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  1. Partita che resta sempre in mano ai padroni di casa e che alla fine hanno la meglio per 8 punti di scarto che sono però bugiardi nello spiegare il divario tra le due compagini che è parso ben più ampio, ma grazie in particolare alla grande prestazione dei due esterni trentini, Flaccadori in qualità di cecchino e Forray nelle vesti di leader carismatico, i danni vengono ampiamente limitati dai viaggianti che trovano il pascolo prealpino troppo magro per poter bivaccare allegramente. Ma veniamo alle valutazioni : Archie 6 : se proprio vogliamo trovare una nota stonata all’interno di un piacevolissimo concerto è proprio la prestazione del lungo statunitense che circa a metà del primo quarto è costretto a sedersi in panchina perché gravato di 3 falli. Nel secondo tempo però rientra in campo con un altro piglio e oltre a gestire la situazione difensiva è determinante per dare il la allo strappo che porterà Varese a viaggiare sempre con una doppia cifra di vantaggio. SCORDATO Avramovic 6 : partita sotto tono per il giovane serbo che nelle percentuali al tiro per tutte e 3 le categorie è stranamente impreciso ma fortunatamente oggi i suoi compagni sono riusciti a non far rimpiangere la sua scarsa vena realizzativa, forse il problemino fisico che lo aveva fermato per la partita di coppa non era stato assorbito completamente. FARRAGINOSO Gatto N.E. Iannuzzi 6 : pochi minuti in campo oggi per il lungo irpino più per i meriti del centro titolare che per demeriti suoi. Sicuramente fa vedere di apprendere i dettami voluti dal coach e sicuramente, andando avanti di questo passo, saliranno anche i suoi minuti in campo e le sue prestazioni. EVOLUTION Natali 6 : stesso discorso fatto per Iannuzzi, quando davanti a te hai il giocatore che letteralmente domina la partita è difficile trovare spazio e minuti ma quando è all’interno del rettangolo di gioco mette sempre il meglio che può. AFFIDABILE Scrubb 8,5 : in assoluto l’hombre del partido, una presenza costante sui 2 lati del campo, graffiante in difesa, letale in attacco prendendosi conclusioni tanto difficili quanto vincenti sciolinando un repertorio di fondamentali da far vedere a qualsiasi scuola di mini basket. ESSENZIALE Verri N.E. Tambone 7,5 : finalmente Matteo si scrolla di dosso la scimmia della prima conclusione dal campo messa in fondo alla retina e fatto ciò sembra non volersi più fermare e torna quel bel giocatore che aveva fatto luccicare gli occhi ai tifosi biancorossi in tutta la preseason. RITARDATARIO GIUSTIFICATO Cain 8 : Tyler torna sui livelli anche come numeri sul tabellino (una doppia doppia da 14 pt e 14 rimbalzi più 2 stoppatone)a cui ci aveva abituato soprattutto nella seconda parte della stagione scorsa e domina dove forse gli avversari odierni risultavano oltremodo scoperti. GIGANTE Ferrero 8 : prestazione monstre del capitano varesino che oltre una prestazione balistica con percentuali stellari è il secondo miglior realizzatore dei sui con ben 16 punti ma dimostra il suo mezzogiorno di grazia smazzando 4 assist di pregevolissima fattura, quasi che lo spirito di un play puro si sia manifestato nel corpaccione di Giancarlo. POSSEDUTO Moore 6,5 : partenza molto positiva per il play di Philly che però alla distanza si limita diligentemente a dirigere il traffico limitando notevolmente le conclusioni personali per favorire la circolazione di palla. VIGILE Bertone 6 : anche a detta di Caja la miglior prestazione di Pablo dal suo arrivo all’ombra del Sacro Monte, anche se qualche volta sembra ancora timido nel puntare il canestro dimostra abnegazione ed aggressività difensiva cosa che è apprezzata sia dallo staff che dal pubblico. SOLDATINO
  2. «Dovremo stare attenti alla loro intensità. L’unico modo per farcela contro Trento sarà pareggiare la loro energia». Attilio Caja, 3 novembre 2017, conferenza stampa pre-partita di Openjobmetis Varese-Dolomiti Energia Trentino. Parole? Le solite? Ma in effetti cosa vuoi che debba dire un allenatore in questi casi? «Entriamo molli»? Ecco: Varese, questa Varese, è una squadra che alle parole finora ha sempre fatto seguire i fatti. Varese, questa Varese, è una squadra che sa mantenere le promesse. A partire dalla sua guida (che nella fattispecie prende Buscaglia e tatticamente, e nella preparazione della partita, se lo mangia in un solo boccone) fino all’ultimo della panchina. «Pareggiare la loro energia»? I soldati dell’Artiglio sono una barretta di Ovomaltina a effetto prolungato, sono una scarica elettrica a 30 mila volt, sono un Usain Bolt che non si ritira dalle corse: prendono Trento, passeggiano sulla sua stanchezza post-Europa, e la distruggono con le sue stesse armi. Sono dei cannibali del basket. In un PalA2A che si stropiccia gli occhi e assiste a uno dei match più dominati da una Varese degli ultimi 6 anni (contro i vice campioni d’Italia…) finisce 93-66 per la Openjobmetis. È assolo biancorosso: in attacco, dove viene fuori una contesa dai tanti protagonisti e tutti in serata di grazia (difficile avere una preferenza tra Okoye, Pelle e Wells); in difesa, dove - mossa di Pelle a parte - Ferrero e compagni chiudono le frontiere delle plance pur riuscendo ad aggredire sull’arco (e Trentino non ci capisce più nulla); a rimbalzo (finisce con un rotondo 47-28), con