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  1. L'Openjobmetis s'inchina allo show balistico di Bologna. Colpo esterno a suon di triple per la Segafredo che sbanca Masnago con un clamoroso 11/17 da 3, compreso un micidiale poker a cavallo fra terzo e quarto periodo per cancellare l'unico sorpasso biancorosso. Niente ciliegina sulla torta per il girone d'andata da grande della truppa di Attilio Caja, piegata da una Virtus tonificata dal rientro di Martin e dal debutto di Moreira che ha mostrato ben altro spessore rispetto ai due mesi precedenti con l'ala ex Cremona ai box e in attesa del pivot angolano. Varese ha subito solo in avvio la fiammata iniziale di M'Baye (15 nel primo quarto), poi ha giocato la solita partita casalinga ricca di ardore agonistico ed energia. Ma il maggior volume di gioco raggranellato dai biancorossi (37-32 a rimbalzo, solo 8 perse e 12 tiri in più dal campo) non è stato monetizzato a tabellone da una serata povera di qualità balistica. Il 27% finale da 3 stride ancor di più se paragonato all'irreale 65% degli ospiti: l'OJM non ha raccolto in termini di bottino tutti gli encomiabili sforzi prodotti per cancellare la partenza ad handicap, mentre Bologna ha avuto il merito di ricacciare ripetutamente indietro Varese con dardi velenosi nei momenti chiave. La compagine di Caja ce l'ha messa tutta, ma la qualità della prova della Segafredo è stata superiore; perciò il tecnico pavese ha comunque plaudito agli sforzi profusi dai suoi in una serata nella quale i padroni di casa hanno commesso errori di misura e non di concetto. Certo, sono mancate anche stavolta le conclusioni dal perimetro di Moore e le incursioni al ferro di Avramovic (4/21 in due), sia pur parzialmente sopperite dalle fiammate dalla panchina di Tambone e Salumu (24 punti dal secondo quintetto per i biancorossi). Ma i 28 minuti col coltello tra i denti disputati da Varese per cancellare il meno 12 dei primi 12', figli dei 34 punti subiti in avvio, meritano comunque il plauso dell'Enerxenia Arena. La Virtus di ieri è squadra da finale scudetto, Cain e soci hanno lottato sino in fondo per contenderle due punti e hanno dovuto alzare bandiera bianca solo di fronte ad una serie di magie dall'arco. Più di così non si poteva fare se i meccanismi corali dell'attacco di casa non sono stati finalizzati in maniera efficace dall'arco: il sistema Caja garantisce solidità, impegno e continuità nell'azione sui due lati del campo. Ed i complimenti a fine gara del tecnico pavese dimostrano che la sconfitta non è un dramma se si dà tutto contro avversari fatati dal perimetro, mentre all'appello mancano quelle triple costruite dal sistema che rappresentano la variabile dipendente di ogni partita per far quadrare i conti. Così l'OJM, anziché chiudere terza e vivere un nuovo capitolo della sfida infinita con Sassari, termina quinta l'andata incrociando Cremona in Coppa Italia. Ora una settimana di lavoro per rifare la "convergenza" al mirino e reinserire Ferrero. Poi le sfide contro Brescia e Sassari per provare a ripartire di slancio. Giuseppe Sciascia
  2. Partita, quella giocata questa sera per chiudere il girone d’andata a Masnago, che vede uscire vincitrice la squadra che ha meritato nettamente i 2 punti grazie ad una prestazione altisonante avvalorata da percentuali al tiro mirabolanti e che per i padroni di casa risulta come uno scontro frontale. Varese, pur lottando e cercando di rientrare dopo il massimo vantaggio felsineo che aveva raggiunto anche i 14 punti, riesce anche a mettere la testa avanti di 2 ma poi paga lo sforzo profuso e alla lunga Bologna riallunga e chiude i giochi portando a casa la vittoria e la consapevolezza di poter ambire a qualcosa di importante. Ma veniamo alle valutazioni: Archie 6 : come ormai ci ha abituato, rimane gravato molto presto di 3 falli anche perché uno scatenato M’Baye lo attacca e spesso lo sovrasta. Pian piano però entra in partita e inizia a carburare. Nonostante la spada di Damocle sulla testa delle 3 penalità diventa estremamente efficace sia in attacco che difensivamente dove rifila anche 3 stoppate ma alla lunga si deve arrendere. INTIMIDATORE Avramovic 5,5 : è entrato in un loop negativo dal quale non sembra riuscire a trovare l’uscita; forse stasera ulteriormente sotto pressione vista la presenza del coach della sua nazionale Sasha Djordjevic. In una sera dove non sparacchia dalla lunga sono le percentuali da 2 che descrivono la sua prestazione poco felice, con 2 su 10 con tiri relativamente comodi difficilmente porti a casa partite tirate come questa. UNDER PRESSURE Gatto N.E. Iannuzzi S.V. Natali 6,5 : altra buona prestazione per il toscano di Montecatini che anche lui come Archie viene subito penalizzato da 3 falli ma poi sembra sciogliersi trovando ottime soluzioni di tiro e difendendo sempre col coltello tra i denti. Testimoniano la sua prova positiva il +9 di plus/minus. PUNGENTE Salumu 6,5 : prestazione sicuramente positiva quella del belga che lentamente, grazie alla sua stazza, riesce a far valere le sue qualità fisiche anche contro avversari tosti e una volta trovato ritmo sa rendersi pericoloso ed efficace anche in attacco. WORK IN PROGRESS Scrubb 7 : sempre pronto a graffiare e a partire in contropiede sul pezzo forte, l’anticipo chiuso dalla schiacciata, scena vista a più riprese anche stasera e che ha cercato di donare energia ed entusiasmo a compagni e tifosi. Qualche conclusione da fuori presa con ampio spazio però doveva essere messa a segno e anche in post meno preciso del solito. TENTACOLARE Verri N.E. Tambone 7 : è proprio Matteo che da il la al tentativo di recupero dei padroni di casa dopo un primo ingresso in campo abbastanza anonimo; nel secondo tempo ha tutto un altro piglio e riesce sia a dettare i tempi in maniera ottimale che a rendersi efficace in fase realizzativa e la sua stazza lo aiutano anche nel contenere le incursioni di Taylor. Forse andava premiato concedendogli più minuti in campo. SACRIFICATO Cain 6,5 : le garanzie di Tyler non vengono meno nemmeno questa sera anche se l’arrivo all’ultimo secondo di Moreira nelle file delle V nere gli rendono la vita particolarmente complicata. Chiude con l’ennesima doppia doppia ma la concessione di qualche rimbalzo offensivo agli avversari alla fine fa la differenza. Ma con un utilizzo di 38 minuti ci sta che abbia avuto un calo fisico nell’arco dell’incontro. STACANOVISTA Ferrero N.E. Moore 4,5 : questa sera Ronny purtroppo porta a casa la palma del peggiore in campo; non riesce mai a contenere le incursioni dei piccoli avversari, al tiro è particolarmente impreciso, in regia fatica ad innescare i suoi compagni, insomma una serata no su tutti i fronti. CALIMERO
