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  1. Altra partita dal valore altissimo e altra prestazione sconcertante di Varese che concede (in maniera ormai abituale) tantissimi punti nel primo tempo ad una Napoli in palla e con un Jason Rich che, pur non avendo mai disputato una partita ufficiale in maglia biancorossa, fa valere la legge dell’ex e castiga con una partita sontuosa i padroni di casa. Per assurdo la reazione di Varese che porta ai supplementari, arriva dopo il doppio tecnico e conseguente espulsione di Gentile, ma evidentemente lo sforzo profuso per rientrare non ha lasciato sufficiente lucidità ed energia per finire avanti all’overtime. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Kell 6,5 : il più continuo e il più solido della squadra. I suoi compagni lo cercano nei momenti di difficoltà ed è l’unico che ha percentuali accettabili dalla lunetta nonostante uno dei suoi 2 errori sul finale dei tempi regolamentari ha un peso specifico clamoroso. ASSICURAZIONE Gentile 4 : non è decisamente la sua giornata. A suo favore praticamente nessun fischio, a suo sfavore 2 falli in attacco con il secondo che lo fa infuriare e di conseguenza prende 2 tecnici e relativa espulsione. Vero è che dalla sua cacciata Varese comincia finalmente a giocare in modo più lineare ma lui non può permettersi di perdere la testa in quel modo. DECAPITATO Beane 6,5 : sembra sempre più chiaro che le fortune (o sfortune) passano dalle mani di Tony. E’ uno dei pochi che riesce a mettere vera pressione sui piccoli avversari e che sa accendersi in attacco, con alti e bassi è vero, ma quando i picchi verso il basso vengono limitati, la possibilità di portare a casa i 2 punti crescono esponenzialmente. POTENZA Sorokas 5 : come il suo minutaggio anche la sua resa è in calo rispetto alle ultime uscite. Raccoglie un buon numero di rimbalzi ma la sua relativa esplosività lo limitano nel momento di sferrare la zampata e non riesce mai a graffiare. GATTINO De Nicolao 7 : nella ripresa è fondamentale per creare problemi alla costruzione del gioco dei partenopei. Aggressivo e reattivo realizza anche una bomba pesantissima e la seconda gli esce girando beffardamente sul ferro ma è l’uomo che accende il tentativo di rimonta dei padroni di casa. INNESCO Egbunu 6,5 : un primo tempo in cui più che in Eurolega sembra buono per andare all’Eurospin; si perché giusto al discount potresti trovare un giocatore così maldestro e svogliato. Poi dopo l’intervallo evidentemente suona la sveglia e ha tutt’altro piglio anche perché il modo dinamico in cui viene servito è quello a lui più congeniale. Peccato per le tante conclusioni dalla linea della carità che non vanno a segno. YIN E YANG Ferrero 5 : 10 minuti per il capitano dove non riesce ad incidere sui 2 lati del campo e la sua presenza scivola via quasi inosservata. EVANESCENTE Jones 4,5 : riempie il tabellino di punti e rimbalzi e il suo voto potrebbe sembrare non adeguato. Ma se si vanno a rivedere le scelte e le conclusioni prese nelle vicinanze del ferro ne esce un quadro molto negativo. Spesso si schianta sul muro predisposto da Sacripanti e sempre nello stesso modo. Dovrebbe far prevalere il buon senso rispetto all’istinto… SUICIDA Caruso N.E. Keene 4,5 : parte in quintetto e segnando la prima conclusione dall’arco. Poi progressivamente perde in efficacia in attacco e in difesa è una tassa che la sua squadra paga costantemente. Dalle prime 2 apparizioni non sembra essere quel tipo di giocatore che possa dare una svolta al campionato dei prealpini. IMU Bongiovanni N.E. Cane N.E.