un Cain che nel giorno in cui la sua riserva tira il fuori il partitone, riesce a rispondere pan per focaccia. Com’era, com’era? Ah sì: Varese-Trento, non una partita da vincere, ma una partita che, se vinci… Pelle titolare al posto di Cain, messo su Behanan e al centro dell’attacco biancorosso: è il tocco dello chef (Attilio “Cannavacciuolo” Caja) che manda in tilt il suo omologo trentino che si aspettava l’americano contro i 198 cm di Behanan. I 2 metri e 11 del caraibico, che non aspettava altro, diventano così i primi trascinatori della Openjobmetis. Due i motivi. Il primo: Pelle davanti si fa trovare pronto - perché usa benissimo il corpo - come terminale su ingegnosi e utili passaggi a scavalcare il suo avversario. Il secondo: il nostro ci mette qualche minuto a prendere le misure del veloce contendente (e poi di Baldi Rossi), ma piano piano allontana entrambi dal canestro biancorosso. Chiudendolo ermeticamente. Norvel dà il là, ma dietro c’è un orchestra affiata e sul pezzo: Waller caldo al tiro, Wells concreto ragionatore, Okoye con la nitro nelle gambe. Quella varesina è una marea a cui Trento non riesce a opporsi, tanto che una cronaca spiccia del primo quarto sarebbe impossibile da annotare, tante sono le sortite offensive a segno dei padroni di casa. Meglio andare con il riepilogo: al 10’ è 31-12. La formazione di Buscaglia le prova tutte (zona, pressing aggressivo, uomo…) al ritorno sul parquet dopo la prima pausa, ma lo spartito celestiale di Varese viene solo minimamente intaccato da contromisure che non riescono a silenziare il suo poderoso suono collettivo. E la sinfonia è stavolta guidata un Cameron Wells essenziale nella sua capacità di distribuire gioco e accaparrarselo per sé. Il +21 del 14’ (38-17) non può che essere diretta conseguenza di quanto descritto. In mezzo a errori ai liberi, tiri che si spengono sul ferro o affrettati perché magistralmente contestati da una difesa casalinga che cala di intensità, la Dolomiti Energia trova solo uno sporadico break con le invenzioni di Gutierrez (bomba più fallo) e 5 in fila di Franke (41-26 al 15’). Ma è sun intermezzo nel concerto di Okoye e sodali: il nigeriano non si fa pregare né dall’arco, né in entrata, Ferrero pure colpisce dai 6,75, Wells ha la pazienza di servire Cain anche davanti alla spada di Damocle del cronometro dei 24”. La morale? Pur segnando meno di prima, perché contro un’opposizione certamente salita di tono, Varese è esattamente dov’era dieci minuti prima. Anzi, meglio: +20 (49-29). Com’era, com’era? Ah già: se vuoi capire come sia una squadra, guarda come come entra in campo dopo l’intervallo. Ora vi diciamo allora com’è Varese: sopra di venti, dopo il tè negli spogliatoi si ripresenta sul rettangolo come se fosse sotto di 10. Lo capisci soprattutto dalla difesa, nemmeno minimamente intenzionata a cedere giri nel suo potente motore (4 punti concessi alla Dolomiti Energia nei primi 6’ del quarto). Trento resta lì, imbambolata, e si fa pugnalare: Ferrero e Waller da 3, Wells con il solito setoso arresto e tiro, Okoye un po’ con tutto. Com’era, com’era? Ah già: +30, anzi 31 (62-31). E nulla possono i nervi che si accendono, anche per alcuni fischi demenziali degli arbitri. Nulla possono le uscite del capitano e dell’ex Giessen per falli, né la buona vena di Flaccadori: anche quando Trento supera se stessa dietro (e certi frangenti in retroguardia di Forray e soci sono da Eurocup), alla Openjobmetis riesce tanto, riesce tutto. Al 30’ è 77-48: partita finita. C’è giusto il tempo di qualche scorribanda di chi si sa divertire davvero (Hollis, che se il mondo si misurasse solo in tecnica pura sarebbe venerato al pari di una rockstar), di qualche accelerata di Avramovic, di qualche meritata passerella, dell’esordio in Serie A di Seck e Bergamaschi e di qualche shampoo ben distribuito dell’Artiglio come se si fosse ancora punto a punto (e poi ti chiedi se c’è un segreto.…).C’è tempo per applaudire Varese. Fabio Gandini
  3. La Pallacanestro Varese schianta Trento con le armi preferite dei vicecampioni d'Italia in carica e si aggancia per 24 ore ai treno della zona playoff. La miglior Varese dell'anno, ancor più brillante rispetto al più 31 nel derby contro Cantù, travolge con un inizio folgorante una Dolomiti Energia tutt'altro che... energica. Clamorosa la differenza d'intensità nel 31-12 del primo quarto che segna una partita dominata in lungo e in largo dalla formazione di Attilio Caja. Ferrero e compagni sommergono l'Aquila con un mix di letture perfette contro una difesa sul pick&roll impostata contro Wells, che sfrutta per la prima volta i poderosi mezzi atletici di Norvel Pelle (8 nei primi 8'), e di aggressività su tutti i palloni che regala loro un clamoroso e determinante predominio a rimbalzo (47-28 finale per i biancorossi ). Il pubblico del PalA2A - caldo ma finalmente nutrito, record stagionale i 3.903 presenti - si stropiccia gli occhi per il tornituante 19-0 con cui la squadra di Caja imprime il suo marchio alla partita e poi si spella le mani per una prestazione da 58% dal campo e 114 di valutazione. Merito della perfetta preparazione tattica del match da parte di Artiglio e della conseguente interpretazione altrettanto sinfonica del copione da parte di un collettivo capace di trovare anche stavolta protagonisti a