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  1. Matteo Laganà ha scelto Capo d'Orlando. Niente colpo finale per il mercato di Varese: il 17enne talento Calabro ha preferito la soluzione logisticamente più comoda rispetto ad una nuova avventura in Lombardia dopo la stagione 2016-17 disputata a Milano. L'atleta del 2000 firmerà un accordo quadriennale con la Betaland, che nel 2017-18 lo utilizzerà come terzo playmaker dietro all'americano Talton e allo slovacco Ihring, dandogli spazio di gioco nella società satellite Agatirno militante in C Silver. L'alternativa Varese, che a sua volta proponeva un accordo pluriennale con doppio tesseramento per la prossima stagione con la Coelsanus in serie B, è stata presa in seria considerazione fino all'ultimo, ma alla fine la possibilità di riavvicinarsi a casa ha giocato un ruolo decisivo nella scelta della famiglia dell' atleta. Al momento non sono previsti ulteriori innesti nel roster biancorosso che comunque sarebbe al completo se Manuel Rossi dovesse sciogliere l'attuale riserva ed accettare il contratto biennale che la società gli aveva proposto due settimane fa. La situazione è in stallo: il 19enne playmaker nato cestisticamente alla Valceresio preferirebbe giocare da protagonista nelle Minors (era un obiettivo primario della Coelsanus che però si è ritirata in buon ordine quando la Pall.Varese ha inserito l'atleta del 1997 nei suoi piani), se però non firmerà il contratto accettando il ruolo da undicesimo in serie A, rischia di restare ai box per tutta la stagione fino allo svincolo automatico l'1 luglio del prossimo anno. L'unica alternativa è che Varese valuti la possibilità di aggregare un ospite per il ritiro e la prima parte del precampionato, pescando tra i giocatori senza contratto come era accaduto lo scorso anno con Massimo Bulleri (e per qualche settimana anche Stefano Borsato). Ma non sembrano esserci le condizioni per un'aggiunta "extra": l'operazione Laganà avrebbe rappresentato un investimento interessante in ottica futura a costi inizialmente limitati, un undicesimo giocatore senior rischierebbe di "erodere" il tesoretto (circa 70mila euro sugli 800mila ipotizzati inizialmente come monte stipendi netto) da conservare in caso di necessità per evitare extrabudget a stagione in corso. Intanto continuano le chiamate di allenatori stranieri ad Attilio Caja in cerca di notizie sul conto di O.D. Anosike ed Eric Mavnor: l'ultimo a farsi vivo è stato Eric Elfassi, coach dell'Ironi Nahariya del campionato israeliano, intessato sia al centro nigeriano che al play statunitense. Il lungo del 1991 resta comunque in corsa per tutte e quattro le situazioni aperte in serie A di squadre in caccia del centro titolare. Però Capo d'Orlando e Brindisi (dove peraltro è già stato nella seconda metà del 2014-15) hanno risorse troppo limitate, Cremona lo valuta ma Meo Sacchetti preferirebbe un lungo più atletico, e alla Virtus Bologna è considerato un profilo in subordine a quello di altri elementi dal pedigree più importante (a partire da Joey Dorsey, che dopo aver iniziato la stagione 2016-17 al Barcellona ha chiuso in Turchia al Best Balikesir retrocedendo in seconda lega). Giuseppe Sciascia
  2. Passi avanti sul fronte Matteo Laganà sull'asse Pallacanestro Varese e Robur et Fides. L'operazione per portare in biancorosso il 17enne talento di Reggio Calabria - tra i tre italiani della sua annata convocati al camp Basketball Without Borders in programma da 13 al 16 agosto in Israele - procede con tutte le difficoltà del caso legate ad un'atleta ancora minorenne. Non c'è fumata bianca definitiva: da risolvere i problemi extratecnici - leggi sistemazione logistica e scolastica - legati alla sistemazione della guardia che nel 2016-17 ha assaggiato il basket senior in serie B all' Urania Milano. Però il dialogo tra Attilio Caja e Cecco Vescovi - dopo quello dei vertici societari che ha coinvolto Claudio Coldebella e Claudio Corti - ha messo le basi per la possibile condivisione delle prestazioni del giocatore nel suo eventuale primo anno di militanza sotto le Prealpi. La bozza di intesa tra le parti prevede che l'atleta del 2000 possa allenarsi principalmente con la serie A, svolgendo comunque le sedute con la Coelsanus - che lavora al Campus, a 200 metti dal PalA2A - dopo aver concluso gli impegni con Attilio Caja. In caso di concomitanza tra le partite delle rispettive prime squadre, sarebbe la Robur ad avere la precedenza per l'utilizzo di Laganà: l'idea sarebbe quella di sfruttare la disponibilità della serie B gialloblù per far maturare esperienze significative al 17enne prospetto visto in azzurro agli Europei Under 16 dell'anno scorso. Una full immersion cestistica di 12 mesi per un programma pluriennale di crescita di un giocatore che in ottica futura potrebbe rappresentare un investimento interessante per la serie A. Certo il ruolo di Laganà non è troppo diverso da quello del prodotto nostrano Parravicini, ma memori di quando Gianluca Basile venne scartato nel lontano 1995 al provino con Varese perché nel suo ruolo c'era già Andrea Meneghin, quando si parla di talento e futuribilità è sempre meglio non farsi scappare opportunità ghiotte come quella che potrebbe scaturire dall'operazione Laganà. Che è l'ultima in sospeso in un mercato estivo chiuso in largo anticipo rispetto alle ultime 4 stagioni. Ora la società è già al lavoro per gli aspetti operativi - logistica e visti - dello sbarco dei giocatori della stagione 2017-18: il calendario degli arrivi sarà inaugurato da Cameron Wells, che arriverà in città domenica 13 agosto anticipando la procedura di "acclimatamento" rispetto al primo appuntamento di mercoledì 16. L'unico ritardatario sarà Norvel Pelle, che si aggregherà direttamente a Chiavenna dal 22 agosto dopo aver esaurito gli impegni con la maglia del Libano. Inoltre c'è il punto interrogativo su Matteo Parravicini: il 16enne prospetto del vivaio convocato per il ritiro di Chiavenna, da ieri è a Roma a giocarsi un posto per gli Europei Under 16. Varese ha comunque convocato a Chiavenna Gianmarco De Vita, la 20enne ala piccola che nelle ultime due stagioni si era allenato con la serie A: l'atleta del 1997 svolgerà il ritiro in provincia di Sondrio e poi si unirà ad Oleggio agli ex compagni delle giovanili Matteo Lo Biondo e Marco Calzavara. Giuseppe Sciascia
