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  1. L'Openjobmetis abbatte anche Reggio Emilia con la forza del suo cuore pulsante sospinto da un PalAZA già da playoff e ora mette paura a tutti. Vittoria di puro carattere per la truppa di Attilio Caja, che esalta il record stagionale di presenze a Masnago (4840 spettatori, meno di un centinaio i posti disponibili per i tifosi di casa) con la "cinquina" di successi calata di fronte ad una Grissin Bon all'ultima spiaggia per riacciuffare il treno per la post season. Varese deve battere due volte la combattiva truppa di Menetti, visto che il solito avvio tambureggiante a suon di ripartenze e giocate in campo aperto (già più 20 dopo 9' e ancora più 18 al 17") non basta per piegare la resistenza degli avversari. Il tecnico reggiano trova le mosse giuste - tra una zona 3-2 adeguata e l'assetto con due play ma senza centri di molo - per mettere in difficoltà i biancorossi, orfani di un elemento importante come Wells in attesa che l'ultimo arrivato Dimsa (comparsata per neppure 2' dopo l'intervallo) si inserisca nei meccanismi di gioco, e soprattutto orfani dell'equilibratore Vene, in campo solo 4' nella ripresa per problemi di falli. Così Varese, assoluta padrona del campo nei primi 15', ha progressivamente smarrito il bandolo della matassa, subendo il controbreak di una Grissin Bon che pur senza la stella Della Valle ha trovato ossigeno dall'esperienza e dall' atipicità di White e Julyan Wright. Sul 53-59 del 28' però l'Openjobmetis ha serrato i ranghi, sostenuta da un PalA2A davvero traboccante di entusiasmo, e si è semplicemente rifiutata di perdere. Così, piegando le gambe in difesa attorno all'architrave Cain (MVP assoluto con 5/6 da 2, 5/6 ai liberi e 8 rimbalzi), i biancorossi hanno trovato canestri di cuore e volontà per ribaltare di nuovo l'inerzia del match. E dopo 17 minuti di digiuno dall'arco, la tripletta Lar-son-Okoye-Larson ha definitivamente piegato le ginocchia alla Grissin Bon. Un successo fortemente voluto frutto dell'intera gamma delle armi a disposizione della compagine di Caja: l'inizio segnato dalla difesa e dal contropiede ha esaltato l'energia e l'aggressività che rappresentano il marchio di fabbrica della formazione biancorossa. Ma l'arrembaggio finale è stato all'insegna di cuore e carattere, cavalcando la spinta emotiva di un pubblico che dopo anni di "vacche magre" risponde alla grande agli stimoli dell'atmosfera play off. E a cavalcarne gli umori so- no principalmente Avra-movic e Larson: dopo 15" "spiritati" il serbo spacca il ferro per lunghi tratti (6/7 in avvio, poi 0/10 in fila), ma non rinuncia alle giocate decisive dimostrando di avere finalmente imparato a giocare con la sfrontatezza "da slavo". Il play di Las Vegas, che per 35' non aveva visto il canestro, si conferma elemento dagli attributi "fumanti" ribadendo di possedere un innato senso del canestro nei momenti decisivi. Così Ferrero e soci salgono al settimo posto alla vigilia della trasferta di Bologna che potrebbe definitivamente spalancare le porte dei playoff: agganciare la Segafredo al sesto posto significherebbe uscire dalla bagarre con Sassari, Cantù, Torino e Cremona (mercoledì il recupero a Reggio Emilia) per gli ultimi due posti. Altrimenti servirà un tris di vittorie contro Brindisi e Cremona ed a Torino per agganciare la fatidica quota 32. Ma intanto il PalA2A impazzisce per una Varese mai così in sintonia con i suoi fans dopo gli Indimenticabili di cinque stagioni fa. Giuseppe Sciascia