rotazione (5 in doppia cifra e 10 a referto per Varese). E merito della capacità dei padroni di casa di mettere sotto sul piano dell'intensità e dell'energia un'avversaria svuotata della gara di mercoledì a Gran Canaria e parsa in riserva sparata al di là dell'assenza di Shields contro una Varese capace di azzannare la partita con un approccio famelico. Dopo il più 19 del primo intervallo, però, i padroni di casa hanno avuto la forza e il merito di non staccare mai il piede dall'acceleratore: anche quando Pelle è stato limitato dai falli, ci ha pensato Cain a presidiare l'area con analoga efficacia. Positiva anche la conferma di Wells nei panni del regista-finalizzatore: il play statunitense è stato abile ad allargare il pick&roll in tanti giochi a tre che hanno garantito tiri ad alta percentuale da sotto e da fuori, e poi a punire in sospensione lo spazio concessogli dalla difesa trentina. Una conferma che ha convinto Masnago - alla luce del crepitante applauso in occasione della passerella concessagli da Caja nel finale - che ha apprezzato anche le invenzioni dall'arco di Waller e le giocate da pianista di Hollis in una serata davvero esaltante per qualità del gioco espresso in funzione della quantità di energia profusa sul parquet. Insomma una vittoria di proporzioni oceaniche, fotografata in maniera eloquente dal 114-55 in termini di valutazione statistica, che dà vigore alla classifica e permette di guardare con serenità alle sfide più impegnative contro Avellino e Sassari. Ossia altre due avversarie che Varese potrà sfidare preparandosi al meglio in settimana (a proposito: la prossima s'inizierà martedì: Artiglio ha premiato la squadra con un giorno in più di riposo) contro rivali reduci dai mercoledì internazionali. La Varese delle prime 6 giornate ha raccolto 6 punti - anche grazie a 4 gare al PalA2A - dimostrando di poter valere più della salvezza; le prossime due gare contro Sidigas e Banco Sardegna dovranno dare un valore più compiuto all'attuale formula "più della salvezza". Giuseppe Sciascia
  4. Una Varese determinata ed impietosa abbatte subito le velleità dei vice campioni d'Italia, presentatisi a Masnago con Shields infortunato e con le batterie scariche in seguito alla battaglia combattuta solo qualche giorno fa a Gran Canaria. Pur facilitata da questa fortuita evenienza, la squadra varesina dimostra di farsi trovare pronta e non fa sconti all'Aquila. Avramovic 6,5: entra in campo quando le vacche hanno già dato un giro di chiave al cancello per scappare, però fa il suo senza tirare calci al secchio del latte già munto dai suoi compagni. Il meglio di sè lo fornisce nerlla seconda parte di gara dove dimostra energia e buona propulsione sopratutto offensiva. FATTORE Pelle 7: parte a sorpresa in quintetto base e la scelta di coach Caja è azzeccata e lui la ripaga con un impatto importate ed immediato sul match con pick and roll in cui viene servito in profondità grazie a diversi lob dei compagni finalizzati sia direttamente sia con precisi tiri liberi. Penalizzato dai precoci falli viene panchinato per lunghi tratti dell'incontro. MATURANDO Bergamaschi S.V. Natali 6: gioca pochi minuti senza sfigurare e facendo il suo sui due lati del campo. FIGURINA Seck S.V. Okoye 8: preciso, chirurgico, determinante nello scavare il solco nel primo quarto e nel mantenerlo sorreggendo la difesa e alimentando l'attacco senza mai dimostrare debolezze strutturali. PILASTRO Tambone 5,5: soffre la pressione ed i raddoppi degli esterni trentini e non si aiuta chiudendo prematuramente il palleggio incastrandosi negli angoli. INSICURO Cain 6,5: si adopera nell'ombra magari senza apparire troppo alle luci della ribalta ma facendo sempre il suo, sopratutto nella specialità della casa ovvero i rimbalzi. ATTORE NON PROTAGONISTA Ferrero 6,5: a dispetto delle uscite precedenti denota una mano rovente chiudendo la serata con il 100% di realizzazione e con letture sempre corrette e talvolta argute. UTILE Wells 7,5: uomo squadra a disposizione dei compagni nel primo quarto, riconosce le difficoltà offensive nel proseguio dell'incontro ergendosi spesso a protagonista. ATTORE PROTAGONISTA Waller 7: corre, si smarca, rilascia velocemente il suo tiro mortifero e subisce i duri contrasti senza proferire verbo. KILLER SILENZIOSO Hollis 6,5: sempre in bilico tra la giocata sontuosa e la minchiata sesquipedale, croce e delizia dei propri tifosi che appena prende palla trattengono il fiato in attesa di sapere quale delle due scelte effettuerà...Oggi però spesso positivo. EQUILIBRISTA
