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  1. Eric Maynor? Non si muoverà da Varese, almeno fino a quando l’ultima palla stagionale verrà giocata dalla Openjobmetis di Attilio Caja. Dopo? Ogni scenario rimane aperto, anche quello di una conferma per il 2017/2018, sebbene qualsivoglia previsione sia al momento poco più che una chiacchiera. Il “caso” relativo al playmaker nativo di Raeford, North Carolina, è nato da alcune voci riportate dalla stampa vicina all’ambiente cestistico bolognese. Siti specializzati hanno infatti pubblicato durante il weekend pasquale la notizia di un tentativo da parte della Virtus Segafredo Bologna di accaparrarsi i servigi di Maynor in vista degli imminenti playoff di Serie A2, che la formazione allenata da Alessandro Ramagli affronterà con non nascoste ambizioni di promozione. Le Vu Nere cercherebbero un giocatore di livello per sostituire, o affiancare nell’ipotesi di una scelta italiana (fatti anche i nomi di Luca Vitali e di Stefano Gentile), Michael Umeh, uno dei leader della squadra bianconera con 17,4 punti di media segnati a partita. Nessuna trattativa Le loro mire parrebbero tuttavia non aver raggiunto piazza Monte Grappa: la società biancorossa - per bocca dei suoi principali rappresentanti - a ieri non aveva ricevuto alcuna offerta virtussina per Maynor, nè alcuna richiesta di trattativa da parte dell’agente dell’atleta americano, Luigi Bergamaschi. Del resto un “no” sarebbe stata (e sarà) la risposta a una cessione che Varese non prenderà in nessun caso in considerazione almeno finché la squadra scenderà sul parquet in questa stagione, nella quale lottare in primis per divertire i tifosi e poi per alimentare il “sogno impossibile” dei playoff rimane un imperativo condiviso da tutti a Masnago e dintorni. Differenti potrebbero essere i ragionamenti dopo il 7 maggio, data dell’ultima giornata di serie A, qualora - come molto è probabile che sia - la Openjobmetis dovesse concludere il campionato fuori dalle prime otto. I contratti annuali dei giocatori scadono al 30 giugno e, in presenza di richieste da parte di club di A2 o esteri per le rispettive post-season, un’eventuale via libera consentirebbe alla società di risparmiare gli emolumenti degli ultimi due mesi dell’accordo. Spiraglio per il futuro? Una chance che Varese non scarterebbe a priori per gli elementi del roster che non hanno il contratto garantito per il 2017/2018, soprattutto alla luce delle difficoltà a far quadrare i conti sopportate quest’anno. Una chance, però, che dovrà essere pesata con le strategie di mercato relative alla prossima stagione. Maynor, in tal senso, è un esempio che fa gioco. Il play non è vincolato alla Pallacanestro Varese per l’anno venturo, al pari di tutti gli altri stranieri biancorossi (esclusi Norvel Pelle, Aleksa Avramovic e Kristjan Kangur), di Giancarlo Ferrero, Massimo Bulleri e Luca Campani. La Varese che ripartirà da Attilio Caja (si chiarisca per l’ennesima volta che il coach pavese ha già il posto sicuro sulla panchina del futuro e che nessuno in piazza Monte Grappa intende esercitare la clausola contrattuale di uscita al 30 giugno. In settimana, piuttosto, potrebbe arrivare una conferma pubblica, come atto di riconoscenza), avesse anche una sola possibilità da giocarsi con l’ex Nba se la giocherà, tanto è marcata la considerazione dell’Artiglio nei confronti di colui al quale ha consegnato le chiavi della rimonta salvezza. Maynor a Varese sta bene, serba gratitudine nei confronti di chi per due volte lo ha rimesso in piedi e non è uomo che mette le condizioni economiche al primo posto di una decisione professionale. Quanto varranno questi “assets”, per lui e per il suo agente, davanti al gradimento di un basket europeo che negli ultimi mesi lo ha ri-ammirato leader e che potrebbe farsi avanti con proposte interessanti? Fabio Gandini
  2. Una nuova filosofia basata sugli italiani e sul vivaio per costruire un futuro sostenibile attraverso un'identità qualificante: questo è il "domani" di Varese. A prescindere dalle disponibilità per la stagione prossima ventura tra sponsor da rinnovare ed eventuale "socio forte" da aggiungere all'asse societario, torna di stretta attualità l'idea del passaggio al 5+5 per indirizzare il 2017-18 verso un progetto che coniughi sostenibilità economica e risultati del campo. Non è soltanto un discorso di taglio dei costi, ma un punto qualificante per proporre un progetto tecnico legato ad un marchio di fabbrica che caratterizzi nuovamente Varese dopo troppi anni di "porte girevoli" affidandosi a stranieri di passaggio. Già nel 2014-15 e nel 2015-16 la proprietà aveva espresso una preferenza per la formula con più italiani, salvo avallare poi le indicazioni dell'area tecnica che aveva optato per il 3+4+5: mercato iniziato troppo tardi due estati fa per trovare italiani validi, pregiudiziale per partecipare alla Champions League nel 2016. Ora però, nell'ottica della razionalizzazione dei costi, la scelta diventa quasi obbligata: si tratta di un risparmio in grado di assorbire due terzi del taglio del 15 per cento sulla quale sta lavorando il CdA di Pall. Varese (nel 2016-17 si era partiti con un budget da 4,4 milioni di euro, poi salito a 4,6 con le aggiunte Dom Johson e Caja; per il 2017-18 si vorrebbe ridurre a 4). Passare da 12 contratti professionistici a 9 più un prodotto del vivaio significa ridurre sensibilmente le tasse federali (40mila di luxury tax più 3 parametri da 12.500) oltre a due salari lordi in meno: il conto totale si avvicina ai 300mila euro, ai quali vanno aggiunti i possibili introiti dalla partecipazione al conseguimento del premio italiani (nel 2016-17 tutte e 6 le società che hanno scelto questa formula riceveranno una fetta tra le 4 per il minutaggio complessivo e le 4 per il minutaggio degli Under 25). E le difficoltà nel reperire elementi competitivi a costi accessibili sul mercato "tricolore"? Leggenda metropolitana facilmente smentibile: partendo da Cavaliero e (auspicabilmente) da Ferrero, non è certo impossibile pescare un cambio affidabile a costi simili - non certo proibitivi - del capitano, e scandagliare l'A2 in cerca di un investimento futuribile capitalizzando la conoscenza di Attilio Caja dei giocatori dai 22 ai 26 anni con cui ha lavorato con la Nazionale Sperimentale. Quattro italiani di rotazione in panchina, confermando il monte stipendi iniziale del 2016-17 di poco inferiore al milione di euro, significherebbe mettere sul piatto suppergiù 700mila da spalmare per il quintetto base: più o meno quanto costa lo starting five attuale dopo il cambio "Johnson per Johnson"... Ma costruire uno zoccolo duro di italiani che diano garanzie sul piano tecnico ma soprattutto umano è un valore aggiunto non misurabile soltanto soltanto nelle voci di bilancio. Così come non va valutato soltanto in termini di costi e ricavi l'opera di sviluppo del settore giovanile, sul quale nel corso degli anni sono progressivamente aumentati gli investimenti "di supporto" al di là della svolta tecnica legata ai ritorni di Giulio Besio e Gianfranco Pinelli. Un prospetto futuribile come il 16enne Matteo Parravicini - e come il leader del gruppo 2001 vicecampione d'Italia tanti altri elementi interessanti - può avere un futuro in serie A soltanto lavorando non solo sulla tecnica ma anche sul potenziamento fisico come accaduto nel 2016-17. L'altro valore aggiunto per costruire una Varese più efficace dovrà essere Claudio Coldebella: il d.g. biancorosso ha potuto incidere relativamente poco avendo sostanzialmente "ereditato" al suo arrivo uno staff già completo che operava con la serie A. Ora, dopo aver studiato per un anno intero il funzionamento del sistema Varese, potrà mettere in atto le sue idee per ottimizzare il potenziale disponibile. Giuseppe Sciascia
  3. L'Openjobmetis si avvicina a vele spiegate al traguardo salvezza, ma per programmare un 2017-18 che a meno di improbabili tracolli la vedrà nuovamente al via della serie A c'è bisogno di tempo. Il poker di vittorie post-Coppa Italia ha permesso alla squadra di anticipare i tempi della missione salvezza, passando il testimone alla società nella costruzione delle strategie future che passano da un paio di snodi vitali sul piano economico. Portafoglio contratti a parte, a oggi l'unica certezza inossidabile sembra legata alla posizione di Attilio Caja: l'architetto della ricostruzione di Varese sta guadagnandosi settimana dopo settimana una riconferma tanto meritata quanto inconfutabile. Chi si sentirebbe di mettere in discussione l'uomo della svolta, "scaricandolo" come già accaduto nel 2015? Il contratto già in esssere - l'OJM ha penale di uscita entro metà maggio - pare preludio ad una continuità auspicabilmente da estendere anche al parco-giocatori, alla luce dell'ottimo feeling che Artiglio ha sviluppato con alcuni giocatori cardine della rinascita (Maynor e Anosike su tutti). Ma per qualsiasi ragionamento futuro ci sarà da aspettare gli sviluppi della "campagna-conferme" delle sponsorizzazioni in scadenza e dell'apertura al "socio forte" deliberata dall'assemblea della scorsa settimana di "Varese nel Cuore". Gli scenari per il 2017-18 sono essenzialmente due: senza aggiunte all'attuale assetto societario e con la necessità di verificare l'interesse del main sponsor Openjobmetis a proseguire il rapporto, evidente la necessità di allestire un progetto economicamente meno impegnativo e più sostenibile. Dunque lo schema 5+5 - che