  3. La Pallacanestro Varese chiude l'anno solare con una sconfitta beffarda e gioca la carta delle "vie legali" per far valere le proprie ragioni. La truppa di Attilio Caja, priva dell'infortunato Waller e dell'influenzato Hollis, cede soltanto all'overtime contro la Segafredo Bologna sorretta da un monumentale Alessandro Gentile. Ma la società di piazza Monte Grappa ha presentato istanza di reclamo avverso il risultato contestando un errore tecnico arbitrale durante il tempo supplementare. Ossia l'infrazione di 24 secondi che le ha tolto la palla di mano dopo la consultazione dell'instant replay da parte degli arbitri sull'81-83 a meno 48" dal termine: sul cronometro dell'azione c'erano ancora 5 secondi da giocare per l'attacco di Varese, ma i direttori di gara hanno riscontrato che i 24 secondi erano stati azionati dagli ufficiali di campo con 9 secondi di ritardo rispetto alla ripresa del gioco dopo il canestro del più 2 ospite a meno 1'16". Ma se gli arbitri hanno sanzionato i 24 secondi, andavano recuperati i 4 secondi "fantasma" sul cronometro della partita: così ragiona Varese che ha seguito la prassi regolamentare (firma del referto di capitan Ferrero al termine della partita) e oggi presenterà la sua istanza al giudice sportivo chiedendo la ripetizione della partita perché durata 44 minuti e 56 secondi anziché 45'(40'+5'). Nel basket non è ammessa la prova Tv, dunque - con ogni probabilità - il reclamo sarà respinto perché inammissibile (l'unico errore arbitrale per cui è ammesso il ricorso è per l'errata attribuzione dei punti a referto); però Varese vuole sollevare il caso di una direzione arbitrale non gradita né da Attilio Caja - che in sala stampa ha apertamente accusato la terna di aver indirizzato il risultato nell'overtime - né dalla dirigenza, a partire da Claudio Coldebella che ha dato il "la" alla procedura per il reclamo. Resta la sensazione della beffa per una partita che la truppa biancorossa avrebbe meritato di vincere per l'impegno profuso nonostante l'emergenza. Varese ha giocato una partita gagliarda con capitan Ferrero (7/9 al tiro) leader assoluto e Okoye capace di duellare a lungo alla pari con Alessandro Gentile. Proprio le precoci uscite per falli delle due ali - col capitano a quota 3 al 19' e a 4 al 25', dubbie due interpretazioni finali che gli sono costate il quinto - sono state fatali in un overtime giocato con assetti d'emergenza. Dall'altra parte Bologna - a sua volta senza Lafayette - ha cavalcato le sue individualità lussuose, primo tra tutti un Gentile per la prima volta in carriera oltre quota 30 punti, e poi un Aradori più incisivo quando Ramagli ha giocato la carta dei 4 piccoli nel quarto periodo. Nonostante un fatturato complessivamente insufficiente del reparto guardie (incerto Wells, male Avramovic), l'unico rammarico di una Varese agonisticamente encomiabile riguarda gli otto liberi lasciati sul ferro, le occasioni perdute sul più 6 di inizio quarto periodo e quel "passi" solitario in contropiede (fischio contestato ma il "quarto tempo" di Tambone era palese...) che ha cancellato il possibile +4 nell'overtime. Piccole sbavature che, come a Milano, Avellino e Pesaro, impediscono alla squadra di Caja di raccogliere i frutti del suo impegno. L'inizio del 2018 a Brindisi ed a Cremona con Waller ancora ai box non è foriero di pensieri felici, l'auspicio è che il nuovo anno porti con sé anche un pizzico di fortuna finora mancata costantemente all'appello... Giuseppe Sciascia
  4. In riferimento a quanto pubblicato oggi da alcuni quotidiani, Pallacanestro Varese comunica che non è sua intenzione proporre ricorso per quanto accaduto ieri, martedì 26 dicembre, in occasione della partita con la Segafredo Virtus Bologna. Valida per la dodicesima giornata del campionato LBA 2017-18. Questa decisione è stata presa per rispetto nei confronti della Società bolognese, cui vanno le congratulazioni per la vittoria ottenuta sul campo, al termine di un’emozionante gara che ha rappresentato uno spot bellissimo per il nostro sport. Uno spettacolo vero, che ha entusiasmato il pubblico del PALA2A, mai così numeroso quest’anno, e i tantissimi sostenitori che, grazie alla diretta TV, hanno potuto apprezzare una sfida vibrante tra due squadre che hanno dato il massimo per riuscire ad avere la meglio. Il tutto, nel pieno rispetto dello spirito e dei valori che solo uno sport come la pallacanestro è capace di veicolare. Parallelamente, e con rammarico autentico, Pallacanestro Varese non può non stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo che, nell’occasione, non si sono dimostrati di livello pari a quello delle squadre nella gestione delle situazioni venutasi a creare, come innegabilmente testimoniato dalla stessa diretta televisiva. Le decisioni tecniche che ne sono scaturite hanno condizionato il regolare svolgimento della gara e, si sottolinea, avrebbero potuto penalizzare sia l’una che l’altra parte in campo. In vista del prosieguo del campionato, Pallacanestro Varese si augura che la classe arbitrale dimostri di avere al suo interno qualità, capacità di analisi e critica e che gli stessi arbitri siano considerati parte di un sistema fortemente determinato ad investire risorse importanti per riqualificare la categoria all’eccellenza del passato.
