Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'varese-pesaro'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Solo Basket
    • Varese e il campionato di Basket
    • Il basket dalla B in giù...passando dalle giovanili
    • Archivio articoli
  • Gruppo Vfb.it
    • Divertiti col gruppo di Vfb.it
    • FantaVFB
    • Il gioco dei pronostici

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Location


Interests

Found 14 results

  1. Partita importante per entrambe le squadre scese in campo sotto le volte di Masnago ma con in palio obbiettivi ben diversi; Pesaro si gioca la permanenza nella massima serie, Varese deve tenere accese le speranze di qualificarsi per la post season e forse proprio per questo ne esce un match abbastanza equilibrato e che vede le 2 squadre superarsi nel punteggio in diverse occasioni ma sicuramente lo spettacolo offerto non è certo di prim’ordine. Alla fine hanno la meglio i padroni di casa che allungano nel finale grazie soprattutto a 2 bombe di Avramovic e ora aspetta Pistoia settimana prossima anche qui con zero possibilità di sbagliare se vogliono qualificarsi per palyoff . Ma veniamo alle valutazioni: Archie 6 : buon approccio per Dominique che però resta in campo solo 9 minuti lasciando col fiato sospeso tutti i suoi tifosi per un altro duro colpo ricevuto pressappoco nella stessa zona del precedente infortunio. Tutti sperano che si sia trattato di un riposo precauzionale. THRILLER Avramovic 7,5 : serata finita in crescendo quella del serbo che parte facendo intendere di non essere completamente in partita ma lentamente e inesorabilmente prende per mano i suoi compagni e trascurando le sue qualità di passatore decide di prediligere la sua indole di finalizzatore. BOMBER Gatto N.E. Iannuzzi 6 : solo 4 minuti in campo per un Antonio che non aveva particolarmente demeritato ma coach Caja non gli da più fiducia e si affida per quasi la totalità dei 40 minuti a Cain. ISOLATO Natali 5 : Nik sembra entrato in un loop negativo da cui fatica a tirarsi fuori, vero è che non gli si danno nemmeno troppe occasioni per potersi redimere. INVOLUTO Salumu 5,5 : il belga non convince a pieno nemmeno questa sera anche se non è autore di una gara completamente negativa. Come sua consuetudine discreto impatto difensivo ma offensivamente forse non è quella pedina che serviva per dare la scossa dalla panchina nel momento del bisogno. SOFFICE Scrubb 6,5 : anche Tommy parte non certo con una intensità elettrizzante ma poi è sicuramente uno dei fautori della rimonta prima e della spallata decisiva poi. CERTEZZA Verri N.E. Tambone 4 : spiace dare un giudizio così severo nei confronti di Matteo ma questa sera si fatica veramente a trovare un aspetto della sua partita che si possa salvare. NAUFRAGO Cain 7 : non certo risparmiato restando in campo 36 minuti e lui risponde con una prestazione tutta sostanza condita da 13 punti 15 rimbalzi e 4 assist dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che sa fare anche il play occulto. STOCKTON Ferrero 7 : il capitano ancora una volta deve sopperire all’assenza forzata per infortunio di Archie e stasera non lo fa certo rimpiangere. Ottimo in difesa nonostante il mismatch e ficcante in attacco con la perla di un semigancio in entrata mix di tecnica volontà e anche una discreta dose di fortuna…che come dice il proverbio aiuta… AUDACE Moore 6,5 : parte insolitamente dalla panchina visto il permesso di 6 giorni ricevuto per andare a far visita al suo primogenito Cameron e a sua moglie. Diciamo che la mira da fuori è rimasta deficitaria ma nel complesso la sua prestazione alla fine è più che sufficiente e da il meglio in quella che è la sua qualità migliore facendo registrare ben 8 assist. PAPARINO
  2. L'Openjobmetis cala il tris contro Pesaro e prova ad alzaie l'asticella degli obiettivi stagionali. La truppa di Caja festeggia davanti ai 4.365 tifosi del PalA2A la certezza aritmetica della permanenza in serie A, abbattendo con un avvio a tutto gas la resistenza dell'ultima della classe Vuelle. Varese ribadisce la forma smagliante ritrovata dopo gli stop contro Pistoia e Trento sulla base della solita ricetta fatta di intensità difensiva e scelte lucide in attacco. L'appeal inferiore dell'avversaria di turno rispetto alle big Avellino e Sassari non spegne la fame di gloria della formazione biancorossa, che indirizza la partita con un perentorio 26-12 nel primo quarto frutto del consueto mix di aggressività e gestione oculata dei ritmi. Di fatto Ferrerò e compagni "regalano" al fanalino di coda soltanto i primi 5' della ripresa, rientrando molli dagli spogliatoi dopo il rotondo +20 della pausa lunga; ma dopo uno 0-15 scioccante, la compagine di Caja cala nuovamente la saracinesca in difesa (8 punti subiti tra il 24' e il 34' ) e sfrutta appieno la vena balistica dello scatenato Avramovic (10/13 al tiro e 31 di valutazione in 25 ' ) per regalale un'altra serata piacevole ad un PalA2A ormai stabilmente oltre le 4.000 presenze. Anche nella giornata normale di Okoye (9 nei primi 7', poi frenato dai falli) l'Openjobmetis ha saputo trovare protagonisti alternativi in una prova comunque all'insegna della coralità (21 assist col 58% da 2 e il 43% da 3). Conferma importante per l'importanza di Vene negli equilibri tecnici sui due lati del campo (più 33 di plus/mì-nus in 20' per l'estone, limitato nel finale dai postumi del problema ad una caviglia accusata in settimana), mentre Larson e Delas hanno confermato di essersi definitivamente ritagliati la loro nicchia nel sistema di gioco biancoros-so. Il play del Nevada ha saputo alternate bene i tempi della manovra risultando anche pungente al tiro, mentre il lungo croato è stato un efficace regista occulto (5 assist) alimentando la vena offensiva di Avramovic (20 punti nella ripresa) per il break che ha chiuso il match tra terzo e quarto periodo. Vittoria nitida e mai in discussione che premia la serietà del gruppo di Caja nell'interpretare il match con la medesima concentrazione rispetto a sfide più stimolanti. Il tecnico pavese sorride a 32 denti per la salvezza aritmetica conseguita in largo anticipo e premia i giocatori concedendo tre giorni di vacanza. Ma di certo