  2. Openjobmetis Varese 80 - 73 Grissin Bon Reggio Emilia Non si ferma più la Pallacanestro Varese, che contro Reggio Emilia trova la quinta vittoria di fila e un posto di diritto tra le squadre in lotta per i PlayOff. Al PalA2A di Masnago si svolge una partita divertente e combattuta: il primo quarto si apre con un buon gioco di squadra da parte della formazione di Coach Caja, che porta i giocatori emiliani a commettere subito due falli e regalare prima un possesso, poi due liberi ai padroni di casa, realizzati senza problemi da Siim-Sander Vene. Il controllo della partita sembra essere nelle mani di Varese, grazie a diversi spunti vincenti dei soliti Okoye e Avramovic, che, oltre a segnare punti su punti, riescono a far innervosire gli avversari e far commettere loro dei falli; se ne accorge Coach Menetti, costretto a far uscire Riccardo Cervi, reo di aver commesso due falli in due minuti, e a chiamare un time-out subito dopo, su punteggio di 12 - 4 per Varese. La breve pausa non sembra aver schiarito le idee alla formazione ospite: a 5:05 dalla fine del quarto subiscono da Okoye i punti del +10 Varesino. La Grissin Bon fa molta fatica e commette tanti errori al tiro, forse sentendo la mancanza della loro punta di diamante, Amedeo Della Valle, rimasto fuori per infortunio, e Massimiliano Menetti chiama il secondo time-out a 2:48 dalla sirena. Questa manciata di minuti risulta essere molto caotica: Caja sceglie di far assaggiare il parquet al nuovo arrivato Tomas Dimsa, un centro molto fisico e non troppo tecnico, ma il 24enne lituano fatica ad entrare in gioco, complici le diverse interruzioni dovute agli svariati falli commessi da entrambe le parti; spicca tra i giocatori più fallosi James White, mentre Ferrero sembra un astronauta da tutte le volte che va in lunetta. Varese domina per il resto del quarto, ma a 3'' dalla fine del primo periodo di gioco viene fischiato un antisportivo a Tambone e White realizza i due liberi che fissano così il risultato parziale: Varese 28 - 10 Reggio Emilia. Dopo il breve cool-down, i ragazzi di coach Menetti partono in quarta: si sveglia Julian Wright che va subito a canestro dopo una buona azione di squadra, a cui risponde Aleksa Avramovic con un appoggio sulla tabella facile facile. A questo punto Varese inizia a subire un calo fisiologico: molti tiri finiscono sul ferro, mentre gli avversari fanno alzare diverse volte pollice, indice e medio agli arbitri, prima con Julian Wright e poi con l'ex-biancorosso Chris Wright. Dopo 3:13 di gioco, Attilio Caja richiama i suoi in panchina con un time-out, ma, dopo la ripresa del gioco, i Varesini sono ancora bloccati: il problema principale sembra essere il play-making: Tyler Larson non riesce a trovare i compagni e i suoi passaggi diventano spesso e volentieri delle palle perse, anzi, regalate a Reggio (si sente la mancanza di Cameron Wells). A 5:29 dalla sirena ci si trova ad osservare un gioco ancora una volta spezzato da diversi falli e caratterizzato da molti errori al tiro di Varese, che vuole a tutti i costi far scendere le fin lì ottime percentuali dal campo e da tre punti. A 59'' dalla fine del primo tempo, gli Emiliani si portano a -10 e, in panchina, coach Caja sembra una furia. Allo scadere del tempo, Okoye si inventa un canestro che riaccende il palA2A, ma, dopo la revisione video, il buzzer-beater non viene convalidato: Varese 43 - 35 Reggio Emilia. All'inizio del secondo tempo si aspetta ancora una reazione varesina agli attacchi di Reggio Emilia, che con un bella rete di passaggi riesce a liberare più volte i suoi tiratori sull'arco. Dopo 4' la situazione non cambia: la OJM è dominata sia in attacco che in difesa, nel pitturato e sull'arco, quindi Caja ricorre ad un time-out, che non risolve però nulla: pochi istanti dopo, un Julian Wright in ottima condizione firma la tripla del sorpasso. Il Varese resta a galla grazie ai canestri di Okoye, Avramovic e capitan Ferrero, ma gli errori al tiro restano troppi, mentre i due Wright affondano i loro colpi senza difficoltà. Degna di nota è la prestazione difensiva della guardia più