  5. Serve passare da un’altra sconfitta per capire quanto sia bella questa Varese. Per capire quanto lo spettacolo di unità, caparbietà, personalità, agonismo e generosità ispirato da Attilio Caja e dipinto dai suoi uomini sia un regalo che va al di là di due punti persi o conquistati. Questo insuccesso verrà recuperato, prima o poi, e i conti torneranno in quello che è sempre stato, rimane e rimarrà l’unico obiettivo stagionale di questa squadra: la salvezza. In merito ci mettiamo la mano sul fuoco. Il cuore e l’impegno, le due parole che riassumono meglio le caratteristiche annotate poc’anzi, sono invece un pane da mangiare subito. E per il quale ringraziare. Si potrebbe riassumere così il match di Santo Stefano nel quale la Virtus Bologna ha espugnato il PalA2A per 85-90 dopo un tempo supplementare. Una gara che entra nell’anima per un’incertezza durata 44 minuti, per la combattività di entrambe le squadre e soprattutto per la prestazione offerta dai padroni di casa. Rimaneggiati (senza Waller fin dalla lunga vigilia e all’ultimo senza Hollis, rimasto ai box per un’influenza intestinale fulminante) Ferrero e compagni hanno tenuto egregiamente testa a una Segafredo (a sua volta senza il play Lafayette: con un roster di 9 “titolari”, però, è un’assenza che pesa indubbiamente meno...) guidata da un Alessandro Gentile in stato di grazia: 32 punti (record in carriera) e 12 su 17 da due punti. La guida spirituale Lo hanno fatto partendo da una difesa grintosa, attenta, mobile, intelligente (raddoppi pensati, rotazioni puntuali, recuperi) e partecipata da ogni “reduce” dell’Artiglio, una difesa che ha fatto sudare ogni canestro al talento degli avversari. E lo hanno fatto con un attacco magari modesto nella percentuale di innato e al solito non sempre preciso nelle esecuzioni, ma di certo giudizioso, generoso quanto la retroguardia e capace - come una sinfonia - di contare su più strumenti: una guida spirituale, che risponde al nome di un Giancarlo Ferrero praticamente perfetto (17 punti: “high in carrier” eguagliato in Serie A) in un serata nella quale dare l’esempio era fondamentale (ma il capitano ormai non sorprende più...), un “go to guy” per elezione come Stan Okoye (18 punti, tanti errori da 3 punti - 7, 3/10 - ma anche tante responsabilità prese), un uomo di sostanza come Cain (14 e 9 rimbalzi) e un mattoncino di tutti gli altri. I due episodi Compreso Wells, capace di portare con una tripla la partita al supplementare, al termine di un percorso personale segnato dalle consuete pause (13 punti, 4 assist e alcune scelte sbagliate): un epilogo naturale per una contesa senza padrone (massimo vantaggio bianconero il 4-11 del 5’, biancorosso il 57-51 del 31’). Qui, una Varese ormai ridotta ai minimi termini per le uscite dal campo - causa raggiunto limite di falli - di Ferrero e Okoye - è stata matata dalle giocate (alcune incredibili) di Ale Gentile e di Aradori, ma anche dagli episodi. Il primo: un passi di Tambone sul contropiede del possibile +4 (infrazione sacrosanta - il giocatore fa effettivamente 4 passi - ma involontaria e forse non così influente). Il secondo, ben più grave: il pasticcio degli ufficiali di campo a 1’16” dalla fine, sull’81-83. Varese ha palla in mano e inizia l’azione d’attacco, ma il timer dei 24” resta fermo per circa 4” e poi viene fatto ripartire senza che l’errore venga segnalato agli arbitri e il gioco di conseguenza fermato. Nessuno si accorge dell’inghippo: l’azione prosegue e Wells viene stoppato da Slaughter con 5” ancora sul cronometro dei 24” (che, senza il temporaneo blocco, avrebbe invece già finito la propria corsa...). Gli arbitri assegnano la rimessa ai biancorossi, ma vengono allertati dalla panchina della Virtus e vanno a controllare all’istant replay: dopo una lunga consultazione la decisione viene cambiata e la palla ritorna agli ospiti. Con Varese, la quale con i riferimenti temporali corretti sul tabellone dei 24” avrebbe attaccato in maniera diversa e che a quel punto chiedeva solo di poter giocare i 5” rimanenti, incolpevole, cornuta e mazziata. Per tutto questo il direttore generale della società Claudio Coldebella ha presentato ricorso direttamente nel referto arbitrale a fine gara, ma le possibilità che lo stesso venga accolto sono praticamente nulle. Fabio Gandini
  6. La Pallacanestro Varese cerca due punti pesanti per chiudere col sorriso il 2017. Ultima tappa dell' anno solare martedì al Pa- 1A2A (palla a due alle 15; diretta su Eurosport2) per la truppa di Attilio Caja, che riceverà l'ambiziosa matricola Segafredo Bologna in una gara ricca ai motivazioni. Ferrero e soci trascorreranno le festività in palestra - oggi allenamento alle 15 per acclimatarsi con l'inconsueto orario di gara, rifinitura in programma la mattina di Natale - per prepararsi al meglio a dare l'assalto alle rinvigorite "Vu Nere". Partita da affrontare in emergenza per Varese, costretta a fare a meno di Antabia Waller in attesa di scoprire con esattezza l'entità dell'infortunio del suo cecchino designato (ma sembra difficilmente evitabile il ricorso al mercato in cerca di un