simon89

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  1. Pesaro ufficializza Ancellotti e Monaldi Brian Sacchetti verso Reggio. I Gentile insieme a Bologna? G.S. Brian Sacchetti imbocca la corsia preferenziale verso Reggio Emilia. Sarà probabilmente laGrissin Bon la collocazione futura della 31 enne ala (foto) figlio d'arte dell'ex capitano della Ranger, passato anche dalle giovanili di Varese nella fase iniziale della carriera. L'atleta che ha lasciato Sassari dopo 7 stagioni sarebbe pronto a sposare la causa della formazione di Max Menetti, preferendo la proposta del club emiliano alle alternative Cantù e Brescia vista la vetrina internazionale di Eurocup. Il mercato degli italiani è pronto ad entrare nel vivo nelle prossime settimane: il pezzo pregiato è Pietro Aradori, fortemente voluto da Torino ma nella lista dei sogni della matricola Virtus Bologna (e se la Sega-fredo provasse a riunire i fratelli Gentile portando Alessandro a fianco di Stefano, aggiunta decisiva nei playoff di A2?). Altro azzurro richiestissimo è Marco Cusin: Avellino vuole confermarlo senza svenarsi per aggi ungere un altro italiano sul perimetro (De Nicolao o Ruzzier?), Cantù pensa ad un ritorno (già in Brianza dal 2012 al 2014). Intanto Milano ha chiuso per laguardia lettone Dairis Bertans, nel 2016-17 al Darussafaka Istanbul, e ha chiesto informazioni su Antoine Diot, 29enne play francese del Valencia neocampione di Spagna che però è conteso da mezza Europa.
  2. Varese, prima idea: Wells Questione play sul piatto, il club inizia a sondare il terreno Caccia al playmaker tra gli emergenti degli altri campionati per una Pallacanestro Varese che scandaglia ad ampio raggio il mercato europeo in cerca del sostituto di Eric Maynor. Dei giocatori visti in Italia nel 2016-17 che economicamente sarebbero alla portata, nessuno è sul taccuino del club di piazza Monte Grappa: il pesarese Rotnei Clarke è una guardia adattata a play e non quel regista capace di fare gioco per sé e per gli altri al quale Attilio Caja vorrebbe affidare il bastone del comando, il brindisino Nic Moore non convince per la taglia fisica limitata mentre il pistoiese Ronald Moore è considerato troppo poco attaccante. Quel che è sicuro è che "Artiglio" vuole un giocatore forte, senza eccessivi vincoli sulle caratteristiche: l'importante è che sia buono, richiesta auspicabile nonché condivisibile ma attualmente ancora non in sintonia con le disponibilità e i costi del mercato. L'IDEA AL VAGLIO - Il club biancorosso si è mosso per chiedere informazioni sul conto di Cameron Wells, 29enne regista con doti da leader e buona fisicità che nel 2016-17 ha giocato una stagione da protagonista in Germania con i Giessen 46Ers (14,0 punti e 4,0 assist). Un'idea tra le tante nello scouting ad ampio raggio di queste prime settimane di mercato o c'è possibilità che si trasformi in un abboccamento concreto? Al momento il profilo del regista del 1988 è considerato, senza che però ci sia una trattativa vera e propria. D'altra parte le risorse attuali di Varese - nel range dei 120-130mila dollari per l'investimento sul regista titolare - sono lontanissime dalle aspettative di guadagno dei giocatori con trascorsi nelle coppe europee o in campionati con salari elevatissimi come Russia, Turchia e Spagna (vedi il sondaggio per Tony Taylor dell'Enisey Krasnojarsk: costi sopra i 350 mila dollari...). Per chiudere in fretta si deve scommettere su Wells o su un profilo simile, altrimenti si dovranno aspettare i saldi di fine luglio. GLI EMERGENTI Nessuna trattativa ma solo idee di chi si è messo in luce all'estero: dalla Germania emerge il profilo di Jake Odum, 25enne play-guardia con statura (193 centimetri) che si è messo in luce a Wurzburg (15.5 punti e 5,7 assist), mentre in Lituania spicca Jamar Diggs, 29enne veterano di 188 centimetri che è stato votato MVP del campionato 2016-17 con la Juventus Utena dove è stato avversario di Avellino in Champions League. In Australia si è messo in luce Travis Trice, 24enne playmaker con un solo anno da professionista che sarà