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  1. Il classicissimo che va in scena questa sera a Masnago è una partita dai 2 volti dove nel primo tempo una Varese volitiva mette in difficoltà Milano trovando buona fluidità in attacco e intensità difensiva chiudendo avanti 45 a 37. Nel secondo tempo Milano trova equilibrio e percentuali al tiro surreali grazie anche all’uscita di James per un piccolo fastidio fisico; con in panchina quello che dovrebbe essere il leader indiscusso dei meneghini, spaccano la partita Nunnally e Nedovic che bombardano il canestro dei padroni di casa portando i viaggianti a distanza di sicurezza. Fondamentali per assegnare il risultato la supremazia a rimbalzo delle scarpette rosse e gli ormai consueti errori dalla linea della carità dei padroni di casa. Ma veniamo alle valutazioni: Archie N.E. Avramovic 7 : il serbo sente la partita ma questa volta in positivo, da un apporto importante in attacco e contrariamente alle sue caratteristiche tira benissimo dalla lunga distanza ma è meno preciso quando deve attaccare il canestro e a cronometro fermo dalla lunetta. Caja spesso lo fa accomodare in panchina per qualche amnesia difensiva di troppo ma è autore comunque di una buona prestazione. BOMBARDIERE Gatto N.E. Iannuzzi 7 : prestazione scoppiettante di Antonio che contro gli avversari più tosti del campionato mette in campo una grinta e una voglia tanto gradita dal pubblico quanto inaspettata, sperando che sia solo un assaggio di quello che potrà dare da qui fino alla fine del campionato. SURPRISE Natali 6 : serata nella quale il coach spesso lo preferisce al capitano per un atteggiamento difensivo molto convincente. Prova, quando ne ha la possibilità, a prendersi buoni tiri in attacco ma ne mette solo 1 su 4. MASTINO Salumu 6 : ha il fisico e le possibilità di attaccare il ferro e quando lo fa, pur dovendo fare i conti con le torri milanesi ha un impatto molto concreto. Peccato per quei 4 tiri presi oltre l’arco dei 6,75, alcuni con comodi vantaggi e piedi a terra che si schiantano rumorosamente sul ferro. SDENG Scrubb 6,5 : è il solito collante tra difesa e attacco; sa sempre fare la cosa giusta e riesce sempre a rubare qualche rimbalzo grazie al suo timing perfetto. SVIZZERO Verri N.E. Tambone 5 : resta in campo solamente 7 minuti, un po’ per il buon impatto di Moore, un po’ per la sua evanescenza. In attacco non riesce a pungere, anche perché non tutelato dalla terna, in difesa sembra sempre in affanno. SOFT Cain 7 : torna alla doppia doppia Big T e questa volta di fronte c’erano centri ben più stazzati di lui. Tyler non batte ciglio e da giocatore paziente quale è aspetta il suo momento e dà come sempre il suo apporto o rubando il tempo sui rimbalzi offensivi o utilizzando l’esperienza per mettere fuori ritmo il suo diretto avversario. CERTEZZA Ferrero 5,5 : gioca diversi minuti sempre per sopperire all’assenza di Archie e se li spartisce con Natali ma il gap fisico (per lui come per Nicola), soprattutto contro la corazzata Armani, è enorme per cui spesso l’unica soluzione è spendere fallo anche se qualche volta esagera. Prende anche tiri da fuori ma non ne segna mentre l’unico canestro è una transizione ben eseguita. LIMITATO Moore 6,5 : qualche segnale di risveglio da parte del play titolare di Varese che in particolare nelle prime 2 frazioni e con il trend a favore trova più facilmente la via del canestro e anche qualche assist illuminante; nel ripresa fatica un po’ come tutti i sui compagni ma la prestazione è da classificare sicuramente positiva. COME BACK
  2. Progetto VFB-Liceo Classico Cairoli / Giosuè Ballerio e Martina Rossato Nel posticipo della 17esima giornata, Varese riesce a spuntarla su Milano in una partita bella ed equilibrata. A vincerla è stata soprattutto la voglia, l’energia e il cuore che la squadra di casa è riuscita a mettere in campo, contro un’Olimpia apparsa stanca e quasi permissiva. Mattatori i soliti Wells (23 pti. totali per lui) e Avramovic, 18 pti. col 67% da 3). Varese si presenta fin dai nastri di partenza energica e propositiva, trovando facilmente la via del canestro nei primi minuti di gioco. Milano invece trova fluidità nella manovra e solidità in difesa, riportando presto la situazione in parità e anzi riuscendo a portarsi sul più 2 a fine primo quarto. Alla ripresa del gioco Varese piazza un parziale di 8-0 tanto da costringere coach Pianigiani al time out. L’Openjobmetis continua sui propri passi e riesce a toccare il massimo vantaggio di +10, grazie alle triple di Avramovic, ma giungendo alla pausa lunga sul punteggio di 42-36. Alla ripresa continuano i tentativi di assalto di Milano con due bombe di Micov, a cui Varese però riesce a replicare bene, grazie alla buona verve di Okoye, Wells e lo scatenato Avramovic. È un continuo scambio di inerzia, che fa tornare Milano sul -3 a fine terzo quarto. Si entra così nell’ultima frazione in un’atmosfera a dir poco incandescente, dove continuano i tentativi di rimonta dell’EA7, che però la squadra di casa ricaccia indietro grazie all’intraprendenza dall’arco di Okoye e Wells. Nel finale la situazione è tesa e nervosa per gli ultimi attacchi di Milano, ma ci sono tanti errori da una parte e dall’altra del parquet, che portano comunque la squadra di Caja alla vittoria, grazie ai 2 liberi di Wells, costringendo Milano al quarto stop di campionato. Come già detto, serata on fire per Wells (23 punti, 7 rimbalzi, 5 assist) e Avramovic, MVP della partita con 18 punti. Per Milano, che si è affidata troppo al tiro da lontano, da segnalare i 18 punti di Micov e i 14 di Goudelock. Serata speciale anche grazie alla presenza di Gianmarco Pozzecco, sempre rimasto nei cuori dei tifosi, che domani riceverà la cittadinanza onoraria di Varese insieme a Dino Meneghin. Esordio per Tyler Larson, partito in quintetto e apparso con una buona voglia e vivacità. L’ultimo arrivato deve tuttavia ancora entrare nei meccanismi della squadra ed esce dalla serata poco brillante al tiro (20 % dal campo).
  3. Varese conferma la sua vocazione da ammazzagrandi. Dopo il raid di Venezia, concede il bis imponendo il suo mix di aggressività difensiva e lucidità offensiva alla corazzata EA7. Dopo 50 giorni di digiuno, un PalA2A rovente (record stagionale: 4.393 paganti) vive una serata da ricordare a lungo per le emozioni forti che Ferrero e compagni riescono a trasmettere in 40 minuti adrenalinici. I biancorossi dominano tatticamente il derby contro una Milano inespressiva e conquistano un'altra vittoria tanto insperata quanto meritatissima che permette loro di veleggiare verso acque più tranquille in classifica. Un grigiore acuito dalla rinuncia per turnover a Kuzminskas (preservato per la sfida contro Barcellona) che fa a pugni con la verve riversata in campo da una Varese capace di riprodurre in salsa cestistica l'esito finale del biblico duello tra Davide e Golia. Partita condotta in maniera perfetta da Attilio Caja che spegne le punte ospiti fermando le incursioni di Theodore e Goudelock e imposta una gara in modalità control-game concedendo 72 punti a un'EA7 reduce dai 102 fatturati venerdì scorso contro il Maccabi Tel Aviv. Gara ben impostata sulla carta ma anche giocata con grande energia e lucidità sul campo: le quattro guardie di Varese vincono nettamente il duello di "centrocampo" con i più conclamati avversari e le geometrie oliatissime costruite dagli esterni di casa garantiscono equilibrio ed efficacia alla manovra rispetto alla reiterata staticità di un'EA7 costretta ripetutamente a girare al largo dal pitturato con un modestissimo 10/36 da 3. L'eroe della serata è Cameron Wells che dopo 16 partite da bruco si libera dal bozzolo mentale di dover giocare per i compagni grazie all'arrivo di Tyler Larson e si libra in volo come una splendida farfalla illuminando il PalA2A con una prestazione di rara solidità (8/13 al tiro, 6/6 ai liberi, 7 rimbalzi, 5 assist e 34 di valutazione). I giochi a due tra l'esterno texano e un sostanziosissimo Cain sono la principale risorsa per Varese che trova però spunti decisivi anche da Aleksa Avramovic: tornato nel suo molo ideale di sesto uomo, il serbo incendia Masnago con 11 punti in 4' nel primo affondo del secondo quarto, sfruttando la trazione posteriore con tre guardie per liberare la sua ritrovata capacità di colpire dal perimetro. Attacco solido limitando gli errori a dispetto di un paio di passaggi a vuoto nel finale del terzo quarto e negli ultimi 5', ma soprattutto difesa di granito per negare incursioni al ferro ad una Milano incapace di sfruttare appieno il suo maggior potenziale fisico. Così Varese incassa l'applauso a scena aperta del PalA2A - con tanto di "cata su" finale - per una vittoria in grado di svoltare definitivamente la sua stagione dopo l'acuto del Taliercio. Dopo tante settimane frustranti nel coniugare tanto impegno ma zero punti in classifica, la squadra di Caja ha fatto en plein nelle due partite sulla carta più proibitive. A conferma del fatto che per questa squadra non esistono partite perse in partenza: se Ferrero e compagni riescono a dare il 100 per cento e gli avversari non pareggiano la loro energia, nessuna impresa è preclusa. Soprattutto dopo i correttivi Vene e Larson, più funzionali al sistema rispetto ai predecessori Hollis e Waller. Ora Varese ha imparato a coniugare cuore e testa, e può regalare altre serate esaltanti ai suoi tifosi. Giuseppe Sciascia
