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  1. Christian Eyenga spazia tra la stagione appena conclusa e un futuro che spera possa essere ancora biancorosso. L'ala congolese ripercorre le tappe dell' annata dai due volti fresca di "archiviazione", e si aggiunge ad O.D. Anosike e Giancarlo Ferrerò nell'elenco dei giocatori desiderosi di restare a Varese nel 2017-18: «Penso di aver imparato molto da questa stagione così ricca di emozioni, prima negative e poi positive con risultati totalmente diversi tra i primi due terzi e le otto vittorie successive alla pausa per la Coppa Italia. Ci sono stati momenti difficili, però abbiamo sempre continuato a lavorale duro in palestra e i risultati alla lunga si sono visti. Quello che abbiamo espresso negh ultimi due mesi è stato comunque frutto dell' impegno quotidiano nel mettere in pratica le indicazioni del coach». Le aspettative dell'estate 2016 parlavano di playoff e dunque il bilancio non è positivo, ma a un certo punto le cose potevano andare molto peggio. Condivide? «Sicuramente le cose avrebbero potuto andare molto peggio, ma anche nelle situazioni peggiori abbiamo fatto va- lere la compattezza di un gruppo che è sempre rimasto unito. Ci siamo messi di impegno per fare quelle piccole cose necessarie per migliorare il nostro rendimento comune, e in questo modo abbiamo iniziato a vincere: il finale di stagione ci ha permesso di evitare rischi in classifica». Negli ultimi due mesi e mezzo Varese si è espressa a livelli da playoff dopo cinque mesi di risultati negativi: come spiega questo cambio di ritmo? «Ci è voluto molto tempo per completare il processo di amalgama: il gruppo è sempre stato unito, in campo abbiamo imparato un po' troppo tardi a integrare le qualità di ciascuno di noi all'intemo del collettivo. I risultati delle ultime 11 gare indicano chiaramente il valore della squadra quando ognuno di noi ha trovato la sua dimensione, purtroppo sono serviti mesi per arrivare a quella chimica così efficace». Lei è partito da prima punta nella gestione Moretti ed ha chiuso la stagione da stopper difensivo, in quale dei due compiti si sente più a suo agio? «Ritengo di poterli ricoprire entrambi: all'inizio della stagione avevo più responsabilità offensive, poi però coach Caja mi ha parlato chiedendomi specificamente di sacrificarmi di più in difesa per aiutare la squadra. Credo di poter marcare praticamente tutti i ruoli sul campo, ho cercato di seguire le indicazioni dell' allenatore e ho ritrovato una dimensione da stopper che avevo già avuto due anni fa». La rivedremo il prossimo anno a Varese contando sul suo feeling con l'allenatore (che lo rivorrebbe per il 2017-18, ndr)? «Coach Caja è uno dei migliori d'Italia: ogni giorno dà indicazioni meticolose su cosa fare in attacco e in difesa, è stato colui che mi ha permesso di esprimermi al meglio nel vostro campionato. Abbiamo un rapporto come quello tra padre e figlio, parliamo di tutto e non solo di pallacanestro. Del futuro parleremo nelle prossime settimane, però spero tanto di farne parte: a Varese sono stato benissimo, considererei volentieri la possibilità di restare». Giuseppe Sciascia
  2. Christian Eyenga riabbraccia Varese con l'entusiasmo di chi ha fortemente voluto tornare a vestire la maglia biancorossa, al punto di accettare un ingaggio dimezzato rispetto a quello del 2015-16 a Sassari, rinunciando ad un'offerta superiore in Israele pur di respirare nuovamente il clima dell'ambiente che lo aveva lanciato in Italia due stagioni or sono. «Non ho avuto esitazioni sin da quando il mio agente ha ricevuto la prima chiamata da Varese: qui mi sono trovato benissimo, e le sensazioni provate al mio ritorno sono ottime perché in questa città e in questo ambiente sono perfettamente a mio agio. Ho voluto tornare per questo motivo, e anche per tornare a giocare con alcuni compagni dell'esperienza di due anni fa». Evidente il riferimento a Eric Maynor, colui che meglio