alle Summer Leagues. I VETERANI A COSTI ALTI - L'ex romano Jordan Taylor che sembra aver recuperato dai problemi fisici delle ultime stagioni (nel 2016-17 in Israele all'Hapoel Holon) e già "annusato" nel mercato 2016. In Francia spicca il piccolo ma razzente Chris Warren che ha portato Nanterre a conquistare la FIBA Europe Cup e la Coppa di Francia; il 2016-17 senza brillare al Lietuvos Rytas potrebbe rendere avvicinabile il 29enne ex Bilbao e Badalona Clevin Hannah. Tutti profili i che oggi superano i 150mila dollari e che saranno eventualmente avvicinabili solo fra un mese, quando Russia, Spagna e Turchia e le big di Germania, Grecia, Israele, Francia e Italia avranno completato i roster. Giuseppe Sciascia
  3. Imbarazzante furto subito dall'Italia agli Europei...questa fischio contro la Zandalasini costa la qualificazione ai Mondiali
  4. Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. Fuor di metafora, partiamo dal letame. E dalle sue eccezioni: gli Indimenticabili, la finale di Chalon, l’immanenza di un Artiglio “veni vidi vici” che per due volte ti rivolta la squadra come un calzino e la salva, qualche domenica di quelle giuste a Masnago, una società che cambia e si impegna a tornare seria. L’odore più pungente viene dai risultati diversi dalle aspettative dichiarate (l’attributo fa tutta la differenza del mondo), dalle meteore con la canotta che avremmo ammirato volentieri in altri cieli, dai soldi talvolta sperperati, dai litigi, dai “casi”, dagli addii. E non ha sentore di mughetto nemmeno la constatazione del fatto che il mondo imprenditoriale che conta abbia girato ormai da diverso tempo le spalle alla massima espressione sportiva del territorio: chi detiene la ricchezza vera (e potremmo farvi almeno dieci nomi per la provincia di Varese) finge di non vedere, finge di non potere, finge di non conoscere; oppure si gira solo di trequarti, concedendosi il minimo indispensabile e chiedendo pure di essere ringraziato. Letame, di quello “profumato” assai. Dal quale sono nati due fiori. Forti e resistenti come la fiamma che continua ad ardere sotto la cenere (la fiamma di una regalità che arde sotto la cenere di una Storia troppo ingombrante e non più attuale), belli come un sorriso inaspettato, piccoli ed esposti al vento ma ben piantanti nel loro fazzoletto di terra, aggrappati a essa grazie a passione e generosità. Il primo è Varese nel Cuore, la piccola-media imprenditoria che fa arrossire gli zio Paperone distratti di cui sopra, la squadra di una salvezza ben più importante di quella da conquistare sul parquet, la sostanza che tra alti e bassi garantisce da più di un lustro l’unica cosa che conta davvero: l’esistenza, la sopravvivenza. Il secondo, che ieri ha festeggiato il suo primo compleanno, è Il Basket siamo Noi. Un lattante che in 365 giorni ha però già imparato a onorare gli impegni con la serietà dell’uomo maturo: la progressione nel numero di iscritti (ora 400) e quella nell’acquisto delle quote societarie, il sostegno economico (e organizzativo, e di idee) e l’abnegazione verso i soci che lo compongono. Il Basket siamo Noi. Noi, i tifosi, acciaio inossidabile che non risente di nulla, che non viene corroso nemmeno dall’astinenza da gioie sportive o dalle pezze al culo. Noi, anzi, che la necessità aguzza l’ingegno. Noi, quelli che si prendono l’acqua di inverno o il caldo in primavera fuori dal palazzetto, per strappare un sì e 100 euro annuali a chi - in fondo in fondo - nel cuore nasconde lo stesso amore e lo stesso ardore. Noi, quelli che dietro a un inglesismo da alta finanza come “Trust”, celano la semplicità di una famiglia. Noi, magliette rosse che i palazzetti d’Italia hanno imparato a scoprire: se si vince bene, se no la compagnia e una buona mangiata bastano e avanzano. Noi, che coloriamo Masnago con le coreografie. Noi, che il passato non ci condiziona se non in positivo, il presente non ci spaventa e il futuro lo sogniamo. Noi, che la mamma di Lamonica l’abbiamo sempre nel cuore, quella di Myers pure e che Milano è tale quale a Cantù (se non peggio). Noi, che il calcio è bello, bellissimo, ma viene dopo. Noi, che così ci siamo nati, non ci siamo diventati. Noi, che siamo azionisti della Pallacanestro Varese (e scusate se è poco). Noi. Potenzialmente tutti. Anche quelli che ancora non ci sono, perché non conoscono, non capiscono, diffidano o non vogliono: tranquilli, vi aspettiamo. Così, la prossima volta, Dunston (e magari pure Mike Green) ce lo teniamo per davvero. Fabio Gandini