Varese non ha alcuna intenzione di staccale la spina una volta tagliato il traguardo stagionale indicato dalla società. Le 7 vittorie ottenute in 9 gare del girone di ritorno fotografano una squadra in piena salute tecnica e mentale. E i 2 soli punti di svantaggio dalla zona playoff aumentano sogni di gloria impensabili tornando con la mente all' ultimo posto al giro di boa del 14 gennaio. La trasferta sul campo dell' altro fanalino di coda Capo d'Orlando sarà un altro test importante per capire se Ferrerò e soci saranno in grado di alimentare ulteriormente il magic moment in vista dei successivi scontri-verità contro Reggio Emilia e Bologna. Messa al sicuro la serie A anche per il 2018-19, ora l'OJM ha la possibilità di divertire e divertirsi ancora senza affanni. Considerando quota 32 come minima per l'accesso ai playoff, il margine di errore nelle ultime 6 partite è quasi azzerato, ma la fame di questa Varese sembra insaziabile... Giuseppe Sciascia
  3. Nella 24° giornata di Campionato, Varese si è trovata ad affrontare la squadra di Pesaro, allenata dal coach Massimo Galli e famosa per la sua insoddisfacente posizione nella classifica (sedicesima in un elenco di sedici). Nonostante la “cattiva fama” che circonda questa squadra, essa può vantare di possedere alcuni elementi molto validi, ovvero i due americani Rotnei Clarke e Eric Mika. Questi due giocatori sono riusciti a emergere e a farsi notare, anche se non sono stati in grado di ribaltare a loro favore l’esito della serata. Tornando alla partita, lo squilibrio fra le due squadre era evidente. Esse inizialmente hanno utilizzato il medesimo schema difensivo: la difesa a zona, ma sebbene quella di Varese fosse inscalfibile, quella di Pesaro ha concesso molte opportunità alla squadra avversaria, che le ha colte e sfruttate per segnare numerose volte. Al contrario, per quanto gli attaccanti di Pesaro si sforzassero di spezzare la difesa avversaria ci sono riusciti soltanto in rare occasioni. Varese si è trovata per tutta la partita in forte vantaggio grazie alla sua forte difesa e ai suoi aggressivi attaccanti, che sono stati in grado di mettere in risalto fin da subito le loro abilità, portando gran beneficio alla squadra. Il giocatore che più è riuscito a emergere, vincitore del titolo MVP, è stato il serbo Aleksa Avramovic: numero 4 e guardia di Varese. Avramovic ha dato mostra delle sue abilità sia in attacco che in difesa esibendo molteplici assist e numerose barricate difensive ben riuscite e regalando alla squadra la bellezza di 29 punti. A metà partita si poteva già intuire il futuro successo della squadra varesina, infatti il tabellone segnava: 48 a 28. Nonostante il vantaggio, però, i Bianchi di Caja hanno deciso di modificare il proprio schema difensivo nel mezzo della partita e di trasformarlo in una marcatura a uomo, più diretta e aggressiva contro i singoli attaccanti. Sebbene questo modello inizialmente sembrava funzionare a breve ha lasciato spazio a Pesaro per una lieve ripresa, soprattutto durante il penultimo atto. In questo tempo la squadra di Varese ha perso l’energia con la quale era entrata in campo, forse perché dava già per scontata l’imminente vittoria. Resta di fatto che gli attaccanti di Pesaro hanno colto l’occasione per risanare un poco il loro risultato, anche se non sono riusciti ad affiancare quello avversario. Alla fine del terzo tempo si sono trovati con un punteggio di 62 a 47 per Varese. La partita si è conclusa con un 88 a 68, decretando così la vittoria di Varese che, dopo una breve parentesi, è riuscita a ristabilire il proprio prestigio e a sopraffare definitivamente l’avversario. Progetto Varesefansbasket con Liceo Classico “Ernesto Cairoli”, Valeria Franco
  4. Varese 88-68 Pesaro nella 24° giornata di Campionato Stasera al Pala2a una Openjobmetis più che carica. Al fischio d’inizio gli avversari di Pesaro rubano la palla al quintetto base varesino (Cain, Vene, Larson, Okoye, Wells). Si fa da subito notare un prepotente Mika che è il primo a segnare, ma le sorti sembrano scritte fin dall’inizio: segue un fantastico assist di Larson che porta Vene, ormai perfettamente inserito nella squadra, a segnare i primi punti per Varese. Il giocatore si fa vedere tra triple, liberi e assist. Dunque un ottimo inizio per i ragazzi di Caja che al primo time-out chiesto da Pesaro, si trovano in una posizione già vincente con i loro 13 punti contro i soli 4 degli avversari. Riprende la partita, neanche Okoye sta con le mani in mano. E’ perfetto il gioco di squadra, sia in difesa che in attacco. Continuano gli assist, non si ferma neanche Cain, anche se non brilla come le altre volte. Per Pesaro non è una partita facile. Perde palla più volte, traballa sotto canestro e fallisce nella difesa, ma non mancheranno piccoli momenti di gloria. Il primo quarto si chiude con un -14 di Pesaro sui 26 punti di Varese. Il secondo quarto non sembrerebbe aprirsi nel migliore dei modi: fallo di Tambone e canestro di Ancelotti. E’ a questo punto che si sveglia un Avramovic più scattante che mai. Prende la palla sotto il canestro avversario, comincia a correre e non si ferma prima di aver segnato i primi 2 dei suoi 29 punti, che gli valgono ancora una volta il titolo di MVP. Senza che i tifosi abbiano il tempo di realizzare questa azione, corre di nuovo alla rete e tira dalla linea da tre. E’ ovvio il time-out chiesto da coach Galli che vede la propria squadra in difficoltà. Siamo a 33-16 per l’Openjobmetis. Alla ripresa, sono ancora molti i tentativi di attentato al canestro difeso da Varese, ma praticamente sempre vani, demoralizzati da un Aleksa, ogni minuto più deciso, che regala alla squadra continui assist e punti. Tra gli avversari comincia lentamente a farsi notare Clarke che subisce il primo fallo di Avramovic e segna, con i 2 liberi che gli sono concessi dalla lunetta. Saranno suoi i momenti migliori nel terzo tempo di Pesaro, nonché nell’intera partita. Il secondo quarto si chiude sul suono della sirena con 2 punti di Wells che alzano il bilancio a +20 per la squadra di casa. Si ricomincia. Buona la stoppata di Wells, ma la palla è ripresa da Mika che la passa a Clarke. Ed è subito tripla. Ne seguono