutto dal punto di vista difensivo. Da notare la scelta tattica di Sacripanti, che decide di non schierare il centone Fesenko, facendo giocare così Leunen nel ruolo dell'ucraino. Scelta azzeccata, dato che costringe Caja al minuto di sospensione. Al ritorno sul parquet le forze dei lombardi sembrano rinvigorite. Infatti, prima grazie ad un mini-parziale di 4-0, firmato Vene e Larson fanno chiamare un timeout agli ospiti, e poi mantengono il risultato sul +8 (65-57 al 30'). Ma i Lupi non si scompongono, riducono lo svantaggio ed addirittura impattano la partita al 33' sul 67-67 per merito di due triple di Fitipaldo, di un gran canestro di Rich, e di una difesa granitica che concede solamente due punti in quattro minuti. I viaggianti, inoltre, hanno l'ardore di mettere il naso avanti con l'ennesimo canestro di Rich che vale il +2. La scossa per Varese arriva dal provvidenziale minuto chiesto dalla panchina biancorossa. Difatti, Wells pareggia allo scadere dei 24" e Larson, con un crossover da capogiro su Leunen, si crea lo spazio per mandare a bersaglio la tripla del +3 a 5 minuti dalla fine. L'ex Cantù non ci sta e riporta i suoi a contatto, ma Okoye, MVP della partita, ha altre idee e lo dimostra con una tripla tirata fuori dal cilindro, che scava il solco decisivo e che fa esplodere i 4417 presenti. Il pallino del gioco, a fine partita passa ad Avramovic, che, con la sua immancabile voglia, lotta, ruba palle e conquista 2 punti fondamentali, nonostante il canestro e fallo dell'infinito Rich, migliore tra le fila ospiti. I falli sistematici sanciscono il definitivo 82-75 che permette a Varese di sognare i playoff. Sarà la volta buona? Sebastiano Carraro, Stefano Sartori
  5. Varese torna a giocare sotto le volte del “tempio” di Masnago e impone la sua legge ad un’altra delle grandi del campionato italiano con, a detta di molti, la più bella vittoria di quest’anno considerando la solidità della squadra irpina. I biancorossi riescono a compensare il gap fisico e tecnico conducendo praticamente per tutta la partita e mostrando un carattere cajano reagendo nel migliore dei modi al sorpasso campano sul finale di partita. Ma veniamo alle valutazioni : Avramovic 7: partita in cui torna a battere in testa per quanto riguarda il tiro dalla lunga ma compensa con le sue scorribande verso canestro e con una intensità difensiva notevole, 4 palle recuperate ne sono la prova che gli fanno guadagnare diversi minuti in campo. TARANTOLATO Bergamaschi S.V. Natali N.E. Vene 8,5 : ai più potrà sembrare una valutazione esagerata ma chi vi scrive ha una sorta di venerazione per questo ragazzone giunto a Varese con la fama dello spacca spogliatoio e dopo un periodo fisiologico di recupero fisico dopo il lungo stop, sta dimostrando di saper difendere duro, di avere letture su ambo i lati del campo fuori dal comune, di avere una mano educatissima e di saper passare la palla come un play (stasera 5 assist). MVP personale di serata. STONEROOK DE NOARTRI Okoye 8,5 : forse la partita più bella e completa di Stan dal suo ritorno a Varese. Al tiro tiene percentuali irreali per 37 minuti, 8 rimbalzi e anche una ottima propensione alla difesa. Giocata da vedere e rivedere quell’assist per Wells allo scadere dei 24 nel finale che è davvero rappresentativo di quanto il nigeriano sia cresciuto in tutti i fondamentali del gioco rispetto alla sua prima comparsata a Varese. DOMINANTE Tambone 6,5 : buona prestazione per il play ex Ravenna che viene chiamato da coach Caja soprattutto nella prima metà dell’incontro dove riesce a dare più solidità e concretezza rispetto ai titolari Wells e Larson e lui ripaga con 2 bombe pesantissime e un’altra conclusione che entra ed esce. Nella ripresa rimane nelle retrovie ma è sempre utile alla causa. DUTTILE Cain 6,5 : questa sera ha due brutti clienti da trattare sotto le plance che non sono certo al meglio fisicamente ma ciò non toglie che a fare la voce grossa questa sera sono lui (per la verità limitato in parte dai falli) e il suo compagno di reparto Delas. CERTEZZA Delas 6,5 : certamente la sua miglior prestazione nella sua nuova squadra dal suo arrivo. Trova un minutaggio superiore a Cain per problemi di falli e si trova in campo anche nel finale di gara dove è autore di 3 giocate fondamentali: una penetrazione e canestro, un tuffo che vale un recupero e una stoppata che frena la voglia di rimonta dei lupi. DETERMINANTE Ivanaj N.E. Ferrero 6 : rientro col contagocce per il capitano che non è tornato ancora