  5. Fantinelli rimane a Treviso
  6. Il play? No a rookie e perditempo Non un rookie, non un giocatore che arrivi dalla D-League, militanza già comprovata in un campionato europeo, costo massimo (non comprensivo degli aggravi aziendali) intorno ai 120-130 mila euro, eventuale disponibilità a firmare contratto biennale (come da “cifra” dell’intero mercato biancorosso fino a questo momento). È questo l’identikit del playmaker titolare che la Pallacanestro Varese va cercando nell’orbe terracqueo cestistico. La firma di Nicola Natali, annunciata ieri, ha completato la panchina (fatto salvo l’eventuale “buco” che verrebbe creato dalla partenza di Norvel Pelle): ora si pensa al resto di un quintetto che conta a oggi Stan Okoye e Antabia Waller. Se Anosike ed Eyenga rimangono, per le posizioni di centro e ala piccola, delle strade concrete da percorrere, in quanto al regista si pescherà nell’ignoto, posto che con Eric Maynor una trattativa per il rinnovo non è stata praticamente nemmeno abbozzata: enorme la differenza tra le possibilità di offerta e i desideri insiti nella domanda, roba da 150 mila euro - almeno - di differenza. Sul taccuino di Claudio Coldebella ci sarebbero cinque profili sotto osservazione (“voci” dicono che con uno di questi la trattativa sarebbe già in fase assai avanzata, ma tali “spifferi” non hanno trovato conferma negli ambienti interni alla Pallacanestro Varese). Si tratterebbe di giocatori che non hanno militato nel campionato italiano durante l’ultima stagione, quanto invece in un altro del continente (e la firma di Waller - pescato in Montenegro - insegna che la ricerca non si limita e non si limiterà solo ai tornei più importanti). Alcuni “paletti” sono stati messi giustamente dallo staff tecnico: no a elementi in uscita dal college e no anche a chi proviene dalla lega di sviluppo della Nba e non ha collezionato altre esperienze professionistiche. Un minimo di affidabilità in un ruolo così delicato è considerata fondamentale. Altri sono, ovviamente, economici: l’offerta al candidato non supererà l’ammontare degli stipendi maggiori erogati ai componenti del roster 2016/2017. Le ristrettezze che stanno condizionando la campagna acquisti di piazza Monte Grappa, tuttavia, sono state prese anche come un’opportunità per seguire il sentiero dei contratti biennali, dotati di un’uscita a pagamento (irrisorio) dopo il primo anno solo a favore della società. Chiara ne è la ratio: se non posso prendere giocatori conosciuti e affermati, allora mi butto su atleti che ancora hanno dimostrato poco (e costano altrettanto) e tento di ”svilupparli” con il lavoro in palestra. Un percorso, insomma. Verificabile dopo 365 giorni: se la chance offerta e la mano dello staff tecnico sortiscono effetti e risultati, ti trovi in casa giocatori che valgono più di quello che hai speso per accaparrarteli, garantendoti un futuro; se così non accade, poco male: ogni scommessa persa varrebbe assai meno di 10mila euro. Posto che il playmaker sarà una delle pedine più pagate della prossima rosa (diverso da un Waller, da un giovane alla Tambone o da un outsider alla Okoye), anche con lui si cercherà un accordo che travalichi la singola stagione. Fabio Gandini