cacofonica della lega, Manuchar Markoishvili, che diventa spesso un muro su cui sbattono i giocatori varesini. Un fallo di Cervi sul finire del quarto riaccende Varese, che trova due punti grazie ai liberi di Cain, ma poi entrambe le squadre sbagliano molto e, alla sirena, il risultato rimane invariato: Varese 55 - 59 Reggio Emilia. Nel quarto quarto Coach Caja dà spazio a Nicola Natali, che però non entra subito in partita: prima costringe Cain al fallo su J. Wright, poi perde una palla in maniera davvero sciocca, ma il numero 8 di Varese si fa perdonare regalando ai suoi il canestro del ritrovato pareggio: 59-59. La Grissin Bon a questo punto arresta il proprio impeto e si fa superare nel punteggio, anche grazie al terzo fallo commesso da Markoishvili che spinge coach Menetti a farlo riposare in panchina. A metà quarto emerge la stanchezza in entrambe le squadre: Okoye si fa stoppare, C. Wright raccoglie palloni ma poi sbaglia le triple, Avramovic prende talmente tanti ferri che potrebbe metter su una bottega da fabbro. A 5:21 dalla fine il tabellone luminoso recita 63-64 per Reggio Emilia, e Varese non sembra riuscire a ribaltare il risultato, essendo i suoi uomini di punta molto stanchi e dovendo fare a meno di un giocatore di sostanza come Vene, che porta sulle spalle il peso di 5 falli. Quando mancano 4:09 dalla fine, succedde una cosa strana: White sbaglia un canestro, mentre Avramovic segna. Ha inizio un botta e risposta, possesso dopo possesso, che rianima Varese ed il PalA2A: alla tripla dall'angolo di C. Wright risponde Tyler Larson, poi Okoye segna tre punti che fanno impazzire il pubblico e Menetti, preoccupato, chiama il time-out, ma al successivo possesso varesino, Avramovic si inventa un assist alla Steve Nash (non sto esagerando) per Okoye e regala entusiasmo extra ai suoi, nonché il 73-69 sul tabellone. Per Reggio il più attivo in questa frazione di gioco è Pedro Llompart, che però è spesso impreciso. La Grissin Bon comunque non molla e Avramovic e Cain spendono diversi falli per contenere gli attacchi di J. Wright e compagni, fino a quando, a 50'' dalla sirena finale, Larson decide che per lui può bastare e infila una tripla pesantissima che spacca la partita. Coach Menetti ricorre ad un time out sul punteggio di 76-69 per Varese, ma i suoi sono davvero stanchi e concedono a Varese dei liberi preziosi a 30'' dalla fine. Cain, invece, è perfetto in difesa e si concede il lusso di segnare l'ultimo canestro della serata, che regala la vittoria ai suoi: Varese 80 - 73 Reggio Emilia Luca Guerrini - Progetto Liceo Classico Cairoli & VareseFansBasket
  3. E’ una partita che viene vinta due volte da Varese quella disputata questa sera a Masnago tra una Openjob alla rincorsa del treno playoff e una Grissin Bon all’ultima chiamata visto il ritardo in classifica. I lombardi partono fortissimo disputando un primo quarto perfetto ma poi devono subire l’inesorabile rimonta di una Reggio Emilia mai doma che sopperisce alle tante assenze con una zona vischiosa che manda in corto circuito gli attacchi di Avramovic e compagni. Ma la voglia di proseguire a sognare la post season e il calore del pubblico di casa fanno buttare il cuore oltre l’ostacolo e per la truppa di Caja avviene quella che potremmo definire la vittoria sulla paura (cit.). Ma veniamo alle valutazioni : Avramovic 7,5 : votato MVP tramite l’applicazione ufficiale della società ma ci permettiamo di dissentire in quanto, dopo un primo quarto devastante, si inceppa nel secondo e terzo quarto in concomitanza col rientro dei reggiani schiantandosi ripetutamente contro il ferro; poi si sblocca con 2 liberi e ritrova fiducia nel finale concitato trovando anche passaggi determinati. INDIAVOLATO Bergamaschi S.V. Natali 6,5 : gioca solo tre minuti ma gli bastano per lasciare