al 100% e con un Vene che da ampie garanzie Giancarlo ha tutto il tempo di tornare il leader che tutti conosciamo. CONVALESCENTE Wells 6 : qualche segno di risveglio dell’americano dopo le 2 prestazioni non certo sfavillanti coincise con le sconfitte esterne nelle ultime due uscite. Ricade nel peccato originale e cioè nell’eccedere col palleggio statico rendendo così eccessivamente prevedibile la trama varesina. ASSOPITO Larson 6,5 : primo tempo da dimenticare mentre nella ripresa trova fiducia nei propri mezzi e riesce ad essere efficace sia per i compagni che per se stesso. Fondamentale una bomba in faccia a Leunen in arretramento. Peccato perché nell’ultimo minuto ha avuto 2 liberi decisivi entrambi sbagliati e una penetrazione cancellata da una stoppata che abbassano la sua valutazione. TWO FACE
  6. Varese torna a giocare in casa dopo oltre un mese, e lo fa in grande stile, regalando un'importante vittoria al suo pubblico, che si è presentato in numero ampiamente superiore alla media stagionale, nonostante l'orario inconsueto; un pubblico che, nonostante l'assenza del gruppo ultras (o forse proprio grazie ad essa) si è dimostrato un importante sostegno per la squadra, infondendole calore ed energia. Un'energia che è senza dubbio stata fondamentale per avere la meglio su una squadra del calibro di Avellino, attualmente al terzo posto in campionato e ai quarti di finale di FIBA Europe Cup. Il momento chiave per la vittoria si è rivelato il primo quarto, nel quale la formazione di Attilio Caja si è imposta per 26 a 14, giocando con un'intensità che, come ha detto Sacripanti in conferenza stampa, è stata determinante per la vittoria finale dei biancorossi. Sarebbe però riduttivo affermare che Varese abbia vinto solo grazie al buon primo quarto: la risposta di Avellino, infatti, non si è fatta attendere e la formazione biancoverde si è rimessa in partita, arrivando addirittura al sorpasso a metà del terzo quarto sul 67-69; ed è proprio a questo punto che Varese è tornata a ruggire e lo ha fatto con un ottimo finale, che porta i biancorossi alla vittoria finale per 82-75. In conferenza un largamente soddisfatto Caja loda soprattutto l'interpretazione della partita e la grande forza di un gruppo a sua detta, e penso anche nostra, fantastico dal punto di vista della voglia e dell'aggressività; un'aggressività che ha pagato sia in fase difensiva, limitando l'attacco di Avellino coi vari Rich, Fesenko e Filloy, ma anche in fase offensiva, dove la squadra biancorossa ha raccolto ben dodici rimbalzi in attacco, che hanno senz'altro contribuito al risultato positivo. E chissà che, ormai praticamente certa della salvezza, questa squadra non ci regali qualche altra emozione in chiave play-off... Luca Cortese & Simone Marcolli.
  7. L'Openjobmetis si affida al fattore PalA2A per ritrovare il sapore della vittoria. La truppa di Attilio Caja torna a giocare davanti al suo pubblico dopo 5 settimane, ricevendo la terza forza Avellino (palla a due alle 17) in una sfida ricca di spunti interessanti. Tra la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali e il doppio viaggio concluso a mani vuote a Pistoia e Trento, Masnago non ha più potuto vedere all'opera i biancorossi dalla magica serata dell' 11 febbraio chiusa col perentorio più 28 contro Brescia. Il desiderio di rivedere all'opera la squadra di 'Artiglio", è evidenziata dai 4mila posti già occupati in tribuna ancor prima dell'apertura dei botteghini: i tifosi sognano un'altra impresa casalinga contro una big dopo aver già visto crollare Milano e la Germani sotto i colpi di una Varese arrembante grazie alla spinta del pubblico. Il ritorno di Giancarlo Ferrerò, assenza determinante nell'accorciare le rotazioni nelle ultime due trasferte, sarà una carta importante in più da giocare per il tecnico pavese in una sfida che nell'immaginario dei supporters potrà far rivivere altre emozioni forti. Il sogno playoff scaturito grazie al poker di vittorie che ha inaugurato il girone di ritorno è stato soffocato dal ritorno alla realtà delle ultime due sconfitte, fighe anche del "trapianto" ancora parziale degli ultimi arrivati Larson e Delas sull'oliato telaio del collettivo biancorosso. Ma il pubblico del PalA2A sogna comunque una Varese da corsa e da battaglia fino al termine della stagione, a prescindere dagli obiettivi di classifica che comunque sono ancora ben fissati nella testa della compagine di Caja. Aggiungere un altro scalpo nobile come quello della Sidigas, reduce