sostituto). Il team biancorosso non ha alcuna intenzione di piangersi addosso per l'assenza della sua guardia titolare, e prepara la solita partita casalinga in versione arrembante contro un'avversaria di grande talento. «Non dobbiamo essere arrendevoli e pensare di aver perso prima di iniziare; al contrario dobbiamo e vogliamo giocare una gara di grande energia e grande coraggio. Bologna ha tanta qualità, ma noi con tenacia ed aggressività potremo disputare una bella partita»: così Attilio Caja ha stimolato il gruppo in vista del match di martedì. Occasioni in particolare per Aleksa Avramovic, Matteo Tambone e Nicola Natali, che senza Waller avranno più minuti e responsabilità; ma in assoluto tutti gli effettivi biancorossi dovranno dare qualcosa di più per nascondere l'assenza del tiratore ex Mornar Bar. L'obiettivo è quello di conquistare due punti importanti per allontanarsi dalla zona pericolo alla vigilia delle delicate trasferte di inizio 2018 a Brindisi e Cremona. E anche quello di abbinare un ricordo positivo alla storica inaugurazione del tabellone "led cube": la strumentazione acquistata grazie all'impegno diretto dello sponsor Tigros arricchirà il contorno dello spettacolo al PalA2A. Ma il vero spettacolo sarà ovviamente quello del campo, e perriuscire ad esprimersi al meglio Varese non potrà prescindere da un'altra prova arrembante come quelle con cui ha messo alle corde Cantù, Trento e Capo d'Orlando. Se lo aspetta anche Bologna, a sua volta col rischio di dover fare a meno di un elemento cardine come Oliver Lafayette (problemi muscolari nei giorni scorsi, recupero difficile per il 33enne play naturalizzato croato). La Virtus rilanciata dopo la retrocessione del 2015-16 dall'avvento di Massimo Zanetti col marchio Segafredo, ha puntato molto su un nucleo italiano che ha nel capitano azzurro Pietto Aradori e nel mix di talento e fisicità di Alessandro Gentile i pezzi pregiati (rispettivamente 15.8 e 17.4 punti di media-gara). Finora però le "Vu Nere" hanno raccolto meno rispetto alle aspettative, complici numerose sconfitte in volata; il successo di domenica contro Torino ha riportato serenità dopo 5 stop nelle 6 gare precedenti, toccherà a Varese cercare di "tastare" eventuali nervi scoperti andando all'arrembaggio degli ospiti sin dal primo minuto di una gara da giocare col coltello tra i denti. Giuseppe Sciascia
  7. Partita tiratissima e decisa all’overtime quella disputata alle 15.00 di un Santo Stefano dove la novità più appariscente è senza dubbio il nuovo “cubo” mentre i roster delle 2 squadre sono largamente rimaneggiati con Lafayette ai box per le V Nere e al già risaputo guaio Waller, alle prese con una distorsione al ginocchio, per Varese si aggiunge anche Hollis con una influenza intestinale che non gli permette nemmeno di entrare a referto. Nei 5 minuti supplementari succede un po’ di tutto compreso un pasticcio al tavolo e della terna arbitrale che regala un possesso poi decisivo ai fini del risultato finale a Bologna che sbanca Masnago. Ma veniamo alle valutazioni : Avramovic 6 : oggi si presenta in campo come guardia titolare per sostituire l’infortunato Waller e l’impatto iniziale non è dei migliori. Pian piano trova fiducia e sembra avere le idee giuste per aiutare la causa ma una persa sanguinosa in un momento topico (passaggio dietro la schiena per Pelle) e altre soluzioni dove si fa chiudere dalla difesa felsinea lo rilegano in panchina nei minuti decisivi dell’incontro. RIMANDATO Pelle 5,5 : parte in quintetto dopo qualche partita ma la sua prestazione è troppo a corrente alternata, infatti coach Caja gli preferisce Cain per lunghi tratti. Purtroppo cade ancora colpevolmente in errori banali che non gli vengono mai perdonati. CASTIGATO Bergamaschi N.E. Natali 6 : per forza di cose il suo minutaggio questa sera sale e la sua missione è ben delineata quanto con un alto coefficiente di difficoltà e cioè contenere le bocche da fuoco più insidiose degli avversari e ovvero A. Gentile e Aradori.L' impegno sicuramente non manca ma alla lunga la battaglia è persa con l’aggravante di avere una mano glaciale in attacco che alla fine pesa in maniera sostanziosa per quanto riguarda il risultato. MISSION IMPOSSIBLE Parravicini N.E. Okoye 6,5 : primo tempo durante il quale sono più le cose negative rispetto a quelle positive. A fine gara poi guardando il tabellino le cifre sono più che accettabili ma ciò non toglie che alcune scelte che poi portano a palle perse e la gestione di alcuni contropiedi sono quanto meno da censurare. Oltre a questo abusa della conclusione da fuori con percentuali rivedibili. Spende il quinto fallo escludendosi da solo dal supplementare, forse avrebbero dovuto aiutarlo non facendolo sacrificare visto che comunque sia, è una dei principali terminali offensivi biancorossi. SPARATUTTO Seck N.E. Tambone 5,5 : prima parte di gara ordinata ma nulla più. Nel finale di partita, anche causa il calo di Avramovic, viene ributtato nella mischia e prima con una tripla di personalità e poi con un contropiede, rischia di assicurarsi il titolo di salvatore della patria; peccato