rispetto al 3+4+5 con 12 professionisti della stagione attuale garantirebbe un risparmio di oltre 200mila euro - cercando qualche italiano emergente a supporto di Cavaliero e Ferrero (contratto in scadenza, ma la conferma di Caja e il feeling con la piazza lo rendono l'unico possibile rinnovo da mettere a fuoco in tempi rapidi) e scommettendo su Pelle come titolare sarebbe una strategia obbligata, con la salvezza come obiettivo primario e il sogno di fare jackpot con gli incastri per ripetere le imprese di Cremona 2015-16 e Capo d'Orlando 2016-17. Se invece dovessero arrivare uno o più "soci forti", allora le prospettive potrebbero non essere dissimili da quelle iniziali della stagione attuale, provando a convincere anche qualcuno dei big attuali a iniziare da Dominique Johnson (che però ha costi importantissimi e senza una vetrina europea - comunque solo FIBA Europe Cup nella migliore delle ipotesi - non prenderebbe in considerazione nessuna proposta). Due strade comunque divergenti, sia pur entrambe compatibili con la gestione Caja, che andranno percorse in un senso o nell'altro a seconda delle risorse disponibili. E mentre la squadra cercherà di onorare al meglio le 7 giornate ancora mancanti per chiudere il 2016-17, starà alla società operare affinchè entro il 7 maggio - data conclusiva della regular season - si possa stabilire con quale budget, e di conseguenza con quali strategie, costruire la prossima edizione di Varese. Giuseppe Sciascia
  4. Varese non va sul mercato, ma il mercato bussa alle porte di Varese. L'argomento non è stato oggetto di discussione nel CdA di Pallacanestro Varese, come ribadito dal delegato all'area tecnica Toto Bulgheroni: ieri mattina i vertici del club hanno "abbozzato" le prime ipotesi sulla stagione ventura, sebbene è evidente che nessuna decisione strategica potrà essere presa fino a quando il club di piazza Monte Grappa non avrà maturato sul campo il diritto di iscriversi alla serie A o alla A2. Nel pomeriggio però ci sarebbe stato un sondaggio da parte di Scafati, club attualmente al penultimo posto della classifica del girone Ovest dell'A2, sul conto di Aleksa Avramovic: il team campano, in cerca di un nuovo regista titolare con punti nelle mani dopo l'addio per motivi personali dell'israeliano Naimv, avrebbe chiesto a Varese la disponibilità dell'esterno serbo, passato dai 9.5 punti e 1.7 assist in 18.6 minuti dell'era Moretti ai 3.3 punti e 0.5 assist in 10.0 minuti nella gestione Caja. Opportunità da cogliere per trovare spazio da protagonista ad un capitale futuro del club (contratto fino al 2019) al momento però "disfunzionale" ad un sistema più rigido, reinvestendo le risorse liberate su un giocatore più adatto a giocare con e per Maynor, oppure una delle tante ipotesi destinate a non concretizzarsi in un mercato nel quale la media delle trattative condotte fino in fondo non supera il 20 percento rispetto a quelle abbozzate? La sensazione è che non se ne farà nulla, così come accaduto nelle scorse settimane quando la società biancorossa aveva respinto le richieste pervenute per Matteo Canavesi (Cento in B e Lucca in C); di mezzo ci sono un contratto pluriennale (ma si potrebbero girare in prestito i 4 mesi residui fino al 30 giugno) e lo scarsissimo appeal per la serie A2 da parte dell'agenzia di un giocatore che nell'attuale contratto con Varese ha escape per l'Eurolega. In soldoni, anche l'eventuale mercato in uscita sembra destinato a rimanere chiuso: il match contro Pistoia ha dimostrato che tutti i giocatori sono sintonizzati sulle necessità dello spirito operaio predicato da Attilio Caja, auspicando di non dover correre ai ripari in fretta e furia se l'OJM dovesse fallire i prossimi test dopo aver imboccato la strada giusta al primo bìvio. Intanto Carlo Recalcati torna vicinissimo a Cantù: dopo la prima fumata nera, il club brianzolo parrebbe deciso a proporre all'ex et. un contratto fino al 2018. In mattinata nuovo incontro per ratificare l'accordo. Giuseppe Sciascia
  5. Mercato sempre aperto? Gli occhi dei manager non si chiudono di certo. Ma da qui a ipotizzare concrete chance operative il passo è lungo e pieno di controindicazioni. Recte: di impossibilità. Oggettive, verrebbe da scrivere. La Openjobmetis Varese ultima in classifica si interroga al suo interno sulla scelta di ricorre a un correttivo nel roster in vista del rush finale verso la salvezza, traguardo da conquistare nelle ultime undici giornate di campionato partendo dalla posizione peggiore possibile: il fondo del gruppo. I conti Su un argomento tanto delicato occorre almeno un tentativo di fare chiarezza. L’area tecnica biancorossa è al momento vigile sui movimenti dei giocatori nei quattro angoli del globo cestistico, pienamente consapevole della “perfettibilità” (eufemismo...) dell’organico attuale. Un intervento sul mercato è chiesto a gran voce anche dai tifosi, oltre che dai risultati conseguiti finora, ma si scontra con una realtà “di cassa” che dovrebbe sconsigliare alla società ulteriori esborsi economici da qui al termine della stagione. Piazza Monte Grappa è stata chiara - anche su queste colonne - sulla situazione economico-finanziaria che si è trovata a gestire nella stagione corrente come eredità di quelle passate, situazione che sta richiedendo sforzi enormi di dirigenti e consorziati per trovare una definitiva risoluzione. Riservare risorse per il mercato - che al momento comunque non ci sono e si potrebbero trovare solo tramite un contributo “ad personam” di un consorziato, di uno sponsor o di un qualunque altro “benefattore” - significherebbe toglierne al risanamento dei conti. La coperta è corta: se metti da una parte, sei costretto a scoprirti dall’altra. Varese, questa Varese, può permettersi di farlo senza mettere in pericolo - per l’ennesimo anno - la sua sopravvivenza? La risposta del cda, che rispetto al passato è oggi pienamente operativo e decide a maggioranza, è stata finora un “no” secco e poco confutabile, almeno analizzando con razionalità i conti di cui sopra. Il campo Il campo e la sua parabola spingerebbero, è inutile nasconderlo, in una direzione diversa. E di questo ne è consapevole anche lo staff capitanato da coach Attilio Caja, che mai si sognerebbe di bloccare l’arrivo di un eventuale rinforzo. “L’Artiglio” è un “aziendalista”, ovvero una persona che non si mette a puntare i piedi nel momento in cui non viene accontentato nei suoi desiderata tecnici, conscio del fatto di essere arrivato ad allenare in una realtà costretta a fare sacrifici per chiudere con un passato economicamente sconsiderato. Da qui a far passare Caja come “colui che ferma il mercato”, però, ce ne passa. Potesse, il coach, attingerebbe a piene mani ai correttivi: sotto le plance, dove si è letteralmente inventato un Giancarlo Ferrero ala forte ed è costretto a rinunciare all’apporto di un Kangur impresentabile; o nello spot “3”, dove sarebbe utile un giocatore con tiro e punti nelle mani, spostando Eyenga in ala forte; o in guardia, mettendo tra Maynor e Johnson, che diventerebbe ala piccola, un atleta che possa essere loro complementare Ma non è lui a poter dare il via libera al “messia” della salvezza: lui, come sempre ha fatto, lavora con quello che ha. Morale? Si resta così, a meno di trovare lungo il cammino occasioni irripetibili (leggi un’entrata che possa essere coperta da una transazione favorevole con uno dei dodici attualmente nel roster: difficilissimo, alle porte di marzo...) o di cambiare l’intendimento del cda. In un contesto così complicato, a costare caro potrebbe essere stato un errore, tale ovviamente con il benedetto senno del poi: l’avvicendamento dei “Johnson” quindici giorni prima di esonerare Paolo Moretti, privando il subentrante dell’unica “mossa” a disposizione in virtù delle reali disponibilità economiche della Pallacanestro Varese. Fabio Gandini
  6. L'Openjobmetis modifica da "se" a "chi" i suoi intenti riguardo all'opzione mercato. Sondaggi in corso da parte dell'area tecnica biancorossa in cerca di quell'uomo della svolta per il quale la proprietà sarebbe disposta a compiere un ulteriore sforzo per mettere in sicurezza la serie A, strategica per qualsiasi futuro il consorzio disegnerà negli Stati Generali del 16 marzo. I rinforzi delle dirette concorrenti rischiano di mutare gli equilibri di una lotta salvezza che sta cambiando volto dopo l'arrivo del califfo Johnson Odom a Cremona e le correzioni di Pesaro (dopo la guardia Hazell il club marchigiano cerca anche un nuovo playmaker). A questo punto Varese valuta l'ipotesi di rispondere a tono, dovendo però interrogarsi prima di tutto sull'area nella quale effettuare l'eventuale intervento. Rispetto all'era Moretti sono cambiate le priorità: se Maynor è l'insostituibile leader scelto da Attilio Caja per guidare la navicella biancorossa, e Anosike è passato da problema principale a insostituibile perno della difesa, in discussione ci sono tutti gli altri spot. Se aggiunta dovrà essere qual è l'emergenza maggiore alla quale fare fronte? Meglio aggiungere una guardia capace di costruire gioco per sgravare Maynor - a oggi unico giocatore in grado di innescare i compagni - dalle attenzioni feroci delle difese avversarie, come accaduto a Brindisi? Oppure la soluzione potrebbe essere quella di inserire un'ala piccola di raccordo, con capacità creative dal palleggio, per spostare un Eyenga pesce fuor d'acqua nei panni della prima punta del gioco a metà campo nel ruolo