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  1. Varese in questo freddo mercoledì di coppa lascia e non raddoppia contro una Sassari che ricalca la partita fatta dai biancorossi appena 3 giorni fa, parte meglio e conduce dall’inizio alla fine l’incontro portando a casa una vittoria meritata grazie ad una buona continuità e ad un Rashawn Thomas in grandissimo spolvero, rebus indecifrabile per i lombardi che danno anche l’impressione di non infondere tutta l’intensità che di solito è il loro marchio di fabbrica. Ma veniamo alle valutazioni: Archie 5,5 : 9 punti ottenuti quasi tutti in avvicinamento a canestro; da fuori continuano ad esserci le polveri bagnate e questo, se perpetrato a lungo può diventare un problema. Ma oggi il deficit maggiore è laddove Dom solitamente è un califfo e cioè difensivamente, infatti non riesce mai a trovare il modo di limitare Thomas. CANNA AL VENTO Avramovic 5 : solo il fatto che appena uscito dagli spogliatoi Aleksa si scusi con tutti i presenti per la prestazione scabrosa la dice lunga sul copione della sua gara. Al solito non manca la buona volontà ma questa sera non sembra davvero volerne imbroccare una. HORROR Gatto N.E. Iannuzzi 6 : Antonio questa sera riesce a non far rimpiangere troppo l’assenza di Cain (limitato un po’ dal turnover e un po’ dai falli) e mette in campo qualche spunto interessante dal punto di vista offensivo anche se certi errori ripetuti in maniera colpevole (2 infrazioni di 3 secondi e 2 blocchi in movimento)ne pregiudicano la valutazione. RECIDIVO Natali 5,5 : serata non memorabile quella di Nicola che, come tutta la squadra, sembra avere meno mordente del solito. Oltre tutto non è nemmeno precisissimo al tiro e allora diventa tutto più difficile. SMONTATO Salumu 7 : fino a quando il colosso sardo (Cooley) non decide di metterlo fuori gioco con la seconda tranvata al limite del lecito (la prima occorsa domenica durante il match di campionato) è la vera arma in più di Varese. Primo giro delle rotazioni in cui non incide, secondo ingresso con tutt’altro piglio e dove per la difesa isolana diventa praticamente imprendibile. Per lui una brutta botta alla schiena che però non dovrebbe pregiudicarne la presenza per la partita importantissima di sabato sera a Trento. SPIRITATO Scrubb 5 : prestazione nella quale non sembra essersi presentato il solito Tommy bensì il suo cugino sfigato. Non prende praticamente mai l’iniziativa in attacco e in difesa non è tentacolare come ci aveva abituato. Speriamo abbia solo approfittato per ricaricare le pile. NERD Verri N.E. Tambone 6,5 : lieta conferma la prestazione del play laziale che sembra aver finalmente ritrovato condizione e fiducia in particolare col suo tiro dalla lunga distanza. Anche sul dettare i ritmi di gioco si nota una crescita incoraggiante. RAMPA DI LANCIO Cain 6 : non ripete la clamorosa prestazione di domenica anche perché questa volta a complicargli la vita ci sono le penalità che ne limitano i minuti in campo. Speriamo almeno sia servito ad averlo al top per il gran ballo di sabato sera. TONY MANERO Ferrero 5 : ancora visibilmente in ritardo di condizione, ne sono un segnale fin troppo chiaro i tiri scoccati senza un minimo di parabola e che a malapena riescono a scalfire il ferro. SFASCIACARROZZE Moore 6 : buona la sua partenza e anche le sue percentuali al tiro anche se non resterà negli annali questa come la sua miglior partita in maglia di Varese. Gestito il suo minutaggio per farlo rifiatare, da segnalare nel primo quarto una serie di passaggi tra lui e Cain finalizzato con un piazzato dal play di Philadelphia veramente spettacolare. GIOCOLIERE
  2. Primo atto di una doppia sfida (mercoledì si giocherà per la FIBA Europe Cup) che vede fronteggiarsi Varese e Sassari a Masnago nel match che chiude la seconda giornata di ritorno e che vede gli umori delle 2 squadre diametralmente opposti(Varese viene da 3 stop consecutivi mentre Sassari da 5 vittorie) ma i padroni di casa danno da subito l’impressione di una maggiore intensità e alla fine mantengono il pallino del comando per tutto l’incontro e meritatamente portano a casa i 2 punti. Ma veniamo alle valutazioni: Archie 6,5 : ormai Mr. Smile ci ha abituato al medesimo copione, 3 falli in un amen che potrebbero essere un fardello molto pesante e percentuali non certo strabilianti ma quando conta lui c’è e sono un recupero, un rimbalzone ad altezza siderale ed un’entrata con fallo e 2 liberi realizzati che chiudono la partita. FINISHER Avramovic 7,5 : lo aveva detto in settimana che sapeva di essere mancato nelle ultime prestazioni e che aveva la ricetta per uscire da questa empasse ed il serbo è stato di parola. Partenza a razzo dove è imprendibile per i difensori in maglia blu poi qualche sbandata dovuta alla troppa intraprendenza ma è questo il giocatore di cui Varese ha bisogno per proseguire il suo cammino. ALCHIMISTA Gatto N.E. Iannuzzi 4 : 3 minuti di utilizzo in cui non riesce ad imbroccarne mezza giusta ma la cosa che preoccupa maggiormente è l’atteggiamento. REMISSIVO Natali 6 : poco più di 10 minuti ma della solita solidità e anche di qualità balistica dalla lunga distanza. CERTEZZA Salumu 6,5 : una delle migliori prestazioni del belga dal suo sbarco in Italia con tanto di riconoscimento da parte di coach Caja in sala stampa. Oltre alle consuete ottime letture difensive fa anche vedere le sue qualità come attaccante. COINVOLTO Scrubb 7 : tanto per cambiare una prestazione totale quella dell’anglo-canadese a cui manca solo una statistca, quello del tiro da 3 dove chiude con un raro per lui 0 su 4. Per il resto è il solito giocatore utile in mille situazioni diverse soprattutto nelle recuperate che poi scaturiscono in un contropiede. PIOVRA Verri N.E. Tambone 7,5 : finalmente Matteo risponde presente e lo fa con la miglior prestazione stagionale, grandi percentuali da fuori e ottima personalità senza dimenticare la sua applicazione difensiva tutt’altro che banale. CECCHINO Cain 8 : ennesima doppia doppia per il centro a stelle e strisce della Openjob ma non è solo per questo che, anche questa volta, è giudicato il migliore in campo; deve battagliare con un colosso come Cooley e spesso e volentieri ha la meglio dimostrando che si può sopperire a carenze fisiche con intelligenza, applicazione e dedizione. CAPITAN AMERICA Ferrero 5,5 : procede a piccoli passi il recupero del capitano che appare ancora molto legnoso nei movimenti. PINOCCHIO Moore 7 : non è un caso che il ritorno alla vittoria di Varese coincida con una prestazione positiva dei 2 piccoli titolari dei biancorossi. Meno propenso a distribuire assist e più a prendersi iniziative con la sua maggior fiducia tutta la squadra sembra giovarsene. WELCOME BACK
  3. L'Openjobmetis riparte di slancio anche in campionato. La compagine di Attilio Caja sfata il tabù casalingo contro Sassari, chiudendo a quota 3 la sua serie negativa in serie A e fermando a quota 5 la striscia aperta del Banco Sardegna. Successo perentorio e mai in discussione per una Varese capace di rispolverare le sue armi migliori per imporre la legge dell'Enerxenia Arena ad una Dinamo penalizzata dalle defezioni di Pierre e Smith. I biancorossi azzannano la partita con l'approccio difensivo graffiante necessario per disinnescare il mix di forza fisica ed atletica a disposizione di Enzo Esposito. Se uno straordinario Cain fa anche le veci del desaparecido Iannuzzi (unico pesce fuor d'acqua rispetto alla garra profusa dai compagni ) e tutto il reparto ali si batte con ardore per limitare i balzi di Thomas e Polonara, in attacco è il reparto guardie a fare la differenza superando per la prima volta quota 80 punti segnati nel 2019. L'OJM ritrova un Avramovic determinante nell'aggredire la partita (10 punti nei primi 7' ) e poi finalizzale con le sue scorribande (8/16 totale dal campo) la grinta profusa in retroguardia dall'intera Caja's band. L'uomo in più per i padroni di casa è Matteo Tambone, che con un paio di fiammate micidiali dall'arco spacca la partita due volte nel secondo quarto chiudendo con un sontuoso bottino di 14 punti in 16' di gioco. Aggiungendo anche il ritorno ad alto livello di Ronnie Moore (3/8 e 4 assist) nonostante la marcatura rigida del suo mentore Esposito, si ottiene il quadro generale di una prestazione qualitativamente migliore di quanto indichino le cifre finali (43% da 2 e 35% da 3). Il tutto anche grazie al buon impatto complessivo della panchina, che prevale 25-12 nel duello contro il secondo quintetto della Dinamo con gli spunti positivi nel terzo quarto di Natali e Salumu a riaccendere la macchina delle triple biancorosse (9/20 alla terza sirena). Peccato per quei tre sfortunati errori sull'ultimo assalto che avrebbero potuto dare a Varese la ciliegina sulla torta del vantaggio nel doppio confronto (all'andata più 11 per i sardi, differenza canestri in parità assoluta). Ma si tratta comunque di un successo sostanzioso e corroborante, in grado di convincere qualche scettico (3.888 spettatori, quasi 300 in meno della media dell'andata: solo colpa dell'orario e del meteo?) ma allo stesso di scatenare applausi scroscianti del pubblico. Anche senza tifosi organizzati, il fattore campo di Masnago ha saputo dare la carica ad Avramovic e compagni per generare una delle prestazioni stagionali più ricche di energia e intensità. La vittoria contro la Dinamo rilancia l'OJM in piena zona playoff, ora la rivincita di mercoledì per blindare il primo posto nel girone di FIBA Europe Cup e poi le due trasferte a Trento e Trieste a preludio della Coppa Italia. Che grazie alla rotonda vittoria di ieri sera diventano opportunità per alimentare una nuova striscia vincente. Giuseppe Sciascia