altre due, segnate da un impazzito Clarke. Varese chiede il time-out sui 48-40. La situazione si fa più critica. La squadra di Galli si porta a -5. Ma è solo una “fiammata” come affermato da Caja in conferenza stampa: infatti arriva Larson a salvare la situazione con una bella tripla e a rinforzare l’animo all’Openjobmetis. Ora tutto sembra ristabilizzarsi per Varese. Assistiamo a bei tentativi di Vene e Avramovic in difesa. Pesaro è di nuovo in difficoltà: chiede il time-out. Il terzo quarto si chiude a 62-47 per i varesini. Palla agli uomini di casa per l’ultimo quarto. E’ un susseguirsi di falli subiti da Varese, a partire da Omogbo su Vene, passando per Serpilli su Delas e così via. Avramovic continua a far sognare insieme ai suoi unitissimi compagni di squadra. Con una tripla di Larson si raggiungono gli 80 punti contro i 55 avversari. Avra segna i suoi ultimi punti toccando gli 87-62, a cui andrà aggiunto sono un tiro libero di Delas per gli 88 punti finali. La squadra avversaria chiude invece a -20. Per finire in bellezza, coach Caja, che si dice orgoglioso del lavoro svolto dai suoi, decide di far giocare due giovani promesse, Seck e Bergamaschi. Martina Rossato progetto liceo classico "E. Cairoli" con Varesefansbasket
  5. E’ una partita dominata per lunghi tratti, fatta eccezione l’inizio del terzo quarto con un parziale di 15 a 0 a favore dei pesaresi, quella che si svolge sotto le volte di Masnago alla vigilia di Pasqua. Varese parte fortissimo e mette subito la VL a distanza di sicurezza e non la fa più rientrare in partita nonostante una prestazione sotto tono, per come ci aveva abituato, di Okoye ma come ormai accade sovente se all’appello manca un protagonista ne emerge un altro e questa volta tocca ad Avramovic essere assoluto mattatore dell’incontro. Ma veniamo alle valutazioni : Avramovic 9 : esce dalla panchina e si capisce subito che questa può essere la sua serata; assatanato difende come un ossesso e trasforma in oro praticamente quasi ogni pallone che tocca. RE MIDA Bergamaschi S.V. Natali S.V. Vene 7,5 : resta in campo solo 20 minuti ma quando c’è si vede e si sente (clamoroso il suo plus/minus di +33). E’ il vero collante del quintetto e stasera ci abbina anche ottime scelte di tiro ripagate dalle percentuali. Unica nota negativa il suo problema alla caviglia (che si era presentato già in settimana) che non gli ha permesso di fare il giro d’onore. Incrociamo le dita e speriamo che per la trasferta a Capo il Vichingo risponda presente. GLADIATORE Okoye 6 : Stan parte a spron battuto come ormai ci ha abituato ma poi limitato dai falli, coach Caja gli regala una partita con molti minuti in meno rispetto ai suoi standard e così facendo molto probabilmente non trova mai il suo ritmo ed è quindi autore di una prestazione "normale".THE INVISIBLE MAN Seck S.V. Tambone 5 : prestazione sotto tono per il play nato a Graz che non riesce mai ad entrare pienamente in partita e a dettare i tempi di gioco tant’è che resta in campo per soli 10 minuti e il suo tabellino rimane praticamente immacolato. LAVASBIANCA Cain 7 : altra partita solidissima dove sfiora l’ennesima doppia doppia E dove lotta sempre ed è pronto a trasformare palloni provenienti dalla spazzatura in 2 punti o assist preziosissimi. Forse soffre troppo Mika nei suoi movimenti in post basso. GARANZIA Delas 7,5 : Mario da Spalato sta ritrovando la condizione fisica e conseguentemente i suoi movimenti da centro puro che non poteva aver dimenticato improvvisamente. Ma in campo fa molto altro: mette 2 tiri dalla media essendo stato colpevolmente battezzato dalla difesa marchigiana, difende bene sul suo diretto avversario e smazza 5 assist come fosse un play puro. REGISTA OCCULTO Ferrero 5 : serata non certo memorabile quella del capitano che ha un impatto tutt’altro che positivo sia in attacco che nel suo marchio di fabbrica e cioè in difesa. Ce la mette comunque tutta e questo gli va riconosciuto ma oggi è una voce fuori dal coro. STONATO Wells 6,5 : Cameron questa sera è autore di una partita ordinata dove ha il suo picco di rendimento nei primi 2 quarti per poi lasciare il ruolo da protagonista ad altri. Sicuramente ha l’intelligenza di capire che, essendo le sue polveri bagnate, è meglio non strafare. RAUDO Larson 7,5 : da quando la combo a stelle e strisce è sbarcata a Malpensa questa è sicuramente la partita in cui è riuscito ad esprimersi ai più alti livelli. Mostra a tutti quello che è il suo pezzo forte e cioè uno step back ubriacante che spedisce sistematicamente al bar il suo avversario per poi rifilargli una bomba in faccia. Ordinato e ispirato in cabina di regia dispensa sulle ali dell’entusiasmo 7 assist. SPIELBERG
  6. Dubbi e certezze. Dubbi: nessuno pensi che la corsa sia finita qui. Perchè ne manca di sofferenza a “far felici” le budella la domenica pomeriggio prima di alzare la bandiera della salvezza. Soprattutto in un campionato, vittima di un livello appiattito verso il basso, in cui non esiste alcunché di scontato. Certezze: la Openjobmetis Varese, all’alba del mese di marzo, ha finalmente trovato un’anima, collettiva come somma di quelle individuali, su cui contare. Non puoi prevedere il momento in cui un insieme di singoli diventa una squadra: ci sono assemblaggi tecnici e umani che ci mettono mezza giornata di ritiro per diventarlo e ce ne sono altri sui quali nemmeno la colla sa far presa. Di certo, quando la metamorfosi si compie, te ne accorgi: vinci contro Pistoia la partita della paura, da ultimissimo (non ultimo) in classifica; poi vai a vincere ad Avellino, contro la seconda della classifica di cui sopra, resistendo ai ritorni di un organico con tecnica e talento superiori; infine batti Pesaro nel match più importante della stagione, in recupero e contro un’avversaria mezza disperata e disastrata e quindi difficilissima da affrontare. Avere un’anima significa non mollare quando sei sotto, significa difendere insieme al compagno quando l’uno non può fare a meno dell’altro, significa essere in grado di tirare fuori una coscienza di gruppo capace di sopperire a qualunque mancanza: di talento, nelle percentuali di tiro, nell’esecuzione dei giochi. Significa svoltare. Più