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  1. L'Openjobmetis impone la legge del PalA2A nello spareggio contro Cremona e scrive la pagina più bella della storia recente. L'ottava meraviglia contro la Vanoli garantisce alla truppa di Attilio Caja la certezza aritmetica della qualificazione ai playoff: 5 anni dopo gli "Indimenticabili" di Frank Vitucci, la società di piazza Monte Grappa torna tra le protagoniste della corsa allo Scudetto, coronando un girone di ritorno stellare con un'altra perla all'insegna della coralità. Prestazione di alto livello sul piano tecnico ed agonistico per i biancorossi, che giocano la solita partita arrembante in versione Masnago guidando per 40 minuti contro un'avversaria mai doma. Nonostante i 3 falli bruciati in 5'36" da Avramovic, Varese ritrova un Okoye in formato superstar (8/18 dal campo, 7 rimbalzi e 4 assist) e gioca una gara molto lucida nelle scelte offensive contro il run&gun della Vanoli. Tante conclusioni costruite all'insegna della circolazione di palla che esaltano la pazienza dell'Openjobmetis nello snidare una Vanoli spesso in campo senza centri di ruolo: il 45-37 a rimbalzo è una chiave tattica importante al pari della prestazione a tutto campo di Siim Sander Vene (7/10 al tiro, 6 rimbalzi e 4 assist), non solo l'uomo della svolta al posto di Hollis, ma anche l'elemento di raccordo dell'intero sistema di gioco biancorosso. Varese trova sostanza ed energia anche dagli italiani della panchina, con Ferrero e Natali che danno gas nel terzo quarto dopo il rientro ospite a meno 3 e Tambone che mette il punto esclamativo sui playoff raggiunti con i 5 punti della staffa a metà del quarto periodo. Il giusto simbolo della capacità di Attilio Caja di pescare risorse da tutti gli effettivi del suo organico: la rimonta playoff è il giusto premio per il lavoro che la squadra non ha mai smesso di svolgere al massimo del'impegno e della serietà sin dal raduno del 18 agosto, e gratifica tutti gli uomini "dietro le quinte" che in cinque anni di vacche magre hanno sempre fatto il massimo per mettere i giocatori nelle condizioni ottimali per rendere. Cosa che quest'anno è avvenuta con un gruppo che ha saputo produrre un volume totale superiore alla somma delle singole parti: merito del coach e degli uomini dell'area tecnica Claudio Coldebella e Toto Bulgheroni, ma anche di un gruppo che ha sposato senza riserve l'etica lavorativa di "Artiglio". Una serata magica per un PalA2A torrido, che festeggia con grandissimo entusiasmo l'impresa di un gruppo entrato nel cuore della gente con un girone di ritorno stellare. Mai nella storia del basket italiano una squadra era riuscita a raggiungere i playoff dopo aver chiuso il girone d'andata all'ultimo posto; un record che resterà negli annali quello stabilito da una Varese ora capolista solitaria della classifica della fase discendente. Una grande festa che però non appaga una squadra decisa ad onorare al meglio questo playoff riagguantato all'insegna del carattere e della forza di volontà: oggi riposo, ma domani si torna sul pezzo per pensare alla chiusura di mercoledì a Torino, dove c'è la possibilità di mettere le mani sul sesto posto che significa derby contro Brescia e una possibile finestra sull'Europa. L'Openjobmetis ha stupito tutti, ma il gruppo biancorosso ha ancora fame di gloria... Giuseppe Sciascia
  2. Partita che sancisce l’aritmetica qualificazione ai playoff dopo 5 anni per Varese che si mette in testa sin dal primo quarto e poi non si gira più indietro a guardare chi la insegue anche se la Vanoli si gioca tutte le sue carte fino in fondo regalando ai 5000 di Masnago uno spettacolo davvero avvincente e divertente. Questa sera per i biancorossi sono diversi i protagonisti ma tutti gli effettivi meritano la standing ovation per il risultato ottenuto con una giornata di anticipo sulla conclusione della stagione regolare. Ma veniamo alle valutazioni : Avramovic 8 : parte a razzo come ormai ci ha abituato in tutto il girone di ritorno ma deve necessariamente fermarsi perché dopo 5 minuti è già gravato di 3 falli. Nel proseguo della partita bravo a gestire questo fardello e alla fine ancora una volta è l’uomo che si accende e incendia i suoi tifosi. TORCIA Bergamaschi S.V. Natali 6 : partita grintosa spesa al solito difensivamente e 2 buone conclusioni prese dall’arco che però trovano solo il ferro ma comunque prezioso nel dare respiro alla front line anche mettendo pressione su Johnson Odom. DUTTILE Vene 9 : stiamo per finire gli aggettivi per definire ancora una volta una prestazione a tutto tondo dell’estone arrivato a Varese quasi per caso ma che ora ha in mano le chiavi della macchina e come driver è veramente un drago. CHAUFFEUR Okoye 8 : dopo esser calato a livello realizzativo nelle ultime uscito Stan inizia la gara col piglio delle giornate migliori e oltre a portare a casa un buon bottino a fine gara gioca con una intensità e una cattiveria agonistica che significano voglia di post season. DETERMINATE Seck S.V Tambone 7 : primo tempo abbastanza soft dove non riesce a trovare la via del canestro eccezion fatta per un’entrata concessa in maniera eclatante dalla difesa cremonese. Nella ripresa approccia meglio ed è chirurgico nell’infilare prima una bomba pesantissima e poi a realizzare in sottomano in entrata un canestro tanto difficile quanto bella. BISTURI Cain 7 : partita in cui le cifre non sono altisonanti come nelle ultime uscite ma la sua presenza è sempre fondamentale in particolare per rimbalzi e applicazione difensiva. Da giocata della settimana un assist per Vene dal post basso dietro la schiena. VISIONARIO Delas 5,5 : serata ancora abbastanza anonima per il centro slavo dove fatica a trovare spaziature e movimenti ficcanti anche perché sembra sempre essere un mezzo giro indietro rispetto ai suoi compagni. 78 GIRI Ferrero 6 : il capitano deve cercare di trovare ancora la condizione migliore ma soprattutto la fiducia nei suoi mezzi che forse è quello che lo sta limitando più di tutto da 2 mesi a questa parte;nonostante tutto mette una bella tripla dall’angolo e 2 liberi non scontati. RECUPERABILE Dimsa S.V Larson 7,5 : questa volta il buon Tyler anticipa la sua “zona” di 3 quarti mettendo 3 bombe fondamentali già nella prima frazione. Poi cala dal punto di vista realizzativo ma sale come attivatore per i suoi compagni (perla assoluta l’assist per Okoye schiacciato per l’inchiodata del nigeriano). Nonostante il miss match con Johnson Odom non si fa schiacciare ne dal fisico ne da trash talking del suo connazionale e dimostra di avere attributi importanti. MATURO
  3. Dopo 5 anni di attesa, l’Openjobmetis conquista i playoff con una meritata vittoria: la squadra è riuscita ad interpretare con la giusta intensità ogni situazione, spinta dai tifosi del PALA2A. Ottima partita per Avramovic, autore di una prestazione da 17 punti, 3 assist e 3 rimbalzi, che gli è valsa il titolo di MPV. Non passano in secondo piano i 22 punti dell’americano Okoye e i 16 dell’estone Vene. I 21 assist di Varese rappresentano la forte coesione e il profondo legame tra i giocatori e a nulla sono serviti i 23 punti di Johnson-Odom, che ha cercato di motivare i suoi fino alla fine. Dopo l’ultimo secondo di partita, l’entusiasmo del pubblico del PALA2A è esploso di fronte a questo risultato tanto atteso, non solo dai giocatori, ma anche e sopratutto da tutti noi tifosi. Solo la grinta e la “ferocia” dei nostri giocatori, come è stata definita dall’allenatore, hanno reso possibile il realizzarsi di questa impresa, ma ora la squadra di Attilio Caja non dovrà montarsi la testa, arrivando ben preparata ai playoff e non dimenticando l’ultimo impegno di campionato con il Torino. Tuttavia, in questo momento, è anche giusto festeggiare un fantastico fine di stagione e complimentarsi con i nostri giocatori per il loro impegno. Durante la conferenza stampa, l’allenatore del Cremona ha sottolineato la resistenza della sua squadra, ma allo stesso tempo la potente aggressività dei giocatori di Varese, che gli ha permesso di vincere, perché nel basket come negli altri sport è solo la squadra più energica a trionfare sull’avversario. Inoltre, Romeo Sacchetti ha assicurato che Ruzzier Michele, il numero 10 dei suoi giocatori si sta riprendendo dalla botta, ma che ha preferito non rimetterlo in campo e lasciarlo a riposo. Attilio Caja invece ha l’impressione di essersi appena risvegliato da un sogno: è ancora incredulo dell'eccellente risultato raggiunto dai suoi giocatori, che ha definito “feroci e solidi” e ha ricordato a noi tifosi di essere soddisfatti del loro lavoro, ringraziarli per questo e mettere da parte ogni altra aspettativa. Matteo Molinari, Elisa Romano, Luca Gigliotti e Margherita, progetto liceo classico "E. Cairoli" con Varesefansbasket PALA2A Masnago - VA, 06-05-2018