  3. Un acquisto ufficiale e uno virtuale per completare il parco stranieri della Pallacanestro Varese. Ieri la società di piazza Monte Grappa ha formalizzato l'ingaggio di Damian Hollis, comunicando l'accordo annuale raggiunto con il 29enne atleta di passaporto ungherese scelto, dopo il no di Christian Eyenga, per completare il roster con un tocco di qualità nello spot di ala forte. Ma da ieri anche Norvel Pelle si può considerare a tutti gli effetti un atleta della Pallacanestro Varese per la stagione 2017-18; è scaduta alle 24 di martedì la clausola d'uscita a pagamento per NBA, coppe europee, VTB League e Cina inserita nel contratto biennale firmato a luglio 2016. La scelta di Hollis è stata ulteriormente "benedetta" da Attilio Caja, che illustra così le ragioni dell'ingaggio del giocatore del 1988, alla sua seconda esperienza in A dopo la parentesi del 2014-15 a Cantù e che vanta però un pàlmares ricco di vittorie (scudetto e coppa in Ungheria e Portogallo, Coppa Italia di A2 a Biella nel 2013-14 e promozione in A con Brescia nel 2015-16). «Si tratta di un atleta dotato di grandi qualità tecniche che, con il lavoro quotidiano e le motivazioni, sarà in grado di fare un campionato di Serie A all'altezza. Grazie al suo talento offensivo e ai miglioramenti ottenuti con le esperienze maturate in questi anni, tra l'A2 vinta a Brescia e il campionato portoghese vinto al Benfica dove ha disputato una positiva FIBA Europe Cup, ci potrà dare una mano. Come ha già dimostrato in passato siamo convinti che potrà fare bene in Italia». La conferma di Pelle, miglior stoppatore della serie A 2016-17, è invece automatica alla luce dell'impossibilità di eventuali acquirenti di "strappare" dietro versamento di un buyout il centro di Antigua alla società di piazza Monte Grappa. L'atleta del 1993 è stato uomo-mercato a giugno, quando prima Sassari e poi Avellino - ma anche vari club esteri - avevano sondato i suoi agenti. I 75mila euro della clausola rescissoria avevano però dissuaso tutti i potenziali acquirenti. A dire il vero, la Sidigas ci aveva rifatto un pensierino dopo metà luglio, ma il ricordo dell'esperienza di 4 anni fa per il buyout di Frank Vitucci ha indotto la proprietà irpina a spegnere qualsiasi ipotesi di trattativa con il club di piazza Monte Grappa. Nel frattempo Pelle ha appreso che nella Varese 2017-18 avrebbe fatto coppia con un lungo meno interno rispetto a O.D. Anosike col quale aveva diviso i minuti (24 per il nigeriano e 16 per il carabico) nel 2016-17: la possibilità di avere più spazi dietro e a fianco di Cain ha contribuito a convincere l'atleta del 1993 a sfruttare la chance del secondo anno di apprendistato dopo gli esiti positivi della cura-Caja su un atleta ancora acerbo sul piano tecnico. Di certo gli sarà utile la full immersion cestistica al quale si è sottoposto in questi mesi: Pelle ha provato a strappare un posto in NBA con diversi workout a giugno, poi si è allenato con i Miami Heat disputando le Summer Leagues di Orlando e Las Vegas. Infine l'esperienza con il Libano, che gli ha conferito la "nazionalità sportiva" per aggiungerlo alla Nazionale che disputerà in casa l'Asia Cup in programma dall' 8 al 20 agosto a Beirut. L'atleta del 1993 è atteso a Chiavenna il 22 agosto, di certo però Caja potrà contare su un giocatore già in forma fisica, ma soprattutto maturato dalle esperienze di gioco di questa estate di superlavoro. Giuseppe Sciascia
  4. Ora è ufficiale: Damian Hollis è un nuovo giocatore della Openjobmetis Varese, e anche il tassello che chiude la campagna acquisti, perlomeno per quanto riguarda le rotazioni principali. Dopo le conferme di Ferrero, Avramovic e Pelle, sono arrivati Okoye, Waller, Wells, Tambone, Natali, Cain e appunto Hollis. Il roster, al netto di alcuni innesti di giovani, è al completo e questa sarà la squadra che ammireremo nella prossima stagione. Hollis ha firmato, così come Cain e differentemente dal resto dei compagni, un contratto di una sola stagione. Dopo il no di Eyenga, che ha firmato in Spagna con il Fuenlabrada, arriva l’ala americana con passaporto ungherese, reduce da una buona stagione con il Benfica, con cui ha anche affrontato Varese nei preliminari della scorsa Fiba Champions League. Nato il 19 agosto 1988, e perciò vicino a compiere 29 anni, si è formato presso la George Washington University: concluso l’apprendistato negli States, è sbarcato in Europa vestendo dapprima la maglia dei belgi del Viviers-Pepinstar, spostandosi poi in Ungheria, dove ha anche ottenuto il passaporto da comunitario: tre stagioni all’Alba Fehérvár, con cui vince coppa e campionato ungherese, poi lo sbarco in Italia. Prima a Biella, nel 2013 in DNA Gold, con una stagione da 18 punti e 6,5 rimbalzi di media, poi Cantù nel 2014/2015 (5,5 punti, 3,9 rimbalzi in campionato; 8 punti e 3,4 rimbalzi in Eurocup). Dopo una parentesi in Grecia con l’AGO Rethymo, torna in Italia a Brescia, dove contribuisce da protagonista alla promozione in Serie A, con cifre importanti: 17 punti e 7,5 rimbalzi con il 55% da 2 e il 39% da 3. Si guadagna la chiamata del Benfica, con cui vince il campionato portoghese (14 punti e 5,6 rimbalzi), e partecipa prima alla qualificazione alla FIBA Basketball Champions League contro Varese (16 punti e 7,5 rimbalzi) e quindi alla FIBA Europe Cup dopo l’eliminazione al preliminare (17,6 punti e 5,7 rimbalzi). Soddisfatto Attilio Caja per la firma di Hollis, dopo la delusione per aver perso Eyenga: «È un ragazzo che abbiamo seguito con attenzione e che la scorsa stagione, con la maglia del Benfica, ha fatto bene sia in campionato sia in FIBA Europe Cup. Inoltre due anni fa a Brescia in Serie A2 ha giocato un campionato importante, risultando decisivo per la Leonessa. Si tratta di un atleta dotato di grandi qualità tecniche che, con il lavoro quotidiano e le motivazioni, sarà in grado di fare un campionato di Serie A all’altezza. Con le esperienze maturate in questi anni ci potrà dare una mano. Come ha già dimostrato in passato siamo convinti che potrà fare bene in Italia». Alberto Coriele
  5. Matteo Bonetti racconta Dannali Hollis. Il patron della Leonessa Brescia, ultima tappa italiana del giocatore che Varese ha scelto per completare il nuovo roster, racconta pregi e difetti della 29enne ala forte di passaporto ungherese per il quale ha maturato una forte predilezione nel 2015/'16. «Damian è un giocatore super: ha grande talento, è fortissimo nell'1 contro 1 ed è un buon tiratore frontale. Sul campo è un'ala forte di alto livello, che ha bisogno dell'ambiente giusto per rendere al meglio. Fuori del campo è un ragazzo molto intelligente e molto generoso: gira con il suo cane Onyx al quale è legatissimo ed è una persona molto sensibile che nel Giorno del Ringraziamento (festività alla quale gli statunitensi sono legatissimi - ndr) organizza una cena col tradizionale tacchino per i bambini di un'associazione segnalatagli dalla società. Quando è stato da noi ha cucinato personalmente per 30 persone». Talento indiscutibile con tanto di partecipazione ai Mondiali U19 del 2007 rappresentando gli Stati Uniti, che però non ha mai sfondato ad alto livello: come se lo spiega? «Avendo origini giamaicane, ha uno spirito caraibico, con lui bisogna essere chiari sui ruoli: se lo metti in competizione con un altro elemento tende a sedersi. Ma quando la posta si alza, egli alza il livello del gioco: nelle finali contro la Fortitudo Bologna è stato l'MVP assoluto al culmine di playoff super. In difesa è molto scaltro, sembra non si danni l'anima ma in realtà non è così: di sicuro non è un agonista ma più un esteta del basket». Per quale motivo Brescia non lo ha confermato la scorsa estate? «La prima richiesta economica era decisamente superiore alle nostre possibilità, poi in realtà nell'ossatura di una squadra con un playmaker come Luca Vitali ci serviva un giocatore dalle caratteristiche differenti, infatti scegliemmo un "professore" con spiccate doti balistiche come Marcus Landry. Però ne conservo un ottimo ricordo: per me Damian è come un figlio ed è un giocatore che prenderei sempre». Secondo lei, Hollis può essere un giocatore in grado di fare la differenza anche in A? «A me piace tantissimo perché ha un talento incredibile; certo ci vuole il giusto contesto per esaltarne le qualità