forti delle difficoltà Varese ha la meglio su Pesaro dilagando nel finale (finisce 93-78 con dieci punti a referto nell’ultimo minuto) e si scopre finalmente dentro, per la felicità di un palazzetto pieno (4474 paganti) e di chi la speranza non l’ha mai persa. Ora la graduatoria, si parta da qui, fa meno paura: il confronto diretto con i marchigiani è sul 2-0 e Cremona perde in casa contro Capo d’Orlando, combinazione che regala ai biancorossi il +4 sull’ultimo posto e sulla stessa Consultinvest. Poco sopra, Cantù vince a Caserta, va a 18 (+2 su Varese) e inguaia gli stessi campani nella lotta per evitare la retrocessione. Sì è ancora lunga, ma in compagnia si sta decisamente meglio. Avere ragione di Ceron e compagni non è stato per nulla facile, e non solo per la prevedibile scossa data dal cambio di allenatore avvenuto in settimana (via Bucchi, dentro Leka). Tanti e tanto grandi sono i grattacapi, anche tattici, per i biancorossi, tali da farli sudare per 35 minuti abbondanti, tali da scrivere un +9 Pesaro all’intervallo e un +11 nel terzo quarto. La marcatura di Jones (25 punti e 10 rimbalzi) in primis: Caja prova a chiedere gli anticipi, ma questi vengono facilmente elusi e gli aiuti - talvolta in ritardo - servono a poco. I rimbalzi, poi: Varese soffre maledettamente la presenza fisica degli uomini di Leka e concede quei secondi tiri sui quali gli ospiti costruiscono il loro allungo. Il pick and roll, infine: la bidimensionalità dello stesso Jones diventa un problema enorme per Anosike, costretto a uscire dall’area troppo spesso per i suoi gusti. Maestro Artiglio Se a tutto questo si aggiungono diversi passaggi a vuoto, quantomeno in retroguardia, nei primi venti minuti, ecco sviscerato il resoconto completo di tutte le difficoltà. Dalle quali Cavaliero e sodali escono di squadra nel secondo tempo. Dopo aver subito 29 punti nel secondo quarto (51 al 20’), la pressione sulla palla confonde le idee ai registi Consultinvest e instrada una rimonta più difensiva che offensiva: 18 punti concessi nella terza frazione, addirittura 9 nell’ultima. L’attacco, per nulla disprezzabile nemmeno nei venti minuti inaugurali (60% da 2 e 41% da tre le cifre finali, con l’incredibile dato di sole 6 palle perse), da una retroguardia del genere trova linfa vitale e velocità, sorpassando i marchigiani e completando l’opera nel finale. Un’opera a tante mani. Quelle di Johnson (20 punti, 50% da tre), killer nei momenti decisivi davanti e autore di frangenti monumentali dietro. Quelle di Eyenga, messo sul secondo osservato speciale dei biancorossi rivieraschi, Thornton: il congolese, ben gestito da Caja con i falli, lo cancella dal campo. E fa il suo in attacco (15 punti). Quelle di Anosike, che - in un match difensivamente complicato per lui - tira fuori una prova da 18+11 (recuperando a rimbalzo nel finale) e da 8/8 (!) ai tiri liberi. Quelle di un Kangur in netta ripresa, ieri assai più efficace di Ferrero nel secondo tempo per la conformazione fisica dei contendenti. Quelle di Maynor, infine, comandante in capo con le stellette al petto della classe e del talento: 15 punti, 8 assist, i canestri giusti, una leadership offensiva imprescindibile. Una squadra, insomma. Che in due mesi ha preso il posto del deserto grazie al lavoro (lungo, faticoso, duro) dell’Artiglio da Pavia. Se oggi Varese ha un’anima - là dove c’erano solo egoismi, confusione, incapacità di credere in se stessi e nei compagni - lo deve soprattutto a lui. Fabio Gandini
  7. L'Openjobmetis abbatte Pesaro con un quarto periodo arrembante e torna a godersi gli applausi scroscianti del PalA2A. La compagine di Attilio Caja ribalta con 15 minuti ad altissimo coefficiente di intensità difensiva (9 punti concessi nel quarto periodo) un match che aveva preso una brutta piega (50-61 al 25') e allunga a quota 3 una serie positiva che allontana finalmente i biancorossi dalla zona retrocessione. Il 2-0 negli scontri diretti con Pesaro è un punto fermo d'importanza capitale nella volata per evitare l'ultimo posto, ora distante 4 lunghezze visto il contemporaneo scivolone casalingo di Cremona contro Capo d'Orlando. Il primo spareggio salvezza contro la Consultinvest evidenzia nel modo più convincente gli effetti ormai stabili della cura-Caja: la matrice della vittoria biancorossa porta la firma della difesa e della coralità, sia pure con modalità differenti rispetto alla partenza rombante contro Pistoia e al largo uso della zona decisivo ad Avellino. Stavolta l'OJM graffia quando trova le contro- misure - prima con Pelle e Kangur, poi con un sontuoso Anosike - contro il poliedrico talento di Jones. E gira il senso del match quando Eyenga calza gli stivali delle sette leghe, monetizzando ripetutamente in contropiede il predominio a rimbalzo dei secondi 20' (12-21 a metà gara per Pesaro ma 23-15 dopo la pausa lunga). Bravi i biancorossi a non disunirsi sotto la pioggia di canestri pescati da situazioni casuali del secondo quarto (33-42 al 16' e 42-51 al 20' con tripla allo scadere di Thornton). Ed a trovare la prima fiammata a suon di giocate di energia e reattività in grado di accendere il PalA2A che ha risposto alla grande all'appello del match-chiave (record stagionale i 4.474 paganti). Johnson e Pelle i protagonisti del break per il primo sorpasso (63-62 al 29' con un 13-1 in 3'), poi Maynor sale in cattedra segnando e facendo segnare (Anosike in primis, ma anche Eyenga). Quarto periodo da 26-9 per Varese capace di strappare applausi a scena aperta ai tifosi con una serie di iniziative vincenti del play ex Oklahoma City per il decisivo affondo dal 74-73 del 34' all'87-77 del 38'. Alla fine entusiasmo alle stelle a Masnago, come non capitava ormai da tantissimo tempo. E meritati cori personalizzati della Curva Nord per Attilio Caja. Il compito di far diventare... tondo un insieme di singoli "quadrati" - per propensione individuale e attitudine difensiva - sembrava impossibile. Ma dopo due mesi e mezzo di lavoro certosino per ottimizzare le risorse disponibili, l'Openjobmetis delle ultime tre settimane è diventata una squadra vera. Con i suoi pregi e i suoi limiti, ma sicuramente con un'identità corale ben radicata che non è abituale vedere in un gruppo nel quale gli stranieri occupano i ruoli chiave. L'ultimo e decisivo tassello inserito nel mosaico è Christian Eyenga, che si è tolto di dosso i panni della prima punta sposando il ruolo di leader difensivo già cucitogli addosso due anni fa da "Artiglio". La strada per la salvezza è ancora lunga con 5 trasferte nelle ultime 8 gare, ma il passo avanti di ieri è fondamentale per alimentare la fiducia dell'ambiente. Ed ora la palla passa alla società in vista degli Stati Generali del consorzio: ieri Gianfranco Ponti era in parterre in qualità di semplice tifoso, qualsiasi evoluzione passa dallo snodo determinante di giovedì. Ma con tre vittorie e mezza salvezza in tasca qualsiasi ragionamento sul futuro format della società si affronterà con molta più serenità. Giuseppe Sciascia