  7. O.D. ed Eyenga, sì o no? Il countdown è iniziato Christian Eyenga e O.D. Anosike lasciano o raddoppiano il loro rapporto con Varese? Situazione ancora in stallo sui rinnovi di ala piccola e centro sui quali il club di piazza Monte Grappa vorrebbe costruire due terzi dell'asse portante della stagione 2017-18. La società biancorossa ha fatto le prime mosse con entrambi, ma sia pur con differenti gradi di evoluzione non sembrano in vista accordi imminenti. O quantomeno entro i termini del famoso "bonus" che l'ala congolese e il centro nigeriano si erano guadagnati sul campo con il brillante finale di stagione. Con O.D. Varese ha fatto un passo avanti che però non ha ancora convinto il centro nigeriano: la distanza tra le parti non è così elevata, resta però da capire se c'è disponibilità del giocatore ad avvicinarsi alla proposta del club biancorosso - e dunque, tra uno sforzo e l'altro c'è margine per chiudere in tempi non troppo lunghi - oppure se almeno per ora l'attuale richiesta non è trattabile. Iniziato anche il dialogo economico con Eyenga: anche in questo caso la proposta è stata considerata bassa, ma a differenza di Anosike l'ala congolese avrebbe possibilità di generare interessi da parte di club di Russia e Turchia, ad oggi le destinazioni economicamente più appetite nel panorama generale del basket europeo. Pertanto è alquanto improbabile che "Air Congo" - che nell'estate 2016 aveva "risposato" Varese il 14 agosto - possa accettare ad inizio mercato - tale è la situazione al 23 giugno - una offerta che considera inferiore alle sue aspettative di guadagno. Significa che né Eyenga né Anosike resteranno in biancorosso? Assolutamente no, ma è chiaro che il club di piazza Monte Grappa non può aspettare a tempo indeterminato i suoi obiettivi primari, e se entro fine mese non arriveranno segnali relativi alla disponibilità di intavolare una trattativa sulla base delle proposte attuali - con le parti interessate a fare un passo verso l'altra come accaduto in occasione del caso Ferrerò - bisognerà iniziare a considerare concretamente soluzioni alternative. Come d'altra parte stanno legittimamente facendo Eyenga ed Anosike nel cercare proposte più remunerative rispetto a quella già garantita da Varese. Un gioco delle parti che potrebbe continuare fino a quando gli atleti non decideranno che il club biancorosso è la loro opzione migliore, oppure fino a quando l'asse Coldebel-la-Bulgheroni-Caja non troverà profili alternativi ritenuti altrettanto validi nel rapporto qualità-prezzo. Ma per firmare i pezzi pregiati ci vorrà tempo: trovare oggi un giocatore di qualità - soprattutto in regia - è impresa quasi impossibile, nella mentalità degli statunitensi che per togliersi ora dal mercato richiedono prezzi fuori portata per le possibilità del club di piazza Monte Grappa. La stessa mentalità che porta Eyenga e Anosike a tenere "di riserva" le attuali proposte biancorosse; nel gioco delle parti la domanda chiave è fino a che punto "Air Congo" e O.D. sono davvero disposti a sacrificarsi pur di tenere fede alla loro grande voglia di restare a Varese espressa su queste colonne. Giuseppe Sciascia
  8. Non un rookie, non un giocatore che arrivi dalla D-League, militanza già comprovata in un campionato europeo, costo massimo (non comprensivo degli aggravi aziendali) intorno ai 120-130 mila euro, eventuale disponibilità a firmare contratto biennale (come da “cifra” dell’intero mercato biancorosso fino a questo momento). È questo l’identikit del playmaker titolare che la Pallacanestro Varese va cercando nell’orbe terracqueo cestistico. La firma di Nicola Natali, annunciata ieri, ha completato la panchina (fatto salvo l’eventuale “buco” che verrebbe creato dalla partenza di Norvel Pelle): ora si pensa al resto di un quintetto che conta a oggi Stan Okoye e Antabia Waller. Se Anosike ed Eyenga rimangono, per le posizioni di centro e ala piccola, delle strade concrete da percorrere, in quanto al regista si pescherà nell’ignoto, posto che con Eric Maynor una trattativa per il rinnovo non è stata praticamente nemmeno abbozzata: enorme la differenza tra le possibilità di offerta e i desideri insiti nella domanda, roba da 150 mila euro - almeno - di differenza. Sul taccuino di Claudio Coldebella ci sarebbero cinque profili sotto osservazione (“voci” dicono che con uno di questi la trattativa sarebbe già in fase assai avanzata, ma tali “spifferi” non hanno trovato conferma negli ambienti interni alla Pallacanestro Varese). Si