  4. simon89

    Varese, mal di canestro

    La Pallacanestro Varese continua a soffrire di "mal di canestro". La pausa per la Nazionale non ha guarito la truppa di Attilio Caja dalle sue attuali difficoltà balistiche: l'amichevole ufficiale contro la Vanoli Cremona ribadisce la crisi dell'attacco biancorosso quando si tratta di finalizzare la manovra a metà campo. Varese ci mette volontà e intensità, pur con qualche sbavatura di troppo (18 perse); ma se le esecuzioni complessivamente lucide non producono punti sul tabellone per via del gelido 5/23 totale dall'arco, gli sforzi corali vengono vanificati dal ripetuto "clang" del ferro. Così l'inizio tambureggiante davanti ai 700 spettatori di un PalaSafco "dipinto" dai colori biancoblù dell'esercito dei mini-atleti del Basketball Gallaratese (8-1 al 3' e 14-7 al 5') non trova seguito per i ripetuti errori nel tiro da fuori. Varese comanda alla prima sirena (20-14 al 10') grazie ai secondi tiri in serie, ma appena Cremona protegge meglio il tabellone non ha più l' unica boccata d'ossigeno offensivo necessaria per tenere ii comando. La Vanoli prova ad allungare (25-30 al 16') ma il finale di tempo trova soluzioni lucide da dentro l'arca (38-34 al 20'). Dopo l'intervallo buio pesto, con l'attacco che produce 4 punti in 7' e macina palle perse banali punite in campo aperto dalla Vanoli (42-47 al 25'). Due triple di Waller valgono il 50-49 alla terza sirena, ma senza continuità dagli esterni e con troppi errori da distanza ravvicinata Varese va di nuovo in affanno, mentre Cremona capitalizza qualche invenzione delle sue punte Johnson Odom e Travis Diener e prende un piccolo margine a metà quarto periodo (55-62 al 36'). Un finale arrembante di Wells riporta a tiro la truppa di Caja (62-63 a meno 36"), ma nel gioco finale dei tiri liberi Drake Diener è freddo mettendo i punti-sicurezza per tenere a distanza Varese (l'1/2 con 3" sul tabellone lascia solo un tentativo da 20 metri ad Okoye). Volontà sì, esecuzioni sì... ma canestro no: crisi di fiducia passeggera, da risolvere cercando di spingere maggiormente sull'acceleratore per aumentare le opportunità in transizione, o primi sintomi di limiti strutturali di un gruppo che prova a sopperire con dedizione e disponibilità al lavoro a un tasso qualitativo non elevatissimo? La verità probabilmente sta nel mezzo; in vista della delicata trasferta di Pesaro serve lavorare ancora più "forte e duro" per togliere il tappo dal canestro e conquistare due punti che rigenerino la fiducia. Giuseppe Sciascia
  5. La Pallacanestro Varese riprende confidenza con l'agonismo sfidando la Vanoli Cremona. Match ufficiale oggi a Gallarate (palla a due alle 18,30 in via Sottocosta, ingresso gratuito) tra la compagine di Attilio Caja e la truppa del et. della Nazionale Meo Sacchetti reduce dall'eccellente abbrivio della sua nuova avventura in azzurro. Si tratta del retour-match dell'amichevole svolta ad inizio settembre che inaugurò ufficialmente la stagione casalinga della formazione cremonese; la sfida di campionato è ancora lontana (il calendario la prevede alla quattordicesima giornata, l'andata si giocherà il 7 gennaio al PalaRadi) e dunque si giocherà a viso aperto per togliersi di dosso la ruggine accumulata nei 10 giorni senza partite ufficiali. Per Ferrero e compagni sarà la prova generale in vista dell'importante trasferta di domenica a Pesaro: c'è da cancellare la brutta prova casalinga contro Sassari, ma soprattutto c'è da inaugurare la casella delle vittorie esterne sul campo di una diretta concorrente in chiave salvezza, pur rinforzata dalla vecchia conoscenza Rihards Kuksiks che sbarcherà oggi nelle Marche in vista del debutto contro la squadra che lo fece debuttare in Italia nel 2015-16. Dunque stasera sarà un test in grado di dare spunti di rilievo in una cornice stimolante, visti gli sforzi dei padroni di casa del Basketball Gallaratese per rendere memorabile l'evento. La società del presidente Thomas Valentino (storico abbonato biancorosso e frequentatore del parterre del PalA2A) ha allestito un palcoscenico di lusso per il match di stasera che porterà sulle tribune dell'impianto di via Sottocosta tantissimi atleti del florido vivaio biancoblù: «Per noi è una grande soddisfazione poter ospitare la Pallacanestro Varese, offrendo questo evento di richiamo ai 400 atleti delle nostre giovanili e alle loro famiglie - spiega il presidente del Basketball Gallaratese - Per questo abbiamo preferito privilegiare l'aspetto promozionale dell'iniziativa, evitando di lucrare sul richiamo della serie A tra la squadra più amata della provincia e quella del et. della Nazionale: l'ingresso sarà gratuito per tutti perché vogliamo che sia una grande festa di sport». Motivo in più per onorare al meglio l'amichevole di stasera nell'ottica di aumentare l'appeal della squadra di Caja nell'intera provincia: dopo gli allenamenti della scorsa settimana a Gazzada, Vedano Olona e Gorla Maggiore con un nutrito seguito di curiosi in tribuna, il match di stasera a Gallarate rappresenta un'altra ghiotta opportunità promozionale per coinvolgere nuove generazioni di tifosi. Giuseppe Sciascia
  6. Ultima uscita ufficiale per quanto riguarda la stagione 2016/17 che viene onorata con una partita buona per 38 minuti e che viene rimessa in discussione da un sussulto dei Cremona, che cerca di restare aggrappata alla massima serie fino all’ultimo ma che alla fine deve arrendersi ad una Varese parsa superiore in tutto e per tutto retrocedendo in A2 dopo il sorprendente quarto posto dell’annata scorsa. Ma veniamo alle valutazioni : Johnson 7 : forse è la guardia più forte e completa che ha vestito la casacca biancorossa negli ultimi anni e sicuramente le sirene di club più facoltosi e con ambizioni iniziali superiori a Varese non mancheranno di far sentire il loro richiamo. Sarà quasi un’utopia rivederlo a Masnago con Varese l’anno prossimo ma bisognerebbe almeno provarci. CHIMERA Anosike 6,5 : partita poco appariscente e con qualche errore ed incertezza di troppo ma alla fine con il suo rimbalzo in attacco e il conseguente canestro firma la vittoria. MATCH WINNER Maynor 6,5 : prestazione non semplice da analizzare; meno preciso degli ultimi impegni sia al tiro che nel servire i compagni, a tratti non sembra in controllo nemmeno in regia e ne sono la prova le 6 palle perse. Poi come sempre ci sono 7 assist che sono una delizia per gli occhi e i 16 punti anche se con percentuali basse frutto delle sue entrate rallentate. SLOW MOTION Avramovic 6,5 : causa la cessione di Cavaliero deve necessariamente prendere il suo posto nelle rotazioni e in tutta onestà non fa male; sicuramente non è un’aquila quando si fa fischiare quel fallo sul tiro da 3 di Johnson-Odom