una traccia indelebile nel momento topico del match;si prende una tripla dall’angolo sbagliandola, commette una infrazione di campo con un passaggio impreciso ma non demorde e segna un gran canestro in penetrazione oltre a tenere botta in difesa. DINAMO Vene 6,5 : gioca un primo quarto a livelli surreali sia come scelte in attacco ma soprattutto chiudendo ogni spiraglio in difesa ma poi viene fortemente condizionato dai falli che gli pesano sulla testa e conseguentemente cala l’intensità ed esce dalla partita. COMBURENTE Okoye 6,5 : non è autore anche stasera di quelle partite roboanti che ci aveva abituato fino a poco tempo fa ma è come sempre presente e decisivo nel mettere la bomba che è il preludio al break che poi porterà lui e la sua squadra alla vittoria. GLACIALE Tambone 6,5 : partita ordinata e di carattere con una perla su tutte, la rimessa sulla schiena dell’avversario per poi andare comodamente ad appoggiare a canestro. CAMPETTARO Cain 8 : il nostro personale “ombre del partido” è il centro del Minnesota (che speriamo venga inchiostrato al più presto). Presentissimo in ogni dove e costretto a fare gli straordinari vista la serata no di Marione, sforna ancora una volta una prestazione altisonante tenendo dritto il timone quando il mare è in piena burrasca. AMMIRAGLIO Delas 5 : partita in cui non riesce a lasciare il segno in nessuna statistica se non nella particolarissima classifica degli “shampoo” rifilati da Caja dove si piazza in zona podio. PANTENE Ivanaj N.E. Ferrero 7 : questa è la prima partita dopo l’infortunio in cui il capitano torna ad essere decisivo e determinante in particolare mentre le due compagini erano punto a punto. Prima un tiro dall’angolo poi un tap in vincente (già per altro visto a Capo una settimana fa) che ridanno ossigeno e carica per la volata che assegnerà poi i 2 punti ai lombardi. GREGARIO Dimsa S.V. Larson 7,5 : la combo nativa di Las Vegas evidentemente ha 2 caratteristiche che lo contraddistinguono: uno è lo step back prima di scagliare la tripla e l’altra è quella di segnare i canestri decisivi nei momenti caldi degli incontri. Innegabile che dal suo arrivo la squadra abbia trovato equilibrio e soprattutto risultati in strisca. SERIAL KILLER
  4. Susanna El Taher

    Varese trionfa su Reggio Emilia

    Una vittoria importante quella di domenica 15 aprile del Varese contro la squadra di Menetti, "Grissin Bon Reggio Emilia", sia perché avvicina la squadra ai Playoff, sia perché rappresenta la rivincita rispetto al girone di andata. I giocatori di Caja hanno potuto contare sull’incoraggiamento della loro città, che sicuramente ha contribuito alla vittoria: le bandiere varesine sventolano instancabili e il calore del pubblico è palpabile nel corso di tutta la partita e accoglie i giocatori come eroi, giganti buoni. Gli avversari però non sono da meno: il tamburo Reggio-emiliano batte incessantemente e scandisce il tempo e le azioni insieme ai canti e agli applausi di più di 4000 spettatori. La partita si apre con le mosse straordinarie del Varese che, con movimenti veloci e sicuri, conquista il primo quarto con un punteggio di 28 a 10, tra le acclamazioni generali. Il giocatore del Varese Aleksa Avramovic si distingue subito totalizzando ben 15 punti nel primo quarto d’ora, cosa che fa presagire la nomina a miglior giocare ricevuta alla fine della partita. Il secondo quarto è caratterizzato dai colpi di scena: i giocatori varesini scattano e si slanciano come felini, recuperano spesso la palla con salti spettacolari, e arrivano ad avere un vantaggio di 19 punti al quinto minuto, ma Reggio diminuisce progressivamente lo scarto, per finire con un 43 a 35 per Varese. Varese ha bisogno di tutto il supporto possibile: gli avversari si avvicinano sempre di più, al terzo minuto del terzo quarto