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  1. Il disastro tecnico, la disfatta tattica e, infine, la spaccatura interna alla società. La Pallacanestro Varese non si fa mancare niente in una serata da tregenda, un anticipo di Halloween dove di arancione non c’è una zucca ma un pallone che si ostina a entrare nel canestro difeso (parola grossa…) dalla Openjobmetis mentre non infila mai il cerchio dall’altra parte del campo. A Masnago, suo vecchio feudo, torna a fare festa Attilio Caja che conduce senza incertezze una Reggio Emilia già bella di suo e resa scintillante dalla mancata opposizione di quella che sarebbe dovuta essere l’avversaria di turno. Per l’ennesima volta infatti, Varese neppure ci prova a evitare di farsi travolgere e il cattivo approccio alla gara si trasforma in resa incondizionata con il passare dei minuti fino al disastroso -39 della sirena, 67-106, una delle maggiori umiliazioni ricordate da queste parti in tanti anni. Un crollo completo, imbarazzante, difficile anche da commentare e che – è la cosa peggiore – fa scopa con il -41 di Bologna e il -16 di settimana scorsa a Cremona, proporzione differente ma stessa identica matrice. E la rumba prosegue nel dopo gara, quando Caja – che prova a lungo a parlare solo dei suoi – non rinuncia a sganciare un siluro verso Andrea Conti («il rapporto con lui è stato pessimo fin dal primo giorno») e con lo stesso Conti che pochi minuti dopo, commosso, spiega come da domani non sarà più direttore generale. Una decisione covata da tempo per «scarsa chiarezza» e il riferimento (lo dice lui stesso) è al ruolo assunto da Luis Scola in società, di fatto sovrapponibile a quello del dirigente nato a Rho. Una situazione su cui in molti si erano interrogati che, però, probabilmente non avrebbe creato problemi nel breve se la squadra avesse avuto un cammino normale. «Non sono qui a rubare lo stipendio e non sono un codardo – chiude Conti – La scelta non viene dalla partita di stasera, reputo Vertemati un grande allenatore che va sostenuto e credo che l’instabilità in società si sia riflessa anche sulla squadra». Nel mezzo tra Caja e Conti ha invece parlato Vertemati che ha potuto fare poco per difendere l’indifendibile Openjobmetis di oggi e non solo, ma che ha anche detto a chiare lettere di non avere paura di perdere il posto. «Non sono abituato a vivere così il mio mestiere, non posso allenare se ho paura, poi sta ad altri prendere decisioni». “Altri” che però da questa sera sono soltanto Toto Bulgheroni e lo stesso Luis Scola, visto l’addio del dg: a prima vista è difficile pensare a una sterzata anche in panchina (un inattivo ci sarebbe, ha i baffi e si chiama Romeo) ma è chiaro che questa squadra debba trovare immediatamente una scossa. A oggi è per distacco la peggiore della Serie A, con il lato “mentale” preoccupante tanto quanto quello sportivo, atletico e tecnico. Vertemati stesso spiega che in queste situazioni, talvolta, la soluzione sia più vicina a quello che si creda e vorremmo credergli. Ma in questo momento – con ancora le immagini di 3-4-5 rimesse sbagliate dai suoi giocatori – non ce la facciamo proprio. PALLA A DUE Tanti applausi e qualche sporadico fischio per Attilio Caja alla “prima volta” a Masnago dopo il burrascoso divorzio di 13 mesi fa. Troppo profondo il segno lasciato dall’Artiglio a Varese per raccogliere zizzania al suo ritorno. Applausi anche per l’altro ex Arturs Strautins che in avvio resta in panchina perché nel ruolo Caja schiera il temuto Olisevicius, opposto a Gentile. Vertemati deve rinunciare a Beane che non si è allnenato per via di un doloroso problema dentale: in quintetto torna quindi Wilson. LA PARTITA Q1 – Caja mette Reggio a zona per la primissima azione della gara. Poi torna a uomo ma lancia subito un avvertimento: possiamo provare con ogni modo a rompervi gli schemi. Varese prende canestro ogni volta che Reggio tira, poi riesce a darsi una raddrizzata e a sorpassare grazie a qualche tripla. Nel finale però, i biancorossi balbettano in lunetta, Cinciarini regala assist a tutti e Reggio conduce 19-25. Q2 – Un divario che va subito in doppia cifra a causa di Crawford ma anche di palle perse in modo imbarazzante dai giocatori di casa, che regalano la sfera anche sulle rimesse ai dirimpettai. Lo stesso Crawford è una furia, mette in croce De Nicolao e conduce i suoi sino al 30-49 di metà gara. Q3 – «Almeno stavolta, in casa, vedremo una reazione» ci si racconta nell’intervallo e invece le speranze vanno immediatamente in fumo. Il tempo di un canestro di Gentile, poi la UnaHotels prende di nuovo il sopravvento con estrema facilità bucando a ripetizione la difesa. Strautins si “gasa”, segna 11 punti nel periodo ed è il protagonista dell’ennesimo strappo che porta a +26 i suoi (50-76). IL FINALE Gli argini sono ormai rotti. Jones prova almeno a fare bottino per sé (non lo consideriamo un complimento…) ma è l’unico con Egbunu a dare segnali di vita. Reggio invece non si ferma e fa proseliti perché i tifosi varesini, stufi di fischiare i proprio giocatori, si mettono ad applaudire gli avversari con convinzione. Olisevicius e festeggiato al raggiungimento di “quota 100”, poi tocca a Caja prendersi cori e applausi sempre più forti. Suona la sirena, 67-106, Vertemati esce a spron battuto dal campo nonostante Egbunu lo richiami per il saluto finale. Non funziona nulla. E il dopo gara riserverà una ulteriore sorpresa. Damiano Franzetti
  2. L’Openjobmetis crolla sotto il peso delle sue inadeguatezze, regalando ad Attilio Caja un dolcissimo ritorno a Masnago. E nel dopopartita da “day after” anche lo choc delle dimissioni di Andrea Conti dalla carica di general manager, annunciate poco dopo la sirena finale. Toccherà alla società valutare la situazione, ma sicuramente il gesto dell’ex giocatore ha un peso importante. Quarto stop consecutivo per Varese, travolta dalle geometrie di una solida Unahotels (8 in doppia cifra e 27 assist), capace di impartire una severa lezione ad una squadra senza arte né parte. Una figuraccia inspiegabile per una serata da tregenda che fa suonare l’allarme rosso: l’OJM travolta da Reggio Emilia con un passivo da minime al Polo Nord (per la seconda volta in 5 gare dopo il meno 41 di Bologna) dà la sensazione di essere tecnicamente mal assortita e psicologicamente labile. Oggi Varese è di gran lunga la peggior squadra della serie A, e il pur modestissimo Wilson non è certo il problema principale di una squadra che oggi batte in testa nel suo asse portante, se il leader offensivo Gentile va fuori giri e quello difensivo Egbunu è un disvalore che pesa doppio considerando quanto è costato confermarlo. Un disastro totale del quale non si aveva memoria dai tempi dell’anno della retrocessione in LegAdue, o del meno 35 casalingo nel derby contro Cantù costato l’esonero a Giulio Cadeo. La squadra di Vertemati non è semplicemente esistita in ogni aspetto del gioco, a partire da una difesa nuovamente impresentabile come a Cremona. Varese ha concesso di tutto agli esterni ospiti (75% da 2 per l’Unahotels), e sui cambi difensivi ha subito di tutto da distanza ravvicinata. E in attacco, complice la serata no di un Gentile incaponitosi nella sfida contro il mondo, ha mostrato una disarmante pochezza che non può essere giustificabile solo con l’assenza di Anthony Beane (debilitato da una infezione che lo ha tenuto fermo per tutta la settimana). Una sconfitta pesantissima nelle proporzioni e nelle tempistiche, che riapre ovviamente il dialogo sulle scelte su Caja e sul post-Artiglio: la gente di Masnago – peraltro poca, non più di 2000 – fischia già all’intervallo e poi inneggia al coach pavese quando si precipita senza paracadute fino a meno 40. Per Varese è la notte più buia e le riflessioni devono essere profonde per scegliere indirizzi e modalità degli indispensabili correttivi. Giuseppe Sciascia
