Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'varese-roma'.

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Categories

  • VareseFansBasketNews
  • VareseFansBasketNews
  • VareseFansBasketNews

Categories

  • Commenti e cronache
  • Editoriali
  • Pagelle
  • Rassegna Stampa

Forums

  • Solo Basket
    • Varese e il campionato di Basket
    • Il basket dalla B in giù...passando dalle giovanili
    • Archivio articoli
  • Gruppo Vfb.it
    • Divertiti col gruppo di Vfb.it
    • FantaVFB
    • Il gioco dei pronostici

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Location


Interests

Found 6 results

  1. Partita stranissima, con una tensione palpabile non solo all’interno del palazzetto di Masnago ma ben presente anche sui divani dei tifosi varesini e romani che hanno assistito all’incontro, visto che i 2 punti in palio erano fondamentali per entrambe le compagini come l’aria che respiriamo. 2 formazioni che arrivavano da un periodo complicatissimo, Varese per aver perso la ricetta per vincere inanellando 5 sconfitte consecutive e per qualche infortunio di troppo (con la chicca della rottura del tendine d'achille del nuovo arrivato Jalen Jones dopo soli 31 secondi, record assoluto (di sfortuna) per quanto riguarda la serie A italiana); Roma che è in una situazione societaria che definire complessa è un eufemismo, con il suo centro USA titolare che si è rifiutato di partire per la trasferta, con rotazioni ridottissime anche per i troppi infortuni che costringerà Bucchi a far scendere in campo un sedicenne e un diciassettenne che hanno il merito di segnare anche i loro primi punti in Seria A. Ne esce una partita ad alto punteggio, anche grazie a delle difese tutt’altro che impeccabili ed una Roma che nonostante tutto cerca di rimanere incollata ai padroni di casa, che in alcuni frangenti ripiombano nelle loro insicurezze, ma che alla fine, grazie al troppo divario delle risorse tecnico umane, vince con 10 punti di scarto. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Morse 7 : considerando il periodo negativo da cui veniva, sicuramente una dimostrazione del fatto che può essere utile alla causa se coinvolto nel giusto modo. Aggressivo e con l'atteggiamento di chi ci crede, anche se favorito dall’assenza di Dario Hunt, fa segnare una doppia doppia con 18 punti e 11 rimbalzi. RINGALLUZZITO Scola 7 : partita in cui fa più notizia il fatto che abbia raccolto ben 15 rimbalzi rispetto ai 19 punti segnati, anche perché oggettivamente è protagonista di qualche forzatura di troppo in particolare sotto canestro. Dalla lunga distanza dimostra di essere in fiducia pur senza prendersi conclusioni numericamente esagerate; infatti, oltre che dei punti segnati, è anche leader della classifica individuale come percentuale sui tiri da 3 punti dell’intera lega. SHOOTING GUARD De Nicolao 4,5 : significativo che sia l’unico dei suoi compagni ad avere un bonus/malus negativo (-2). Diversi passi indietro a dispetto di quello che aveva fatto vedere nelle precedenti uscite, difesa deficitaria e regia svogliata e prevedibile. Partita steccata ma il processo di crescita passa anche da queste cose. RIMADATO Jacovics 6,5 : piccoli segnali di risveglio per Ingus che trova una serata in cui le percentuali dall’arco lo premiano con una curiosa e piacevole novità; questa volta i tiri li ha presi piedi a terra con la squadra che ribalta il pallone fino a trovarlo con spazio sul lato debole. REINVENTATO Ruzzier 6 : Michele parte meglio delle altre volte, almeno come atteggiamento e pericolosità offensiva, mentre difensivamente parlando viene fatto a fette da Baldasso. Vogliamo pensare che però le 2 scavigliate subite durante l’incontro non gli hanno agevolato il compito, la speranza è che, anche se lentamente, torni in lui la cattiveria agonistica per poter ringhiare sui 2 lati del campo. CHIHUAHUA Strautins 6 : è tra i giocatori che cerca di attaccare maggiormente il ferro, anche per cercare di crearsi poi maggior vantaggio quando decide di sparare da lontano. Questa volta è meno dominante del solito a rimbalzo e messo fuori ritmo dai falli che costringono Bulleri a panchinarlo ma sicuramente fisicamente è stato dominante. INCURSORE De Vico N.E Jones S.V. Infortunio più veloce della storia del campionato italiano,solo 31 secondi. In bocca al lupo JJ. OSCAR PER LA SFIGA Douglas 6,5 : finalmente riesce a mettere lì una partita concreta, senza eccessi clamorosi ma sicuramente sostanziosa e anche le percentuali sono più che accettabili. Buono il contributo a rimbalzo e i 6 assist evidenziano la sua predisposizione per servire i compagni più che nel mettersi in proprio. REDIVIVO Librizzi N.E. Virginio N.E. Van Velsen N.E.