lo scarto è di soli 5 punti (47 a 42). La squadra si dimostra in grandissima sintonia, come fosse un corpo solo, ma questo non ferma l’avanzata di Reggio Emilia, che finisce il quarto con un vantaggio di 6 punti (53 a 59). C’è tensione nell’ aria: i tifosi si incattiviscono e i cori rimbalzano da una parte all’ altra del campo. Il pubblico comunque non abbandona i suoi eroi e Varese rimonta anche grazie a due importanti canestri da 3 di Larson; a due minuti dalla fine la situazione è 71 a 69 per Varese: neanche il tamburo di Reggio può fare più nulla. La squadra varesina è sempre più unita, la tecnica è grandiosa: la vittoria è del Varese 80 a 73! Anche se altalenante la partita ha dato grandi emozioni e tutto il pubblico alla fine ha acclamato la squadra e l’allenatore, soddisfatto e sorridente. In conferenza stampa Caja si è detto entusiasta della sua squadra e anche l’allenatore avversario Menetti ha lodato la splendida rimonta del Varese. Con questa vittoria Varese fa un ulteriore passo verso i Playoff: riuscirà a farsi valere come in questa partita? Matilde Gerola e Susanna El Taher, Liceo Classico Ernesto Cairoli Varese
  5. Finalmente Varese ritrova la via della vittoria a Masnago in campionato dopo un lungo digiuno e una involuzione tecnica preoccupante. I biancorossi trovano unità d’intenti e voglia di difendere contro una Grissin Bon dalle polveri bagnate e giocando di squadra, guidati dagli ottimi Maynor e Bulleri, vincono meritatamente. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Anosike 6,5 : inizia molle non andando a canestro con la dovuta cattiveria e di conseguenza sbagliando conclusioni molto semplici; poi piano piano prende coraggio e ha un minutaggio elevato per i problemi di falli di Pelle e riesce a realizzare alla fine una doppia doppia. Restano da limare alcuni limiti come la convinzione nel raccogliere e sfruttare gli assist che gli arrivano. ALTERNO Maynor 7,5 : anche questa sera fa intravedere i progressi già visti nelle ultime 2 partite anche se stranamente la voce assist segna solo una unità. In compenso si prende tiri e responsabilità importanti e non scompare nell’ultimo quarto. LEADER Avramovic 6 : partita più ordinata rispetto alle ultime uscite dove riesce a tenere buone percentuali selezionando accuratamente i tiri ma perdendo il suo caratteristico speed in entrata. CONTROLLATO Pelle 5 : riesce nel non facile compito di commettere 5 falli in meno di 10 minuti di gioco, alcuni davvero banali e non entra mai veramente in partita. ESTRANIATO Bulleri 7,5 : il Bullo idolo di Masnago?! E chi lo avrebbe mai pensato anche solo quest’estate?! Ma da qualche tempo a questa parte è più di una realtà è quasi una certezza! PROFESSIONISTA Lo Biondo N.E. Cavaliero 6 : prestazione non particolarmente appariscente da parte del capitano ma sicuramente in crescita dopo le ultime partite. Discrete percentuali anche se anche stasera si va a complicare la vita con conclusioni nel traffico. ONDA VERDE Kangur 7 : il tanto criticato e battezzato dai più come finito estone, risponde alle critiche a suo modo, senza proferire verbo, col lavoro e con quello che sa fare meglio, giocare a basket. Oggi ha fornito una prestazione a tutto tondo realizzando anche 10 punti. REDIVIVO Canavesi N.E. Ferrero 6,5 : gioca 11 minuti e chiude il suo incontro con uno sbalorditivo +17 nella statistica del plus/minus, dato che descrive alla perfezione lo spirito che Giancarlo mette sul parquet ogni volta che viene chiamato in causa. TUTTOFARE Eyenga 6,5 : il congolese torna finalmente su livelli più che accettabili e anzi se non fosse per le 5 palle perse sicuramente la sua valutazione sarebbe stata sicuramente superiore. Almeno un paio di giocate ad altezze siderali fanno esplodere tutto il pubblico sul seggiolino. TNT Johnson N.E.
