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  1. Vittoria schiacciante quella dell’ OJM contro la pericolante Pistoia (che spera ancora grazie alle grane incombenti sulla Auxiluim Torino) anche se il divario finale si sviluppa principalmente nella seconda parte della gara quando l’attacco dei padroni di casa si scioglie e la resistenza dei toscani diventa pressochè inesistente. Accoglienza tutt’altro calorosa quella riservata dal pubblico di Masnago all’ex coach Moretti anche grazie alle vicende legali che ancora sono vive tra la società di Piazza Montegrappa e l’allenatore aretino. Ma veniamo alle valutazioni: Archie 6,5 : partenza soft per Dominique che come il resto dei suoi compagni poi scalda i motori e aggiusta la mira. Come sempre solido difensivamente si rende utile a rimbalzo e dispensa anche 3 assist. JET Avramovic 7 : come nell’incontro contro Pesaro fa salire i suoi colpi nel finale dopo un avvio molto rivedibile ma sospinto dal suo spirito battagliero e da tutto l’affetto del Lino Oldrini, si scrolla di dosso la polvere e chiude con una bella prestazione. Giro d’onore alla fine anche se tutti si augurano di poterlo vedere nuovamente in campo a Varese con i colori biancorossi. FIERO Gatto S.V. Iannuzzi 5,5 : poco più di 10 minuti in campo ma senza lasciare particolari ricordi se non un secondo fallo speso in maniera fin troppo banale anche perché regala 2 liberi agli avversari. INGENUO Natali 7 : Nicola entra in campo nel terzo quarto ed ha un impatto molto importante sull’incontro tanto da chiudere in doppia cifra e con percentuali ottime. Non manca nemmeno la solita abnegazione difensiva e solo il metro arbitrale particolarmente sbilanciato lo limitano facendolo uscire prima del tempo per raggiunto limite di falli. FATTORE Salumu 7 : Jean riesce a sopperire bene all’inizio difficoltoso di Avra anche se appena entrato in campo deve subire un duro colpo sul volto che lo costringe a rientrare in panchina. Ma una volta rientrato è se possibile ancora più aggressivo sugli avversari e la sua mano dalla lunga distanza è bollente. TIZZONE Scrubb 7,5 : come ogni tanto gli capita, il tiro dalla lunga non lo premia ma i suoi movimenti in avvicinamento e in svitamento con uso magistrale di piede perno è un inno alla gioia per chi ha la fortuna di poterlo ammirare. CAVATAPPI Verri N.E. Tambone 5,5 : continua il periodo poco felice per il play laziale che per lo meno questa volta almeno ritrova la via del canestro anche se in un momento in cui la partita era già ampiamente al sicuro. Un recupero e 2 assist valgono mezzo punto in più sperando sia il preludio di un recupero che in caso di prolungamento della stagione regolare sarà fondamentale. A.A.A.CERCASI PLAY Cain 7 : sbaglia 2 appoggi che definire elementari è poco ma in compenso si prende un piazzato dalla media sulla linea di fondo, mettendolo e addirittura converte in schiacciata un alley oop in contropiede; poi è la solita piovra a rimbalzo. Sfiorata soltanto la solita doppia doppia. ASPIRATOR Ferrero 5 : Ingresso un po’ in difficoltà per il capitano che come i suoi compagni viene eccessivamente penalizzato dai 3 fischietti (clamoroso il fallo fantasma fischiato sul tiro da 3 di Odum dove non c'è nessun contatto e la distanza tra lui e l’attaccante non scende mai sotto i 30 cm). Nelle altre occasioni molto evidente il fatto di voler intervenire fallosamente in modo preventivo con uso improprio degli arti superiori. MANESCO Moore 7,5 : Ronald dopo esattamente un girone, torna a giocare una partita pienamente convincente, forse aiutato dalle sempre valida legge dell’ex. Lui non si fa commuovere dalla situazione critica della sua ex società e realizza con continuità e con soluzioni differenti. VARIEGATO
  2. Tanta difesa e tanto buon attacco. Tecnica, attenzione, applicazione, ripetizione che diventa soluzione alla bisogna, furbizia, coesione, talento dei singoli, protagonisti diversi, gioco di squadra. Il quarto perfetto (o quasi). All’improvviso. Che vale due punti vitali per la classifica e dice tanto della Varese che si sta costruendo mattone dopo mattone. Scriviamo degli ultimi 10’ di Varese-Pistoia, quelli del recupero e del sorpasso sulla squadra di Esposito che nei frangenti precedenti era riuscita a ingarbugliare i piani biancorossi. La frazione di partita migliore nel breve cammino finora di Ferrero e compagni? L’ultimo quarto contro Milano e i secondi venti minuti contro Cantù - pur notabili - non reggono il paragone, sebbene messi in mostra contro la squadra più forte del campionato e contro una compagine nel complesso valida come quella brianzola. Domenica Varese aveva le spalle al muro (in casa non dovresti mai perdere al cospetto di avversari “normali”: a Milano non c’era la stessa pressione...), la The Flexx che si presentava al rush finale era offensivamente in striscia, stava dominando a rimbalzo, arrivava da 9 soli punti concessi nel terzo quarto ed era nella predisposizione mentale migliore per lucrare i due punti in classifica (“gasata” dall’essere in vantaggio, in trasferta, senza avere per di più a disposizione il suo miglior giocatore). Fare una cronaca “postuma” (con l’ausilio di una bella ripassata su Eurosport Player...) sarà pure allora un po’ “paraculo”, ma ben venga se serve a sottolineare aspetti assoluti e ad assegnare quei meriti che nell’immediatezza del racconto si sono un po’ sfumati. Sedici secondi di perfezione Il quarto perfetto (o quasi) inizia dopo una stoppata subita da Avramovic e dopo l’arresto e tiro (incassato dallo stesso serbo praticamente in faccia) con il quale Moore corrobora il vantaggio ospite (30’ e qualche secondo: 53-61 Pistoia). Varese torna in attacco e la The Flexx abbassa le gambe, proprio come nel terzo periodo. “Alto-basso” di Hollis per Cain, scarico ad Avra in angolo, con il serbo che penetra al centro poi scarica a sua volta per Waller, bravo con un accenno di backdoor a disorientare Laquintana. L’esterno italiano ospite però recupera, quindi Antabia ripiega ancora sul suo compagno di reparto che nel frattempo ha completato il taglio dopo la penetrazione. Avramovic, a questo punto, ha un guizzo in più: riattacca Sanadze e trova il pertugio per servire Wells sull’arco, che con quattro secondi ancora sul cronometro dei 24, piazza la tripla solo soletto, con la difesa che era ormai collassata al centro. Sedici secondi netti di basket costruito, di basket ragionato senza frenesia nonostante il canestro appena subito e lo svantaggio che iniziava a diventare corposo. Sedici secondi che farebbero ballare tante difese. Sedici secondi di tecnica, schemi, intelligenza. Sedici secondi di allenamenti che diventano partita. Annullare