  4. Partita perfettamente gestita e portata in porto con una sicurezza forse mai così lampante quest’anno. Varese resta avanti praticamente sempre tranne una piccola parentesi sul finale del primo quarto, guidata in primis da Wells e Avramovic su tutti, ma questa, in realtà, è da ascrivere come una vera vittoria di squadra se ce n’è una, perché con una volontà e un sacrificio così anche le vette inviolabili diventano un obbiettivo realizzabile. Ma veniamo alle valutazioni : Avramovic 8 : difficile giudicare chi tra lui e Wells sia il migliore in campo;Avra spezza letteralmente in 2 la partita dando un cambio di ritmo vertiginoso e, oltre a tenere degnamente botta in difesa contro assi del calibro di Theodore e Goudelock, questa sera chiude con un ottimo 4/6 dalla lunga distanza giocando minuti in completa trance agonistica. INDIAVOLATO Pelle 6 : pur partendo in quintetto non riesce a dare un impatto importante all’incontro anche se le uniche 2 conclusioni che prende le mette a segno. Impreciso dalla lunetta con un pesante 0 su 3 e con solo 2 rimbalzi gli viene preferito per buona parte dell’incontro Cain. SOPITO Bergamaschi N.E. Natali 6 : fa una comparsata di soli 4 minuti ma questa notte la sufficienza la merita anche Nicola che regala respiro ai suoi compagni e tanto impegno in difesa. OPERAIO Vene 6 : serata dove non riesce a riempire il tabellino come a Venezia ma le cose che fa sono fatte bene. I 2 tiri da 8 metri che è costretto a prendersi erano obbligati dallo scadere dei 24 secondi ma il ragazzo non si nasconde quando la palla scotta. RESPONSABILE Parravicini N.E. Okoye 5,5 : sicuramente non verrà ricordata come una partita memorabile la sua anche se dopo 3 quarti abulici, nel finale è autore di 2 giocate fondamentali quali un rimbalzo e una palla recuperata che significano i 2 punti per i suoi colori. TWO FACE Tambone 6 : Matteo dopo l’exploit di Venezia fa due passi indietro sul piano dell’incisività tant’è che non riesce a totalizzare nemmeno un punto soffrendo oltremodo la fisicità meneghina. Meglio dal punto di vista della regia ma per il play romano serve un ulteriore salto di qualità. MATURANDO Cain 7,5 : partita da incorniciare per il centro di Rochester che, oltre alle buone cifre che escono dallo scout, si fa notare per una difesa pazzesca su chiunque e il suo atletismo non esplosivo è ben compensato da una intelligenza cestistica assolutamente sopra la media. EINSTEIN Ferrero 7 : bella prestazione per il capitano che anche stasera è l’esempio per tutti i suoi compagni per abnegazione e per intensità. Come sempre si trova di fronte avversari più grossi e più talentuosi ma lui da vero leader non indietreggia mai e riesce a farsi trovare pronto anche in attacco. ENCOMIABILE Wells 8,5 : distolto dai suoi compiti di playmaker Cameron sfoggia una prestazione da Eurolega proprio contro l’unica squadra italiana che partecipa alla massima competizione europea. Non sembra nemmeno il lontano parente di quel giocatore timido e impacciato che aveva fatto chiedere ai suoi tifosi che cosa ci avessero trovato in lui i dirigenti varesini. Ora però arriva la parte più difficile e cioè quella in cui deve dare continuità a quello che ha fatto vedere ai 5000 di Masnago questa sera. FUNAMBOLO Larson 6,5 : impatto subito positivo; fa vedere di avere sicuramente buone doti anche se alla lunga si denota un certo distacco tra il suo gioco e la linea guida che seguono i suoi compagni. Pochi minuti ma che sono bastati per far vedere buona personalità, ottimi fondamentali e propensione al passaggio. Il suo plus/minos di + 20 racconta di un giocatore che una volta inserito nei meccanismi può far fare un salto di qualità notevole ai biancorossi. DOSATO
  5. La Pallacanestro Varese prova a regalarsi un'altra serata da grande. Dopo il raid scacciacrisi sul campo di Venezia, la truppa di Attilio Caja riceverà stasera (palla a due alle ore 20.45; diretta Tv su Eurosport2) la visita della storica rivale Milano, una delle tre capoliste della serie A e unica rappresentante italiana in Eurolega. Sulla carta il pronostico sembra ancora più chiuso rispetto a domenica scorsa, considerando la schiacciante differenza fisica che la squadra di Simone Pianigiani può esercitare nei confronti di Ferrero e compagni. «Milano ha taglia superiore alla nostra in ogni ruolo; a punteggio alto non possiamo competere, serviranno sacrificio e difesa di squadra per giocare una partita ai 70 punti come all'andata»: così Artiglio indirizza tatticamente il derby numero 176, nel quale una delle attrazioni per i padroni di casa sarà l'esordio del nuovo straniero Tyler Larson. Dopo cinque partite senza la guardia titolare, Varese ha nuovamente ristabilito le rotazioni con 10-uomini-10 grazie all'innesto dell'esterno prelevato da Liegi. «Ma saranno i compagni a dover aiutare Tyler e non viceversa: noi lavoriamo insieme da 4 mesi, lui è qui da qualche giorno e dovrà misurarsi contro una difesa da Eurolega» afferma Caja, a sua volta curioso di scoprire l'impatto del rinforzo. «Il suo primo impatto è da scoprire anche per noi, però mi sento di dire che nelle 13 partite successive al derby di stasera ci sarà utile perchè aggiunge caratteristiche che a noi mancavano». Di certo il cambio tra il campionato belga (secondo marcatore e primo negli assist e nei recuperi) e la miglior difesa della serie A italiana (Milano concede 72,0 punti di media-gara) sarà un test significativo per il nuovo esterno biancorosso. Possibilità che Varese rompa il digiuno casalingo che dura ormai da un mese e mezzo (ultima vittoria al PalA2A il 10 dicembre contro Capo d'Orlando)? Oggettivamente limitate, alla luce del valore complessivo del roster di un'EA7 che, rispetto all'andata, ha aggunto un altro big come Mindaugas Kuzminskas. Il gap non è soltanto tecnico e fisico ma anche economico: Milano lascerà in tribuna i tre stranieri di coppa Tarczewski, M'Baye e Kalnietis più l'infortunato Young, per un costo totale più che doppio rispetto al monte stipendi netti complessivo di Varese. Eppure l'EA7 in Italia comanda ma non domina, vivendo principalmente del talento delle sue punte perimetrali Theodore, Goudelock e Jerrells e del volume a rimbalzo dei lunghi, con Gudaitis come primo riferimento in un duello che si annuncia gustoso con Cain e Pelle. Per la squadra di Caja l'obiettivo è giocare una partita di cuore e testa, come al Taliercio: Milano si può battere solo con una prestazione all'insegna di intensità agonistica ma anche lucidità, facendo valere la coralità offensiva di una Varese operaia contro una collezione di grandi talenti che non sempre riescono a fare sistema come l'attuale Milano. Serve un'impresa ancor più clamorosa rispetto a domenica scorsa, ma Ferrero e soci vogliono onorare l'impegno e il grande pubblico annunciato in tribuna regalando emozioni forti ai tifosi. Giuseppe Sciascia