di ala forte più consono alle sue doti atletiche? O invece il problema maggiore è quello del "numero 4", dove la crisi di identità di Kangur ha rag-giunto livelli preoccupanti e la lungodegenza di Campani lascia nelle mani del pur ammirevole Ferrero l'intero peso del ruolo? Scelta complessa comunque legata a filo doppio a quel che il mercato proporrà più che alle scelte del club biancorosso. Si guarda al miglior giocatore disponibile più che al ruolo effettivo: nell'attuale situazione di classifica e di disponibilità economica, il margine di errore è azzerato, con la necessità di andare a colpo sicuro su un elemento che garantisca un salto di qualità e soprattutto un rendimento immediato. Solo a queste condizioni la proprietà si è detta disponibile ad allargare nuovamente i cordoni della borsa, affidando all'area tecnica la grossa responsabilità di scegliere bene, cogliendo al volo, eventuali occasioni che però a oggi sono ancora in fase di analisi. In soldoni: Varese è attenta a qualsiasi evoluzione nel settore guardie e ali, valutando però con priorità assoluta giocatori possibilmente già rodati in Italia, meglio ancora se direttamente conosciuti dallo stesso coach Attilio Caja. Profilo difficile da scovare in tempi rapidi, quantomeno in vista del prossimo impegno di lunedì 27 febbraio contro Pistoia. Per piegare i toscani si conterà sul fattore campo e sul recupero di Bulleri ed Anosike, unico a tornare negli Usa per un intervento dentistico programmato da mesi nei tre giorni di pausa concessi dal coach pavese. Nel frattempo il monitoraggio è costante, auspicando che sulle frequenze di "radiomercato" possa spuntare quella soluzione in grado di garantire all'Openjombetis di pareggiare l'impatto dei colpi recenti effettuati da Pesaro e Cremona. Giuseppe Sciascia
  7. Varese, il regno delle porte girevoli. O almeno così è stato negli ultimi 4 anni di serie: nessun club che ha militato continuativamente nel massimo campionato dal 2013-14 ha operato più correttivi della società di piazza Monte Grappa. Il conto complessivo parla di 12 giocatori e 3 allenatori "suppletivi" rispetto ai roster e agli staff tecnici allestiti con le risorse estive: partendo con l'obiettivo play off sin dal post-Indimenticabili, ricorrere al mercato di riparazione è stato necessario 4 volte su 4 (e non è detto che sia finita...) per mantenere la serie A. Il conto dei correttivi coinvolge Adrian Banks, Linton Johnson e Terrell Stoglin più Stefano Bizzozi nel 2013-14; Chris Eyenga, Eric Maynor, Johndre Jefferson, Antero Lehto più Attilio Caja nel 2014-15; Roko Ukic, Rihards Kuksiks, Kristjan Kangur e Chris Wright nel 2015-16: Dominique Johnson più Attilio Caja in versione 2.0 nella stagione corrente. Tutte entrate corrispondenti ad altrettante uscite (Coleman, Hassell e Clark nel 2013-14; Robinson, Jefferson e Deane nel 2014-15; Shepherd, Thompson e Molinaro nel 2015-16; Melvin Johnson nel 2016-17) con l'eccezione di Eyenga due anni fa e dell'extra da 50mila euro per due mesi di Roko Ukic, comunque ampiamente ripagato dal licenziamento di Faye per l'affaire-doping. Ma alla luce di questo poco invidiabile record, è facile risalire alla causa dell'attuale situazione debitoria che induce alla massima prudenza nel ragionare su ulteriori correttivi del roster attuale (ieri sera è scattato il rompete le righe, la squadra tornerà in palestra lunedì confidando di riattivare O.D. Anosike). Le spese extra - con entrate per uscite nel roster mai effettivamente a somme zero - sono state obbligate dalla necessità di scongiurare la retrocessione in A2 già rischiata nel 2015 e nel 2016. E i risultati deludenti delle ultime 4 stagioni sono stati frutto degli errori in sede di costruzione del roster; considerando inoltre come per una società retta da una "multiproprietà" come Varese, qualsiasi sforzo extra sia più delicato e problematico rispetto a club dove il proprietario unico può mettere mano al portafogli in qualsiasi momento. Ora toccherà all'area tecnica indicare alla proprietà se la contingenza della salvezza renderà necessario un eventuale e ulteriore sforzo extra, ma dall'estate 2017 è necessaria una svolta decisa in termini di programmazione e allocazione delle risorse. Negli ultimi tre anni Varese ha sfiorato il milione netto per gli stipendi netti e superato i 4 totali per l'intera gestione del club, chiudendo stabilmente nella metà bassa della classifica (decimo, undicesimo e nono posto dal 2013 al 2016), chiudendo alle spalle di squadre il cui monte stipendi superava di poco i 500mila euro (vedi i casi attuali di Capo d'Orlando e Pistoia). E c'è il caso Trento, da 3 stagioni consecutive tra le prime otto con 700mila circa di netto e meno di 3 milioni di budget; insomma conta più come di quanto si investe. E che meglio si spende in estate, anche se budget e monte stipendi dovessero ridursi rispetto all'ultimo triennio, e meno si dovrà spendere durante la stagione, evitando di alimentare il vortice delle porte girevoli per i correttivi e dei conseguenti ripianamenti dei soci... Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobmetis riapre le consultazioni sul mercato per valutare l'ultimo restyling nella pausa della serie A. Dopo il match di stasera in Polonia, Claudio Coldebella e Attilio Caja faranno il punto della situazione, ma l'area dell'eventuale intervento sembra essersi spostata dalla cabina di regia allo spot di ala forte. Il tecnico pavese sembra infatti orientato a dare ancora fiducia ad Eric Maynor, confidando che l'equazione "meno partite, più allenamenti" dia un risultato nettamente migliore rispetto ai primi quattro mesi del 2016/17. Al momento, dunque, la criticità maggiore sarebbe stata individuata nel ruolo di "numero 4", dove Kristjan Kangur sta producendo solo 4.9 punti e 3.3 rimbalzi, col 34% da 2 e il 23% da 3, in 26.7 minuti, e non ci sono ancora certezze sui tempi di recupero dell'unica alternativa di ruolo Luca Campani. L'ipotesi sarebbe quella di inserire un giocatore in grado di garantire atletismo e doti frontali accanto a "KK", ossi quel che in estate si cercava dal polacco Olek Czyz, poi finito in extremis a Caserta dopo due settimane di tira-e-molla risolte da Varese con la firma di un centro come Norvel Pelle anziché un "Kangur giovane" come l'ala forte del 1990. Ma ogni ipotesi "interventistica" deve passare al vaglio dello scoglio economico delle risorse (non più) disponibili, che bloccano al momento qualsiasi ipotesi relativa alla sostituzione di Eric Maynor, pur restando vigili sul mercato dei playmaker stranieri se dovesse riaprirsi l'ipotesi - attualmente comunque del tutto svanita dal radar - di un passo indietro dello statunitense. Bisogna anche fare i conti con i vincoli regolamentari: Varese ha già utilizzato 13 tesseramenti su 16 e 7 degli 8 visti disponibili, dunque se non si vuol chiudere definitivamente a metà stagione il mercato degli extracomunitari servirà cercare un cittadino UE o uno straniero già "vistato" in Italia. Tutti ragionamenti che portano a valutare con attenzione l'ipotesi Delroy James: la 29enne ala forte ha giocato un brutto girone d'andata a Reggio Emilia (5.1 punti e 3.5 rimbalzi in 18 minuti rispetto ai 10.9 punti e 7.6 rimbalzi fatturati dal 2013 al 2015 a Brindisi), ma garantirebbe atletismo e doti offensive frontali (più in 1 contro 1 che dall'arco: 27% da 3 in 83 gare di serie A). Ed essendo già in Italia non avrebbe costi extra (parametro per il tesseramento e voli aerei) che, oltre al discorso del visto da preservare, rendono più difficile il ricorso alla strategia extracomunitaria. E le risorse? Se dovesse arrivare James - o chi per lui - ci sarebbe uno straniero di troppo; ma al netto dei rumors relativi ad un Norvel Pelle cui la sua agenzia starebbe cercando alternative in Italia, questo è un tema ancora non affrontato. Fino a che non si deciderà se e dove intervenire. Giuseppe Sciascia
  9. Firma sì, tesseramento ancora no. Dominique Johnson arriverà oggi a Varese, ma per il suo debutto in maglia biancorossa bisognerà attendere almeno una settimana. Impossibile superare gli scogli della burocrazia per consentire all'atleta statunitense di ritirare già oggi il visto necessario per poter esordire domenica contro Reggio Emilia. Il primo appuntamento disponibile presso il consolato italiano di Franco-forte non avverrà prima di lunedì: tempistiche ineludibili nonostantegli sforzi effettuati per bruciare le tappe dell'operazione, col rischio concreto che Johnson debba saltare anche il match di Champions League di mercoledì prossimo contro il Klaipeda per i termini alquanto lunghi (3 giorni lavorativi) richiesti dalla FIBA per perfezionare il tesseramento. Nel frattempo però la società di piazza Monte Grappa ha deciso di anticipare i tempi: Johnson si aggregherà già oggi pomeriggio al gruppo di Paolo Moretti, lavorando per inserirsi subito negli schemi e mantenere la condizione atletica dopo qualche giorno di inattività in seguito dal divorzio dall'Alba Berlino (ultima uscita mercoledì scorso in Eurocup), poi lunedì ripartirà per la Germania per espletare le formalità burocratiche. Nel frattempo toccherà ancora a Melvin Johnson, che domenica andrà a referto contro Reggio Emilia. Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis mantiene la rotta già tracciata prima del tonfo casalingo nel derby contro Cantù. Completata l'operazione Dominique Johnson, già in itinere dallo scorso weekend, nel momento in cui l'Alba Berlino ha trovato il sostituto della guardia statunitense scelta da Varese per sostituire il suo omonimo Melvin Johnson. Ma al momento non sono previste altre operazioni, e nessuna valutazione è in corso sulla posizione di Paolo Moretti: nonostante il ruolino di marcia a dir poco "zoppicante" degli ultimi 40 giorni (10 sconfitte in 12 partite, 5 su 6 in casa) il coach toscano non è in discussione. Ed anzi è stata proprio la sua decisione di dare fiducia ad Eric Maynor (che nelle ultime tre gare è parso tonificato dalle maggiori certezze garantite sulla sua posizione) e cercare un rinforzo sul perimetro a dettare l'agenda alla società sulla strategia di mercato da seguire. Dunque il tesoretto deliberato dal CdA per potenziare il roster è stato investito interamente su Johnson; ma basterà l'aggiunta di una punta di sicuro valore per far ripartire la peggiore Openjobmetis del post-LegAdue (3-7 ad un terzo di regular season è il secondo peggior record degli ultimi 15 anni dopo il 2-8 della Cimberio di Mrsic poi retrocessa nel 2007-08)? Il 29enne fuciliere statunitense potrà certamente sopperire ai problemi offensivi -Varese è dodicesima nei punti segnati a 77,3 e tredicesima nelle percentuali dall'arco al 32,3% - soprattutto per quanto riguarda il gioco a metà campo, essendo un finalizzatore provetto in grado di costruirsi un tiro da sé. Ossia quel che mancava per non dipendere troppo dalle invenzioni di Maynor (troppo spesso in riserva di energie nel quarto periodo) o dalle accelerazioni di Eyenga (troppo spesso in affanno quando non può sfruttare la sua potenza atletica). Ma i problemi in difesa, fatali ben più dell'asfissia del quarto periodo nel derby contro Cantù? Ancora una volta, contro un esterno pericoloso in penetrazione e un lungo agile, la retroguardia biancorossa ha fatto acqua, dimostrando che la coppia Maynor-Anosike è strutturalmente incompatibile nella protezione del "pitturato". E i cambi sui giochi a due, che danno cattiva copertura sul perimetro e su eventuali secondi tiri, rendono ancora più evidenti gli affanni di Kangur, quintessenza del giocatore di squadra il cui rendimento decisamente negativo è la cartina di tornasole di una squadra che non vince per cattive alchimie tecniche di chi l'ha assemblata e non per cattiva volontà di chi va in campo. Gli errori estivi sono evidenti da due mesi, ma solo ora - dopo una catena di sconfitte preoccupante che ha ingenerato una spirale di negatività assai complicata da invertire -si è riusciti a intervenire con un innesto di innegabile qualità, che non risolve però l'equivoco più evidente sull'asse portante play-pivot. La sconfitta con Cantù ha azzerato il credito dell'ambiente nei confronti della squadra: nelle prossime gare casalinghe con Reggio Emilia e Klaipeda servirà una netta inversione di tendenza, altrimenti rischia davvero di crollare tutto addosso a chi ha costruito questa impalcatura di squadra pericolante... Giuseppe Sciascia
  11. Società sul mercato, squadra in palestra. Tutte le componenti dell' Openjobmetis sono al lavoro per uscire dalla crisi di risultati che ha progressivamente fatto scivolare la formazione biancorossa al penultimo posto in Italia ed all'ultimo del suo girone di Champions League. Per risolvere i problemi tecnici riscontrati dall'attacco di Varese nelle ultime settimane c'è un solo e unico modo: «Serve uno che la butti dentro con continuità», per usare le parole dirette del presidente di "Varese nel Cuore", Alberto Castelli. Identikit perfettamente calzante a quello di Dominique Johnson, ma la trattativa a tre con l'Alba Berlino non è facile né immediata. Ed anche se i tedeschi sarebbero già in cerca di un'ala piccola al suo posto, l'atleta del 1987 è tornato tra i sei stranieri a referto dopo il taglio di Paul Carter (però solo 5' nel match di domenica a Giessen). In soldoni: il tiratore statunitense è ai margini ma non ancora fuori dai giochi in Germania, e - a meno di colpi di scena dell' ultima ora - andrà domani a Mosca con i compagni per il match di Eurocup sul campo del Khimki. Anche qualora si dovesse trovare la quadra in extremis, la burocrazia (leggi procedura per il visto) rende assai improbabile che egli possa arrivare in tempo per giocare il derby di sabato contro Cantù. Nel frattempo la squadra di Paolo Moretti lavora in palestra per preparare i prossimi due delicati impegni casalinghi contro Oldenburg e Cantù. Nei quali sarà indispensabile tramutare concretamente i piccoli passi avanti sul piano del gioco visti a sprazzi a Capo d'Orlando (miglior intesa per l'asse Maynor-Anosike ed Eyenga incisivo in campo aperto) per invertire il trend fortemente negativo dei risultati (9 sconfitte nelle ultime 10 giornate) che rischia di far deflagrare la crisi di ulteriori stop casalinghi: l'ultimo hurrà al PalA2A è datato 23 ottobre. In particolare, il derby di sabato potrebbe diventare cruciale anche per la posizione del coach. Oggi la "vulgata" dei tifosi critica il tecnico aretino per i cambi a raffica e la mancanza di continuità nei minutaggi e negli assetti, ma si tratta di tentativi di risolvere l'impasse tecnico cercando di miscelare diversamente le forze disponibili: scelte alternative rispetto alle gerarchie iniziali che però soltanto a Pesaro hanno pagato i dividendi auspicati. Resta il fatto che cambiando solo l'ordine di introduzione degli ingredienti, la pietanza si è rivelata comunque indigesta, rendendo palese la necessità di modificare la ricetta attraverso un correttivo. Altrettanto evidente che se la squadra colleziona sconfitte seriali per ragioni figlie di errori evidenti in sede di costruzione del roster, gli squilibri attuali resterebbero tali anche con una conduzione tecnica diversa da quella di Moretti. Ma è chiaro che una eventuale e non certo auspicabile sconfitta contro Cantù - vista la delicata posizione in classifica di entrambe e il valore assoluto del derby nell'immaginario collettivo dei tifosi - costringerebbe la società a mettere tutto e tutti in discussione. Allenatore compreso. Giuseppe Sciascia
  12. È Dominique Johnson l'uomo della svolta individuato dall'Openjobmetis. La 29enne guardia ala statunitense in uscita dall'Alba Berlino, solo omonimo del biancorosso Melvin che con ogni probabilità gli farà posto in caso di esito positivo della trattativa, sarebbe la prima scelta della società di Piazza Monte Grappa nella sua ricerca di una "prima punta" in grado di sbloccare l'impasse offensivo. L'atleta del 1987, esterno di 195 centimetri per 95 kg, ha doti realizzative di primissimo ordine: uscito nel 2010 da Azusa Pacific, piccolissimo college di terza divisione universitaria (sulla sua storia di successo cestistico partendo dal "sottobosco" è stato prodotto anche un documentario), dopo aver inseguito il sogno NBA in tre stagioni di D-League è sbarcato in Europa, dove ha fatto sfoggio delle sue qualità offensive: i 23 punti di media col 51% da 3 fatturati nei primi mesi del 2014/2015 in Polonia con il Siarka Tarnobreg gli sono valsi l'attenzione degli israeliani del Maccabi Rishon (14,4 punti col 45% da 3). Nel 2015/2016 il salto di qualità con la firma di un contratto importante con i turchi del Banvit, dove è stato l'undicesimo marcatore dell'Eurocup (14,6 punti e 2 assist) sfidando anche Milano nelle Last 32. Nella scorsa estate il tiratore statunitense è stato vicinissimo ad Avellino, salvo poi preferire la proposta dell'Alba Berlino, in cui però sembra non avere legato granchè con il coach (9,2 punti e 2,1 assist in 27,6 minuti in 10 gare della Bundesliga; in Eurocup 14,6 punti col 40% da 3). La colonia italiana in Germania conferma l'impasse tra l'atleta del 1987 e il club, che non l'ha convocato per la partita di mercoledì in Eurocup contro Bilbao e considera in esubero come settimo straniero (in Bundesliga massimo 6 su 12 a referto) dopo il rientro degli infortunati Miller e Gaffney. A Varese piacerebbe molto inserire un attaccante come Dominique Johnson, il quale possiede le caratteristiche adatte per provare a sbloccare il principale problema della produttività offensiva a difesa schierata. L'atleta del 1987 è una guardia pura, capace di creare dal palleggio, anche se la qualità principale è il tiro da fuori; inoltre il giocatore nato a Detroit è abituato ad avere responsabilità da terminale principe, avendole gestite nella stragrande maggioranza delle squadre in cui ha giocato. Lo scoglio da superare è di natura economica, ma la possibilità di trovare un ruolo da protagonista in Italia per superare l'attuale situazione all'Alba parrebbe allettare lo statunitense. L'obiettivo dell'Openjobmetis è provare ad affondare il colpo entro il weekend definendo l'operazione all'inizio della prossima settimana: se si troverà una quadra e qualora dovesse esserci una fumata bianca, il fatto che il giocatore sia già a Berlino ridurrebbe i tempi di attesa per il rilascio del visto, consentendo eventualmente al nuovo acquisto di sbarcare a Varese in tempo per debuttare nel derby di sabato prossimo a Masnago contro Cantù. Giuseppe Sciascia