gli altri Qualche istante dopo, dall’altra parte del campo, Sanadze cerca il pick and roll con Kennedy, ma la difesa di Avramovic e Cain - entrambi bravi a mantenersi sulla stessa linea in un raddoppio perfetto - ritarda e poi annulla il gioco a due. Il georgiano scarica a Bond (con Hollis che quasi intercetta il pallone), il quale ha solo due secondi sul cronometro dei 24 per inventare qualcosa. Non riesce a fare nulla: infrazione e palla a Varese. Un’azione difensiva di automatismi puri, di intelligenza, di grinta. Di squadra che si muove con sincronia. Aspettiamo Damian Trentadue minuti e sedici secondi sul cronometro. Cain ha appena sbagliato due liberi e il “tap-out” di Magro sul rimbalzo viene recuperato da Wells. La palla arriva ad Hollis, controllato in angolo dallo stesso Magro, che ha forse 10 centimetri per andare verso il canestro passando dalla linea di fondo. Impossibile, ma non per l’ex Benfica: finta di tiro rapidissima e partenza fulminante a pescare in fallo l’impercettibile ritardo del centro pistoiese. Palla che resta in mano alla Openjobmetis: erano due punti buttati via... Qui c’è il talento puro nel controllare il corpo e la tecnica cristallina della partenza in palleggio. Qui c’è Hollis e tutta la sua estemporaneità, benedetta per una Varese che ne ha bisogno e che si sta strutturando per poterla attendere senza patemi. Tutto l’Avra che piace Monografica Avramovic. Tre capitoli: il sangue freddo, la velocità, il talento. Primo capitolo: la tripla del -2. È stato il primo tiro da tre segnato in campionato dal nostro dopo dodici tentativi finiti sul ferro o lontano da esso. E’ arrivata dopo un suo scarico sbagliato, recuperato con abilità da Waller un centimetro prima dell’infrazione di campo: significa che non c’è paura, dopo l’errore. Secondo capitolo: il coast to coast del pareggio (61-61). Cain cancella Magro con una stoppata, la palla arriva al serbo: da questo momento a quello in cui lo ritroviamo dall’altra parte del rettangolo a festeggiare il canestro, passano meno di cinque secondi, durante i quali Avra si mangia tre avversari e circa 28 metri. Terzo capitolo: il lay-up del vantaggio (65-63). Avramovic esce a ricciolo dall’area e viene servito al centro da Wells, con tutta l’inerzia del corpo che lo dovrebbe portare a continuare nella direttrice del suo taglio. Lui invece riceve palla, si ferma, si gira con una piroetta dalla parte opposta e, senza prendere il blocco di Cain, accende la moto arrivando fino al canestro. Caja lo aveva chiamato settimana scorsa: queste risposte danno plasticità a una crescita che sotto traccia sta riprendendo dopo il formidabile impatto dell’inizio della scorsa stagione. Un centro anche davanti Monografica Cain. La stoppata su Magro è quasi il meno: dopo due perle, un’altra in difesa e una in attacco. La prima. Con il 63-63 sul tabellone si ritorna in retroguardia: Cain sta controllando Magro sulla parte destra del campo, mentre al centro si sta giocando un pick and roll tra Moore e Gaspardo. La difesa biancorossa decide il cambio, ma Wells e Hollis, i due difensori nell’occasione, si “impastano” e si ostacolano. Risultato? Moore ha la strada libera. Cain, lontano almeno un metro e mezzo, ha la forza, il fiato, la voglia e la reattività per recuperare in aiuto, portarsi sul play di Pistoia e costringerlo all’errore al tiro. La seconda. Attacco Varese, qualche azione dopo: Hollis e Cain salgono a portare un doppio blocco per Wells. Il primo poi si apre sull’arco e riceve palla, mentre il secondo “rolla” al centro dell’area e chiama l’ulteriore passaggio di Hollis: recuperato da Kennedy, Cain è incredibile nel tenerlo dietro con il corpo, arpionare l’assist tagliando fuori l’avversario, girarsi e appoggiare a canestro. Generosità difensiva (e per apprezzare quella sono bastati due allenamenti a Chiavenna...) ma anche esperienza e tecnica offensiva che confermano come il centro di Rochester, se ben servito, sia tutt’altro che sprovveduto sotto le plance avversarie. Le promesse del leader Monografica Wells. Dal 69-71 con 36 minuti e 20” sul cronometro al 78-73 con un minuto e 18 secondi residui, il film di Varese-Pistoia narra di un leader designato che ritrova se stesso e risolve la contesa. Da attaccante puro, da giocatore che fiuta il canestro. Primo passo a battere Moore e a segnare in arresto e tiro. “Zingarata” con circumnavigazione dell’area, giravolta e morbida sospensione. Penetrazione a sinistra dopo finta a destra, centro dell’area, arresto, galleggiamento in aria ad evitare la stoppata, tiro, fate altri due punti. Consegnato di Cain oltre l’arco, Sanadze davanti che viene seduto con una finta in palleggio accompagnata da una spalla che non ha paura del contatto, tiro e fate altri tre. Due minuti e spicci di promesse estive finalmente mantenute, tutte in un’unica soluzione. E di un pensiero: se Wells sa prendersi in mano la squadra in questo modo, la strada potrebbe non essere così in salita. Improvviso? Beh, no... Il quarto (quasi) perfetto. All’improvviso, ma nemmeno poi tanto: basta andare a vedere gli allenamenti in settimana. Fabio Gandini
  3. Cameron Wells prende per mano la Pallacanestro Varese e la trascina al successo contro Pistoia. Festa doppia per la formazione di Attilio Caja tra due punti ghiotti per consolidare il suo ruolino di marcia in zona tranquillità e la prestazione sopra le righe del play statunitense, capace di rispondere alla grande alle sollecitazioni settimanali post Brescia. I 14 punti segnati negli ultimi 10 minuti - soprattutto gli 11 nei 4' finali - dal regista ex Giessen risultano determinanti per ribaltare il trend di una partita complicatasi sul meno 8 di inizio quarto periodo. 