tratterebbe di giocatori che non hanno militato nel campionato italiano durante l’ultima stagione, quanto invece in un altro del continente (e la firma di Waller - pescato in Montenegro - insegna che la ricerca non si limita e non si limiterà solo ai tornei più importanti). Alcuni “paletti” sono stati messi giustamente dallo staff tecnico: no a elementi in uscita dal college e no anche a chi proviene dalla lega di sviluppo della Nba e non ha collezionato altre esperienze professionistiche. Un minimo di affidabilità in un ruolo così delicato è considerata fondamentale. Altri sono, ovviamente, economici: l’offerta al candidato non supererà l’ammontare degli stipendi maggiori erogati ai componenti del roster 2016/2017. Le ristrettezze che stanno condizionando la campagna acquisti di piazza Monte Grappa, tuttavia, sono state prese anche come un’opportunità per seguire il sentiero dei contratti biennali, dotati di un’uscita a pagamento (irrisorio) dopo il primo anno solo a favore della società. Chiara ne è la ratio: se non posso prendere giocatori conosciuti e affermati, allora mi butto su atleti che ancora hanno dimostrato poco (e costano altrettanto) e tento di ”svilupparli” con il lavoro in palestra. Un percorso, insomma. Verificabile dopo 365 giorni: se la chance offerta e la mano dello staff tecnico sortiscono effetti e risultati, ti trovi in casa giocatori che valgono più di quello che hai speso per accaparrarteli, garantendoti un futuro; se così non accade, poco male: ogni scommessa persa varrebbe assai meno di 10mila euro. Posto che il playmaker sarà una delle pedine più pagate della prossima rosa (diverso da un Waller, da un giovane alla Tambone o da un outsider alla Okoye), anche con lui si cercherà un accordo che travalichi la singola stagione. Fabio Gandini
  9. Christian Eyenga e O.D. Anosike lasciano o raddoppiano il loro rapporto con Varese? Situazione ancora in stallo sui rinnovi di ala piccola e centro sui quali il club di piazza Monte Grappa vorrebbe costruire due terzi dell'asse portante della stagione 2017-18. La società biancorossa ha fatto le prime mosse con entrambi, ma sia pur con differenti gradi di evoluzione non sembrano in vista accordi imminenti. O quantomeno entro i termini del famoso "bonus" che l'ala congolese e il centro nigeriano si erano guadagnati sul campo con il brillante finale di stagione. Con O.D. Varese ha fatto un passo avanti che però non ha ancora convinto il centro nigeriano: la distanza tra le parti non è così elevata, resta però da capire se c'è disponibilità del giocatore ad avvicinarsi alla proposta del club biancorosso - e dunque, tra uno sforzo e l'altro c'è margine per chiudere in tempi non troppo lunghi - oppure se almeno per ora l'attuale richiesta non è trattabile. Iniziato anche il dialogo economico con Eyenga: anche in questo caso la proposta è stata considerata bassa, ma a differenza di Anosike l'ala congolese avrebbe possibilità di generare interessi da parte di club di Russia e Turchia, ad oggi le destinazioni economicamente più appetite nel panorama generale del basket europeo. Pertanto è alquanto improbabile che "Air Congo" - che nell'estate 2016 aveva "risposato" Varese il 14 agosto - possa accettare ad inizio mercato - tale è la situazione al 23 giugno - una offerta che considera inferiore alle sue aspettative di guadagno. Significa che né Eyenga né Anosike resteranno in biancorosso? Assolutamente no, ma è chiaro che il club di piazza Monte Grappa non può aspettare a tempo indeterminato i suoi obiettivi primari, e se entro fine mese non arriveranno segnali relativi alla disponibilità di intavolare una trattativa sulla base delle proposte attuali - con le parti interessate a fare un passo verso l'altra come accaduto in occasione del caso Ferrerò - bisognerà iniziare a considerare concretamente soluzioni alternative. Come d'altra parte stanno legittimamente facendo Eyenga ed Anosike nel cercare proposte più remunerative rispetto a quella già garantita da Varese. Un gioco delle parti che potrebbe continuare fino a quando gli atleti