  4. Le triple di Sassari sgonfiano i sogni di gloria di una Varese piccola piccola. Il Banco Sardegna allunga a quota 5 la serie positiva al PalA2A, infliggendo una punizione pesante alla peggior versione stagionale della squadra di Attilio Caja. Biancorossi spenti e senza mordente in una serata povera di lucidità, ma anche di energie: e in un match giocato su cadenze sincopate, la maggior qualità della Dinamo è il fattore chiave di una serata dove la solare differenza nelle percentuali da 3 (2/18 contro 12/28) è la prima ma non l'unica causa di una sconfitta nettissima. Di certo Varese ha scelto la peggior serata possibile per giocare una partita così vuota di contenuti tecnici ed agonistici: il primo colpo d'occhio abbondantemente oltre quota 4mila paganti convinti dalle ultime prestazioni brillanti (quasi 600 presenze in più rispetto all'esordio con Venezia) coincide con una sorta di "ripartenza dal via" modello gioco dell'oca con una prestazione quasi in fotocopia rispetto a quella contro l'Umana (61 punti con 2/18 da 3 contro i 62 e 2/21 della prima di campionato). E i tre ex Chris Eyenga, O.D. Anosike e Dominique Johnson tornati per una rimpatriata tra Varese e Milano dopo aver giocato sabato in Spagna e a Venezia si sono goduti applausi e saluti ma non la prestazione dei loro ex compagni. Di mezzo c'è la qualità espressa da un solidissimo Banco Sardegna, i cui giocatori dimostrano sul campo che la fiducia accordata domenica scorsa a coach Pasquini è ben riposta. Nella sfida tra la terza miglior difesa e il secondo miglior attacco ad uscire nettamente vincitore è la squadra ospite, che punisce con precisione scientifica ogni tentativo di Varese di aggredire uomini e spazi; prima con le soluzioni interne (74% da 2 al 30', alla fine 67% da sotto) e poi con le triple a raffica (43% da 3) che vanificano l'energia profusa dal quintetto delle seconde linee nel quarto periodo. Insomma le geometrie prodotte dalle lucide esecuzioni della Dinamo hanno facilmente ragione di una Varese in modalità "sacco vuoto": e senza giocare al 101 per cento dell'intensità, la squadra di Attilio Caja mostra rutti i suoi limiti in termini di qualità, specie se in mancanza di scintille non riesce mai a spremere punti facili in campo aperto e deve sbattere più e più volte la testa contro i rompicapi a difesa schierata. Chiaro che il problema diventa irresolubile nella serata in cui la coppia Wells-Waller ripete il "ciapanò" balistico di Avellino (4/19 in due dopo il 4/21 del PalaDel-Mauro); difficile però stilare gerarchie negative in una prestazione negativa sul piano della coralità. Perchè se è vero che Varese è squadra di sistema, quando non funziona l'impianto di gioco - ed è la prima volta in assoluto che capita per mancanza di energia - allora vengono meno tutti i presupporti che avevano portato i biancorossi a "macinare" Cantù e Trento e a sfiorare l'impresa al PalaDelMauro. Stanchezza fisica o mentale dopo 3 mesi vissuti stabilmente "sul pezzo"? Di sicuro Varese non può prescindere dalla freschezza atletica e dall'energia da riversare in ogni aspetto del gioco, specie poi contro un'avversaria che ha disputato una partita di impressionante linearità come Sassari. Ben venga la sosta per la Nazionale con due settimane per fare il tagliando e preparare al meglio gli scontri verità con Pesaro e Capo d'Orlando. Giuseppe Sciascia
  5. Più del risultato, seconda sconfitta casalinga della stagione, a far male è l’avvolgente sensazione di non essere stati all’altezza della situazione. Anche in questo caso si tratta di un bis: prima di ieri, solo l’esordio di campionato contro Venezia aveva prodotto un sentimento simile negli occhi di spettatori e critica. Si è perso anche a Milano, a Brescia e ad Avellino, tutte occasioni nelle quali - però - Varese aveva sempre dimostrato di poter degnamente reggere lo stesso terreno di combattimento delle contendenti. Nel -21 (61-82 il risultato finale) con cui il Banco di Sardegna Sassari ha piegato la Openjobmetis al PalA2A, invece, la squadra di Attilio Caja non ha retto il confronto con gli avversari e ciò è stato purtroppo evidente dal primo al quarantesimo minuto. Errori ed errori Non lo ha retto dal punto di vista tecnico e non lo ha retto da quello mentale, palesando molta meno fame degli isolani di coach Pasquini, più attrezzati (pur senza il regista Stipcevic) della banda dell’Artiglio e per questo da affrontare con maggior “garra” e con meno - molta meno - paura di sbagliare (sentimento che è sembrato attanagliare i biancorossi fin dalla palla a due). Varese si è sciolta negli errori. Quelli difensivi, inediti, commessi durante il primo quarto, da questo punto di vista nettamente il peggiore della stagione (27 punti subiti), condizionante per il prosieguo del match. Errori individuali (tagli non seguiti, rotazioni non puntuali) diventati collettivi, perché sistematicamente puniti da una Dinamo bravissima a far girare la palla con rapidità e a trovare buone percentuali (la cifra da sottolineare in questo caso è tuttavia il 19/28 da 2 - 9/11 nel primo quarto - perché esemplificativa di un avversario arrivato troppo facilmente a concludere sotto canestro). Quelli offensivi, molto meno inediti, ben rappresentati dalle percentuali (2/18, pari all’11%, da 3), figli di prestazioni individuali clamorosamente sottotono (Wells su tutti: 2/8 al tiro, assolutamente non in grado di guidare l’attacco varesino e completamente spuntato ogni volta che ha provato a fare tutto da solo. Ma sono da segnalare anche Waller, 3/11, e Okoye, 4/11...) e di una manovra che sembra essersi dimenticata dell’efficace proporzione tra gioco esterno e gioco interno messa in mostra in altre occasioni. Chiaro che se poi non fai mai canestro, ed è la seconda volta consecutiva - dopo Avellino - che succede, diventa anche difficile continuare a ricamare con qualsiasi commento. Si salva solo un quarto La Openjobmetis ha subìto fisicamente (lo dice anche il dato dei rimbalzi, 31 a 37 per il Banco), iniziando fin da principio a sottomettersi alla legge di Sassari. Il -11 della prima frazione è stato limato in una seconda giocata sulle ali di Avramovic e Pelle che è stata la migliore del collettivo casalingo (la seconda sirena è suonata sul 38-44), l’unica all’altezza sui due lati del campo (22 punti segnati, 17 subiti). Ma il recupero non è stato confermato in una terza che ha visto i padroni di casa non segnare per i primi 4 minuti e produrre in generale la miseria di 8 punti: non esattamente lo score di chi ha bisogno di recuperare. La prima tranche di campionato va in archivio con una pesante debacle che fa male più all’umore, agli occhi e al ricordo di precedenti prestazioni decisamente diverse e ben più efficaci, che non alla classifica. Dopo otto giornate Varese si trova esattamente dove doveva essere nelle speranze più realistiche del precampionato: nel gruppo ben nutrito di metà graduatoria, dietro cioè a quelle squadre che verosimilmente si giocheranno l’accesso prima alla Coppa Italia e poi ai playoff (salvo intrusi che perderanno posizioni ed ex decadute che le recupereranno). Va però notato che le vittorie di Brindisi e Reggio Emilia hanno anche avvicinato l’ultimo posto, ora distante solo due punti. Fabio Gandini