10-0 decisivo negli ultimi 3'30" per una Varese capace di silenziare il solido attacco toscano nel finale (33% dal campo nella frazione conclusiva) e di affidarsi alla ritrovata leadership del suo condottiero, che si è assunto tutte le responsabilità decisive di una partita comunque sofferta per lunghi tratti. Evidentemente i colloqui settimanali tra il giocatore ed Attilio Caja e tra Claudio Coldebella e i suoi agenti (presenti in parterre ieri sera) hanno trovato la chiave di sblocco necessaria per consentire al regista texano di giocare libero da freni (autoimposti) ed esprimere la sua personalità secondo le aspettative dello staff tecnico e le necessità di trovare un leader capace di mettersi in proprio nei momenti critici della gara. Wells determinante per condurre in porto il risultato nella serata in cui il sistema non ha trovato sbocchi perimetrali per i marcatissimi Walter e Okoye; ma nell'economia del match è stato importantissimo l'impatto di Aleksa Avramovic, con una scarica di adrenalina dalla panchina (6/9 al tiro, 5/6 ai Uberi e 18 punti in 18' scarsi) che esaltando l'assetto arrembante con tre piccoli ha girato le chiavi nel quadro quando l'attacco stava battendo in testa. Nella ripresa infatti Varese ha mostrato il peggio e il meglio del repertorio: manovra statica e ingessata col 23% dal campo e i 9 punti del terzo quarto a favorire il controbreak toscano, ritmo più pimpante e tanta lucidità tra le soluzioni personali di Wells e quelle corali per Cain (altro protagonista del finale sui due lati del campo) per una produzione da 28 punti e 65% al tiro nei 10' conclusivi. Una prestazione alterna in tanti aspetti, primo fra tutti quello della lotta sotto i tabelloni, che Attilio Caja aveva anticipato poter essere determinante alla vigilia. Per lunghi tratti l'urto dei giocatori interni di Pistoia, con la loro propensione al rimbalzo d'attacco, ha messo in difficoltà i padroni di casa togliendo loro tanti spazi per le ripartenze. 11 computo finale premia gli ospiti (33-36 complessivo), ma un altro indice importante nel leggere l'esito dell'ultima frazione è il 12-7 favorevole ai biancorossi. In definitiva però i riscontri del campo premiano il lavoro settimanale svolto da "Artiglio": non solo con la "inversione a U" del modo di gestire la squadra da parte di Wells, ma anche nella maggior ricerca di soluzioni dentro l'area (44 tentativi da 2 contro 16 triple, minimo assoluto nelle prime 5 gare) con le incursioni degli esterni e qualche soluzione anche per Cain e Pelle. Il fortino di Masnago regge dunque nonostante le sollecitazioni di una The Flexx in attesa del sostituto di McGee; ora l'obiettivo è provare a fare bis contro Trento alla vigilia delle impegnative trasferte di Avellino e Sassari prima della pausa per la Nazionale. Giuseppe Sciascia
  4. Chi? Wells? È arrivato, tranquilli. Il play ex Giessen decide di presentarsi finalmente al pubblico di Masnago e Varese conquista due punti d’oro. Al culmine di un match maschio, brutto, fisico, tutt’altro che imprevisto nelle difficoltà incontrate lungo il cammino, la Openjobmetis si disfa della The Flexx e mantiene la “media inglese” tra le mura amiche: vittoria contro Cantù e vittoria contro i toscani. La classifica sorride: 4 punti in saccoccia, ottavo posto. Anzi primo posto, almeno del campionato in cui gioca - come usa sempre dire un maestro di comunicazione come Attilio Caja da Pavia - la truppa varesina. Una squadra che, per ora, sta mantenendo tutte le promesse. La verità dopo le bugie Chi invece finora aveva detto qualche bugia ieri è tornato sincero. E lo ha fatto nel momento più importante della prima parte di stagione, proprio mentre si stava palesando una sconfitta casalinga che avrebbe necessariamente cambiato giudizio e bilancio complessivi. La sveglia di Cameron Wells (23 punti, ovvero 3 in più di quelli che aveva complessivamente segnato nelle 4 contese precedenti) prende in mano Varese e la porta nel cuore dell’area avversaria, colpendo dove più fa male. Prende in mano Varese e le dona canestri estemporanei, di classe pura, quelli che sanno valere mille volte di più di ciò che produce il sistema perché hanno i crismi dell’imprevedibilità. Contro i prodi di Vincenzino serviva l’uomo solo al comando: Varese ne trova ben due. Insieme al redivivo leader designato, la platea è tutta di un Aleksa Avramovic maturo, imprendibile ma anche controllato, come due facce di una moneta finora mai coniata: tutta sua l’iniziativa nel recupero finale, tutta sua la faccia tosta nello sbloccare un collettivo offensivo che gioca troppo con l’on/off e si sente spesso orfano di talento. Talento che invece hanno sia il primo che il secondo giocatore citati in questa introduzione. Vince Varese, vince Attilio Caja, che come spesso gli accade prevede e provvede. Prevede le difficoltà a rimbalzo contro i padroni della specialità (42,5 di media in 4 gare, ieri 36) e provvede intasando l’area, alternando con sapienza Pelle e Cain e portando Pistoia, la squadra che fino a ieri tirava meno da 3 del campionato, ad allontanarsi da canestro e a giostrare su un terreno a lei meno congeniale. Prevede la resurrezione di Wells e Avra e i due diventano gli eroi di giornata. Prevede l’esigenza di un gioco più equilibrato tra conclusioni sotto canestro e tiri da fuori e provvede con la totale applicazione in tal senso dei suoi. Sono due punti con tanti padri questi: in campo (titolari e rincalzi), in panchina, sugli spalti (dove il pubblico non perde mai la fiducia). E sono due punti che fanno sorridere. Molto. La cronaca Un tiro segnato su sette tentati e 3 rimbalzi offensivi concessi: le difficoltà varesine nei primi 5 minuti di gioco sono tutte qui. Bond e Kennedy banchettano sulla testa di Cain e Ferrero, vanificando con le carambole rubate alcune difese biancorosse di qualità; dall’altra parte della luna ferri a ripetizione accolgono le iniziative dei pretoriani dell’Artiglio. Che, sul 2-8, corre ai ripari inserendo Pelle: mossa azzeccata, perché con la sua intimidazione strisciante sul parquet i rimbalzi iniziano a prenderli i padroni di casa. Morale: al 7’ un Wells già piuttosto volitivo segna il 9-10, mentre un minuto dopo è Hollis a firmare il primo vantaggio Varese (tripla, 14-12). La bella entrata di Mian e un Avramovic che lucra tre tiri liberi proprio sulla sirena scrivono infine il 18-16 del 10’. Al rientro sul rettangolo di gioco è la Openjobmetis che prova a fare la lepre. Pressione sulla palla, Hollis setoso, Waller centrato dopo i tiri sbilenchi del primo quarto, Okoye in scorribanda a tutto campo: la somma fa il 25-18 del 13’, risultato effimero, perché i toscani riprendono a far male sotto le plance e trovano per la prima volta nel match la vena del loro leader Moore, ben coadiuvato dalla fisicità di Sanadze. Ciò che sembrava una prima fuga, allora, diventa un riaggancio ( 27-27 al 14’) e una seconda metà di quarto con le due squadre a passarsi e “contro-passarsi” senza soluzione di continuità: nel cast della The Flexx ci sono tanti protagonisti diversi (ancora Moore, ancora Sanadze, poi Gaspardo) in quello biancorosso invece la scena è tutta prima di Avramovic (7 punti in fila e tanto ritmo), poi di un Wells che imbarazza Laquintana e stacca da solo gli ospiti in chiusura di frazione (44-39 al 20’). Nel “ciapa no” post intervallo (4-4 il parziale dei primi 5 minuti del terzo quarto: conclusioni su conclusioni sbagliate da una parte e dall’altra, difese che alzano i giri e livello tecnico che si abbassa come la temperatura nel deserto di notte), Varese pare galleggiare con con qualche spunto di Waller, ritrovandosi +6 e palla in mano al 24’ (50-44). Fuga? E’ la volta buona? Domanda retorica: ovvio che no, se la tua produzione offensiva si concretizza solo nell’una tantum. Pianino, pianino, la squadra di Esposito si riprende le plance con Kennedy e addirittura con Magro, pareggia e stacca una Openjobemetis quasi catatonica nel frangente, come dimostrano le crude cifre del parziale (5-16 per i rossi di Esposito). La terza sirena suona quindi sul 53-59: bisogna rincorrere e non era previsto. Il +8 segnato da Moore ha però l’effetto di un cazzotto che sveglia i pugili vestiti a strisce bianche e rosse. I boxeur della riscossa sono gli stessi del secondo quarto: Avramovic e Wells. Il serbo in giornata di grazia riaccende il turbo e prende la pistola: fate otto punti quasi in fila. Il playmaker ex Giessen decide che è il momento di attaccare la prima linea pistoiese e di far applaudire per la prima volta Masnago: fate 10 punti, i liberi decisivi nell’ultimo minuto e tanto, tanto, peperoncino. La The Flexx ci prova a restare in scia, con Mian e Gaspardo soprattutto, ma questa Varese ha deciso di vincere. Fate che è vero: finisce 81-73. Fabio Gandini
  5. Partita quella di questa sera a Masnago di un peso specifico importate; inizio dove si evidenza, se ce ne fosse bisogno, che il livello generale del campionato italiano è in ribasso con giocate non certo spettacolari, anzi con errori abbastanza grotteschi. Nella ripresa si alza il livello delle giocate e prima Pistoia tenta di dare una spallata decisiva ma poi Avramovic e sopratutto Wells cambiano il vento facendo salire i bosini a 4 punti in classifica generale.Ma veniamo alle valutazioni : Avramovic 7,5 : dimostra a differenza delle prime partite del campionato di essere da subito dentro la partita lucrando 6 tiri liberi su altrettante conclusioni dalla lunga e con penetrazioni di cui una (udite udite) usando la mano destra. Al massimo svantaggio, a cavallo tra terzo e quarto quarto, rivolta come un calzino l’inerzia della gara incanalandola in direzione Varese. SCINTILLA Pelle 6 : ottimo impatto come energia anche se le solite leggerezze mentali lo portano troppo presto fuori dalla gara per i troppi falli che gli vengono fischiati. Per fortuna nella seconda parte della gara Cain si riprende bene e non lo fa rimpiangere. MOLLEGGIATO Bergamaschi N.E. Natali S.V. Parravicini N.E. Okoye 5 : anche questa sera il nigeriano non riesce a ripercorrere il percorso intrapreso nel derby con Cantù tant’è che la striscia negativa da 3 si allunga dopo il disastro di Brescia; di positivo c’è che capisce che non è in una serata ispirata e quindi si limita ma anche a livello di energia profusa la sua prestazione non rimane impressa a nessuno. FANTASMINO Tambone 5,5 : da quando è a Varese forse la prestazione meno convincente del play laziale dove fatica a dettare i tempi di gioco ai compagni e anche a mettersi in proprio; per fortuna quello che era stato il suo cambio fino ad oggi stasera ha indossato i panni del protagonista. CONTROFIGURA Cain 6,5 : inizio disastroso per il lungo a stelle e strisce dove sembrava dover essere surclassato dal duo Kennedy Bond. Deve rientrare causa i tanti falli di Pelle ma nel secondo tempo gioca con più decisione segnando, difendendo, stoppando e passando in modo più che positivo e tutto questo dipingono una prestazione decisiva ai fini del risultato. PICASSO Ferrero 5,5 : anche per il capitano prestazione opaca pur non facendo mancare il suo apporto sul lato difensivo. 2 soli punti arrivati dalla linea della carità e mani gelide ma ci saranno occasioni più avanti per risorgere. LAZZARO Wells 8 : probabile che il giocatore che i dirigenti biancorossi hanno scelto questa estate per guidare la loro squadra sia un parente molto prossimo del Cameron Wells visto questa sera sul parquet di Masnago; partenza che sembrava non lasciar presagire niente di nuovo sotto le volte dell’astronave ma poi, come per magia, Caja negli spogliatoi si trasforma nella fata madrina e ne fa uscire una principessa. CENERENTOLA Waller 5,5 : il miglior marcatore stagionale di Varese non trova mai veramente il ritmo partita e infatti le sue conclusioni tendono a non entrare in fondo alla retina, ma anche lui è abbastanza intelligente da capire la situazione e va da chi è decisamente più in serata di lui. POLVERE BAGNATA Hollis 6 : non una prestazione memorabile dal punto di vista offensivo ma si fa perdonare andando bene a rimbalzo e riuscendo a sporcare tante linee di passaggio dimostrazione che se il ragazzo sta con la testa nella partita può portare anche lui il suo mattone per la causa. CARPENTIERE
  6. Attilio Caja avverte il clima giusto per la sua Varese in vista del match casalingo di domani contro Pistoia che arriva dopo una settimana dedicata a qualche piccolo correttivo per distribuire più efficacemente i temi dell'attacco e non dipendere eccessivamente dal tiro da 3 punti: «Ci siamo preparati in modo intenso per migliorare alcuni dettagli dopo la partita di Brescia - racconta - mi riferisco in particolare all'idea di cercare situazioni alternative al tiro da 3 punti e avere coinvolgimento nel gioco di tutti i giocatori. Come al solito c'è stata grande applicazione da parte di tutti e ciò mi fa andare avanti con fiducia perché vedo quotidianamente la squadra crescere». Il tecnico pavese ha ricevuto le risposte che si aspettava anche da Wells, e confida che domani il play titolare biancorosso saprà esprimersi finalmente sui livelli auspicati: «Cameron ha vissuto una buona settimana: l'ho visto più motivato e coinvolto nel prendere iniziative: tutti segnali positivi che fanno ben sperare. Domani giochiamo in casa e vogliamo fare risultato: una vittoria ci manterrebbe pienamente in linea con i nostri obiettivi di classifica». Il tecnico invita comunque la squadra a prestare massima attenzione alla The Flexx, più volte capace negli ultimi anni di fare molto meglio del previsto nel rapporto budget/rendimento: «Pistoia merita grande rispetto ed attenzione per quel che ha fatto recentemente, vedi 3 plavoff nelle ultime 4 annate. Sono reduci da buonissime stagioni con Enzo Esposito in panchina, sono ripartiti da lui e dal suo uomo di fiducia Ronald Moore, che anno dopo anno aggiunge qualcosa di importante al suo repertorio tecnico ed è l'allenatore in campo dopo 4 stagioni giocate insieme al suo coach». Quindi aggiunge: «Da tenere d'occhio Kennedy che è un rimbalzista eccellente che spicca in un gruppo che ha grandi capacità sui secondi tiri. Dovremo prestare attenzione anche a Bond che ha fiuto per il rimbalzo ed a Gaspardo che ho avuto nella Sperimentale». E Caja indica ai suoi i punti chiave degli avversari da frenare in vista della sfida di domani: «La nostra priorità sarà quella di limitare il loro impatto a rimbalzo d'attacco e il contropiede condotto da Moore: nella capacità di contenere questi punti di forza grazie alla nostra transizione difensiva e alla capacità di occupare l'area, starà gran parte del risultato. A metà campo l'osservato speciale sarà Mian, giocatore che ha ottime doti balistiche: è in crescita ormai da 4 stagioni, al pari di Sanadze che ha fatto bene ad Eurobasket 2017 con la Georgia. Pistoia sarà un'avversaria pericolosa nonostante l'assenza di McGee: i toscani mettono un'intensità che fa felice il loro allenatore: dovremo giocare una partita attenta ed aggressiva». Giuseppe Sciascia