  5. La Pallacanestro Varese chiede strada a Trento per consolidarsi in zona tranquillità. L'anticipo serale contro i vicecampioni d'Italia in carica (diretta Tv alle ore 20.45 su Eurosport 2) inaugura il trittico di impegni contro avversarie di caratura internazionale, quantomeno alla luce della partecipazione alle coppe europee versione 2017/'18: le sfide contro Dolomiti Energia, Avellino e Sassari dovranno misurare lo spessore della truppa di Caja al cambio di avversarie con ambizioni playoff. Sulla carta l'impegno è ostico contro una squadra che ha cambiato parte degli effettivi ma non filosofìa - basata su atletismo, energia e intensità difensiva - rispetto alla cavalcata playoff della scorsa annata. Però Varese potrà gettare nella mischia la sua organizzazione tattica affinata nella settimana intera di lavoro per prepararsi all'impegno di stasera; al contrario Trento è scesa campo mercoledì a Gran Canaria, approdando giovedì sera direttamente nella "città giardino". La squadra di Buscaglia s'è allenata ieri pomeriggio al PalA2A preparandosi a far fronte all'assenza di Shields (indisponibile per l'infortunio ad una caviglia nel match di mercoledì). L'obiettivo di Varese è quello di provare a sorprendere gli avversari con una prestazione intensa e allo stesso tempo accorta: la squadra di Caja dovrà cercare di far valere il suo mix di applicazione e intensità per togliere a Trento le sue certezze. «Dovremo pareggiare energia e atletismo, anni fondamentali anche nella scorsa annata della Dolomiti Energia - spiega il tecnico pavese -. A loro piace il contropiede, noi non dovremo andare fuori ritmo e impostare la partita su punteggi bassi; serviranno pure percentuali elevate nel tiro dall'arco contro una squadra molto aggressiva sulla palla e contro cui è difficile trovare soluzioni dentro l'area». I biancorossi dovranno ripartire dai temi difensivi decisivi contro Pistoia, auspicando che Wells e Avramovic si ripetano sui livelli offensivi dell' ultimo impegno: «Dobbiamo portarci dietro la costanza difensiva di domenica scorsa; è fondamentale non farsi mai prendere dall'emozione e continuare a giocare la nostra pallacanestro, specie contro un' avversaria abile a punire i tuoi errori in campo aperto» ricorda Caja che punta a stabilizzare il rendimento dei singoli per aumentare quello del gruppo: «Vogliamo continuare sull'onda delle ultime prestazioni positive, cercando di trovare un equilibrio. Va bene avere ogni volta protagonisti diversi, ma vorremmo avere un contributo costante da ognuno, assestandosi su prestazioni da 6 e mezzo o 7 piuttosto che alternare rendimento da 5 e mezzo a 8». Da tenere d'occhio in particolare l'energia dentro l'area dell' esplosivo Sutton e del piccolo ma potente pivot Behanan, mentre Wells avrà un test probante contro difensori arcigni come Forray e Flaccadori, cui saranno affidate maggiori responsabilità in assenza di Shields. Per battere Trento ci vorranno cuore e gambe, ma soprattutto testa: lecito aspettarsi una partita ruvida: Varese per imporre la legge del PalA2A dovrà difendere il fortino della sua area colorata e gestire con lucidità il ritmo del match. Giuseppe Sciascia
  6. Un intero cammino in due categorie. La prima: le partite da vincere. La seconda: le partite che, se vinci, … Gli esempi possono aiutare. Cantù in casa e Pistoia idem appartengono al primo insieme. Brescia da affrontare lontano dalle mura amiche (e a maggior ragione Milano e Venezia, ovunque incontrate) al secondo. I criteri della scelta? La qualità dei tuoi avversari, in primis, e gli obiettivi che ti sei prefissato poi. Strappare due punti a Red October e The Flexx serve semplicemente a mettere fieno in cascina in una corsa salvezza che non ammette errori: chi li commette, cioè chi si fa sfuggire vittorie alla propria portata perché da conquistare contro squadre dello stesso valore o di un valore non così (tanto) diverso, semplicemente retrocede. Espugnare il Forum, Montichiari o ottenere lo scalpo dei campioni d’Italia serve invece ad ampliare gli orizzonti: ne vinci una, ne vinci un’altra e un 13° posto diventa magari 10°; ne vinci un’altra ancora e diventa 8° o 7°. Come una gara di salto in alto, come una continua verifica della propria forza paragonata a quella altrui. Tutta sta pappardella per significare cosa? Semplice: che Openjobmetis Varese-Dolomiti Energia Trentino entra di diritto ne “le partite che, se vinci, …”. E lo stesso varrà contro Avellino e Sassari, i successivi impegni di un calendario che ha tolto dal mirino pezzi da novanta come Ea7 e Umana ma che non può certo definirsi in discesa per la truppa di Attilio Caja. Dalla teoria (vice campioni d’Italia) alla pratica (squadra lunga, attrezzata per prendere parte anche all’Eurocup), l’esame odierno è difficile, soprattutto per un particolare che si tende troppo spesso a sottovalutare: «Trento ha confermato sette giocatori della passata stagione – ha fatto notare l’Artiglio ieri, in sede di presentazione – È un vantaggio incalcolabile rispetto a chi è costretto a cambiare ogni estate. Lo zoccolo duro dei nostri avversari (Forray, Baldi Rossi, Shields, in fortissimo dubbio per stasera, Gomes, Sutton, Flaccadori e Lechthaler ndr) è quello che temo di più». E fosse solo quello: in estate il mercato ha aggiunto un lungo bonsai, atletico e grintoso come Chane Behannan (super carriera al college con Louisville, prima di essere sospeso da Rick Pitino per uso di marijuana), un play che oggi si giocherà il quintetto base con Toto Forray come Jorge Gutiérrez, una perla (soprattutto se in partenza dalla panchina) come Ojars Silins e un altro valido rincalzo come l’olandese Yannis Franke. Il totale fa una squadra «contro la quale ci vuole grande attenzione – ha continuato l’allenatore pavese – Dovremo pareggiare la loro energia e il loro atletismo: grazie a queste due caratteristiche la Dolomiti Energia sa difendere forte (è la formazione seconda nella classifica delle palle recuperate ndr), andare in contropiede, guadagnare tanti falli ed essere molto temibile nell’uno contro uno. Li troveremo agguerriti e consapevoli dei loro mezzi». Chiaro allora il piano partita biancorosso: «Difendere di squadra cercando di non esporci a duelli individuali che ci vedono inferiori. E poi trovare il giusto equilibrio: non dobbiamo andare sotto ritmo ma nemmeno sopra, perché i ritmi altissimi non sono nelle nostre corde e contro Trento potrebbero essere pericolosi». Fabio Gandini