che in contropiede, in 1 vs 0 commetta un’infrazione di passi da minibasket. FONDAMENTAL...I Cain 7 : altra ottima prestazione del lungo statunitense della OJM che però non basta per vincere. Tiri ad alta percentuale e solita presenza a rimbalzo e tutti i movimenti che un pivot deve fare. ISPIRATO Ferrero 7,5 : questa sera il capitano sfiora la prestazione della vita, fatta eccezione solo per la gestione dei falli dove, sempre per eccesso di generosità, esagera e si fa tirare dentro nel tranello escogitato da Alessandro Gentile. Vista la sua serata di grazie la sua prematura uscita per falli è una mannaia affilata sulla testa della compagine buosina. BOIA Wells 5,5 : negli ultimi secondi riesce ad incarnare il giocatore che staff e tifosi si immaginavano di trovare, infatti prima mette la tripla del 74 pari a meno di 10 secondi dalla fine e in difesa stoppa la conclusione di Gentile che vale il supplementare. Peccato che nei restanti 38 minuti in cui rimane in campo fa vedere ben poco di positivo sia come play che come guardia e oggi avremmo tanto avuto bisogno di un leader. ASSENTE INGIUSTIFICATO
  8. Le prime volte, per qualcuno le ultime. Forse l’ultima. La prima volta del “Cubo”, l’opera che proietta la società in un futuro dove però l’apparenza dovrà sempre cercare di coniugarsi alla sostanza: sarà una sfida eterna qui sotto al Sacro Monte del basket, da non sottovalutare mai. La prima volta del nuovo inno della Pallacanestro Varese,”Come nella vita”, scritto dal preparatore atletico biancorosso Marco Armenise: non siamo critici musicali e quindi non esprimiamo giudizi qualitativi (che sarebbero strettamente personali); ci auguriamo, semplicemente, che porti un po’ di fortuna, quella che a volte si pesca nei particolari, anche in quelli che paiono inutili. La prima volta di una Varese incompleta, almeno in gare ufficiali nella stagione 2017/2018. E l’assenza di Antabia Waller è una defezione in una truppa cui Attilio Caja - per necessità ma anche per virtù - ha insegnato a giocare insieme, a essere “noi” invece che “io”, ad amarsi vicendevolmente tra i suoi componenti: fa meno male, quindi, che l’assenza di un uomo solo al comando in un gruppo di gregari. Fa meno male non significa che non lo faccia del tutto: sono sempre 11 punti di media che se ne andranno (probabilmente per un mese) uniti all’unico tiratore puro presente nel roster. Ma la creatura dell’Artiglio sa sacrificare ogni cosa sull’altare del “noi”: e la vittima di turno sarà la sfortuna. Pallacanestro Varese-Virtus Bologna, un ’ennesima volta. Rimasta uguale in due nomi che fanno tremare i cuori, soprattutto se uniti da un trattino che le mette insieme su un rettangolo 15x28 metri, anche se tutto è cambiato, dentro e fuori dallo stesso. Bologna pone uno accanto all’altro due dei primi dieci marcatori della Serie A 2017/2018, e il fatto che siano due giocatori italiani fa viaggiare per un attimo su una sorta di macchina del tempo. Sono Alessandro Gentile (17,5 punti a partita) e Pietro Aradori (15,8): chiaro che il focus si concentri su di loro, che assicurano quasi metà del fatturato offensivo virtussino (80,2 punti segnati a partita contro i 73,8 dei biancorossi) e che in due racchiudono un arcobaleno di pericolosità da temere. Dietro di loro un esercito simile a quello varesino, almeno per una sorta di comunismo del gioco d’attacco: Lafayette, Lawson, Slaughter, Umeh, Ndoja e Stefano Gentile: cifre simili, uguali possibilità di colpire come alternativa alle due principali bocche da fuoco. Vaticinare i temi tattici di una gara della Openjobmetis di Attilio Caja ormai è facile: difesa, difesa, difesa. Corsa, corsa, corsa in contropiede per trovare quei punti facili che valgono doppio in assenza di un talento offensivo diffuso. E poi percentuali, percentuali, percentuali, altalenante tallone d’achille di un gruppo che finora ha raccolto meno di quanto ha seminato. Fabio Gandini
  9. «Non arriveremo al match nel nostro momento migliore, perché quella di Waller è un’assenza importante. Durante la stagione questi inconvenienti però ci possono essere e martedì non dovremo essere arrendevoli e credere di aver già perso prima di cominciare: dovremo fare la nostra partita con coraggio ed energia, giocandola nel miglior modo possibile». Davanti alla sfortuna bisogna tirare fuori gli... Artigli. E se c’è uno che lo può fare è proprio coach Attilio Caja, per nulla disposto a partire battuto nonostante la sua Varese sia rimaneggiata. Antabia Waller non ci sarà contro la Virtus Bologna nel match di Santo Stefano e non c’è nemmeno alcun aggiornamento sulle sue condizioni. Dovrà infatti passare ancora del tempo prima che il giocatore possa sottoporsi a determinati accertamenti medici e avere un quadro chiaro della situazione. A breve termine impera il pessimismo: anche nella migliore delle ipotesi due-tre settimane di stop sono purtroppo da mettere in conto e ciò significherebbe la sua assenza anche contro Brindisi e Cremona. Anche nella malasorte, peraltro, guardare troppo in là serve a nulla: meglio concentrarsi sul presente e quindi sulla Virtus. È