  2. C’è poco da ridere, in casa Openjobmetis, nonostante la vittoria su Roma che permette ai biancorossi di interrompere a quota cinque la serie di sconfitte consecutive. 98-88 il risultato che è la miglior cosa di una serata faticosa, per certi aspetti surreale e soprattutto molto triste: Jalen Jones, il giocatore appena acquistato per ridare vigore alla squadra si è infatti infortunato in modo grave subito dopo aver esordito. Poco dopo la metà del primo periodo, e dopo 31” di gioco effettivo, Jones è ricaduto in modo strano sulla gamba sinistra e ha subito segnalato un guaio: la prima occhiata si è rivelata (quasi certamente) quella giusta, ovvero la rottura del tendine d’Achille che mette già fine alla sua stagione. Una tegola pesantissima per un’Openjobmetis che anche contro Roma ha faticato tantissimo a trovare una identità e che è riuscita a vincere soprattutto per la situazione difficilissima in casa capitolina. Pur con un paio di ragazzini in campo, la squadra di Bucchi ha lottato fino all’ultimo evitando fughe in avanti di Varese e chiudendo con un divario davvero ridotto. Il giudizio sui singoli varesini non è malvagio: sei giocatori in doppia cifra, con spunti positivi anche da quegli uomini come Ruzzier e Douglas che vengono da un periodo davvero complicato. Bene anche Morse, forse il migliore in campo, mentre Scola ha chiuso con un eccellente 19+15 senza brillare in modo particolare. Varese però chiude con il minimo sindacale, perché in difesa – quella che per anni è stata l’arma in più dei biancorossi – la OJM subisce quasi 90 punti da un’avversaria che di fatto ha avuto tre bocche da fuoco e null’altro. Insomma, la gara di Masnago non induce all’ottimismo tanto più che ora si va incontro a due partite dalle difficoltà altissime, contro Trento e contro Milano, prima della pausa per le nazionali. A questo punto la società dovrebbe trattenere Denzel Andersson, che era in procinto di salire sul primo aereo per la Svezia, prima di prendere altre decisioni. Se già lo spazio di manovra, a livello economico, era assai ridotta prima di chiamare il povero Jones, l’operazione più logica è quella di tergiversare con l’ala nordica e poi cercare di capire dove e come intervenire. La classifica, almeno, si è mossa ma le sensazioni venute dal campo sono tutt’altro che positive e crediamo che questa squadra sia in netta difficoltà, anche se naturalmente speriamo di sbagliarci. PALLA A DUE Nella partita delle assenze, è assolutamente inconsueto il quintetto base proposto da Bulleri che manda in campo tre playmaker, ovvero De Nicolao, Ruzzier e Douglas, accanto a Strautins e Scola. L’esordiente Jones quindi comincia in panchina, dove siede anche De Vico, inutilizzabile. Out anche Ferrero, come previsto. Un grintoso Bucchi si ritrova senza Robinson e Hunt; l’ex Cervi va in panchina senza giocare, il pivot è quindi Biordi, nazionale sanmarinese. LA PARTITA Q1 – Avvio faticoso per Varese che non riesce ad accendersi e concede anche il +6 ai giallorossi sostenuti dalle scorribande di Campogrande. Bulleri resta con il quintetto basso anche quando Ruzzier esce per un leggero infortunio ma è ben peggio quel che accade a Jones, appena entrato: penetrazione da sinistra, ricaduta strana e mani nei capelli. La sua partita – e non solo – finisce qui. Prima della sirena del 10′, almeno, Varese si scuote grazie all’iniezione di energia apportata da Morse: alla pausa è 20-17. Q2 – Superato lo shock per Jones, la Openjobmetis sembra correre più tranquilla e il secondo periodo è di gran lunga il migliore perché Varese colpisce dall’arco con Jakovics e con un buon Ruzzier, brillante in questa