e sono convinto che anche in serie A possa fare molto bene. Di sicuro deve avere ben chiaro il suo ruolo da protagonista; inoltre va supportato senza farsi ingannare da un linguaggio del corpo che apparentemente può sembrare indolente. In realtà non è così, ma a Brescia all'inizio della stagione c'era qualcuno che lo criticava. Alla distanza ho avuto ragione io e ci ha portato in serie A...». Come giudica la convivenza tra Hollis e il suo vecchio avversario Attilio Caja (Bonetti sfidò più volte l'attuale tecnico di Varese quando guidava le giovanili della JuVi Cremona nei primi anni '90 - ndr)? «Se saprà prendere Damian per il verso giusto, Varese avrà trovato un fenomeno. Non sarà facile perché Attilio impronta il suo modo di allenare sul lavoro, ma Hollis è un giocatore capace di risolvere da solo le difficoltà dell'attacco e che può risultare immarcabile con la sua duttilità. Certo, toccherà anche a lui farsi trovare pronto al livello della serie A: molto dipenderà pure dalla capacità dei compagni, e in particolare del playmaker, di servirlo nei modi e con i tempi giusti». Giuseppe Sciascia
  6. Presente, passato e previsioni future illustrate ai consorziati di Varese nel Cuore, nel corso di un'assemblea - tenutasi ieri al PalA2A - cui hanno preso parte circa una trentina di piccoli proprietari. Al tavolo dei relatori il presidente del Consorzio Alberto Castelli, il direttore generale Claudio Coldebella e coach Attilio Caja, quest'ultimo chiamato a relazionare i presenti sul roster che avrà a disposizione per affrontare l'incipiente stagione agonistica. Una rosa che verrà completata con ogni probabilità da Damien Hollis, 29 anni, 203 cm di altezza e un passato italiano a Biella, Cantù e Brescia: con il giocatore naturalizzato ungherese si è arrivati allo scambio dei contratti (Varese ha già firmato) ed è possibile che venga annunciato ufficialmente già nei primi giorni della prossima settimana. Hollis completerà un gruppo che - come ammesso dallo stesso Coldebella davanti alla platea dei piccoli proprietari - peserà economicamente assai meno sulle casse societarie rispetto allo scorso anno, con un'erosione del monte stipendi netto di circa il 25%. Da qui l'esigenza di costruire una squadra con raziocinio e oculatezza, una formazione che punterà molte delle proprie fortune sull'asse play-pivot Wells-Cain e e sull'agonismo dei loro compagni, contando anche sul pizzico di talento offensivo fornito dall'ultimo (quasi) acquisto. In un campionato - come ha spiegato Caja - che almeno sulla carta vedrà aumentare le pretendenti alle posizioni playoff (almeno 10: lo dicono i soldi investiti dalle stesse... ), il compito di Varese - ai nastri di partenza inseribile nella fascia restante di squadre - non sarà facile, ma verrà affrontato senza paura e con grandi motivazioni, a partire da quelle di ferro proprio "dell'Artiglio". Un rammarico, se c'è, è quello di non essere riusciti a confermare alcune pedine fondamentali della scorsa stagione (tralasciando gli "impossibili" Maynor e Johnson, per tali si intendono Eyenga e Anosike), vantaggio che avrebbe permesso di ripartire dal brillante lavoro tecnico svolto negli ultimi quattro mesi del campionato 2016/2017. Nella riunione sono stati toccati anche tanti altri argomenti: l'ingresso di Gianfranco Ponti a capo del settore giovanile, i cui dettagli sono stati illustrati da Castelli che ha anche risposto alle domande dei consorziati in merito; le modifiche allo statuto di Varese nel Cuore; la questione riguardante il "cubo", struttura che entro la fine del 2017 andrà a migliorare la fruibilità del palazzetto. Di ieri anche la conferma di una notizia già riportata su queste colonne mercoledì: Norvel Pelle giocherà i campionati asiatici con il Libano dall'8 al 20 agosto. Ieri è arrivato il nulla osta di piazza Monte Grappa: Pelle si aggregherà a Varese presso il ritiro di Chiavenna. Fabio Gandini
  7. La Pallacanestro Varese punta decisamente su Damian Hollis per completare il roster 2017-18. La 29enne ala statunitense, in possesso di passaporto ungherese acquisito per meriti sportivi nel triennio dal 2010 al 2013 in cui ha giocato all'Alba Fehervar, è la prima scelta della società di piazza Monte Grappa dopo il "check" di costi e qualità dei candidati vagliati nello spot di ala forte. L'atleta del 1988, figlio d'arte di un ex professionista (il padre Essie giocò in Italia nei primi anni ' 80 in A2 a Chieti), è stato preferito alla concorrenza per la capacità di costruirsi un tiro dal palleggio rispetto agli altri profili. Un elemento capace di andare fuori dalle righe sul parquet - mentre le referenze umane raccolte nelle precedenti destinazioni italiane a Biella, Cantù e Brescia sono comunque positive - che dovrebbe dare alla manovra quel "quid" di imprevedibilità offensiva necessaria ad aumentare il tasso di qualità del gruppo. A livello di serie A Hollis è per certi versi una scommessa: la sua unica apparizione nel 2014-15 a Cantù - dove era arrivato dopo un eccellente 2013-14 in A2 a Biella chiuso a 18,1 punti e 5,7 rimbalzi col 47% da 3 - non è stata memorabile (5,5 punti e 3,9 rimbalzi in 20 gare, venne sostituito da Metta World Peace). Nel 2015-16 l'atleta nativo della Florida è tornato nel primo campionato dilettantistico conquistando la promozione in serie A da leader assoluto con la maglia di Brescia (17,1 punti e 7,5 rimbalzi sfiorando il 40% da 3). Poi la scorsa estate la chiamata del Benfica Lisbona, nelle cui file ha disputato la FIBA Europe Cup (17,6 punti e 5,7 rimbalzi di media) dopo aver conteso proprio a Varese l'accesso alla Champions League nel turno preliminare nel quale si mise in luce al PalA2A realizzando 21 punti nella vittoria di 2 lunghezze che non bastò comunque ai lusitani visto il meno 3 casalingo dell'andata. Hollis è un giocatore di talento che giostra principalmente fronte a canestro ma ha anche qualità tecniche in post basso; un elemento con qualità tecniche e duttilità che non è sempre al massimo dell'intensità agonistica praticando un basket più "felpato" che aggressivo. Ma a Varese piace molto la classe che è in grado di sfoggiare in diversi aspetti del gioco; e nel suo palmares personale ci sono comunque tanti successi (campionato e coppa nel 2013 in Ungheria, campionato e coppa nel 2017 in Portogallo più l'A2 italiana vinta 12 mesi fa a Brescia). L'atleta del 1988 sembrava vicinissimo alla firma a Digione in Pro A francese, poi nel weekend il club transalpino ha cambiato idea e Varese si è mossa rapidamente. Sull'atleta del 1988 c'erano richieste da parte di alcuni club di A2 (Reggio Calabria e Virtus Roma su tutti), ma l'occasione di tornare in A per cercare il definitivo salto di qualità a 29 anni - stessa età dei possibili futuri compagni Wells, Waller e Cain - è evidentemente assai ghiotta per l'atleta laureato alla George Washington University. I costi sono sicuramente abbordabili, se non ci saranno intoppi nella trattativa Attilio Caja avrà trovato in Hollis il pezzo del puzzle mancante. Giuseppe Sciascia