  7. Moore, i rimbalzi offensivi di Pistoia e Wells: tre “macro” argomenti per presentare l’impegno che attende la Openjobmetis Varese domani al PalA2A. Li sceglie, stimolato dalle domande dei giornalisti durante l’abituale conferenza stampa del venerdì, coach Attilio Caja. I primi due aiutano a focalizzare l’attenzione sull’avversario, non banale per un presente capace di rispecchiare uno storico di tante stagioni positive appena alle spalle. Il terzo, invece, riprende la situazione di uno dei giocatori al momento più discussi del roster biancorosso, spiegando - molto meglio di quello che può fare qualsiasi critica - ciò che è stato finora e ciò che potrà essere. «Verso l’impegno contro Pistoia le sensazioni sono buone - attacca il coach - Abbiamo trascorso una settimana di preparazione molto intensa, con l’obiettivo di migliorare alcune cose importanti dopo il match di Brescia: abbiamo bisogno di coinvolgere di più alcuni giocatori e di trovare alternative al tiro da 3 punti. La risposta dei miei è stata quella di sempre: grande applicazione. Domenica giocheremo in casa e una vittoria ci permetterebbe di rimanere in una buona posizione in quello che è il “nostro” campionato». Non sarà facile, ad una prima analisi che deve necessariamente partire dai nomi della The Flexxx. Uno su tutti: Ronald Moore, playmaker, terza stagione in Toscana: «Pistoia è ripartita da lui, uomo di fiducia di coach Esposito che ha saputo aggiungere sempre qualcosa anno dopo anno al proprio bagaglio tecnico. Moore ha leadership, sa trasmettere in campo il volere dell’allenatore ed è stato bravo a inserire i suoi compagni, conoscendo già l’ambiente e le richieste tecniche: queste sono cose che fanno guadagnare tempo a chi allena. E poi sta tirando con il 50% da 3, produce assist, dà ritmo: per lui ci vorrà un’attenzione particolare. Ma non ci sarà solo il regista: «La The Flexx è forte anche sotto canestro. Ha Kennedy, rimbalzista eccellente: ogni suo rimbalzo offensivo conquistato sono due punti segnati, perché sa destreggiarsi con fisicità. Non è l’unico pericoloso sotto questo punto di vista: c’è Gaspardo, che mi piace molto, poi Bond, poi Laquintana, che nonostante l’altezza ne prende parecchi di rimbalzi. Dovremo essere bravi a occupare l’area quindi e, tornando a Moore, ad essere puntuali nelle transizioni difensive. Infine occhio anche a Mian, giocatore di striscia e sempre in crescita. La squadra di Esposito in generale gioca con intensità e ha ottima personalità» Inevitabile una domanda su Cameron Wells, reduce da quattro partite che non hanno convinto fino in fondo. L’Artiglio non si sottrae e spiega: «Cameron percepisce che da lui ci si attende di più. E’ un ragazzo per bene, non è un lavativo, è il primo che sa che deve migliorare il suo contributo. Col tempo lo farà, sono sicuro. Quanto tempo? Non si può sapere: la lunghezza dell’ambientamento può essere variabile, guardate, per esempio, quello che ha fatto l’anno scorso Kalnietis a Milano e ciò che sta facendo quest’anno. Wells sa cosa voglio, fin dal primo giorno: un regista deve per prima cosa essere un attaccante, deve muovere la difesa avversaria e così facendo creare lo spazio per i compagni. Cameron deve quindi attaccare di più, lo sta capendo e come si è allenato questa settimana lo dimostra. Lo stesso vale per Avramovic, che ha un atletismo che può essere molto utile alla squadra. Sarà poi molto importante servire meglio i nostri centri, Cain e Pelle, che stanno facendo un gran lavoro e meritano attenzione». Fabio Gandini
  8. L'Openjobmetis ritrova il sorriso al PalA2A e non fallisce il primo appuntamento col treno-salvezza. La compagine di Attilio Caja interrompe un digiuno casalingo di oltre due mesi e mezzo (ultimo hurrà in campionato datato 10 dicembre), piegando la rivelazione Pistoia con 30 minuti di applicazione difensiva graffiante e un finale da leader di Dominique Johnson (10 punti negli ultimi 3'30" compresa la tripla della staffa sul 71 -64 a meno 1'05"). Vittoria tanto importante quanto sofferta per una Varese costretta a fare bottino dalle imprese delle dirette rivali Pesaro e Cremona: se la necessità di non fallire il colpo ha visibilmente pesato sulla fluidità dei biancorossi (27% da 3 e 60% in lunetta), l'atteggiamento grintoso profuso da Cavaliero e soci è stato all'altezza dell'importanza della posta in palio. Determinante soprattutto l'energia iniziale, con l'ottimo impatto dalla panchina di Pelle e Kangur a creare il primo strappo dopo un avvio a fari spenti sui due fronti (27-13 al 14' dopo il 10-9 dell'8'). Varese ha costruito molto, con un Maynor alterno ma comunque abile nell'innescare a turno Anosike e Pelle, e una supremazia territoriale a rimbalzo che è stata sostanziosa per 30 minuti (44-40 finale, ma 19 punti e 22 "carambole" totali" per i due centri biancorossi) ad accendere spesso e volentieri il motore del contropiede. Brava l'Openjobmetis ad interpretare il match con il piglio richiesto da Caja, con un costante lavoro per spegnere i terminali toscani Boothe e Petteway (3/21 in due e 11 punti rispetto ai quasi 26 di media). Ed è stato comunque lo stesso Maynor, pur sistematicamente punito da Moore dall'arco con una difesa troppo permissiva, a riaccendere la luce con una serie di iniziative pregevoli per respingere il primo assalto toscano (51-36 al 27' dopo il 40-35 del 23'). Ma quando i ragazzi di Esposito hanno allungato la difesa, approfittando del calo di Maynor e dei passaggi a vuoto di un Avramovic totalmente fuori fase, l'inerzia della partita ha rischiato di invertirsi con gli assetti più dinamici scelti dal coach ospite che hanno girato il senso del match a rimbalzo e nei ritmi. Senza più benzina per il contropiede e dovendo attaccare a metà campo contro una difesa aggressiva, Varese ha mostrato ancora tremori evitabili consentendo a Pistoia di tornare in partita dopo aver pressoché dominato per tre quarti. Provvidenziali i 3 minuti di sostanza in regia Bulleri con un jumper prezioso per tenere a distanza gli