  6. L'Openjobmetis non sfigura al cospetto della corazzata EA7. Il derby numero 174 ribadisce l'attuale superiorità di Milano (8 vittorie in fila e 100 totali) nei confronti di Varese, ma la truppa di Attilio Caja esce tra gli applausi del PalA2A per aver onorato al meglio una sfida sulla carta impossibile. Nonostante le assenze di Cinciarini e Simon, la compagine di Jasmin Repesa mostra la profondità chilometrica della sua panchina spremendo 46 punti dal secondo quintetto contro i 20 dei padroni di casa, penalizzati dai precoci problemi di falli di Anosike e Ferrero e dal riposo obbligato di Maynor in assenza del veterano Bulleri. Quintetto contro quintetto, Varese ha per certi versi fatto meglio dell'E A7, con una partenza graffiante (20-15 al 7') firmata dalle accelerazioni dettate dal play statunitense (13 nel primo tempo) e finalizzate da un esplosivo Eyenga. Ma se le rotazioni di coach Repesa hanno permesso di girare le chiavi nel quadro, specie con un tonico Dragic e un ispiratissimo Pascolo, l'OJM ha avuto risposte quasi solo negative (eccetto per un flash di Pelle nel terzo quarto) dalla sua "second unit". Eloquente il primo break subito a cavallo tra primo e secondo quarto (24-37 al 13' con un 4-22 in soli 5'), con Milano micidiale dall'arco (9/15 all'intervallo e 14/28 a fine gara) per punire gli errori di costruzione del gioco di una Openjobmetis orfana per 20' del terminale principe Dom Johnson (1 punto e 0/6 al tiro a metà gara). Ma dopo aver rischiato il tracollo sul 32-50 del 16', Varese ha avuto la forza di reagire aggrappandosi all'efficacia della zona 2-3 proposta da Caja dopo l'intervallo. Riacceso il motore del contropiede, i biancorossi hanno trovato qualche guizzo dall'arco con Johnson e Ferrero, ricucendo a poco a poco fino al clamoroso 61 pari del 27'. Ma sul secondo giro di cambi, Milano ha rilanciato la fuga con l'atipica coppia di lunghi Pascolo-Macvan, mentre Varese ha deragliato malamente con le chiavi affidate ad Avramovic. Nuovo contro-break a suon di triple e contropiedi con 3-22 in 6' per il definitivo 64-83 del 34', anche se il PalA2A ha comunque gradito il piglio deciso profuso fino al 40' dalla squadra di Caja per onorare la sfida sulla carta impossibile contro la capolista. Alla fine il tecnico pavese accarezza la squadra per i tanti spunti positivi profusi sul piano tecnico e caratteriale; quando Varese ha difeso con energia e costruito gioco con coralità, ha saputo comunque esprimere spunti di alto livello da rivedere contro avversarie meno inarrivabili di un'EA7 che ha chiuso col 61% dal campo. La contemporanea sconfitta di Cremona a Caserta (vittoriosa Pesaro contro Cantù, ma è saltato l'affare Dionte Christmas che Philadelphia non libererà dalla sua squadra di sviluppo in D-League) permette al clan biancorosso di affrontare un'altra settimana senza patemi in vista della trasferta a Brindisi, tappa importante per provare a strappare altri punti pesanti in chiave salvezza contro una squadra che la Varese attuale può provare a mettere in difficoltà con il suo basket corale. Sarà la trasferta sul campo dell'Enel a dare l'indirizzo definitivo alla società biancorossa in vista della pausa per la Coppa Italia: dopo la cura-Caja l'asse Maynor-Anosike dà certezze sufficienti, preoccupa - e molto - l'involuzione di Kristjan Kangur nello spot di ala forte nel quale il buon Ferrero non può essere l'unica risorsa. Giuseppe Sciascia
  7. Arrivando questa sera al palazzetto ho visto scendere dal Sacro Monte auto ricoperte da una abbondante coltre bianca al che mi sono detto : ”Stasera si può fare!”. Ma tutto è durato fino al 61 pari, per vedere poi un parziale di 22 a 3 che ha nuovamente girato la partita direzione Milano anche se l’atteggiamento dei varesini è stato senza dubbio encomiabile, ma la differenza tecnico atletica era troppo schiacciante. Ma veniamo alle valutazioni : Johnson 5,5 : primo tempo completamente stonato dove riesce a segnare 1 solo punto sparacchiando tiri anche puliti ma che non si avvicinano mai a tramutarsi in canestri. Seconda parte di gara sicuramente più positiva in attacco dove realizza anche la tripla del momentaneo 61 pari ma poi viene travolto anche lui dal ritorno dei campioni d’Italia. DISCONTINUO Anosike 6,5 : continua la crescita del centro di passaporto nigeriano che fa registrare 13 punti (con buone percentuali ai liberi per i suoi standard), tanta energia sotto canestro e i soliti rimbalzi. Con lui in campo senza le limitazioni per alcuni fischi chirurgici forse Milano avrebbe fatto più fatica a scappare 2 volte. ENERGIZER Maynor 6 : prima parte di gara dove gioca ordinato col piglio giusto (anche se con le solite pecche difensive) e con canestri importanti. Poi alla lunga perde in lucidità ed energia per consumarsi fono a spegnersi inesorabilmente (come la sua Varese) su quella tripla frontale che sarebbe valsa il sorpasso dopo una lunga rimonta. CANDELA Avramovic 5 : questa sera il serbo fa vedere solo tanta volontà e poco altro perché sia le scelte di gioco personali che per i suoi compagni risultano praticamente sempre sbagliate. Urge ritrovarlo e migliorarlo sia mentalmente che tecnicamente. ASTRATTO Pelle 5,5 : chiude con un discreto bottino in attacco anche se spesso riesce a sbagliare conclusioni comode da vicino a canestro ma le sue mani mancano di “educazione”. In difesa si fa notare ma solo a partita ormai chiusa. CHIMERA Bulleri N.E. Cavaliero 5,5 : non sporca eccessivamente le percentuali, anzi da 3 chiude con un 2/2 di cui uno in piena rimonta ma come tutto il resto della panchina non risulta mai incisivo. Eloquente il suo -26 di plus/minus. REFRATTARIO Kangur 4,5 : l’estone anche stasera, a malincuore, chiude con la palma del peggiore in campo e a sottolinearlo c’è il record sanguinoso nella statistica del plus/minus a quota -27. Prende un solo tiro e lo sbaglia e in difesa non fa molto di più per invertire la tendenza. GHOST Lo Biondo N.E. Canavesi N.E. Ferrero 6,5 : pronti via e subito coach Caja deve richiamare Giancarlo in panca per 2 falli quantomeno dubbi. Quando è fuori dal campo, la sua aggressività e la sua voglia mancano come l’ossigeno a Varese che per reggere l’urto della corazzata meneghina necessita proprio di quel tipo di atteggiamento. Si prende anche poche libertà in attacco ma con buone percentuali. GLADIATORE Eyenga 6,5 : chiude come top scorer di serata ma la statistica più interessante risulta essere quella dei 5 assist. Evidentemente la cura Caja sta avendo i suoi effetti anche su Air Congo (deve comunque di limitare alcune incursioni a testa bassa) che sta cercando di ripulire il suo gioco dalle forzature per alimentare il tanto ricercato gioco corale. DISCIPLINATO
  8. L'Openjobmetis misura lo spessore dei suoi progressi contro la capolista EA7. Stasera al PalA2A (palla a due alle 20.45; diretta su RaiSport 1) la truppa di Attilio Caja ospiterà la corazzata Milano in un derby che ha fatto la storia del basket italiano. L'edizione numero 174 trova Varese ed Olimpia quasi agli antipodi della classifica: Cavaliero e soci navigano in acque pericolose, anche se il colpo esterno di domenica scorsa a Caserta è stato un segnale importante che i biancorossi hanno imboccato la corsia giusta in chiave salvezza. La compagine di Jasmin Repesa, unica portacolori nostrana nel "gotha" continentale dell'Eurolega, ha vinto le ultime 3 manifestazioni italiane (Coppa Italia e Scudetto 2015-16 e SuperCoppa 2016-17) e punta al "triplete" nella stagione in corso sulla scorta di una supremazia economica sempre più schiacciante (e si valuta l'ulteriore addizione dell'esplosivo lungo Stephane Lasme). Con tutta l'efficacia della cura-Caja, l'Openjobmetis terzultima della classe è in grado di reggere l'urto di una Milano decisa a ripartire di slancio in campionato dopo il passo falso di lunedì scorso ad Avellino? Sulla carta il derby di stasera sembra una partita a pronostico chiuso: pur senza l'ex Cerella e con uno degli 8 stranieri (verosimilmente Hickman, preservato per l'Eurolega) in tribuna per motivi regolamentari, l'EA7 ha semplicemente troppe risorse fisiche e tecniche - rotazione a 11 giocatori, miglior attacco della serie A, prima nel tiro da 2 e negli assist e seconda nel tiro da 3 - rispetto all' attuale Varese. Che però vuole onorare al meglio l'impegno, facendo valere il senso della sfida connaturato alla possibilità di misurarsi contro la favorita per lo Scudetto 2016-17, e verificare l'entità dei suoi progressi al cambio della squadra più forte d'Italia. Possibilità che l'Openjobmetis possa far saltare il banco e sorprendere la capolista? Poche, anzi pochissime, e legate eventualmente anche ad un possibile calo mentale dell'EA7 dopo l'esaltante ma dispendiosa rimonta da meno 25 di giovedì in Eurolega contro il Darussafaka. Dal canto proprio la squadra di Caja ha avuto a disposizione una intera settimana per preparare al meglio la "mission impossible" di stasera; e sarà certamente interessante verificare l'impatto della nuova routine di lavoro in palestra dopo la conclusione dell'avventura in Champions League. A Varese non si chiede di vincere e interrompere a quota 7 la serie negativa con l'EA7, ma principalmente di onorare al meglio il derby cercando di non sfigurare al cospetto della capolista. In tal senso sarà importante la spinta del pubblico in una serata che a dispetto della diretta TV e della concomitanza con Juventus-Inter dovrebbe portare sulle tribune del PalA2A almeno 4500 spettatori (l'attuale record del 2016-17 sono i 4090 paganti del derby del 4 dicembre contro Cantù). Ma sarà altrettanto fondamentale la capacità di Maynor e soci di coinvolgere i supporters biancorossi con un atteggiamento "sfidante" nei confronti della superiorità annunciata di Milano. Giuseppe Sciascia