ma in attacco è più ordinato evitando le solite perse con scarico in entrata e il suo assist no look per Eyenga è la giocata della serata. RECUPERATO Pelle 5 : forse l’unica nota negativa della serata dove la mente di Norvel forse viaggiava già verso la post season. Meno presenza del solito sotto canestro e qualche ingenuità di troppo. Per salire di livello bisogna lavorare ancora intensamente! WORK IN PROGRESS Bulleri 5,5 : per l’ultima in casa del “bullo” un’accoglienza da pelle d’oca e che forse nessuno si sarebbe immaginato anche solo ripensando ad agosto dell’anno scorso. Prestazione che non incide più di tanto sull’andamento della gara e che principalmente serve a far rifiatare Maynor in cabina di regia. Per dedizione professionalità dimostrata solo applausi. STANDING OVATION Rossi N.E. Kangur 6 : all’estone vengono chiesti gli straordinari visto che il neo capitano viene penalizzato da troppi falli in fase d’avvio. Nel primo tempo mette subito la prima bomba ma poi perde precisione. Solito discreto apporto difensivo e 6 rimbalzi nel tabellino per una prestazione sufficiente. ORDINARIO Lo Biondo N.E. Canavesi N.E. Ferrero 6 : esordio con i gradi da capitano scoppiettante, infatti è lui a segnare i primi 5 punti della sua compagine;poi i falli e la fisicità di Thomas lo limitano nel minutaggio. Mette un’altra conclusione da 3 ma sbaglia un appoggio elementare che avrebbe completato una discreta prestazione. ELETTO Eyenga 6,5 : giocatore enigmatico se ce né uno, il congolese al solito fa intravedere giocate decisamente sopra la media ad altre da “vena chiusa” che ne fanno un vero dilemma. Se fosse sempre quello che ti si attacca come un francobollo, che tu sia un play o un’ala forte non importa, probabile che non sarebbe nemmeno abbordabile per squadre come Varese ma da considerare ci sono anche i suoi difetti caratteriali ed offensivi. ON/OFF
  7. Coi Resuscitabili non ci si annoia mai. Con i Resuscitabili ci si diverte. Con i Resuscitabili ci si incazza, ma sapendo che il perdono arriverà presto. Con i Resuscitabili ci si commuove, davanti al calore di un addio e ai campioni veri che salutano il basket. Con i Resuscitabili ci si mangia anche le mani, infine, pensando a quello che avrebbe potuto essere e invece non sarà. Nell’analisi di Varese-Cremona, l’ultima di Masnago, partiamo proprio da qui: stai a vedere che alla fine dei giochi la Openjobmetis resterà fuori dai playoff per la classifica avulsa... Con il successo contro i cugini della Bassa la squadra di Caja sorpassa anche Torino, issandosi al 10° posto a quota 26: dovesse essere vittoria anche domenica, e dovesse essere accompagnata dalle sconfitte contemporanee di Brindisi, Pistoia e Capo d’Orlando (o due sole di esse), i biancorossi sarebbero condannati a finire la stagione a inizio maggio solo da un quoziente canestri tragico negli scontri diretti (-33 nella parità a quattro squadre, -30 in quella a tre). Quante le occasioni sprecate, quante le debacle della prima parte della stagione, quante le partite buttate via costano ora dei rimpianti veri? Chiodi sulla bara Fermiamoci qui e torniamo alla gioia del PalA2A. Alle ovazioni da brividi prima della palla a due per Bulleri e Ferrero, un vecchio marpione che scrive l’ultima pagina della sua storia e un capitano adrenalinico cui affidare il futuro. Ai cori per Attilio Caja, agli ennesimi due punti conquistati di un ritorno fantastico. Alla morte sportiva di Cremona (una squadra che nella partita dell’anno difende come hanno difeso i pretoriani di Lepore per 35’ non merita la Serie A…) cui Varese mette i chiodi sulla bara. Non in modo scontato: Maynor e compagni a tratti dominano dando spettacolo, a tratti si addormentano, a tratti scompaiono, regalando un finale thrilling quando non se ne sentiva il bisogno. Alla fine, però, sono applausi veri: per il top scorer Johnson (18 punti anche se con un 2/9 da 3), per un Maynor da 16 e 7 assist, per un Avramovic che passa sul parquet 16 minuti di impegno, giudizio, ottimi spunti e qualche errore, per la difesa di Eyenga Per tutti. Arrivederci ragazzacci: ci avete fatto penare, ma sarà un dolore non vedervi più. La cronaca Cinque punti in fila del nuovo capitano Ferrero inaugurano la contesa e vengono conditi dallo strapotere difensivo e a rimbalzo di Oderah Anosike, con Varese che scappa sul 7-2 del 3’. I biancorossi giocano sul velluto, Cremona è ovviamente nervosa: Johnson Odom, marcato da Eyenga, dice qualche parolina di troppo al congolese, che reagisce beccandosi prima un tecnico e poi segnando la tripla del 10-5. Qualche disattenzione difensiva permette alla Vanoli di rientrare fino al 15-13 (liberi di Harris), ma la sinfonia della tranquillità biancorossa rende bene in attacco: le scariche di Johnson, Eyenga e Maynor valgono il +10 del 9’ (25-15), solo temperato dalla tripla di Wojciechowki per il 28-20 del 10’. Il rientro lascia spazio a Bulleri e Avramovic, con il serbo bravo a rompere subito il ghiaccio con una tripla e poi a distinguersi per attenzione difensiva e per le sue brillanti folate in campo aperto. I primi 5 minuti della seconda frazione sono tutti suoi e di una Varese che ricomincia a stringere le maglie anche dietro: conseguenza ne è che al 15’ il vantaggio ritorna ampiamente in doppia cifra (38-25). Dopo aver toccato anche il +15, tuttavia, la squadra di casa si specchia un po’ in se stessa e subisce il rientro dei “cugini”, che si piazzano a zona e scrivono un 8-2 di parziale che riduce il gap fino al +10 (45-35) dell’intervallo. Palle perse ed errori dopo il tè caldo, intervallati da tre lampi, uno varesino e due cremonesi: Johnson punisce dall’arco, la replica sono due canestri impossibili di Johnson-Odom (47-40 al 22’). Qui inizia un quarto a due volti. Il primo è una Varese che corre, difende, piace e diverte, divertendosi: fino al 62-45 del 28’ Masnago è una boutique del basket nella quale si segnalano le pregevolezze di Eyenga, Maynor, Johnson, Pelle e Avramovic. Il secondo è una reazione degli ospiti, punti nell’orgoglio dai cori di disapprovazione dei loro tifosi, che scrive un break di 10 a 0 a fissare il 62-55 del 30’ e a riaprire la partita. Ma per davvero. Perché se la Openjobmetis nei primi minuti del tempo conclusivo sembra tornare in controllo (Cremona dal -5, sul 64-59, viene rispedita da due canestri consecutivi di Johnson a -12, sul 76-64 del 35’), il pensiero di non dover brigare più di tanto per aver ragione alla fine frega gli uomini dell‘Artiglio. Johnson-Odom e Turner iniziano a fare i diavoli e la Vanoli ci crede: il parziale dei viaggianti è di 11-0 e i tre liberi (uno solo segnato) del play-guardia ex Sassari provocano addirittura il -1 (76-75) quando il match è già abbondantemente dentro l’ultimo minuto. Il Dominique ex Alba Berlino prende l’iniziativa e sbaglia, ma il rimbalzo offensivo con canestro di Anosike si rivela provvidenziale: 78-75 con 3” sul cronometro. La replica di Mian e compagni, dopo il timeout, non arriva: finisce così. Fabio Gandini