  13. Il Khimki "blinda" Jacob Pullen dopo I 23 punti in 20' del match di ieri contro Fuenlabrada, il Maccabi Kyriat Gan cede il suo bomber Tyshawn Taylor solo dietro pingue buyout, e la caccia di Varese ad un playmaker realizzatore che possa sbloccare l'impasse offensivo dovrà seguire altre strade. E l'ipotesi Johnson Odom? Sassari è attivissima sul fronte nuovo playmaker, ma pare che l'ex canturino abbia proposte lucrose dall'estero; ma in ogni caso, fino a quando la Dinamo non avrà scelto il suo sostituto, il giocatore del 1990 non sarà effettivamente disponibile. Nel frattempo però lo stop fino al 2017 di Luca Campani ha aperto una falla nella rotazione dei lunghi: a oggi Kristjan Kangur è l'unica ala forte di ruolo, situazione che "cozza" con la necessità di non sovraccaricare la sua schiena (martedì ad Usak riposo precauzionale per tutta la ripresa dopo un irrigidimento muscolare). Ma sostituire un italiano infortunato è praticamente impossibile vista la totale indisponibilità di free aaent: se si deci- desse di aggiungere un 'ala forte per puntellare il reparto lunghi, servirebbe sacrificare uno dei 7 stranieri. Ossia rinunciare ad uno dei due pivot puri tra Anosike e Pelle, spostando Kangur nella rotazione dei centri, per tornare all'assetto più "canonico " ipotizzato quando si puntava su Olek Czyz. Oppure sacrificare Melvin Johnson, affidando stabilmente il ruolo di guardia a Aleksa Avramovic e Daniele Cavaliero e dando minuti fissi a Bulleri e Ferrero. O infine puntare su un'ala-guardia realizzatrice - ipotesi già esplorata con Drew Crawford, nel frattempo proposto anche il 28enne nazionale portoricano John Holland - spostando Eyenga da "4 tattico " per esaltarne le capacità in 1 contro 1 e nasconderne i limiti balistici. Totale generale: Maynor fatica a far gioco ed è una tassa difensiva, Johnson è uno specialista tiratore che non attacca il ferro, Eyenga è un contropiedista non pericoloso da fuori in una squadra che cammina, lo spot di ala forte è numericamente "deficitario", e i due centri non sono pericolosi spalle a canestro. I problemi sono in tutti e 5 i ruoli: buon lavoro (ma anche buona fortuna...) a Bulgheroni, Coldebella e Moretti che nel summit di oggi dovranno individuare con quale ordine di priorità provare a risolverli attraverso il mercato... Giuseppe Sciascia
  14. L'Openjobmetis attende buone notizie da Mosca per provare a sbloccare il suo impasse tecnico. Occhi puntati oggi sulla partita di Eurocup tra Khimki e Fuenlabrada: solo nel pomeriggio si capirà effettivamente se il club russo non è più interessato ai servigi di Jacob Pullen, 27enne playmaker statunitense dotato di nazionalità sportiva georgiana che potrebbe dare la svolta all'asfittico attacco varesino. Il regista ben noto in Italia (15.8 punti e 3.0 assist in 70 gare tra Biella, Virtus Bologna e Brindisi) aveva firmato a fine settembre un gettone mensile col club russo, che a fine ottobre gli aveva prolungato il contratto Fino al termine della stagione. Poi però, rientrati gli infortunati e aggiunto il rookie Markel Brown, nel roster del Khimki c'è sovraffollamento nel suo ruolo, e il giocatore che viaggia a attualmente 12.2 punti e 3.4 assist in 18.8 minuti in Eurocup rischia di essere chiuso. Varese è attenta alle evoluzioni della situazione: la cartina di tornasole sarà il suo minutaggio odierno (6' mercoledì scorso contro il Lietuvos Rytas, ma 20' domenica in VTB League in assenza di Brown) per capire se varrà la pena attendere un giocatore che avrebbe le "atout" tecniche giuste per le necessità della truppa di Moretti. Oppure alla luce dell'emergenza bisognerà sondare altre piste: da Sassari il pressing per sostituire Darius Johnson Odom si fa sempre più forte (ieri la Dinamo avrebbe fatto un'offerta "robusta" all'ex NBA Nate Robinson, che però ha preso tempo aspettando alternative tra i "pro" e in Cina). Ma finché il Banco Sardegna non troverà un sostituto, il giocatore non sarà disponibile, ed è certo che sull'atleta del 1990 (15.8 punti e 4.4 assist in Italia) ci sarà folta concorrenza anche a li vello europeo. Tra le alternative valutate ci sarebbe anche Tyshawn Taylor, 26enne esterno molto quotato al college (seconda scelta NBA nel draft 2012 col numero 41, 61 partite con Brooklin), che dopo un avvio di carriera travagliato sta brillando in Israele (top-scorer a 20.0 punti di media più 4.1 assist): l'atleta del 1990 può liberarsi dal contratto con il Maccabi Kyriat Gan, ma si tratta comunque di una guardia-play che presupporrebbe affidarsi in regia alla coppia Avramovic-Bulleri. Oppure sacrificare Melvin Johnson e non Maynor affiancandogli una "stampella" con doti di incursore. Giuseppe Sciascia
  15. Il tesoretto c'è, il rinforzo ancora no. La caccia è aperta, ma il mercato offre poco, anzi pochissimo, e per ora non si registrano piste calde sul fronte nuovo playmaker. Mentre la formazione di Paolo Moretti continuerà oggi in Turchia a cercare lo sblocco dell' impasse offensivo delle ultime settimane con il medesimo roster delle 7 sconfitte subite nelle ultime 8 gare, la società si muove per trovare il correttivo necessario per invertire un trend negativo nel quale rischia di essere stritolato lo stesso stesso coach toscano. Ad oggi, però, l'unica certezza è la disponibilità della dirigenza ad allargare i cordoni della borsa per un intervento che possa risolvere l'attuale crisi di risultati: si parla di uno stanziamento extra attorno ai 100mila euro (contando però che qualsiasi nuovo arrivo comporta 12.500 euro di tassa se non già tesserato in Italia, più la transazione del contratto dell'eventuale esubero) messo a disposizione dell' area tecnica per sistemare il roster con un esterno realizzatore di provata qualità. Uno sforzo importante per dare una sterzata ad una situazione diventata critica col passare delle settimane, che rischia di compromettere i primi due obiettivi stagionali - passaggio del turno in Champions League e Final Eight di Coppa Italia - e rendere complessa la rincorsa ai playoff dopo tre annate consecutivi in cui Varese è rimasta a guardare. Le ultime due partite hanno spostato l'attenzione della società dal ruolo di guardia a quello di playmaker: per accendere un attacco privo di un leader tecnico e caratteriale si cerca un giocatore capace di mettersi in proprio e fare reparto da sé con la palla in mano. Ma giocando due volte la settimana l'Openjobmetis avrebbe inoltre bisogno di un giocatore rodato e pronto all'uso, non potendosi permettere altre scommesse su elementi da tirare a lucido dopo quella persa sul recupero di Eric Maynor (anche se giocare due volte la settimana offre sempre prove d'appello, e il match di stasera in Turchia sarà un bel test anche per l'orgoglio dell'ex Oklahoma City). Esclusi dunque elementi dal pedigree NBA importante ma inattivi da diversi mesi, come Sebastian Telfair prima e Nate Robinson ora, così come l'ex romano Jordan Taylor - già tastato a giugno - che non sarà pronto prima di qualche settimana dopo i problemi fisici accusati nella scorsa annata all'Alba Berlino. L'ideale sarebbe trovare un giocatore tagliato - in Italia o all'estero - che sposi la causa di Varese per una sorta di "mutuo soccorso" verso il riscatto. Per questo il d.g. Claudio Coldebella è attento ad ogni evoluzione esterna: difficile ad esempio imbarcare il futuro esubero canturino Dominic Waters (a gettone fino al 10 gennaio causa infortunio di Zabian Dowdell) che non si libererà prima di tre settimane e non calza a perfezione alle esigenze biancorosse. Si monitora la situazione di Sassari, che ha messo in discussione Darius Johnson Odom e cercherebbe un play puro (ma per l'ex canturino o per Lacey?), ma anche in questo caso c'è incertezza sui tempi di maturazione della situazione. Nel frattempo si valutano eventuali esuberi da Euro-cup ed Eurolega: la società è pronta ad agire in attesa dell'occasione giusta per investire il tesoretto, serve anche un po' di fortuna per pescare dal mazzo il jolly giusto al momento giusto, come accaduto nel 2011 con Rok Stipcevic e nello scorso mese di febbraio con Chris Wright. Giuseppe Sciascia
  16. Caccia aperta ad un playmaker con punti nelle mani per una Openjobmetis che cerca la svolta con un giocatore in grado di mettersi in proprio per sbloccare il suo impasse offensivo. Troppo evidente tra mercoledì e sabato la difficoltàdi Eric Maynor nel dare la sua impronta in regia a un attacco la cui premessa iniziale era legata alla capacità dell'ex Oklahoma City di "accendere" una squadra senza punte designate con le sue capacità di attivatore. Ed invece, contro Rosa Radom e Brescia ha prodotto 62 e 68 punti con una disarmante sterilità frutto di una desolante staticità. Per questo, dopo aver sondato senza esito un lungo attaccante come Alex Kirk (l'ex Pistoia è fuori rosa in Cina, ma il suo club lo tiene sotto contratto), l'ipotesi della guardia-ala Drew Crafword, valutato con attenzione dopo la vittoria di Pesaro quando l'ipotesi "interventistica" era quella di inserire un esterno pericoloso in penetrazione, è stata al momento accantonata, concentrando nuovamente l'attenzione sul mercato dei "solutori solitari" nello spot di playmaker. Che al momento offre poco o nulla: l'interessante nazionale messicano Paul Stoll, miglior assistman della VTB League 2015-16 con Saratov, è un giocatore "di squadra" non del tutto adatto alla bisogna. Si confida che qualcosa possa uscire in settimana da club che giocano le coppe ECA, ma anche nella migliore delle ipotesi non ci saranno innesti prima delle prossime due gare casalinghe (mercoledì 30 contro Oldenburg e sabato 3 dicembre contro Cantù). E domani in Turchia Varese giocherà con lo stesso roster sul campo dell'Usak Sportif per l'ultimissima chance di playoff in Champions League . Intanto la classifica di serie A è sempre più corta: nonostante la sconfitta Varese è ancora ottava...