  6. Primo vero e proprio disastro sotto tutti i punti di vista dei varesini che non cominciano mai la partita fatta esclusione per una piccola fiammata sul finale del secondo quarto ma gli isolani conducono le danze da inizio a fine gara senza che il risultato sia mai in discussione. A preoccupare maggiormente sono l’ennesima prestazione incolore di Wells e una gestione di coach Caja che lascia più di qualche dubbio sia per le girandole vorticose dei cambi vuoi per l’utilizzo ridottissimo di Hollis che non ha mai il tempo di entrare nel vivo del match. Ma veniamo alle valutazione dei singoli: Avramovic 5,5 : nel primo tempo è il primo a suonare la carica e grazie alla sua energia SI riesce a ricucire anche se solo parzialmente lo strappo imposto dai sardi; poi sul più bello perde la bussola e naufraga insieme a tutta la ciurma. CAST AWAY Pelle 6 : approccio assolutamente da rivedere infatti nelle prime 2 azioni della partita produce altrettante palle perse e viene subito panchinato. Evidentemente Norvel impara la lezione e quando poi ritorna in campo si fa sentire ed è uno dei meno peggio. S…COLLEGATO Bergamaschi N.E. Natali 6 : impiegato per ben 13 minuti è autore di una prestazione sufficiente dove segna anche un buon canestro da 2 e poi non molla un centimetro difensivamente parlando. STOPPER Okoye 4,5 : in alcuni frangenti sembra essere un’entità assolutamente eterea, quasi che con la testa fosse da tutt’altra parte. Riesce a subire dal suo diretto avversario 2 canestri fotocopia facendosi saltare da rimessa dal fondo lasciando poi campo aperto per 4 punti facili. Poi in attacco è l’unico che segna da 3 e finisce in doppia cifra ma non può essere così assente. CIONDOLANTE Seck N.E. Tambone 5 : con il play titolare ancora una volta non pervenuto ci si aspetterebbe una prestazione con più personalità del ragazzo nativo di Graz ma, a parte il compitino di portare su palla, non trova mai il guizzo ne per attivare i compagni (stasera colpevolmente statici) ne per segnare punti personali. INVOLUTO Cain 6,5 : forse la miglior prestazione per il centro statunitense anche se purtroppo per lui coincide con la peggiore di squadra fino a questo punto del campionato. Buttato subito nella mischia per un brutto inizio di Pelle riesce a essere incisivo anche in attacco. SOLIDO Ferrero 5 : subisce in modo netto la superiorità sia fisica che tecnica dell’ex di turno (Polonara) che lo sovrasta in lungo e in largo. Deve migliorare le letture in particolare sulle entrate dove stasera o viene rimandato al mittente o è costretto a tirare da posizioni defilate colpendo a malapena la struttura del tabellone. RIDIMENSIONATO Wells 4 : ad Avellino, a sua parziale giustificazione per una prestazione negativa, c’era il taglio sopra all’occhio ma stasera non riusciamo a trovare nessun motivo per poter salvare Cameron dall’ennesima Caporetto. Senza idee, senza garra, senza sapersi mettere in proprio è un pianto greco. CALAMITA’ Waller 5,5 : partita non certo da ricordare per la guardia di colore che realizza il minimo come fatturato di punti anche perché almeno 3 tiri girano sul ferro per poi beffarlo ed in una serata dove tutti hanno le mani gelide i suoi punti sono mancati come l’ossigeno. Voto che sale di mezzo punto per l’abnegazione difensiva dimostrata per tutti i minuti in cui resta in campo senza cadere nel solito problema dei falli commessi. OSSIDATO Hollis 5,5 : utilizzo record (ma in negativo) di soli 11 minuti per l’americano di passaporto ungherese che non lo aiutano certo ad entrare in ritmo e tutto senza aver fatto molto peggio dei suoi compagni; onestamente tutto questo accanimento nei suoi confronti non lo comprendiamo. EMARGINATO
  7. Varese si appella alla legge del PalA2A per provare a sorprendere Sassari. Oggi a Masnago (palla a due alle 18.15) la truppa di Attilio Caja cercherà di allungare a quota 4 la sua serie di vittorie casalinghe ospitando un Banco Sardegna sempre corsaro nelle sue ultime 4 visite sulle Prealpi. Partita ricca di spunti per i biancorossi alla vigilia della pausa per la Nazionale che manderà a riposo il campionato per due settimane, permettendo i primi bilanci a metà del girone d'andata. Battere una squadra con ambizioni playoff come la Dinamo confermerebbe l'elevato spessore del "sistema-Varese" anche contro avversarie di alto livello. E in una classifica cortissima, arrivare alla prima boa di una stagione divisa in quattro tronconi (anche nel ritorno ci sarà una pausa per lasciare spazio all'Italbasket) nella zona che si contende l'accesso alla Coppa Italia darebbe una ulteriore iniezione di fiducia ad un ambiente conquistato dal mix di impegno, determinazione ed energia profuso costantemente dalla "Varese operaia" del coach pavese. Gli ottimi riscontri delle prevendite, con oltre mille biglietti già staccati prima dell'apertura dei botteghini, preludono al primo match stagionale con più di 4.000 spettatori in tribuna. Almeno 500 in più rispetto ai tifosi che sette settimane fa si presentarono al PalA2A per l'esordio casalingo contro Venezia: un dato eloquente riguardo ai consensi conquistati in corsa dalla "sporca dozzina" biancorossa. E ovviamente una spinta supplementare in vista della sfida odierna per Ferrerò e soci, chiamati a riproporre il feroce approccio difensivo che ha permesso loro di schiantare Cantù e Trento sul piano del ritmo e dell'intensità. I numeri danno indicazioni chiare sull'indole antitetica delle squadre in campo stasera al PalA2A: la terza difesa della serie A impostata da "Artiglio" ospiterà una Dinamo che ha conservato la storica matrice votata all'attacco (secondo del torneo a 83,9 di media). Se da un lato però Varese prepara un assalto che non preveda soltanto baionetta ma anche logoramento (leggi il più che probabile uso della zona, arma determinante con la quale domenica scorsa Capo d'Orlando ha espugnato il PalaSerradimigni), dall'altro è lo stesso Banco Sardegna - attraverso le considerazioni pie gara di coach Federico Pasquini - a ipotizzare una partita "camminata" per non esaltare le qualità in campo aperto dei biancorossi. L'assenza dell'ex Stipcevic (out per una pulizia di un ginocchio) potrà essere però d'aiuto a Varese: la Dinamo ha grande talento perimetrale con la guardia Bamforth (14,4 punti col 58% da 2 e il 42% da 3) e la coppia in regia Hatcher-Spissu, sotto canestro l'altro ex Polonara e il piccolo ma esplosivo centro Jones sviluppano un notevole potenziale atletico, e il roster è profondo con rotazioni a 9 giocatori. Contro una squadra dinamica ma non pesantissima (eccetto per il centro di riserva Planinic) servirà prima di tutto il controllo dei tabelloni e di conseguenza quello del ritmo: servirà una Varese arrembante ma anche lucida per fare poker al PalA2A e arrivare alla pausa sognando la metà alta della classifica... Giuseppe Sciascia
  8. Sulla carta quella di oggi sarà un’altra montagna: Sassari vale una parte di classifica (quella di sinistra) nella quale Varese non dovrebbe avere diritto di cittadinanza (mentre la squadra di Pasquini sì, al pari di Venezia, Milano, Brescia, Trentino e Avellino). Sulla carta quella di oggi sarà un’altra montagna, scivolosa per di più. C’entra la psicologia: la Dinamo ha già sfiorato il suo fondo (dimissioni dell’allenatore dopo la sconfitta interna di domenica scorsa contro Capo d’Orlando), ha immediatamente ricominciato la risalita (dimissioni ritirate davanti alla presa di posizione compatta dei giocatori e vittoria convincente in Champions League contro l’Hapoel Holon) e si presenterà a Masnago con l’animo lindo di chi ha scampato un pericolo e con la ferocia di chi sa che non può più permettersi di perdere altri punti per strada. Sulla carta quella di oggi sarà un’altra montagna, di quelle che la Openjobmetis di Attilio Caja, però, ha finora sempre dimostrato di saper scalare, pur non riuscendo talvolta ad arrivare fino in cima. Scorie dopo il successo pregustato ma sfuggito ad Avellino domenica scorsa? No, se conosciamo un minimo l’Artiglio, la disciplina mentale insita nei suoi insegnamenti e la classe alla quale la impartisce. Servirà la solita cordata, perché il Banco di Sardegna opporrà la stessa moneta, seppur con una diversa gradazione di talento. Cinque giocatori in doppia cifra (per punti) di media nelle prime sette gare: dietro a Bamforth, 14,3, ci sono Jones, Polonara, Randolph e Hatcher, tutti intorno agli 11 ad allacciata di scarpe. E se si guarda oltre, il concetto si rafforza: Pierre, Spissu, Planinic, Stipcevic (che oggi, però, marcherà visita), tutti sugli 8 di media. Una cooperativa della palla al cesto, senza apparentemente un leader ma ben assortita e poliedrica: la trazione anteriore di guardie che vedono il canestro (Bamforth viaggia con oltre il 42% da tre su cinque tentativi a gara, l’ex Avellino Randolph sa mettere sapientemente la palla per terra e poi c’è la solidità tecnica e mentale di un uomo da ultimo tiro come l’ex Partizan Hatcher), unita a tanti modi di far male sotto le plance: Polonara a parte (mobilità, altezza, rimbalzi in posizione 4: lo conosciamo bene), un centro alto e intimidatorio da opporre a Pelle (Planinic) e un altro che è quasi la fotocopia fisica di Cain (Jones). Scopa e scopa: a favore di chi, lo dirà il campo. È difesa e rimbalzi (Varese) contro attacco (Sassari), anche se il basket frizzantino (storico marchio isolano) non è certo la stella polare di coach Pasquini, che le quattro sconfitte su sette match disputati le vede forse spiegate nell’essere la seconda retroguardia (dopo Cantù) più battuta del campionato (83,7 punti subiti contro i 70,7 di Varese). Poi c’è la coppa (che un po’ di “bua” la fa quasi sempre...) e il fatto che la sua Dinamo, come Varese, è un’altra squadra rifondata da zero o quasi nell’ultima estate. Openjobmetis in versione Cagiva (absit iniuria verbis), che il fortino lo difendeva sempre con le unghie e con i denti? Servirà anche il pubblico, partecipe e incantato contro Trentino due settimane or sono. E qui una risposta è già arrivata: prima della presentazione delle squadre, l’instancabile trust “Il Basket siamo Noi” coinvolgerà e colorerà il palazzetto con una bella coreografia, tanto per iniziare con il piede giusto. Appuntamento alle 18.15, puntuali. Poi, complice la pausa, sarà già tempo dei primi bilanci. Fabio Gandini