  8. Varese sposta l'obiettivo verso lo spot di ala forte nella ricerca dell'ultimo tassello del roster. Il summit tra il d.g. Claudio Coldebella e il coach Attilio Caja al ritorno del dirigente dagli Stati Uniti ha stabilito le nuove priorità del mercato dopo la fumata nera con Christian Eyenga. È limitata la disponibilità di giocatori di passaporto europeo ragionevolmente agganciabili dalla società di piazza Monte Grappa in base alle disponibilità attuali che sono un discreto gruzzolo da investire sul mercato dei free agent, ma non la rendono competitiva per arrivare ai profili di caratura internazionale tuttora disponibili. Dunque l'attenzione si sposta verso il "numero 4", sfruttando la duttilità di Stan Okoye che nei piani iniziali doveva occupare lo spot di titolare nel ruolo di ala forte, ma che nel 2016-17 ad Udine aveva giocato stabilmente da ala piccola con risultati più che lusinghieri (17,5 punti col 38% da 3 su oltre 5 triple tentate a partita dopo che nel 2014-15, al suo primo passaggio in biancorosso, aveva tentato solo 12 conclusioni dall'arco dei 6,75). Nel ruolo di ala forte, però, l'offerta di europei alla portata di Varese è superiore rispetto all'ala piccola, dove sarebbe stato necessario ripiegare su scommesse ad alto rischio o su certezze dal rendimento poco stimolante. E nel mare magnum dei giocatori scoutizzati in queste ultime due settimane, il numero di profili al vaglio si è ridotto dalla ventina dei giorni scorsi a 5 elementi con qualità tecniche tutto sommato garantite al di là di sfumature differenti relative a fisicità e impatto a rimbalzo, aspetti forti del gioco di Eyenga. Si valuterà se continuare a puntare su questi profili oppure di spostarsi su giocatori più tecnici. L'idea è completare il roster con un giocatore di qualità che si sposi bene con il resto del puzzle: sarà un elemento diverso ma auspicabilmente non inferiore ad Air Congo. E comunque certamente più motivato, visto che l'atleta del 1989 avrebbe scelto Varese come ultima ratio in mancanza di alternative. L'obiettivo è stringere il cerchio in base a valutazioni tecniche ed economiche e provare ad affondare il colpo per chiudere l'operazione entro fine settimana: per il 16 agosto tutti gli effettivi saranno certamente pronti a rispondere "presente" alla chiamata di Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  9. Ala piccola, niente di nuovo sul fronte occidentale. Incassato il no di Christian Eyenga, accasatosi in Spagna al Fuenlabrada, lo staff tecnico si è messo al lavoro per trovare il protagonista mancante alla truppa che affronterà il campionato di Serie A 2017/2018. La ricerca è ancora in una fase di scrematura dei profili degni di interesse, fase preliminare alle offerte che cercheranno poi concretamente di accaparrare colui che verrà individuato come papabile. Dopo aver costruito 9/10 dell’organico a tempo quasi record, ora la Pallacanestro Varese non ha giustamente fretta nel compiere l’ultimo passo: la scelta è per certi versi “costretta”, visto che il mercato sondabile è solo quello degli europei e dei cotonou, ma va azzerata al minimo la possibilità di pescare male. Una fortuna, sfruttabile grazie alla versatilità di un giocatore già in saccoccia come Stanley Okoye, è quella di poter estendere i parametri di ricerca anche alle ali forti e non solo ai “3” di ruolo (che, in un basket fatto di adattamenti come quello odierno, sono peraltro sempre più rari): se la cernita dovesse esaurirsi su un “4”, il direttore generale Claudio Coldebella cercherà di non lasciarselo scappare. C’è un limite temporale per arrivare ad un risultato? Forse il raduno, fissato per il 16 agosto e al quale non sarà probabilmente presente Norvel Pelle. Il centro caraibico, ormai quasi sicuro di restare in biancorosso anche nell’incipiente stagione (il termine per l’esercizio del buyout da parte di squadre terze interessate ai suoi servigi scade nel fine settimana e offerte vere non sono mai arrivate alla sua corte…), sta infatti per ottenere l’ok dalla società biancorossa per partecipare alla Fiba Asia Cup 2017 con la maglia del Libano, nazione della quale ha ottenuto la cittadinanza la scorsa settimana. Il torneo continentale si svolgerà proprio nello Stato mediorientale dall’8 al 20 agosto (il Libano è inserito nel gruppo C insieme a Corea, Nuova Zelanda e Kazakistan): se da piazza Monte Grappa dovesse arrivare il nulla osta, Pelle raggiungerà i compagni già in ritiro a Chiavenna nella quarta settimana del mese. Fabio Gandini
  10. La Pallacanestro Varese apre la caccia al sostituto di Christian Eyenga in un mercato ricco di ipotesi operative ma povero di soluzioni a pronto uso. Ieri Fuenlabrada ha comunicato ufficialmente la firma dell'ala congolese (annunciando un contratto annuale e non biennale come affermato dagli agenti statunitensi, ma è un dettaglio poco importante): l'atleta del 1989 si è dichiarato carico e motivato per la nuova avventura in Spagna, la sua prima scelta per la stagione 2017-18 a dispetto delle parole pronunciate al momento di lasciare Varese oltre due mesi fa («Qui sono stato benissimo, considererei volentieri la possibilità di restare»). Questione non soltanto economica, con la società di piazza Monte Grappa che aveva proposto il rinnovo alla stessa cifra del 2016-17, ma anche di maggior appeal generale della Liga ACB rispetto al campionato italiano. Ma ormai Eyenga è il passato e Varese deve guardare avanti; il problema però riguarda la scarsa disponibilità di profili davvero convincenti nello spot di ala piccola, o eventualmente in ala forte sfruttando la duttilità di Stan Okoye che può giostrare in entrambi gli spot di ala. A questo punto l'apertura è totale anche nello spot di ala forte - quantomeno con doti frontali - partendo dalla necessità di inserire un giocatore in grado di dare atletismo ed energia. Impossibile trovare un profilo analogo a quello di Eyenga, si cercherà comunque il miglior giocatore disponibile a livello assoluto senza troppi vincoli tecnici e di ruolo. Anche perché il "laccio" più stringente è quello del passaporto: lo status da europeo o Cotonou per il tassello mancante nello spot di ala piccola restringe abbastanza il cerchio. I profili di caratura internazionale - il croato Marko Tomas, lo sloveno Edo Muric, l'estone Siim Sander Vene - sono al momento fuori portata economica rispetto al range da 130-140mila euro che Varese può mettere sul piatto. E rispetto alla stagione passata non c'è neppure il richiamo della coppa europea a poter attrarre giocatori che non possono prescindere dal doppio impegno per mantenere il posto nelle rispettive Nazionali. L'alternativa è pescare nel sottobosco tra europei e Cotonou (non Lasan Kromah), ma nessuno dei 15-20 nomi vagliati riscuote il pieno consenso: nei prossimi giorni lo staff tecnico effettuerà un nuovo "check-up" completo dei profili che potrebbero firmare in tempi rapidi a costi più accessibili per verificare se tra gli elementi scoutizzati nelle ultime due settimane c'è qualcuno in grado di rubare l'occhio di Claudio Coldebella e Attilio Caja. In caso contrario Varese potrebbe anche decidere di aspettare che qualcuno dei "big" europei resti ancora a piedi e possa prendere in considerazione proposte che al momento non vuole neppure discutere. La tattica "attendista" 12 mesi fa non funzionò con James White e Tremmell Darden, ma portò lo stesso Eyenga a rinunciare a un bel gruzzoletto in Israele pur di tornare a vestire biancorosso. Ora nello spot di ala piccola la società di piazza Monte Grappa vorrebbe investire le risorse maggiori - insieme a quelle messe sul piatto per Cameron Wells - in cerca di un giocatore di qualità e rendimento garantito. Ad oggi però ci sono solo scommesse, sia pur dal potenziale interessante ma con certezze relative, o giocatori di raccordo in modalità "usato sicuro" dall'impatto inferiore ad Eyenga. La caccia è aperta, ma l'attesa per individuare il pezzo finale del puzzle potrebbe non essere breve... Giuseppe Sciascia