  17. Fiducia nel lavoro in palestra e vigilanza costante per cogliere al volo qualsiasi occasione di effettuare un correttivo di impatto. Dopo lo stop casalingo contro il Rosa Radom che ha ridotto al lumicino le speranze di accesso ai play off di Champions League, la parola d'ordine in casa Openjobmetis è pazienza. La società è attenta sulle evoluzioni del mercato, ma qualsiasi operazione in entrata - e di conseguenza in uscita - prenderà corpo soltanto quando si troverà un elemento in grado di dare la svolta, compatibilmente alle risorse disponibili. In pratica Varese mette tutti in discussione - fatti salvi gli incastri relativi ai passaporti -in cerca del miglior giocatore disponibile tra play, guardia e lungo. E a dare la direzione del correttivo non sarà il ruolo ma la qualità del rinforzo in fase di individuazione, che dovrà garantire un upgrade in termini di produzione offensiva e personalità, ulteriore problema di un gruppo dagli ottimi valori umani, ma privo di un elemento trainante non solo sul piano tecnico ma anche caratteriale. Il match contro il Rosa Radom ha nuovamente messo in luce i problemi di una squadra che - a fronte di una delle migliori prestazioni difensive stagionali - non ha saputo nascondere i suoi palesi limiti di coesistenza offensiva. È un problema Maynor, il cui fatturato in attacco passa per un abuso di possesso di palla che toglie ritmo ai compagni, e i cui limiti difensivi debbono essere nascosti attraverso cambi sistematici sui blocchi che scoprono il perimetro e i tabelloni sui secondi tiri. È un problema l'assoluta improduttività dei lunghi in post basso e nel tiro frontale, se si eccettua Campani - che ora è a scartamento ridotto - i quali non solo non aprono spazi in attacco ma a volte li ingombrano. È un problema la monodimensionalità di Johnson in un attacco che, visti i cattivi incastri tra play e centri, avrebbe bisogno di un giocatore creativo dal palleggio. È un problema la non affidabilità balistica di Eyenga che lo rende incompatibile con lo status di prima punta a difesa schierata. E, in definitiva, è un problema il fatto che le premesse estive sulle quali era stato costruito il roster (Maynor in piena forma a creare gioco per tutti ed a tenere il pedale dell'acceleratore pigiato stabilmente a fondo) non abbiano praticamente mai trovato riscontri dal verdetto del campo. Mercato sbagliato come nell'estate del 2015? A differenza della scorsa annata non è un problema di qualità modesta di alcuni singoli, ma di incastri che non funzionano. Il motore dell'attacco è grippato a causa di troppi ingranaggi non funzionali l'uno con l'altro. Per questo la società si muove con cautela per trovare il pezzo più adatto a eliminare gli attriti più evidenti. Però pazienza e fiducia sono una ricetta che funziona solamente se i risultati la supportano: il passo indietro di mercoledì in Europa ha smorzato l'effetto positivo del raid di Pesaro in campionato, suscitando i primi mugugni da parte dei tifosi del PalA2A. Domani contro Brescia occorre invertire la rotta: in attesa del correttivo di mercato serve tener botta in chiave play off almeno in Italia. Altrimenti, se per il quarto anno consecutivo si dovrà navigare guardandosi dietro anziché davanti, rischia di svanire il capitale di credibilità portato in dote in estate dal nuovo corso societario. Giuseppe Sciascia
  18. La vittoria scaccia-crisi di Pesaro non allontana i venti di mercato da Varese, ma sposta da Eric Maynor a Melvin Johnson l'obiettivo dell'intervento correttivo allo studio. La società è pronta a recepire le indicazioni di Paolo Moretti nell'indirizzare la ricerca di un rinforzo nel ruolo di guardia, anziché in cabina di regia o sotto canestro. Il rookie da VCU si sta dimostrando troppo monodimensionale in attacco (39% da 3 ma 25% da 2 con soli 25 tentativi dentro l'arco contro 43 triple) e soprattutto troppo tenero in difesa per poter reggere da titolare nello spot di "numero 2": già da qualche settimana Paolo Moretti ha promosso in quintetto Daniele Ca-valiero, utilizzando spesso l'esterno statunintense nella rotazione delle ali piccole. L'eventuale sacrificio di Johnson va nell'ottica di migliorare ulteriormente la qualità del trattamento di palla: si cercherebbe infatti un giocatore di pick&roll capace di creare anche per i compagni, anziché un finalizzatore su blocchi e scarichi come il tiratore statunitense. L'idea sarebbe dunque quella di aggiungere un esterno che possa dare un supporto al reparto playmaker, che a Pesaro è stato affidato integralmente a Maynor ed al veterano Bulleri con Avramovic usato da guardia per 20 minuti sui 21 di utilizzo. Ma la ricerca di una com-bo-guard che possa giostrare in entrambi i ruoli esterni, affiancando Eric in fase di costruzione del gioco per non dipendere troppo dalle sue iniziative, non è certo una bocciatura per l'emergente esterno serbo. Aggiungere un altro attaccante creativo dal palleggio consentirebbe all'Openjobmetis di non dipendere troppo dalle invenzioni mancine di Aleksa. Che a oggi non ha ritmi e letture per gestire da solo il bastone del comando in regia; ma affiancato da un altro creatore di gioco potrebbe far fruttare ancora meglio le sue doti di assaltatore. E il settore centri? Il rientro di Anosike a Pesaro, confortante per rendimento e presenza mentale, ha soddisfatto società ed allenatore, facendo rientrare l'ipotesi di un divorzio non legato a fattori tecnici. Dunque i sondaggi sono interamente concentrati sul reparto esterni, tenendo conto come sempre della necessità di far quadrare i conti con l'eventuale sacrificio di Johnson che libererebbe risorse non certo sconfinate. Scartate a priori le piste Ryan Boatright e Jonathan Gibson che viaggiano sui 25-30mila dollari al mese, scartato anche Corey Hawkins in uscita da Pistoia, il mercato dei free agent offre tanto usato sicuro tra gli americani con passaporto comunitario o Cotonou (dal 36enne veterano J.R. Bremer ai vari Doron Perkins e Darius Washington) e poche soluzioni utili tra gli elementi meno datati o gli emergenti (indisponibile l'ex veneziano Julyan Stone che sogna l'NBA con Indiana fino a gennaio e il 25enne Brandon Paul, lo scorso anno a Badalona, viaggia ancora a 20mila al mese). Ma il d.g. Claudio Coldebella sta sondando a tutto campo, confidando di tirare le somme delle disponibilità del mercato dopo le prossime due gare casalinghe contro Rosa Radom e Brescia. Giuseppe Sciascia
  19. Varese e Massimo Bulleri sono pronte a dirsi di sì. Il 39enne giocatore di Cecina sarà il terzo playmaker dell'Openjobmetis 2016/'17, che completerà così il parco italiani con un veterano di lunghissimo corso (558 presenze in 18 stagioni di serie A e 127 gettoni in azzurro dal 2000 al 2008). Solo una formalità l'accordo scritto tra le parti vista la comune volontà di dare seguito fino al 30 giugno 2017 ad un rapporto nato quasi per caso. Bulleri era stato chiamato il giorno prima del raduno del 12 agosto dal d.g. Claudio Coldebella che lo aveva già avuto alle sue dipendenze dal 2010 al 2012 a Treviso e ne conosceva la serietà nel lavoro quotidiano, invitandolo ad aggiungersi al gruppo come ospite in attesa dell'arrivo degli stranieri. Poi, però, la tegola Manuel Rossi ha creato le condizioni perché lo status di Bulleri potesse modificarsi da aggregato ad effettivo. Chiaro che l'operazione non avrebbe avuto luogo se il playmaker del 1997 fosse stato "abile e arruolarle" per l'intera stagione; ma il 19enne talento del vivaio biancorosso dovrà con ogni probabilità sottoporsi ad un'operazione per risolvere i guai al ginocchio che gli dà problemi fin dallo scorso maggio, dovendo stare ai box per almeno 4 mesi. Ed a questo punto Varese ha deciso di puntare sull'esperienza e sul carisma del 39enne play di Cecina: nelle tre settimane abbondanti in cui ha fatto parte del gruppo, il "Bullo" si è fatto apprezzare da tutti per l'etica lavorativa e la personalità con cui si è inserito nell'ambiente. E dopo tanti anni in cui era considerato un "nemico" dalla tifoseria bianco-rossa, gli applausi scroscianti che hanno salutato Bulleri in occasione del Trofeo dei Consorzi hanno evidenziato come il pubblico di Varese lo abbia già adottato come parte integrante della squadra. Il ruolo principale dell'atleta del 1977, ultimo superstite nella serie A 2016/' 17 del gruppo che 12 anni fa vinse l'argento alle Olimpiadi di Atene, sarà quello di uomo-spogliatoio, con la garanzia di poter comunque garantire minuti-qualità qualora dovesse presentarsi l'occasione (o la necessità) di chiamarlo in causa. Di sicuro l'operazione non rappresenta un aggravio pesante per le casse del club: il contratto di Rossi al minimo salariale valeva circa 23mila euro lordi, sicuramente meno di quel che Varese dovrà versare a Bulleri, il quale pur di tornare in serie A e in Europa dopo l'esperienza del 2015/'16 in A2 a Ferentino accetterà un salario adeguato al suo ruolo di terzo playmaker. Con la firma di Bulleri il roster dell'Openjobmetis versione 2016/'17 sarà composto da 12 atleti seniores, senza alcun prodotto del vivaio messo ufficialmente sotto contratto, anche se i vari Bergamaschi, De Vita e Lo Biondo faranno stabilmente parte del gruppo di allenamento a disposizione di coach Moretti. D'altra parte il doppio impegno campionato-coppa europea ha dimostrato nel 2015/'16 la necessità di poter contare su un roster profondo: si partirà comunque con 12 tesseramenti - esattamente come 12 mesi fa- sui 16 disponibili, con l'obiettivo di non dover ricorrere però alle porte girevoli dei suppletivi come accaduto nelle ultime tre stagioni. Giuseppe Sciascia