  9. Un derby apparentemente a pronostico chiuso che Varese vuole onorare dando il massimo contro la squadra da battere della serie A. Attilio Caja non si sofferma nell'analisi degli indiscutibili valori dell'EA7, ma chiede ai suoi di interpretare con la giusta mentalità un match comunque prestigioso: «Superfluo ribadire le qualità di Milano: Ì'EA7 ha fisicità e atletismo in abbondanza, ed è l'unica rappresentante italiana in Eurolega, dove ha vinto tre delle ultime quattro partite. Quella di domani sarà una gara prestigiosa e una tappa importante del nostro percorso di crescita: la giocheremo al massimo delle nostre possibilità, così come faremo in ognuna delle 13 partite che mancano». La priorità sottolineata dal coach pavese è quella della coralità, chiave di volta per non subire il gap fisico e tecnico nei confronti della capolista: «Sarà un test importante per verificare il livello raggiunto nel percorso di crescita effettuata nelle ultime settimane: per noi la priorità sarà quella di giocare di squadra sui due lati del campo. Le sfide individuali sono già perse in partenza, evitare gli isolamenti e gli 1 contro 1 in difesa è il primo aspetto determinante per provare a competere contro una squadra fortissima come l'EA7. Sotto questo profilo mi aspetto conferme sul piano della mentalità, determinante nella vittoria di Caserta». L'occasione sarà dunque ghiotta per verificare la tenuta mentale della squadra nel suo impianto corale contro l'avversaria più impegnativa della stagione: «È stato importante il modo con cui abbiamo ottenuto i due punti, mettendo in mostra applicazione e solidità mentale: due aspetti decisivi per vincere partite importanti e fare risultato in trasferta. Questa dimostrazione di solidità dà fiducia per il prosieguo del nostro campionato; ora cerchiamo conferme contro Milano in una partita nella quale sarà fondamentale non disunirci né rilassarci mai. La squadra di Repesa è bravissima a punire ogni errore, dovremo limitare la loro transizione e la loro capacità di giocare dentro l'area sia con i lunghi che con gli esterni». Il coach pavese sottolinea la necessità di spingere sull'acceleratore per esaltare le qualità di Maynor e si rammarica per l'assenza di Bulleri, out per un problema muscolare a una coscia: «Dovremo essere bravi noi a giocare il più possibile in transizione per aiutare Maynor e non subire troppo la fisicità di Milano; a metà campo invece dovremo essere bravi con i blocchi ad aiutarlo per costringere la difesa a fare delle scelte. Purtroppo ci mancherà Bulleri: mi spiace molto perché Massimo è un professionista esemplare, meriterebbe di poter giocare questo derby». Giuseppe Sciascia
  10. Il parquet del PalA2A diventa un maxi-schermo per dare la carica all'Openjobmetis. Il derby di domenica contro l'EA7 sancirà il debutto della nuova presentazione ali 'americana dei giocatori biancorossi. Uno show fatto di immagini proiettate sul campo in un gioco di luci ed ombre attraverso il sistema creato da Archè, azienda gallaratese che ha già messo a punto lo stesso spettacolo per le gare casalinghe del Legnano Basket, club di cui è anche sponsor di maglia. Lavori in corso tra ieri e oggi a Masnago - con la truppa di Attilio Caja trasferitasi al Campus per gli allenamenti - per installare il nuovo impianto di illuminazione necessario per la messa a punto della nuova presentazione. Lo spettacolo che ha rappresentato un interessante valore aggiunto per le gare casalinghe degli Knights al PalaEuroImmobiliare prevede una routine di circa 80 secondi per lo spegnimento delle luci e l'utilizzo del sistema che farà comparire sul parquet l'immagine di ogni atleta a referto con tanto di numero di maglia e scheda personalizzata. L'esordio in occasione del derby contro la capolista Milano prelude ad una presenza fissa al PalA2A della nuova tecnologia, che sarà utilizzata in versione integrale - ossia per entrambe le squadre - in occasione della BCC Cup in programma il 21 febbraio a Castellanza, nell'amichevole ufficiale benefica tra TWS Legnano ed Openjobmetis Varese che sarà presentata oggi a Busto Garolfo presso la sede dell'istituto di credito che farà da main sponsor per l'iniziativa benefica. Uno spettacolo che ricalca quello ormai da anni in voga nella NBA - dove però la presentazione è abitualmente concentrata sullo startingfive e non su tutti e 12 gli atleti a disposizione - che renderà ancor più moderna la cornice attorno all'evento agonistico. L'iniziativa all'avanguardia per il mondo del basket italiano, rende certamente più fruibile e accattivante il "contenitore" del PalA2A: il case history di successo del Legnano Basket di Marco Tajana dimostra come gli eventi collaterali a supporto della partita rendano attrattivo il "prodotto-basket" per il pubblico ma soprattutto per gli sponsor. E l'investimento effettuato dalla Pallacanestro Varese per la strumentazione necessaria agli effetti ottici prodotti da Archè - in vista di quello più sostanzioso per il tabellone a cubo centrale, che dovrebbe arrivare nel 2017-18 - va nella direzione della valorizzazione del brand. Sarà un motivo in più per seguire dal vivo l'Openjobmetis in un derby sulla carta impossibile come quello contro l'EA7 "punta sul vivo" dalla sconfitta di lunedì ad Avellino, la terza stagionale in Italia per la compagine di Jasmin Repesa, favorita d'obbligo per il Triplete Coppa Italia-campionato dopo aver già vinto la SuperCoppa. Ieri pomeriggio sono state inaugurate le prevendite presso i tradizionali canali (Triple, Giu-liani&Laudi e on line su www.pallacanestrovarese-shop.it); tempo fino alle 19 di sabato per anticipare i botteghini, le casse di Masnago apriranno alle 19.15 di domenica. Per l'occasione il club di piazza Monte Grappa ha indetto una promozione extra con uno sconto del 30 per cento su sciarpe e giacconi "griffati" presso il nuovo Pallacanestro Varese Store situato all'ingresso del parterre. Giuseppe Sciascia
  11. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Anche stavolta solo complimenti ma niente punti per la Openjobmetis al termine di un derby numero 169 a dir poco “esagerato” per quantità di emozioni e colpi di scena. Milano passa a Masnago al termine di una partita strepitosa per qualità balistiche (19/35 totale da 3 di cui 7/11 nell’ultimo quarto e 3 negli ultimi 120 secondi dopo il secondo sorpasso biancorosso della partita), ma Varese gioca alla pari fino agli ultimi 30 secondi contro la corazzata di Banchi . E se l’Olimpia era senza tre pilastri del valore di Hackett, Gentile e Kleiza (costretto al forfait in extremis per un problema ad una caviglia), anche stavolta l’assenza forzosa di Kangur - ormai out fino ad inizio 2015, operazione annunciata entro pochi giorni - condiziona pesantemente l’assetto tecnico-tattico dei biancorossi. La sconfitta consecutiva numero 5 è quella meno carica di rimpianti per Varese, che esce comunque[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] dal campo tra gli applausi dei suoi 4700 tifosi: anche stavolta però il finale è amaro, con il colpo che resta in canna per il 2/10 da 3 nei 10’ conclusivi e per le sofferenze sui secondi tiri (quello decisivo di James ma non solo). L’esordiente Eyenga mostra di poter essere utile nell’aumentare il coefficiente di energia difensiva, ma in quel reparto c’è da lavorare tanto: stavolta i biancorossi ci hanno messo tutta la carica agonistica possibile, ma troppo spesso la scelta di cambiare su tutti i blocchi è stata punita da una Milano chirurgica. Che nella più classica delle versioni “less is more” ha responsabilizzato i giocatori sani, trovando un Brooks immarcabile (27 con 6/9 da 3 nella ripresa) e un Melli mortifero nel punire in sospensione tutti gli spazi concessi dai biancorossi. Ma in linea generale, una squadra che ha pazienza nel muovere la palla - vedi la Trento e la Roma del secondo tempo - troverà sempre un tiro aperto negli ultimi secondi dell’azione; e se non va la prima soluzione, ci sarà sempre una situazione “svantaggiosa” a rimbalzo. Così anche stavolta l’Openjobmetis ha pagato dazio “là dietro” a dispetto di un secondo tempo da 57 punti segnati e di un complessivo 52% dal campo: tante giocate individuali “lussuose” e l’utilizzo di Callahan come “simil-Kangur” per aprire la scatola e lasciare spazio a Daniel e Robinson in penetrazione, ma tutto ciò non è stato sufficiente con Milano bravissima a rispondere colpo su colpo (o meglio tripla su tripla) ad ogni fiammata di Varese. Al di là della partita in sé, l’episodio che resta negli occhi di tutti - pur avendo inciso praticamente nulla nel