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  1. Fabrizio Fiorini non sarà più l’amministratore delegato della Pallacanestro Varese. La notizia delle dimissioni, che sarebbero state date dall’imprenditore milanese già alcune settimane fa, è circolata nelle ultime ore, sebbene non abbia trovato la conferma diretta dell’interessato nella giornata di ieri. Quel che è certo è che Fiorini dovrà comunque rimanere in carica almeno fino al prossimo 1 settembre, giorno in cui è stato convocato il consiglio d’amministrazione di piazza Monte Grappa, unico organo deputato a ratificare l’addio. Se le suddette intenzioni venissero conclamate, per la società si aprirebbe il problema della successione in un ruolo delicato e di primaria importanza, soprattutto nei mala tempora attuali caratterizzati da una non semplice situazione economico-finanziaria. Fiorini, 50 anni, di Bresso, era entrato in carica al termine della stagione agonistica 2015/2016, a conclusione dell’era da presidente di Stefano Coppa e in corrispondenza dell’insediamento del nuovo cda biancorosso, composto da lui, Toto Bulgheroni, Riccardo Polinelli, Monica Salvestrin e Marco Vittorelli (attuale presidente). Già consorziato da diversi anni (nonché consigliere d’amministrazione dello stesso Varese nel Cuore, carica che dovrebbe mantenere anche in futuro) da allora si era messo gratuitamente a servizio della causa in uno dei momenti più difficili della settantennale storia societaria, caratterizzato dalla necessità di fronteggiare un buco di bilancio (eredità del recente passato) superiore agli 800 mila euro e di prendere conseguenti e complicate scelte gestionali al fine di mantenere in vita la Pallacanestro Varese. Nulla si sa, al momento, sulle motivazioni delle dimissioni. Fiorini negli ultimi giorni ha continuato a lavorare in piazza Monte Grappa, per garantire la continuità societaria anche nel mese di agosto. Fabio Gandini
  2. La campagna abbonamenti di primavera è piaciuta ai tifosi della Pallacanestro Varese. In attesa che il mercato porti ulteriori novità - vedi i piccoli ma costanti segnali di riavvicinamento con Giancarlo Ferrero, preferito a qualsiasi alternativa dalla A2 senza esperienza di A - la chiusura a quota 865 della prima fase della vendita delle tessere stagionali della stagione 2017-18 è stata una piacevole sorpresa per tutto l'ambiente biancorosso. Non c'era un obiettivo minimo prefissato per la novità assoluta dell'anticipo a fine maggio della prima tranche della campagna abbonamenti, ma il dato finale ha superato qualsiasi aspettativa, come conferma l'a.d. biancorosso Fabrizio Fiorini ( «è andata molto meglio del previsto, anche se per correttezza è giusto riconoscere il merito a Claudio Coldebella, che ha insistito molto per questa iniziativa superando anche i miei dubbi iniziali - spiega il membro del CdA della Pall.Varese - È andata bene anche per merito dei ragazzi che hanno lavorato in sala "Giancarlo Gualco", e siamo contenti del dato parziale. I conti si faranno a settembre, ma abbiamo capito quanto è solido lo zoccolo duro di tifosi che si abbonano alla Pallacanestro Varese a prescindere dal nome dei giocatori». Riscontri positivi anche per quanto riguarda le adesioni a "Il Basket Siamo Noi" con 49 nuovi soci in 6 giorni che hanno portato a 450 il totale dei membri del Trust dei tifosi agevolato da sconti tra il 15 e il 20 per cento il tutti i settori. Il dato parziale al termine della prima fase - dal 13 al 22 di luglio secondo periodo con prelazione per i vecchi abbonati, dal 7 al 16 settembre l'ultimo step - rappresenta il 30% delle tessere staccate al termine della stagione 2016-17 (2876 il numero complessivo dei fedelissimi). «Chi ha acquistato la tessera ora ha una passione incondizionata per la Pallacanestro Varese: tengo a ringraziare tutti per la fiducia dimostrata nei nostri confronti - sostiene Fiorini - Se avessimo imprenditori disposti a investire ciecamente su noi come hanno fatto i tifosi saremmo già a posto. In realtà sapevamo di poter contare su una massa critica di tifosi appassionatissimi, questa prima fase ci ha permesso di capire quanti sono. Li ringraziamo, consapevoli che ora tocca a noi ripagare la fiducia nei nostri confronti». Di fatto la fiducia espressa riguarda l'operato della società e la presenza di Attilio Caja, non a caso divenuto il frontman della campagna 2017-18 premiando i primi abbonati della nuova stagione: «E stata una scelta simbolica rispetto a quello che è considerato da tutti come il punto di riferimento al quale i tifosi danno fiducia, soprattutto per la cultura del lavoro che ha portato in dote: l'entusiasmo della gente fa piacere ma responsabilizza tutti noi - afferma Fiorini - Su tutto il resto non siamo in ritardo: la situazione di squadra e sponsor ha tempistiche in linea con quelle delle stagioni precedenti. L'auspicio per il futuro è che l'anno prossimo di questi tempi si possa parlare nuovamente di basket giocato, senza doverci occupare già dai primi di maggio di budget e mercato...». Giuseppe Sciascia