  3. Se manca la tecnica, dovrebbe esserci il fisico. Se manca anche il fisico, dovrebbe esserci l’organizzazione. Se mancano tutti e tre, a soccorso basterebbe almeno un po’ di fame. Se anche qui nisba, il destino è segnato. È una Varese nuda quella che esce da una sconfitta pericolosa come quella incassata stasera al cospetto di Reggio Emilia. Quei limiti che la vittoria di Trento aveva nascosto sotto un sottile strato di illusione e che la batosta contro Milano non ha potuto, per ovvie ragioni di opportunità, ri-sottolineare, sono ri-emersi in tutta la loro prepotenza. Con un’aggravante non da poco: tra le due squadre ha vinto non solo quella più forte, ma anche quella apparsa più affamata. Ed è forse questa constatazione il risveglio peggiore della corrente stagione dopo anni di Varese operaie, ma dignitose, grintose, computerizzate e a conti fatti vincenti. La Openjobmetis non vale la Unahotels, davanti a lei di quattro punti nonostante le due partite in meno giocate: la gara di oggi lo ha rivelato in modo palese. La domanda per antonomasia ora è tuttavia un’altra: chi vale questa Varese? Chi vale questa congrega confusa nei ruoli, sprovvista di protagonisti sicuri al di fuori di Luis Scola, con poca tecnica, poco fisico e, appunto, poca fame? Rispondiamoci, tutti, subito, per evitare di farci molto male fra qualche mese. Il cahiers de doléances, questa sera, si scrive da solo. 1) La partita di Michele Ruzzier è stata ancora una volta quanto di peggio ci si possa aspettare da un playmaker titolare. Timido in attacco e nel confronto con Taylor, disastroso nelle palle perse del terzo quarto, ininfluente a tabellino, arrancante in difesa: come si può regalare così il proprio regista, una domenica sì e una no? 2) La partita di Toney Douglas non è stata disastrosa ma è stata quasi “inutile” se da lui ci si aspetta - e ce lo si aspetta di sicuro - un’assunzione massiccia di responsabilità offensive e di punti segnati. I sette assist dicono tanto del gioco che ha cercato di costruire (ma è il suo ruolo?) e delle scelte difensive ospiti che ne hanno rubato una dimensione, i due soli canestri dal campo però dicono altrettanto della sua incredibile incostanza. Per quanto quest’ultima sarà ancora sopportabile? 3) Nell’attacco biancorosso manca totalmente un esterno che sappia saltare l’uomo, creando un vantaggio per sé e per gli altri. Tiri da 3 e palla in post a cercare Scola, magari contro due/tre/quattro avversari: lo hanno capito anche i muri che la Openjobmetis gioca in tal modo. E non sempre la classe dell’argentino può sconfiggere questa previdibilità, così come non sempre le percentuali balistiche possono aiutare. Anzi, se il tiro da 3 scende sotto il livello di guardia (diciamo sotto il 35%), l’insuccesso arriva automatico. 4) In difesa la buona lena, conquista delle ultime partite, non può sempre bastare. Troppi sono i problemi strutturali. Anche a questo giro Varese non ha iniziato male contro la Reggiana, anzi è apparsa attenta e reattiva. Con il passare dei minuti, però, la coperta si è fatta come sempre corta: mancano fisico, centimetri e reattività nei piedi e nelle gambe. 5) Giocare con un giocatore fuori ruolo è quasi normale nel basket di oggi (pensate al Caja che inventò Ferrero da 4), farlo con mezza squadra è quasi morboso. Nella Varese di oggi giocano fuori ruolo De Vico, Ferrero (quando c’è), Jakovics e se volete lo stesso Douglas. Sicuri sicuri che l’innesto di una guardia (l’ex Roma Beane) non aggravi il problema, costringendo anche Strautins a uscire dalla sua posizione naturale e dai vantaggi fisici che da essa acquisisce? Per non scrivere del fatto che sostituire l’unica ala forte nel roster, per quanto scarsa, con un esterno sia quanto di più lontano dal risolvere i gap fisici e di peso con cui la Openjobmetis convive a ogni allacciata di scarpe. Non invidiamo chi dovrà mettere mano a questo disastro. Come non invidiamo Massimo Bulleri, chiamato anche lui a un incontro con le proprie responsabilità, come dopo ogni sconfitta. Guardare la classifica, stasera, fa molta paura. Ma farebbe ancora più paura continuare a perseverare negli errori e nella confusione. Fabio Gandini
  4. Sbilenca da fuori (8 su 32 da 3), travolta da un’avversaria tutt’altro che irresistibile, zavorrata da un play improponibile e non salvata – come in rare altre occasioni – dai suoi veterani. La Openjobmetis perde di nuovo in casa, lo fa in modo fragoroso (76-89) nel modo più che nel risultato e torna a candidarsi per un posto sul fondo melmoso della Serie A di basket. Prova orrenda quella dei biancorossi di Bulleri contro una Reggio Emilia appena onesta, rivale a sua volta rimasta a lungo sotto gli standard del basket guardabile ma brava a imbroccare la fuga giusta e – a quel punto – a recuperare gioco e credibilità trascinata dalla mano calda del suo regista Taylor (29 con 4/5 da 3). Dalla parte opposta, invece, è rimasta la desolazione: la Openjobmetis, incapace di scappare in avvio nonostante la superiorità netta a rimbalzo, spreme la miseria di otto punti nel terzo periodo (film già visto), perde anche i discreti spunti difensivi visti in apertura di serata e non trova un’idea, una sterzata, un ruggito per rimettersi in carreggiata. Quando lo fa – negli ultimi 6 o 7 minuti – è troppo tardi e comunque permette a Reggio di trovare, qua e là, la giocata vincente tanto da non tornare mai in scia degli ospiti. Dopo aver perso i 2 punti conquistati con Roma per il ritiro dei giallorossi e aver registrato le vittorie di Fortitudo e Brescia (che non sono certo scarse ma, almeno, avevano una classifica peggiore), per la Openjobmetis arriva il momento di interrogarsi prima e di muoversi poi. Impensabile rivedere una squadra del genere da qui in avanti, se ci si vuole salvare (magari con un briciolo di tranquillità). Tutti da ora – per quanto ci riguarda – sono in discussione: dirigenti, allenatore e giocatori. Bulleri non è chiaramente esente da colpe, perché fa parte del suo lavoro trovare soluzioni che non possono essere il “palla a Scola triplicato” o il bastone del comando a Ruzzier per quasi mezz’ora. Il play, lo avrete capito, se fosse uno straniero sarebbe al capolinea e questa sera è riuscito – specie nel famigerato terzo quarto – a fare peggio del solito. Per di più, attorno a lui, sono mancati sia De Nicolao sia Douglas mentre Jakovics è stato forse l’unico sufficiente della scalcagnata banda biancorossa. Dove è mancata anche la fiducia in gente come De Vico, energico ma tremendamente impreciso anche a causa del recente infortunio. Vedremo ora se arriverà l’ex romano Anthony Beane, per togliere pressione a Douglas e puntellare ancora il gruppo degli esterni, accorciando però ulteriormente la coperta tra i lunghi. Troppo poco, se la squadra non si darà una scossa vera. PALLA A DUE La novità principale all’ingresso in campo delle squadre è la presenza in quintetto base di Niccolò De Vico che va a occupare lo spot di ala forte relegando in panchina Andersson, forse all’ultima presenza in biancorosso. Confermati gli altri quattro per Bulleri che riporta a referto capitano Ferrero, anche se praticamente senza possibilità di giocare. Martino ha la Unahotels al completo (manca Blums ma è stato tagliato) e piazza Baldi Rossi accanto a Elegar sotto i tabelloni tenendo l’ex pistoiese Johnson di rincorsa. LA PARTITA Q1 – Punteggio bassissimo nella prima fase di partita con Varese che lavora bene in difesa ma spreca tutto quello che può sprecare in attacco: De Vico dà intensità a rimbalzo (7) ma lo score dice 5/22 dal campo, percentuale che tiene viva una Reggio Emilia impantanata a sua volta in fase offensiva. Tocca a Jakovics dare la scossa dall’arco mentre Andersson si rovina con 3 falli in 2′ (12-14). Q2 – Il secondo periodo è appena più vivace: Varese riesce a pungere in difesa in diverse occasioni e trova un Jakovics caldo in attacco. Non c’è però continuità e così nella pancia del periodo è Reggio a condurre le danze sino al +5; nel finale però la OJM si scuote con i primi punti di Douglas e un paio di giocate di Scola. La sirena arriva sul 35-33 e sembra che possa anticipare una seconda metà più brillante. Non sarà così. Q3 – La recita del terzo periodo infatti è deprimente: Ruzzier colleziona palle perse di livello imbarazzante per la Serie A, dal palleggio o su passaggi mollissimi. Reggio fiuta l’aria, si affida a Taylor (10 nel quarto) e trova un Candi pronto a pungere dalla media. Il break si apre e non si ferma perché Varese in attacco è tragica, solo 8 punti in 10′. Quando termina il periodo, il punteggio dice 43-57 con l’inerzia tutta dalla parte sbagliata. IL FINALE Bulleri gioca la carta della zona per provare a sparigliare le carte: Reggio sbatte una volta ma poi ritrova sicurezza al tiro e – a differenza dell’inizio – lavora forte sotto i tabelloni con Elegar. In attacco è un bel duetto Jakovics-Strautins, 9 e 14 punti rispettivamente, ma è chiaro i buoi sono già scappati. Nel momento di maggiore sforzo Varese rientra a -8 ma si ferma lì, concedendo subito un cesto e sbagliando a propria volta in attacco. Potrebbe, almeno, essere il momento dell’esperimento Douglas in regia e invece Bulleri concede altri 6′ a Ruzzier senza cavarne nulla. A pochi secondi dalla fine esce Taylor, applaudito con convinzione dalla delegazione reggiana, entra il giovane Giannini e fa canestro pure lui. Termina 76-89 solo perché Jako infila tre liberi quasi a tempo scaduto: non è neppure una consolazione. Damiano Franzetti
  5. Brutta partita, soprattutto per i tifosi varesini che assistono ad uno spettacolo che sarebbe sufficiente per ribattezzare questa squadra “gli inguardabili”. Primo tempo in cui le 2 squadre faticano a segnare e in cui prevalgono le giocate dei singoli rispetto al gioco organizzato. Terzo quarto che risulta decisivo in quanto Varese segna la miseria di 8 punti mentre Reggio ne fa 24 e da questo break i padroni di casa non si riprendono più. Nell’ultimo periodo Strautins è l’unico che ci prova a rimediare ma è troppo solo. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Morse 5 : due highlights molto spettacolari, prima una super stoppata su Kyzlink e poi una schiacciata devastante. Il problema sono state le altre giocate in cui è spesso finito in difficoltà. (mini)SHOWTIME Scola 6 : come ormai è abitudine non fa mancare i suoi punti, anche stasera sopra i 20, ma nel momento di maggior difficoltà e cioè il terzo quarto, come già accaduto in altre situazioni, si mette in proprio e forza troppe conclusioni alimentando così l’emorragia che porta Reggio a raggiungere anche i 20 punti di vantaggio. ACCENTRATORE De Nicolao 4,5 : considerando che sarebbe il play di riserva possiamo dire senza paura di essere smentiti che in casa OpenJob c’è un problema in regia; anche lui come Ruzzier non riesce a incidere su nessuno dei lati del campo lasciando campo libero ai piccoli avversari. IMPALPABILE Jacovics 6,5 : insieme a Strautins sicuramente il più positivo della serata ma per una volta che arrivano punti pesanti dalla panchina steccano tanti altri. Intanto la speranza è che Ingus torni sui livelli che gli hanno garantito la conferma quest’anno. REDIVIVO Ruzzier 3 : non ne azzecca una nemmeno per sbaglio. In difesa si perde l’uomo sistematicamente e in attacco è uno strazio accumulando perse anche banali e quando decide di concludere è peggio che andar di notte a fari spenti. Quello che a inizio anno sembrava un progetto interessante si sta in realtà rivelando il problema più grande. DISASTRO Andersson 4,5 : se come sembra in settimana verrà tagliato certo con questa ultima apparizione non lascerà troppi rimpianti. Si autoesclude dopo pochissimo dal suo ingresso facendo 3 falli. Successivamente fa un air ball da una stoppata e poco altro. A NON ARRIVEDERCI Strautins 7 : l’ultimo ad arrendersi, anche quando ormai la partita era indirizzata verso Reggio, ha l’unico neo di farlo appunto troppo tardi; dovrebbero prenderne esempio molti suoi compagni per poter vendere cara la pelle vista la garra e la qualità che Arturs mette sempre sul rettangolo di gioco. CLONATELO De Vico 5 : parte in quintetto come ala grande titolare e a questo assetto ci dovremo abituare a meno di clamorosi colpi di mercato ad ora assolutamente non contemplati. Sicuramente a rimbalzo fa una grande prestazione andando in doppia cifra ma il glaciale zero su 7 da 3, anche con tiri piedi a terra e molto spazio ne pregiudica la valutazione finale. SURGELATO Ferrero N.E. Douglas 5 : partita nella quale non riesce a confermare la sua vena realizzativa. E’ autore di 7 assist ma non è abbastanza, da lui ci si aspetta molto altro, soprattutto che quando va in entrata qualche volta riesca a metterla. SPUNTATO Librizzi N.E. Virginio N.E.