  9. Attilio Caja chiede alla sua Varese un passo avanti rispetto ad Avellino e di mantenere il trend di crescita portato avanti nelle prime sette giornate. La ricetta in vista della gara di domani contro Sassari prevede anche la massima attenzione alle eventuali zone che Federico Pasquini potrebbe schierare per imbrigliare il contropiede biancorosso in versione PalA2A: «Per battere una squadra di prima fascia, che ambisce legittimamente ad un posto nei playoff - spiega il tecnico - dovremo disputare una partita migliore rispetto a quella di domenica scorsa. Noi siamo sempre cresciuti una partita dopo l'altra, auspichiamo di farlo anche in questa occasione. Dovremo essere capaci di misurarci contro un'avversaria che proverà a portare il match sui binari della fisicità e del gioco a metà campo; serviranno lucidità e idee chiare, facendoci trovare pronti di fronte alle varie difese che potranno proporre». Il coach pavese sottolinea inoltre la necessità di trovare contributo da tutti gli effettivi per far risaltare la coralità: «Controllo dei rimbalzi, difesa di squadra e attacco corale: queste dovranno essere le chiavi del match, ribadendo che noi possiamo prescindere da prestazioni all'altezza da parte di tutti i nostri giocatori. Solo in questo modo avremo tante chances di fare risultato; dobbiamo concentrarci sulla necessità di giocare la miglior partita possibile». Di certo il Banco Sardegna che Caja ha visto in Tv mercoledì battere nettamente l'Hapoel Holon non ha dato al tecnico di Varese l'impressione di essere in crisi a dispetto delle dimissioni rassegnate domenica scorsa dal coach Federico Pasquini, poi immediatamente respinte dalla società. «È difficile conoscere le dinamiche delle situazioni - sottolinea -prendo atto che mercoledì hanno disputato un'ottima partita e non ho certo visto una squadra in difficoltà. Non dimentichiamoci che Sassari ha vinto nettamente contro Milano solo 3 settimane fa; poi ha perso a Cremona e in casa contro Capo d'Orlando, ma nell'arco della stagione ci sta l'alternanza dei risultati». Dunque per sfatare il tabù Dinamo - l'ultima vittoria a Masnago contro i sardi risale a cinque anni fa servirà una partita di alto livello contro un'avversaria con tante qualità a dispetto dell'assenza di Stipcevic: «Sassari partecipa alle coppe e per tradizione è abituata a stare nella parte alta della classifica; ha grande qualità offensiva, in particolar modo sul perimetro, con attaccanti che hanno tanti punti nelle mani come Hatcher, Bamforth, Randolph e Spissu, più un lungo che non ha bisogno di presentazioni come Polonara e due centri che hanno taglia e struttura fisica come Jones e Planinic». Infine Caja dedica un pensiero a Gianluca Mattioli, il 49enne arbitro internazionale di Pesaro scomparso improvvisamente giovedì sera a Murcia, dove avrebbe dovuto arbitrare martedì una partita di Champions League (nel weekend minuto di silenzio su tutti i campi disposto dalla FIP): «Una tragedia che mi ha veramente scosso, l'ho conosciuto bene anche fuori dal campo quando allenavo a Rimini e mi spiace tantissimo che non sia più con noi a condividere questa grande passione». Giuseppe Sciascia
  10. La pioggia di triple di Sassari spegne le velleità di riscossa dell'Openjobmetis. Quarto periodo ancora fatale alla truppa di Attilio Caja che, due settimane dopo il calo decisivo contro Torino, si fa trafiggere da un Banco Sardegna infallibile dall'arco (16/31 totale di cui 6/11 negli ultimi 10'). A Varese non bastano le migliori prove stagionali sul piano statistico nel tiro da 2 punti e nelle palle perse (rispettivamente 60% e solo 7) per aver ragione della lanciatissima Dinamo (4 successi in fila per il team di Pasquini). Nella sconfitta consecutiva numero 5 dei biancorossi sono molti di più i meriti ospiti rispetto alle colpe dei padroni di casa. Che pure pagano a caro prezzo l'unico fuorigiri del match : i 4 punti prodotti nei primi 5' del quarto periodo, frutto di attacchi senza spaziature e a palla ferma come nella fase peggiore del girone d'andata, risultano determinanti per consentire agli ospiti la fuga decisiva (dal 61-62 del 30' al 65-74 del 35' firmato da 4 triple). Una dimostrazione pratica che l'Openjobmetis non può permettersi mai e in nessun caso di uscire dallo spartito corale voluto da Attilio Caja, ma anche una conferma che troppi giocatori faticano a stare con la testa in un sistema evoluto. E appena emergono le (cattive) vecchie abitudini, si vanificano 35 minuti di lavoro complessivamente positivo pur in una partita che rimette in discussione la capacità di Eric Maynor di guidare col piglio giusto Varese nella missione-salvezza. Il merito maggiore di Sassari è quello di aver attaccato con pazienza chirurgica i punti deboli della difesa di biancorossa, raccogliendo i frutti della sua sagacia tattica con un numero elevatissimo di tiri aperti nei secondi finali dell' azione. Ma troppo spesso la squadra di Caja ha dovuto ricorrere a cambi difensivi e rotazioni forzate per tappare le falle aperte dal suo playmaker. E quando negli ultimi 15' Sassari ha convertito a rimbalzo d'attacco i pochi errori commessi dal perimetro, l'OJM -sconfitta a sorpresa nel duello a rimbalzo, chiave determinante della ripresa-non ha più trovato quei canestri facili generati dalle ripartenze che gli avevano garantito qualche allungo (42-40 al 18' dopo il 33-38 del 16' e 49-44 al 24'). Se poi il regista statunitense fatica a mettere in ritmo i compagni "deragliando" nel traffico con troppi palleggi e tanta fatica contro la pressione difensiva come accaduto nel quarto periodo, allora la sua gestione "leggera" e troppo povera di consistenza diventa un lusso che una squadra da battaglia come la Varese dell'era Caja non può permettersi. Non a caso il coach pavese ha affidato ad Avramovic la bacchetta del comando per l'assalto finale, guidato fino al 73-77 del 38' dall'ex di turno Eyenga ma poi respinto dall'ennesimo dardo velenoso dell'altro ex Stipcevic (MVP per il Banco Sardegna con 21 punti in 27'). In definitiva una prova positiva sotto molti aspetti, certamente migliore rispetto a quella di due settimane fa contro Torino, ma conclusasi analogamente con tanti rammarichi e zero punti. Chiaro che la Varese di ieri sera avrebbe con ogni probabilità messo "in saccoccia" i punti regalati all'andata contro Avellino, Brescia e la stessa Fiat; resta però il fatto che in classifica il piatto piange, e il calendario propone un trittico di fuoco (Caserta e Brindisi fuori e Milano in casa) prima della pausa per la Coppa Italia. La crescita del gioco non basta più: senza una vittoria che sblocchi la squadra a livello mentale la missione-salvezza rischia di complicarsi notevolmente... Giuseppe Sciascia
  11. Anche la prima partita di ritorno non può essere festeggiata dal pubblico di Masnago con una vittoria; di fronte c’è una squadra tosta, dal roster importante e che arriva da una lunga striscia positiva e Varese ci prova fino in fondo a giocarsi i 2 punti ma le percentuali mortifere degli isolani e alcuni passaggi a vuoto dei biancorossi fatali per gli uomini di coach Caja. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Johnson 5,5 : un passo indietro rispetto alla partita di mercoledì sera per quanto riguarda la continuità di rendimento all’interno della stessa gara. Nel momento determinante scompare dal campo anche perché imbrigliato molto bene da D’Ercole. INCEPPATO Anosike 6,5 : positivo in attacco dove sembra aver trovato più brillantezza e tempismo per il pick & roll; determinato e concentrato in difesa dove vince la sfida interna con Lydeka. RIGENERATO Maynor 5 : ennesima prestazione che lascia l’amaro in bocca perché la leadership e il carisma che dovrebbero essere le armi principali di Eric rimangono nello spogliatoio tant’è che per il finale gli viene preferto Avramovic. ABULICO Avramovic 6,5 : conferma le impressioni avute già nella gara di coppa e cioè che lentamente, il giovane serbo, sta ritrovando fiducia nei propri mezzi e con quest’ultima anche energia per lottare su ogni pallone anche se a volte va fuori giri e si complica la vita con scelte cervellotiche, ma gli attributi sono innegabili. IRON BALLS Pelle 5 : la partenza di Norvel è buona anche stasera pur avendo come diretto avversario un osso duro come Lawal che come atletismo non è secondo a nessuno, ma poi si perde all’interno di una gara che lo vede sempre ai margini della manovra soprattutto quando esce in difesa con dei flash che regalano spesso e volentieri dei vantaggi ai sardi sulle rotazioni che non riesce poi mai a recuperare. SCOMBINATO Bulleri N.E. Cavaliero 5 : il capitano sembra uno dei pochi che non abbia ancora giovato della cura Caja e stasera rimane particolarmente penalizzato per gli accoppiamenti che deve subire in difesa, con uomini più grossi e atletici di lui tipo Carter. In attacco non entra mai completamente in ritmo e alla fine non incide. VOLATILE Kangur 7 : finalmente l’estone gioca una partita di livello cambiando però quelle che sono le caratteristiche per cui lo conosciamo. Chiude con 8/9 da 2 con conclusioni tutte vicine al ferro e senza prendere mai una conclusione dalla lunga distanza poi i suoi diretti avversari non lo surclassano mai. WELCOME BACK Lo Biondo N.E. Canavesi N.E. Ferrero 7 : chiude l’incontro con 7 punti frutto di 3 conclusioni tutte andate a segno e con una difesa quasi sempre puntuale e ruvida al punto giusto per pungere e recuperare palloni. Nel secondo tempo inspiegabilmente dimenticato in panchina, forse andava cavalcato di più. PULEDRO Eyenga 5,5 : nulla da dire sulla sua abnegazione difensiva che viene profusa nel marcare un po’ tutti, dal paly all’ala forte. In attacco parte molto controllato per poi sciogliersi andando avanti con la partita. Nel finale però cade nei soliti errori di sempre, prende palla, la ferma per giocarsi il post basso e sistematicamente perde palla per non parlare poi di quella tripla presa dopo un coast to coast assolutamente insensata. ANNEBBIATO
  12. L'Openjobmetis prova a conciliare fame di punti e voglia di impresa. Oggi al PalA2A (palla a due alle ore 18.15) la formazione di Attilio Caja inaugura il girone di ritorno contro il Banco Sardegna Sassari, una delle big dell'ultimo decennio italiano contro la quale non vince a Masnago dal novembre 2012. Test probante ma significativo per verificare il livello raggiunto da Cavaliero e compagni dopo i primi riscontri positivi della cura somministrata dal nuovo coach. Le due corroboranti vittorie contro Radom e Usak (rispetto a mercoledì recuperato Massimo Bulleri, che sarà a disposizione del tecnico pavese) hanno dimostrato come Varese abbia imboccato la strada giusta grazie ad una miglior condizione atletica determinante per alzare l'intensità della difesa e il ritmo del gioco. Ma la Dinamo, che si presenta a Masnago con un ruolino di 5 vittorie nelle ultime 6 gare, è avversaria di valore ben superiore rispetto a polacchi e turchi, e lo scomodissimo ultimo posto in classifica - frutto del blackout finale di due settimane fa contro Torino - impone di invertire rapidamente la rotta. Per questo il match iniziale della fase discendente del campionato assume le fattezze di uno spartiacque: un'eventuale vittoria consacrerebbe definitivamente la guarigione dell' Openjobmetis dal male oscuro che l'ha condizionata per i primi quattro mesi del 2016/17. E darebbe la spinta alla truppa di Caja verso una volata salvezza da affrontare con meno affanni se nel poker di impegni prima della Coppa Italia (dopo il match odierno Varese andrà a Caserta, poi ospiterà Milano e infine sarà di scena a Brindisi) riuscirà a spremere 4 punti prima del ciclo di scontri diretti degli ultimi due mesi. I biancorossi sapranno confermarsi sui livelli di intensità difensiva e coralità alla base delle prime due vittorie dell' «era Artiglio»? Di certo il copione sarà analogo a quello proposto mercoledì contro l'Usak: tanta aggressività per togliere efficacia alle trame di una Dinamo graffiante dall'arco (39% da 3, terza in serie A), con l'obiettivo di tenere ben pigiato il pedale dell'acceleratore per non finire impastoiati nelle spire della miglior difesa del campionato a 74.8 punti concessi. Varese ha bisogno di conferme definitive da Maynor come volano del gioco e di impatto offensivo da un Dom Johnson ormai calato nei panni della prima punta e dall'ex di turno Eyenga. E soprattutto di volume interno dalla coppia Anosike-Pelle contro un Banco Sardegna ultimo in serie A nel totale rimbalzi a dispetto dell'innesto dell'esplosivo Lawal, uno dei due correttivi (l'altro è l'esperto esterno Bell, che ha preso il posto di un Johnson Odom ormai ai saluti) attraverso i quali i sardi hanno agganciato in extremis il pass per la Coppa Italia e opzionato i playoff di Champions League. Se Varese vuol dare una svolta alla stagione, oggi è l'occasione giusta per riaccendere l'entusiasmo del PalA2A con una impresa che fermi a quota quattro la serie di sconfitte in campionato. Giuseppe Sciascia
  13. Attilio Caja indica la rotta alla sua Openjobmetis per ripetere 1" impresa di due anni fa. Proprio il coach pavese infatti era alla guida del team biancorosso il 19 aprile 2015, in occasione dell'unica vittoria di Varese negli ultimi 7 confronti con Sassari: al PalaSerradimigni finì 79-71 con 21 punti di Maynor e 20 di Eyenga. Ora serve rompere un digiuno casalingo che dura dall'ottobre 2012 con Frank Vitucci in panchina per invertire la rotta e lasciare l'ultimo posto in classifica. Ma "Artiglio" non vuole sovraccaricare il match che inaugurerà il girone di ritorno di eccessive aspettative: «Ci aspetta una partita difficile contro un'avversaria tosta come Sassari, ma ho grande fiducia nelle qualità della mia squadra e nella consapevolezza che si è preparata bene per questa sfida. Bisogna vivere questa partita con serenità e fiducia, ma senza farsi prendere dal panico per la classifica attuale: il campionato è molto lungo, le partite senza ritorno saranno le ultime e gli scontri diretti. Se riuscissimo a vincere sarebbe un grandissimo risultato per noi, viceversa dovremo continuare il nostro processo di crescita e miglioramento: è la classica partita che dà grandi vantaggi in caso di successo, in caso contrario avremo perso contro una big del campionato». Di certo Varese si troverà di fronte un'avversaria in salute, che dopo due mesi di "gestazione" ha recuperato posizioni in classifica staccando in extremis il pass per la Coppa Italia anche grazie all' innesto del play-guardia Bell e del pivot Lawal. Il "toto-turnover" dei 9 stranieri per 7 posti indica come altamente probabile la conferma a referto dell'ala Carter, con Darius Johnson Odom nuovamente sul mercato: «Sassari è una squadra di grande talento fisico e tecnico e sta vivendo un momento estremamente positivo, ha vinto 5 delle ultime 6 partite di cui tre consecutive in campionato e martedì a Ludwigsburg ha conquistato un successo virtualmente decisivo per iplayoff di Champions League. Il loro salto di qualità è coinciso quando lo zoccolo duro degli italiani è tornato ad essere protagonista; la Dinamo ha 9 stranieri da ruotare, martedì ha reinserito Carter dopo diverse gare con Johnson Odom: non so cosa aspettarmi delle scelte di Pasquini, prepareremo la partita a prescindere dal loro assetto». E la priorità indicata dal tecnico dell'Openjobmetis è quella di ripetere l'intensità e l'applicazione difensiva messa in campo in Champions League per tenere il ritmo alto: «Dobbiamo ripartire sulla falsariga della gara di mercoledì contro l'Usak. Abbiamo disputato un'ottima partita difensiva che vogliamo ripetere anche contro Sassari: giorno dopo giorno i ragazzi mi hanno dimostrato con i fatti la volontà di fare bene e dare il massimo. Domani serviranno aggressività e contropiede, sfruttando la fiducia nei nostri mezzi acquisita grazie alle ultime due vittorie: la Dinamo corre meno degli altri anni, se riusciremo a trovare canestri facili in campo aperto aumenteranno le nostre chances». Dunque l'obiettivo di Caja è quello di mettere a frutto in campionato la fiducia acquisita grazie ai successi in coppa: «Usak non è una squadra di Eurolega ma vale una buona squadra del nostro campionato: abbiamo dimostrato di tenere il campo con autorità, e in generale la coppa ha aumentato le nostre certezze con due partite nelle quali tutti i giocatori hanno dimostrato di poter fare la loro parte». Giuseppe Sciascia