frazione. Il vantaggio sale sino al +18 (45-27) che resterà il massimo vantaggio della gara; squadre negli spogliatoi sul 48-33. Q3 – Come di consueto però, il rientro dalla pausa lunga è difficoltoso: Roma capisce che la OJM è ingolfata e prende vigore col solito Campogrande ma anche con Beane e Wilson. Per fortuna, stavolta, Douglas c’è e si fa sentire: 11 nel periodo con tre triple che tengono a distanza i testardi giallorossi, 71-61. IL FINALE Dopo la seconda “scavigliata” di Ruzzier, Roma si avvicina fino al -7 e crea apprensione ma anche imbarazzo per una Varese poco brillante. I biancorossi però ritrovano in tempo la mira; Douglas segna dalla media, Scola e Jakovics dall’arco, e il margine torna a lievitare. Bastano però due passaggi a vuoto in attacco per tornare a un risicato +10 perché la difesa di Bulleri concede troppo; Roma trova anche una tripla di tabella sui 24” (Hadzic) e non si arrende mai. Tocca allora a Strautins trovare gloria mentre Morse e Scola dominano l’area avversaria: non c’è il rischio di perderla, però Varese non riesce a ristabilire un distacco più netto su una Roma che dà oltre 11′ al 17enne Ticic e 4 al 18enne Iannicelli (un canestro ciascuno). Alla fine Bulleri concede 7” d’esordio a Librizzi, Van Velsen e Virginio, forse gli unici a ricordare per sempre in positivo questa serata. Damiano Franzetti
  3. L'Openjobmetis banchetta a suon di triple contro Roma nel lunch match che ribadisce la legge dell'Enerxenia Arena. Quarta vittoria casalinga consecutiva per la compagine di Attilio Caja, che spazza via una inconsistente Virtus grazie alla fiammata iniziale (10/12 da 3 nei primi 13 minuti ! ) e dilaga fino al più 30 finale, quarto scarto oceanico della stagione dopo quelli rifilati a Trieste, Fortitudo Bologna e Brindisi. Match a senso unico dominato per 40 minuti filati da una Varese concentratissima nell'imporre il suo ritmo indiavolato agli avversari. Il marchio di fabbrica è quello abituale della difesa, con Simmons e Vene perfetti nella morsa per disinnescare la produzione interna di Jefferson e la staffetta su Dyson a limitare il bomber ospite dopo gli 8 punti dei primi 6'. E quello della coralità, con cinque uomini in doppia cifra guidati da un ritrovato Peak (8/12 al tiro più 4 rimbalzi e 3 recuperi) a sfiorare i 100 punti con un sinfonico 56% dal campo frutto dell'eccellente 75% finale nel tiro da 2. Dunque stavolta l'OJM non ha vissuto solo di triple, con la grandinata iniziale che ha ridotto la sua frequenza (14/33 finale di cui 4/16 nella ripresa dopo il 10/17 di metà gara) senza veder calare il fatturato offensivo grazie alla capacità di esaltare le doti acrobatiche di Simmons (4 schiacciate su alley-hoop o mis-match sfruttati) e la bravura di Clark e Peak di attaccare il canestro sui ribaltamenti della manovra. Menzione particolare per la panchina, col primo impatto di Jakovics e Ferrero fondamentale per propiziare il 14-0 di fine primo quarto e la costanza ad alto livello di Tambone a dare sostanza sui due lati. I 37 punti prodotti dal secondo quintetto - 18 dei quali dal lettone, graffiante anche nel secondo tempo dal perimetro - hanno fatto la differenza rispetto ai 9 fatturati da Roma, garantendo all'OJM quella capacità di mantenere l'intensità ad alto livello che rappresenta la differenza primaria tra rendimento casalingo ed esterno. La truppa di Caja regala dunque una domenica festosa ai 3.911 presenti (in parterre è spuntato anche l'ex patron di Cantù Dmitry Gerasimenko, che ha avuto parole di apprezzamento per il tecnico pavese) che hanno rinviato il pranzo per dare fiducia alla voglia di riscatto dei biancorossi. Che