  11. Altro giro, altra stagione, stessa passione. Se c’è un metro di giudizio per valutare l’entusiasmo ma soprattutto l’attaccamento di una piazza e di una tifoseria, questo è la campagna abbonamenti. Ieri si è chiusa la seconda fase di questa estate di sottoscrizioni, è il dato complessivo è di 1834 abbonamenti staccati nella Sala Conferenze Giancarlo Gualco. Un dato interessante, importante, che conferma una grande voglia di pallacanestro, se possibile superiore alla scorsa stagione. Caja, Coldebella, Ferrero e tutta la società hanno deciso di mettersi l’elmetto in testa e di affrontare la prossima stagione con il coltello tra i denti, un atteggiamento che piace, che conquista, che entusiasma. Niente proclami, dunque, niente strilloni di playoff, solo la realtà. La risposta del pubblico è stata una volta di più eccezionale: 1834 abbonati sono qualcosa di più rispetto alle 1752 tessere staccate nella scorsa prima fase, che fu impostata su una prima fase di nove giorni a luglio 2016. L’impostazione scelta per questa stagione ha portato 865 tessere nella prima inedita finestra dal 25 al 31 maggio (sei giorni di apertura), e 969 in questa seconda tranche dal 13 al 22 luglio (sei giorni di apertura uffici). Con tre giorni in più di apertura, dodici nel 2017 contro i nove nel 2016, il dato è comunque da registrare in positivo. Ora una meritata pausa per il mese di agosto, quando si radunerà la squadra, e poi via a settembre con la terza fase: si parte il 7 e si prosegue fino 16 settembre, con vendita libera, a tariffa intera e senza prelazione sul posto. Gli orari e le aperture per questa terza sessione sono sempre i consueti: il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 20, mentre il sabato al PalA2A si lavora con orario continuato dalle 10 alle 19. L’anno scorso, a settembre 2016, la campagna abbonamenti chiuse a quota 2810: c’è tutto il margine per poter fare di meglio. Giungono intanto novità sul fronte legato a Christian Eyenga e alla posizione di ala piccola, l’unica rimasta sguarnita nel roster della prossima Openjobmetis Varese: come vi raccontavamo nei giorni scorsi, Eyenga ha ricevuto sul tavolo tre offerte da formazioni europee, due dalla Spagna e una dalla Francia. Ebbene, dopo aver rifiutato tempo fa la prima proposta di rinnovo con Varese, ora il congolese sembrerebbe intenzionato ad accettare un’offerta spagnola giunta al suo interesse e di quello dei suoi agenti in questi ultimi giorni. Questa eventualità - che ancora dunque non si è concretizzata in un sì definitivo del giocatore nativo di Kinshasa - lo allontanerebbe di conseguenza da un ritorno a Varese per una terza stagione, la seconda consecutiva. La società biancorossa, in tal caso, dovrebbe dunque rimettersi sul mercato per cercare un sostituto del 31, elemento apprezzato da Attilio Caja e, soprattutto, che molto ben conosce l’ambiente di Varese per averlo frequentato per due stagioni non consecutive. Alberto Coriele
  12. Dopo tanto tira e molla, la decisione è finalmente arrivata. E, purtroppo, è la più amara. Christian Eyenga non tornerà a Varese. L'ala congolese, obiettivo primario del club biancorosso per completare il roster ancora privo dell'ala piccola titolare, tornerà in Spagna dove s'era riaffacciato per i play off della Liga ACB con la maglia dell'Unicaja Malaga. L'atleta del 1989 s'è accordato con il Montakit Fuenlabrada, formazione di livello intermedio del massimo campionato iberico (12a nel 2016/'17, nella prossima stagione non parteciperà alle coppe europee): una possibilità apertasi negli ultimi 3-4 giorni, alla luce della cessione in fase di completamento da parte degli spagnoli dell'emergente talento estone Rolands Smits, 22enne ala piccola - miglior giovane dell'ultima Eurocup - prelevato dallo Zalgiris Kaunas con un buy-out superiore ai 100milaeuro. Così il club iberico ha formulato un' offerta biennale ad Eyenga, che in Spagna gode dello status di "giocatore di formazione" per le giovanili disputate nelle file della Joventud BadaIona. E "Air Congo" ha sposato senza riserve l'idea di tornare nella Liga ACB, considerata più stimolante rispetto al campionato italiano e che era al centro dei suoi desideri. L'agenzia dell'ala congolese ha comunicato ieri sera la sua decisione agli operatori biancorossi di mercato, chiudendo la possibilità di rivedere a Varese l'ultima delle quattro stelle tonificate dalla cura Caja nella fase finale del 2016/'17. E ora? Weekend di riflessioni a 360 gradi, ragionando sui vari profili scoutizzati nelle scorse settimane nell'eventualità che Eyenga prendesse altre strade. Da domani si rifletterà sui piani B, C e D, partendo dai presupposti tecnici che "Artiglio" aveva indicato venerdì su queste colonne: «Cercheremo il giocatore in grado di garantire il maggior numero di aspetti positivi negli otto indici di valutazione tra attacco e difesa che stiamo valutando». Ovviamente, però, c'è da fare i conti col fattore economico: i free agent di maggior spicco - dal croato Marko Tomas allo sloveno Edo Muric - hanno richieste economiche (o comunque abitudini passate) che sfiorano i 200mila euro, decisamente fuori portata per le casse della società di piazza Monte Grappa. Che ha ancora un discreto gruzzoletto da investire per l'ala piccola titolare, ma non è in grado di sforare un monte stipendi complessivo attorno ai 750mila euro, tenendosi di riserva una somma per eventuali necessità durante l'annata senza più dover chiedere sforzi ai soci. Ad oggi non ci sono nomi caldi, il d.g. Claudio Coldebella ci lavorerà dall'inizio della settimana entrante dando priorità agli europei con o senza visto considerando l'offerta davvero scarna nel settore Cotonou. Le buone notizie arrivano dalla campagna abbonamenti: la seconda franche s'è chiusa a quota 1.834 tessere staccate, con un piccolo incremento rispetto allo stesso periodo del 2016 (più 4,5%. rispetto alle 1.752 del luglio di 12 mesi fa). Un dato significativo che conferma la passione dei varesini per i colori bianco-rossi e la credibilità della campagna acquisti pescando giocatori che non garantivano uno specifico richiamo nei confronti del pubblico. Per l'ultima fase della campagna abbonamenti, prevista dal 7 al 16 settembre, il roster sarà al completo, compresa l'ala piccola che sostituirà Eyenga. Giuseppe Sciascia