dalla sudata vittoria di mercoledì in Bielorussia e alla vigilia della partenza per la Lituania per i quarti di FIBA Europe Cup di mercoledì sul campo di Utena, significherebbe un altro passo lungo e ben disteso verso la fatidica quota 22 fissata come determinante per garantirsi la salvezza, togliendo pathos al match casalingo che fra due settimane vedrà comparire a Masnago il fanalino di coda Pesaro. Di sicuro il match di stasera andrà vinto principalmente in difesa, come indicato in sede di presentazione da parte di Attilio Caja impostando una partita a punteggio basso. La Sidigas guida infatti la classifica della precisione sia da 2 che da 3 punti (rispettivamente 57% e 40%) sulla scorta di un roster che nella sua versione completa sembra in grado di farne una delle più credibili antagoniste di Milano nella lotta per lo scudetto. Al momento però gli irpini sono ancora alle prese con l'emergenza nel reparto centri: dei tre uomini d'area a disposizione di Pino Sacripanti, il mastodontico Fesenko è acciaccato, il suo alter ego Ndiaye è out fino a Pasqua e il rientrante Shane Lawal non può certo essere al 100 per cento dopo 20 mesi di stop. La priorità di Varese sarà quella di tenere a stecchetto il capocannoniere Jason Rich (19,6 punti col 40% da 3 per l'ex allievo di Caja a Cremona) e in generale di togliere fluidità alla circolazione di palla irpina con la sua aggressività. Il PalA2A ha voglia di impresa, e Ferrerò e compagni bramano l'abbraccio del pubblico: se squadra e tifosi sapranno esaltarsi a vicenda, abbattere i campioni d'inverno non sarà impresa impossibile. Giuseppe Sciascia
  8. Salgono a 4 le sconfitte consecutive per la OJM Varese che deve cedere il passo nelle mura amiche ad una Sidigas Avellino che non fa certo la partita perfetta. Alla fine risultano decisive per la sconfitta le pessime percentuali ai liberi (ormai sta diventando una preoccupante consuetudine) e l’ennesima serata buia dalla lunga distanza (4/20). Magra consolazione che l’atteggiamento della squadra sia stato sicuramente più propositivo delle ultime gare ma purtroppo non basta per i 2 punti. Maynor 6,5 : una delle migliori partite dal suo ritorno sotto le prealpi anche se con diverse sbavature in fase di costruzione e dal ritmo ipnotico tanto che qualche volta si addormenta da solo sopratutto in difesa. SONNAMBULO Avramovic 6 : qualche accelerazione con buoni canestri ma soffre troppo la pressione di Green che costa qualche persa sanguinosa. Impreciso dalla lunga. PRECOCE Pelle 7 : per forza di cose parte in quintetto e inizialmente fatica a ingranare. Poi prende fiducia e segna 12 punti e raccoglie 13 rimbalzi condendo il tutto con 3 stoppate. Fondamentale anche in difesa su Fesenko. MOTIVATO Bulleri 5,5 : entra per dare respiro ai suoi compagni in regia e per portar pressione sui portatori di palla irpini ma non segna mai nemmeno dai liberi. SCENTRATO Cavaliero 6,5 : ancora tanta sostanza e qualche giocata vincente anche se forzata; conferma di essere l'anima di questa squadra. CERTEZZA Campani 5 : involuzione preoccupante per il lungo varesino che stasera aveva tutte le possibilità di far vedere il suo valore anche perchè tornava a giocare da pivot e invece pur facendo intravedere una buona partenza, dopo il doppio errore ai liberi, scompare mestamente. DESAPARECIDO Kangur 6,5 : l’estone si candida anche questa sera per essere eletto uomo della provvidenza biancorossa infilando a 6 secondi dalla fine la tripla che vale il supplementare ma l’overtime alla fine va ad Avellino. Anche stasera schierato come 5 tattico per contenere Fesenko non fa male ma alcuni fischi fin troppo fiscali lo tolgono anzitempo dalla partita. CENSURATO Canavasi N.E. Ferrero 6,5 : solo 5 minuti di impiego sono forse pochi anche perché, quando è in campo, è lui quello che ha gli occhi della tigre e che spesso da la scintilla anche ai suoi compagni. ACCENDINO Eyenga 6 : anche stasera è il top scorer della sua squadra con 20 punti ma la sua prestazioni lascia più ombre che luci. 5 palle perse, 6 su 14 da 2 (con gli errori praticamente tutti in fotocopia con lui a forzare il post basso contro tutta la difesa avellinese) e tante delle conclusioni che entrano aiutate dalla dea bendata. TESTARDO Johnson 5 : si stanno purtroppo perdendo le tracce del giovane americano che, non trovando più prestazioni convincenti, si sta demotivando lui per primo e coach Moretti gli sta togliendo progressivamente minuti e responsabilità. SFIDUCIATO De Vita N.E.