  8. Varese questa sera riesce nella doppia impresa di vincere lo scontro diretto con Pesaro che vale oro e nel raggiungere quello che è il record stagionale di 3 vittorie consecutive grazie ad una prestazione a tutto tondo e dove tutti gli interpreti sfoderano una ottima partita. Ma veniamo alle valutazioni : Johnson 7,5 :quando è stato acquistato lo si è fatto principalmente per le sue doti offensive ma una volta di più questa sera ha dimostrato di dire il fatto suo anche nella metà campo difensiva, è un fattore a 360 gradi. BIDIMENSIONALE Anosike 8 : partita sontuosa da parte del centro a stelle e strisce con passaporto nigeriano che, oltretutto, ha di fronte un giocatore con i contro fiocchi come Jones. Mr Energy ci mette tutto il meglio del suo repertorio e un sorprendente quanto inedito 8 su 8 dalla linea della carità. CECCHINO Maynor 7 : anche stasera il play ex NBA è autore di una buona partita dove sembra crescere anche la sua condizione fisica tant’è che spesso e volentieri riesce anche a crearsi vantaggio sul suo marcatore per poi, a seconda delle condizioni, decidere se mettersi in proprio e concludere o mettere in ritmo i compagni con dei cioccolatini molto golosi. P.S. Nonostante ciò il futuro presidente-proprietario della Pall.Varese (lo diventerà appena avrà costruito il PalaPiva), lo avrebbe ucciso in svariate occasioni. WILLY WONKA Avramovic N.E. Pelle 6,5 : utilizzato solo 14 minuti riesce comunque a dare un buon impatto alla partita timbrando ormai come consuetudine 2 stoppate e andando a realizzare il solito alley oop prendendo la sfera ben oltre al ferro. Buona applicazione difensiva anche se a volte non è sempre concentratissimo. MESOSFERICO Bulleri 6 : partita ordinata e che nei 10 minuti di utilizzo da respiro a Maynor; giuste le conclusioni prese anche se poi sul suo classico jumper è sfortunato. GARANTE De Vita N.E. Cavaliero 6,5 : chiamato in causa dopo il terzo fallo di Eyenga risponde bene all’appello anche se, nel periodo di massimo suo utilizzo, la squadra va in difficoltà. Comunque anche il capitano, come tutti i suoi compagni, sembra in crescita sia fisica che mentale. COLLANTE Kangur 7 : della sua prestazione risaltano in attacco dei colpi con non sono esattamente del suo bagaglio classico e cioè 2 canestri in contropiede e uno in reverse davvero bello esteticamente oltre ad un assist no look da applausi ma il vero capolavoro lo compie a livello difensivo dove chiude in maniera ermetica tutte le linee di passaggio. BOSTIK Canavesi N.E. Ferrero 6,5 : altra prestazione più che sufficiente del piemontese che parte forte nel primo quarto con buoni tiri e la solita difesa grintosa poi gradualmente esce dalle rotazioni anche perché l’impatto di KK sembra superiore al suo e alla fine la scelta di coach Caja paga. VASSALLO Eyenga 8 : partita ordinata in attacco dove non forza mai le conclusioni; per assurdo il terzo fallo compiuto prematuramente nel primo tempo e che lo rilega in panchina fino a metà del terzo quarto alla fine è la sua fortuna perché quando rientra è una vera furia difensiva, contiene qualsiasi giocata avversaria e spesso riesce anche a recuperare palla e da li in avanti per Pesaro la luce si spegne. STOPPER
  9. Attilio Caja non cambia la ricetta vincente per l'Openjobmetis a dispetto del peso specifico della posta in palio. La chiave tattica della sfida di domani contro Pesaro sarà la stessa che ha permesso a Varese di conquistare la prima mini-striscia vincente della stagione 2016-17: difesa, coralità e concentrazione sono le priorità richiamate dal coach pavese alla vigilia del primo spareggio-salvezza al PalA2A. «La settimana di lavoro è stata estremamente positiva per arrivare al meglio al match contro Pesaro: siamo consapevoli dell'importanza dell'impegno, trattandosi di uno scontro diretto casalingo. Il copione però non cambia: dovremo giocare una gara consistente sulla falsariga delle ultime due, soprattutto dal punto di vista difensivo, e dovremo avere un approccio difensivo molto importante per limitare il talento offensivo di una squadra che può contare su giocatori come Thornton e Jones». Il tecnico di Varese prova a ipotizzare le possibili evoluzioni tecnico-tattiche in casa pesarese dopo la recentissima svolta in panchina con l'avvicendamento di Piero Bucchi con Spiro Leka: «Le ragioni del cambio le conoscono solo loro dall'interno; sul piano tattico c'è la possibilità che il nuovo coach rimetta in gioco Zavackas o Gazzotti da ala forte dopo che nell'ultimo periodo avevano utilizzato molto due lunghi veri come Jones e Nnoko, e ci prepareremo all'eventuale utilizzo della zona da parte loro. Ma in ogni caso dovremo essere pronti per disputare una partita importante a livello fisico, mettendo grande energia a rimbalzo per impostare un match all'insegna del ritmo. Insomma quel che serve ad una squadra come la mia, che basandosi su una forte impronta difensiva dovrà cercare il più possibile la transizione per far muovere gli avversari e disputare una partita dai contenuti agonistici vibranti». In ogni caso il tecnico pavese evita di pensare troppo alle eventuali novità in casa Consultinvest, preferendo lavorare sulle certezze progressivamente acquisite da Varese: «Dobbiamo concentrarci sulle nostre cose, proseguendo con fiducia sul percorso che stiamo portando avanti da due mesi e mezzo: pensare a quel che fanno gli altri rischia di disperdere energie nervose, guardiamo alle cose concrete cercando di aumentare ulteriormente la continuità difensiva messa in campo a buoni livelli contro Pistoia ed Avellino». E Caja auspica di riuscire a "fare filotto" per alimentare ulteriormente la spirale positiva della fiducia cresciuta dopo le vittorie contro Pistoia e Avellino: «La squadra ha ancora margini di crescita sul piano della fluidità offensiva, ma se domani riusciremo a fare risultato sarà un segnale molto impor- tante: battere Pesaro non significherebbe aver risolto definitivamente i nostri problemi, ma aumentare a quota 3 la striscia aumenterebbe a dismisura la fiducia e la consapevolezza nell'efficacia del sistema. In ogni serie positiva la vittoria successiva vale di più di quella precedente, vogliamo concretizzare e non vanificare quanto di buono fatto nelle ultime settimane». Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis teme l'effetto-scossa in casa Consultinvest dopo la clamorosa svolta sulla panchina marchigiana con la risoluzione consensuale ufficializzata mercoledì con Piero Bucchi e la promozione a capo allenatore dell'assistente Spiro Leka. Il precedente che fa paura a Varese è quello del derby del 2 dicembre contro Cantù: l'allora Red October si presentò al PalA2A in piena crisi dopo le dimissioni di Rimas Kurtinaitis e la promozione ad interim di Kyrill Bolshakov. Ma la scossa per l'addio di un allenatore che evidentemente era poco gradito dal gruppo diede una carica inattesa ai canturini che sbancando Masnago misero in seria difficoltà la posizione di Paolo Moretti (bocciato nel CdA dell'8 dicembre l'avvicendamento con Caja dopo la sconfitta di Villeurbanne, l'operazione slittò di 15 giorni alla mattina del 23). Allo stesso modo l'effetto-scossa, sia pure più "dilatato" nei tempi, fu fatale a Cremona: Paolo Lepore, subentrato il 19 dicembre a Cesare Pancotto, vinse infatti il 2 gennaio la sua prima partita casalinga da head coach contro il suo ex capo allenatore Attilio Caja. Più che altro Varese teme l'imprevedibilità di sfidare una squadra che alla prima uscita col nuovo allenatore non dà punti di riferimento nella preparazione tattica della partita. Di certo l'Openjobmetis, che ha lavorato anche ieri a ranghi completi, avrà due certezze importanti sulle quali fare affidamento per disinnescare l'effetto-scossa. Il primo è il pubblico: le prevendite stanno andando a gonfie vele, sfiorando i mille biglietti già venduti (contando la quota abbonati si viaggia già attorno alle 3800 presenze garantite) a due giorni dalla chiusura. Il secondo è legato all'identità ben definita che la compagine biancorossa ha ormai messo a punto in due mesi e mezzo di "cura-Caja", rispetto ad una Consultinvest che ha inserito da due sole settimane la guardia titolare Hazell, si presenterà domenica a Masnago con la nuova gestione Leka-Cioppi e si accinge da martedì prossimo a inserire il secondo rinforzo Rotnei Clarke per l'attuale play titolare Ryan Harrow. L'auspicio è che il tagliando effettuato da Varese nella pausa per la Coppa Italia abbia lo stesso impatto positivo delle tre precedenti stagioni: il rush finale positivo dopo due terzi di stagione balbettanti è ormai un copione consolidato in casa biancorossa. Si iniziò nel 2013-14, con Stefano Bizzozi subentrato a Fabrizio Frates che chiuse con 5 vittorie su 10 partite dopo le 8 nelle prime 20 del coach milanese. Nel 2014-15 Attilio Caja vinse 6 delle ultime 11 gare traghettando l'OJM alla salvezza dopo il 6-13 del suo predecessore Gianmarco Pozzecco. Lo scorso anno niente svolta in panchina ma in cabina di regina: con Chris Wright sul ponte di comando Varese vinse 7 delle ultime 11 gare dopo il 7-12 totalizzato al pit stop per le Final Eight. Ora la truppa di Caja ha inaugurato il rush finale con 2 vittorie consecutive: fare tris domenica con Pesaro significherebbe accelerare in maniera potenzialmente decisiva verso la salvezza dopo il record di 5 vittorie e 14 sconfitte - il peggiore delle ultime 7 stagioni - con cui si era giunti alla pausa per la Coppa Italia. Giuseppe Sciascia
  11. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Senza arte né parte. Questa è la Pallacanestro Varese di Gianmarco Pozzecco i cui proclami di rimonta sono naufragati miseramente contro una formazione che, pur data alla canna del gas per il suo modesto assetto, ha spadroneggiato a Masnago.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Ci si può stupire ma non troppo al di là di ogni vigilia allorquando, in un'orgia di buoni propositi, si accarezzano sogni di gloria (esagerati) salvo poi precipitare nell'impatto con la realtà che puntualmente punisce chi è incapace di far sua la partita. Inutile girarci intorno con prospettive buoniste, giustificate soltanto da un cieco amore: questa squadra non possiede alcun equilibrio di gioco né interpreti in grado di propiziarne un arioso sviluppo, presi un po' tutti dalla foga di risolvere in proprio, soprattutto con forsennati tentativi, da poligono di tiro, stucchevoli e dannosi quando la tensione sporca le percentuali. Se l'impazienza della vittoria (segno di poca lucidità) garantisce la sconfitta, ne abbiamo avuto una prova. Più che volare con l'immaginazione verso obiettivi improponibili, sarebbe cosa buona e giusta restare coi piedi ben saldi a terra dovendosi guardare alle spalle da un pericoloso risucchio, vista la classifica che dà coraggio a Caserta e giust'appunto a Pesaro. Se ti fai umiliare fra i tuoi affetti da una poco più che coriacea pattuglia ritenuta modesta, come puoi cavartela contro formazioni di spessore come s'annunciano le prossime in calendario? Meglio una domanda di riserva, sennò ci si può spaventare dovendo aspettare tempi chiari di recupero per Diawara la cui assenza è nevralgica in una Openjobmetis che, pur recuperando Kangur (ancora arrugginito) e puntando su un nuovo regista ma perdendo un congruo fatturato (di segnature) con l'uscita di scena di Robinson, non può risultare ora, e per forza di cose, più competitiva rispetto ai suoi mortificanti trascorsi.