ciò che fa l’allenatore pavese, presentando una sfida storica e un avversario che la storia, prima o poi, vorrebbe tornare a scriverla: «Bologna è una squadra che ha una netta impronta italiana - esordisce il coach - La società, avendo la possibilità di farlo, è stata brava a seguire questa linea, perché è interessante. Hanno puntato su giocatori nazionali di grande rilievo, come Pietro Aradori, che è forse il cestista italiano con più talento (ed è tra i primi in Europa) perché ha un’abilità nel segnare davvero notevole. Poi hanno puntato sulla “rinascita” sportiva di Alessandro Gentile dopo la sfortunata parentesi dell’anno scorso: lui aveva bisogno di un’opportunità con grandi stimoli e la Virtus glieli ha dati, facendo una scelta interessante e opportuna (e, se ce ne fosse stata la possibilità, anche a me avrebbe fatto piacere allenarlo). E non si può non citare suo fratello Stefano, che a mio giudizio è un giocatore un po’ sottovalutato: ha qualità, carattere e rende molto nei momenti caldi delle gare». Non è finita qui: «Accanto a loro ci sono elementi importanti ed esperti, decisivi lo scorso anno per la vittoria dell’A2: Ndoja, Umeh e Lawson. E a questa somma hanno aggiunto anche due giocatori come Oliver Lafayette e Marcus Slaughter che hanno un’esperienza, anche a livello europeo, molto marcata. Pertanto ritengo che a inizio campionato Bologna sia stata giustamente inserita tra le pretendenti ai playoff e non solo. Quando una squadra è nuova, tuttavia, ha bisogno di tempo per conoscersi e imparare a giocare insieme ed è questo il motivo per cui hanno avuto alti e bassi finora. Noi, dal canto nostro, siamo pronti ad affrontare una squadra di altissimo livello». Con un però: «I nostri avversari hanno grande qualità - conclude Caja - ma con tenacia, aggressività e coraggio possiamo fare la nostra partita. Vedremo se sarà sufficiente per arrivare alla vittoria finale». Fabio Gandini
  10. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Stavolta la festa non finisce con le presentazioni ma dura sino ai saluti finali. Masnago in calore se lo merita dopo aver patito gelo e tormenta dal 12 ottobre, quando gli uomini di Pozzecco infierirono su Cantù che, nonostante qualche acuto, si ritrova al loro fianco in classifica. Come dire che nessuna formazione, a parte quel noto drappello che sta nei quartieri alti, appare decisamente più forte e autorevole di altre. È un campionato, per certi versi, bizzarro, se non bislacco, sicuramente da vietare agli esteti di vecchio corso e di lunga memoria per le diverse partitacce che sta offrendo. Come lo è stata, in verità, contro una Virtus Bologna a tratti in rottura prolungata, da travaso di bile per il suo coach Valli che nel primo tempo, tanto per rendere l'idea, ha operato raffiche di cambi nel tentativo di trovare, invano, una pezza per nascondere vistosi strappi.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Francamente non è stato un bello spettacolo, fra scorci di pallamano e lotta greco-romana incorporati in una pallacanestro che più mediocre non può essere. E con una folla di americani in campo è d'obbligo una riflessione nell'interrogarci sul loro supposto e vero valore, con relativa valutazione di mercato ma, soprattutto, sull'eventuale livello di gioco se s'infoltissero, come suggerirebbe un po' di sano nazionalismo, le file con gli atleti italiani, ormai una piccola tribù, tipo riserva indiana. Di fronte a un'immane realtà il presidente federale dovrebbe porsi la questione di un movimento dal settore giovanile abbastanza povero in canna invece di compiacersi d'un ottavo posto agli Europei di cui, al contrario, non v'è da andar fieri.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Tornando al match di Masnago, ormai consegnato agli archivi, bisogna sottolineare come ai demeriti di Bologna corrispondano, e nettamente, i meriti di Varese la quale, soprattutto nel primo tempo, s'è applicata con grande intensità in difesa, segno evidente d'un proficuo, umile e sistematico lavoro in palestra durante la settimana. Mentre in attacco, stavolta, ha tratto beneficio dalle evoluzioni acrobatiche di Daniel che, a parte qualche svolazzo dei suoi, ha fatto saltare i tabelloni felsinei. Ci sembra innegabile il riconoscimento di uno spirito di squadra che qualifica Varese rispetto ad avversarie magari più dotate per qualità individuali, probabilmente per effetto della sua linearità d'insieme che mai l'ha fatta rotolare nella polvere, seppur fra note e balorde sconfitte, ma che verosimilmente trova vitali motivazioni nella carismatica figura del suo allenatore alle cui dipendenze ogni giocatore è chiamato ad una parte che presuppone una corrispondenza infinitamente orgogliosa. Ci sembra questa la nota più lieta e incoraggiante, in continuità con Brindisi, al di là dei valori insiti nel proprio organico cui sarebbe bastato un po' di qualità in più, segnatamente a qualche singolo, per immaginare Varese in posizioni di avanguardia supponendo condivisibile, in tal senso, ogni relativa recriminazione.