col solito approccio graffiante e grintoso versione Masnago, hanno mandato fuori partita una Virtus remissiva, con le giocate spettacolari di Peak e Simmons e le sventagliate dall'arco di Mayo e Jakovics ad accompagnare una costante applicazione sui due lati del campo. Così l'OJM inaugura nel modo migliore il cammino di dicembre, riaggancia il gruppone a quota 10 a ridosso della zona Final Eight e attende l'aggiunta di Riccardo Cervi in vista del derby di domenica a Cantù. Ossia il primo punto di svolta - cercando la continuità tanto bramata da Caja - per capire se dovrà accontentarsi delle vittorie da copertina a Masnago, oppure potrà scalare le gerarchie della classifica imparando a graffiare anche in trasferta. Giuseppe Sciascia
  4. Primo match giocato in casa alle 12.00 della domenica per Varese che, viste le percentuali, sembra aver gradito. Incontro quello disputato contro Roma che rimane equilibrato per i soli 5 minuti iniziali e che poi resta in assoluto controllo della Openjobmetis che mette a ferro e fuoco la compagine capitolina fino a raggiungere alla sirena finale ben 30 punti di vantaggio. Bucchi e i suoi non riescono mai a trovare le contromisure necessarie per arginare i padroni di casa che iniziano questo mese di dicembre con il piede giusto. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Peak 8 : per ora non ha certo brillato per la sua continuità di rendimento ma come nella partita contro Brindisi, quando L.J. è in giornata, grazie al suo fisico ed alle sue qualità cestistiche diventa inarrestabile quasi per chiunque e sa essere un fattore sui 2 lati del campo. TITANO Clark 6,5 : una partita meno incisiva rispetto alla sua ultima uscita a Reggio Emilia dal punto di vista offensivo ma riesce a migliorare sensibilmente come gestione del gioco e sulle palle perse. Nel complesso una prestazione discreta. DILIGENTE De Vita S.V. Jakovics 7,5 : primo tempo in cui rasenta la perfezione al tiro dalla lunga e solita difesa asfissiante nei confronti di Dyson che lo soffre ed infatti va fuori giri. Nella ripresa calano le percentuali ma si guadagna diversi liberi che mette poi a referto con la consueta freddezza che va in contrapposizione con la sua mano bollente. LAVA Natali S.V. Vene 7 : parte forte in attacco ma poi deve mordere il freno perché sia Alibegovic che Jefferson sono ossi duri da contrastare. Ma Siim non è certo uno di quei giocatori che si fa intimidire facilmente e dopo essersi adeguato agli avversari riesce a mettergli la museruola anche grazie all’intesa con Simmons che cresce gara dopo gara. PUROSANGUE Simmons 7,5 : pur non facendo registrare statistiche clamorose dimostra ancora una volta di essere fondamentale per il rendimento di Varese. Alla prima azione piazza una “pera” clamorosa condizionando poi tutti gli attacchi portati al ferro dai romani. Svelto e sveglio, prontissimo a raddoppiare e non appena possibile a decollare per inchiodare il pallone nel canestro. AIR JEREMY Seck N.E. Mayo 7 : dopo la pessima prestazione al tiro offerta la scorsa settimana e che probabilmente è valsa la sconfitta dei suoi, il piccolo folletto a stelle e strisce è autore di una buona prestazione in cui non eccede nelle conclusioni. Si prende solo quelle necessarie a far capire al suo diretto avversario, Dyson, che non teme ne il confronto fisico che sulla carta lo vede nettamente inferiore, ne il confronto balistico. In entrambi i casi risponde colpo su colpo e da vero leader si dedica alla squadra invece che al suo bottino personale e la scelta risulta vincente. ERCOLINO SEMPRE IN PIEDI Tambone 7 : Matteo nato e cresciuto cestisticamente nella Virtus