  9. L’Openjobmetis prova a fermare la lanciatissima Sidigas per cancellare lo spettro della crisi.Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 18.15) la squadra di Paolo Moretti (nella foto in alto con Hangur) ospita la seconda forza Avellino in un match delicato e difficile, che dovrà dare indicazioni chiare e definitive per delineare le strategie future. Varese proverà a chiudere a quota 3 la sua serie negativa di fronte ad un’avversaria che ha vinto le ultime 6 gare tra campionato e Champions League. Il primo nodo da sciogliere è quello relativo a O.D. Anosike: il centro nigeriano, bloccato da uno spasmo muscolare alla schiena nel match di martedì contro il Paok, resta in forte dubbio per il match odierno. L’atleta del 1991 ha svolto qualche esercizio sul parquet con i compagni, ma è parso ancora sofferente: il suo eventuale utilizzo, verrà deciso dopo la rifinitura in programma questa mattina. La presenza in campo di Anosike è legata alle risposte alle terapie e alla soglia del dolore del giocatore; comprensibile però la richiesta di società e staff tecnico di stringere i denti e garantire una rotazione in più sotto i tabelloni come preziosa risorsa per limitare lo strapotere fisico del duo Cusin-Fesenko. Anche perché se il nigeriano - dolorante alla schiena ormai da una ventina di giorni - non può dare garanzie di recupero in tempi brevi in funzione del doppio impegno, sulla sua posizione si aprirebbero riflessioni diverse e non più legate sulla sua compatibilità con Maynor su entrambi i lati del campo. Allo stesso tempo Anosike è uno dei titolari “stimolati” da Paolo Moretti nel post-partita contro Salonicco nel chiedere un rendimento in linea con le aspettative iniziali. Dovesse mancare O.D. - come sembra molto probabile - spazio dunque a Pelle in quintetto riportando Campani nel ruolo di pivot, e varando assetti naniformi che sembrano perfetti per giocare quella partita arrembante chiesta dal tecnico toscano e capitan Cavaliero per nascondere gli attuali problemi di produttività offensiva. Evidente la difficoltà dell’impegno contro quella che al momento sembra la migliore delle squadre “umane” dietro l’inarrivabile Milano (unica a battere due volte la Sidigas nel 2016-17). Ma una sfida a pronostico avverso offre comunque la chance di ribaltare il trend negativo: match da interpretare con la clava e non il fioretto, partendo da un atteggiamento gagliardo che accenda il PalA2A: fermare a Masnago la corsa della Sidigas darebbe a Varese quella sferzata di energia mentale indispensabile alla vigilia delle trasferte di Ventspils e Pesaro. Evidente che servirà un’impresa contro un’avversaria che ha un realizzatore di talento come Ragland, due esterni dinamici come Randolph e Thomas e tanti muscoli sotto i tabelloni con i veterani Marques Green e Leunen a raccordare i reparti. Ma l’Openjobmetis ha bisogno di un’impresa per dare la svolta alla stagione: obbligatorio almeno provarci gettando in campo il 101 per cento delle risorse disponibili. Giuseppe Sciascia
  10. Paolo Moretti attende risposte dagli elementi "pungolati" martedì dopo la sconfitta in Champions League contro Salonicco. Mentre su Anosike passa la palla ai medici, in attesa di notizie definitive relative alla disponibilità del centro nigeriano, ancora sotto terapie dopo l'infortunio muscolare alla schiena riportato di martedì. «La situazione di O.D. è ancora da valutare a livello fisico: non mi esprimo su questioni di competenza dell'area medica delle quali cui non conosco bene i dettagli»: così ha risposto il tecnico biancorosso alla domanda sulle condizioni del giocatore del 1991, poi precisate dalla società attraverso un comunicato ufficiale: «Anosike ha svolto lavoro differenziato dopo le visite da ortopedico e osteopata, le condizioni verranno nuovamente valutate oggi e domani mattina con l'obiettivo di recuperarlo per il match contro Avellino». L'ex di turno resta dunque in dubbio per domani - ed anche nella migliore delle ipotesi ci sarà a scartamento ridotto - ma resta la curiosità del coach di verificare come reagiranno gli altri titolari (nessun nome specifico, ma oltre a quello di O.D. anche il rendimento di Maynor, Kangur e Johnson - quest'ultimo tolto dal quintetto nelle ultime due gare - è sicuramente sotto le aspettative) ai quali aveva chiesto un maggior apporto: «Solo il futuro ci dirà se il messaggio lanciato è arrivato a segno; quel che è evidente è che al momento le prestazioni di alcuni giocatori siano al di sotto delle aspettative, e attendiamo le risposte dei singoli e della squadra in questo periodo ricco di impegni». Il richiamo al massimo impegno nel periodo di messa in moto del tour de force campionato-Champions League coinvolge comunque tutti gli effettivi e non solo chi al momento sta dando meno del previsto: «Era prevedibile incontrare qualche difficoltà all'inizio del periodo del doppio impegno visto il livello della