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Figuratevi ben altri risultati in sintonia con un personaggio impareggiabile qual è Gianmarco Pozzecco, capace di catturare le attenzioni del mondo intero nonché di rubare la scena al calcio facendo parlare di Varese e della pallacanestro, così è accaduto, lunedì nel divertente salotto televisivo di Tiki Taka. Come s'addice a un genio, soprattutto se sregolato, ancorché poco pertinente al ruolo di allenatore dal cui modo di essere, fatalmente, dipendono i destini della squadra e del club. La sua spontaneità resta una virtù, sicuramente egli dovrà crescere come tecnico, a patto di non essere censurato ingiustamente per episodi innocenti come il festoso baccano a Brindisi, in omaggio al suo vice, sostituto vittorioso. Giù le mani di Pozzecco, lo striscione della Curva Nord è più che mai eloquente.[/size][/font][/color]
  11. [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]L’Openjobmetis “viola” il PalaWhirlpool e riabbraccia Gianmarco Pozzecco. Il ritorno in panchina del coach biancorosso coincide con il ritorno al successo casalingo di Varese, che dopo 3 sconfitte in fila ed oltre due mesi di digiuno[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] [color=rgb(37,39,37)] a Masnago consolida le sensazioni positive dell’impresa di Brindisi con una vittoria tanto sostanziosa quanto corroborante. Applausi scroscianti per “coach Poz” e per la squadra biancorossa, che dimostra di aver metabolizzato la sua “mutazione genetica” nel passaggio dalla versione tutta triple ed attacco atomico di Kristjan Kangur a quella tutta balzi, atletismo ed energia di Christian Eyenga. Ora è la difesa l’arma vincente di Varese, che gioca una partita eccellente sul piano dell’applicazione e dell’energia: quella che serviva per recuperare la fiducia di Masnago e archiviare definitivamente la crisi strisciante dopo le 6 sconfitte in fila che avevano tolto sorrisi ed entusiasmo all’ambiente. La gara di ieri, all’insegna delle schiacciate tornituanti dell’ala congolese ma anche delle giocate di tecnica pura di Rautins e della solita travolgente energia di Diawara, ha rispecchiato perfettamente le aspettative di società e tifosi. Ed allenatore e squadra sono usciti tra i meritati applausi del pubblico al termine di una gara vinta con spirito di sacrificio, coralità e voglia. Prova ne siano il decisivo vantaggio nel duello sotto i cristalli (46-33 totale con 16 secondi tiri) che permette all’Openjobmetis di imporre i suoi ritmi “andanti con brio”, e l’eccellente lavoro sull’asse Rautins-Robinson per togliere dal match il leader bolognese Allan Ray (2/14 dal campo per un[/color][color=rgb(37,39,37)] giocatore che viaggiava a 17,3 punti di media e il 54% da 3). E in tutto questo c’è tanto Eyenga per ridare la “quadratura del cerchio” ad una Varese capace di adattarsi in fretta dopo la sostituzione forzosa di Kangur. L’MVP della serata ha progressivamente imposto la sua indole difensiva ad una squadra che con il suo innesto ha visibilmente cambiato marcia in retroguardia. Certo ci sono ancora ampi margini di crescita sul piano della continuità offensiva, anche se la coppia di play ha diretto il gioco con sufficiente linearità. Ma la squadra ha dimostrato di avere fiducia nella sua nuova identità, con la quale si è riguadagnata l’affetto della gente. Ora la trasferta di Caserta per provare a fare filotto e riaprire la corsa verso le Final Eight in vista delle sfide di fine 2014 contro Sassari e Capo d’Orlando, gare dal grande impatto emotivo per coach Poz. Ed imparare a sfruttare meglio la coppia Eyenga-Diawara per un potenziale salto di qualità verso la zona alta della classifica; poi quando nel girone di ritorno tornerà anche Kangur, allora ci sarà davvero l’imbarazzo della scelta. Per ora però all’Openjobmetis basta tornare a sorridere ed a far sorridere la sua gente….[/color][color=rgb(37,39,37)] Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
  12. [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Come uomini che si sono fatti onore e non che hanno perso la faccia. Masnago, con fragorosi applausi, ha accolto la sua Cimberio lasciando agli archivi di una storia ricca di insegnamenti quel secondo posto in Coppa Italia lì per lì deludente ma, a mente serena e se incorniciato in una stagione fantastica, grondante d'orgoglio. Non avevamo dubbi nel definire Vitucci e i suoi uomini non cani bastonati ma leoni feriti nell'impatto di ritorno al proprio pubblico che, mostrando grande maturità, si riprende speranze ed entusiasmi interrotti sul più bello. Già, per tornare a sane e buone abitudini ci volevano una bell'atmosfera, gli avversari giusti e la solita scoppiettante Cimberio. Così è accaduto dal preludio (che abbiamo descritto) sino ai quattro atti di un match pressoché segnato contro una Virtus Bologna abbastanza indefinibile, sicuramente anonima e inverosimile rispetto a un passato nemmeno troppo lontano. Nel vedere i suoi americani vien forse da pensare a una certa smobilitazione, non mancando in proposito voci d'un possibile ridimensionamento del club anche se, con di mezzo l'eclettico patron Sabatini, può anche accadere