  13. Attilio Caja inquadra le necessità tecniche di Varese nello spot mancante di ala piccola con un identikit che una volta di più prende le fattezze di Christian Eyenga. Così il coach pavese "fotografa" l'identikit del giocatore che dovrà completare il mosaico biancorosso: «Scontato dire che serve un giocatore forte; per arrivare a questa definizione la necessità è che si trovi un elemento il più possibile completo negli aspetti offensivi e difensivi del gioco. È fondamentale è che abbia il maggior numero di doti nel piatto da offrire alla causa; per questo Eyenga, che ha alcune qualità offensive, è un difensore di spiccato valore e sa farsi valere a rimbalzo, è in cima alla lista». Dunque entro 3-4 giorni si aspetta la risposta di Air Congo, auspicando che accetti la chance per il salto di qualità definitivo «Confidiamo che accetti la nostra proposta, consapevole del fatto che ne apprezziamo i pregi: spero che consideri quanto importante sarebbe per lui tornare in un club che ha saputo valorizzare al meglio le sue doti e lo ha messo nelle condizioni di fare il meglio. L'auspicio è che torni per dimostrare per tutto l'anno quello che ha fatto vedere negli ultimi tre mesi: con l'Eurolega si è cimentato due anni fa e non era pronto, noi gli offriremmo la possibilità di una definitiva consacrazione da protagonista sui due lati del campo». In caso di fumata nera si proverà a cambiare profilo tecnico cercando un'ala più tecnica e meno esplosiva? «Se arriverà un no non ci ritireremo, ma ce ne faremo una ragione cercando un elemento con caratteristiche diverse. La duttilità dell'organico attuale ci permette di spaziare su profili diversi per inserire l'ultimo pezzo del puzzle. L'altro aspetto importante è che Eyenga ha già dimostrato di saper stare nel mio sistema; gli altri dovrebbero adattarsi, anche se per un giocatore di scuola europea non dovrebbe essere un problema». Come proseguirà la strategia di mercato nei prossimi giorni? «Abbiamo tante idee alternative, però prima di abbandonare il piano A che porta alla conferma di Eyenga ci vogliono motivi forti. Ossia se Christian dovesse dirci che preferisce accasarsi altrove o rifiuterà definitivamente la nostra offerta; a oggi non è accaduto nulla dì tutto questo, dunque lavoreremo sulla situazione fino a che non ci sarà una risposta definitiva. Dopodiché, se sarà negativa, esploreremo i piani B e C che stiamo tenendo pronti qualora dovessero servire». Giuseppe Sciascia
  14. Le caselle riempite del mercato estero fanno automaticamente compiere a Christian Eyenga un altro passo verso Varese. La notizia dell'accordo raggiunto tra Vladimir Jankovic e il Morabanc Andorra fa tirare un sospiro di sollievo alla società di piazza Monte Grappa: la squadra del piccolo principato nei Pirenei, che disputerà l'Eurocup 2017-18, era una collocazione plausibile per Air Congo, nelle scorse settimane sondato dal club iberico che poi gli ha preferito la 27enne ala serbo-greca. Siccome quasi tutte le formazioni della Liga ACB hanno già l'ala piccola titolare - all'appello manca solo l'Estudiantes Madrid che però cerca un realizzatore - il pericolo Spagna sembra scongiurato per l'atleta del 1989, che resta la prima scelta - a oggi di fatto l'unica - per lo spot mancante nel roster di Varese. E anche in Italia, dove comunque Eyenga è stato l'unico tra i big della stagione 2016-17 a non avere avuto offerte, il puzzle è quasi completo. Tra le squadre che hanno scelto la formula 3+4+5, col passaporto Cotonou dell'ala del 1989 che diventa merce preziosa, hanno già trovato soluzioni Torino col giamaicano Durand Scott e Brindisi con il serbo Milenko Tepic (firmato ieri strappandolo a Capo d'Orlando). E se Eyenga trovasse amatori in Russia o Turchia, potenzialmente le leghe più ricche d'Europa con ingaggi altissimi rispetto alla media italiana anche per le squadre che non partecipano alle coppe? È l'eventualità per la quale Varese sta tenendo pronte varie alternative con passaporti di vario genere, auspicando però di non dover ricorrere al piano B in una situazione avara di profili di alto livello. Il mercato europeo offre relativamente poche alternative ad Air Congo: uscito dal radar lo stesso Jankovic finito ad Andorra, tra gli attuali free agent ci sono l'esperto croato Marko Tomas (ex Cedevita Zagabria), il lettone Zanis Peiners (avversario lo scorso anno in Champions League con l'Aris Salonicco), lo sloveno Gregor Hrovat (ex Olimpia Lubiana) e l'estone Siim Sander Vene (nel 2016-17 in Russia al Nizhny Novgorod). I primi tre però disputeranno Eurobasket 2017 e sarebbero disponibili solo a metà settembre, particolare che ne fa scemare notevolmente l'appetibilità. Nel ramo Cotonou disponibili solo scommesse come l'ala sudanese Peter Jok (rookie da Iowa che ha ben figurato alla Summer League di Las Vegas con New Orleans) e il nigeriano Zaid Hearst, capocannoniere dell' A2 spagnola 2016-17 ad Araberri, che però è più guardia che ala piccola ( 1.93 di statura a dispetto dei 98 chili di stazza). Mentre l'idea è comunque cercare un'ala piccola fisicata come Eyenga da accoppiare al "4 tattico" Okoye. Aprendo la caccia nello spot di ala forte grazie alla duttilità del nigeriano, all'elenco si potrebbero aggiungere il tedesco Robin Benzing (13 punti di media nel 2016-17 a Saragozza) e il giamaicano Omari Johnson affrontato con il Neptunas Klaipeda in Champions League nel 2016-17. Una galleria di profili che comunque saranno considerati e approfonditi solo in caso di fumata nera con Eyenga. Giuseppe Sciascia
  15. La Pallacanestro Varese ha annunciato l'acquisto di Tyler Cain, pivot statunitense nelle ultime tre stagioni in Pro A francese. Cain, che ha firmato un annuale, sarà il centro titolare della nuova Openjobmetis, presumibilmente in coppia con Norvel Pelle. Adesso al puzzle biancorosso 2017/2018 manca solo l'ala piccola titolare. Di seguito il comunicato della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Tyler Cain. Centro americano classe 1988, Cain ha firmato un contratto di un anno che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2017/18. Giocatore completo ed efficace su entrambi i lati del campo, Cain è capace di far valere la propria fisicità sotto canestro ed è abile a trovare spazi per sé e per i suoi compagni grazie anche a notevoli doti da passatore. La Scheda: Data di nascita: 30 giugno 1988 Luogo di nascita: Rochester (Minnesota, USA) Altezza: 203 cm Ruolo: centro Carriera Prodotto dell’università di South Dakota (nel suo ultimo anno con i Coyotes totalizza 14.7 punti e 10.4 rimbalzi di media), Cain comincia subito la sua carriera in Europa accasandosi in Lettonia, al VEF Riga, dove contribuisce alla vittoria di due campionati e dove accumula una discreta esperienza in campo internazionale grazie alla vetrina offerta dall’EuroCup. Nel 2012-2013 si trasferisce ai Barons di Riga dove totalizza 15.8 punti e 10.6 rimbalzi ben figurando anche nella Lega Baltica aggiudicandosi la palma di miglior rimbalzista (11.2 ad allacciata di scarpe) e mettendo a referto 13.3 punti. L’anno successivo approda in Italia, a Forlì, dove si impone come uno dei migliori giocatori dell’allora DNA Gold grazie a 17 punti ed 11 rimbalzi per un totale di 25 di valutazione media. Dalla stagione 2014-2015 gioca nella massima serie francese dove ha vestito le maglie del Pau Orthez, Digione e, infine, Chalons-Reims dove ha chiuso l’anno con quasi 10 punti e 7 rimbalzi a partita. Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Tyler Cain: «Diamo un caloroso benvenuto a Tyler Cain, un giocatore che interpreta benissimo il concetto di uomo squadra. Oltre a creare tanto per sé stesso sfruttando la grande tecnica di cui dispone, Cain, infatti, è anche capace di mettere i propri compagni nelle migliori condizioni per far bene grazie ad una straordinaria capacità di lettura del gioco. Questa sua doppia dimensione gli permette di ricoprire anche il ruolo di ala grande».