  6. L'Openjobmetis abbatte Reggio Emilia e imbocca la corsia preferenziale verso i playoff. La compagine di Attilio Caja onora il ritorno all'Enerxenia Arena dopo 5 settimane, regalando una prova ricca di contenuti ai quasi 4.300 presenti in tribuna. Nonostante le condizioni imperfette di Archie (comunque importante nel decisivo 13-0 a cavallo tra terzo e quarto periodo) e la mira ancora sfasata di Moore (1/8 dal campo), Varese supera con sicurezza una Grissin Bon rimessa a nuovo dal terzo restyling stagionale. La ricetta vincente è sempre la stessa: applicazione graffiante in retroguardia col "ministro della difesa" Tyler Cain come baluardo, e tante ripartenze ficcanti (18-2 il totale delle azioni in contropiede) per esaltare le qualità acrobatiche di Aleksa Avramovic. L'OJM soffre per 25 minuti prima di sbrogliare la matassa, non coronando il vibrante break iniziale quando Reggio macina triple e rimbalzi d'attacco per mettere anche il naso avanti nel secondo quarto. Poi, complice il precoce quarto fallo di Dixon, la difesa varesina taglia spazi e linee di passaggio, e le rubate convertite in velocità tagliano le gambe alla formazione di Pillastrini con i biancorossi che dilagano in campo aperto tra terzo e quarto periodo. Lo schiacciante predominio dentro l'area prodotto da un superlativo Cain (record stagionale di punti grazie ai 10 rimbalzi offensivi) rompe l'equilibrio dei primi 20', poi ci pensano l'adrenalinico Avramovic e mister utilità Scrubb a mettere il sigillo ad una vittoria che rispolvera una OJM capace di coniugare intensità e produzione offensiva (54% da 2 e 39% da 3). E se anche i due americani assenti all'appello in Coppa Italia non brillano ancora, dalla panchina arrivano conferme importanti per Attilio Caja: spiccano i 13 punti in 19' di Jean Salumu, che colpisce da fuori ma anche in penetrazione ritagliandosi spazi da protagonista dietro i due big sul perimetro. Molto positivi anche i minuti in regia di Matteo Tambone, che sui due lati del campo rende più di Moore al quale però Artiglio affida la gestione del vantaggio finale. E arriva invece una nuova conferma della ritrovata forma psicofisica di Giancarlo Ferrero, tornato a pieno regime proprio nel momento della massima utilità visto il momento no dell'acciaccato Archie. Una vittoria corroborante per gli indicatori positivi sotto ogni aspetto - 5 uomini in doppia cifra e 110-81 di valutazione - che evidenziano come la pausa sia comunque stata utile per recuperare brillantezza ed energia da parte del clan biancorosso. Ora Varese entra nel vivo della stagione tra i playoff di FIBA Europe Cup (mercoledì l'andata a Prishtina) e i due scontri diretti con Avellino e Cremona: l'OJM di ieri è stata più vicina a quella ammirata a Trieste che a quella mancata all'appello a Firenze, per alimentare sogni di alto livello però c'è bisogno che Moore ritrovi la mira ed Archie recuperi la forma migliore. Giuseppe Sciascia
  7. Dopo un lungo digiuno torna finalmente il campionato e si riparte da Masnago, dove una Varese che parte con percentuali irreali nella fase iniziale del primo quarto è costretta a subire il ritorno di una Reggio che ha operato un profondo restyling rispetto alla partita di andata ma che ancora non è riuscita a trovare quella solidità senza la quale resta a forte rischio retrocessione. Una OJM concreta negli ultimi 2 quarti mette prima alle corde e poi sferra il colpo del KO alla squadra guidata da l’applauditissimo ex Pillastrini e con qualche piccolo patema d’animo chiude l’incontro sul punteggio di 92 a 80. Ma veniamo alle valutazioni: Archie 5 : parte dalla panchina causa un problema al ginocchio riportato in settimana in allenamento; l’ingresso in campo non è dei migliori, riceve palla dalla rimessa a 2 secondi dallo scadere e muore con la palla in mano senza rendersi conto della situazione. Sembra un corpo estraneo alla squadra e le sue movenze dinoccolate amplificano l’impressione che stia attraversando un momento no. AVULSO Avramovic 8 : partita finalmente degna delle sue capacità ed estremamente efficacie; chiude l'incontro con ottime percentuali sia da 2 che da 3 e per assurdo pecca di precisione più con i liberi. Oltre ai 21 punti il suo tabellino è condito da 5 recuperi, 5 rimbalzi e 3 assist. INSALATONA Gatto N.E. Iannuzzi 6 : solo 4 minuti per il lungo campano che paga la prestazione monstre di Cain ma nei minuti che rimane in campo non demerita particolarmente. Si prende 2 volte il suo tiro se ce n’è uno realizzando 2 punti poi fatica sotto i tabelloni e Caja lo fa sedere per non farlo più entrare. SACRIFICATO Natali N.E. Salumu 6,5 : primo ingresso in campo con qualche difficoltà, poi trova convinzione e ritmo dalla sua difesa sempre aggressiva e la fiducia lo porta a diventare efficacie anche in attacco. Come i suoi compagni dovrebbe lavorare sui liberi, vero problema questa sera. DIESEL Scrubb 7 : buona partenza con diverse pause per tutto il primo tempo. Nella ripresa ritorna lo "spazzino" che abbiamo imparato a conoscere ed amare e insieme ad Avra e Cain è fondamentale per scavare il solco che poi deciderà le sorti dell’incontro. RUSPA Verri N.E. Tambone 6,5 : stasera si fa preferire e di gran lunga a quello che dovrebbe essere il play titolare ma che da ormai 2 mesi tende a girare a vuoto. Tosto in difesa su Dixon, ordinato in regia e discreto al tiro, c’è lui al comando della nave nel momento migliore dei padroni di casa. NOSTROMO Cain 8,5 : 19 punti e 15 rimbalzi di cui 10 in attacco più 2 stoppate. E’ lui secondo chi vi scrive l’assoluto MVP di giornata. Senza dimenticare quello che nelle statistiche non viene riportato e che è altrettanto fondamentale per vincere le partite come i blocchi e l’applicazione difensiva. RISOLUTIVO Ferrero 7 : il capitano, dopo la comparsata in nazionale, esce ancora più carico e convinto che può e deve dare un apporto decisivo ai suoi compagni soprattutto in questo periodo dove il suo alter ego sta vivendo un periodo di appannamento. Chiude in doppia cifra come punti e fa il suo anche difensivamente. RINASCENTE Moore 4,5 : primo tiro e bomba messa a segno; si pensa questa possa essere la sua riscossa dopo diverse prestazioni non sufficienti sotto molti punti divista ma poi soffre in modo lampante il suo avversario in difesa e in attacco, oltre a non trovare più la via del canestro sparacchiando male, non dando mai l’impressione di avere in mano la sua squadra. DISPERSO