  14. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]RAUTINS 6,5 Spara a raffica nel primo tempo quando Varese trova qualche accelerazione in campo aperto, dopo i 12 punti con 5 tiri dei primi 20' non trova più soluzioni aperte (alla fine 5/9 dal campo). Aggiunge 9 rimbalzi e 2 assist, ma al netto del tiraccio di fine primo overtime andrebbe coinvolto di più.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] DANIEL 7 (foto Blitz) Parte timido contro Lawal, poi sale di tono (10/15 da 2 e 13 rimbalzi) confezionando i massimi stagionali per punti e impatto sotto i cristalli; glaciale sui liberi dell'ultima azione del primo prolungamento. ROBINSON 7 Ottimo impatto dalla panchina. Cambia marcia con le sue incursioni al ferro dopo un avvio incerto dell'attacco biancorosso. Guida la rimonta del quarto periodo producendo soluzioni per sé e per Daniel (anche per lui massimo stagionale di punti ed assist a quota 27 e 9). Rivedibili alcune gestioni offensive nel finale dei regolamentari e nei supplementari. DIAWARA 6 Mira storta dall'arco (1/9 da 3), meglio nello smistamento del gioco sui raddoppi (7 assist) che nel convertire la sua potenza fisica (6/15 da 2 sbagliando tanti appoggi interni nel traffico) contro gli avversari meno stazzati che Sacchetti gli sguinzaglia contro. Fa la cosa giusta attaccando frontalmente Lawal sull'ultimo possesso dei regolamentari, ma anziché cercare il contatto si incarta con una soluzione scomposta. OKOYE 5 Tre minuti e mezzo di gioco, meno 7 di plus/minus: troppo tenero in difesa e prevedibile in attacco per tenere il campo in una partita così impegnativa. DEANE 6 Mira scentrata (0/6 dal campo) dopo i 23 punti di Caserta. Partenza molle ma poi tesse una buona trama offensiva. Resta l'anello debole della difesa contro cui Sassari attacca sempre iniziando le rotazioni. CALLAHAN 6 Rendimento offensivo sontuoso (8 punti in 8') colpendo due volte consecutive dall'arco, peccato per i falli che lo costringono ad uscire in avvio del primo overtime quando aveva preso ritmo balistico. EYENGA 6,5 Sprazzi di grande qualità difensiva capitalizzando i giochi a due con Diawara con 4 schiacciate. Ferma Logan ma fatica anche lui su Dyson, poi il quarto fallo al 25' lo frena e cambia l'inerzia del match nel momento in cui Varese poteva allungare. E quello sfondamento sul più 5 nel finale dei regolamentari è l'episodio chiave della partita. SASSARI: Logan 6; Sosa 8; Formenti 6; Lawal 6,5; Chessa 6,5; Dyson 7,5; Sacchetti 6; Mbodj 5; Todic 5,5. G.S.  [/size][/font][/color]  
  15. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Chi crede alla cabala è autorizzato a toccare ferro: 113 a 117 è un punteggio da... smorfia. Anche quella della delusione per aver buttato via una vittoria. Il post Natale biancorosso si ferma a una manciata di secondi dal successo. Avanti di cinque gli uomini del Poz non rallentano, corrono e "sfondano" il muro azzurro. Varese schiaccia Sassa...ri finisce pancia a terra, colpita e affondata dai dardi dell'inafferabile Sosa. Egli, nella circostanza, ne sbaglia poche pur avendo sbagliato atteggiamento con un gestaccio censurabile (pagato solo con un tecnico) verso il popolo del PalaWhirlpool. Il meno amato vince il festival delle triple, scardinando le certezze della Openjobmetis. La quale è ammirevole per abnegazione, impegno e carattere. Ma i limiti sono limiti. Gli ospiti pescano dalla panchina le soluzioni vincenti, Varese ha le rotazioni obbligate e nel supplementare decisivo tremano le mani ai fucilieri. Per dire di una squadra inversamente proporzionale alle sue qualità. Ossia al tiro da fuori si sostituiscono le penetrazioni e i canestri da sotto. O forse nella sconfitta - che brucia - si aprono nuove prospettive. Un lavoro appena cominciato mentre Meo Sacchetti, imperturbabile pure quando Varese ha sorpassato  e il suo Banco sembrava alle corde, ha una squadra collaudata. Fuori uno, dentro l'altro come se nulla fosse. I giochi sono semplici, i movimenti memorizzati, le plance presidiate da pretoriani dai balzi felini:  quando l'avversario è minaccioso si "armano" gli... arcieri Sosa e Dyson che risolvono gli affanni. Gli affanni del Poz, stavolta, non li risolve alcuno. Anzi, quello sfondamento che "gira" la partita è un peso insopportabile. Una freccia che trafigge l'entusiasmo del palazzetto pieno come un uovo. La coreografia è sorprendente: giochi di luce che abbagliano ed emozionano prima della palla a due. Un'americanata con tocchi di classe mentre lo speaker urla i nomi dei protagonisti. Baci e abbracci fra amici che, per un paio d'ore, sono cari nemici. Dalla curva debordante di tifo spunta uno striscione pro-Diawara, meritevole di ringraziamento, in questo "mondo di mercenari", per avere detto no alle lusinghe arrivate dal Bosforo. L'amore per la maglia sopra ogni cosa e la maglia di Varese vale più di ogni cosa. Per questa serata un po' deamicisiana ci sarebbe voluta la ciliegina. Invece no, niente dolce e molto amaro pur se la Openjobmetis s'è aggrappata due volte alla partita. Due supplementari di rabbia per una sconfitta svanita in un amen. Cioè lo spazio in cui la palla ha coperto i 6,75 metri che la separano dal tebellone biancorosso. Sarà per un'altra volta, grazie lo stesso. Natale è appena trascorso. Niente "smorfie" di dolore… [/size][/font][/color]
  16. [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3] (G.S.) - Cecco Vescovi non getta la spugna nonostante il pesante stop casalingo contro Sassari. Lo show balistico del Banco Sardegna ha lasciato il segno contro una Cimberio troppo remissiva e disposta ad accettare il run più che altro serve cambiare atteggiamento e riprendere il volto delle partite prima della pausa per la Coppa Italia. Eppure la settimana prima di Avellino la squadra s'era allenata bene, poi siamo andati in campo ed è arrivata una debacle imprevista. Viviamo su equilibri fragili e basta un niente per andare fuori giri; ma così ci complichiamo la vita da soli...». Il presidente biancorosso esclude comunque ulteriori interventi di mercato, sia per quanto riguarda i giocatori che l'allenatore: «Questi siamo e con questi andremo sino alla fine. Abbiamo già fatto due cambi che qualcosa di buono hanno portato e non siamo nelle condizioni di poter fare altri interventi. Cerchiamo di fare quadrato e di ritrovare entusiasmo; ma dobbiamo esser noi gli artefici della svolta mettendo in campo impegno e determinazione. La contestazione a Frates? La mia posizione è nota, inutile tornare sull'argomento». E sebbene la società stia già lavorando sulla programmazione per la stagione 2014/2015, il massimo dirigente della Cimberio considera inopportuno tirare i remi in barca già oggi e fare scelte tecniche già orientate alla prossima annata, almeno fin quando l'obiettivo playoff è ancora possibile: «Al futuro stiamo già pensando, sia dal punto di vista societario che della squadra. Certo, sarebbe bello farlo con maggior tranquillità legata ai risultati. Anticipare qualche scelta sul campo verificando sin d'ora elementi da valutare? Abbiamo ancora obiettivi da raggiungere e finchè siamo in corsa lotteremo. Se la situazione dovesse cambiare prenderemo in considerazione la cosa».[/size][/font][/color]  
  17. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Cimberio senza freni anche nell’esame più impegnativo della sua fuga solitaria ai vertici della classifica. La vittoria più elettrizzante contro l’avversario più difficile conferma la leadership assoluta della truppa di Vitucci, che macina l’ottavo successo in fila al termine di una partita che regala spettacolo a piene mani tenendo fede alle aspettative di alto profilo della vigilia. Per lunghi tratti Varese deve trovare strade offensive alternative ai soliti giochi a due sull’asse Green-Dunston, dato che il primo “comandamento” tattico di Meo Sacchetti è quello di limitare il fatturato della mente e del braccio armato della manovra varesina. Una delle chiavi di volta del successo della Cimberio è il fatturato “sostanzioso” della panchina, che batte nettamente il secondo quintetto di Sassari (32-8 il totale dei punti segnati dai cambi) e specialmente nel secondo e terzo quarto dà grande spinta ai padroni di casa in alternativa agli abituali canali offensivi. Dunque una vittoria con una matrice abituale ma con modalità diverse da quelle che hanno permesso a Varese di imporre la legge del PalaWhirlpool nei confronti di Cantù e Siena, anche se poi i protagonisti del finale di gara sono i “soliti noti” Green e Dunston. Anche perché di fronte la squadra di Vitucci si trova un’avversaria che usa armi tecnicamente diverse ma atleticamente simili a quelle predilette dalla Cimberio; e allora si deve ricorrere al vigore puro e semplice, che nel momento dell’allungo del terzo quarto regala al pubblico di Masnago una serie di giocate ad alto coefficiente acrobatico di altissimo livello. Però il basket è anche tecnica e spaziature, e allora Sassari trova “la quadra” rinunciando al pivot (poi Varese cerca poco il post basso di Dunston, ma è una soluzione poco contemplata nella natura del giocatore prima ancora che nelle “chiamate” biancorosse). Poi però in difesa la “copertura” sui pick&roll tra il play e il pivot varesino non è più solida come nei primi tre quarti e allora Varese - grazie anche ad una fiammata da bomber puro di Adrian Banks - mostra nuovamente la sua capacità di fare la cosa giusta nei momenti clou come aveva già evidenziato nella volata[/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]vincente contro la Chebolletta. Ora, con metà girone d’andata alle spalle, la Cimberio guarda le inseguitrici con un vantaggio pingue, specialmente alla luce di un calendario che propone sfide sulla carta alla portata fino al derby del 23 dicembre a Milano (anche se la Trenkwalder di scena domenica a Masnago è in serie positiva da 5 turni e l’Acea Roma di Phil Goss sarà un brutto cliente nella trasferta del 2 dicembre). Ma il “mantra” di Vitucci e Vescovi è improntato a “guardare una partita alla volta”, ed allora è giusto proseguire su questa strada e godersi questa Cimberio bellissima ma allo stesso tempo sostanziosa, in grado di restituire a Varese emozioni forti che non si provavano da tantissimo tempo.