  16. Varese e Christian Eyenga sono due innamorati timidi che si studiano a bordo della pista da ballo senza che nessuno faccia il primo passo. Situazione ancora "cristallizzata" sulla possibilità che l'ala congolese completi il roster della stagione 2017-18. A oggi Varese non è in grado di migliorare la sua offerta economica - analoga a quella del 2016-17 - senza però avere più la vetrina europea da proporre ad "Air Congo". Che però ad oggi non ha ricevuto proposte alternative - né dall'Italia né dall'estero - a quella del club di piazza Monte Grappa. La società resta ferma sulle sue posizioni, confidando che il piatto continui a piangere e che nel giro di una decina di giorni Eyenga si convinca che Varese è la miglior soluzione possibile per lui, e che un altro anno con Attilio Caja può rilanciarlo definitivamente dopo gli alti e bassi e i numerosi cambi di squadra della prima parte della sua carriera. Nel frattempo però l'ala confida a sua volta che chi non lo ha considerato finora possa cambiare idea e proporgli un accordo più remunerativo e visibilità internazionale. D'altra parte però le squadre che offrono soldi e vetrina in Europa sono in avanzato stato di costruzione del roster: sarebbe sorprendente - ma non impossibile - che da qui a fine luglio Eyenga torni ad essere un nome "gettonato" altrove dopo oltre un mese di silenzio. Nel frattempo Varese si guarda intorno in cerca di alternative: un po' per necessità, dovendo farsi trovare pronti se l'ex Sassari e Torino prenderà altre vie, un po' per curiosità, nel verificare se il mercato - principalmente degli europei, meno quello dei Cotonou - offra soluzioni tecnicamente diverse e per questo in grado di dare alternative al puzzle in costruzione. In ogni caso, a sperare in un esito positivo della trattativa sono in tanti a partire da Attilio Caja, primo tifoso della soluzione Eyenga Ter. Intanto Norvel Pelle ha preso la cittadinanza libanese, terzo passaporto dopo Antigua e Barbuda (quella sportiva con cui gioca in Italia) e Stati Uniti nelle mani del 24enne lungo. Nel campionato medio orientale già disputato nel 2015-16 con gli Hometenmen Beirut sarebbe un valore aggiunto notevole e gli si aprirebbero prospettive salariali ben superiori a quelle del contratto con Varese. Ma è improbabile che possa interrompere la sua parabola di crescita tecnica scegliendo di tornare in una lega molto meno competitiva. Giuseppe Sciascia
  17. Varese e Christian Eyenga continuano a studiarsi a distanza in attesa di capire se la possibilità di un ritorno in biancorosso di Air Congo potrà effettivamente concretizzarsi nelle prossime settimane. Sull’agenda degli appuntamenti del d.g. Claudio Coldebella, nel suo viaggio-lampo a Las Vegas, c’era pure un colloquio con l’agente primario dell’ala del 1989 per verificare la possibilità di un’intesa dopo gli assalti a vuoto del mese scorso. La sensazione è che entrambe le parti gradirebbero un lieto fine della telenovela, ma che ancora non ci siano le condizioni per la fumata bianca. Lo scoglio da superare resta di natura economica, perché in realtà il profilo del tassello mancante (un’ala atletica e fisicamente prestante che possa mantenere il livello elevato di energia garantita dagli altri membri del roster e comporre una coppia intercambiabile con un “4 tattico” non stazzatissimo come Stan Okoye) è quasi perfettamente calzante con quello di Eyenga. Che però ad oggi, come 15 giorni fa, continua a considerare troppo bassa la proposta di piazza Monte Grappa: così continua a guardarsi intorno, ma le ventilate offerte da Russia, Turchia e Spagna non si sono mai concretizzate e il sondaggio di qualche giorno fa di Torino (dove era già stato senza brillare negli ultimi tre mesi del 2015/’16) non ha avuto seguito. Più passano i giorni, più aumentano le chances di un Eyenga Ter se il congolese - potenzialmente entro fine mese - metterà da parte le velleità attuali e si convincerà che una grande stagione a Varese sarebbe il giusto trampolino di lancio per tornare nell’Europa che conta. D’altra parte, la società monitora il mercato in cerca di alternative. In un mercato poverissimo di soluzioni valide nel ramo Cotonou, tra atleti di passaporto africano o caraibico, una possibile alternativa sarebbe quella di cercare un europeo “vero”, con punti nelle mani garantiti, per una squadra che ad oggi conta sulle qualità perimetrali di Wells e Waller, ma non ha in organico un vero e proprio terminale designato. I primi due scogli da superare restano sempre i costi - gli europei con o senza visto hanno molto mercato in Spagna, dove ne sono concessi 6 a referto a fronte di 2 soli extracomunitari - e soprattutto la mancanza di vetrina internazionale alla quale gli elementi abituati a giocare nelle rispettive Nazionali (specie se medie o piccole) non vogliono rinunciare. Insomma, trovare un giocatore sicuramente migliore di Eyenga, agli stessi costi, è praticamente impossibile. Ed è alquanto complicato pure reperire un elemento altrettanto competitivo ma con qualità tecniche diverse. Il mercato dei veterani potrebbe proporre Marko Tomas, 32enne ala piccola croata in uscita dal Cedevita Zagabria, dove nel 2016/’17 ha giocato per Mrsic e Pozzecco; ma l’atleta del 1985 - che nella scorsa annata viaggiava su cifre raggiungibili per Varese - ha trascorsi internazionali di alto livello, è tornato in Nazionale (e con ogni probabilità giocherà Eurobasket 2017) e difficilmente sarebbe disponibile per un club senza coppe. In alternativa di nomi del “sommerso” del Vecchio Continente ne sono stati studiati più di una decina; ma ad oggi sono tutte opzioni più o meno praticabili nel momento in cui Eyenga dovesse firmare altrove. Oppure sigillare una volta per tutte la porta ad una Varese che lavora al contrario per allargare giorno dopo giorno uno spiraglio mai definitivamente chiuso... Giuseppe Sciascia
  18. Cameron Wells è ufficialmente il nuovo playmaker dell'Openjobmetis. In giornata è infine arrivata la conferma della firma col giocatore americano del 1988, reduce da tre stagione con i Giessen 46ers, che ha guidato alla promozione in Budesliga nel 2014/2015 e dove si è fatto apprezzare per costanza e leadership, diventando anche capitano della squadra tedesca. Wells, come tutti gli altri acquisti di Varese fin qui, ha sottoscritto un contratto biennale. Ora si attende la firma, data per imminente, col nuovo centro Tyler Cain: all'appello nel roster di coach Caja mancherà poi solo l'ala piccola titolare. Di seguito il comunicato ufficiale della società: La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica con soddisfazione di aver raggiunto un accordo con il giocatore Cameron Wells. Classe 1988, Wells ha firmato un contratto di due anni che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2018/19. Playmaker americano molto abile nel pick’n roll e con un’ottima visione di gioco, Wells è un giocatore di grande esperienza e talento che alterna soluzioni personali con un buon tiro da tre punti a giocate per i suoi compagni di squadra. La Scheda: Data di nascita: 23 settembre 1988 Luogo di nascita: Houston (Texas, USA) Altezza: 186 cm Ruolo: playmaker Carriera Cameron Louis Wells si forma cestisticamente nel college di The Citadel in South Carolina dove detiene il record di miglior realizzatore ogni epoca (2.049 punti). Al suo primo anno mette a referto 14,4 punti, 5,1 rimbalzi, 3,8 assist di media fino a chiudere il torneo NCAA nel 2010/11 a 17,2 punti, 5,1 rimbalzi, 4,3 assist in 32 partite con il riconoscimento di diversi premi personali della All Southeren Conference. Fa il suo debutto tra i professionisti in Olanda con la canotta dello Landstede Zwolle (14 punti, 3,9 rimbalzi, 3,6 assist, 2,4 rubate con il 45% da 2 e il 30% 3), poi si sposta in Germania dove gioca tra le fila del Tubingen. Grazie al suo gioco dinamico e alla sua abilità di cambiare i ritmi di gioco, nel 2014/15 viene scelto dal Giessen 46ers (allenata dall’ex Roosters Denis Wucherer) per tornare in Bundesliga dopo la retrocessione in ProA dell’anno precedente. Centrata la promozione a 12,3 punti, 3,8 assist e 3,5 rimbalzi in 36 partite, il team tedesco estende l’accordo con il giocatore per altre due stagioni. Lo scorso campionato ha totalizzato 14 punti di media (9°miglior realizzatore), 4 assist (5°miglior passatore), 2,7 rimbalzi, 1,2 palloni rubati (53% da 2, il 39% da 3 e il 79% ai liberi) con un high-score di 30 punti contro il Bamberg. Dotato di un’ottima attitudine difensiva e capace di dominare le gare in maniera silente, è stato allenato dalla leggenda NBA John Lucas. Ecco le dichiarazione di coach Attilio Caja sulla firma di Cameron Wells: «Vista l’importanza del ruolo che dovrà ricoprire all’interno della squadra, Wells è un giocatore che abbiamo seguito con molta attenzione. Si tratta di un atleta che gioca sempre sotto controllo senza mai tralasciare le iniziative individuali e di squadra. E questa doppia dimensione è una caratteristica importante per il ruolo di playmaker. Un’altra aspetto importante che ci ha particolarmente colpito di Cameron è il fatto che è rimasto tre anni nella stessa squadra, ricoprendo anche il ruolo di capitano. E questo vuol dire avere qualità importanti sia in campo sia fuori. Wells ha tutte le caratteristiche tecniche e di leadership di cui abbiamo bisogno».
