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  1. L’ultimo urlo di gioia, quello che avrebbe squarciato la tranquillità della notte di Varese, resta strozzato in gola. L’ultima palla, quella dell’assalto definitivo, esce con un pizzico di anticipo di troppo dalle mani di Marcus Keene e si infrange sul ferro, come i precedenti nove tentativi dall’arco del folletto americano, eroe nelle recenti vittorie della Openjobmetis e invece decisivo nel male (0/10 da 3) contro la Virtus. Che si salva, stremata, all’ultimo secondo: i campioni d’Italia passano all’Enerxenia Arena di un solo punticino, 80-81, arrivando a tanto così da un risultato che sarebbe stato clamoroso. Se è vero che la Segafredo si è presentata a Masnago con diversi assenti, è ancora più lampante come gli uomini di Roijakkers abbiano confezionato un miracolo, mancato per un soffio. Senza pivot di ruolo dopo la seconda frattura stagionale di Caruso, con due posizioni “scoperte” in squadra (quelle lasciate libere da Egbunu e Kell), pure con un piccolo “caso” legato a Reyes, in campo per appena 3′ per scelta tecnica dell’allenatore, Varese ha messo sul parquet una furia incredibile. Un modo di essere che ha dato ai biancorossi la forza di rientrare una, due, tre volte da break bolognesi che avrebbero stroncato un toro (chi avrebbe scommesso un arrivo simile dopo il 60-69 della mezz’ora?) e di provare a dare anche il colpo di grazia. Con un Keene fuori bolla, lo scettro del “re” è passato nelle mani di un meraviglioso Siim-Sander Vene, 27 punti, 9 rimbalzi e 30 di valutazione. Una partita sontuosa che avrebbe meritato un epilogo vincente. Lui e il “compare” Sorokas hanno fatto il possibile per limitare lo strapotere virtussino in area (40-30 i rimbalzi per gli ospiti, 17+9 per Jaiteh con un impensabile 10/11 ai tiri liberi) mentre De Nicolao e, in parte, Beane hanno suonato la carica tra gli esterni. Roijakkers ha provato a cavalcare ancora Librizzi, limitato dai falli, e su questo punto non possiamo che sottolineare un po’ di amarezza per qualche fischio troppo sbilanciato a favore delle Vu Nere. Quando al tirare delle somme “balla” un solo punto, fanno rabbia certi fischi a tutela del Pajola di turno, o certi non-fischi quando Scariolo (o Cordinier o chi volete voi) è libero di protestare a nastro nelle orecchie degli arbitri. Peccato, in fin dei conti, perché Varese avrebbe avuto – e meritato – l’occasione di portarsi a +4 sull’ultimo posto (battute sia Cremona sia la Fortitudo), addirittura con uno scalpo di assoluto prestigio. Invece si resta così, con due trasferte difficili all’orizzonte – Venezia domenica prossima, poi Reggio Emilia venerdì 18) prima della pausa. Vedremo se nel frattempo sarà possibile un qualsiasi movimento sul mercato dei lunghi mentre andrà valutata la situazione di Reyes, escluso a quanto pare per “scarsa difesa”. Ma in questa situazione, tutti devono rendersi utili perché la salvezza è ancora tutta da cogliere. L’onore, in questo momento, invece è salvissimo (soprattutto ripensando alla vergognosa sconfitta dell’andata) e la gente di Masnago lo ha sottolineato inondando di applausi i suoi “ragazzi”. Come una volta. PALLA A DUE Senza Caruso, in tuta ad applaudire i compagni da dietro la panchina, le rotazioni per Roijakkers sono ancora più strette. Il quintetto è lo stesso di settimana scorsa, con De Nicolao e Librizzi, Beane e i due baltici che se la devono vedere subito con Alibegovic e Jaiteh, vero e proprio spauracchio. Fuori dai cinque Keene e Reyes, quest’ultimo lo resterà quasi per sempre. Anche Scariolo tiene qualche pezzo da 90 seduto: Mannion, Cordinier su tutti. Regia a Ruzzier, abbastanza applaudito, accanto a Pajola con Weems a fare da raccordo coi lunghi. LA PARTITA Q1 – Che Vene sia in serata di grazia lo si vede subito: due triple a