  8. L'Openjobmetis abbatte anche Reggio Emilia con la forza del suo cuore pulsante sospinto da un PalAZA già da playoff e ora mette paura a tutti. Vittoria di puro carattere per la truppa di Attilio Caja, che esalta il record stagionale di presenze a Masnago (4840 spettatori, meno di un centinaio i posti disponibili per i tifosi di casa) con la "cinquina" di successi calata di fronte ad una Grissin Bon all'ultima spiaggia per riacciuffare il treno per la post season. Varese deve battere due volte la combattiva truppa di Menetti, visto che il solito avvio tambureggiante a suon di ripartenze e giocate in campo aperto (già più 20 dopo 9' e ancora più 18 al 17") non basta per piegare la resistenza degli avversari. Il tecnico reggiano trova le mosse giuste - tra una zona 3-2 adeguata e l'assetto con due play ma senza centri di molo - per mettere in difficoltà i biancorossi, orfani di un elemento importante come Wells in attesa che l'ultimo arrivato Dimsa (comparsata per neppure 2' dopo l'intervallo) si inserisca nei meccanismi di gioco, e soprattutto orfani dell'equilibratore Vene, in campo solo 4' nella ripresa per problemi di falli. Così Varese, assoluta padrona del campo nei primi 15', ha progressivamente smarrito il bandolo della matassa, subendo il controbreak di una Grissin Bon che pur senza la stella Della Valle ha trovato ossigeno dall'esperienza e dall' atipicità di White e Julyan Wright. Sul 53-59 del 28' però l'Openjobmetis ha serrato i ranghi, sostenuta da un PalA2A davvero traboccante di entusiasmo, e si è semplicemente rifiutata di perdere. Così, piegando le gambe in difesa attorno all'architrave Cain (MVP assoluto con 5/6 da 2, 5/6 ai liberi e 8 rimbalzi), i biancorossi hanno trovato canestri di cuore e volontà per ribaltare di nuovo l'inerzia del match. E dopo 17 minuti di digiuno dall'arco, la tripletta Lar-son-Okoye-Larson ha definitivamente piegato le ginocchia alla Grissin Bon. Un successo fortemente voluto frutto dell'intera gamma delle armi a disposizione della compagine di Caja: l'inizio segnato dalla difesa e dal contropiede ha esaltato l'energia e l'aggressività che rappresentano il marchio di fabbrica della formazione biancorossa. Ma l'arrembaggio finale è stato all'insegna di cuore e carattere, cavalcando la spinta emotiva di un pubblico che dopo anni di "vacche magre" risponde alla grande agli stimoli dell'atmosfera play off. E a cavalcarne gli umori so- no principalmente Avra-movic e Larson: dopo 15" "spiritati" il serbo spacca il ferro per lunghi tratti (6/7 in avvio, poi 0/10 in fila), ma non rinuncia alle giocate decisive dimostrando di avere finalmente imparato a giocare con la sfrontatezza "da slavo". Il play di Las Vegas, che per 35' non aveva visto il canestro, si conferma elemento dagli attributi "fumanti" ribadendo di possedere un innato senso del canestro nei momenti decisivi. Così Ferrero e soci salgono al settimo posto alla vigilia della trasferta di Bologna che potrebbe definitivamente spalancare le porte dei playoff: agganciare la Segafredo al sesto posto significherebbe uscire dalla bagarre con Sassari, Cantù, Torino e Cremona (mercoledì il recupero a Reggio Emilia) per gli ultimi due posti. Altrimenti servirà un tris di vittorie contro Brindisi e Cremona ed a Torino per agganciare la fatidica quota 32. Ma intanto il PalA2A impazzisce per una Varese mai così in sintonia con i suoi fans dopo gli Indimenticabili di cinque stagioni fa. Giuseppe Sciascia
  9. Openjobmetis Varese 80 - 73 Grissin Bon Reggio Emilia Non si ferma più la Pallacanestro Varese, che contro Reggio Emilia trova la quinta vittoria di fila e un posto di diritto tra le squadre in lotta per i PlayOff. Al PalA2A di Masnago si svolge una partita divertente e combattuta: il primo quarto si apre con un buon gioco di squadra da parte della formazione di Coach Caja, che porta i giocatori emiliani a commettere subito due falli e regalare prima un possesso, poi due liberi ai padroni di casa, realizzati senza problemi da Siim-Sander Vene. Il controllo della partita sembra essere nelle mani di Varese, grazie a diversi spunti vincenti dei soliti Okoye e Avramovic, che, oltre a segnare punti su punti, riescono a far innervosire gli avversari e far commettere loro dei falli; se ne accorge Coach Menetti, costretto a far uscire Riccardo Cervi, reo di aver commesso due falli in due minuti, e a chiamare un time-out subito dopo, su punteggio di 12 - 4 per Varese. La breve pausa non sembra aver schiarito le idee alla formazione ospite: a 5:05 dalla fine del quarto subiscono da Okoye i punti del +10 Varesino. La Grissin Bon fa molta fatica e commette tanti errori al tiro, forse sentendo la mancanza della loro punta di diamante, Amedeo Della Valle, rimasto fuori per infortunio, e Massimiliano Menetti chiama il secondo time-out a 2:48 dalla sirena. Questa manciata di minuti risulta essere molto caotica: Caja sceglie di far assaggiare il parquet al nuovo arrivato Tomas Dimsa, un centro molto fisico e non troppo tecnico, ma il 24enne lituano fatica ad entrare in gioco, complici le diverse interruzioni dovute agli svariati falli commessi da entrambe le parti; spicca tra i giocatori più fallosi James White, mentre Ferrero sembra un astronauta da tutte le volte che va in lunetta. Varese domina per il resto del quarto, ma a 3'' dalla fine del primo periodo di gioco viene fischiato un antisportivo a Tambone e White realizza i due liberi che fissano così il risultato parziale: Varese 28 - 10 Reggio Emilia. Dopo il breve cool-down, i ragazzi di coach Menetti partono in quarta: si sveglia Julian Wright che va subito a canestro dopo una buona azione di squadra, a cui risponde Aleksa Avramovic con un appoggio sulla tabella facile facile. A questo punto Varese inizia a subire un calo fisiologico: molti tiri finiscono sul ferro, mentre gli avversari fanno alzare diverse volte pollice, indice e medio agli arbitri, prima con Julian Wright e poi con l'ex-biancorosso Chris Wright. Dopo 3:13 di gioco, Attilio Caja richiama i suoi in panchina con un time-out, ma, dopo la ripresa del gioco, i Varesini sono ancora bloccati: il problema principale sembra essere il play-making: Tyler Larson non riesce a trovare i compagni e i suoi passaggi diventano spesso e volentieri delle palle perse, anzi, regalate a Reggio (si sente la mancanza di Cameron Wells). A 5:29 dalla sirena ci si trova ad osservare un gioco ancora una volta spezzato da diversi falli e caratterizzato da molti errori al tiro di Varese, che vuole a tutti i costi far scendere le fin lì ottime percentuali dal campo e da tre punti. A 59'' dalla fine del primo tempo, gli Emiliani si portano a -10 e, in panchina, coach Caja sembra una furia. Allo scadere del tempo, Okoye si inventa un canestro che riaccende il palA2A, ma, dopo la revisione video, il buzzer-beater non viene convalidato: Varese 43 - 35 Reggio Emilia. All'inizio del secondo tempo si aspetta ancora una reazione varesina agli attacchi di Reggio Emilia, che con un bella rete di passaggi riesce a liberare più volte i suoi tiratori sull'arco. Dopo 4' la situazione non cambia: la OJM è dominata sia in attacco che in difesa, nel pitturato e sull'arco, quindi Caja ricorre ad un time-out, che non risolve però nulla: pochi istanti dopo, un Julian Wright in ottima condizione firma la tripla del sorpasso. Il Varese resta a galla grazie ai canestri di Okoye, Avramovic e capitan Ferrero, ma gli errori al tiro restano troppi, mentre i due Wright affondano i loro colpi senza difficoltà. Degna di nota è la prestazione difensiva della guardia più cacofonica della lega, Manuchar Markoishvili, che diventa spesso un muro su cui sbattono i giocatori varesini. Un fallo di Cervi sul finire del quarto riaccende Varese, che trova due punti grazie ai liberi di Cain, ma poi entrambe le squadre sbagliano molto e, alla sirena, il risultato rimane