  2. La partita dai mille volti esprime lo stesso verdetto di quella – pessima ma monocorde – di Pesaro: Varese, infatti perde di nuovo e a caldo non sappiamo se annoverare l’ennesimo KO stagionale tra le “belle sconfitte” (tipo Milano) o tra le disfatte (vedi Virtus o Reggio). Si può considerare buona una partita che nella prima metà ha visto la Openjobmetis subire 56 punti in casa concedendo il 62% al tiro agli avversari? Si può guardare con fiducia in avanti dopo una rimonta a tratti furiosa ed esaltante ma nata più dalla reazione di rabbia e orgoglio che da un sistema di gioco efficace? A costo di passare per pessimisti, al termine della partita che Varese perde 89-98 con Napoli dopo un tempo supplementare, propendiamo più per mettere anche questo KO nell’elenco delle partite da dimenticare. Non è possibile, dopo Pesaro, avere quello stesso approccio visto in riva all’Adriatico, fatto di difesa inesistente, di tiri concessi alla Gevi dando ai giocatori ospiti la tranquillità che, comunque, le loro conclusioni sarebbero state semplici. Mai un raddoppio su chi stava facendo male (Rich), mai la zona che invece ha avuto risultati nella ripresa (e Vertemati si è affrettato a dire che la chiave della rimonta è stata un’altra, la pressione sulla palla di De Nicolao e degli altri esterni). Mai neppure quel fallo o quella “sbroccata” che può accendere la miccia dell’orgoglio: sarà un caso ma è stata l’espulsione al 23′ di Gentile a dare finalmente fuoco alle polveri. Perché mentre l’attacco di Napoli demoliva le barricate di cartone biancorosse, Ferrero e soci neppure agitavano gomiti, ginocchia, mani aperte sulle schiene altrui. Con un attacco che dopo essere partito bene, si è impantanato al primo giro di fischi avversi degli arbitri – non apriamo il capitolo – e ha iniziato a infittirsi di forzature (ancora Vertemati è contento dei 41 punti, arrivati però con il 38% al tiro e pochissime costruzioni collettive) e di stoppate subite, ben 6 in 20′. In questo elenco di storture non abbiamo neppure citato quella massima: Varese è andata al supplementare dopo avere sprecato ben 12 tiri liberi (16 su 28 il dato al 40′) compresi quelli che avrebbero potuto dare il colpo di grazia a una Gevi sorpresa dalla veemente rimonta biancorossa. E invece la linea della carità si è dimostrata una pessima alleata e questo continuo balbettare ha dato ai partenopei un po’ di fiducia e un po’ di margine. E così, pur avendo fallito il tiro della vittoria, Napoli ha preso di petto l’overtime – bravi nel frangente gli ospiti, con diversi canestri difficili – mentre Varese è rimasta per lunghissimo tempo su quella quota 83 raggiunta con fatica al 40′ e poi diventata una condanna nel prolungamento. Fa, infine, malissimo leggere che a decidere la partita sia stato Jason Rich (31 punti), traditore di Varese prima ancora di diventarne giocatore sul campo e, oggi, pure giustiziere. La degna conclusione di un’altra serata amarissima da queste parti, dove forse sarebbe necessario – da parte della società – mettere un po’ di pressione su squadra e allenatore. Perché se si deve camminare sul baratro, tutti devono avvertirne il timore, non solo chi sta in tribuna, paga il biglietto e perde la voce nel tentativo di aiutare quelli in canottiera. PALLA A DUE Nei quintetti di Vertemati e Sacripanti ci sono i rispettivi nuovi innesti: Keene da un lato in regia, Lynch dall’altro sotto canestro a fare a sportellate con Egbunu, tornato tra i “primi cinque” dopo la lunga parentesi di Sorokas. Nulla di particolare da segnalare né a livello di disponibilità (Caruso c’è ma non può ancora giocare) né al palazzetto dove comunque si respira un’atmosfera più calda rispetto ad altre partite. LA PARTITA Q1 – Pronti-via e 0-5 Napoli di aperitivo, poi però Varese nella fase centrale del quarto produce qualche minuto di qualità offensiva che regala l’effimero 17-11. Il timeout di Sacripanti rimette in pista gli ospiti che piazzano subito un parziale firmato Rich-Lynch e mettono il turbo. Giusto negli ultimi possessi Beane dà un piccolo strattone biancorosso ma è 23-28. Q2 – I secondi 20′ sarebbero da KO tecnico perché Varese non azzecca una mossa e si prende una scarica di cazzotti sottoforma di canestri da ogni posizione. Perché la difesa di Vertemati lascia sempre gli spazi buoni ai napoletani per armare il braccio: a metà gara la OJM ha 56 punti in saccoccia dopo essere stata anche a -19. Q3 – Dopo una buona difesa su Rich, Alessandro Gentile perde la trebisonda dopo un paio di fischi arbitrali poco potabili. E Varese perde Gentile perché i grigi sventolano falli tecnici e lo espellono. Sembra l’ennesimo problema e invece i biancorossi ritrovano l’orgoglio, magari non subito perché di cose da sistemare se ne vedono ancora. Intanto però Egbunu sale nettamente di tono e De Nicolao (tripla) sigla il -10 con la Gevi che però riallunga. I biancorossi però paiono almeno in partita e alla mezz’ora sono sotto 62-76. Q4 – A poco a poco, l’impensabile prende forma: se Zerini trova ancora gloria da fuori, i suoi compagni stavolta non lo seguono. Denik, Kell e Beane mordono in difesa, Jones si sbuccia le ginocchia ed Egbunu appare quasi feroce. Pian piano Napoli perde il vantaggio e forza anche i tiri, quindi Jones (tripla), Kell (3-3 ai liberi) danno un’ulteriore accorciata che diventa -1 grazie a Egbunu. La Gevi sembra alle strette ma non sbaglia le cose semplici, Varese al contrario getta i tiri liberi e – dopo un sorpasso effimero – è costretta a difendere sull’83 pari. Napoli sbaglia e il tap in di McDuffie è fuori tempo: supplementare. SUPPLEMENTARE Un paio di tiri sfortunati di Varese sono il presagio giusto: Napoli non ingrana subito ma poi il solito Rich trova punti pesanti mentre i biancorossi restano al palo. Quando Egbunu (solito ½ dalla lunetta) sblocca il punteggio la Gevi è già avanti e di fatto l’equilibrio non torna più: Napoli segna pure da nove metri sulla sirena per l’amaro 89-98 finale. Damiano Franzetti
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