spingere avanti Varese sino al 13-10. Poi però i biancorossi smettono di segnare e iniziano a sentire la potenza fisica e la difesa di una Virtus pure spinta troppo spesso in lunetta dai fischietti. Parziale di 0-13 limitato da una magata di De Nicolao (2+1) a fil di sirena per il 16-25. Q2 – Dopo la pausa, la Openjobmetis è un uragano: quattro triple a segno (doppietta di Vene, Sorokas e Beane) e inatteso controsorpasso sul 28-27. Varese non si accontenta e dopo un lungo periodo di botta e risposta – bene un po’ tutti, anche Denik e Ferrero – ecco l’allungo firmato Beane: tripla con un balzo laterale e liberi a segno per il 48-41 della pausa lunga. Massimo vantaggio interno. Q3 – La scorpacciata di punti (ben 32) del secondo periodo si esaurisce però con l’intervallo. Al rientro Vene è ancora eroico ma sul tabellino di Keene fioccano gli errori dall’arco. Bologna si muove in maniera un po’ inattesa, ovvero con i liberi di Jaiteh, quasi infallibile a dispetto delle sue medie in campionato. Nel finale del quarto arrivano anche le triple di Alibegovic e una buona “guida” da parte di Mannion e così la Virtus chiude la mezz’ora avanti di 9, 60-69. IL FINALE – La OJM però ha sette vite come i gatti e lo dimostra nell’ultimo quarto. Denik e Sorokas (schiacciata) segnano subito, Ferrero rimette i suoi in scia con una tripla e la partita è riaperta. La Virtus ha un merito, quello di restare col naso avanti in un momento difficile; arrivano i cinque falli sia per Librizzi – dopo un assist – sia per Alibegovic ma siamo ancora a metà dell’ultimo quarto. Poi tocca a Cordinier segnare il +5 e a Keene ricucire dalla lunetta. Weems segna da sotto mentre Beane fallisce un libero ma la Virtus non ne approfitta del tutto perché Pajola e Mannion si fermano sul ferro mentre Keene infila l’80-81 ai liberi. Scariolo ha la palla per chiuderla, Cordinier danza con la sfera ma poi sbaglia il tiro: Varese ha il rimbalzo e l’ultimo possesso. Si va ancora da Keene che però sceglie la tripla, quasi in corsa, al posto di tentare la penetrazione. Ferro, Denik tiene viva la sfera ma suona la sirena sul beffardo 80-81. Damiano Franzetti
  2. Emozioni, sorpassi, errori, entusiasmo e in fine rammarico per il popolo biancorosso che ci ha creduto fino a quel tiro di quel Marcus Keene, che in altre occasioni aveva avuto un esito diverso ma che ieri gli dei del basket non hanno voluto accogliere. C’è rammarico ma non delusione per una squadra (tutta) che ora lotta come i suoi tifosi vogliono e pretendono, che a fronte di mille sfortune e vicissitudini, invece di dividersi e mollare il colpo, si compatta e tutti remano dalla stessa parte. La Bologna campione d’Italia è oggettivamente una squadra più forte e più grossa fisicamente e con rotazioni più profonde nonostante gli infortuni e il covid, ma quello che hanno dimostrato i ragazzi di Roijakkers questa sera è di emulare un coro gospel pronto a riempire l’anima dei propri tifosi. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Beane 6,5 : probabilmente le sue condizioni fisiche non sono al top e quel tiro libero che poteva valere il pareggio e conseguente supplementare grida vendetta, ma il suo impegno sui due lati del campo non manca mai anche se qualche volta perde di lucidità. SPREMUTO Sorokas 7 : inizio un po’ in difficoltà dovendo marcare a uomo il totem Jaiteh che infatti sarà preso in consegna da Vene. Una volta rotto il ghiaccio sa rendersi utile con aggressività e inchiodando 2 schiacciate che fanno salire il volume della Enerxenia Arena. DJ De Nicolao 7,5 : se anche questa volta è il giocatore con più minutaggio non è un caso. Giovanni incarna il nuovo spirito di questa Varese che non si dà mai per vinta e che magari sbaglia qualche scelta ma che assicura ai suoi tifosi una difesa graffiante per colpire possibilmente in