  20. Varese ed Eyenga si sono detti di nuovo sì con il massimo entusiasmo. Ufficiale il ritorno in maglia Openjobmetis della 27enne ala piccola già vista nel 2014-15: per sposare nuovamente la causa biancorossa, "Air Congo" ha preferito non finalizzare un accordo praticamente già raggiunto in Israele, coronando i suoi desideri con la firma del contratto annuale ratificato ieri. «Sono estremamente entusiasta di poter tornare a giocare per la Pallacanestro Varese - le prime dichiarazioni dell'atleta nativo di Kinshasa -. Non vedo l'ora di cominciare, sono molto felice che questa possibilità sia diventata realtà». Motivazioni forti per tornare a Varese che hanno trovato sponda nel gradimento di Paolo Moretti per la duttilità e la fisicità dell'atleta del 1989: dopo il no di James White il club biancorosso è stato vicinissimo a Trent Lockett, che poi ha preferito il biennale proposto da Siviglia. Ma una volta esplorate senza riscontri positivi le piste Darden e Williams, l'idea di riaprire la pista Eyenga ha progressivamente preso quota alla luce delle molteplici possibilità tattiche garantite dal tasso atletico dell'ala congolese. « Chiudiamo il roster con un ritorno graditissimo: Christian è un giocatore che oltre ad aggiungere fisicità ed atletismo, porta motivazioni e spirito di chi vuole scrivere ancora pagine importanti per questo club - conferma lo stesso coach Moretti -. Tra le tante qualità tecniche che può portare in dote, ammiro la sua duttilità dal punto di vista difensivo, aspetto che mi darà modo di svariare molto a livello tattico. In attacco invece può ricoprire benissimo i ruoli di ala grande ed ala piccola, caratteristica che mi consentirà di giocare con quintetti piccoli o grandi a seconda delle necessità». E poi c'è l'aspetto legato alla conoscenza dell'ambiente e del nostro campionato e del vissuto comune con Maynor e Kangur a rendere ancor più attrattivo il profilo di Eyenga: la Varese 2016-17 è un giusto mix di certezze e scommesse, di sicuro molto adatta al modo di lavorare in palestra di coach Moretti che al contrario dell'estate scorsa - con 6 giocatori inediti per l'Italia e una squadra nuova per 12 dodicesimi - avrà uno zoccolo duro di provata esperienza: «Siamo contenti del ritorno di un giocatore che si adatta alle nostre necessità: lo abbiamo scelto sulla base di valutazioni tecniche approfondite, inoltre voleva fortemente tornare a Varese ed anche questo fattore motivazionale ha inciso - spiega il direttore generale Claudio Coldebella -. Con Christian sono 8 su 12 i giocatori che hanno già un vissuto comune, contando che lui aveva già militato con Maynor e Kangur nella squadra di due stagioni orsono. Mercato chiuso? Direi di sì, anche se per me il lavoro vero inizia ora, dovendo occuparmi non solo della campagna acquisti ma soprattutto di sovraintendere alla costruzione del gruppo». Giuseppe Sciascia
  21. Accordo raggiunto tra l'Openjobmetis e Christian Eyenga: solo una formalità l'annuncio ufficiale, che potrebbe arrivare domani, per l'ennesimo ritorno di uno straniero lanciato dal club biancorosso verso una collocazione più prestigiosa e lucrosa, che poi sceglie Varese per il rilancio. Fisicità, motivazioni forti e intesa già affinata con Eric Maynor le chiavi che hanno portato il club di piazza Monte Grappa a battere nuovamente la pista dell'ala congolese. D'altra parte, per arrivare a convincere le prime scelte James White e Tremmell Darden sarebbe servito un lavoro di cesello piuttosto lungo: tre anni fa l'ala ex Cedevita chiuse con Reggio Emilia il 19 settembre, mentre nel 2015 l'atleta ex Real Madrid e Olympiacos firmò col Besitkas il 12 settembre. Tempi incompatibili con la necessità di Varese di arrivare al massimo della torma all'appuntamento dei preliminari di Champions League col Benfica (ed eventualmente lo Szolnoki Okaj). L'impegno con i lusitani, che hanno "firmato" pure il play Derek Raivio - fratello maggiore del legnanese Nik- e sono vicini all'altro ex bresciano Holmes dopo l'accordo con Damian Hollis, non sarà una passeggiata: per questo aspettare i "saldi" di settembre non era compatibile con l'esigenza di prepararsi al meglio per quel primo mese (dopo gli auspicabili 2 turni preliminari ci saranno 5 partite di campionato in 21 giorni e dal 20 ottobre partirà la coppa, Champions o FIBA Europe che sia) decisivo per dare l'indirizzo alla stagione di Varese. E allora, se le prime scelte non erano disponibili, le alternative Reggie Williams (comunque fuori portata) o J.R Prince avevano incognite in termini di inserimento e conoscenza di ambiente e campionato italiano che hanno indotto l'OJM - a partire dal d.g. Claudio Coldebella - a riconsiderare un giocatore fino a qualche giorno fa fuori dal radar dei possibili obiettivi. Dunque, Varese riparte - con un anno di ritardo - dai due giocatori fortemente voluti al termine della stagione 2014/'15. Eyenga non è la prima punta che ci si aspettava per completare il roster, ma sulle sue qualità fisico-atletiche e sulla sua duttilità sui due lati del campo si può mettere la mano sul fuoco. In attesa di verificare le qualità dei giovani prospetti Melvin Johnson e Aleksa Avramovic, sembra evidente che Varese ha consegnato a Maynor le chiavi dell'attacco, col compito di guidare con la sua classe innata un sistema privo di un bomber designato. Giuseppe Sciascia
  22. Christian Eyenga tornerà a Varese con la "benedizione" di Eric Maynor? Ipotesi più che concreta (la chiusura potrebbe arrivare già martedì) quella della ricomposizione della coppia che per gli ultimi due mesi del 2014-15 aveva regalato spettacolo a Masnago. La 27enne ala congolese aveva ribadito più volte la sua disponibilità a tornare a vestire la maglia dell'Openjobmetis, che lo aveva portato in Italia a novembre del 2014 come primo rinforzo dell'era Pozzecco. Ma fino a qualche giorno fa società e staff tecnico sembravano concentrate su altre piste, cercando un giocatore più completo e affidabile nel tiro perimetrale rispetto all'esplosivo prodotto delle giovanili della Joventud Badalona. I tentativi a vuoto con James White e Tremmell Darden, veterani di Eurolega che hanno aspettative economiche ancora troppo elevate per le casse biancorosse, avrebbero però indotto Varese a riconsiderare la posizione dell'atleta del 1989. Ma l'input decisivo per riaprire concretamente la pista Eyenga sarebbe venuto proprio da Maynor, che si è espresso in termini entusiastici sulla possibilità di ritrovarsi a fianco del giocatore che era diventato il suo ricevitore preferito per convertirne i passaggi illuminanti. Proprio insieme ad un regista puro come l'ex Oklahoma City, capace di "imbeccarlo" in campo aperto ed esaltarne le qualità acrobatiche, l'ala congolese aveva nascosto i suoi atavici limiti balistici (17.8 punti e 6.0 rimbalzi nelle 11 partite dell'era Caja; 12.7 punti e 5.9 rimbalzi i numeri totali in 21 gare a Varese). Un finale di stagione da protagonista assoluto che gli era valso le attenzioni dei campioni d'Italia di Sassari, dove però è stato travolto dal terremoto post-Scudetto costato la panchina a Meo Sacchetti (9.2 punti e 4.3 rimbalzi) E anche nel rush finale salvezza con Torino (9.9 punti e 3.1 rimbalzi), dove si è trasferito a metà febbraio, è stato un fattore complementare più che risolutivo. Chiaro che Eyenga non ha le qualità e il carisma di James White, né le doti balistiche (26% da 3 su 1,5 tiri a partita nelle sue due stagioni italiane) che l'ala mancante all'appello doveva portare in dote. Ma per la Varese 2016-17 sarebbe comunque un acquisto intrigante per diversi motivi: l'ala congolese ha il mix di fisicità e atletismo che coach Moretti voleva fortemente aggiungere alla squadra, oltre alla capacità di muovere le difese con il suo 1 contro 1 e la possibilità di garantire qualche minuto da "4 tattico". Inoltre è uno stopper difensivo di comprovato valore su almeno 3 ruoli, e per una squadra che non abbonda di giocatori dalle spiccate capacità individuali in retroguardia darebbe garanzie importanti anche in questo aspetto. Infine ci sono gli aspetti delle motivazioni e della conoscenza dell'ambiente: Eyenga ha grande voglia di vestire nuovamente la maglia di Varese, cosa che accomuna moltissimi stranieri passati recentemente sotto le Prealpi (oltre al "fidelizzato" Kristjan Kangur basti ricordare Adrian Banks, Kuba Diawara e lo stesso Maynor), e questo renderebbe accessibile il costo dell'operazione dopo il salto di qualità del suo salario dal primo anno a Varese al periodo Sassari-Torino. E scegliere un giocatore che conosce già città, ambiente e campionato, oltre ai due leader del gruppo Maynor e Kangur, renderebbe più facile il processo di integrazione nel contesto di una squadra che ha necessità di tempi rapidi per la "messa a punto". Giuseppe Sciascia