Champions, che è molto alto. Potranno arrivare altre sconfitte, ma l'importante è che l'atteggiamento sia sempre quello di una squadra affamata: dovremo lottare e sputare sangue contro chiunque, non è accettabile che si verifichino prove senza reazione e carattere e spero vivamente che a Klaipeda e Pistoia si siano verificati episodi frutto di coincidenze straordinarie». Il coach toscano tesse infine le lodi di Avellino, contro cui Varese cercherà il riscatto dopo 3 sconfitte in fila nel difficilissimo match di domani contro una Sidigas in serie positiva da 6 turni tra campionato e Champions League: «Affronteremo una "nuova grande" che si è consolidata ad alto livello grazie ad una eccellente continuità di risultati, frutto del sistema garantito da Pino Sacripanti: sono chirurgici nello sfruttare i vantaggi e hanno giocatori di talento che garantiscono un elevato livello di imprevedibilità. Hanno giocatori esperti e un solido nucleo italiano, centri di caratura internazionale e un elevato tasso atletico nei ruoli di guardia e ala. Con loro non puoi lasciare nulla a metà perché sono bravissimi a punire ogni tuo errore o indecisione». Giuseppe Sciascia
  11. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][size=3]Due piccioni con una fava per pubblico e squadra al termine di un match che fa scattare la scintilla dell’entusiasmo del PalaWhirlpool per la Cimberio dell’era Frates. Alla vigilia dell’esordio casalingo in campionato coincidente col ritorno a Masnago di Frank Vitucci l’obiettivo primario dell’ambiente di Varese era quello di “punire” sul campo il tecnico veneziano per aver preferito la lucrosa offerta della Sidigas alla permanenza sotto le Prealpi. Nel chiuso dello spogliatoio Ere e soci avevano invece un obiettivo ben diverso, ossia quello di farsi perdonare la partita leggera di testa e di gambe contro l’Asvel e ottenere due punti ghiotti contro un’altra avversaria dalle ambizioni di vertice come Avellino. [/size][/color][/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][size=3]Alla fine la squadra di Frates ha saputo accontentare al meglio il desiderio dei suoi tifosi di dimostrare l’ulteriore solidità del progetto Varese, e nel contempo riguadagnarsi la credibilità ed il rispetto dei suoi tifosi con una gara che zittisce anche i più scettici detrattori dell’opera dell’erede di Vitucci alla guida della Cimberio. E all’uscita dal campo, tra gli scrosci di applausi per tutti i protagonisti di una vittoria convincente sotto ogni profilo, arriva il coro del pubblico anche per l’architetto milanese,[/size][/color][/size][/font][/color] [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]mentre il coach degli “Indimenticabili” - accolto da bordate di fischi soprattutto dalla Curva Nord, che gli manda messaggi inequivocabili via striscione (“Da papa sei stato trattato, da traditore te ne sei andato” e “Varese nel cuore, tante belle parole… sei un uomo senza onore”) - esce dal campo che per un anno lo ha idolatrato con un passivo pesante sulle spalle. I biancorossi eseguono al meglio il pianopartita, respingendo con i muscoli di Hassell e l’energia di Polonara l’urto dei dinamici Thomas ed Ivanov e “riversando” la loro supremazia dentro l’area con una spinta costante in campo aperto che esalta la trazione posteriore Clark-De Nicolao. Una Cimberio lucida ma allo stesso tempo spumeggiante che pur con interpreti e scelte tattiche differenti ricorda comunque quella dello scorso anno per ritmi elevati e giocate acrobatiche in grado di regalare ai 4207 tifosi di Masnago il tanto agognato “basketspettacolo”. [/size][/size][/font][/color] [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]Tra la Varese “svalvolata” di mercoledì e quella tornituante in campo aperto in grado di spazzare via Avellino molta differenza la fa Ebi Ere, vero punto di riferimento del gruppo per la sua capacità di unire i reparti e dare l’esempio dentro e fuori dal campo: una leadership diversa e più silenziosa rispetto a quella di Mike Green ma comunque fondamentale per far quadrare i conti di una squadra che a differenza di quella dello scorso anno ha avuto bisogno di tempo per mettere insieme i pezzi e trovare gli equilibri. Ma con questo Clark – brillante non solo al tiro ma anche responsabilizzato e coinvolto in regia - e con questo Hassell – difensivamente concreto a protezione del ferro prima ancora che incisivo in attacco – la Varese dell’era Frates può comunque ritagliarsi ancora un ruolo da protagonista nelle gerarchie della serie A 2013/2014. [/size][/size][/font][/color] [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]E se la Cimberio saprà replicare l’intensità e l’aggressività messe in campo ieri, il fortino di Masnago saprà ripagare i suoi sforzi col calore che lo scorso anno fu tra le chiavi della cavalcata solitaria degli “Indimenticabili” durante la stagione regolare. Ora i primi difficili esami esterni – mercoledì a Valencia e domenica a Sassari – per verificare se Varese saprà esportare anche lontano dal suo pubblico la faccia determinata con cui ha schiantato prima Venezia e poi Avellino. Ma nel frattempo la nuova Cimberio ha già saputo far breccia nel cuore dei tifosi...[/size][/size][/font][/color]