  3. Chiarezza. Quella che per anni è mancata (e da tale mancanza sono scaturiti i risultati che da tempo "apprezziamo", in campo e fuori). All'indomani dell'assemblea di Varese nel Cuore, nella quale è emerso un altro buco nel bilancio della Pallacanestro Varese, l'amministratore delegato della società Fabrizio Fiorini cerca di abbattere quel muro - invisibile ma pesante - che sta tra i tifosi e le vicende delle segrete stanze. Spiegando per filo e per segno la situazione finanziaria della società, senza lesinare cifre e senza "rimbalzare" argomenti scomodi. Fiorini, come si è passati dai 400 mila euro di "buco" resi pubblici a novembre 2015 agli attuali 800 mila? Va fatta innanzitutto chiarezza sulle cifre e sulle competenze. I quasi 800 mila euro, di cui abbiamo dato informazione l'altro giorno ai consorziati, sono la perdita a bilancio dell'esercizio 2015/2016; i 400 mila - per l'esattezza 420 mila - riguardavano invece il bilancio della stagione 2014/2015, ammanco emerso a novembre 2015 quando il sottoscritto - per evitare che la situazione degenerasse - fece emergere il dubbio all'interno di Varese nel Cuore. Mi sembra dunque evidente come le due cose siano distinguibili e non imputabili a chi è arrivato a gestire solo quest'anno la nostra società. Allora riformuliamo la domanda, anche se il destinatario della questione dovrebbe essere qualcun altro: come si è arrivati ad avere 800 mila euro non coperti in una sola stagione? Lo chiediamo a lei perché è lei, insieme al nuovo cda, che ha dovuto prima scoprire e poi affrontare il pregresso. I fattori sono diversi. Una voce consistente è quella dei pagamenti relativi a giocatori e agenti non registrati nei consuntivi precedenti. Poi ci sono costi di fornitori emersi in ritardo rispetto alle normali tempistiche, con una prassi che la nostra gestione si è impegnata fin da subito a cambiare: ora, quando arriva una fattura relativa a un servizio di cui la Pallacanestro Varese ha beneficiato, tale fattura viene subito registrata ed "entra" sia nel budget che nel bilancio. Così non sempre veniva tempestivamente fatto in passato ed è questo il motivo per cui ci siamo trovati molti debiti sul groppone. I molteplici avvicendamenti di giocatori, avvenuti durante lo scorso campionato, hanno influito sul "buco"? Per quanto riguarda i giocatori la questione è molto semplice: al monte salari netto vanno sempre aggiunti i costi accessori, che riguardano il tesseramento, la casa, l'automobile, gli agenti, gli spostamenti etc. È chiaro, quindi, che più cambiamenti si fanno nel roster, più questi costi crescono, anche nell'ipotesi in cui si riesca a fare un cambio alla pari, non aggravando - cioè - il monte stipendi. Questa è la ragione per la quale personalmente ero scettico sul cambio Melvin Johnson-Dominique Johnson: senza la certezza di un ritorno determinante in termini sportivi, una mossa del genere rischia di creare un pericoloso danno economico. Quanto è costata questa Openbjobmetis Varese, Fiorini? Tenere in piedi la società costa tra i 4 milioni e i 4,5 milioni di euro, di cui l'85% è riservato alle spese riguardanti l'area sportiva. Il monte salari netto è di circa 900 mila euro. Le entrate arrivano per il 30% da Varese nel Cuore, per un 20% dalla biglietteria e per il 40% dagli sponsor. Varese, a differenza di altre squadre di serie A, non ha alcun apporto diretto dalle istituzioni (da Comune, Provincia e Regione), cosa che invece avveniva fino a poche stagioni fa. Perché con un budget tra i più bassi in serie A, per di più in una situazione di debiti da affrontare, i pochi soldi a disposizione sono stati spesi per "12 giocatori 12"? Perché la società ha accolto le precise richieste dell'area tecnica, che ha preteso una rosa di 12 giocatori per cercare la competitività sia in Italia che in Europa. Stesso discorso vale per uno staff tecnico di un allenatore più tre assistenti: uno in più è stato richiesto per la coppa. È per questo che arrivare a considerare la Champions - com'è stato fatto dopo pochi mesi - un impiccio, quasi un fastidio, mi è dispiaciuto veramente tanto, soprattutto alla luce di quanto ci aveva portato in dote sotto diversi aspetti la final four di Chalon dello scorso anno. Va comunque specificato che il budget - tarato sulla situazione finanziaria conosciuta nell'estate 2016 - è stato rispettato al 100%. Lei dice: «il budget tarato sulla situazione finanziaria conosciuta nell'estate 2016». Perché? Cosa non sapevate allora? Cosa è successo dopo? Sono entrato in piazza Monte Grappa a febbraio 2016, con l'espressa consegna di dare una mano alla gestione prece- dente. Ma, fino a maggio, non ho avuto la diretta gestione dei conti. E soprattutto, una volta deciso di cambiare la guida della società, non c'è stato alcun passaggio di consegne, come invece era auspicabile avvenisse. Ci siamo quindi trovati in pochi giorni a dover adempiere a tutte le scadenze più impellenti (l'iscrizione al campionato, il pagamento dei giocatori, l'insediamento di Coldebella) solo con l'aiuto economico del presidente Alberto Castelli e di altri soci del Consorzio. Che il contesto non fosse dei migliori lo potevamo intuire, ma solo in seguito a un esame più approfondito sono emerse tutte le situazioni non conosciute riguardo ai debiti. Un lavoro che ha impiegato mesi? Questi mesi sono serviti soprattutto a modificare radicalmente l'impostazione di diversi aspetti per evitare gli errori fatti in passato. Abbiamo in primis portato la gestione della contabilità all'interno della società, società che oggi non è più in mano a un singolo ma è basata sulla suddivisione della competenze e delle responsabilità. Abbiamo poi implementato i sistemi informatici e cresciuto alcune professionalità di cui già disponevamo. Abbiamo messo mano al settore giovanile, al merchandising (si veda la costruzione del nuovo negozio) e infine migliorato i rapporti con l'Handicap Sport Varese e con il territorio. Entro la fine dell'anno sociale la nostra struttura verrà certificata da un ente apposito come "sistema di qualità". E sarà un passo importante a garanzia dei fornitori, degli sponsor, dei consorziati presenti e di tutti coloro che vorranno aderire a Varese nel Cuore». Gli 800 mila euro come sono stati ripianati? Per il 70-80% attraverso sponsorizzazioni extra e attraverso il contributo di persone che hanno a cuore la nostra squadra. Il grazie più grande va detto ad Alberto Castelli: senza di lui un'azienda con i "numeri" della Pallacanestro Varese avrebbe già chiuso i battenti. E va anche sottolineato come un aiuto inferiore alle attese sia arrivato dalle banche, un atteggiamento che tuttavia si può anche capire: è stato dato peso a quelli che sono stati i numeri degli anni scorsi (che sono contro di noi) piuttosto che agli sforzi che questa gestione ha compiuto per uscire dalla crisi. Da chi verrà ripianato il restante 20%? Dai consorziati e dal cda della Pallacanestro Varese. E devo dire che per questo mi sento in colpa nei confronti di due persone - Toto Bulgheroni e Riccardo Polinelli - che sono stati coinvolti in questa avventura, in tutti i sensi, senza che potesse essere chiara la situazione che andava affrontata. A proposito di sponsor: perché nelle ultime partite di Champions League sulle maglie è sparito il nome "Openjobmetis"? Perché il Cavalier Rosario Rasizza, insoddisfatto dei risultati ottenuti in campo continentale, ha dato la possibilità ad altre aziende di dare il proprio contributo per sponsorizzare quelle partite. La prossima stagione sportiva inizierà finalmente senza debiti? Tutto il lavoro fatto è importante perché ci ha regalato una visione a 360° gradi dei costi della Pallacanestro Varese. Ciò significa che già intorno ad aprile-maggio saremo in grado di ragionare sul prossimo anno. Si programmerà, insomma, tenendo conto di dati certi. Il nuovo tabellone segnapunti del PalA2A quando verrà installato? Non si tratta di una spesa non necessaria viste le ristrettezze economiche? Il tabellone verrà installato il prossimo anno ed è un investimento che si auto-finanziera completamente. L'unica spesa che verrà sostenuta dalla società sarà proprio l'installazione. Tra Consorzio e stanza dei bottoni lei è ormai al terzo anno di avventura in Pallacanestro Varese: c'è un ricordo oppure una persona particolare che "racchiude" questi tre anni? Sì ed è Maurizio Vescovi, il fratello di Cecco, mancato proprio un anno fa. È stata la prima persona che ho incontrato una volta entrato in Varese nel Cuore, in Valmalenco, durante un ritiro estivo della squadra. Per due anni è stato il mio vicino di posto al palazzetto: da quando non c'è più, il suo seggiolino è rimasto vuoto e sempre lo rimarrà, perché ad ogni stagione lo "prendo" io per evitare che qualcun altro vi si possa abbonare. Non esiste un altro tifoso della Pallacanestro Varese come lui: acceso, molto competente e giustamente anche critico. Fabio Gandini