film della partita - è l’espulsione per doppio tecnico di Gianmarco Pozzecco , e la conseguente scenata con lo strappo della camicia all’uscita dal campo: il Poz, preso dalla sua abituale emotività a fior di pelle, è andato ben oltre il limite che un personaggio pubblico dovrebbe rispettare. E purtroppo questo attacco di “Paperinite” gli getterà la croce addosso (sentenza pesante del giudice sportivo in arrivo? Di certo il doppio tecnico non comporta la squalifica): reazione sbagliata e censurabile che sposterà l’attenzione sul suo errore, evitando “more solito” di analizzare una volta per tutte e con la dovuta lucidità il problema dell’atteggiamento arbitrale sui campi della serie A italiana. Perché 5 tecnici e un doppio fallo in una partita bellissima e spettacolare ma del tutto priva di animosità dicono chiaramente che i fischietti italiani sono fuori controllo nella gestione delle emozioni in campo e sono loro - con questo modo “ducesco” di condurre le gare - a scatenare pulsioni di giocatori ed allenatori e di conseguenza del pubblico. Ma lo “sclero” fuori dalle righe di “coach Poz” cancellerà ovviamente le considerazioni sulle quali ogni addetto ai lavori - ad iniziare dai club, in ultima analisi quelli che pagano - dovrebbe riflettere per un basket più sereno. Di certo l’espulsione del coach biancorosso ha “svegliato” Robinson e Daniel, che con la gestione-Ducarello hanno messo in campo la faccia e il piglio giusto per assaltare l’area milanese dopo le 8 stoppate subite nei primi 20’. Da loro, sotto accusa per l’impatto tecnico ed emotivo nelle ultime due sconfitte in fotocopia, è partita la scintilla per una rimonta che ha ribadito quanto carattere abbia questa Openjobmetis non perfetta sul piano tecnico e difensivamente migliorabile. Ma di certo mai doma neppure dopo 5 sconfitte consecutive: questo atteggiamento andrà rimesso in campo nei prossimi due viaggi a Cremona e Brindisi. Perché questa squadra ha perso spesso, anzi sempre nelle ultime 5 settimane, ma è sempre andata ad un passo dalla vittoria, ed ora che ha una rotazione di 8-uomini-8 potrà lavorare sugli aspetti tecnici sui quali serve ancora crescere. Prima o poi il vento girerà, questo gruppo se lo merita. Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
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    SU & GIÙ

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]CHI SALE [b]JOHNSON[/b] Gran presenza difensiva[/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] [/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]LINTON JOHNSON (foto Blitz) - Il Presidente presenta al PalaWhirlpool un biglietto da visita fatto di due schiacciate esplosive in alley-hoop e una poderosa stoppata su Hackett. Ma, al di là dei gesti atletici più eclatanti, è la presenza difensiva negli aiuti per coprire i limiti difensivi di Clark che rende l'area varesina molto meno accogliente rispetto all'era-Hassell. Peccato per quel secondo fallo precoce (e in verità alquanto fiscale): nei tre quarti in cui è stato in campo, Milano ha tirato con il 35% da 2, mentre con Linton in panchina sono arrivati 32 punti e l'83% dal campo...[/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] [/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]CHI SCENDE [b]SAKOTA[/b] Il colpo resta in canna[/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] [/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]DUSAN SAKOTA (foto Blitz) - Tre triple aperte ed altrettanti sdeng, anche se i compagni non hanno fatto di meglio. Dopo la doppietta decisiva a Reggio Emilia, stavolta all'ala serba resta il colpo in canna, sia contro la zona che nel tentativo di rimonta del quarto periodo. E contro un'avversaria dalla fisicità elevatissima come l'Olimpia Milano, se non trova ritmo al tiro diventa una... tassa difensiva pesante da pagare. Anche quando Frates cerca di proteggerlo con la zona nell'assetto forzoso senza lunghi, visti i falli di Johnson e i problemi all'adduttore di Scekic.[/size][/font][/color]
  13. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Nessuno è invincibile perché anche il più forte ha il suo tallone d'Achille, sempre che si riesca a colpirlo e a farlo "sanguinare" per indebolirlo. Morale, allo sfidante, partente battuto in un confronto impari, non resta che compiere l'impresa, irrealizzabile l'altra sera da questa Cimberio la quale, pur ammirevole nel proprio impatto emotivo al match, ha mostrato vistosamente la sua inferiorità di mezzi di fronte ad un'EA7 che oggi come oggi sembra una tribù a parte. Senza Hackett al comando, probabilmente, sarebbe stata una Milano battibile ma con un pezzo da novanta in trincea, ad aprire ogni linea avversaria per truppe d'assalto, Varese s'è presto ritrovata nel bel mezzo di una storia dal finale temuto, se non scontato. Basta un colpo d'occhio ad Hackett e Moss di fronte a Clark e Banks per accertare una massiccia differenza di peso e statura, peraltro molto indicativa nei cosiddetti "piccoli" o esterni nell'evidenziare una stazza totale che non ammette confronti. E dovendo fare anche canestro, alle ex scarpette rosse non manca naturalmente la qualità tecnica e se poi un certo Langford, liberato da ingombranti responsabilità di leader preteso, danza a suo piacimento e divertimento, allora si capisce come sia inabbordabile la formazione di Banchi che ha compiuto il suo vero salto (in alto o in lungo, fa lo stesso) di qualità con l'ingaggio di Hackett (foto Blitz)cui affidare quel ruolo di guida stellare che gli è congeniale. Peraltro l'ex Siena, cui mancava quel tiretto frontale da tre che Pozzecco s'era costruito per esplodere una completezza offensiva talvolta irresistibile, evidentemente sta lavorando in palestra per ampliare il suo campionario d'assalto. Dunque, ci sarebbe voluta ben altra Cimberio (e l'allusione a quella della scorsa stagione è fin troppo ovvia e banale) per impensierire oltre il lecito i milanesi cui è bastato mostrare i muscoli per spegnere l'entusiasmo degli uomini di Frates e di tutta Masnago, seppur a misura di punteggio. Come dimostra il risultato finale, molto confortante al di là di ogni considerazione sui rapporti do forza in campo, per una Cimberio che in tema di paragoni con l'Olimpia può sbaragliare, tra gli affetti dei suoi tifosi, le avversarie che qui capiteranno.[/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]È un po' questa la morale da trarre a conforto di un futuro che non ammette svolazzi né leggerezze, soprattutto attraverso un rilievo tecnico e fisico che promette maggior solidità difensiva, soprattutto sotto il tabellone, laddove prima i biancorossi sembravano talvolta in pausa merenda. Linton Johnson, chiamato qui a ragion veduta e non tanto per cambiare una faccia alle identità dei propri lunghi, possiede indubbiamente caratteristiche atletiche ben delineate ad un compito così preciso a protezione della squadra negli ultimi cruciali metri. La sua tonante opposizione è dimostrata dalle prove di Samuels e Lawal, meno audaci o potenti di altre volte, anche se poi in attacco il nuovo centro biancorosso, "zompante" in aria per la schiacciata che esalta la propria attitudine aviatoria, sembra un pochino faticare attraverso altre soluzioni. In sintesi l'impressione è buona, osando credere che l'area pitturata biancorossa non sia più terra di conquiste per gente d'ogni stirpe, mentre restano quei noti limiti ascrivibili a Clark in regia e discontinuo come realizzatore, a un Ere già da calvario e ad un Sakota che, se si inceppa la sua cerbottana, finisce per deprimersi e perdersi per strada, non bastando il valore (aggiunto nel vero senso del termine, visto il suo arrivo da pronto soccorso) del solito scoppiettante Banks.[/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La classifica è mortificante e il calendario, con Venezia e Avellino cui far visita, sembra ostile: agli uomini di Frates non resta che guardare lungo le proprie braccia per trovare mani che l'aiutino.[/size][/font][/color]