  7. Il commento a fine primo quarto, a fine secondo quarto, a fine terzo quarto sempre lo stesso era: hai perso con Reggio Emilia, perderai con Trento, ringrazia di esserti salvato e non sfidare montagne troppo alte per te. Come puoi infatti persino permetterti anche solo di sognare i playoff se i confronti con chi la post season la farà davvero ti vedono sconfitto senza appello (ancorché lottando)? Ecco, meno male che i commenti si devono scrivere alla fine. I Resuscitabili di Attilio Caja non muoiono mai: a farne le spese una Dolomiti Energia convinta di aver già sbancato il Tempio e vittima di una rimonta clamorosa, entusiasmante, da campioni, che diventa la didascalia stagionale di questa squadra di ex morti (ora tostissimi viventi) e del loro allenatore. Dopo 35 minuti di sofferenza - contro una contendente attrezzata, di livello superiore, esperta, “sgamata” - Varese segna 23 punti (sì ventitre…) negli ultimi cinque minuti di gara, ispirata dalla classe di un Maynor fin lì stuprato da Craft (16 punti e 10 assist per il play ospite, 17 più 4 per il “varesino”), da un Johnson che trova i canestri giusti al momento giusto dopo aver mirato alle farfalle (19 ma 3/10 da 3) e da un Pelle di una maturità ed efficacia commoventi rispetto al recente passato (12 punti e 5 rimbalzi in soli 15’). Un trio che scrive un “come back” storico, prezioso, che mette la parola fine alla rincorsa salvezza (Cremona perde anche ad Avellino e non ci può più raggiungere) e lascia aperta una porta alla speranza del miracolo playoff: la Openjobmetis rosicchia due punti a Torino e soprattutto a Pistoia, che rimane a un teorico +4 su Cavaliero e compagni. La gara è tutta da raccontare. Inizio a spron battuto per entrambe le squadre, con Trento che ben presto si fa però preferire ai padroni di casa: un Maynor regolarmente presente nello starting five costruisce per Anosike ed Eyenga (9-6 al 3’), poi però commette due errori che favoriscono la corsa di Trento, con il neo arrivato Shields già in grande spolvero: al 5’ è 9-15 e Caja chiama il primo timeout. Dal quale la Openjobmetis esce con due dardi - del play di Raeford e di Kangur - che rimettono la sfida in parità (15-15), prima che una serie di errori di entrambe le squadre accompagnino la partita fino all’ultimo minuto, in cui due prodezze di Johnson e il libero di Sutton scrivono il 20-18 del 10’. Lo show ad altezze siderali di Pelle apre un quarto in cui il botta e risposta dura fino al 25-25 del 13’, punto in cui la Dolomiti Energia spariglia le carte profittando di palle perse e attacchi poco convinti dei biancorossi: 7-0 di parziale, firmato da Hogue, Gomes ma soprattutto da un ispiratissimo Flaccadori (25-32 al 15’). Maynor, in proprio, prova ad abbozzare una risalita, così la zona che l’Artiglio disegna per i suoi: Trento è però precisa (una sola palla persa nei primi 20’), veloce e fisica, e sfrutta ogni errore casalingo per scappare con Sutton prima a +9 (33-42), poi - sulla seconda sirena - fino a +10 (36-46). Piove, quindi grandina: al rientro in campo Johnson commette terzo e quarto fallo (Caja si gioca Avramovic) e Hogue segna di forza il +12 (38-50 al 22’), con Varese che continua a sbattere contro il muro dolomitico. I fischietti spezzettano la partita facendo infuriare Masnago, Varese è costretta a doversi sudare ogni singolo canestro, con gli estremi del divario che vanno dal -10 segnato da Craft (43-53) al -5 dei liberi di Pelle (50-55 al 28’) dopo la bomba di Cavaliero. Con le unghie e con i denti (e con un quintetto senza Maynor e Anosike, gravato anch’egli di 4 penalità) della difesa la Openjobmetis tuttavia risale, concedendo solo 11 punti in 10’ agli avversari dopo averne lasciati 28 nel secondo quarto: Eyenga prima e il pivot ex Pesaro poi insaccano il -3 (54-57) del 30’. Per recuperare una partita così, sempre sotto, sempre a rincorrere, con avversari tanto tignosi, devi scrivere un ultimo quarto da cineteca. E così sia, anche se Hollywood non è nulla al confronto del Sacro Monte. Il risveglio di Johnson (due bombe in fila) produce infatti il -2 (60-62 al 32’), ma Trento in un amen riscava un margine di 9 (con Craft e Sutton ancora sugli scudi). Sembra che in campo ci sia un gatto che si diverte a giocare con un topo: se i padroni di casa segnano, gli uomini di Buscaglia rispondono (65-72 al 36’). La favola però ha un finale diverso stavolta: i punti di Johnson, la grinta di Pelle, la classe di Maynor sono un uragano che si abbatte su chi crede di aver già vinto. Johnson, ancora lui, nel traffico segna il 76-76: guardi il tabellone e non ci credi. Nel finale punto a punto gli dei premiano la volontà biancorossa: Flaccadori prova l’ultimo ratto, ma Cavaliero non trema ai personali. Finisce 83-80. Fabio Gandini