  8. L'Openjobmetis saluta con una vittoria il pubblico del PalA2A e condanna Cremona alla retrocessione in serie A2. La compagine di Attilo Caja si congeda con un bell'acuto finale dai tifosi biancorossi, onorando il terzo dato di presenze della stagione 2016-17 con una prova gagliarda per 37 minuti nonostante le motivazioni di classifica ormai azzerate. Di sicuro Varese rispetta l'equità competitiva del campionato molto più della capolista Milano, che dopo aver indirizzato il rush finale playoff "regalando" punti a Pistoia e Brindisi, fa pendere la bilancia della volata salvezza in favore di Pesaro con la sconfitta di Masnago che costa alla Vanoli la discesa tra i dilettanti dopo 8 stagioni consecutive nel massimo campionato e solo 12 mesi dopo i primi playoff della sua storia. Ferrero e soci prima dominano (anche più 17 nel terzo quarto) e poi rischiano, con un finale giocato "in surplace" per poche energie fisiche e mentali; 1' 1/3 ai liberi di Johnson Odom, che aveva lucrato un fallo di Avramovic sul tiro del sorpasso a 30" dal termine sul 76-74, costa carissimo alla compagine di Lepore col rimbalzo offensivo convertito da Anosike a mettere il punto esclamativo su una vittoria comunque meritata dai padroni di casa. Che pagano lo 0/7 da 3 nella ripresa dopo 0 sontuoso 8/16 dei primi 20', costruito grazie ad una circolazione di palla sinfonica per il 43-27 del 18'. Alla fine però il successo contro la Vanoli dei "solisti del mirra" Johnson Odom e Turner dà una volta di più ragione ai correttivi in corso d'opera: Varese e Cremona erano entambe ultime a fine girone d'andata, la compagine biancorossa ha puntato sulla ricetta "lavoro e fiducia" impostato da un allenatore di provata esperienza che dopo le Final Eight di Coppa Italia ha trovato le chiavi per dare alla squadra quel gioco d'insieme che per tre quarti abbondanti ha permesso aU'OJM di comandare con autorità (ancora 76-67 al 37' prima del blackout finale). La Vanoli ha invece scommesso sul talento dei singoli, primo fra tutti quel Johnson Odom che qualcuno auspicava come sostituto di Maynor nella fase più buia dell'andata: meglio una coralità rodata con il play statunitense (male nel finale ma per 35' in cattedra con 7 assist e una regia accorta) di un "solutore solitario" fortemente condizionante con le sue lune, che ha sfruttato alla distanza i problemi di falli di Eyenga per piazzare le sue stoccate, fallendo però i liberi del controsorpasso. Così i biancorossi si guadagnano la lode da parte di coach Caja dopo il massimo dei voti con cui il tecnico pavese ha gratificato la squadra per la missione salvezza coronata senza patemi con 4 turni d'antìcipo sulla conclusione della stagione regolare. A conti fatti "rischia" di non acciuffare i playoff per due punti o per differenza canestri; in qualsiasi parità a 28 punti con Pistoia, Capo d'Orlando e Brindisi i biancorossi sarebbero condannati dal doppio confronto negativo. Ora il PalA2A chiuderà i battenti fino ad ottobre col congedo di domenica prossima a Torino che metterà fine a un 2016-17 dai due volti. Viste le aspettative estive, si poteva fare meglio; alla luce dei travagli che hanno accompagnato Varese per due terzi di stagione, poteva andare molto peggio. Toccherà a Bulgheroni, Coldebella e Caja provare a disegnare la squadra del 2017-18 per interrompere il quadriennale digiuno playoff, auspicando di non disperdere per intero la chimica tecnica ed umana del gruppo che nelle ultime 10 giornate ha fatto meglio di tutti in serie A. Giuseppe Sciascia
  9. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'uomo che sussurrava ai purosangue. Immaginatevi Attilio Caja con cappellone da cowboy che domenica scorsa, alla fine di un primo tempo inconcludente (0/4 al tiro), prende da parte Andy Rautins (foto Blitz). Prima gli allunga un paio di amorevoli carezze, poi gli sussurra un paio di parole all'orecchio ed il canadese, rincuorato, al rientro sul parquet sfodera un terzo quarto da fuochi d'artificio: 12 punti con le 4 triple siderali che fanno saltare il banco e la difesa, fin lì ferrea, di Cremona.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Caja nella parte di Tom Booker e Rautins in quella di Pilgrim, perfetti interpreti di un best seller che ha definitivamente riconciliato l'Openjobmetis con la generosissima platea di Masnago: «Vincere davanti alla gente di Varese è sempre una bella sensazione ma - dice Rautins - vincere in rimonta, giocando bene e spendendo tutto quel che hai dentro, è ancora più appagante». [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Periodo nero spazzato via dai bagliori del terzo quarto: «Quelli contro il team cremonese sono stati probabilmente i nostri migliori dieci minuti dell'anno ed il pubblico, contro una squadra che sta lottando per i playoff, ha potuto vedere un gruppo compatto e capace di esprimere una pallacanestro di forte impatto sui due lati del campo».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] - L'interruttore l'ha alzato lei...[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] «All'intervallo Caja mi ha caricato di responsabilità e fatto sentire tutta la fiducia possibile. Poi, una volta sul campo, il resto l'hanno fatto, bene, i miei compagni, bravi nel capire il mio momento di ispirazione e nel passarmi la palla in modo puntuale. A conti fatti ne è uscita una buona prestazione individuale ben sostenuta da tutta la squadra che, a mio giudizio, ha giocato in maniera eccellente perchè, se è vero che ho realizzato i canestri importanti del break, è altrettanto vero che ad essere decisivi sono stati il gran lavoro a rimbalzo del trio Jefferson - Kangur - Callahan e le importanti iniziative di Eyenga».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] - Partita gratificante unita all'impressione che lei stia tornando in buona forma.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] «Non sono ancora al 100%, e del resto non potrei esserlo con solo quindi giorni di allenamento, ma finalmente sto abbastanza bene e, soprattutto, sento di poter essere utile alla squadra: un feeling positivo che, perlomeno in parte, mi ripaga del bruttissimo momento personale che ho vissuto qualche settimana fa».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] - Quando riflette sul passato, quando guarda la classifica, che cosa prova?[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] «Penso che siamo stati molto, troppo sfortunati e che siamo stati puniti ben oltre i nostri errori, che abbiamo pur commesso, o demeriti. Non ci sarà mai la controprova, ma sono convinto che al completo questo gruppo avrebbe avuto un destino diverso ed il nostro pubblico oggi potrebbe gioire per una situazione differente. Però davanti a noi c'è ancora tanta vita: sette partite da giocare al massimo per provare ad imprimere una sterzata ancora più decisa alla nostra stagione. Sette ostacoli, il primo è Brindisi, da superare tutti insieme. Poi - conclude in tono fiducioso Andy - hai visto mai...?».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Massimo Turconi[/size][/font][/color]
  10. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Attilio Caja (foto Blitz in alto) punta sulla continuità e sulla qualità del lavoro in palestra per proseguire nel percorso di crescita ormai in fase di sviluppo da oltre tre settimane. Il coach pavese fa affidamento su una condizione fisica in crescita costante (fatto salvo il problema muscolare che mette a rischio la presenza di Diawara) e su automatismi più rodati dopo un'altra settimana di allenamenti per provare a battere Cremona nella prima di due gare casalinghe consecutive per i biancorossi: «Abbiamo proseguito il lavoro per migliorare le nostre cose: c'è stato un carico importante nei primi giorni della settimana, e la testimonianza della qualità dell'opera è una lieve stanchezza che mi ha indotto a diminuire i carichi negli ultimi due giorni per arrivare pronti alla gara di domani».