  6. L'Openjobmetis schianta la seconda forza Reggio Emilia e si riconcilia con il pubblico del PalA2A. La miglior Varese dell'anno sfoga tutta la sua voglia di riscatto dopo il tonfo nel derby contro Cantù, facendo valere la legge di una difesa granitica per 40' filati per infliggere il terzo stop stagionale ad una Grissin Bon presto orfana di Gentile (brutto infortunio alla caviglia sinistra, si teme una frattura). Così la truppa di Paolo Moretti interrompe un digiuno lunghissimo (ultimo hurrà in campionato a Masnago datato 23 ottobre) e intasca due punti ghiotti per classifica e morale senza neppure dover "scomodare" il rinforzo di lusso Dominique Johnson, che stasera tornerà da Francoforte col visto necessario per farlo debuttare domenica prossima a Trento. La vittoria che serviva per scacciare gli spettri che aleggiavano anche sul coach arriva nel modo richiesto dallo stesso Moretti alla squadra: il larghissimo uso della zona 2-3 con mille adeguamenti e tanta aggressività sul perimetro toglie sistematicamente la luce del canestro ai fucilieri ospiti (25% da 3) e sporca le trame dei giochi a due. Così Reggio Emilia gira stabilmente sotto le medie abituali (84,9 col 58% da 2 prima del match di Masnago, chiuso a quota 71 col 41% da 2), e dall'alternanza tra l'arrocco ed una difesa individuale robusta a protezione del ferro, l'Openjobmetis trova sicurezze per spingere anche in campo aperto. E a differenza di tante partite all'insegna di mille affanni nel "pitturato", l'attacco di Varese muove bene palla e uomini per costruire un sostanzioso 59% da 2 e fatturare 42 punti in area. Alla fine sono sei i giocatori in doppia cifra per la formazione biancorossa, guidati da un Maynor sempre più tonico attorno al quale però trovano spazi efficaci anche Anosike, Kangur e un chirurgico Bulleri. Dunque il messaggio è forte e chiaro: la nuova proposta tattica per nascondere i problemi difensivi in alcune situazioni particolari è piaciuta molto alla squadra, che l'ha applicata con un'energia e una determinazione in grado di farle cambiare completamente volto rispetto ai 92 punti concessi 8 giorni fa contro Cantù. Vittoria meritata che dimostra il ritrovato feeling tra squadra e coach e la solidità del gruppo che ora aspetta l'aggiunta sul perimetro (ieri Johnson rimasto in panchina per 40' e ormai ai margini del roster). L'Openojobmetis ha preso in mano il pallino del gioco a metà del secondo quarto (34-26 al 16' ) e non lo ha più lasciato fino al termine, anche se - complice qualche licenza di troppo nella gestione del pallone, vedi le 22 perse di cui 17 nella ripresa - anche stavolta c'è stato da faticare fino in fondo. Per tre volte nel terzo quarto Varese ha allungato a più 9, senza però riuscire a chiudere i conti a causa dei contropiedi "regalati" a suon di palle perse. Provvidenziali tre triple allo scadere dei 24 secondi di Bulleri, Avramovic e Maynor per tenere sempre a distanza una Grissin Bon presto orfana per falli del totem Cervi e costretta a pagare dazio a rimbalzo (42-26 totale) nella scelta di giocare con quintetti senza centri puri per provare a scardinare la zona varesina. Il quarto periodo da protagonista di Kangur (8 punti nei 6' finali) ha messo al sicuro il vantaggio varesino (71-60 al 37'). Mercoledì l'Openjobmetis cercherà conferme contro Klaipeda, poi via all'era Dominique Johnson confidando che la vittoria della svolta possa anticipare l'impatto positivo dell'uomo della svolta. Giuseppe Sciascia