transizione. PERPETUO Vene 8,5 : l’unico rammarico per la prestazione da marziano di Vene è che non ha aiutato a portare a casa i 2 punti che sarebbero stati manna dal cielo per la classifica. Vede il canestro grande come una vasca da bagno, la sua applicazione nel contenere Jaiteh è commovente ed esaltante allo stesso tempo. EXTRATERRESTRE Reyes S.V. Librizzi 7 : il giovane della cantera varesina continua a dare segnali confortanti e seppur questa sera gli avversari erano ancor più fisicati dei precedenti, si guadagna ben 20 minuti sul campo, limitati solo da una ridicola chiamata arbitrale che lo costringe all’uscita per falli. E’ sempre appiccicato al suo avversario e grazie alla sua agilità schizza via dai blocchi avversari con irrisoria facilità. Dimostra anche esplosività prendendo 2 rimbalzi in attacco e visione di gioco regalando 2 assist. GOLDEN BOY Virginio 6 : questa volta trova solo pochi minuti nei quali però non sfigura pur non mettendosi particolarmente in luce. COMPARSA Ferrero 7 : il capitano, seppur con percentuali non esaltanti, riesce a lasciare la sua impronta sulla partita soprattutto inducendo gli avversari a fare fallo su di lui. Doveva aiutare nel reparto lunghi vista l’assenza di un centro di ruolo e anche li mette il suo mattoncino. Quando c’è da tenere botta il Gianca risponde presente. CARPENTIERE Keene 5 : Marcus croce e delizia. Questo è quello che si è capito fin dai suoi primi passi con la casacca biancorossa. Se gli capita una serata come questa o come quella di Bologna contro la Fortitudo, diventa difficile poi fare bottino pieno. Segna ben 11 liberi su 11 ma con uno sconcertante quanto inusuale 0 su 10 dalla lunga distanza. E’ decisivo per la sconfitta della sua squadra. SCORDATO Cane N.E. Bottelli N.E.
  3. La terza sconfitta consecutiva della Openjobmetis in campionato è, tutto sommato, la più accettabile vista la caratura dell’avversaria di turno, una Virtus Bologna costruita per fare strada in Europa e per provare a insidiare Milano in Italia. Ma non per questo, il KO dei biancorossi di Bulleri fa meno male (72-85 il risultato), vista la rivalità storica con le Vu Nere e la necessità di fare punti per una classifica che da magica si è presto trasformata in preoccupante. Per battere la Segafredo, Varese avrebbe avuto bisogno di una partita con i motori al massimo, o comunque di una prova regolare e con poche sbavature, e invece Strautins e soci hanno pagato a caro prezzo un primo tempo in cui l’esperienza e la qualità degli uomini di Djordjevic hanno fatto la differenza. Certo, la Openjobmetis ha saputo reagire, dimostrando di saper ascoltare le richieste del proprio coach che alla vigilia aveva predicato un altro atteggiamento rispetto alle ultime uscite; con la grinta e con i nervi, però, si può arrivare vicini ad avversari del genere ma poi servirebbe anche qualcosa di più. Per esempio il cinismo e la precisione nei momenti cruciali, e invece quando Varese è rientrata sino al meno 5 con tutto ancora da decidere, sono arrivati errori al tiro, palle perse e scelte forzate che hanno permesso agli ospiti di tirare il classico sospiro di sollievo, tanto poi dall’altra parte c’è uno – Milos Teodosic – che nel momento del bisogno sa come si chiudono i conti. Il serbo è stato il migliore in campo non solo per i 21 punti (23 quelli di Scola, top scorer) e i 7 assist, ma anche per la sensazione di avere sempre le mani sul match. A margine della gara in sé, fa piacere vedere un duello a distanza tra due stelle indiscusse della storia recente del basket, una chicca di cui godere in un momento assai complicato. Scola, purtroppo, è un fattore su un solo lato del campo, quello offensivo: dietro fatica nelle chiusure e deve subire i contatti e i muscoli di Gamble. L’argentino resta comunque un “plus” per la squadra di