invariato: Varese 55 - 59 Reggio Emilia. Nel quarto quarto Coach Caja dà spazio a Nicola Natali, che però non entra subito in partita: prima costringe Cain al fallo su J. Wright, poi perde una palla in maniera davvero sciocca, ma il numero 8 di Varese si fa perdonare regalando ai suoi il canestro del ritrovato pareggio: 59-59. La Grissin Bon a questo punto arresta il proprio impeto e si fa superare nel punteggio, anche grazie al terzo fallo commesso da Markoishvili che spinge coach Menetti a farlo riposare in panchina. A metà quarto emerge la stanchezza in entrambe le squadre: Okoye si fa stoppare, C. Wright raccoglie palloni ma poi sbaglia le triple, Avramovic prende talmente tanti ferri che potrebbe metter su una bottega da fabbro. A 5:21 dalla fine il tabellone luminoso recita 63-64 per Reggio Emilia, e Varese non sembra riuscire a ribaltare il risultato, essendo i suoi uomini di punta molto stanchi e dovendo fare a meno di un giocatore di sostanza come Vene, che porta sulle spalle il peso di 5 falli. Quando mancano 4:09 dalla fine, succedde una cosa strana: White sbaglia un canestro, mentre Avramovic segna. Ha inizio un botta e risposta, possesso dopo possesso, che rianima Varese ed il PalA2A: alla tripla dall'angolo di C. Wright risponde Tyler Larson, poi Okoye segna tre punti che fanno impazzire il pubblico e Menetti, preoccupato, chiama il time-out, ma al successivo possesso varesino, Avramovic si inventa un assist alla Steve Nash (non sto esagerando) per Okoye e regala entusiasmo extra ai suoi, nonché il 73-69 sul tabellone. Per Reggio il più attivo in questa frazione di gioco è Pedro Llompart, che però è spesso impreciso. La Grissin Bon comunque non molla e Avramovic e Cain spendono diversi falli per contenere gli attacchi di J. Wright e compagni, fino a quando, a 50'' dalla sirena finale, Larson decide che per lui può bastare e infila una tripla pesantissima che spacca la partita. Coach Menetti ricorre ad un time out sul punteggio di 76-69 per Varese, ma i suoi sono davvero stanchi e concedono a Varese dei liberi preziosi a 30'' dalla fine. Cain, invece, è perfetto in difesa e si concede il lusso di segnare l'ultimo canestro della serata, che regala la vittoria ai suoi: Varese 80 - 73 Reggio Emilia Luca Guerrini - Progetto Liceo Classico Cairoli & VareseFansBasket
  10. E’ una partita che viene vinta due volte da Varese quella disputata questa sera a Masnago tra una Openjob alla rincorsa del treno playoff e una Grissin Bon all’ultima chiamata visto il ritardo in classifica. I lombardi partono fortissimo disputando un primo quarto perfetto ma poi devono subire l’inesorabile rimonta di una Reggio Emilia mai doma che sopperisce alle tante assenze con una zona vischiosa che manda in corto circuito gli attacchi di Avramovic e compagni. Ma la voglia di proseguire a sognare la post season e il calore del pubblico di casa fanno buttare il cuore oltre l’ostacolo e per la truppa di Caja avviene quella che potremmo definire la vittoria sulla paura (cit.). Ma veniamo alle valutazioni : Avramovic 7,5 : votato MVP tramite l’applicazione ufficiale della società ma ci permettiamo di dissentire in quanto, dopo un primo quarto devastante, si inceppa nel secondo e terzo quarto in concomitanza col rientro dei reggiani schiantandosi ripetutamente contro il ferro; poi si sblocca con 2 liberi e ritrova fiducia nel finale concitato trovando anche passaggi determinati. INDIAVOLATO Bergamaschi S.V. Natali 6,5 : gioca solo tre minuti ma gli bastano per lasciare una traccia indelebile nel momento topico del match;si prende una tripla dall’angolo sbagliandola, commette una infrazione di campo con un passaggio impreciso ma non demorde e segna un gran canestro in penetrazione oltre a tenere botta in difesa. DINAMO Vene 6,5 : gioca un primo quarto a livelli surreali sia come scelte in attacco ma soprattutto chiudendo ogni spiraglio in difesa ma poi viene fortemente condizionato dai falli che gli pesano sulla testa e conseguentemente cala l’intensità ed esce dalla partita. COMBURENTE Okoye 6,5 : non è autore anche stasera di quelle partite roboanti che ci aveva abituato fino a poco tempo fa ma è come sempre presente e decisivo nel mettere la bomba che è il preludio al break che poi porterà lui e la sua squadra alla vittoria. GLACIALE Tambone 6,5 : partita ordinata e di carattere con una perla su tutte, la rimessa sulla schiena dell’avversario per poi andare comodamente ad appoggiare a canestro. CAMPETTARO Cain 8 : il nostro personale “ombre del partido” è il centro del Minnesota (che speriamo venga inchiostrato al più presto). Presentissimo in ogni dove e costretto a fare gli straordinari vista la serata no di Marione, sforna ancora una volta una prestazione altisonante tenendo dritto il timone quando il mare è in piena burrasca. AMMIRAGLIO Delas 5 : partita in cui non riesce a lasciare il segno in nessuna statistica se non nella particolarissima classifica degli “shampoo” rifilati da Caja dove si piazza in zona podio. PANTENE Ivanaj N.E. Ferrero 7 : questa è la prima partita dopo l’infortunio in cui il capitano torna ad essere decisivo e determinante in particolare mentre le due compagini erano punto a punto. Prima un tiro dall’angolo poi un tap in vincente (già per altro visto a Capo una settimana fa) che ridanno ossigeno e carica per la volata che assegnerà poi i 2 punti ai lombardi. GREGARIO Dimsa S.V. Larson 7,5 : la combo nativa di Las Vegas evidentemente ha 2 caratteristiche che lo contraddistinguono: uno è lo step back prima di scagliare la tripla e l’altra è quella di segnare i canestri decisivi nei momenti caldi degli incontri. Innegabile che dal suo arrivo la squadra abbia trovato equilibrio e soprattutto risultati in strisca. SERIAL KILLER
  11. Una vittoria importante quella di domenica 15 aprile del Varese contro la squadra di Menetti, "Grissin Bon Reggio Emilia", sia perché avvicina la squadra ai Playoff, sia perché rappresenta la rivincita rispetto al girone di andata. I giocatori di Caja hanno potuto contare sull’incoraggiamento della loro città, che sicuramente ha contribuito alla vittoria: le bandiere varesine sventolano instancabili e il calore del pubblico è palpabile nel corso di tutta la partita e accoglie i giocatori come eroi, giganti buoni. Gli avversari però non sono da meno: il tamburo Reggio-emiliano batte incessantemente e scandisce il tempo e le azioni insieme ai canti e agli applausi di più di 4000 spettatori. La partita si apre con le mosse straordinarie del Varese che, con movimenti veloci e sicuri, conquista il primo quarto con un punteggio di 28 a 10, tra le acclamazioni generali. Il giocatore del Varese Aleksa Avramovic si distingue subito totalizzando ben 15 punti nel primo quarto d’ora, cosa che fa presagire la nomina a miglior giocare ricevuta alla fine della partita. Il secondo quarto è caratterizzato dai colpi di scena: i giocatori varesini scattano e si slanciano come felini, recuperano spesso la palla con salti spettacolari, e arrivano ad avere un vantaggio di 19 punti al quinto minuto, ma Reggio diminuisce progressivamente lo scarto, per finire con un 43 a 35 per Varese. Varese