  7. L'Openjobmetis cerca l'impresa scacciacrisi contro la seconda della classe Reggio Emilia. Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 20.45; diretta tv su RaiSport 1) la truppa di Paolo Moretti proverà a invertire il trend negativo degli ultimi 45 giorni -11 sconfitte in 13 gare tra campionato e Champions League - ospitando la quotata Grissin Bon. Compito improbo per una squadra in piena crisi tecnica e mentale, a digiuno dal lontano 23 ottobre a Masnago e scivolata in fondo alla classifica anche in Italia, dove ha vinto soltanto una delle ultime sei gare. È credibile sperare che la Varese trafitta in casa da Cantù e arresasi senza condizioni a Lione possa trovare in quattro giorni la forza di reagire battendo una big come il team di Menetti? Di certo un'eventuale vittoria potrebbe modificare significativamente il corso accidentato della stagione biancorossa, in attesa che l'innesto di Dominique Johnson sul telaio della compagine di Moretti renda meno problematici gli incastri tecnici offensivi. Ma fino a domenica prossima il coach toscano dovrà fare il fuoco con la legna che si è scelto in estate, compreso quel Melvin Johnson che alla prova dei fatti non ha demeritato più di altri, finendo però stritolato dagli ingranaggi di una squadra che non gira e che ha bisogno di un giocatore dal fatturato offensivo garantito per doti balistiche e personalità come negli auspici di tutti sarà l'ex Alba Berlino. Però i capricci della burocrazia hanno impedito al rinforzo di lusso scelto da società e staff tecnico di rendersi utile alla causa nelle due delicate sfide casalinghe contro Reggio Emilia e Klaipeda. E allora servirà fare nuovamente appello a fattori extratecnici e toccare le corde giuste a livello mentale per stimolare un gruppo che a Villeurbanne ha evidenziato pericolosi sintomi di accettazione della sconfitta per accumulo. Per questo Paolo Moretti ha sottolineato l'importanza dell'approccio difensivo - decisivo contro il secondo attacco del campionato a 84.7 punti di media - per giocare una partita agonisticamente vibrante che metta in partita il pubblico di Masnago. Che, dopo lo scioccante stop nel derby, si aspetta quantomeno un'Openjombetis gagliarda e combattiva in una partita sulla carta a pronostico avverso: solamente se Cavaliero e compagni inizieranno col piglio giusto avranno certamente il PalA2A dalla loro parte. Nel caso di un'altra gara inespressiva come quella di martedì in Francia potrebbe invece riaffiorare la contestazione già manifestatasi nel dopo-partita contro Cantù. Di fronte, comunque, ci sarà un'avversaria di alto livello: nonostante gli scivoloni di Caserta e Brescia, la Grissin Bon ha espresso un'invidiabile continuità di rendimento sulla spinta dei due fucilieri Aradori e Della Valle (rispettivamente settimo e decimo marcatore della serie A). E con i due ex "Indimenticabili" De Nicolao e Polonara, il miglioratissimo Cervi e Stefano Gentile ha il miglior parco italiani del campionato, integrato da un play di spinta come Needham e due lunghi atipici come James e Lesic. Per battere Reggio Emilia servirà una partita perfetta e se Masnago sarà ancora terra di conquista per la settima volta su undici gare stagionali, non sarà facile tenere la barra dritta per un'altra settimana in attesa dell'esordio di Dominique Johnson... Giuseppe Sciascia