di tutti ha saputo esaltare le doti atletiche di "Air Congo" nella fase finale del 2014-15: «Eric è uno dei playmaker più forti in circolazione, con lui ho un grandissimo feeling perché la sua qualità principale è quella di saper esaltare le caratteristiche di ogni compagno, mettendo tutti in condizioni perfette per segnare e scegliendo i ritmi del gioco con grande maestria. Lo avevo sentito al momento della sua firma a Varese, e scherzando gli avevo detto: "Tu sei tornato, ora tocca a me". Poi in realtà è successo davvero...». Rispetto alla stagione 2014-15, quando Eyenga arrivò in corsa per allungare le rotazioni in coincidenza con l'infortunio di Kangur, nell'Openjobmetis 2016-17 l'ala congolese avrà maggiori responsabilità realizzati ve, ma il compito non lo spaventa: «Sono consapevole di ricoprire un ruolo importante nel roster, ho parlato con coach Moretti che conoscevo già da avversario nelle ultime due stagioni, ma che ho avuto modo di apprezzare in queste settimane. La sfida che mi aspetta quest'anno non sarà soltanto quella offensiva ma tengo particolarmente alla possibilità di essere decisivo in difesa adattandomi a marcare più ruoli». Grandi stimoli per Eyenga anche in vista dell'avventura internazionale già affrontata lo scorso anno con Sassari tra Eurolega ed Eurocup: «La possibilità di disputare due partite alla settimana è particolarmente importante per un giocatore, perché permette di guardare sempre avanti e trovare nuovi stimoli senza magari pensare troppo ad una eventuale sconfitta. Per me sarà un motivo di orgoglio vestire la maglia di Varese in Europa: conosco la tradizione e la storia di questa società, faremo di tutto per superare il turno contro il Benfica e garantirgli la vetrina internazionale che merita». L'ala congolese, che oggi tornerà in gruppo dopo un paio di giorni di stop per il lieve infortunio alla caviglia della finale del "Trofeo dei Consorzi", sottolinea infine l'ottimo feeling sbocciato con coach Moretti: «Conoscevo Paolo per averlo affrontato da avversario nelle ultime due stagioni prima a Pistoia e poi a Varese. Mi piace molto il suo approccio in allenamento e apprezzo la sua capacità di mettere i giocatori in condizione di sfruttare al massimo il loro talento nel contesto del gioco di squadra; con lui abbiamo parlato molto, mi ha chiesto di essere aggressivo in attacco e dare il massimo in difesa. Con i compagni c'è già un'ottima chimica, cosa non scontata a questo punto della stagione, e sono certo che potrà solo migliorare col tempo». Giuseppe Sciascia
  3. Varese ed Eyenga si sono detti di nuovo sì con il massimo entusiasmo. Ufficiale il ritorno in maglia Openjobmetis della 27enne ala piccola già vista nel 2014-15: per sposare nuovamente la causa biancorossa, "Air Congo" ha preferito non finalizzare un accordo praticamente già raggiunto in Israele, coronando i suoi desideri con la firma del contratto annuale ratificato ieri. «Sono estremamente entusiasta di poter tornare a giocare per la Pallacanestro Varese - le prime dichiarazioni dell'atleta nativo di Kinshasa -. Non vedo l'ora di cominciare, sono molto felice che questa possibilità sia diventata realtà». Motivazioni forti per tornare a Varese che hanno trovato sponda nel gradimento di Paolo Moretti per la duttilità e la fisicità dell'atleta del 1989: dopo il no di James White il club biancorosso è stato vicinissimo a Trent Lockett, che poi ha preferito il biennale proposto da Siviglia. Ma una volta esplorate senza riscontri positivi le piste Darden e Williams, l'idea di riaprire la pista Eyenga ha progressivamente preso quota alla luce delle molteplici possibilità tattiche garantite dal tasso atletico dell'ala congolese. « Chiudiamo il roster con un ritorno graditissimo: Christian è un giocatore che oltre ad aggiungere fisicità ed atletismo, porta motivazioni e spirito di chi vuole scrivere ancora pagine importanti per questo club - conferma lo stesso coach Moretti -. Tra le tante qualità tecniche che può portare in dote, ammiro la sua duttilità dal punto di vista difensivo, aspetto che mi darà modo di svariare molto a livello tattico. In attacco invece può ricoprire benissimo i ruoli di ala grande ed ala piccola, caratteristica che mi consentirà di giocare con quintetti piccoli o grandi a seconda delle necessità». E poi c'è l'aspetto legato alla conoscenza dell'ambiente e del nostro campionato e del vissuto comune con Maynor e Kangur a rendere ancor più attrattivo il profilo di Eyenga: la Varese 2016-17 è un giusto mix di certezze e scommesse, di sicuro molto adatta al modo di lavorare in palestra di coach Moretti che al contrario dell'estate scorsa - con 6 giocatori inediti per l'Italia e una squadra nuova per 12 dodicesimi - avrà uno zoccolo duro di provata esperienza: «Siamo contenti del ritorno di un giocatore che si adatta alle nostre necessità: lo abbiamo scelto sulla base di valutazioni tecniche approfondite, inoltre voleva fortemente tornare a Varese ed anche questo fattore motivazionale ha inciso - spiega il direttore generale Claudio Coldebella -. Con Christian sono 8 su 12 i giocatori che hanno già un vissuto comune, contando che lui aveva già militato con Maynor e Kangur nella squadra di due stagioni orsono. Mercato chiuso? Direi di sì, anche se per me il lavoro vero inizia ora, dovendo occuparmi non solo della campagna acquisti ma soprattutto di sovraintendere alla costruzione del gruppo». Giuseppe Sciascia
  4. Accordo raggiunto tra l'Openjobmetis e Christian Eyenga: solo una formalità l'annuncio ufficiale, che potrebbe arrivare domani, per l'ennesimo ritorno di uno straniero lanciato dal club biancorosso verso una collocazione più prestigiosa e lucrosa, che poi sceglie Varese per il rilancio. Fisicità, motivazioni forti e intesa già affinata con Eric Maynor le chiavi che hanno portato il club di piazza Monte Grappa a battere nuovamente la pista dell'ala congolese. D'altra parte, per arrivare a convincere le prime scelte James White e Tremmell Darden sarebbe servito un lavoro di cesello piuttosto lungo: tre anni fa l'ala ex Cedevita chiuse con Reggio Emilia il 19 settembre, mentre nel 2015 l'atleta ex Real Madrid e Olympiacos firmò col Besitkas il 12 settembre. Tempi incompatibili con la necessità di Varese di arrivare al massimo della torma all'appuntamento dei preliminari di Champions League col Benfica (ed eventualmente lo Szolnoki Okaj). L'impegno con i lusitani, che hanno "firmato" pure il play Derek Raivio - fratello maggiore del legnanese Nik- e sono vicini all'altro ex bresciano Holmes dopo l'accordo con Damian Hollis, non sarà una passeggiata: per questo aspettare i "saldi" di settembre non era compatibile con l'esigenza di prepararsi al meglio per quel primo mese (dopo gli auspicabili 2 turni preliminari ci saranno 5 partite di campionato in 21 giorni e dal 20 ottobre partirà la coppa, Champions o FIBA Europe che sia) decisivo per dare l'indirizzo alla stagione di Varese. E allora, se le prime scelte non erano disponibili, le alternative Reggie Williams (comunque fuori portata) o J.R Prince avevano incognite in termini di inserimento e conoscenza di ambiente e campionato italiano che hanno indotto l'OJM - a partire dal d.g. Claudio Coldebella - a riconsiderare un giocatore fino a qualche giorno fa fuori dal radar dei possibili obiettivi. Dunque, Varese riparte - con un anno di ritardo - dai due giocatori fortemente voluti al termine della stagione 2014/'15. Eyenga non è la prima punta che ci si aspettava per completare il roster, ma sulle sue qualità fisico-atletiche e sulla sua duttilità sui due lati del campo si può mettere la mano sul fuoco. In attesa di verificare le qualità dei giovani prospetti Melvin Johnson e Aleksa Avramovic, sembra evidente che Varese ha consegnato a Maynor le chiavi dell'attacco, col compito di guidare con la sua classe innata un sistema privo di un bomber designato. Giuseppe Sciascia