  8. L'ottava meraviglia di Attilio Caj a regala all'Openjobmetis la certezza aritmetica della permanenza in serie A e alimenta il sogno playoff a tre turni dal termine della regular season. Varese respinge col vigore e l'energia della squadra di rango l'assalto della Dolomiti Energia, ribaltando con un imperioso 13-2 un match che sembrava segnato sul 67-74 del 37'. Una vittoria tutta sudore e grinta che simboleggia perfettamente gli ingredienti chiave della rimonta-salvezza di Cavaliero e soci. Vincenti le scelte tattiche finali del coach pavese, che imbriglia con la zona 2-3 l'agilità e l'energia a rimbalzo d'attacco della Dolomiti Energia e vara l'assetto giusto con un utilissimo Cavaliero a fianco del trascinatore Maynor, adeguandosi alla cavalleria leggera degli assaltatori trentini per evitare di sbattere contro il muro della miglior difesa del campionato (quarto periodo da 29 punti e 62% da 2 dopo gli affanni balistici dei primi 30'). Testa e cuore le armi vincenti per l'OJM, capace di adeguare il suo impatto fisico e atletico alle necessità di una partita da playoff per la durezza mentale mostrata da Trento fino al rush finale. Quando però Varese ha "sfregato" la lampada del suo Aladino: le magie nel traffico di Maynor, che ha dimenticato i dolori al collo per andare nel cuore dell'area a guadagnarsi i punti della rimonta (74 pari al 38') e poi del primo sorpasso (78-76 a meno 42"), hanno evidenziato nuovamente il mix di talento e personalità del regista ex NBA, vincitore al fotofinish nel duello con l'ottimo Craft. Una conferma ulteriore dello spessore caratteriale di una squadra capace di ribaltare con un finale allo stesso tempo lucido e graffiante una partita che l'aveva vista inseguire per 30 minuti abbondanti, pagando un passaggio a vuoto offensivo nel secondo quarto (25-32 al 16' dopo il 24-21 del 12') e un nuovo blackout in avvio della terza frazione (38-50 al 23', massimo vantaggio Aquila). Nonostante i gravi problemi di falli (4 per Johnson, Kangur, Anosrke e Pelle già in avvio della quarta frazione), Varese è sempre rimasta aggrappata alla partita con una fiammata di Johnson a ricucire sul 60-62 del 33'. Poi l'elettrizzante finale, con la zona a togliere efficacia ai fucilieri di Trento che avevano graffiato dall'arco con Sutton (63-72 al 36'), e un Maynor infallibile nella gestione degli ultimi possessi ad esaltare le doti acrobatiche di Pelle (impor-tantisismo il 2+1 in semigancio per il 72-74 del 38'). I risultati degli altri campi riaccendono la fiammella della speranza in chiave playoff: la sconfitta di Pistoia a Cantù riporta l'Openjobmetis a due punti dall'ottavo posto, anche se per alimentare concretamente i sogni servirà un'impresa domenica prossima sul campo della seconda forza Venezia. Serate adrenaliniche come quella di ieri alimentano ovviamente i rammarichi, partendo da quello di Attillo Caja sulla durata ormai limitata della stagione 2016/'17. Ma allo stesso tempo alimentano pure i desideri delia società di cercare di confermare lo zoccolo duro della rimonta-salvezza. Che intanto, con vittorie intrise di emozioni forti come quelle di ieri, alimenta l'entusiasmo dell'ambiente per l'attuale versione dell'OJM: un circolo virtuoso per convincere chi deve mettere benzina economica nel serbatoio a fare uno sforzo per non dover disperdere i protagonisti dei due mesi migliori dei 4 anni post-Indimenticabili... Giuseppe Sciascia
  9. Vittoria quanto mai insperata questa della vigilia di Pasqua a Masnago in quanto i trentini conducono praticamente per tutta la gara e con autorità ma in un palpitante finale Varese mette la freccia grazie soprattutto al suo regista, Eric Maynor, e poi non senza colpi di scena e pathos porta a casa sotto forma di sorpresa i 2 punti. Ma veniamo alle valutazioni : Johnson 7 : dopo la prestazione balistica eccezionale contro Brescia Dom sembra aver bagnato le polveri almeno per quanto riguarda le conclusioni dalla lunga distanza. In compenso è salito il suo contributo difensivo e la sua capacità di attaccare il ferro. Stasera limitato dai falli risulta comunque decisivo al suo rientro in campo nel finale. IMPRESCINDIBILE Anosike 6,5 : partita dove parte bene ma poi non risulta particolarmente appariscente ma poi vai a leggere le sue statistiche e leggi 9 punti e 13 rimbalzi, come dire che lui c’era e come. UOMO INVISIBILE Maynor 8 : leader assoluto che si prende responsabilità importanti; emblematico che le 2 giocare più importati e clamorose le faccia dopo aver perso una sanguinosissima palla in palleggio. DEFINITIVO Avramovic 6 : trova qualche minuto in campo grazie all’iniziale impatto timido di Cavaliero e ai falli di Johnson; buon inizio per poi perdersi nei suoi consueti errori. RECIDIVO Pelle 7 : peccato per quel difetto dei falli ingenui che fatica a togliersi perché la sua crescita tecnica rispetto al suo arrivo sotto alle prealpi è evidente. Questa sera diventa determinante nei momenti in cui i biancorossi faticano a trovare soluzioni in attacco volando dove solo lui può; bene anche l’abnegazione difensiva. AQUILA Bulleri 6 : partita ordinata per il play di Cecina che nei 9 minuti di utilizzo non trova mai la via del canestro ma sfodera 2 assist. ILLUMINANTE De Vita N.E. Cavaliero 6,5 : prima parte di gara da annoverare nella galleria degli orrori poi come d’incanto, dopo aver realizzato una bomba nel secondo tempo, il capitano trova fiducia e migliora notevolmente il suo rendimento difensivo e risulta ispirato nel liberare i compagni al tiro con 4 assist. Nel