ha bisogno di tutto il supporto possibile: gli avversari si avvicinano sempre di più, al terzo minuto del terzo quarto lo scarto è di soli 5 punti (47 a 42). La squadra si dimostra in grandissima sintonia, come fosse un corpo solo, ma questo non ferma l’avanzata di Reggio Emilia, che finisce il quarto con un vantaggio di 6 punti (53 a 59). C’è tensione nell’ aria: i tifosi si incattiviscono e i cori rimbalzano da una parte all’ altra del campo. Il pubblico comunque non abbandona i suoi eroi e Varese rimonta anche grazie a due importanti canestri da 3 di Larson; a due minuti dalla fine la situazione è 71 a 69 per Varese: neanche il tamburo di Reggio può fare più nulla. La squadra varesina è sempre più unita, la tecnica è grandiosa: la vittoria è del Varese 80 a 73! Anche se altalenante la partita ha dato grandi emozioni e tutto il pubblico alla fine ha acclamato la squadra e l’allenatore, soddisfatto e sorridente. In conferenza stampa Caja si è detto entusiasta della sua squadra e anche l’allenatore avversario Menetti ha lodato la splendida rimonta del Varese. Con questa vittoria Varese fa un ulteriore passo verso i Playoff: riuscirà a farsi valere come in questa partita? Matilde Gerola e Susanna El Taher, Liceo Classico Ernesto Cairoli Varese
  12. Finalmente Varese ritrova la via della vittoria a Masnago in campionato dopo un lungo digiuno e una involuzione tecnica preoccupante. I biancorossi trovano unità d’intenti e voglia di difendere contro una Grissin Bon dalle polveri bagnate e giocando di squadra, guidati dagli ottimi Maynor e Bulleri, vincono meritatamente. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Anosike 6,5 : inizia molle non andando a canestro con la dovuta cattiveria e di conseguenza sbagliando conclusioni molto semplici; poi piano piano prende coraggio e ha un minutaggio elevato per i problemi di falli di Pelle e riesce a realizzare alla fine una doppia doppia. Restano da limare alcuni limiti come la convinzione nel raccogliere e sfruttare gli assist che gli arrivano. ALTERNO Maynor 7,5 : anche questa sera fa intravedere i progressi già visti nelle ultime 2 partite anche se stranamente la voce assist segna solo una unità. In compenso si prende tiri e responsabilità importanti e non scompare nell’ultimo quarto. LEADER Avramovic 6 : partita più ordinata rispetto alle ultime uscite dove riesce a tenere buone percentuali selezionando accuratamente i tiri ma perdendo il suo caratteristico speed in entrata. CONTROLLATO Pelle 5 : riesce nel non facile compito di commettere 5 falli in meno di 10 minuti di gioco, alcuni davvero banali e non entra mai veramente in partita. ESTRANIATO Bulleri 7,5 : il Bullo idolo di Masnago?! E chi lo avrebbe mai pensato anche solo quest’estate?! Ma da qualche tempo a questa parte è più di una realtà è quasi una certezza! PROFESSIONISTA Lo Biondo N.E. Cavaliero 6 : prestazione non particolarmente appariscente da parte del capitano ma sicuramente in crescita dopo le ultime partite. Discrete percentuali anche se anche stasera si va a complicare la vita con conclusioni nel traffico. ONDA VERDE Kangur 7 : il tanto criticato e battezzato dai più come finito estone, risponde alle critiche a suo modo, senza proferire verbo, col lavoro e con quello che sa fare meglio, giocare a basket. Oggi ha fornito una prestazione a tutto tondo realizzando anche 10 punti. REDIVIVO Canavesi N.E. Ferrero 6,5 : gioca 11 minuti e chiude il suo incontro con uno sbalorditivo +17 nella statistica del plus/minus, dato che descrive alla perfezione lo spirito che Giancarlo mette sul parquet ogni volta che viene chiamato in causa. TUTTOFARE Eyenga 6,5 : il congolese torna finalmente su livelli più che accettabili e anzi se non fosse per le 5 palle perse sicuramente la sua valutazione sarebbe stata sicuramente superiore. Almeno un paio di giocate ad altezze siderali fanno esplodere tutto il pubblico sul seggiolino. TNT Johnson N.E.
  13. L'Openjobmetis schianta la seconda forza Reggio Emilia e si riconcilia con il pubblico del PalA2A. La miglior Varese dell'anno sfoga tutta la sua voglia di riscatto dopo il tonfo nel derby contro Cantù, facendo valere la legge di una difesa granitica per 40' filati per infliggere il terzo stop stagionale ad una Grissin Bon presto orfana di Gentile (brutto infortunio alla caviglia sinistra, si teme una frattura). Così la truppa di Paolo Moretti interrompe un digiuno lunghissimo (ultimo hurrà in campionato a Masnago datato 23 ottobre) e intasca due punti ghiotti per classifica e morale senza neppure dover "scomodare" il rinforzo di lusso Dominique Johnson, che stasera tornerà da Francoforte col visto necessario per farlo debuttare domenica prossima a Trento. La vittoria che serviva per scacciare gli spettri che aleggiavano anche sul coach arriva nel modo richiesto dallo stesso Moretti alla squadra: il larghissimo uso della zona 2-3 con mille adeguamenti e tanta aggressività sul perimetro toglie sistematicamente la luce del canestro ai fucilieri ospiti (25% da 3) e sporca le trame dei giochi a due. Così Reggio Emilia gira stabilmente sotto le medie abituali (84,9 col 58% da 2 prima del match di Masnago, chiuso a quota 71 col 41% da 2), e dall'alternanza tra l'arrocco ed una difesa individuale robusta a protezione del ferro, l'Openjobmetis trova sicurezze per spingere anche in campo aperto. E a differenza di tante partite all'insegna di mille affanni nel "pitturato", l'attacco di Varese muove bene palla e uomini per costruire un sostanzioso 59% da 2 e fatturare 42 punti in area. Alla fine sono sei i giocatori in doppia cifra per la formazione biancorossa, guidati da un Maynor sempre più tonico attorno al quale però trovano spazi efficaci anche Anosike, Kangur e un chirurgico Bulleri. Dunque il messaggio è forte e chiaro: la nuova proposta tattica per nascondere i problemi difensivi in alcune situazioni particolari è piaciuta molto alla squadra, che l'ha applicata con un'energia e una determinazione in grado di farle cambiare completamente volto rispetto ai 92 punti concessi 8 giorni fa contro Cantù. Vittoria meritata che dimostra il ritrovato feeling tra squadra e coach e la solidità del gruppo che ora aspetta l'aggiunta sul perimetro (ieri Johnson rimasto in panchina per 40' e ormai ai margini del roster). L'Openojobmetis ha preso in mano il pallino del gioco a metà del secondo quarto (34-26 al 16' ) e non lo ha più lasciato fino al termine, anche se - complice qualche licenza di troppo nella gestione del pallone, vedi le 22 perse di cui 17 nella ripresa - anche stavolta c'è stato da faticare fino in fondo. Per tre volte nel terzo quarto Varese ha allungato a più 9, senza però riuscire a chiudere i conti a causa dei contropiedi "regalati" a suon di palle perse. Provvidenziali tre triple allo scadere dei 24 secondi di Bulleri, Avramovic e Maynor per tenere sempre a distanza una Grissin Bon presto orfana per falli del totem Cervi e costretta a pagare dazio a rimbalzo (42-26 totale) nella scelta di giocare con quintetti senza centri puri per provare a scardinare la zona varesina. Il quarto periodo da protagonista di Kangur (8 punti nei 6' finali) ha messo al sicuro il vantaggio varesino (71-60 al 37'). Mercoledì l'Openjobmetis cercherà conferme contro Klaipeda, poi via all'era Dominique Johnson confidando che la vittoria della svolta possa anticipare l'impatto positivo dell'uomo della svolta. Giuseppe Sciascia