  14. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Troppo netta la differenza di valori fisici e tecnici tra Varese e Milano per sperare nell'impresa.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] E all'indomani del derby numero 168 (Keydren Clark in penetrazione nella foto Blitz in alto), il clan biancorosso ammette una superiorità sul campo che rispecchia quella in termini economici. Anche per questo lo stato d'animo di Cecco Vescovi dopo la sconfitta è improntato ad un complessivo ottimismo. «Milano ha dimostrato di essere un vero e proprio carrarmato che per perdere una partita nel nostro campionato deve mettersi d'impegno. Noi, però, abbiamo giocato una partita complessivamente solida: l'avvio, in particolare, è stato ottimo. Poi, quando sono iniziate le rotazioni, abbiamo fatto decisamente fatica. D'altra parte i primi cambi dell'EA7 sono stati Langford e Melli, che pesano quanto l'intero nostro monte stipendi...». Il presidente biancorosso si rammarica per la serata negativa dall'arco che ha condizionato gli sforzi della Cimberio nella sua rincorsa della ripresa. «Purtroppo ci sono mancati quei canestri dall'arco che potevano riaccendere il pubblico e darci la spinta emotiva giusta. Però, di fronte avevamo una squadra che ha comandato la partita con grande autorità, controllando il ritmo con grande lucidità per impedirci di dare una sferzata di adrenalina all'ambiente. Di fatto quello che faceva la Siena schiacciasassi...». Tra le note positive il debutto dell'ultimo arrivato Linton Johnson, il quale - al di là del fatturato individuale - ha mostrato di poter garantire quella solidità difensiva necessaria alla Cimberio per essere meno perforabile sull'asse play-pivot. «L'impatto sulla squadra di Linton è stato decisamente positivo: ha fatto vedere che può darci tanto sul piano del dinamismo e delle chiusure difensive. La sensazione è che sia in grado di garantirci quel che ci serviva per darci la quadratura del cerchio. Dunque, il nostro campionato s'inizierà da domenica: la trasferta a Venezia e quella seguente ad Avellino dovranno darci indicazioni importanti, ma sono quelle che possiamo e dobbiamo pensare di vincere per costruire il nostro cammino verso i playoff». Dunque, il restyling dell'organico fa ben sperare il massimo dirigente della Cimberio nella possibilità concreta di lottare fino in fondo per i playoff. «Tra l'impresa di Reggio Emilia e il derby contro Milano i segnali positivi sono stati numerosi. Certo, non siamo perfetti ed abbiamo pregi e limiti come d'altronde quasi nessuna delle squadre del nostro campionato. Ma i risultati degli ultimi turni, compresa la sconfitta di Venezia sul campo della Sutor Montegranaro, dimostrano che non si possono fare calcoli perché non ci sono risultati scontati. E se sapremo esprimerci sui livelli delle ultime due gare sono convinto che per i playoff ci saremo anche noi: la sensazione è che ora la squadra abbia le qualità per lottare sino in fondo per i primi otto posti». Cecco Vescovi confida che la Cimberio possa proseguire sulla strada giusta in vista delle prossime due trasferte che la vedranno impegnata sui campi di Venezia ed Avellino, scontri diretti vitali per dare corpo alle rinnovate ambizioni di post-season della squadra di Frates. «Avevo detto che avrei barattato volentieri la vittoria nel derby con un colpaccio a Venezia, e spero ancora di azzeccarci. In funzione della rincorsa ai playoff è uno scontro diretto molto importante; già abbiamo in cassaforte un 2-0 che vale oro contro Reggio Emilia, se riuscissimo a conquistarne un altro tra il match di domenica e quello di Avellino sarebbe l'ottimo». Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
  15. [font=verdana][size=3]SCEKIC 6 - Chiamato in causa prima del previsto dopo i due falli rapidi di Johnson, prova a fare la sua parte nonostante il problema all'adduttore che ne limita la mobilità. Ma la tenuta difensiva della squadra ne risente in maniera chiara.[/size][/font] [size=3][font=verdana]SAKOTA 5 - Lascia sul ferro i due tiri aperti che la squadra gli costruisce e contro una difesa fisica come quella dell'EA7 deraglia troppo spesso (4 perse).[/font][/size] [size=3][font=verdana]RUSH 5 - Quattro minuti senza incidere nel momento in cui la zona di Milano ne evidenzia i limiti balistici; per dare fiato ad Ere nella ripresa Frates gli preferisce Mei.[/font][/size] [size=3][font=verdana]CLARK 6 - Trova qualche guizzo in penetrazione e riesce anche ad attivare Linton Johnson per un paio di schiaccioni poderosi; peccato per la serata negativa dall'arco (1/8 da 3), confermando però che rispetto ad un mese fa le sue prestazioni non sono più legate a filo doppio alle doti balistiche.[/font][/size] [size=3][font=verdana]BANKS 7 - Attacca il ferro con il consueto vigore addentrandosi senza paura nella giungla della difesa milanese, torna top scorer con 6/10 al tiro e 7/7 ai liberi.[/font][/size] [size=3][font=verdana]DE NICOLAO 6 - Spinta ed energia sono le solite, contro Langford in post basso nulla può e la zona obbligata fa acqua.[/font][/size] [size=3][font=verdana]JOHNSON 6,5 - Avvio promettente con 5' di energia e vigore, peccato per un secondo fallo discutibile contro Samuels che lo costringe in panca per il resto del primo tempo. Poi mostra spunti positivi sul piano della presenza atletica e difensiva, quel che ci si aspettava da lui.[/font][/size] [size=3][font=verdana]MEI 6,5 - Intensità, energia, difesa cattiva e una stoppata su Gentile: due minuti ma buon impatto.[/font][/size] [size=3][font=verdana]ERE 6 - Poche munizioni disponibili nel primo tempo, riempie comunque lo scout di spunti positivi (6 rimbalzi e 3 assist) provando a guidare la rimonta nel quarto periodo.[/font][/size] [size=3][font=verdana]POLONARA 6,5 - Partenza sparata trovando finalmente spazi in campo aperto per esaltare il suo dinamismo, si spegne alla distanza (solo 2 punti nella ripresa) non trovando le due triple per provare a sognare nel finale.[/font][/size] [size=3][font=verdana]MILANO: Gentile 5; Gigli 6; Melli 7; Hackett 7; Kangur 6,5; Langford 8; Samuels 6; Wallace 6; Lawal 6; Moss 7; Jerrells 6.[/font][/size] [size=3][font=verdana]G.S.[/font][/size]
  16. Pieno come un uovo per un pieno d'amore verso la Cimberio. Il messaggio arriva dal PalaWhirlpool e va dritto al cuore. Messaggio stampato pure su uno striscione che spunta dalla curva (qui siamo al tutto esaurito), mentre quel "grazie lo stesso" comincia prima ancora che s'alzi la palla due. Si coglie, nei discorsi da bar - per dire del bar del palazzetto anch'esso pieno come un uovo - la difficoltà di un match in cui Varese non ha i favori del pronostico. Bisogna studiare una strategia per affondare una corazzata che possiede una straordinaria varietà di colpi. Cioè comunque la giri ha una soluzione: da fuori, da dentro, dall'angolo, in contropiede. Eppure la Cimberio non si piega, combatte sorretta da un popolo entusiasta. Se Milano ha un patrimonio da spendere, Varese ha un inestimabile patrimonio sugli spalti. E in campo ha uomini consapevoli dei loro limiti ma sorretti da un orgoglio senza confine: sanno che i loro tifosi non li abbandonano. L'orgoglio è una virtù però non è sufficiente per colmare il dislivello fra le due contendenti. Ma in prospettiva il senso di appartenenza può essere la chiave per riannodare i fili di un campionato fin qui vissuto pericolosamente. Perciò questo derby è il punto d'arrivo e di partenza ora che sotto i tabelloni c'è più corsa e più atletismo, doti portate dal debuttante Johnson (foto Blitz). Ragionamenti tecnici che si intrecciano con le questioni di cuore. Certi paragoni sono irriverenti con quel passato, recente, che ogni tanto torna. Ieri sera si è materializzato ancora dall'altra parte del campo. Due chiome nere e un allenatore che hanno spezzato un sogno ora hanno altri colori: prima verdi come la speranza adesso rossi come la passione. Quella di Varese è ineguagliabile. Il colpo d'occhio offerto dal palazzetto è la prova. Arriva Milano, una rivale storica, e la gente accorre: 4628 il numero uscito ieri sera sulla ruota della Città giardino. Si riempie pure la gabbia e si riempie anche la "piccionaia", per rendere l'idea di quei gradoni così alti da sembrare una montagna. E sul campo c'è una montagna da scalare ma l'avvio svelto della Cimberio è un buon viatico: difesa, contropiede e qualche tripla per scavare un solco con questa Milano che appare perfino svogliata. I biancorossi varesini spendono tanto in questo loro tentativo d'allungo ma debbono poi tirare il fiato. La differenza sta in panchina, nelle rotazioni profonde che danno una mano all'allenatore avversario. Il pareggio arriva a quota 28 poi Milano scappa e non la prendi più. Ma moschettieri di Frates e i loro supporter non ci stanno. Gli uni lottano come leoni, gli altri chiedono conforto alle loro corde vocali. Il PalaWhirlpool diventa un catino bollente. Fa talmente caldo che qualcuno, in tribuna, sfoggia un look estivo: jans e maglietta mentre mastica chewingum. L'avversario è in controllo però non è ancora alla meta. Così Varese rosicchia punti, lima il gap e contiene il distacco. Vince Milano ma vinciamo anche noi. Loro hanno un patrimonio da spendere, noi abbiamo un patrimonio sugli spalti. "Grazie lo stesso", alla squadra e alla gente che applaude.