  12. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Una domanda: dobbiamo proprio rassegnarci al fatto che questa Cimberio debba sentirsi con l'acqua alla gola (a Brindisi non si trattava di acqua e il liquame era a un livello anche superiore...) prima di darsi una mossa, quella che sinora si è rivelata vincente?[/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Lo diranno le prossime partite ma una cosa è certa: questa squadra diverte, diverte molto, almeno sin quando vince...[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Anche contro Avellino gli uomini di Frank Vitucci hanno ripetuto il copione consueto: avvio "leggero" in difesa, ampie concessioni agli avversari che sprovveduti certo non sono e che vantano quelle tipiche qualità da giocatore di playground (anche con le conseguenti difficoltà a essere squadra).[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Quando le difficoltà si sono fatte pressanti (nulla comunque in confronto a Brindisi), ecco la Cimberio capace di calare le mosse giuste, in particolare da parte di chi era rimasto sino a quel momento piuttosto in disparte.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Alla fine del terzo quarto Polonara aveva realizzato 5 punti in 12 minuti, Ere non aveva segnato un solo punto e il suo score offensivo era più che desolante: 0-3 dal campo e nessun tiro libero battuto in 25 minuti. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sino a quel momento a tirare la carretta era stato un provvidenziale Dunston (habemus pivot!), capace di monetizzare il lavoro di tutti quanti sprecando poco o nulla. Prossima all'eccellenza la sua prima metà partita. con 5-7 dal campo e 6-8 nei personali. Una prova maiuscola che però era bastata appena a tenere a bada gli irpini, con il "silenzioso" Dragovic primo attore ma con tanti altri bravi protagonisti. In particolare Warren, capace di imbrigliare Ere con una difesa giocata tutta sull'agilità e sugli anticipi, costringendolo a un sostanziale nulla di fatto.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sino al 32', dunque, la Cimberio ha sofferto, spesso costretta a inseguire, faticosamente impegnata a cercare un gioco di squadra spesso risolto con qualche "uno contro uno" (comunque frutto di un lavoro collettivo) ma anche con meno razionali "uno contro due o tre".[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Poi, spentosi Dunston anche a causa dei falli (gli ultimi 6' li ha giocati un po' in apnea, con 4 penalità), ecco i guizzi di Polonara e di Ere.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E' un po' questa la fotografia di questa bella Cimberio, bella almeno sin quando saprà trovare nelle sue consistenti ma non inesauribili risorse tecniche le chiavi per risolvere questa o quella situazione, più o meno disperata.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Le chiavi, contro Avellino, sono state la solidità e la concretezza di Dunston nella prima parte di gara, poi la ferocia agonistica di Ere (che a un certo punto, lo si è capito, si è "imposto" di cambiare marcia e registro) e di Polonara, via via sempre più "carico" prodezza dopo prodezza.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Per tornare al quesito iniziale, sarebbe bene che la Cimberio non si fidasse del fatto che sinora ha sempre saputo venire a capo di ogni situazione ingarbugliata. Ma sin quando troverà Banks (a Brindisi) o Ere e Polonara (ieri sera contro Avellino) in vena di capolavori il copione rischierà di essere sempre piacevolmente lo stesso... [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Claudio Piovanelli[/font][/size]
  13. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Il “corazon” di tutta la Varese che ama il basket, come canta la Curva Nord, batte di sicuro e, vista e presa, questa Cimberio ha già fatto strage di cuori e innamorare di sé. [/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Nel “tempio” di Masnago non si era mai visto tutto ‘sto entusiasmo dopo solo due giornate. Segno che, intanto, la forza di un'idea – costruire una squadra in grado di attirare attenzione e curiosità - ha piantato un tassello positivo nella testa di tutti i tifosi. Sulle giocate di fulminea rapidità di Banks e De Nicolao, sugli zompi di puro atletismo di Dunston e Polonara e su quelle pensanti e pesanti di Ere, Sakota e Green c'è sempre una bella sensazione e, contro la Sidigas, al termine di una gara molto più difficile di quanto non faccia pensare il risultato finale, ognuno se n'è reso conto.