finale freddo nel realizzare 3 liberi sui 4 tentativi che valgono la vittoria. GLACIALE Kangur 6 : dopo diverse gare dove sembrava nettamente in ripresa questa sera è autore di una prestazione senza particolari acuti anche lui, come tutta la batteria di lunghi, limitato dai falli. Difende comunque con la consueta intensità. UMANO Canavesi N.E. Ferrero 6 : deve principalmente marcare Sutton che è davvero una forza della natura e anche per questo si ritrova come i suoi compagni di reparto a cercare di gestire il fardello dei falli. Partita alla fine senza acuti particolari. AFONO Eyenga 6 : il congolese dimostra fin da subito che non è una serata particolarmente positiva nella metà campo offensiva insistendo a prendersi conclusioni più che altro dalla media e non trovando quasi mai il fondo della retina. Anche in difesa non è il mastino visto nelle ultime uscite ma è comunque una pedina che contribuisce al risultato finale. ACCALAPPIATO
  10. L'Openjobmetis lancia la sfida alla rivelazione Trento per ripartire di slancio dopo il passo falso di Reggio Emilia. Penultimo appuntamento casalingo stagionale stasera al PalA2A: la truppa di Attilio Caja recupera Eric Maynor con la volontà di festeggiare aritmeticamente lo scampato pericolo in chiave salvezza e alimentare le ultime speranze playoff contro una realtà di alto livello come la Dolomiti Energia. Sia pure non ancora al meglio, il play statunitense sarà a disposizione del coach per dare l'assalto alla miglior difesa della serie A: «Vogliamo chiudere il discorso salvezza davanti al nostro pubblico e ottenere un risultato di prestigio contro una squadra che disputerà i playoff come Trento» conferma il tecnico pavese, il quale sottolinea la necessità di giocare una grande partita dal punto di vista dell'intensità e dell'energia: «Affronteremo la squadra che è prima nei rimbalzi d'attacco e nei recuperi, e che concede meno punti di tutti: ci sarà bisogno di una partita molto attenta dal punto di vista mentale per limitare il loro atletismo». L'OJM punterà dunque sulle abituali armi della coralità e della solidità difensiva per evitare di farsi soffocare dall'energia del team di Buscaglia che all'andata mise alle corde Varese con la sua grande pressione sulla palla nella partita che segnò il destino di Paolo Moretti sulla panchina biancorossa. Trento è la miglior squadra del girone di ritorno (9 vittorie in 11 gare contro le 7 dell'OJM), ma due settimane fa ha perso due pilastri come il pivot titolare Baldi Rossi e il bomber Marble. Stasera debutterà l'ala danese Shields, pescato a Francoforte per aumentare il potenziale offensivo di una Dolomiti Energia la cui indole "operaia" è guidata dalla regia lineare del play Craft. A Cavaliero e soci servirà un miracolo per arrivare ai playoff, ma battere una squadra che sarà protagonista del tabellone per lo scudetto sarebbe un'ulteriore dimostrazione dei valori che l'attuale Varese è in grado di esprimere. E i biancorossi confidano nella spinta del fattore campo per regalarsi un'altra serata da squadra di alto rango. Anche stasera sono attesi circa 4.500 spettatori al PalA2A, contando nella massiccia presenza dei ragazzi del Trofeo Garbosi, ospiti del club biancorosso. All'intervallo sarà premiato Nicolò Martinenghi, il 18enne nuotatore azzatese fresco campione italiano dei 50 e 100 rana, che riceverà un pallone da basket e una maglia personalizzata. Giuseppe Sciascia
  11. Siamo agli sgoccioli della stagione ma la voglia di basket è ancora tanta, tantissima. Stasera al PalA2A si gioca Varese-Trento (20.30) e per i biancorossi di Caja è previsto un altro bagno di folla: la prevendita ha toccato quasi un migliaio di biglietti venduti, e anche per questo anticipo pasquale si supereranno le quattromila presenze nel Tempio. Per la Openjobmetis, probabilmente, questa è una partita da affrontare con meno pressione, piuttosto con la voglia e l'intenzione di migliorarsi ancora, di togliersi qualche soddisfazione in un'annata che ha visto la svolta solo un mese fa. C'è voglia di basket e di divertimento a Varese, e a questo punto spiace che la stagione sia prossima a concludersi. Può arrivare la salvezza aritmetica in caso di vittoria, o anche in caso di sconfitta se perdesse contemporaneamente anche Cremona, ma c'è anche un minuscolo ed impercettibile spiraglio da tenere ancora aperto per i playoff. Coach Attilio Caja ieri ha presentato in conferenza stampa la partita di oggi, così: «Questa partita arriva dopo che si è interrotta la nostra serie positiva di sei vittorie consecutive. C'è un po' di rammarico perché per trenta minuti a Reggio abbiamo fatto una buona partita, una partita da 6 in pagella, l'avessimo fatta da 8 avremmo avuto delle speranze di vittoria. Questo ci ha lasciato l'amaro in bocca ma la classifica è comunque positiva ora, quindi nulla di trascendentale. Vorremmo però riprendere quel momento magico perché è bello vincere, si crea una bella atmosfera che ti permette di andare in palestra con il sorriso e anche se lavori duro te ne accorgi di meno». La voglia di vittoria è tanta, traboccante: «Ci siamo allenati per riuscire a fare questo risultato senza dover guardare agli altri campi. Vogliamo un risultato di prestigioso contro una squadra che farà i playoff. Ci siamo già confrontati con Capo, siamo andati abbastanza bene