  14. L'Openjobmetis cerca l'impresa scacciacrisi contro la seconda della classe Reggio Emilia. Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 20.45; diretta tv su RaiSport 1) la truppa di Paolo Moretti proverà a invertire il trend negativo degli ultimi 45 giorni -11 sconfitte in 13 gare tra campionato e Champions League - ospitando la quotata Grissin Bon. Compito improbo per una squadra in piena crisi tecnica e mentale, a digiuno dal lontano 23 ottobre a Masnago e scivolata in fondo alla classifica anche in Italia, dove ha vinto soltanto una delle ultime sei gare. È credibile sperare che la Varese trafitta in casa da Cantù e arresasi senza condizioni a Lione possa trovare in quattro giorni la forza di reagire battendo una big come il team di Menetti? Di certo un'eventuale vittoria potrebbe modificare significativamente il corso accidentato della stagione biancorossa, in attesa che l'innesto di Dominique Johnson sul telaio della compagine di Moretti renda meno problematici gli incastri tecnici offensivi. Ma fino a domenica prossima il coach toscano dovrà fare il fuoco con la legna che si è scelto in estate, compreso quel Melvin Johnson che alla prova dei fatti non ha demeritato più di altri, finendo però stritolato dagli ingranaggi di una squadra che non gira e che ha bisogno di un giocatore dal fatturato offensivo garantito per doti balistiche e personalità come negli auspici di tutti sarà l'ex Alba Berlino. Però i capricci della burocrazia hanno impedito al rinforzo di lusso scelto da società e staff tecnico di rendersi utile alla causa nelle due delicate sfide casalinghe contro Reggio Emilia e Klaipeda. E allora servirà fare nuovamente appello a fattori extratecnici e toccare le corde giuste a livello mentale per stimolare un gruppo che a Villeurbanne ha evidenziato pericolosi sintomi di accettazione della sconfitta per accumulo. Per questo Paolo Moretti ha sottolineato l'importanza dell'approccio difensivo - decisivo contro il secondo attacco del campionato a 84.7 punti di media - per giocare una partita agonisticamente vibrante che metta in partita il pubblico di Masnago. Che, dopo lo scioccante stop nel derby, si aspetta quantomeno un'Openjombetis gagliarda e combattiva in una partita sulla carta a pronostico avverso: solamente se Cavaliero e compagni inizieranno col piglio giusto avranno certamente il PalA2A dalla loro parte. Nel caso di un'altra gara inespressiva come quella di martedì in Francia potrebbe invece riaffiorare la contestazione già manifestatasi nel dopo-partita contro Cantù. Di fronte, comunque, ci sarà un'avversaria di alto livello: nonostante gli scivoloni di Caserta e Brescia, la Grissin Bon ha espresso un'invidiabile continuità di rendimento sulla spinta dei due fucilieri Aradori e Della Valle (rispettivamente settimo e decimo marcatore della serie A). E con i due ex "Indimenticabili" De Nicolao e Polonara, il miglioratissimo Cervi e Stefano Gentile ha il miglior parco italiani del campionato, integrato da un play di spinta come Needham e due lunghi atipici come James e Lesic. Per battere Reggio Emilia servirà una partita perfetta e se Masnago sarà ancora terra di conquista per la settima volta su undici gare stagionali, non sarà facile tenere la barra dritta per un'altra settimana in attesa dell'esordio di Dominique Johnson... Giuseppe Sciascia
  15. Sorriso aperto, mano calda e tanta voglia di integrarsi nel sistema Varese. La prima giornata al PalA2A di Dominique Johnson ha portato agli allenamenti biancorossi quella ventata di aria fresca auspicata con l'aggiunta di un volto nuovo all'interno di un gruppo "fiaccato" dalle sconfitte in serie (11 nelle ultime 13 gare). L'esterno ex Alba Berlino è un giocatore rodato e in forma - già tra i più "sprintosi" della seduta di ieri pomeriggio - ed anche se la burocrazia lo terrà ai box contro Reggio Emilia è parso intenzionato a inserirsi in fretta nel gruppo e nei giochi. Dopo le esecuzioni senza difesa degli schemi - con il vice Stefano Vanoncini a illustrargliene i dettagli - Johnson ha preso subito posto sul parquet di Masnago nei 5 contro 5 guidati da Paolo Moretti: prima da guardia, il suo ruolo naturale, nel quintetto delle riserve, e poi da ala piccola in quello dei titolari. «Il giocatore che ci serviva per garantirci punti e atletismo, ma confidiamo abbia anche doti di leadership per risolvere le situazioni nei momenti importanti - così il coach toscano ne illustra le qualità - A lui chiediamo di elevare il livello dei compagni: a fianco di un accentratore offensivo come Dominique ci sono elementi che potranno rendere al meglio. Farlo allenare subito con noi è un bene perché al di là dei problemi burocratici potrà fare conoscenza con i compagni e l'ambente». L'effetto Johnson si potrà infatti misurare soltanto a partire da domenica prossima a Trento, quando la guardia statunitense potrà debuttare in maglia biancorossa dopo aver espletato le formalità necessarie per il tesseramento (lunedì mattina ripartirà per la Germania per ritirare il visto presso il consolato di Francoforte, dovendo assistere dalla tribuna anche al match di Champions League contro Klaipeda). Domani e mercoledì toccherà ancora a Melvin Johnson, ieri utilizzato a sprazzi - fuori dai quintetti iniziali nei 5 contro 5 a tutto campo, tenendo sempre "caldo" sulla cyclette il ginocchio sinistro dolorante da 10 giorni - e certamente non nella condizione psicofisica ottimale per rendere al meglio con la fiducia di coach Moretti nei confronti del rookie di VCU che è progressivamente diminuita fino ai 3'42" disputati a Lione nonostante la partenza in quintetto: «Da qualche partita il suo impatto emotivo è progressivamente diminuito: mi prendo le mie responsabilità perché un allenatore deve mettere sempre i suoi giocatori nelle migliori condizioni per rendere e con lui non mi è riuscito. Resta a nostra disposizione per le prossime due partite, sperando che riesca a darci un impatto mentale più sostanzioso». Concetto che però si può estendere a diversi elementi del gruppo: il contraccolpo psicologico dell'inatteso scivolone nel derby contro Cantù è stata una sorta di assuefazione alla sconfitta manifestata nell'inespressiva prestazione sul campo di Villeurbanne. Senza la ventata di aria fresca portata da Dominique Johnson, l'Openjobmetis riuscirà a mettere in campo l'atteggiamento aggressivo richiesto da Paolo Moretti per fermare i mitraglieri di Reggio Emilia? E se l'encefalogramma dovesse restare piatto causando una ulteriore sconfitta casalinga, si avrà la forza di difendere squadra e soprattutto allenatore da una eventuale e reiterata contestazione da parte del pubblico? Così come già accaduto prima del derby, nessuno vuole pensare all'ipotesi peggiore, sperando di non farsi "tirare la giacca" dal precipitare degli eventi. Giuseppe Sciascia
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