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La Cimberio inaugura la stagione casalinga con il consueto quintetto: Green, Banks, Ere, Sakota, Dunston, Avellino va con Shakur, Warren, Richardson, Johnson e Ebi e prende subito fra le mani le redini della gara con le giocate di Shakur e Richardson: 6-11 al 4'. Ebi Ere, dopo aver strabiliato a Brindisi, non si vede, chiude il primo quarto addirittura senza tiri perchè marcato con attenzione da Richardson e chiuso dalle giocate di Green, Dunston e Banks. Non a caso il primo quarto termina con Varese avanti (23-22) ed il terzetto in questione che firma 20 punti totali. La squadra di Vitucci apre il quarto col triplone piazzato di Polonara (26-22) mentre Avellino, squadra cui non difetta il talento tecnico e atletico, ricava tantissimo dall'inserimento di Dragovic. Il lungo montenegrino a cavallo dei quarti piazza una dozzina di punti e insieme a Johnson (8 nel periodo), bravo a sua volta a risucchiare fuori area Dunston e a fulminarlo con morbidi “jump”, realizza il mini-parziale che vale il massimo vantaggio della Sidigas: 30-38, contro una Cimberio che, confusionaria, produce diverse azioni fuori ritmo. Dopo il time-out chiamato da coach Vitucci, Varese rientra sul parquet più calma e con un pizzico di raziocinio in più cerca e vuole la presenza di Dunston a centro area. E il lungo ex-Fordham, con Sakota e Rush confeziona il contro break per il sorpasso varesino: 46-45. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Girato l'intervallo sul 49-50 le due squadre corrono affiancate per tutto il terzo periodo (62-63) finchè Warren, con quattro punti consecutivi sembra spezzare l'equilibrio: 63-67 al 32'. Nel momento di maggior tensione del match, quello in cui imboccare il viadotto sbagliato potrebbe essere fatale, ecco che si rivede il capitano: Ebi Ere. L'uomo di Tulsa, dopo aver fatto flanella per tutta la gara, decide di prendere il toro per le corna e infila i primi punti del match: una tripla di devastante importanza psicologica. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La scossa benefica scuote l'organismo di tutta Varese ed i suoi effetti adrenalici sono raccolti da Polonara, uno che per accendersi ha solo bisogno di “atmosfera”. Ebi e Achille, mettendo in cartellone un quarto periodo da grandi star, chiamano su di loro tutte, ma proprio tutte le luci della ribalta. Come suonano 27 punti (15 Ebi + 12 Achille) su un totale di 29 segnati? Come suona l'imperiosa stoppata rifilata da Polonara a Shakur che, sul 76-72, a gara ancora apertissima fa capire a tutto il PalaWhirlpool che la musica adesso è cambiata, che i rapporti di forza sotto il tabellone, dentro l'area, sulla difesa perimetrale, si sono ribaltati e tutti a favore di Varese. Dopo la stoppata Ebi e Polonara gonfiano il divario e Spinelli, ahilui, ci mette il carico da 11 con un doppia sanzione (tecnico ed espulsione) che fanno calare il sipario sulla partita perché la Cimberio fa 5/6 dalla lunetta e chiude in gloria esaltando tutta Masnago e deprimendo una Sidigas che cade in piedi. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Massimo Turconi [/font][/size]
  14. [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Arriva finalmente per la Cimberio il giorno dell'esordio casalingo: stasera a Masnago (ore 20,30) la truppa di Frank Vitucci inaugurerà il suo cammino stagionale davanti ai propri tifosi ospitando la Sidigas Avellino. [/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Molti i temi interessanti in un match dal significato particolare per la formazione biancorossa, visto che per la totalità dei giocatori – eccettuato Janar Talts, unico superstite della stagione 2011/2012 – la gara odierna costituirà il biglietto da visita da presentare al pubblico del PalaWhirlpool dopo il massiccio restyling estivo. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'obiettivo primario di Varese è di presentarsi nel modo migliore ai suoi tifosi, concretizzando sul campo quel clima di entusiasmo che si respira attorno alla nuova Cimberio dopo lo scoppiettante precampionato e la brillante vittoria esterna di Brindisi. Battere una potenziale avversaria nella corsa al quarto posto come la Sidigas sarebbe il miglior viatico possibile per lanciare l'assalto ai pluricampioni d'Italia di Siena, ospiti al PalaWhirlpool nel posticipo casalingo di lunedì prossimo. E sfruttare al meglio l'effetto-Masnago – già decisivo per la conquista dei playoff nell'era Recalcati – rappresenterebbe una solida base per le ambizioni di alta classifica della truppa biancorossa, decisa a mettere subito fieno in cascina nonostante la partenza in salita che prevede la visita al PalaWhirlpool di MPS e Cantù nel corso del mese di ottobre. Inoltre il match odierno ha certamente un significato particolare per Frank Vitucci, ex di turno non senza rimpianti in quel di Avellino: dopo un biennio difficile sul piano extratecnico ma ricco di soddisfazioni in campo, il coach veneziano preferì lasciare l'Irpinia (dove la società voleva ripartire dalla sua riconferma) per seguire le ambizioni di Varese. Se la Cimberio ha il morale alle stelle, ad Avellino il clima non è altrettanto euforico: la sorprendente sconfitta interna inaugurale contro Montegranaro ha fatto emergere i rimpianti dell'ambiente per la mancata riconferma di Marques Green e la dirigenza ha chiesto alla squadra di Giorgio Valli di riscattare stasera a Masnago la brutta prova dell'esordio. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sulla carta il potenziale della Sidigas è notevole anche senza l'ex bomber della LegAdue Dwight Hardy, costretto ancora al palo per problemi burocratici legati al rilascio del passaporto congolese (al suo posto il “greco-americano” Dan Mavraides). [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Soprattutto sul perimetro gli avellinesi hanno giocatori con tanti punti nelle mani, dal play-guardia Shakur alle ali Richardson e Warren (per entrambi trascorsi in Eurolega). [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sotto canestro l'agilità di Johnson e del nigeriano Ebi si completa con le doti balistiche del serbo Dragovic. Nel pacchetto italiano spiccano il veterano Spinelli e i giovani Crow e Biligha, pescati in DNA. La sensazione è che la Sidigas sia però molto più indietro di Varese nella ricerca di una identità a livello tecnico e corale; per questo servirà l'aggressività difensiva della Cimberio del precampionato per limitare il talento delle individualità irpine ed esaltare il collettivo biancorosso, deciso a vincere e convincere nella “sera della prima” a Masnago. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size]
  15. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Conto alla rovescia sempre più vicino allo zero per l'esordio casalingo della Cimberio: la squadra biancorossa prosegue a lavorare al gran completo in vista della gara contro Avellino (oggi “rifinitura” a porte chiuse come è stato deciso di fare stabilmente nelle sedute del venerdì), che domani sera permetterà alla truppa di Frank Vitucci (foto Blitz)di togliere finalmente il velo davanti al pubblico di Masnago. «Finalmente arriva il momento dell'esordio, una partita cui teniamo molto visto che la squadra è completamente nuova e presentarci davanti al nostro pubblico darà una emozione particolare – conferma il tecnico della Cimberio –. Certamente avremo stimoli forti al di là dell'esigenza di capitalizzare la vittoria in trasferta ottenuta a Brindisi: è stato un passo piccolo ma importante per iniziare al meglio la stagione». [/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Proprio l'impatto col pubblico di Masnago – evitando l'ansia da prestazione per il debutto – è motivo di curiosità per l'allenatore di Varese, anch'egli all'esordio così come 9 dei 10 giocatori della nuova Cimberio: «È un punto interessante che mi aspetto di verificare domani sera: mi aspetto che la squadra riesca a trasformare in energia positiva l'entusiasmo di un ambiente in grado di dimostrare già grande attenzione nei nostri confronti in precampionato. Sono convinto che il pubblico sarà in grado di darci grande sostegno e fare la sua parte anche nei momento di maggiore difficoltà, ma toccherà alla squadra spingere l'interruttore giocando sempre con grande energia e creando così la sinergia migliore con i tifosi. Anche io che sono all'esordio sono curioso di scoprire quanto saremo in grado di creare e seguire questa onda». [/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'emozione del debutto casalingo aiuterà Vitucci a distogliere l'attenzione dalla sfida contro la squadra che ha guidato nelle ultime due stagioni, decidendo poi di lasciarla – a dispetto della volontà della nuova dirigenza di confermarlo – per seguire la proposta di Varese: «Avellino ha rappresentato molto per la mia carriera visto quanto abbiamo fatto insieme negli ultimi due anni, ma il fatto di giocare in casa nostra toglie parte del discorso emozionale legato ai miei ricordi. Il mio ruolo da ex passa in secondo piano: affrontiamo una squadra vogliosa di riscatto dopo la sconfitta interna inaugurale, dovremo difendere con grande attenzione ed energia per imporre la nostra pallacanestro». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E contro una Sidigas ricca di talento perimetrale ed attaccanti di spicco (pur con Dwight Hardy ancora out per motivi burocratici) Vitucci ribadisce la necessità di tenere alta l'intensità in retroguardia non accettando una partita a punteggio alto: «Avellino ha tanta qualità negli esterni più lunghi atletici come Johnson ed Ebi affiancati da un tiratore come Dragovic: dal punto di vista del talento tecnico è una squadra di alto livello, dovremo essere abili a non sfidarli su quel terreno ma essere più attenti a giocare di squadra ed essere più consistenti in difesa». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
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