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Ma la cura-Caja fatta di fatica in palestra e meticolosità nelle esecuzioni funziona meglio col tempo, e dopo la trasferta impossibile di Milano il coach ex di turno (due subentri ed un esonero a Cremona) confida in ulteriori progressi dei suoi: «Ci aspetta un match tanto difficile quanto importante per dare continuità ai nostri progressi e crescere ulteriormente rispetto alla vittoria contro Roma. Abbiamo lavorato duramente per essere pronti e teniamo molto a conquistare una vittoria che per noi sarebbe molto importanti. Ovviamente siamo consapevoli della qualità di Cremona, reduce da una stagione di risultati positivi culminati con la conquista della Final Eight di Coppa Italia. Ma vogliamo allungare a 40 minuti l'autonomia del nostro gioco rispetto ai 35 di buona fattura espressi contro l'Acea». Caja indica nell'azzurro Luca Vitali il punto di forza della Vanoli, ma presta grande attenzione anche all'ex di turno Daniel che in assenza dell'infortunato Cusin avrà ampio spazio sotto i tabelloni ospiti: «Vitali è un giocatore molto importante, bravissimo soprattutto a far rendere i compagni ed ottimo complemento di un trio di americani di qualità come quello composto da Hayes, Clark e Bell. Dovremo stare molto attenti alle qualità atletiche di una squadra che gioca con grandissima energia ed è molto tembile in contropiede. Attenzione anche a Daniel, che ci terrà a fare bene ed giocare la classica partita dell'ex: dovremo essere pronti in tutti i modi a contenerlo».  Per Varese resta un grosso punto interrogativo relativo al difficile recupero di Diawara, ma Caja non si piange addosso: «Kuba ha svolto solo allenamenti differenziati da giovedì e continuerà a farlo anche oggi, il suo recupero al momento pare difficile. Ma piangersi addosso è inutile: bisogna fare il massimo con quello che si ha. Se non dovesse esserci subentrerà Okoye, sperando che possa ripetere l'ottima prestazione disputata contro Roma. Poi quando Diawara tornerà disponibile ci aiuterà con la professionalità e l'attaccamento di sempre; ma l'importante è ottimizzare le risorse a disposizione».  Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]  
  11. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Varese vince, ma i playoff si allontanano. Sempre più difficile la rimonta della Cimberio alla luce delle imprese “fuori pronostico” di Pistoia e Caserta sui campi di Roma e Sassari. A 80 minuti dalla conclusione della stagione regolare, la squadra di Bizzozi non ha più margini di errore: per sperare ancora nell’ottavo posto dovrà battere Siena ed Acea, rispettivamente seconda forza del campionato ed una delle “sei sorelle” di vertice che all’andata aprì ufficialmente la crisi biancorossa portando al cambio Hassell-Johnson. E arrivare a quota 30 punti potrebbe anche non bastare, visti gli scontri diretti negativi sia con la Pasta Reggia che con la Giorgio Tesi Group, che comunque all’ultima giornata saranno opposte in uno spareggio vero e proprio. A questo punto Varese non può più fare calcoli, ma deve sono vincere e sperare. In ogni caso però è un finale di stagione in grado di offrire ancora dei contenuti, di classifica e non solo: cosa quasi impensabile dopo lo scivolone casalingo contro Montegranaro che aveva generato lo “psicodramma” di un possibile coinvolgimento nella zona retrocessione. Alla fine la svolta dopo il tonfo con la Sutor ha portato 5 vittorie nelle ultime 6 gare, con il solo derby di Cantù (affrontato senza Linton Johnson) “steccato” malamente da una squadra che ha trovato coesione e spirito di sacrificio dopo il divorzio dal “corpo estraneo” Clark. E ora sta trovando anche un regista in grado di garantire personalità ed ordine: i progressi di Andrea De Nicolao nel ruolo da titolare sono spunti importanti anche in ottica futura per una Cimberio che potrà costruire il futuro anche sulla base dei riscontri[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] espressi dal presente. Il discorso vale anche per Stoglin, efficace complemento del play di Padova e di un Banks sempre più leader e non solo in attacco. Certo potrebbe esserci iil rischio che il regista del 1991 e la guardia di Memphis possano "monetizzare" altrove questo finale da protagonisti. Ma sebbene le valutazioni in chiave futura vadano effettuate sull’arco dell’intera stagione, e non soltanto sull’onda emotiva della parabola ascendente attuale, c’è comunque materiale col quale ragionare per mettere le basi della Varese che verrà. Il futuro non ruota attorno alla volata playoff, ma ad una "battaglia del grano" largamente anticipata rispetto allo scorso anno solare che deve portare le risorse necessarie per evitare ulteriori "spending review". Intanto però il finale di stagione all’inseguimento dei playoff, riproponendo una squadra "gagliarda" sul piano della coralità e dell’unità di intenti, ha permesso alla Cimberio di restituire il sorriso ai tifosi del PalaWhirlpool, attestatisi con regolarità oltre quota 4mila presenze anche in una stagione vissuta costantemente nella metà bassa della classifica. E per la sfida di domenica contro Siena, anticipata dalla lussosa amichevole di giovedì contro il CSKA Mosca di Ettore Messina, ci sarà certamente un colpo d’occhio da playoff. Dopo aver battuto una lunga serie di squadre di media o bassa classifica, sarà il vero esame di maturità per capire se la Cimberio attuale andrà rifondata o ritoccata per la stagione ventura.[/size][/font][/color]  
  12. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Come passare la notte sui libri per rimediare: chiamali, se vuoi, esami di riparazione. Ci sembra un po' questa l'immagine del momento per una Cimberio, ancora in gioco per la promozione ai play off nonostante le molte scene mute di campionato, la più clamorosa e imbarazzante in una materia facile facile come lo era la dimessa Montegranaro che, passando impietosamente a Masnago, sprofondò l'umore dei tifosi nel sottosuolo della delusione, persino al limite di uno sconsolato disfattismo. Poi, però, auspice anche un calendario non terrificante, la squadra ha trovato dentro le proprie file coraggio e forza per non dover sparire in un anonimato che avrebbe oscurato ogni biancorosso nelle sue referenze o belle speranze. Merito anche di Bizzozi, un tranquillo signore che sbarca il lunario (si fa per dire) vivendo in palestra tra i suoi assistiti cui, innanzitutto, infonde serenità. Dunque, al di là di valutazioni che sono sotto gli occhi di tutti, ad esempio per scelte di uomini, risultate sbagliate, comprese quelle dei rimedi (a parte ovviamente Banks, foto Blitz) e che la stessa società, attraverso le sue mosse rotatorie, ha pubblicamente ammesso, il giudizio sull'intera stagione non può dirsi emesso definitivamente, restando sospeso nel limbo d'una possibile riparazione. Ci vuole, probabilmente, un'impresa, peraltro non impossibile, il che, a voler guardare ancora indietro, rovistando fra occasioni gettate via, fa ancor più male perché con due, tre successi in più, in particolare con l'inferiore Montegranaro (vittoriosa due volte), oggi la Cimberio, nonostante i suoi palesi limiti, sarebbe più o meno dalle parti di Roma, ancorché deludente rispetto alle aspettative della propria piazza, tuttavia in una zona relativamente nobile con tutto quel che ne conseguirebbe adesso, per mire e sogni. La digressione ci sta nell'aprire, con una serie di riflessioni, una finestra sull'avvenire.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Il tifoso, si sa, preso da amore, idealizza la squadra futura scegliendo questo o quel giocatore in circolazione, se non che in una piazza inneggiante, pochi anni fa, un po' di varesinità nelle file della squadra (concreta prima con Allegretti e Bolzonella, poi con Passera e Gergati), andrebbe presa perlomeno in considerazione quell'italianità che evoca un certo sentire dell'atleta verso la bandiera, permettendoci di indicare Daniele Cinciarini, un usato sicuro e garantito da Recalcati per attaccamento ai propri colori, seppur in una realtà scoraggiante come quella di Montegranaro. Ora però, tra passato e futuro, incombe il presente, da domare a proprio favore, cominciando da oggi contro Cremona per continuare contro Siena nel prossimo turno, sempre a Masnago e per un lieto fine a Roma. Tre successi bastano e avanzano? Probabilmente sì anche non si è mai padroni del proprio destino quando si dipende dall'esito di altri eventi, peraltro coinvolgenti diverse squadre cui basta un successo (o un insuccesso) imprevisto per cambiare i propri scenari e quelli di Varese. Se poi basteranno quattro punti, impelagando Reggio Emilia (che patisce uno 0-2 nei confronti diretti con la Cimberio), tanto meglio. Già con Cremona, disinvolta e pericolosa nei suoi americani, bisogna lottare per imporsi. Un pensiero alla volta.[/size][/font][/color]