ospiti (63-54 al 36' ); e quando gli spettri delle sconfitte in serie hanno rischiato di giocare un brutto tiro all'Openjobmetis con Pistoia che ha ricucito fino al 68-64 ameno 1'22", è stato "Dom" Johnson a vestire finalmente i panni del trascinatore (prima vittoria a Masnago in campionato anche per la guardia ex Alba Berlino oltre che per Caja), risolvendo prima in lunetta e poi dall'arco l'impasse della manovra varesina quando Maynor è stato progressivamente soffocato dai toscani. Non certo un Picasso, ma vista l'importanza della posta in palio non c'era da andare troppo per il sottile; e una vittoria figlia di una prova tutta sudore, applicazione e intensità dimostra che l'Openjobmetis ha colto il succo dell'importanza della missione-salvezza, scaldando con il suo atteggiamento combattivo la platea di un PalA2A che ha sostenuto con calore gli sforzi biancorossi. L'auspicio è che l'iniezione di fiducia del ritorno al successo casalingo sblocchi un attacco ancora troppo alterno; ma se Masnago torna ad essere un fortino, l'arduo cammino salvezza avrà trovato una stella polare attraverso la quale orientarsi nella giusta direzione... Giuseppe Sciascia
  9. Vittoria che equivale a ossigeno puro visto che le dirette concorrenti (Cremona e Pesaro), che si stanno giocando la permanenza nella massima serie con Varese, nella giornata di domenica erano riuscite a sovvertire i pronostici vincendo entrambe gare per niente scontate. La partita, tutt’altro che piacevole, è stata condotta sin dall’inizio dalla squadra di casa ma Pistoia, a parte nella parte finale del quarto periodo, ha fatto di tutto per lanciare un salvagente ai lombardi che non senza qualche patema d’animo alla fine mettono in cascina 2 punti che valgono oro. Ma veniamo alle valutazioni : Johnson 8 : parte col freno a mano tirato ma poi, con lo scorrere del tempo, fa salire i colpi e va a prendersi la partita gestendo tutti i possessi decisivi e mettendo una tripla fondamentale e portando a casa anche con l’esperienza dei tiri liberi che servono a mantenere a distanza di sicurezza i toscani. SALVATORE DELLA PATRIA Anosike 6 : come sempre riempie il tabellino delle statistiche con ottimi numeri ma la prestazione di stasera lascia intravedere qualche involuzione rispetto alle confortati prestazioni viste ultimamente. Amnesie e distrazioni che per fortuna non sono state pagate a caro prezzo ma il livello di guardia deve essere sicuramente alzato. SVAMPITO Maynor 5 : partita di difficile interpretazione; ci sono attimi dove la sua tecnica e proprietà di passaggio sono cristallini, altri momenti in cui sparisce dal campo nascondendosi in un angolo anche in attacco ma il vero dramma è quando deve difendere e stasera ha concesso 4 bombe a Moore passando sempre dietro al blocco e concedendo sempre almeno 2 metri di spazio per conclusioni comodissime al suo diretto avversario. ECLISSATO Avramovic 3,5 : imbarazzo totale nel dover commentare l’ennesima prestazione sconcertante del giovane serbo. Parte a mille recuperando anche un buon pallone ma poi non ne combina più una giusta e viene confinato in panchina. BERTOLDO Pelle 7 : Norvel questa sera risponde presente e con una prestazione a tutto tondo anche considerando l’esiguo minutaggio per cui viene impiegato; concentrato e intimidatorio in difesa, concreto in attacco da una zampata determinante per raggiungere la vittoria. GAZZELLA Bulleri 6,5: se pur utilizzato 3 minuti, coach Caja lo butta nella mischia nel momento cruciale dell’incontro cioè nel quarto periodo quando Varese sembra aver smarrito la strada; lui prende per mano i suoi compagni, realizza un canestro con un jumper dalla media e sfoggia un' energica difesa nel possesso successivo. BUSSOLA De Vita N.E. Cavaliero 6,5 : la lunga pausa forse è servita al capitano per ricaricare le pile che finalmente in questo Monday night lascia il segno con giocate positive anche se continua a sparacchiare dalla lunga distanza. COSTRUTTIVO Kangur 7 : segni di ripresa anche per il lungo estone che, se pur entrando dalla panchina, si guadagna i gradi di ala forte titolare con una prestazione ficcante al tiro che mette con continuità e reggendo bene l’urto dei lunghi pistoiesi anche perché non sono propriamente esplosivi, comunque la via è quella giusta. POLLICINO Canavesi N.E. Ferrero 6 : impatto meno incisivo delle ultime gare anche perché il suo pari ruolo Kangur sembra più ispirato di lui; in ogni caso quando è in campo fa tutto come si deve. SOLDATINO Eyenga 6 : sufficienza agguantata grazie ed esclusivamente ad una difesa arcigna su qualsiasi avversario si trovi a marcare; in attacco continua a faticare a trovare la via del canestro anche perché, una volta ricevuta la sfera, difficilmente se ne disfa e spesso e volentieri va a sbattere contro un muro. CRASH TEST DUMMY
  10. L'Openjobmetis lancia la volata salvezza nel posticipo di stasera contro Pistoia. Match delicatissimo per la truppa di Attilio Caja, decisa a rompere il digiuno al PalA2A (che dura dal 10 dicembre) davanti alle telecamere di SkySport 2: palla a due alle ore 20.45. Per i biancorossi sarà una tappa obbligata nella rincorsa alla permanenza in serie A, specie dopo le imprese casalinghe a pronostico avverso di Cremona e Pesaro contro Venezia e Sassari che hanno lasciato Varese sola all'ultimo posto. Il peso specifico della posta in palio è pesantissimo, non solo per i risultati negativi dagli altri campi, ma soprattutto per il rilievo determinante dell'impegno di stasera dopo l'ultimo "tagliando" effettuato durante la pausa per la Coppa Italia. Se il fattore-campo deve essere la certezza assoluta sulla quale fare affidamento nel rush finale delle 11 partite mancanti, la sfida contro la rivelazione The Flexx - che si presenta a Masnago col peggior record esterno della serie A: una sola vittoria su 9 uscite in trasferta - è una partita nella quale l'OJM dovrà dimostrare di possedere le certezze tecniche e mentali necessarie per condurre in porto la difficile missione-salvezza. Solo una vittoria supporterà concretamente l'efficacia della ricetta tutta lavoro e coralità impostata da Caja per guarire i mali di questa Varese cresciuta sul piano del gioco ma ancora troppo alterna e soprattutto fragile sul piano della continuità. I biancorossi giocheranno con le spalle al muro, consapevoli che una eventuale sconfitta brucerebbe il credito acquisito in due mesi di cura-Caja acuendo lo psicodramma di una piazza già sull'orlo di una crisi di nervi per la situazione complicatissima, anche perchè (colpevolmente) sottovalutata quando tra ottobre e novembre c'era margine per rimediare. E renderebbe improcrastinabile quel ricorso al mercato che finora è