non decideranno che il club biancorosso è la loro opzione migliore, oppure fino a quando l'asse Coldebel-la-Bulgheroni-Caja non troverà profili alternativi ritenuti altrettanto validi nel rapporto qualità-prezzo. Ma per firmare i pezzi pregiati ci vorrà tempo: trovare oggi un giocatore di qualità - soprattutto in regia - è impresa quasi impossibile, nella mentalità degli statunitensi che per togliersi ora dal mercato richiedono prezzi fuori portata per le possibilità del club di piazza Monte Grappa. La stessa mentalità che porta Eyenga e Anosike a tenere "di riserva" le attuali proposte biancorosse; nel gioco delle parti la domanda chiave è fino a che punto "Air Congo" e O.D. sono davvero disposti a sacrificarsi pur di tenere fede alla loro grande voglia di restare a Varese espressa su queste colonne. Giuseppe Sciascia
  10. Altra ufficialità per la Pallacanestro Varese che firma con un biennale anche Nicola Natali, figlio d'arte, che dopo molti anni in A2 esordirà nella massima serie con la maglia biancorossa. Natali, che ha giocato le ultime 3 stagione a Casale Monferrato dove si è fatto molto apprezzare per grinta, intensità e come uomo chiave per lo spogliatoio, completa dunque gli italiani "da rotazione" della Varese 2017/2018 assieme al capitano Giancarlo Ferrero e a Matteo Tambone. Di seguito il comunicato della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Nicola Natali. Figlio d’arte, suo papà Gino è stato giocatore e dirigente, Natali ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso per le prossime due stagioni sportive. Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Nicola Natali: «Ci siamo assicurati un ragazzo che con il suo modo di giocare si è sempre fatto apprezzare in tutte le squadre in cui ha militato. Ha accettato la proposta di Varese rinunciando ad alcune chiamate importanti in Serie A2. Nicola ha una grande etica del lavoro, siamo sicuri che ci aiuterà tantissimo. È un giocatore che fa dell’intensità e dell’agonismo i suoi punti di forza e sa essere utile alla squadra dando il suo contributo sia in difesa sia in attacco con tante piccole cose tipo rimbalzi, palle recuperate e contropiedi». Ecco le dichiarazioni di Nicola Natali sulla firma con la Pallacanestro Varese: «È un grandissimo onore aver firmato a Varese, una piazza storica del nostro basket. La Serie A rappresenta un’esperienza completamente nuova ma sono pronto a mettermi in gioco. Con il lavoro quotidiano in palestra cercherò di aiutare la squadra a prepararsi al meglio in vista delle partite. E con il lavoro duro cercherò di guadagnarmi anche solo un minuto di gioco per poter contribuire alle prestazioni dei miei compagni. Non vedo l’ora di arrivare in città e di imparare da coach Caja, uno dei grandi maestri della pallacanestro italiana, e di entrare al palazzetto di Masnago per la prima volta. Sarà un’emozione unica. Sono carico e pronto a mettermi in gioco con la maglia della Pallacanestro Varese». La Scheda: Data di nascita: 1 settembre 1988 Luogo di nascita: Firenze Altezza: 202 cm Ruolo: ala La Carriera: Classe 1988, Nicola Natali cresce nel vivaio di Montecatini. Nel 2005 viene promosso in prima squadra giocando quattro stagioni tra Legadue e Serie A Dilettanti. Passa quindi a Trento dove rimane per due stagioni. Nel 2011 torna nuovamente in Legadue vestendo la canotta di Forlì dove viaggia a 5,3 punti e 3 rimbalzi in 19 minuti la prima stagione e 8,4 punti, 7,8 punti e 3,4 rimbalzi in 26 minuti l’anno successivo. Nell’estate del 2013 si accorda con Barcellona (DNA Gold), poi arriva la chiamata di Casale Monferrato con cui gioca le ultime tre stagioni guadagnandosi il posto in quintetto grazie alla sua grande applicazione difensiva, la fisicità e la propensione a rimbalzo. Chiude lo scorso campionato a 5,6 punti (57% da 2, 38% da 3) e 2,8 rimbalzi in regular season e 6,2 punti e 2,5 rimbalzi nelle 4 gare di playoff disputate dai piemontesi. Oltre alle convocazioni nelle formazioni Under 16 e Under 18, nel 2013 è stato convocato anche in Nazionale per i XVII Giochi del Mediterraneo.