  13. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Vincere per sognare ancora i playoff. La Cimberio non ha alternative al segno 1 nel derby lombardo di stasera al PalaWhirlpool (palla a due alle ore 18.15) contro la Vanoli Cremona. La truppa di Stefano Bizzozi insegue un successo basilare nella sua rincorsa all'ottavo posto, riaperta grazie al colpaccio sul campo della Virtus Bologna. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] La quarta vittoria nelle ultime 5 gare di una squadra che nell'ultimo mese sembra aver trovato coralità, equilibri e gerarchie; ma soprattutto quell'identità difensiva mancante prima sull'asse Clark-Hassell, e poi col solo play bulgaro. Ora la sfida contro una Vanoli già aritmeticamente salva offre la possibilità a Varese di festeggiare la prima vera striscia vincente stagionale: i biancorossi non sono mai riusciti a prolungare una serie positiva oltre quota 2, ma battendo stasera i biancazzurri di Cesare Pancotto potrebbero rompere finalmente il tabù. E continuare a sognare nella rimonta, in vista delle sfide finali contro Siena e Roma (domenica prossima a Masnago il match contro i toscani, mentre l'ultima tappa della stagione regolare è in programma l'11 maggio nella Capitale). Acciuffare in extremis l'ottavo posto non dipenderà solo dai risultati della Cimberio, ma anche dalle combinazioni favorevoli provenienti dagli altri campi; in ogni caso però la squadra di Bizzozi sta quantomeno cercando di onorare fino in fondo una stagione povera di spunti positivi. Troppo tardi per cambiare l'esito di un'annata che finora ha riservato ben poche soddisfazioni ai tifosi biancorossi? Lo si vedrà la sera dell'11 maggio, quando saranno decretate le otto partecipanti ai playoff. Intanto però Varese è riuscita a dare un senso all'ultimo scorcio di stagione, risalendo dal quattordicesimo posto dopo il rovinoso tonfo casalingo contro Montegranaro all'attuale nona posizione. Ora la Cimberio chiede continuità ai suoi giovani - soprattutto De Nicolao e Polonara (foto Blitz in alto), che stasera festeggia il gettone numero 150 in serie A - ma soprattutto la capacità di confermare i progressi sul piano della coralità che successivamente all'addio di Clark (grande realizzatore, ma del tutto inadatto come play e uomo-squadra) hanno permesso alla squadra di Bizzozi di esprimersi con più efficacia sul piano del gioco. Attenzione però alle qualità offensive della Vanoli, squadra totalmente diversa rispetto a quella che all'andata permise a Varese di inaugurare la casella delle vittorie esterne con un sostanzioso ventello a suon di triple.  L'esperienza portata in dote da Cesare Pancotto, decano degli allenatori della serie A, ha rilanciato i biancazzurri verso la zona-tranquillità con l'aritmetica certezza della permanenza in serie A ottenuta senza giocare nel turno di sabato scorso. Cremona non scende in campo dallo scorso 6 aprile (rinviata al 7 maggio la gara casalinga con Milano) e non avrà il play titolare Woodside, fermato da una botta ad un polpaccio (al suo posto il tiratore di passaporto inglese Johnson che abitualmente va in tribuna come ottavo straniero). Ma a dispetto della missione salvezzagià compiuta, il coach di Porto San Giorgio chiede ai suoi di dare il massimo nel match di Masnago. Da tenere d'occhio soprattutto l'esplosiva guardia Rich (quinto marcatore della serie A a 17,2 punti di media) e il tiratore Jackson (16,6 punti); la marcia in più per uscire dalla zona-pericolo è arrivata dal rientro del veterano Chase in regia (9,0 punti in 19,6 minuti). A fungere da raccordo tra i reparti c'è l'ala Ndoja, mentre sotto i tabelloni l'esperto lituano Zavackas ha dato sostanza al reparto a fianco del potente Kelly e dell'atipico Spralja. Di certo una squadra più votata all'attacco che alla difesa, che la Cimberio dovrà affrontare sulla falsariga dello spirito operaio votato alla coralità ed al sacrificio già vincente contro Caserta e Bologna.  Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]  
  14. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]La squadra corre, salta, segna, schiaccia, e alla fine vince. Coinvolgendo i tifosi, che si godono lo spettacolo beandosi dell’energia degli interpreti del "Cimberio style": in campo ci si diverte e lo stato d’animo si trasmette anche in tribuna, che con il suo entusiasmo ed il suo calore carica a mille i giocatori. Un circolo virtuoso che rende a mille in classifica, non soltanto in termini di punti in cassaforte ma anche in quella delle presenze a Masnago: 4520 spettatori per oltre 65mila euro di incasso per una sfida dall’appeal sulla carta relativo come quella contro la Vanoli sono un dato decisamente eclatante per ribadire la "febbre da primato" che sta contagiando Varese. Di sicuro è un altro indicatore che ribadisce la bontà delle strategie estive nel costruire una squadra in grado di regalare emozioni alla gente con un basket vigoroso ed intenso. Poi la "filiera" Vescovi-Lo Nero- Coppa, passando dalla scelta di Vitucci come "condottiero" e alla sapienza di Simone Giofrè sul mercato, ha costruito un gioiellino che sta andando oltre ogni aspettativa: proprio nella continuità di rendimento ad alto livello mostrata in partite potenzialmente "rischiose" per chi non è abituato a stare a lungo al vertice della classifica si mostra lo spessore delle ambizioni biancorosse. Ora l’orizzonte temporale indicato dal tecnico veneziano guarda più avanti rispetto al primato di metà stagione: l’obiettivo del coach biancorosso è quello di consolidare questa leadership solitaria sempre meno episodica e sempre più legittima, mettendo altro fieno in cascina in vista di un girone di ritorno nel quale Varese dovrà rendere le visite alle inseguitrici Siena, Cantù e Sassari. Ma creare un "buco" ancor più[/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]profondo rispetto agli attuali 8 punti di margine sul quinto posto (chiudere tra le prime quattro significherebbe il fattore-campo almeno nel primo turno playoff e superare i quarti spalancherebbe le porte di accesso all’Eurocup) significherebbe mettersi al riparo da brutte sorprese di ogni genere, auspicando che la fine del 2012 non abbia lasciato in dote un brutto regalo legato all’infortunio di capitan Ere. Di sicuro però a supporto di squadra e società si è creata una situazione ambientale "ad hoc" per esaltare una squadra che ha "sposato" la sua città: il "sistema Varese" è fatto anche di un pubblico che mette a proprio agio giocatori e famiglie, mischiando la ritrovata passione degli "aficionados" di un tempo (assidua la presenza in parterre di Toto ed Edoardo Bulgheroni) all’entusiasmo delle nuove generazioni coinvolte dall’eccitante stile di gioco praticato dalla squadra più vincente ed allo stesso tempo più prolifica del campionato (87,7 di media per la truppa di Vitucci). Ora nella lista dei buoni propositi per il 2013 c’è l’auspicio di monetizzare non soltanto in termini di presenze in tribuna e nuovi soci del consorzio, ma anche nel dare una svolta decisiva al "comparto-chiave" degli sponsor. Più Varese farà bene sul campo attraendo consensi ed attenzioni, e più facile sarà uscire dall’attuale impasse - tra gli spazi mancanti e le molte scadenze al 30 giugno 2013 - che potrebbe costringere la società biancorossa a compiere dolorose rinunce e a fare qualche passo indietro in futuro. Oggi il sole splende "a tutto tondo", se il barometro resterà sul "bello stabile" fino al termine della stagione attuale sarà più facile spazzare le incertezze per un futuro mai così legato a filo doppio ai risultati della squadra e all’entusiasmo da alimentare tra vecchi e nuovi investitori.[/font][/size][/size][/font][/color]