stato congelato come jolly da utilizzare in caso di estrema necessità. La squadra è al momento della verità, dovendo dimostrare sul campo che vale più dell'attuale classifica e il senso di responsabiltà nei confronti dell'ambiente di Varese sul quale il coach pavese ha fatto leva dopo la sconfìtta contro Brindisi darà al gruppo la motivazione decisiva per evitare la retrocessione in A2. Il rientro di Anosike e Bulleri, assenze pesanti in occasione dello scivolone pre-Final Eight a Brindisi, consentirà a Caja di ristabilire le gerarchie tecniche che avevano prodotto spunti convincenti sul piano del gioco prima del tonfo del PalaPentassuglia. Determinante l'esito del duello a rimbalzo contro una squadra dal "tonnellaggio" elevato come la The Flexx, col lungo tiratore Boothe (12.7 punti e 4.9 rimbalzi) e il massiccio Crosariol (9.7 punti e 5.6 rimbalzi) come punti di riferimento interni. Il motore dei toscani è l'affidabile play Moore ( 10.6 punti e 5.3 assist), il fuciliere è l'agile ma alterno Petteway (13.3 punti) ma in generale Pistoia è temibile per la sua capacità di mordere in difesa e alternare gli assetti tra stazza e dinamismo. La squadra di Esposito, già ben oltre le aspettative e con la chance di rincorrere il sogno playoff, potrà giocare a mente sgombra al contrario di una OJM obbligata alla vittoria. I biancorossi sapranno trasformare la tensione in energia positiva, come richiesto prima del match da Attilio Caja? Se il campo dirà sì, sarà un segnale importante in chiave salvezza. Altrimenti suonerà l'allarme rosso con necessità di rinforzi immediati per evitare il baratro. Giuseppe Sciascia
  11. Attilio Caja punta sulla difesa e sull' importanza della posta in palio per dare la carica all'Openjobmetis in vista del delicato impegno casalingo di lunedì contro Pistoia. «Preparazione molto lunga per una partita importantissima: dovremo impostare la partita sulle basi di una grande energia difensiva. Conoscendo il peso della posta in palio e le qualità di Pistoia, che a sua volta ama correre, sarà fondamentale mettere attenzione costante in retroguardia per prendere poi ritmo e fiducia sul fronte offensivo. Noi saremo in casa, dovremo giocare una partita aggressiva e coraggiosa, trasformando la tensione per la posta in palio in un grande impatto emotivo». Il coach pavese non si fida del ruolino di marcia negativo dei toscani lontano da casa (1-8 in trasferta contro il 9-2 in al PalaCarrara): « È un dato indicativo, come però lo è anche il nostro record negativo in casa. Però, a questo punto contano più l'aspetto mentale, la serietà della preparazione e la consapevolezza del momento del campionato più che l'aspetto tecnico. Servirà grande attenzione, supportata però da buone percentuali: ultimamente abbiamo costruito bene ma tirato male. E questo non ci ha aiutato». Caja confida infine che sbloccare il digiuno a Masnago (ultima vittoria in campionato datata 10 dicembre contro Reggio Emilia) possa aiutare la squadra ad esprimersi meglio: «Dal punto di vista tecnico facciamo cose di buon livello sui due lati del campo. L'aspetto delle percentuali dipende dalla fiducia. Una vittoria ci aiuterebbe a rendere la palla più leggera e guadagnare sicurezze, sbloccandoci a livello offensivo». Giuseppe Sciascia
  12. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Keydren Clark (foto Blitz) e Varese, una storia finita. Ormai certo il divorzio dopo l'assenza ingiustificata del regista del 1984 in occasione del match di domenica contro Pistoia. Lo statunitense non ha risposto alla convocazione dopo che la mattina ha saltato la seduta di tiro pre-gara: scontato l'addio in attesa dell'intesa per transare i 3 mesi residui del contratto.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Ma che cosa è accaduto per far precipitare gli eventi ed anticipare i tempi di una separazione comunque scontata al termine della stagione? Il malumore del play covava dai 12 minuti giocati contro Montegranaro (dopo essere tornato 48 ore prima della partita dalla visita lampo negli Stati Uniti per abbracciare il primogenito) e dall'ultimo quarto visto dalla panchina a Pesaro (dopo aver scheggiato il ferro con un gelido 1/7 da 3 ed essersi fatto infilare ripetutamente in penetrazione da Perry). E già nei giorni precedenti il match contro Pistoia, Clark aveva chiesto di rimanere a riposo accampando piccole noie fisiche. L'episodio di domenica mattina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E che ormai il divorzio sia imminente - per fare rientro a New York dal piccolo Keydren junior o per cercare un'alternativa in Europa - l'ha confermato ieri lo stesso Kee Kee su Twitter (Quando un capitolo si chiude, ce n'è un altro pronto ad aprirsi). Se ne va dunque l'errore più evidente del mercato estivo, costato il posto prima ad Hassell e poi a Frates (che l'aveva avallato obtorto collo) tra limiti di personalità, tenuta difensiva e capacità di costruire gioco per i compagni. Ora che la squadra è salva, Varese può permettersi di sfruttare l'occasione anticipando l'addio di un giocatore mai entrato nel cuore del pubblico e dei compagni. Da una parte si risparmia qualche soldino, dall'altra ci sarà spazio per Andrea De Nicolao - con Achille Polonara unico contratto nel portafoglio Cimberio 2014/'15 - per giocare da protagonista le ultime 6 gare della stagione. Il play del 1991 avrà responsabilità da titolare e la possibilità di conquistarsi i galloni per la Varese che verrà. Anche perché radio-mercato non offre soluzioni pronte per rimpiazzare Clark: alla Cimberio piacerebbe un altro giovane da verificare in ottica futura, offrendo un pugno di dollari e un'opzione per la prossima annata, ma alla voce play il piatto piange. Ed in ogni caso non c'è fretta, a meno che il regista con passaporto bulgaro non trovi squadra in tempi rapidi. Il problema della sostituzione si porrebbe infatti a causa di un regolamento incomprensibile che costringe le squadre con la formula 3+4+5 ad avere sempre 7 contratti con stranieri, pena il pagamento di una multa da 50mila euro per ogni partita irregolare. Finchè Clark non gioca ma il contratto non verrà ufficialmente transato, la Cimberio sarà in regola; se e quando dovesse porsi il problema i biancorossi potrebbero tesserare Affia Ambadiang (oppure liberare un altro straniero passando al 5+5). A meno che qualche... malpagato (come il 24enne D.J. Cooper del Paok Salonicco) che Varese sta seguendo all'estero decida di assaggiare l'aria delle Prealpi per conquistarsi il posto in chiave futura. Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