giallorossa non sente l’emozione della partita dell’ex ed è protagonista di una prestazione concreta e molto positiva, facendo intravedere quella continuità e crescita di rendimento che potrebbero consacrarlo al definitivo upgrade. CUORE DI PIETRA Gandini S.V. Ferrero 7 : nel momento di black out dei suoi lui era in campo e ha anche commesso qualche ingenuità di troppo ma poi si è fatto perdonare alla grande infilando una striscia importante da 3 e combattendo con la solita energia contro avversari ben più grossi di lui, riuscendo a mettere diversi granelli di sabbia negli ingranaggi dell’attacco romano. SAHARA
  5. [font=verdana][size=3]A volte bastano attimi a dividere redenzione e dannazione. Attimi vissuti con speranza e paura: c'è chi è più forte del punto di rottura e c'è chi si spacca. Stavolta Varese ha piegato streghe e fantasmi imponendosi con orgoglio e carattere afferrando un successo che valeva ossigeno puro e che voleva con la forza dei nervi distesi, anzi tesi.[/size][/font] [size=3][font=verdana]Finalmente Masnago s'è desta. Eppure, con la squadra avanti di una caterva di punti, poi raggiunta e superata in un incalzante e intenso finale, probabilmente molti sugli spalti s'erano già tormentati fra i ricordi di una stagione sin lì disastrosa, paventando la solita suonata funebre al di là di facce nuove in campo e in panchina. Timori veri ma passeggeri, aleggiando nella squadra uno spirito decisamente nuovo, auspice di tanta e determinante compattezza che ha scatenato una veemente reazione dopo quel bruciante sorpasso che tante altre volte aveva lasciato interdetta Varese.[/font][/size] [size=3][font=verdana]Finalmente tutti uniti e allineati da una mentalità combattente, scomparendo quei pretesi e inconcludenti navigatori solitari, naufragati sempre e regolarmente. Ha trionfato la lucidità che è mancata proprio a Roma, con le mani sulla gara, nel finale dei tempi regolamentari, apparendo così l'esatta copia di Varese nelle sue molte e balorde sconfitte.[/font][/size] [size=3][font=verdana]Un piccolo capolavoro di audacia ed energia positiva s'è avuto, poi, nel supplementare con colpi vincenti attraverso un'aggressione feroce su avversari e pallone. Dunque, non fili staccati o, peggio, fulminati ma legati tra loro con un spessore resistente a un tremendo impatto psicologico, segno di una certa chiarezza di idee e di compiti al di là dei propri limiti, purtroppo incancellabili. Caja, esperto timoniere abituato ai mari in burrasca, alla fine s'è lasciato andare a un po' di felicità genuina, tenendo tantissimo a fugare ingombranti ombre proprio nel far del suo nuovo giorno in una Pallacanestro Varese che egli ha sempre considerato nobile e ambita, e nella quale gli piacerebbe continuare, ben sapendo di doversi meritare una conferma soltanto con fatti alla mano. A dir la verità due cori, peraltro non fragorosi, hanno inneggiato a Pozzecco, più probabilmente per rendere omaggio al suo addio come lo è quello di chi resterà sempre nel cuore, seppur superato dagli eventi. Pure però sono parsi due piccoli "lenzuoli" dalla scritta eloquente, uno in gradinata est e l'altro in quella ovest, entrambi pro Vescovi che, ad onore di cronaca, resta il simbolo più storico della nostra Pallacanestro. Quell'«Io sto con Cecco» (foto Blitz), in una conta di consensi e dissensi, evidentemente esclude Pozzecco, fors'anche non più amatissimo dalla folla intera. Piccole schegge d'una violenta rottura che ha messo fine a un sodalizio considerato dalla società, probabilmente, con poca cognizione di causa, date antiche ruggini fra i due, quale punto fermo di un lungo corso.