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Ancora una volta la presentazione della squadra, da parata di stelle all'americana, ha fatto a pugni con lo spettacolo, a dir poco penoso. Come d'altra parte il risultato che ha sconquassato le speranze di quei tifosi che, come gli ultimi dei Mohicani, credevano incrollabilmente nei playoff.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Un po' tutti si aspettavano con l'arrivo di Maynor, nientemeno dalla NBA, un manico autorevole, incisivo e determinante, insomma un toccasana per il collettivo. Purtroppo il nuovo americano non ha spazzato via quei dubbi che abbiamo sollevato nel derby con Cantù, definendolo più professore che condottiero, anche per poca predisposizione alla tensione, figuriamoci a quella alta (da chi tocca i fili, muore) di una gara diventata un continuo affanno. Speravamo, riconoscendogli una pulizia di gioco, in un condizionamento da rodaggio ma, francamente, contro Pesaro ci è parso soltanto un buon maestrino, pure supplente.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Gli altri sono sembrati ombre di se stessi, come Rautins, la cui sola e formidabile attitudine al tiro può persino diventare un lusso superfluo se non si riesce a sbarcare il lunario, alludendo a una squadra che, non riuscendo a creare un ventaglio di soluzioni, le cerca con la più scontata delle prevedibilità.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Daniel continua a litigare con se stesso ma, soprattutto, con il canestro, anzi con il ferro sul quale ha scaraventato l'ennesimo pallone della sua stagione nel tentativo di schiacciare: probabilmente è suo il record assoluto, in negativo, relativo a questa voce.[/size][/font][/color]
  12. [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]Altro che rincorsa playoff, qui bisogna cominciare a guardarsi le spalle. E a trovare in fretta la “scatola nera” per sistemare il rendimento di una squadra che continua ad accusare paurosi vuoti d’aria nella sua versione casalinga. E’ crisi aperta per una Openjobmetis nuovamente inchiodata dai limiti mentali di un gruppo povero di qualità ma anche di carattere, visto il tracollo contro un’avversaria più grintosa e reattiva come Pesaro. E se Consultinvest e Caserta muovono la classifica, per una squadra totalmente inadatta alle “rudezze” della bagarre salvezza come la Varese attuale le cose potrebbero farsi davvero difficili. Dopo una sconfitta così indigesta perché inattesa e comunque figlia di una ripresa davvero censurabile per atteggiamento ed intensità viene da mettere in discussione tutto e tutti, a partire dal cambio Robinson-Maynor in regia. Ma il problema è più profondo ed articolato, al di là della forma ancora precaria del play ex Oklahoma City. La squadra si trova in piena rifondazione del suo sistema di gioco, con un intervento delicatissimo come quello del cambio del play titolare “caduto” nell’emergenza dello stop forzato per il suo capocannoniere Diawara, caricando ulteriormente di importanza il già delicato reinserimento di Kristjan[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] [color=rgb(37,39,37)] Kangur nei meccanismi biancorossi. Più che tecnica, la crisi biancorossa sembra principalmente mentale: come già accaduto contro Pistoia, anche stavolta la squadra ha perso tutti i riferimenti offensivi appena è salito il livello agonistico del match. Ed alla fine del secondo tonfo casalingo “in fotocopia”, Gianmarco[/color][color=rgb(37,39,37)] Pozzecco si è messo nuovamente in discussione: la Varese attuale è lontana anni luce dalla squadra grintosa e sbarazzina che “coach Poz” voleva proporre al pubblico di Masnago per divertire e divertirsi. E la sensazione è che il primo a non capacitarsi per le difficoltà della squadra di esprimere con continuità[/color][color=rgb(37,39,37)] un’identità corale sia proprio il suo allenatore. Troppi americani leggeri “di testa” senza un riferimento vero in spogliatoio in mancanza di uno “zoccolo duro” italiano, che hanno approfittato delle regole di ingaggio di un “players coach” votato a lasciare le briglie sul collo ai giocatori come il tecnico triestino? La società ha sempre riposto massima fiducia nel suo allenatore “rookie”, ma per provare ad uscire dalla crisi – oltre al tempo per riavere Maynor, Kangur e Diawara a pieno regime- servono comunque interventi decisi di supporto al “Poz”. Eventualmente agendo col pugno di ferro nei confronti di chi è fuori sintonia con l’ambiente: in questo momento critico serve remare tutti dalla stessa parte, e sostenere “coach Poz” se si crede – come più volte ribadito dall’asse Coppa-Vescovi – che sia lui l’uomo sul quale costruire la Varese del futuro. Per uscire dalle secche bisogna tirare una riga e separare chi ci crede e ci mette gambe e cuore – pur con tutti i suoi limiti – e chi invece continua ad andare per la sua strada. Alla luce della seconda “rottura prolungata” casalinga consecutiva che rischia di spazientire un PalaWhirlpool ancora una volta abbondantemente oltre i 4mila paganti, solo così si potrà trovare l’uscita dal vicolo cieco nel quale l’Openjobmetis rischia di infilarsi in un campionato che rischia di vederla sprofondare in piena zona-pericolo. Le sfide contro Reggio Emilia e Venezia con Diawara ancora ai box e Maynor e Kangur da rodare non offrono certo conforto; ma al di là del valore delle prossime avversarie, conta cambiare facce[/color][color=rgb(37,39,37)] ed atteggiamenti. Altrimenti la prossima volta Masnago non fischierà soltanto a fine gara.[/color][/size][/font][/color]