  13. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Fra meno di due mesi si tireranno le somme di una stagione che, almeno sin qui, sul campo, ha totalizzato molti debiti e pochi crediti. Solo allora, attraverso un consuntivo che paventa perdite di posizione e passivi, probabilmente anche nei libri mastro, a meno di sorprese, mai trascurabili, conosceremo gli intenti della Pallacanestro Varese di fronte a un futuro di necessarie riparazioni. Che potrebbero trasformarsi in una vera e propria restaurazione, come accade in quei locali che cambiano gestione, anche se qui, in realtà, nulla muterà tra le basi della società. Verosimilmente saranno diverse le facce biancorosse nell'imminenza di un domani, possibilmente, migliore. Un po' tutti, infatti, s'aspettano una squadra nuova nei suoi profili salienti, al netto di tare da eliminare, peraltro in sintonia con un Banks (che si vuol confermare sperando che accetti, senza sparate, un rinnovo di contratto) e, ovviamente, con le giovani colonne De Nicolao (foto Blitz) e Polonara cui affidare un'opportuna saldatura fra vecchio e nuovo. Questa stagione, tuttavia, resta ancora aperta potendo accordare qualche chance o ragione alla Cimberio se, ancora, tra le pieghe sgualcite ma vive dell'ultimo scorcio di campionato, crede, intimamente, a un possibile riscatto. Ora come ora ci sembra inutile parlare di play off i quali, per dirla tutta, non sono, aritmeticamente, un capitolo chiuso, tuttavia e più semplicemente, il vero imperativo riguarda quel po' di continuità di rendimento (decoroso) di fronte a un calendario che, per competitività potenziale, pare più abbordabile. Ammessi e concessi i cattivi pensieri, scacciati a Pesaro, adesso il tifoso può osare qualche rivalsa di riscossa senza dover, per forza, apparire una banderuola. Già, dopo aver toccato il fondo di una mediocrità tanto evidente quanto scoraggiante si può, soltanto, risalire per trovare un po' di luce, a patto però di dar seguito al successo conquistato, con autorità, a Pesaro, il che non sarà facile per una Cimberio opposta a una formazione ricca di entusiasmo e di vitalità, quindi assai temibile come lo è la neopromossa Pistoia. Che si trova in una sua nicchia, di classifica, probabilmente oltre ogni aspettativa d'inizio stagione, ben guidata com'è da Paolo Moretti, un allenatore valente e abbastanza fresco di carriera, figurabile in ogni buona lista di consigli per gli acquisti, ancorché dato per promesso sposo a Bologna. Il manipolo toscano, di nome, ma americano di fatto, s'avvale di abili atleti, persino disincantati (e a volte sin troppo) mentre il qui sempre amato Galanda, avviato com'è, a trentanove anni suonati, al crepuscolo resta l'autentica icona nostra e del basket italiano. Dunque, tocca alla Cimberio annullare le velleità avversarie per trovare, nascondendo i propri limiti, quella magica forza di cui ha bisogno per un finale di stagione riconciliante con i propri tifosi, possibile soltanto se si riuscirà a liberare (roba da guerra santa) l'assediata Masnago. Dove, sin qui, i biancorossi hanno vinto solo tre volte battendo una possibile retrocedenda come Pesaro, la cadente (e di schianto, dopo un avvio baldanzoso) Bologna e la deludente Avellino dell'odiato Vitucci. L'ultimo turno casalingo, coinciso con un'ignominiosa sconfitta alla distanza per mano di una scarna e modesta Montegranaro, non può non far meditare De Nicolao e soci, di fronte, oggi, a un'avversaria più dotata nelle sue variabili, quindi più attrezzata rispetto ai marchigiani. [/size][/font][/color]
  14. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] La Cimberio va all'assalto della matricola Pistoia con l'obiettivo di interrompere un digiuno casalingo che dura ormai da quasi 3 mesi. Stasera a Masnago (palla a due alle 18.15) Varese riceverà la Giorgio Tesi Group dell'ex capitano Gek Galanda, per la prima volta di ritorno al PalaWhirlpool dopo l'ultima apparizione in biancorosso del maggio 2011. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] Ma al di là dell'affetto per l'ultimo superstite in attività dei Roosters della Stella,, la formazione di Stefano Bizzozi non può permettersi di rimandare nuovamente l'appuntamento con una vittoria casalinga che manca dal lontano 26 dicembre scorso. Il raid scaccia-crisi di Pesaro (Clark nella foto Ciamillo) ha messo virtualmente al sicuro la permanenza in serie A. Ora c'è curiosità per capire se la solidità sui due lati del campo espressa all'Adriatic Arena potrà trovare continuità nella sfida casalinga di stasera e dunque se Varese sarà in grado di dare un senso compiuto ad un finale di stagione che pur con soli 4 punti di ritardo dalla zona playoff non ha al momento attuale altro obiettivo se non quello di chiudere nella miglior maniera possibile. Oppure se sistemata la questione-salvezza, la formazione biancorossa sprofonderà nuovamente nella palude dei suoi problemi caratteriali, tirando a campare senza più obiettivi fino all'11 maggio. La sfida contro Pistoia propone gli stimoli giusti per stuzzicare l'orgoglio: all'andata la formazione toscana schiantò la Cimberio (89-76 il finale, occhio anche al doppio confronto) facendo leva sul suo mix di freschezza atletica, vigore e fame. Proprio le caratteristiche che la Cimberio versione 2013/2014 ha sempre faticato a digerire, sia nell'originale formato Coleman-Hassell che dopo le correzioni in corsa Banks e Johnson. Se Varese sarà pungolata a sufficienza dalla voglia di riscattare una delle sconfitte peggiori dell'anno allora l'obiettivo di chiudere a quota 4 la serie negativa a Masnago sarà alla portata del team di Bizzozi. Altrimenti il rischio è quello di un altro sacco del PalaWhirlpool, specie se non si riuscirà a contenere l'impatto sotto canestro della formazione di Paolo Moretti, prima assoluta nella classifica dei rimbalzi dove la Cimberio occupa invece un desolante ultimo posto. Il punto di forza di Pistoia è composto dalla batteria degli esterni: spicca soprattutto il quasi ex Wanamaker, play realizzatore (15,5 punti e 4,8 assist) aggregato nel settembre 2012 a Varese, chiamato ad innescare il tiratore Gibson (14,7 punti) e l'esplosivo lungo JaJuan Johnson (14,5 punti e 6,8 rimbalzi). A completare il quintetto l'ala Washington (11,3 punti col 41% da 3) e il solido rookie Daniel (9,3 punti e 7,4 rimbalzi), mentre dalla panchina escono il play d'ordine Meini, il tiratore Cortese e il veteranissimo Galanda, per il quale si prepara un'accoglienza festosa. I numeri dicono Cimberio (1-10 il record viaggiante dei toscani che non hanno mai vinto a Masnago), ma più che la cabala per battere Pistoia serviranno concentrazione, intensità e determinazione Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
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