  15. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]VARESE - (G.S.) Capodanno sul tetto del basket italiano per la Cimberio, che supera in scioltezza anche Cremona e mantiene la leadership solitaria della classifica. La legge del PalaWhirlpool vale anche nei confronti della Vanoli, che pur giocando una partita orgogliosa senza rassegnarsi mai alla supremazia della capolista deve inseguire sin dall’avvio (14-2 al 3’ e 34-18 al 13’) in una partita "marchiata" dall’abituale concentrazione messa in campo dai padroni di casa. Fuochi d’artificio anticipati di 24 ore per i biancorossi, che dopo il "Buon Natale" di Assago celebrano anche la fine del 2012 con la solita gara fatta di energia, corsa e basketchampagne (53% dal campo e 115-74 la valutazione). Una ricetta vincente che coinvolge ed appassiona gli oltre 4500 spettatori di Masnago: l’applausometro fa registrare gli acuti di maggior rilievo per Adrian Banks - inarrestabile con le sue soluzioni acrobatiche (9/10 da 2, 4/6 ai liberi e 3 assist) - e Bryant Dunston, signore assoluto delle aree colorate. Ma come al solito è l’intero collettivo varesino a funzionare in maniera sinfonica. E con Siena che inciampa a Venezia il primato biancorosso è ancor più solido, col traguardo "intermedio" del titolo di Inverno e dello status di testa di serie numero 1 nel tabellone delle Final Eight ormai ad un passo (basteranno due punti tra la trasferta di Pesaro - contro una Scavolini sola all’ultimo posto con 11 sconfitte in fila sul groppone - e la chiusura casalinga contro Venezia). Subito imponente la presenza difensiva di Dunston per una Cimberio che approccia con la giusta concentrazione sull’asse perimetrale Green-Banks: l’ex Netanya è già a quota 8 dopo un quarto e col play di Philadelphia che spazza via di forza il minuscolo Johnson i padroni di casa piazzano un clamoroso 14-2 nei primi 3’. Dopo il time-out di Gresta però la Vanoli trova migliori equilibri con l’ingresso di Vitali e Kotti (16-12 al 6’ con l’azzurro efficace in post basso e in difesa su Green). Il regista biancorosso si incarta su un paio di situazioni arbitrali svantaggiose e il tecnico che gli costa il secondo fallo dopo 7’30” riavvicina ulteriormente gli ospiti; spazio all’asse De Nicolao-Polonara con una immediata sferzata di energia che aumenta il ritmo. La Cimberio capitalizza ripetutamente il suo predominio a rimbalzo (42-28 totale con 16 secondi tiri di cui 11 a metà gara per i biancorossi) e rilancia la fuga sul 27-16 dell’11’; due falli a carico anche per Dunston in avvio del secondo quarto, ma Varese continua a “mordere” su tutti i palloni vaganti ed alzando vorticosamente il numero dei possessi macina progressivamente una Vanoli visibilmente[/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]in difficoltà nel reggere il ritmo dei padroni di casa (34-18 al 13’ con Banks che viaggia alla media di punto al minuto). E anche a fronte di qualche sbavatura difensiva interna con Peric e Stipanovic a farsi sentire, Varese gioca un numero di[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]possessi semplicemente troppo elevato perché Cremona possa effettivamente tornare in partita, con gli ottimi spunti offensivi di Rush e Talts che riportano i padroni di casa a distanza di sicurezza (49-36 al 18’ dopo il 36-28 del 15’). Dopo la pausa lunga tornano Green e Dunston e la partita non cambia copione con la Cimberio che trova soluzioni fluide (60-46 al 24’); sul calo di tensione biancorossa però la Vanoli ha il merito di farsi trovare pronta con una fiammata di Peric che[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]vale il 61-55 del 27’, ma una tripla “da capitano” di Ere e l’energia sui due lati del campo del pivot ex Fordham (9 punti e 15 di valutazione nel quarto) riportano Varese verso vantaggi rassicuranti. E l’accoppiata interna Dunston-Talts chiude meglio gli spazi in difesa “stampando” il massimo vantaggio casalingo sul 77-61 del 32’; Cremona prosegue comunque a battersi con il primo canestro di Harris e un altro dardo di Jackson a limare fino al 77-69 del 34’, ma altri due guizzi di un imprendibile Banks e una tripla di Sakota ben costruita da Green archiviano la pratica sull’86-72 del 36’. Poi è grande festa con Frank Vitucci e Renzo Cimberio omaggiati dai cori della Curva Nord e solito giro di campo sulle note della "Marcia Trionfale": il 2012 si saluta così, ma la stagione è ancora lunghissima e questa Varese vuole scrivere altre pagine esaltanti...[/font][/size][/size][/font][/color]
  16. [color=#000000][font=Verdana][size=1] [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Masnago come il Salone delle Feste. Che s'addice al periodo, di vero furore per gli amati padroni di casa e il loro appassionato seguito, carico di pazza gioia. Questione di ore per un bel brindisi a un anno nuovo e vita vecchia (quella degli ultimi mesi), ci sembra questo l'augurio migliore da porgere a tutta la Cimberio, dal presidente in poi, sino ai più oscuri lavoratori perché, se così accadesse, sulla scia di una marcia quasi trionfale, la squadra di Vitucci (foto Blitz), in giugno, si giocherebbe qualche cosa di impensabile (tempo fa) e di innominabile (oggi), almeno per scaramanzia. Ma non entriamo ora nella valle dei pronostici, si è a metà cammino, quindi conviene restare "schisci", magari fingendo per regnare anche se oggi come oggi un po' di trionfalismo sembra ammesso, giustificato dalle lussuose referenze che la Cimberio si è conquistate sul campo grazie a "mani pulite", "schiena dritta" e grande amor proprio. Tutte doti queste che, legate a ai talenti originali nonché ispirate da una straordinaria serenità di intenti, non abbondano in altri campi della vita. Dunque, un po' di vanità è ammessa, se non altro per i tifosi che sempre hanno creduto nella loro Pallacanestro, sopportando i momenti bui, da non confondersi con vanagloria che è un'altra cosa e che ha nulla da spartire con un fiero compiacimento per la propria realtà che, nel raggiungere l'auge, ne ha scavalcate tante e in pochi mesi, lasciandole fors'anche stupite. Sicuramente sbalordita, anche per se stessa, ci sembra l'Armani che, puntando sul derby per una sua grande riscossa, è uscita ancor più ferita, tra lacrime e sangue. Guarire, così com'è, non le sarà facile, anzi per ora ci sembra impossibile, sempre che non la si cambi faccia... [/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A insidiare Varese per uno speciale futuro sono rimaste in tre: innanzitutto Sassari che le assomiglia per scioltezza realizzativa ma con una minor completezza di squadra, Siena di cui dobbiamo ricrederci proprio per la sua composizione, priva di spiccati talenti, come in passato, ma profonda nel suo collettivo che, duro ed efficace, ha messo insieme una forte identità, infine Cantù che, ancora alla ricerca di un ideale regista, staremo a vedere sto' Anderson, vanta pur sempre una sua durezza competitiva. Prima di stappare lo spumante c'è però da affrontare un'ultima fatica, almeno così si definisce ogni lavoro, anche il più piacevole e divertente. A Masnago s'affaccia Cremona che, dato il suo organico e vista la sua classifica, non ha certo la stoffa di guastafeste ma che nemmeno può essere presa per uno Yo-yo nascondendo ogni gara possibili e subdoli imponderabili, chiamali, se vuoi, episodi. [/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un ultimo cenno lo merita Gianmarco Pozzecco per il suo modo d'essere allenatore, molto naif e non potrebbe essere diversamente, conoscendo il tipo, sicuramente è raro, anzi unico nel suo genere, pure nella sconfitta della sua Upea a Barcellona Pozzo di Gotto attraverso l'abbraccio finale con tecnico e tifosi avversari, spesso, nella storia di quel derby, tra barricate a musi duri. [/font][/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Non sappiamo ancora se Pozzecco diventerà un grande coach ma, dal suo esordio, ha dimostrato di essere opposto a tutti i suoi colleghi proprio nel riuscire a trasformare gli antagonismi più accesi in distensioni ironiche e scanzonate. Con lui cambia l'atmosfera, come si vorrebbe per una partita di basket che, pur sempre, resta un gioco.[/font][/size][/size][/font][/color]