[/font][/size] [size=3][font=verdana]Ebbene, in una situazione dai risvolti così delicati, Caja non si sarebbe potuto permettere un inciampo proprio a Masnago dove non si vinceva dalle... Guerre Puniche. Sicuramente il buon Attilio, calcolando ogni rischio e pericolo, ha accettato l'onere della prova volendo rimettersi in gioco e in discussione, sicuro di riuscirvi.[/font][/size] [size=3][font=verdana]E il debuttante Lehto? La prima impressione non è stata sensazionale: non vale Rannikko, di cui è soltanto una copia molto... minuta per valore e taglia fisica, essendo il nuovo play un magrolino, ancorché intimidito, alla ricerca di gloria in una sfida in cui era vietato sbagliare.[/font][/size]
  6. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]«Emozionato per l'esordio a Masnago? Sì, e non mi vergogno a dirlo». Anche un veterano come Attilio Caja, con le sue 21 stagioni da capo allenatore in serie A, sente il fascino del PalaWhirlpool. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] La sfida di domani contro la sua vecchia società Virtus Roma (recordman di presenze con le sue 6 stagioni sulla panchina capitolina) offrirà stimoli particolari per la prima casalinga da head coach di Varese. «Entrare in un palazzetto così importante dà sensazioni forti e mi auguro di essere subito in grado di ripagare chi mi ha dato fiducia in cerca di aiuto. Innegabile che ci sarà anche una componente emotiva personale: diffido dei giocatori che hanno sempre la stessa faccia e d'altra parte il bello dello sport è il fatto che il tuo umore è dettato dalla vittoria o dalla sconfitta». E per capitalizzare il fattore campo accendendo il calore di Masnago, Caja chiede ai suoi di giocare una partita all'insegna di grinta ed intensità: «La chiave del match sarà nella nostra capacità di mettere in campo un'aggressività superiore a quella di una squadra molto razionale e che concede poco in difesa: dovremo trasformare la nostra voglia di fare risultato in una grande energia da mettere su ogni pallone, limitando la loro forza fisica in una partita a ritmo alto. Così facendo cercheremo di meritarci l'entusiasmo e l'aiuto dei tifosi: da parte mia garantisco che la squadra ci sta mettendo il massimo impegno con i suoi pregi e limiti». Di fronte ai biancorossi ci sarà un'avversaria a sua volta in affanno (sicura l'assenza di Gibson che pareggerà quella di Rautins nelle file di Varese), ma Caja avverte i suoi riguardo alle qualità corali dell'Acea: «Anche Roma sta vivendo un momento sfortunato, però è una squadra che vale più della classifica che ha. Intanto senza offesa per le altre è stata la miglior squadra italiana nelle coppe europee, avendo chiuso al primo posto entrambe le fasi di Eurocup. Inoltre è una compagine ben allenata e preparata che sa cosa fare in ogni circostanza, e la solidità del suo sistema le permette di sopperire alle assenze». Ma la settimana di lavoro in palestra e l'aggiunta di un giocatore come Lehto fa comunque ben sperare il coach varesino: «Il buon lavoro svolto in allenamento per mettere ordine alle situazioni offensive nelle quali avevamo pasticciato a Trento e l'aggiunta di Lehto dovrebbero concretizzarsi nei progressi utili per aumentare la nostra qualità di gioco. Anche questa settimana c'è stata grande collaborazione da parte di tutti i ragazzi, sempre propositivi e desiderosi di raggiungere l'obiettivo salvezza. Cosa mi aspetto da Antero? Innanzitutto un cambio per Maynor in grado di aiutarci nella marcatura di Stipcevic che per noi sarà la chiave della gara, poi tanta energia sui due lati del campo». Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
×
×
  • Create New...