il contrario di tutto ciò che si dice in giro. Il momento è particolare, vi sono piazze a rischio di chiusura ma quella di Bologna, per anni definita come la vera Basket City , stupisce più di altre nel panorama della crisi proprio per il suo sanguigno ed enorme seguito. Passioni che cadono come foglie morte? Staremo a vedere, da spettatori, abitando in un'isola felice come lo è oggi Varese. S'è detto di una Virtus in campo senza arte né parte, guidata da un Poeta la cui differenza con De Nicolao è parsa inversamente proporzionale al rapporto - tra ingaggio e rendimento - tra i due: il play biancorosso, molto probabilmente, guadagna un terzo in meno per rendere tre volte di più. Eppure la squadra di Finelli, che ha mostrato in vetrina un 18enne niente male come Imbrò, è stata autrice di una bella rimonta, dovuta più verosimilmente a una remissione della Cimberio, per stanchezza o per appagamento da congruo vantaggio. Tant'è che, appena riavutisi nella realtà, gli uomini di Vitucci sono piombati di nuovo come falchi sulla preda, apparendo nitido e profondo il divario tra una Cimberio in versione sprint (pur con qualche scoria da smaltire) e questa Virtus che rischia, a gioco lungo, di dover sgomitare per non finire in un'infida zona di classifica. La morale è la stessa: se scommetti su un asse play-pivot di valore, come quello formato da Green e Dunston (foto Blitz), prendi l'accoppiata vincente che, evidentemente, fa da perno a un gioco arioso e ideale per tutta la squadra, in particolare per uno come Ere, velenoso nei suoi assalti. Manca solo il “ritorno” del vero Banks, cioè di quel fulgido cannoniere che il tifoso conosce e ama, ben diverso dal giovanotto un po' mogio parso sul parquet. Non sappiamo se e quanto l'esperienza negativa di Coppa abbia ferito il suo amor proprio: può anche darsi che più semplicemente sia stata una caviglia malandata a “trattenerlo”.[/size][size=3] [/size][/size][/font][/color]
  13. [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E' moderata la soddisfazione da parte del presidente Cecco Vescovi dopo l'autorevole successo casalingo contro la Virtus Bologna: il calo del terzo quarto che ha costretto la Cimberio a vincere la partita due volte è archiviato alla voce "condizioni imperfette" di diversi effettivi. [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Una vittoria conquistata con sicurezza al termine di una gara non bellissima; certo dobbiamo stare più attenti ed essere più cinici, perché con squadre di spessore diverso da Bologna c'è il rischio che certi passaggi a vuoto possano costare cari. Alla fine però va detto che non eravamo al meglio: Banks è stato preservato nel finale per consentirgli di lavorare al meglio nella preparazione del derby con Cantù, Talts era reduce dall'influenza ed Ere deve ancora recuperare il 100 per cento della condizione dopo l'infortunio del mese scorso». [/size] [size=3]Dunque nessuna "scoria" mentale successiva alla sconfitta in Coppa Italia per un gruppo che si è rituffato di slancio nel clima-campionato: «Sinceramente non avevo paure di questo genere, anche perché non c'era alcuna delusione da assorbire: ho parlato mercoledì alla squadra ribadendo che siamo arrivati secondi e non sedicesimi e dunque si trattava di un bel traguardo raggiunto. I ragazzi hanno capito e apprezzato e lo ha capito anche il pubblico che sta cavalcando insieme a noi questo momento molto bello: noi abbiamo ambizioni e voglia di stare in alto il più a lungo possibile, continuiamo a vivere il primato con questa serenità e senza pressioni». [/size] [size=3]E, al di là del solito fatturato sostanzioso dell'asse Green-Dunston, il presidente biancorosso spende parole di elogio per De Nicolao e Sakota: «Andrea è una conferma importante e la sua stagione super lo sta mettendo in luce anche in chiave azzurra: visto di fronte a Poeta, il nostro regista è più indicato per un ruolo da giocatore di rottura e cambio di ritmo. Dusan invece lo abbiamo atteso per tanto tempo confidando nelle sue qualità balistiche: aveva bisogno di prendere fiducia ma ora speriamo che continui così perché col suo tiro può aprire l'area e liberare spazi per Dunston». [/size] [size=3]Ora Vescovi guarda al derby di domenica a Desio contro una Cantù in affanno dopo il cambio Markoishvili-Mancinelli (tre stop nelle ultime quattro gare per i brianzoli): «Di test ne abbiamo già superati abbastanza, ma certamente è una partita importante: affrontiamo una delle candidate ai primi quattro posti della classifica finale, se riuscissimo a batterla con un 2-0 negli scontri diretti e 10 punti di vantaggio significherebbe praticamente eliminarla dalla corsa e ridurre a tre la volata. Cercheremo di sfruttare il momento di difficoltà di una squadra che, avendo perso un elemento di valore assoluto come Markoishvili, non ha più le certezze di prima e sta attraversando un fisiologico periodo di assestamento per trovare nuovi punti di riferimento. Dunque ben venga affrontarli ora...». [/size] [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
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