  13. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Due diverse partite: una giocata in campo, l'altra sugli spalti. L'una tra la Cimberio e Pesaro, l'altra tra la Curva Nord e il resto del pubblico, improvvisamente su sponde diverse, divisi da prese di posizione (opposte) nei confronti di squadra e società. Alla contestazione degli Arditi che, con uno striscione ricordavano il mercato biancorosso sbagliato con evidente risultato nonché la mancanza di rispetto per chi, come loro, ama i colori e che da sempre mette la faccia in trasferta (concetto abbastanza incomprensibile non esistendo società che commetta errori, incurante dei propri fans).[/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Quel che è accaduto sugli spalti probabilmente ha fatto più notizia della gara stessa, vinta agevolmente contro una disarmata Pesaro. In passato conflitti del genere ve n'erano stati ma si erano esauriti quasi in un batter d'occhio, mentre stavolta sono durati per una gara intera. Persino il commendator Cimberio, inneggiato dai ragazzi della Curva, si è rivoltato loro contro. Resta da chiedersi che cosa accadrà in futuro dopo una spaccatura così clamorosa, anche se a mettere tutti d'accordo, magari attraverso una specie di tregua armata, sarà proprio Cantù, odiata rivale di ogni biancorosso, di scena nel prossimo turno che si disputerà a Masnago. [/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Un clima surreale, peraltro in una giornata di lutto per la pallacanestro varesina che ha perso Dante Trombetta, il mitico simbolo della vecchia e cara Robur et Fides, fucina di tanti campioni, da Aldo Ossola a Dodo Rusconi, da Dino Meneghin a Iwan Bisson (di passaggio per essere svezzati) per dire di Cecco Vescovi e Massimo Ferraiuolo, oggi colonne della Cimberio. Per tornare alla gara, e dirla tutta con franchezza, la prima vittoria dopo sette sconfitte consecutive, pur netta e limpida, ha avuto come contraltare una Pesaro assai dimessa. Guai a non sfruttare l'occasione e così puntualmente è avvenuto in contemporanea con il festoso debutto a Masnago di un Banks (foto Blitz) ancora capace di entusiasmare la folla, attraverso la fluidità della sua azione, pure a dispetto delle prestazioni che l'accompagnavano qui dai suoi recenti trascorsi in Israele. [/size][/font][/color] [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La rapidità e il fiuto del canestro di Adrian sono parsi, una volta scaldato il motore, veri ed efficaci ricostituenti per il resto della squadra, non più costretta ad osare dalla lunga distanza per dover sopravvivere o poter trionfare, dotata com'è adesso di una ficcante variabile. Ci fosse soltanto la grana Coleman, probabilmente superata con un suo addio, questa Cimberio sarebbe già sulla strada di una rinascita. Se non che resta problematica la regia, come pure una carenza strutturale sotto i tabelloni, visto che, per ragioni diverse, i pivot biancorossi non sembrano fulmini di guerra. Prima o poi uno di loro salterà. Nel frattempo Varese ha buone chances di restare in quota, soprattutto con un altro ritocco laddove, battendo la lingua, il dente duole.[/size][/font][/color]
  14. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Tre obiettivi per due punti da riporre in cassaforte e mettere definitivamente al sicuro il primato nella stagione regolare. [/size][/font] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Frank Vitucci (foto Blitz in alto) elenca così i motivi di interesse del match casalingo di domani contro Pesaro che concluderà il cammino al PalaWhirlpool nella prima fase di campionato: «Prima di tutto vogliamo conquistare aritmeticamente il primato della stagione regolare e in secondo luogo onorare l'ultima partita in casa della stagione regolare. Inoltre ci teniamo ad arrivare a 23 vittorie, eguagliando il record di punti nei campionati a 16 squadre nella storia del club. Dunque non siamo disposti a fare sconti a un avversario che ha talento e punti nelle mani come Pesaro: la Scavolini ha sistemato la sua posizione nel girone di ritorno centrando senza affanni la salvezza e specialmente in attacco sa rendersi pericolosa, come dimostrano i 108 punti segnati domenica a Montegranaro. Le chiavi saranno le solite, legate a un approccio difensivo intenso e concentrato: dovremo affrontare l'impegno con la giusta attenzione perché in questa situazione siamo obbligati a vincere…». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Al di là del primato in classifica da “blindare”, il motivo di maggior interesse per la sfida contro Pesaro sarà l'esordio in biancorosso di Dejan Ivanov, anche se Vitucci rimanda alla rifinitura pre-partita di domani mattina la scelta dell'escluso tra gli europei (il maggior indiziato, in assenza di Polonara, resta comunque Erik Rush): «In queste due partite ha ovviamente senso provare Dejan per inserirlo al meglio del sistema e valutando non soltanto il singolo ma anche il suo apporto nel contesto del gruppo; vedremo all'ultimo chi starà fuori, però il giocatore è in una condizione abbastanza buona e, pur non essendo al 100 per cento, è già migliorato in questa settimana di lavoro. Valutando il suo stato di forma da zero a dieci, direi che è a sette». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In vista della possibile festa per il primato della stagione regolare eguagliando i 46 punti della DiVarese 1987/88, il coach veneziano riflette sulla stagione biancorossa e guarda ai playoff prossimi venturi confidando nel recupero di Polonara, ancora assente domani contro la Scavolini: «Questi 8 mesi sono passati velocemente ma è sicuramente importante godersi il momento e sfruttarlo in vista dei playoff. Parlando di stagione regolare, annate del genere capitano molto raramente, e comunque questa squadra lascerà un piccolo segno nella storia di un club dalle tradizioni così importanti, cosa che è motivo di grande orgoglio per ciascuno di noi. Tutto ciò va sfruttato guardando verso la fase calda della stagione: l'obiettivo è cercare di fare il nostro dovere vincendo le ultime due partite ma, prima di tutto, arrivare a posto con l'appuntamento dei playoff. Achille sta migliorando e la settimana prossima dovrebbe riprendere ad allenarsi sperando che sia pronto già per domenica prossima a Venezia». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Infine il tecnico della Cimberio esprime il suo parere in merito all'accoglienza che il pubblico varesino dovrà riservare a Rok Stipcevic: «Penso e spero che i tifosi di Varese riservino la giusta accoglienza a un ragazzo che fino a quando ha indossato questa maglia è stato encomiabile. La mia idea è che i fischi non abbiano senso perchè l'attaccamento alla maglia vale fino a che uno la indossa: qui Rok ha sempre dato tutto, poi come tutti quelli della sua età, al di là di tempistiche e ingaggio, non poteva dire di no alla proposta di Milano». [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
×
×
  • Create New...