[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E i “cattivi pensieri” sul fastidio alle grandi legati alla visita a sorpresa di venerdì degli ispettori Coni (controlli incrociati sangue e urine a sorpresa per Banks, Green, Dunston ed Ere) lasciano il tempo che trovano: la benzina di questa squadra è l’adrenalina e la voglia di stupire giocando un basket divertente e concreto, sperando che il bellissimo spot promozionale pro-pallacanestro di ieri sera smuova qualcosa di concreto per quei due spazi liberi sulla maglia biancorossa[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]la cui copertura farebbe finalmente dormire sonni tranquilli in società…[/font][/size][/size][/font][/color]
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    La capolista se ne va

    [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Primato solitario ancor più sostanzioso per la Cimberio, che abbatte con la stoccata finale del suo leader Mike Green la strenua resistenza dell’indomito Banco Sardegna e porta a 4 le lunghezze di vantaggio sul trio delle inseguitrici già cadute a Masnago. Dopo Siena e Cantù, anche Sassari segna il passo al PalaWhirlpool: Varese ha il ribollente sostegno del “tutto esaurito” in tribuna e i tifosi si spellano le mani al termine di una partita condita di adrenalina purissima per 40 minuti. Bravi i sardi a rimettere tutto in discussione dopo il meno 16 del 32’ con una mossa tattica azzeccata da parte di coach Sacchetti , ma nel finale in volata l’asse portante varesino Green-Dunston (tenuto ai minimi termini offensivi dai padroni di casa nei primi 20’) piazza l’affondo vincente che regala a Varese l’ottava vittoria in fila e un margine sostanzioso rispetto al plotone delle seconde. L’avvio è tutto di Ere (8 punti dei primi 12 per la truppa di Vitucci ): il nigeriano incide dentro l’area facendo spendere un precoce secondo fallo a Thornton. Cambio obbligato per Sacchetti che schiera il figlio Brian su Ere; grandi attenzioni difensive sui Diener punite dai “jumper” velenosi di Ignerski ed Easley (15-16 al 7’), ma se il tiro da fuori è variabile impazzita (2/8 da 3 al 10’) la Dinamo fatica a contenere il cambio di marcia impresso al match da Achille Polonara . Il mancino di Ancona si presenta con due triple e un assalto al ferro convertito in lunetta (27-20 all’11’ frutto di 8 punti in fila); e anche quando Travis Diener rompe il ghiaccio con la tripla del 27-24 la Cimberio risponde all’appello con l’impatto balistico delle seconde linee a far saltare la “spruzzata” di zona 2-3 proposta da Sacchetti (35-26 del 16’). Sassari comunque non perde la targa con un altro guizzo dell’ex Indiana, che sale di tono anche nel volume dei giochi a due con Easley (39-35 al 18’). Ma sul fronte opposto Talts fa il Dunston (6 punti e 5 rimbalzi in 4’) e nonostante le grandi attenzioni della difesa sarda sull’ex Fordham e sui pick&roll con Green (0/3 e un solo assist per Mike; 3 tiri dal campo per Bryant) l’attacco Cimberio “macina un primo tempo da 45 punti col 52% dal campo spremendone ben 19 (contro zero…) dalla panchina. L’avvio di ripresa è tutto di marca biancorossa con due gesti atletici adrenalinici (schiacciata in alleyhoop di Polonara e stoppata di Dunston con successiva tripla dell’ex Teramo) che valgono il 50-37 del 22’; Sassari però si scuote in fretta e con Ignerski azzera il primo affondo varesino (50-44 al 24’), ma la pattuglia acrobatica ormai ha preso il volo e il tutto esaurito del PalaWhirlpool non vede l’ora di balzare in piedi ad applaudire i suoi numeri. Capitan Ere “sente” il momento e schiaccia a due mani il 55-44 in campo aperto, poi ancora uno-due Green-Polonara e assist immaginifico ad una mano del play di Phila per la prima affondata di “Dunkston”,[/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]inframmezzata da una serpentina acrobatica dopo “scippo” di Banks. Il Banco non molla (57-48 al 27’) ma le prodezze atletiche in serie lasciano il segno e le polveri dall’arco sono sempre più bagnate. E un tecnico a Meo Sacchetti con palla in mano ai sardi è monetizzato dalla Cimberio col massimo vantaggio stampato da una tripla dall’angolo di Rush (65-50 al 28’). Ma quando Sassari trova l’alchimia giusta la partita si riapre in un amen nonostante il 71-55 del 32’: il quintetto con Ignerski e Vanuzzo apre meglio il campo viste le doti balistiche dei “finti lunghi” ospiti, Varese si pianta attaccando troppo da ferma e con l’inerzia che gira dopo un tecnico per “flopping” a Sakota il Banco Sardegna mette addirittura la freccia con un dardo dall’angolo del polacco che vale il 71-72 del 35’ (complessivo 0-17 per il team di Sacchetti). Ma dopo il time- out di Vitucci la Cimberio torna in campo con gli occhi della tigre: Mike Green sceglie il momento[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]giusto per il primo canestro dal campo, poi è Adrian Banks a salire in cattedra con 6 punti di puro atletismo che rilanciano Varese sul 79-72 del 37’. Finita? Manco a parlarne: tripla e 2+1 del velenoso Thornton , tripla di Ignerski e 81 pari a 75 secondi dal termine. Dopo il doppio errore di Green e del polacco l’asse portante Mike-Bryant funziona al meglio con la schiacciata dell’83-81 a meno 26”; ma mentre tutta la difesa varesina segue Travis Diener, la tripla con chilometri di spazio di Vanuzzo vale il primo sorpasso sull’ 83-84 a meno 15”. La responsabilità della replica se la prende Green, che pesca un fallo nel traffico e rimette la freccia in lunetta a meno 11”. Ultima chance Dinamo, ma stavolta Mike regge sull’1 contro 1 e costringe l’avversario allo scarico: con le dita di Polonara negli occhi arriva un tiraccio corto, il PalaWhirlpool esplode e «La capolista se ne vaaaaa...».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]G. S.[/font][/size][/size][/font][/color]
  19. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Avanti il prossimo. Lo pensa il tifosone che, per sua immacolata concezione della squadra del cuore, non teme sconfitte che non s'aspetta e che, soprattutto, reputa l'imbattuta Cimberio... ancor più imbattibile nella sua fortezza di Masnago. Stasera tocca a Sassari, l'altra squadra che ha sconvolto le consuete gerarchie di campionato, misurare l'irresistibilità da risultato di una Pall. Varese che, d'ora in poi, probabilmente, stupirebbe solo se si sgonfiasse come il pneumatico di una bici rimasta, per troppo tempo, in cantina. Già, i sardi, guidati dal varesino Meo Sacchetti, ne sono i degni antagonisti e se non fosse per una vena chiusa nella gara con Brindisi, sarebbero lì ad adombrare Dunston (foto Blitz) e compagnia in cima alla classifica, pertanto ci provano ora a contender loro il primato, proprio su quel terreno d'assalto, a suon di canestri che entrambi prediligono. Non c'è bisogno di speciali evocazioni, questa - per aspettative di spettacolo e per un risultato che vale una sentenza - è la prima reale partitissima della stagione. Per capirne lo spessore tecnico basta spulciare le medie offensive delle due squadre, divise da un solo punto a favore di Sassari (86-85), come pure quelle relative alle individualità in campo, spiccate o laboriose che siano, suppergiù identiche nelle proprie sfere per leadership e apporto. Se è vero che nella storia contano i fatti più che le date, nel basket i numeri - che non vanno però assunti con dipendenza - possono diventare istruttivi per una buona lettura della realtà. E le statistiche, se non le abbiamo lette male, dicono che i cugini Diener viaggiano con 15 punti a testa, come Thornton che vanta qualche decimale in più, Ignerski con 12 e rotti, Easley con 11 e spiccioli e che Vanuzzo e panchina ne fanno una quindicina. Le medie in casa biancorossa sono notoriamente squisite come le portate servite da Dunston (16.3), Ere (17,3), Banks (15), Green (11,4) e Polonara (10) con il contorno di Sakota, De Nicolao e il resto della compagnia che ne producono una quindicina. Appare, dunque, impressionante la somiglianza delle due squadre nelle segnature, tant'è che - vien da pensare banalmente - vincerà chi farà un canestro in più. La gara non sarà ovviamente una somma di soluzioni meccaniche, essa dipenderà emotivamente dalla pressione che sarà feroce, dalla forza di reazione a episodi più o meno fatali nonché tecnicamente dalle strategie di gioco e dalla qualità d'opposizione. In questo senso si può anche ribaltare ogni concetto offensivo ritenendo possibile vincitore chi difenderà di più e meglio impedendo esplosioni d'attacco agli antagonisti. Sotto questo profilo Varese si fa preferire per quella sua mentalità, cresciuta di gara in gara, nessuna persa, persino in estate, quando s'è leggeri di testa, peraltro arricchitasi nelle sfide con Cantù e Siena. Un po' temibile diventa la pressione, comunemente comprensibile in chi detiene primato e potere, dovendo in ogni caso chiedersi se esso logora chi l'ha o chi lo vorrebbe.[/size][/font][/size][/font][/color]