  23. Continua senza fretta la caccia all'ala titolare deH"Openjobmetis 2016-17. Il profilo giusto che faccia collimare qualità e costi ancora non si trova, ma la società di piazza Monte Grappa non vuole farsi prendere dal panico e firmare una seconda scella. Dunque si attende un ulteriore calo dei prezzi dei "pezzi pregiati", che però finora non sembrano intenzionati a prendere in considerazione l'Openjobmetis: il "tesoretto" a disposizione del club biancorosso è competitivo per l'Italia...ma quello degli americani è un mercato mondiale, e il nostro campionato è scivolato nelle retrovie della seconda fascia a livello di credibilità internazionale. Però II lavoro "certosino" di scouting effettuato da Claudio Coldebella continua a 360 gradi, e il dirigente biancorosso ribadisce la sua fiducia nella ricerca del profilo ad hoc senza farsi prendere dalla frenesia, anche alla luce dei problemi burocratici sul rilascio dei visti dei giocatori già ingaggiati: «Stiamo lavorando su tante ipotesi, tenendo conto del calo progressivo dei prezzi: la concorrenza internazionale è sempre più nutrita e fare mercato in Italia è sempre più difficile. Però qualcosa potrebbe sbloccarsi anche prima di Ferragosto, in ogni caso non vogliamo avere fretta eccessiva anche alla luce del fatto che le tempistiche dei visti saranno lunghe anche per i giocatori già ingaggiati. Il mercato offre poco? Ma qualcosa di valido ancora c'è, monitoriamo costantemente e con attenzione tutte le situazioni che ci vengono proposte col passare dei giorni. E anche coach Moretti è convinto di attendere il profilo adatto alle nostre necessità». Ad oggi però soluzioni calde all'orizzonte non se ne vedono: l'ipotesi Trent Lockett, considerata come piano B per l'esperienza italiana e le qualità difensive dell'atleta ex Trento, è definitivamente sfumata con la firma a Siviglia dell'ala del 1990. Resta fuori portata D.J.Kennedy, che non valuta offerte sotto i 300mila dollari e in Italia considera solo Cantù (al momento nessuna offerta formale per l'ex Volgograd perché in Brianza si ingaggeranno prima i tre europei, ma l'ala del 1989 resta la prima scelta del patron Gerasimenko); ed anche Devyn Marble, fresco taglio NBA proposto in Europa negli ultimi giorni e sondato dal club biancorosso, viaggia verso l'Aris Salonicco ad una cifra vicina ai 250mila dollari. Tra quelli che potrebbero avvicinarsi dopo Ferragosto c'è Reggie Williams, ma la 30enne ala piccola ex Saratov non sembra in cima alla lista delle preferenze per una propensione balistica limitata. A questo punto però Varese sta progressivamente ampliando il range della ricerca, valutando il miglior giocatore disponibile tra le ali con punti nelle mani e qualità balistiche, o in alternativa riaprendo la caccia ad un giocatore di raccordo con spiccate qualità difensive (in questo senso era da leggere l'assalto per Lockett) che ricalchi le caratteristiche del primo obicttivo mancato David Moss. Intanto il mercato degli altri vede la doppia firma dell'ala forte Delroy James (a Brindisi dal 2013 al 2015) e del lungo croato Sava Lesic che chiude il mercato di Reggio Emilia, settima squadra su 16 a completare il roster. Torino aspetta risposte dal playmaker Quinn Cook, Brescia segue da vicino i lunghi Jerome Jordan (nel 2013-14 alla Virtus Bologna) e Juvonte Reddic (nel 2014-15 tra Pesaro e la Virtus) e sogna la guardia nigeriana Michael Umeh (al momento alle Olimpiadi di Rio de Janeiro). Giuseppe Sciascia
  24. Caccia all’alona realizzatrice per una Openjobmetis che scandaglia il mercato a 360 gradi in cerca dell’uomo giusto in grado di far collimare qualità tecniche e costi nell’incastro dell’ultimo tassello dell’estate 2016. Si cerca un'ala fisicata con punti nelle mani, che apra il campo in palleggio creando per sé e per gli altri, e possa giostrare per qualche minuto anche da “4 tattico”, oltre a possedere un bagaglio di esperienza garantito in Italia o almeno in Europa. In pratica la silhouette di James White, che però ha preferito passare la mano in attesa di offerte più lucrose (nella scorsa annata al Cedevita viaggiava a 325mila dollari...). Ma fra i free agent disponibili sono relativamente pochi i giocatori con le specifiche richieste, e ad oggi non sembrano esserci firme imminenti nel profilo desiderato. Dubbi fisici sul 31enne Gary Forbes (visto a Cremona nel 2009-10 e poi in NBA per un paio di stagioni), riattivato a dicembre 2015 dopo quasi due anni di inattività tra Portorico e D-League, mentre il potente realizzatore Patrick Christopher (28enne con trascorsi in Francia e Turchia), fermo per oltre un anno per un problema ad un ginocchio nel gennaio 2015, non ha dimostrato un completo recupero alla Summer League di Las Vegas giocata con la D-League Select (in Nevada c’era anche il fuciliere ex Siena Dionte Christmas che però è un’ala piccola pura e nel 2015/’16 ha cambiato tre squadre facendo bene solo all’ultima tappa). Un profilo interessante potrebbe essere quello di J.P. Prince, 29enne ala campione di Polonia e Belgio con Turow e Ostenda (capocannoniere nel 2013/’14 in Polonia e in Eurocup nel 2014/’15), reduce da un 2015/’16 non brillantissimo tra Cholet e Trabzonspor, mentre l’esplosivo Garlon Green (re delle schiacciate in Germania) ha solo un anno di esperienza europea e il massiccio Josh Bostic (visto in Francia, Belgio e Lettonia) è un giocatore più di quantità che di qualità. Però il desiderio di avere la squadra al completo nel più breve tempo possibile, alla luce della necessità di rodarsi al meglio in vista del fondamentale doppio impegno nei preliminari di Champions League, potrebbe indurre la società a spostare il target verso un profilo tecnicamente diverso rispetto a quello preferito da coach Moretti. Scartati comunque i profili di giocatori che hanno qualità principalmente balistiche con poca capacità di mettere palla per terra, come Ojars Silins o lo statunitense di passaporto lituano John Shurna. Ma l’ipotesi dell’ex trentino Trent Lockett, sul quale si stava riflettendo nell’ottica di spostare il tiro verso un’ala piccola di ruolo comunque già dimostratasi affidabile in campionato e in Eurocup (11.4 punti e 3.6 rimbalzi in serie A; 11.2 e 3.5 nella cavalcata della Dolomiti Energia fino alle semifinali della seconda coppa ECA), potrebbe uscire rapidamente di scena visto che l’atleta del 1990 pare a un passo dalla firma di un accordo biennale con Siviglia. Sembra comunque escluso il ritorno di Christian Eyenga, che potrebbe invece finire nella sua alma mater giovanile Joventud Badalona. Giuseppe Sciascia
  25. È James White il sogno proibito di Varese per completare il mercato 2016. Niente Moss più giovane - con James Bell che firmerà in Israele - e niente Kangur più giovane - con Ojars Silins che continua a sondare il mercato di Eurolega ed Euro-cup - provando invece a convincere un plurititola-to veterano di 34 anni (due scudetti al Fenerbahce e al Cedevita Zagabria e l'anello di campione NBA 2007 con San Antonio pur giocando solo 6 partite), che in Italia ha totalizzato 18.1 punti e 4.8 rimbalzi in tre stagioni tra Sassari, Pesaro e Reggio Emilia, raggiungendo sempre i play off nelle precedenti apparizioni tricolori (nel 2013/'14 alla Grissin Bon conquistò anche l'Eurochallenge FI-BA, antenata della FIBA Cup). Ma l'Openjobmetis può veramente convincere un giocatore che nelle ultime due stagioni ha giocato l'Eurocup con l'Unics Kazan e l'Eurolega con il Cedevita Zagabria (9.4 punti e 4.5 rimbalzi in 27 minuti medi), viaggiando oltre i 300mila dollari d'ingaggio nel 2015/'6? Il tesoretto a disposizione di Claudio Coldebella per il colpo finale, stimato su una cifra leggermente inferiore ai 200mila dollari, consente alla società di piazza Monte Grappa di puntare su giocatori dal pedigree importante come quello di White. La trattativa è in evoluzione ma ancora non è chiusa: non è facile convincere un atleta che in carriera ha guadagnato cifre sostanziose (1.4 milioni di dollari solo nel 2012/2013 ai New York Knicks); anche stavolta però Varese proverà a utilizzare la tattica attendista che ha già pagato nelle laboriose trattative con Kristjan Kangur ed Eric Maynor, convinti dopo un lungo tira-e-molla a sposare la causa della squadra di Paolo Moretti. Che sarebbe ovviamente felicissimo di poter allenare un attaccante esplosivo come White, giocatore simile solo sul piano anagrafico al 3 Senne David Moss, sogno mancato ad inizio mercato nello spot tuttora vacante. Nel gioco dei paragoni, l'atleta del 1982 si può accostare a un Christian Eyenga meno esplosivo (almeno al giorno d'oggi a 34 primavere...) ma più completo, affidabile e abituato a giocare per il vertice rispetto all'atleta congolese. Di certo un giocatore in grado di dare quella dimensione offensiva dal palleggio che nessuna delle altre ali piccole valutate poteva garantire nello scacchiere tattico biancorosso. E con un passatore come Maynor, un elemento amante del gioco in campo aperto come White potrebbe esaltare le sue doti acrobatiche e divertire il pubblico di Masnago con le sue tornituanti schiacciate (nel 2012/'13 partecipò allo Slam Dunk Contest NBA). Ma un realizzatore puro come l'ex capocannoniere del 2010/'11 con Sassari sarebbe incastonabile nel puzzle biancorosso? Le referenze umane provenienti dalla Croazia parlano di una persona intelligente, seria, sempre al 100 per cento della concentrazione in allenamento e ben disposta a stare all'interno di un sistema avendo l'abitudine a giocare per vincere. Di sicuro, a 34 anni, White non è più l'atleta devastante delle sue prime esperienze in Italia (nel 2011/'12 fu compagno del capitano biancorosso Daniele Cavaliero) ma per Varese sarebbe un colpaccio per le qualità individuali e il valore aggiunto in termini d'esperienza e personalità che potrebbe portare alla causa dell'Openjobmetis. Giuseppe Sciascia