con Reggio e vorremmo fare altrettanto con Trento, che nel girone di ritorno ha fatto grandissimi risultati. È una squadra che ha grandi statistiche, è prima per palle recuperate, per rimbalzi offensivi e subisce meno punti di tutti. Da parte nostra servirà una partita attenta, importante e positiva, da interpretare al meglio consapevoli del loro atletismo, molto pronunciato in fase difensiva. Dovremo farci trovare pronti al cospetto della loro aggressività e, siccome giochiamo in casa, fare altrettanto». Trento è una squadra alla terza partecipazione in Serie A, con assetti diversi ma sempre in grado di centrare i playoff. La versione che incontrerà Varese ha appena cambiato pelle: fuori Devyn Marble, a causa di un infortunio che ha chiuso anzitempo la sua stagione (lo stesso è accaduto a Baldi Rossi), dentro Shavon Shields, annunciato come buon attaccante e ottimo difensore. Caja, opportunamente stimolato, si sofferma però sulla storia recente dei trentini: «In questi anni la squadra di Buscaglia ha avuto situazioni diverse: ad esempio al primo anno aveva un accentratore come Tony Mitchell, ed una squadra che giocava solo per lui. L'anno scorso invece aveva a disposizione un reparto lunghi di livello assoluto con Pascolo, Wright e Baldi Rossi. Quest'anno hanno soluzioni più perimetrali però con una buona omogeneità. Cambiando i vari addendi però il risultato non è mai cambiato, hanno sempre fatto buone stagioni e sono sempre arrivati ai playoff». Capitolo Eric Maynor: «Eric sta meglio, si è allenato da martedì con la squadra. Non è al top della condizione ma è a disposizione, poi che sia al 70, 80 o 90% non lo so, non sta a me dirlo. Però va bene uguale». Contro due mastini come Craft e Forray, molto difensivi e molto fisici, non sarà facile per lui: «A livello di difesa - argomenta Caja - non è un discorso di uno contro uno. Maynor gioca tante situazioni di uno contro uno però non dipende solo dai suoi avversari diretti ma anche dei loro compagni. E anche da come i nostri riusciranno a metterlo nelle migliori condizioni per esaltare le sue doti da passatore». L'amarezza per la sconfitta di Reggio però è superata, ora c'è l'ostacolo Trento da superare: «Abbiamo lo stimolo a fare sempre meglio, ad alzare l'asticella. Non vogliamo fermarci». Caja chiude un cerchio con questa partita, un girone alla guida di Varese, ma non è tempo di bilanci: «Li faremo a fine stagione, mancano quattro partite, ci penseremo più avanti». Alberto Coriele
  12. [font=arial][size=4]Se è vero il vecchio adagio secondo cui servono tre indizi per fare una prova, la brillante vittoria di ieri contro Trento fotografa l'attuale valore di una Openjobmetis capace finalmente di esprimersi con continuità su elevati standard di rendimento. [/size][/font]   [font=arial][size=4]A furia di correzioni in corsa, dettate in parte per scelta e in parte per necessità (leggi l'ultima tegola Faye), Varese ha finalmente raggiunto la solidità dell'impianto di gioco sulla base di una coralità efficace e a un equilibrio tra i reparti. Merito del coach Paolo Moretti, bravo a stare sempre sul pezzo nonostante la necessità di adeguarsi ad un organico quasi mai uguale una partita dopo l'altra, e a dare la sua impronta alla squadra quando sono arrivati due giocatori di mentalità (prima Kristjan Kangur e poi Chris Wright) capaci di indirizzare il gruppo nella giusta direzione.[/size][/font]   [font=arial][size=4]Merito ovviamente dei due innesti in corsa, capaci di dare sostanza ed equilibrio ad una squadra non più dipendente dagli sbalzi di umore dell'asse Wayns-Davies, messi nelle condizioni di finalizzare il lavoro di tessitura del gruppo. Ma merito anche alla proprietà di Varese nel Cuore, che ha tenuto botta nei due mesi di difficoltà legata agli infortuni e alle difficoltà sul mercato di riparazione, senza farsi prendere da tentazioni populistiche nel seguire londa del disfattismo incontrollato. E merito anche a Max Ferraiuolo, che nel nuovo ruolo da g.m. ha toccato le corde giuste dopo la sconfitta potenzialmente devastante contro Capo d'Orlando.[/size][/font]   [font=arial][size=4]Un fronte comune prodotto dall'unità d'intenti di tutte le componenti dell'ambiente che ha messo le condizioni per conquistare tre vittorie fondamentali nella settimana che ha cambiato il corso della stagione. Con la salvezza ormai a un passo, c'è la possibilità di cavalcare fino in fondo i playoff europei: alla faccia di chi per mesi ha snobbato la coppetta - oltre a un gruzzolo già superiore a 100mila euro tra bonus di risultato e di sponsor - Varese può dare un senso compiuto agli ultimi due mesi di stagione puntando a un obiettivo concreto.[/size][/font]   [font=arial][size=4]Proprio per questo la società ha aggiunto Nemanja Bezbradica, che arriverà stamattina in città. E nel frattempo si ragionerà sul futuro, partendo dalle certezze rappresentate da coach Moretti (inneggiatissimo dalla Curva Nord, con tanto di concione stile Pozzecco sull'utimo time out) e dallo zoccolo duro degli italiani. Dopo tante sofferenze e travagli, l'Openjobmetis ha trovato una chimica efficace e un'ossatura valida: gli ultimi due mesi serviranno per stabilire da chi ripartire per una Varese 2016-17 da ritoccare e non certo da rifondare.[/size][/font]
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