  17. [font=verdana][size=3]Dice è bello sognare l'impossibile. Dice, anche, che l'impossibile non esiste. Ma dopo aver visto Cimberio-EA7 resta l'impressione che tutte queste frasi siano solo accattivanti slogan per pubblicitari incalliti.[/size][/font] [size=3][font=verdana]La verità è che in gare di questo genere l'impossibile, battere la grande, potente, interminabile Milano, sia qualcosa di tremendamente reale.[/font][/size] [size=3][font=verdana]L'EA7, questa EA7, rappresenta tanta, troppa roba - tecnica, fisica, centimetri, chili, soluzioni tattiche, opzioni sui due lati del campo - per una Varese che avrebbe dovuto mettere in scena la partita perfetta per riuscire a spuntarla. Una Cimberio che però, commovente per approccio e determinazione, è andata vicina al colpaccio. In alcuni momenti addirittura vicinissima. A ricacciarla indietro il boomerang della percentuale da 3 punti che nel secondo tempo, quello buono per tenere vive tutte le speranze, ha segnalato uno spaventoso 0/11, con 11 errori di fila e Clark e Sakota, gli specialisti, che hanno chiuso con 1/11. La sostanza della sconfitta di Varese è quasi tutta qui, in una prestazione balistica che annulla il pur positivo 61% da 2 ed il virtuale pareggio nella lotta a rimbalzo (30 a 36). Uno zero che annacqua la buonissima prova di Banks, ottimo nel far impazzire Hackett in avvio, di Polonara, che è piaciuto molto per come ha attaccato di forza il canestro contro avversari più tosti e voluminosi e l'esordio discreto dell'atteso Johnson, presente in positivo ma limitato dai falli.[/font][/size] [size=3][font=verdana]La partenza bruciante della Cimberio è perfetta per esaltare Masnago. Varese, che sul piano del ritmo ha una marcia in più, colpisce in transizione con Polonara e Clark lesti nel siglare il massimo vantaggio (20-11 all'8), ma a spegnere le velleità della Cimberio arrivano il secondo fallo, moooolto prematuro, di Linton Johnson. Milano, intanto, comincia a macinare gioco speculando diabolicamente su tutti i duelli a lei favorevoli, primo fra tutti quello in post basso tra Banks e Gentile. Il milanese al tiro è dannoso come la grandine, ma crea assist per Samuels e apre spazi per il recupero ospite. L'EA7, dopo il pessimo 5/17 sale di tono e disputa un secondo quarto offensivamente strepitoso (14/17 da 2, 82%).[/font][/size] [size=3][font=verdana]Milano alza l'atletismo con Lawal e Langford che, nei giochi spalle a canestro, approfitta ferocemente di De Nicolao. Langford piazza un devastante 5/5 che firma la parità sul 28-28 al 14'.[/font][/size] [size=3][font=verdana]Milano con la zona 3-2 sporca le conclusioni dall'arco, Varese con intelligenza sceglie altre strade tattiche ed appena può corre verso il ferro. Non a caso è l'eccellente percentuale da 2 (7/9) a tenere Varese in partita, ma Milano, terrificante, un tassello alla volta infila il parziale di 6-14 che apre il solco nel match: 34-42.[/font][/size] [size=3][font=verdana]La Cimberio con la forza del carattere non soccombe (48-52) contro un'EA7 che comunque gioca una partita di grande solidità mentale e nel momento che conta davvero sfodera le giocate superbe di Hackett: due triploni da campionissimo che respingono Varese: 52-64.[/font][/size] [size=3][font=verdana]L'Olimpia, poi, con la forza della sua panchina fa tutta la differenza del mondo producendo 40 punti contro i soli 8 dei varesini.[/font][/size] [size=3][font=verdana]La Cimberio, che non segna più, scivola anche a -13 (58-71 al 30') e Milano, seppur con un pizzico d'affanno, chiude in controllo.[/font][/size] [size=3][font=verdana]Massimo Turconi[/font][/size]
  18. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][color=rgb(37,39,37)]E’ una classicissima dai mille spunti quella che stasera a Masnago (palla a due alle ore 20,30) metterà di fronte Varese e Milano per il duello numero 168 dei 66 anni di storia del derby lombardo per eccellenza. La lanciatissima capolista EA7, imbattuta in campionato dopo l’innesto di quel Daniel Hackett che con la maglia di Siena ha “stoppato” i sogni di gloria della Cimberio per tutto il 2013 (dalla Coppa Italia alle semifinali playoff fino alla Super-Coppa), dovrà misurare lo spessore delle ambizioni playoff di Varese. Rinvigorite sul campo dal brillante raid di Reggio Emilia che ha inaugurato col botto il girone di ritorno, e nella sostanza dall’innesto del veterano Linton Johnson al posto di Frank Hassell nel tentativo di correggere i problemi strutturali più evidenti dal punto di vista difensivo.[/color][/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][color=rgb(37,39,37)]EFFETTO LINTON - L’esordio del 33enne lungo di Chicago scelto per le sue caratteristiche di atletismo e verticalità al posto di un centro di posizione come Hassell sarà certamente tra i motivi di maggior interesse di una sfida che metterà subito alla prova il nuovo assetto dinamico scelto dalla Cimberio per completare il restyling del roster. Certo dopo soli 3 allenamenti con i nuovi compagni non si può pretendere che un giocatore agonisticamente inattivo dall’8 gennaio abbia un impatto immediato; ma più che spunti individuali, da Johnson si attendono esperienza e solidità difensiva per far quadrare i conti di una squadra di attaccanti perimetrali. Logico che tutti i tifosi biancorossi sognino l’ennesimo “sgambetto” casalingo alla superfavorita Olimpia; ma le partite chiave nella volata playoff di Varese sono le prossime due trasferte a Venezia ed Avellino, inframmezzate dallo stop per la Coppa Italia. Anche se il derby di stasera contro una squadra sulla carta molto superiore è comunque una partita che la squadra di Frates dovrà affrontare al massimo della concentrazione e dell’energia: una sconfitta non cambierebbe granchè in classifica, ma una vittoria varrebbe un capitale in termini di entusiasmo...[/color] [color=rgb(37,39,37)]RIMBALZI E VELOCITA’ - Sul piano tecnico le priorità del coach milanese ex di turno sono principalmente due. Il primo è quello di non subire il mix di forza fisica ed atletica di un’EA7 che soprattutto sul perimetro ha una taglia da Eurolega. Il secondo, legato all’effetto Johnson, è quello dei rimbalzi: Varese è sedicesima su 16 squadre di serie A nella classifica di squadra, mentre Milano è seconda. Se i biancorossi vorranno crearsi una chance di fermare la corazzata Olimpia, servirà limitare l’urto sotto i tabelloni e non subire le velenose transizioni di una squadra che a metà campo accusa ancora qualche passaggio a vuoto (vedi i 60 punti di venerdì ad Istanbul al di là del clamoroso canestro da oltre 20 metri allo scadere di Planinic).[/color] [color=rgb(37,39,37)]DIFESA DI FERRO - La qualità principale della Milano plasmata da Luca Banchi è la forza della difesa, la migliore del campionato sulla base di un roster profondissimo (12-giocatori-12) e ricchissimo di opzioni. E dopo l’arrivo di Hackett, l’EA7 in versione Italia ha assunto il crisma da rullo compressore (5 vittorie su altrettante gare con scarto medio di oltre 18 punti e 62,8 punti subiti): numeri sullo stile della Siena del terzo e quarto scudetto, che hanno portato l’Olimpia dal settimo posto del 23 dicembre al primato agganciato domenica scorsa. Corretti in corsa con Lawal ed il play ex Siena i problemi iniziali in regia e sotto le plance, Milano ha tutte le carte in regola - anche per oggettiva mancanza di avversarie, prima di tutto sul piano economico - per rompere il lungo digiuno tricolore che dura dalla stagione 1995/96. Il match di Masnago è comunque un test significativo anche per gli ospiti, che finora hanno costruito[/color] [color=rgb(37,39,37)]gran parte delle loro fortune al Forum (14-1 il record casalingo tra campionato ed Eurolega), raccogliendo però molto meno in versione-esportazione (4 vittorie su 15 gare esterne, 3-5 in Italia dove l’acuto più brillante è stato quello di Sassari, ultima partita giocata in campionato da Linton Johnson lo scorso 5 gennaio).[/color] [color=rgb(37,39,37)]LE CHIAVI PER VINCERE - Il compito della Cimberio è improbo, ma contando sul sostegno di un PalaWhirlpool verso il “sold out” la squadra di Frates vuole confermare gli spunti positivi di Reggio Emilia. Per battere Milano servirà una prova votata alla coralità, al sacrificio difensivo ed all’intensità. E ovviamente una prestazione balistica di spessore. Ma se Varese vuol dimostrare di aver voltato pagina dopo un girone d’andata vissuto lontano dalle luci della ribalta, questa è la notte per provare a "girare" la stagione.[/color] [color=rgb(37,39,37)]Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