  8. Sorriso aperto, mano calda e tanta voglia di integrarsi nel sistema Varese. La prima giornata al PalA2A di Dominique Johnson ha portato agli allenamenti biancorossi quella ventata di aria fresca auspicata con l'aggiunta di un volto nuovo all'interno di un gruppo "fiaccato" dalle sconfitte in serie (11 nelle ultime 13 gare). L'esterno ex Alba Berlino è un giocatore rodato e in forma - già tra i più "sprintosi" della seduta di ieri pomeriggio - ed anche se la burocrazia lo terrà ai box contro Reggio Emilia è parso intenzionato a inserirsi in fretta nel gruppo e nei giochi. Dopo le esecuzioni senza difesa degli schemi - con il vice Stefano Vanoncini a illustrargliene i dettagli - Johnson ha preso subito posto sul parquet di Masnago nei 5 contro 5 guidati da Paolo Moretti: prima da guardia, il suo ruolo naturale, nel quintetto delle riserve, e poi da ala piccola in quello dei titolari. «Il giocatore che ci serviva per garantirci punti e atletismo, ma confidiamo abbia anche doti di leadership per risolvere le situazioni nei momenti importanti - così il coach toscano ne illustra le qualità - A lui chiediamo di elevare il livello dei compagni: a fianco di un accentratore offensivo come Dominique ci sono elementi che potranno rendere al meglio. Farlo allenare subito con noi è un bene perché al di là dei problemi burocratici potrà fare conoscenza con i compagni e l'ambente». L'effetto Johnson si potrà infatti misurare soltanto a partire da domenica prossima a Trento, quando la guardia statunitense potrà debuttare in maglia biancorossa dopo aver espletato le formalità necessarie per il tesseramento (lunedì mattina ripartirà per la Germania per ritirare il visto presso il consolato di Francoforte, dovendo assistere dalla tribuna anche al match di Champions League contro Klaipeda). Domani e mercoledì toccherà ancora a Melvin Johnson, ieri utilizzato a sprazzi - fuori dai quintetti iniziali nei 5 contro 5 a tutto campo, tenendo sempre "caldo" sulla cyclette il ginocchio sinistro dolorante da 10 giorni - e certamente non nella condizione psicofisica ottimale per rendere al meglio con la fiducia di coach Moretti nei confronti del rookie di VCU che è progressivamente diminuita fino ai 3'42" disputati a Lione nonostante la partenza in quintetto: «Da qualche partita il suo impatto emotivo è progressivamente diminuito: mi prendo le mie responsabilità perché un allenatore deve mettere sempre i suoi giocatori nelle migliori condizioni per rendere e con lui non mi è riuscito. Resta a nostra disposizione per le prossime due partite, sperando che riesca a darci un impatto mentale più sostanzioso». Concetto che però si può estendere a diversi elementi del gruppo: il contraccolpo psicologico dell'inatteso scivolone nel derby contro Cantù è stata una sorta di assuefazione alla sconfitta manifestata nell'inespressiva prestazione sul campo di Villeurbanne. Senza la ventata di aria fresca portata da Dominique Johnson, l'Openjobmetis riuscirà a mettere in campo l'atteggiamento aggressivo richiesto da Paolo Moretti per fermare i mitraglieri di Reggio Emilia? E se l'encefalogramma dovesse restare piatto causando una ulteriore sconfitta casalinga, si avrà la forza di difendere squadra e soprattutto allenatore da una eventuale e reiterata contestazione da parte del pubblico? Così come già accaduto prima del derby, nessuno vuole pensare all'ipotesi peggiore, sperando di non farsi "tirare la giacca" dal precipitare degli eventi. Giuseppe Sciascia
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