Bulleri che stavolta ha ritrovato Jakovics – 13 punti, il tentativo di rallentare l’impatto di Teodosic – e avuto sprazzi dal solito Strautins. I problemi albergano altrove e battono bandiera svedese, statunitense e italiana, nel senso che Andersson si conferma zavorra a questo livello (3 punti, poi incertezze, amnesie difensive e via discorrendo), che Douglas tradisce la fiducia con un’altra prova pessima al tiro (1/7) e che Ruzzier prosegue nel suo cammino faticoso. Tanto che, quando sul parquet si vede la garra di De Nicolao, ci si chiede se in futuro non si possano invertire i ruoli. Da invertire, di certo, c’è la rotta di una squadra che ora dovrà viaggiare due volte, in direzione di Sassari e di Pesaro. Chissà che il club non intervenga, nel frattempo, sul mercato: fosse per noi il primo intervento sarebbe sull’ala alta, ma poi bisognerà fare i conti con la realtà di quel che c’è in giro e di dove trovare i soldi. Al solito. PALLA A DUE Inconsueto “tutto esaurito” a Masnago, dove però i biglietti venduti sono appena 200 per le ovvie restrizioni in atto. Praticamente c’è il pubblico di uno di quegli scrimmage che talvolta si giocano a metà settimana, magari con squadre svizzere o di A2. Salvo De Vico, coach Bulleri ha la sua Varese al completo e conferma in toto il quintetto base, quindi con Andersson ala forte. Tutti disponibili anche in casa Virtus, con Teodosic pronto a uscire dalla panchina alle spalle di Markovic e Adams. Sotto canestro, Djordjevic comincia con Gamble affiancato da Ricci. LA PARTITA Q1 – Le bombe di Scola (2) e Andersson (!) permettono alla OJM di replicare a una Virtus partita forte in attacco, ma quando Varese non segna gli ospiti prendono margine e costringono Bulleri allo stop. I biancorossi reggono col tiro pesante (6/9 nel periodo), restano aggrappati al match ma due triple finali di Teodosic e Pajola scavano il solco: 23-29. Q2 – La difesa e i rimbalzi d’attacco concessi sono i talloni d’Achille di una Openjobmetis che soffre i ritmi alti della Virtus, sempre pronta a correre in attacco e piuttosto precisa da sotto. Jakovics non riesce a contenere Teodosic, ma Ingus regala lampi in attacco; il fattore per gli ospiti diventa Gamble, ruvido su Scola e martellante in area. Varese reagisce al primo +10 bianconero, poi però subisce un nuovo parziale e alla pausa lunga è sotto di 14, 39-53. Q3 – Dopo la pausa, Varese spreme un periodo bifronte: da un lato rimonta qualche punto con un basket più convinto, dall’altro lascia per strada qualche occasione per fare ancora meglio. Scola guida i suoi: punzecchiato da Gamble segna i canestri che riavvicinano Varese che ha qualcosina da Douglas e una sferzata anche da De Nicolao, attivo in difesa su Teodosic e a segno sul finire del quarto che si conclude sotto la doppia cifra di svantaggio (60-68). IL FINALE Quel “68” bianconero per alcuni minuti sembra la linea del Piave per la Openjobmetis: Bologna pasticcia in attacco, anche infastidita dalla difesa tutta nervi degli uomini di Bulleri che rosicchiano ancora qualcosa con un triplone di Jakovics che costringe Djordjevic al timeout. La Segafredo, tuttavia, non riesce a colpire subito ma Varese ha il torto di sprecare un paio di possessi pesanti con Denik e Strautins mentre a Jakovics non riesce il bis dall’arco. Una schiacciata di Hunter e un cesto del solito Teodosic ridanno colore all’attacco ospite mentre per la OJM c’è anche un pizzico di sfortuna quando la bomba di Strautins si infila nel ferro, e poi salta fuori beffarda, prendendo la rincorsa sul cerchio. L’ultimo cesto di Scola – che riesce a stare in campo con 4 falli – vale anche l’ultimo riavvicinamento (-6) ma oltre a quello Varese non riuscirà a fare anche perché Douglas resta impantanato nella propria cattiva gestione della palla. E anche il timeout conclusivo non riesce a imbastire il miracolo: finisce 73-85, giusto così, anche se resta la triste sensazione che con questo secondo tempo, Varese non avrebbe perso con Cantù e Cremona. Vere zavorre per la classifica biancorossa. Damiano Franzetti