  20. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Occhi puntati da tutta Italia sul parquet di Masnago per la sfida al vertice tra Cimberio Varese e Banco Sardegna Sassari. Stasera alle 20 (diretta su RaiSport) l'imbattuta capolista di Frank Vitucci ospiterà la sua più diretta inseguitrice in uno scontro diretto tra le due attuali "reginette" della classifica della serie A. Un big-match inatteso ma quanto-mai stimolante vista la capacità delle due protagoniste assolute della stagione 2012/2013 di abbinare i successi sul campo ad un basket allo stesso tempo concreto e divertente. Dunque una gara non solo importante ma anche spettacolare, che opporrà i due migliori attacchi della serie A (Sassari top in assoluto a 86,0 di media; Varese appena sotto ad 84,9) in un match in grado di catalizzare l'attenzione generale attorno ai fenomeni più interessanti del massimo campionato. E per la Cimberio l'occasione è ghiotta per consolidare ulteriormente la sua leadership solitaria, portando a 4 le lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici. [/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Superate a pieni voti le prove di maturità sui campi delle pericolanti Caserta e Biella, Green e compagni sono pronti a giocare la partita che tutta Varese aspetta dall'indomani del successo nel derby contro Cantù. Altissima infatti la “febbre da primato” che si respira in città con il colpo d'occhio del PalaWhirlpool ad offrire un “tutto esaurito” d'altri tempi; la truppa di Vitucci è annunciata al gran completo in una gara che offrirà certamente stimoli forti sotto il piano tecnico e caratteriale. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]In casa Dinamo resta il dubbio relativo alle condizioni di Michael Ignerski: l'ala della nazionale polacca aggiunta nel corso dell'estate per dare esperienza internazionale si è fermato dopo 4' solo oggi si capira se e come l'atleta del 1980 - giocatore importante nella rotazione dei sardi a 12,7 punti in 28 minuti medi potrà effettivamente essere della partita. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]I pericoli pubblici designati per Varese saranno però ovviamente i cugini Travis e Drake Diener: il play del 1982 (15,6 punti e 7,3 assist) è la mente del gioco di una squadra votata all'attacco per indole e qualità balistiche, mentre la guardia del 1981 - portata in Italia ormai 6 anni fa dall'attuale consulente varesino Gianmaria Vacirca a Castelletto Ticino - è lo stoccatore designato (15,4 punti) di una squadra che con l'innesto del pluriscudettato Bootsy Thornton (lo scorso anno campione d'Italia a Siena) ha aggiunto un altro terminale perimetrale di assoluto rilievo (15,1 punti col 40% da 3). [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Sotto canestro l'agile Easley (11,7 punti e 6,6 rimbalzi) fa legna negli spazi aperti dai compagni, mentre dalla panchina lo zoccolo duro degli italiani (il play Pinton, la guardia Devecchi, il veterano Vanuzzo e l'ala Brian Sacchetti, figlio del grande Meo, con un passato anche dalle giovanili di Varese, oltre all'oriundo Diliegro) dà sostanza e qualità. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Un assetto rodato che dopo la storica semifinale dello scorso anno valsa l'accesso all'Eurocup sta confermando tutto il suo spessore in questo inizio di stagione in cui solo la Cimberio ha saputo fare di meglio. E per battere una squadra che gioca a memoria una pallacanestro divertente ma anche concreta la truppa di Vitucci dovrà imporre la solidità del suo impianto difensivo per esaltare il suo tasso atletico e mandare fuori giri un'avversaria in grado di batterla solo su ritmi offensivi a quota 90 punti. [/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]
  21. [color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Sale anche nell'ambiente biancorosso l'attesa per lo scontro al vertice tra Varese e Sassari: mentre le prevendite volano oltre quota 4000 posti già assegnati, il grande seguito previsto per domani sera a Masnago sarà uno stimolo supplementare per una Cimberio decisa a ripagare i tifosi per l'entusiasmo che si respira attorno alla squadra. [/size][/font][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Lo conferma il coach Frank Vitucci (foto Blitz in alto): «La grande partecipazione del pubblico ci rende molto fieri ed allo stesso tempo ci responsabilizza: più che la classifica è questo a darci la carica in vista di una partita speciale. Ci siamo guadagnati sul campo la possibilità di giocarci una partita che in questo momento vale il primato in graduatoria: per noi è certamente motivo di orgoglio ed anche se siamo solo all'ottava giornata è logico che sia un match particolarmente sentito».[/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La sfida contro il Banco Sardegna di Meo Sacchetti («da giocatore mi piaceva molto, per me fu il simbolo dell'Italia che vinse gli Europei del 1983» lo ricorda Vitucci nella versione giocatore) rappresenta un'inedita ma allettante novità per quanto riguarda il vertice della classifica tra le due squadre che al momento attuale sanno coniugare al meglio una pallacanestro vincente ed allo stesso tempo piacevole senza farsi condizionare da una graduatoria inebriante: «Pur con sole sette partite disputate Varese e Sassari sono espressione di un trend interessante: sono due squadre - spiega il coach della formazione biancorossa - che cercano di giocare una pallacanestro bella da vedere ed allo stesso tempo efficace, ed in questo momento non è un caso che i nostri risultati positivi sono legati alla capacità di dare sostanza ad un basket divertente ma anche redditizio». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Vitucci amplia poi il ragionamento: «Poi, certo, col passare del tempo le big di Eurolega faranno valere profondità e potenziale - prevede -: Milano ci sta mettendo più del previsto ma Cantù e Siena sono già ad un passo. Le attenzioni generate dal primato in classifica? È giusto che al momento ci siano gratificazioni per il lavoro svolto, ma i risultati sono comunque frutto di applicazione ed impegno costanti, ed anche se in questo modo siamo maggiormente allo scoperto questo non cambia la mentalità di una squadra conscia che c'è ancora tanta strada da fare». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E pur con un modulo tecnico ed un'identità differenti rispetto a quelle di Sassari, il coach varesino individua comunque analogie nella filosofia di gioco delle due squadre, entrambe votata a costruire e non a distruggere: «Giocheremo contro una squadra che negli ultimi tre anni ha dimostrato di essere una realtà importante del basket italiano - così Vitucci -, crescendo e consolidandosi attorno al sistema basato sul suo allenatore e sui giocatori che ne costituiscono l'asse portante. Siamo diversi nel modo di giocare ma ci sono molte similitudini nel modo di intendere la pallacanestro: l'idea di fondo mia e di Sacchetti è abbastanza simile, ad entrambi piace far giocare al meglio le squadre lasciando che i singoli si esprimano al meglio all'interno di un sistema». [/font][/size][/size][/font][/color] [color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E nonostante sulla carta la sfida metta di fronte i due migliori attacchi della serie A (86,0 a partita per Sassari, 84,9 per la Cimberio) la chiave di volta del match individuata da Vitucci è legata alla difesa; «Sassari ha un tasso tecnico altissimo ed è una squadra molto scaltra in grado di accendersi in un lampo, sicuramente il riferimento offensivo è legato agli esterni ma avendo giocatori pericolosi sul perimetro i lunghi sono sornioni e molto abili a trarre vantaggi dagli spazi aperti dai compagni. In una gara che si prospetta a punteggio alto visto che si affrontano gli attacchi più prolifici del campionato - la conclusione del tecnico della Cimberio - avrà un valore determinante la nostra capacità difensiva».[/font][/size] [size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
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