  11. Dopo Landry e Vitali L, anche Lee Moore resta ufficialmente a Brescia
  12. Craft verso Monaco
  13. Sì, ma resta il fatto che i commenti qui, anche il mio peraltro, sul pacchetto lunghi che è andato a un tiro da tre di bramos dal vincere lo scudetto sarebbero stati quelli
  14. Ufficiale Natali intanto La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Nicola Natali. Figlio d’arte, suo papà Gino è stato giocatore e dirigente, Natali ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso per le prossime due stagioni sportive. Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Nicola Natali: «Ci siamo assicurati un ragazzo che con il suo modo di giocare si è sempre fatto apprezzare in tutte le squadre in cui ha militato. Ha accettato la proposta di Varese rinunciando ad alcune chiamate importanti in Serie A2. Nicola ha una grande etica del lavoro, siamo sicuri che ci aiuterà tantissimo. È un giocatore che fa dell’intensità e dell’agonismo i suoi punti di forza e sa essere utile alla squadra dando il suo contributo sia in difesa sia in attacco con tante piccole cose tipo rimbalzi, palle recuperate e contropiedi». Ecco le dichiarazioni di Nicola Natali sulla firma con la Pallacanestro Varese: «È un grandissimo onore aver firmato a Varese, una piazza storica del nostro basket. La Serie A rappresenta un’esperienza completamente nuova ma sono pronto a mettermi in gioco. Con il lavoro quotidiano in palestra cercherò di aiutare la squadra a prepararsi al meglio in vista delle partite. E con il lavoro duro cercherò di guadagnarmi anche solo un minuto di gioco per poter contribuire alle prestazioni dei miei compagni. Non vedo l’ora di arrivare in città e di imparare da coach Caja, uno dei grandi maestri della pallacanestro italiana, e di entrare al palazzetto di Masnago per la prima volta. Sarà un’emozione unica. Sono carico e pronto a mettermi in gioco con la maglia della Pallacanestro Varese». La Scheda: Data di nascita: 1 settembre 1988 Luogo di nascita: Firenze Altezza: 202 cm Ruolo: ala La Carriera: Classe 1988, Nicola Natali cresce nel vivaio di Montecatini. Nel 2005 viene promosso in prima squadra giocando quattro stagioni tra Legadue e Serie A Dilettanti. Passa quindi a Trento dove rimane per due stagioni. Nel 2011 torna nuovamente in Legadue vestendo la canotta di Forlì dove viaggia a 5,3 punti e 3 rimbalzi in 19 minuti la prima stagione e 8,4 punti, 7,8 punti e 3,4 rimbalzi in 26 minuti l’anno successivo. Nell’estate del 2013 si accorda con Barcellona (DNA Gold), poi arriva la chiamata di Casale Monferrato con cui gioca le ultime tre stagioni guadagnandosi il posto in quintetto grazie alla sua grande applicazione difensiva, la fisicità e la propensione a rimbalzo. Chiude lo scorso campionato a 5,6 punti (57% da 2, 38% da 3) e 2,8 rimbalzi in regular season e 6,2 punti e 2,5 rimbalzi nelle 4 gare di playoff disputate dai piemontesi. Oltre alle convocazioni nelle formazioni Under 16 e Under 18, nel 2013 è stato convocato anche in Nazionale per i XVII Giochi del Mediterraneo.
  15. Ma alla tua lista manca sempre uno straniero, non puoi fare il 3+4+5 con 6 stranieri