  4. E’ una delle partite con più storia e più fascino quella che va in scena questa sera come anticipo della quinta giornata di campionato a Masnago tra Varese e Virtus Bologna, anche se causa misure contenitive per arginare il Covid19, sono solo 200 gli spettatori paganti che possono assistere all’incontro. Partita che rimane in equilibrio solo nel primo quarto, poi i viaggianti guidati da un Teodosic meno spettacolare di altre volte ma molto pragmatico, arrivano fino al massimo vantaggio. Nella ripresa Varese ha una reazione d’orgoglio e riesce ad arrivare in scia ma sul più bello spreca in malo modo più occasioni per tornare a contatto e così le V nere concludono meritatamente l’incontro vincendo per 85 a 73. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli: Morse 5 : impatto ancora impalpabile per il lungo in uscita dalla panchina. Gioca qualche minuto in più del solito ma è disattento in difesa in particolare nel eseguire il taglia fuori e di conseguenza nel catturare i rimbalzi. Proprio l’aver sofferto a rimbalzo ha concesso alla Segafredo di aver molte seconde possibilità per convertire in punti i loro rimbalzi d’attacco. ANNICHILITO Scola 6,5 : nel bene e nel male è quello che ci mette sempre tutto se stesso. In attacco e spesso poesia pura, anche se qualche passaggio a vuoto lo fa anche lui forzando conclusioni anche quando raddoppiato. Difensivamente fatica a contenere lunghi atletici e spesso a tenerlo in pista è il suo orgoglio da combattente. WARRIOR De Nicolao 6,5 : ancora una volta risulta il migliore della batteria dei piccoli, non tanto per il fatturato dei punti ma per aggressività difensiva e lucidità nelle scelte anche se qualche errore nel momento di massimo sforzo dei suoi lo commette. Forse meriterebbe una chance di condurre le danze sul finale di partita. BALLERINO Jacovics 6,5 : la miglior partita del lettone di questa stagione sportiva. Alla fine sporca le sue percentuali sparacchiando da 3 ma per lo meno ha dato ampi segnali di risveglio sia offensivamente che ringhiando in retrovia. DISGELO Ruzzier 4,5 : valutazione e commento che equivalgono ad una pugnalata nel costato per che sta scrivendo. Continua a essere nefasto l’apporto di Michele sia in regia che in fase realizzativa. In difesa viene sistematicamente superato e l’unica soluzione per limitare i danni è fare fallo. Non ci sono segni di ripresa purtroppo. COMA PROFONDO Andersson 5 : la partenza sembra promettere qualcosa di positivo ma evidentemente una rondine non fa primavera. Dopo la prima bomba messa a segno galleggia in campo e le sue successive conclusioni sono inguardabili. INVERNO Strautins 6,5 : anche stasera dimostra di essere tra i suoi compagni il più dinamico e il più esplosivo. Una certezza a rimbalzo e sfortunato su qualche tiro che viene sputato in maniera subdola dal ferro. Nel finale diventa un po’ arraffone per la voglia di strafare. MOLLA Ferrero 6 : buono l’impatto iniziale sia come pericolosità che tenuta difensiva; poi nel secondo giro in campo è tra quelli che provano a ricucire lo strappo anche se non con qualcosa di eclatante ma con il suo consueto lavoro sporco. TAGLIACUCI Douglas 4,5 : nei momenti migliori di Varese si trova seduto in panchina. Quando è sul campo non sembra mai avere il pieno controllo della situazione tant’è che tante scelte risultano rivedibili così come le sue percentuali al tiro. In difesa soffre tutti i piccoli di Bologna, insomma decisamente una brutta partita. SCONSIDERATO Librizzi N.E. Virginio N.E. Van Velsen N.E.
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