  17. [color=#000000][font=Verdana][size=1] [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]La Cimberio vuole chiudere col botto nel congedo casalingo dell'anno solare ormai agli sgoccioli: stasera a Masnago (palla a due alle ore 18,15) sarà ospite la pericolante Vanoli Cremona. Dopo il bel regalo natalizio confezionato ai tifosi biancorossi con il “sacco del Forum” la truppa di Vitucci (Banks nella foto Blitz in alto) è attesa da un altro derby lombardo, anche se l'appeal - per tradizione e spessore dell'avversaria di turno - è ovviamente ben diverso rispetto al big-match di domenica scorsa a Milano. Ma Varese è decisa a proseguire nella sua corsa solitaria al vertice, e il match casalingo contro la Vanoli sembra l'occasione propizia per lanciare la volata verso il primato di metà stagione che varrebbe lo “status” di testa di serie numero 1 nel tabellone della Coppa Italia (nelle ultime due gare dell'andata la Cimberio sarà di scena sul campo del fanalino di coda Pesaro e poi ospiterà Venezia).[/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un ciclo che Frank Vitucci vorrebbe sfruttare appieno in vista di un inizio del girone di ritorno irto di insidie (vedi le trasferte di Siena e Cantù a cavallo della Coppa Italia). In sede di pronostico la sfida con Cremona sembra da “uno fisso” visti i 14 punti di differenza in classifica; ma la ragione principale della leadership solitaria della Cimberio è la capacità di tenere sempre al massimo concentrazione ed intensità prescindendo dal valore dell'avversario, dunque anche stasera Ere e soci dovranno presentarsi all'appuntamento senza cali di energia a dispetto della “sbornia” di entusiasmo successiva al raid di Milano. Dal canto proprio la Vanoli potrà giocare a mente sgombra una partita nella quale comunque vada ha poco da perdere dopo le recenti vittorie casalinghe contro Venezia e Pesaro che hanno puntellato la classifica. L'obiettivo primario di Cremona è quello di mantenere la categoria dopo un'estate sofferta tra iscrizione in extremis ed una squadra costruita in economia pescando a piene mani dalla LegAdue. Un organico plasmato da Attilio Caja nel doppio ruolo di coach e GM, anche se poi il tecnico pavese - artefice delle ultime due salvezze del club lombardo - è stato esonerato a sorpresa con la promozione del vice Luigi Gresta. Con la nuova gestione tecnica la Vanoli ha adottato una filosofia più votata alla corsa, alzando di conseguenza la produzione offensiva; il riferimento principale è l'ala Harris (terzo marcatore della serie A a 18,0 punti di media), la trazione è comunque posteriore con l'esplosione di Luca Vitali (11,1 punti di col 53% da 3 ma ben 18,5 con Gresta in panchina) a togliere minuti al piccolo ma razzente play Johnson, mentre la batteria degli esterni è completata dalla guardia Jackson (12,2 punti di media) e dal veterano Ruini. Sotto canestro ci sono il massiccio pivot Stipanovic (7,4 punti e 8,4 rimbalzi di media), l'agile ala-pivot Peric aggiunto in corsa a fine ottobre e i nazionali finlandesi Huff e Kotti come rincalzi. Una partita da vincere con la consueta ricetta fatta di intensità, energia, concentrazione difensiva e ritmo elevato, bissando l'autorità e la sicurezza con cui la Cimberio aveva battuto tre settimane fa Montegranaro.[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
  18. [color=#000000][font=Verdana][size=1] [font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Nessun volo pindarico dopo il derby di Milano, tenendo ben chiare le priorità immediate legate alla sfida con Cremona e all'orizzonte temporale fissato al termine del girone d'andata. [/size][/font][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Idee chiare per Frank Vitucci, che non si lascia tentare dalla grande vetrina creatasi attorno alla Cimberio all'indomani del raid di Assago («Scudetto? Non ci penso e non mi interessa se gli altri ne parlano, per me contano la sfida con la Vanoli e in generale le prossime tre gare», afferma il coach veneziano). [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Dunque massima attenzione in vista della gara casalinga che chiuderà il 2012 biancorosso: «Il match con Cremona apre un ciclo di gare estremamente importanti per consolidare la nostra leadership in classifica. Soprattutto in questo primo impegno casalingo è richiesta grande concentrazione: affronteremo una squadra che ha aggiustato il roster in corso d'opera e al momento la classifica non dice la verità sul suo valore. Fisicamente gli allenamenti post natalizi sono serviti a recuperare tutti gli elementi dal virus influenzale, dunque sul piano della salute siamo sereni. La chiave fondamentale sarà come sempre legata alla difesa: per noi l'attacco viene di conseguenza rispetto alla prestazione in retroguardia e così dovrà essere anche domani. Dunque giocheremo per dare il massimo, con grande rispetto della Vanoli e del pubblico che verrà a Masnago». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Vitucci ferma il suo orizzonte temporale alla fine del girone di andata senza dare però peso al titolo di campione d'inverno e guarda al match contro la Vanoli come occasione per compiere ulteriori progressi: «Al di là del tabellone delle Final Eight o del titolo di inverno, mi interessa accumulare più punti possibili e staccare il secondo gruppo in funzione di un avvio del ritorno molto impegnativo, con due trasferte consecutive alla vigilia della Coppa Italia. Il mio sguardo si ferma alle prossime tre partite, poi dal match casalingo con Brindisi si aprirà un ciclo diverso. La gara di domani è importante per provare a guadagnare qualcosa di nuovo, che sia un aspetto legato alla mentalità oppure un aspetto tecnico o tattico: affronteremo una squadra che vanta un roster di buon livello e viene da una vittoria importante, non dovremo trascinarci ma usare questa occasione per crescere, come abbiamo fatto altre volte». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E contro un'avversaria che dopo il cambio di alleatore ha adottato una filosofia più offensiva il coach veneziano chiede ai suoi di imporre la consueta identità fatta di energia a tutto campo e ritmo elevato: «La scelta di Cremona mi ha un po' sorpreso: Attilio Caja è un ottimo allenatore ed essendo passato anch'io dall'esperienza dell'esonero spiace sempre per chi ci rimette il posto. Nel breve periodo succede spesso che il cambio di guida tecnica dia una spinta diversa, ma se ci sono sofferenze strutturali nel lungo periodo i problemi emergono egualmente. La Vanoli sta segnando di più e ha sfruttato bene le due gare interne giocando buone partite a Sassari e Siena, e gioca una buona pallacanestro con elementi temibili nell'1 contro 1. Ma quella contro Cremona è una delle occasioni in cui bisogna imporsi, dimostrando consistenza, impatto e personalità nel fare la partita e controllare le operazioni». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]
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