  19. [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]L'una è la réclame della gioia, l'altra di un disagio. L'una emana luce, l'altra è ostaggio del buio. Come non pensare a Varese e Milano, una di fronte all'altra per la terza volta con lo stesso esito, fatto con lo stampino, di trionfo per gli uomini di Vitucci e d'umiliazione per quelli di Scariolo. L'opposizione dell'EA7 si sfalda come neve al sole in pochi minuti, quanto basta alla Cimberio di calarsi idealmente in gara per esibire la sua pallacanestro, d'una sconvolgente bellezza per semplicità di valori, nitidi e veri, soprattutto inviolabili, se non, ed eventualmente, da una intimidatoria durezza, di cui forse solo Siena, oggi come oggi, è capace. Milano resta un doloroso mistero, sempre che non si vogliano chiarire i suoi equivoci, giganteschi come i suoi presunti potenziali in organico, "posseduti" presto e totalmente dai nostri magnifici biancorossi in una Masnago entusiasta ai massimi storici. Morale, non cambia la storia di questa stagione che fa strame di ogni prudenziale timore nei confronti di avversari milionari e imponenti, magari al solo pensiero che, dopo tanto tuonar, per una volta potrà anche piovere. Non però di fronte ai travolgenti uomini di Vitucci, visto che Milano non è riuscita nemmeno a tuonare e se ha osato qualche lampo, esso è parso di quelli smorti, alla luce del giorno. Ancora una volta la differenza, per sistema di gioco nelle due metà campo, risulta abissale: Varese, tanto per ripeterci, sembra una sinfonia perfetta, nella quale ogni acuto nasce dalla normalità d'uno spartito preciso e consono ai propri orchestrali. Già, Von Karajan della situazione è proprio Mike Green (foto Blitz) che non sembra avere rivali degni del suo modo di porsi in gioco attraverso una superiorità che, raramente arginabile, esalta proprie prodezze in accoppiata con un Dunston che, in quanto a tenore, è il Pavarotti dei tabelloni. E se nel basket non si può prescindere dall'asse play-pivot, argomento sensibile ma qui per anni ignorato, ebbene in questa Cimberio, nel suo compiersi, esso ha scavalcato ogni immaginario ideale regalando alla platea duetti irresistibili e spettacolari. Già, ma due soldati da soli non vincono la guerra né probabilmente la fanno, dovendo risaltare un contorno di uomini e giovani che, mostrando le proprie raffinate virtù, fanno compiuta per competitività la squadra nei suoi variabili assetti. Restando sul fatidico asse, stupisce invece la proposta dell'Olimpia che, attraverso elementi uno più tentennante dell'altro, autorizza determinati interrogativi sulle scelte, peraltro in riparazione, di Bremer e Marcus Green, non all'altezza oggi di un club bisognoso di vincere allorquando Avellino per salvarsi s'è portata a casa un signor Lakovic. In sintesi Milano, almeno di fronte a una Cimberio che ogni volta la domina, sembra litigare tecnicamente e tatticamente con se stessa, dando perfino l'impressione di fare così anche durante la settimana e che l'unico rapporto intenso e profondo tra allenatore e squadra sia la lavagnetta degli schemi, abbastanza inutile visti i risultati sul parquet.[/size][/size][/font][/color]
  20. [color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3]Attesa alle stelle anche per Frank Vitucci in vista della sfida numero 165 tra Varese e Milano. [/size][/size][/font][/color][color=#000000][font=Verdana][size=1] [size=3]Il "tutto esaurito" di Masnago dà la carica al coach veneziano, che esorta il gruppo biancorosso a dare il massimo in una partita carica di significati storici oltre al valore della posta in palio per la classifica: «Il derby di domani è una partita speciale perché, al di là della classifica, è una sfida dal sapore particolare vista la storia di questi club gloriosi. E l'atmosfera speciale del "tutto esaurito" ci darà la carica per giocare una partita di grande durezza mentale: servirà certamente dare molto di più sul piano difensivo rispetto all'ultima partita. Ma ci sarà altrettanto certamente un altro tipo di approccio, perché una sfida del genere propone stimoli forti per tutti». [/size] [size=3]Il tecnico della Cimberio considera il big-match di domani sera come un test importante per misurare il livello di preparazione della squadra in vista delle decisive sfide playoff: «Dovremo essere bravi a non lasciare spazio al talento ben diluito dei milanesi e allo stesso tempo giocare con la consapevolezza di far valere quello che abbiamo dimostrato di poter esprimere nel corso della stagione. Il ritorno di Banks (foto Blitz in alto), sicuramente recuperato anche se non al 100 per cento, ci darà una grande mano per un test significativo in vista del playoff: il clima agonistico sarà molto vicino a quello delle partite decisive, com'è già avvenuto contro Roma, e un match così duro ci servirà per abituarci ai climi delle partite chiave». [/size] [size=3]E mentre Vitucci rimanda alle prossime settimane il discorso relativo al possibile rinforzo playoff (in società si valuta l'ipotesi del 29enne pivot Marko Banic, nazionale croato per anni stella di Bilbao tra Eurocup ed Eurolega, possibile "occasionissima" a livello economico per mettersi in mostra dopo aver saltato gran parte della stagione all'Unics Kazan a causa di un infortunio), la Cimberio si prepara ad adeguarsi ai climi agonistici bollenti delle sfide "dentro o fuori": «Rispetto ai primi mesi dell'anno si gioca una pallacanestro diversa, con ritmi più lenti e maggiore pazienza; dobbiamo essere elastici nel mantenere la nostra identità ma adattarci ai cambiamenti che nei playoff saranno ancora più marcati, tenendo sempre nel taschino le carte che preferiamo. Di sicuro l'avversario è oltremodo stimolante e sono molto contento che la squadra abbia picchi di stress psicolgico così elevato come quelli proposti dalla partita con Milano». [/size] [size=3]E dopo l'inopinato passo falso di domenica scorsa il sentitissimo derby con l'EA7, secondo molti ancora la squadra da battere nella corsa-scudetto, è una ghiotta opportunità di riscatto per una Cimberio decisa a battere Milano anche a Masnago dopo aver messo "a sacco" il Forum nei due precedenti di campionato e Coppa Italia: «Specialmente dopo lo stop di Montegranaro la sfida di domani è perfetta per le nostre esigenze; certamente non mi è piaciuta la prova di domenica scorsa in cui dopo 10 partite da poco più di 70 punti subiti ne abbiamo concessi 93. Ora però ci aspetta una gara sentitissima contro un'avversaria dal grande potenziale: un po' tutti si aspettavano che dominasse la stagione e questo non è avvenuto, ma adesso si è messa in carreggiata e cercherà nuove conferme. Noi invece, dopo 26 partite al comando, abbiamo sicuramente una buona dose di autostima: ribadisco che non siamo i più forti di tutti, ma in un campionato in cui le differenze di valori sono ridottissime sappiamo che per battere chiunque è necessario fare al meglio le nostre cose». [/size] [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
  21. [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Ci prova Marino Zanatta a "fare le carte" al campionato. Con la Cimberio a un passo dal primato di fine regular season ma con le "big" di Eurolega ancora minacciose, l'ex campione di Ignis, Mobilgirgi, Emerson e Turisanda degli anni '70 e g.m. della Ciaocrem di Sales, della DiVarese di Isaac e della Ranger di Sacco inquadra così la situazione: «Ormai è assodato che Varese non sia più una sorpresa ma una realtà ben definita. Una realtà che sta dando più di ogni previsione avendo azzeccato la chimica di un gruppo nuovissimo, ma la sua leadership attuale non dà certezze assolute. Dipenderà dalla Cimberio ma anche dalle avversarie: Milano fatica ancora a stare insieme ma se trova un'identità collettiva può diventare imbattibile; Siena sta pagando lo scotto degli infortuni e del doppio impegno ma ha dimostrato già in Coppa Italia il suo valore e se si ritrova sarà un'avversaria temibile. Sassari assomiglia a Varese, con un po' più di spensieratezza offensiva e un po' meno sostanza in difesa, mentre la vera incognita è Cantù che fino a qualche mese fa sembrava la favorita ma con la cessione di Markoishvili ha forse rotto qualcosa». [/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Zanatta non carica di significati l'imminente derby con l'EA7 che considera solo una tappa intermedia in vista dei playoff: «Sarà una partita difficilissima da gestire sul piano mentale: Varese ha già battuto due volte Milano, alla grande in campionato e alla grandissima in Coppa Italia. Sembra una partita da 1 fisso, invece non è così: se vinciamo ancora nettamente, il rischio è di non considerare più l'Olimpia come un'antagonista temibile per lo scudetto; se perdi invece l'EA7 si rinfranca e prende coraggio. Fossi coach Vitucci giocherei a carte coperte, magari affrontando l'impegno come se fosse un'amichevole precampionato, dunque con più libertà offensiva: in fondo si tratta di una partita singola che non avrà strascichi, meglio riservare le energie mentali per quando si giocherà per gli obiettivi veri…». [/size] [size=3]L'ex dirigente varesino esprime la sua ricetta perché la Cimberio possa puntare davvero allo scudetto: «Varese può vincere il titolo? La risposta è sì se manterrà l'attuale sistema basato sulla coralità e riuscirà a mettere in campo la concretezza morale e mentale indispensabile nelle sfide decisive. Se manterrà il suo spirito senza patire l'angoscia di dover vincere che l'ha paralizzata in Coppa Italia ce la potrà fare: quella partita dovrà servire per far capire a Varese la necessità di giocare sempre con determinazione ma anche con serenità». [/size] [size=3]E da plurititolato vincitore di scudetti e coppe europee Zanatta sottolinea la solidità del gruppo come chiave di volta per i successi di Varese: «Per vincere le sfide dei playoff servirà far leva sulla mentalità che il gruppo si è costruito per tutto l'anno: l'aspetto chiave è il gioco di squadra, l'altro è la capacità di sacrificarsi in gesti poco gratificanti ma fondamentali perché apprezzati all'interno dello spogliatoio. Quando vedo Dunston saltare 3 o 4 volte di fila per un rimbalzo e Polonara o De Nicolao sbucciarsi le ginocchia per un pallone vagante mi si apre il cuore perché so quanto importanti siano gesti del genere per una squadra». [/size] [size=3]Infine Zanatta esprime il suo parere anche sull'importanza del fattore campo nei playoff che non servì alla sua DiVarese nelle stagioni 1986/87 e 1987/88: «Ovviamente meglio giocare in casa che fuori, ma nei playoff il fattore campo non è un vantaggio decisivo».[/size] [size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/size][/font][/color]
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