  19. C'è la maxi-offerta del Banvit Bandirma a frenare l'approdo a Varese di Cameron Wells. Proprio mentre la società di piazza Monte Grappa era ai dettagli con il 29enne regista texano, il club turco iscritto alla Champions League FIBA ha proposto un contratto a cifre decisamente più elevate rispetto alle possibilità biancorosse all'oggetto dei desideri di Claudio Coldebella e Attilio Caja. Tutto da rifare per gli operatori di mercato? Assolutamente no: Wells non ha ancora preso una decisione definitiva tra la proposta di Varese e quella del Banvit, e dovrebbe sciogliere la riserva entro il weekend con il club prealpino che confida ancora di avere buone carte da giocare. Certamente non sul piano economico, dato che i turchi offrono praticamente il doppio rispetto ai biancorossi. Ma i fattori sui quali punta la società di piazza Monte Grappa sono due: il primo è il ruolo, con Varese che offre a Wells le chiavi della squadra in cabina di regia, mentre il Banvit lo vorrebbe come guardia a fianco di un regista puro come Tony Taylor ("tastato" da Attilio Caja ai primi di giugno e poi approdato in Turchia per 360mila dollari...). E l'ex capitano del Giessen preferirebbe avere la palla in mano come "direttore d'orchestra" anziché giocare a fianco di un altro elemento di manovra. L'altro aspetto è logistico: Wells non sarebbe convintissimo della destinazione Bandirma, località marittima della Turchia asiatica con tutto quanto è legato attualmente all'approdo nel paese della Mezzaluna. Prevarrà l'aspetto meramente economico, oppure il ruolo più gradito e l'attrattività del caro vecchio "Belpaese" indurranno il 29enne esterno a sposare la causa di Varese? La decisione del giocatore è attesa nelle prossime 24-48 ore, e chiaramente condiziona le scelte biancorosse sulle strategie future, mentre prosegue l'opera di "limatura" dei dettagli per la firma di Tyler Cain che non dovrebbe arrivare più tardi di domani. Dalla decisione di Wells dipendono le scelte future sullo spot mancante nel ruolo di ala piccola titolare: come sempre quando il mercato "ad incastri" riduce il numero dei giocatori da inserire nel puzzle, gli ultimi elementi debbono essere funzionali al sistema costruito in precedenza. Dunque se il direttore d'orchestra sarà Wells, combo-guard con leadership e doti balistiche che predilige il tiro in sospensione alle iniziative in avvicinamento al canestro, l'ultimo tassello dovrà avere caratteristiche complementari - possibilimente capacità di creare dal palleggio e comunque qualità offensive da prima punta - a quelle del regista di Houston e di Antabia Waller. Se Wells preferirà la Turchia, e Varese dovrà riaprire le consultazioni nella ricerca del giocatore che dia un'impronta forte alla squadra, allora l'idea è quella di scegliere prima il regista titolare e di conseguenza l'ultimo tassello che possa sposarsi bene con il nuovo playmaker. Ma entro il weekend il nodo dovrebbe sciogliersi in un senso o nell'altro; ovviamente però gli operatori di mercato biancorossi confidano che la telenovela Wells abbia lieto fine. Giuseppe Sciascia
  20. Un acquisto con… sorpresa. Tyler Cain sarà il nuovo centro titolare della Pallacanestro Varese: il raggiunto accordo con il lungo ex Châlons-Reims verrà comunicato ufficialmente dal club nelle prossime ore. Per le caratteristiche del giocatore, per come l’atleta classe 1988 è stato “pensato” dall’asse tecnica all’interno del mosaico Varese 2017/2018, il suo avvento sotto al Sacro Monte nasconde un’ulteriore “notizia” di mercato, assai attesa dai tifosi: la conferma di Norvel Pelle. Il passo potenzialmente idoneo a completare il reparto che evoluirà sotto le plance, partizione di rosa che al momento conta di Stanley Okoye, Giancarlo Ferrero – visto tuttavia come jolly per cambiare entrambi gli spot di ala – e di Nicola Natali come quinto in rotazione, è infatti un gioco di incastri, di opportunità e di occasioni colte nel magma del mercato. I perché di una decisione Tutto nasce dal “no” per fatti concludenti di Oderah Anosike, la conclamata prima scelta di coach Caja diventata impossibile da rendere concreta stante la distanza economica tra offerta societaria e aspirazioni economiche del giocatore. La ricerca di un erede del centro newyorkese, operazione già nel vivo da tempo come cautela davanti al temporeggiare di O.D., ha allora subito una decisa accelerata, focalizzandosi su una tipologia di sostituto ben precisa alla luce anche di un altro fatto capace di indirizzare le mire varesine : il progressivo consolidamento di Pelle nel futuro biancorosso. Il caraibico, sul conto del quale nel mese di giugno non è arrivata alcuna vera richiesta all’indirizzo di piazza Monte Grappa 4, durante i giorni scorsi ha fatto il suo esordio nella Summer League di Orlando (oggi parte il torneo di Las Vegas), senza peraltro lasciare alcuna traccia di sé: una partita giocata, 11 minuti complessivi in campo, un solo punto segnato. Interesse della Nba al momento? Pochino. Se è vero che una conferma senza se e senza ma del miglior stoppatore dello scorso campionato sarà possibile solo a fine luglio, ovvero quando scadrà il termine per l’esercizio dell’impegnativo buyout (50 mila dollari per i professionisti, 75 mila per tutti gli altri) che squadre terze dovrebbero versare a Varese per ottenere i suoi servigi, è allora altrettanto vero che Coldebella, Bulgheroni e Caja hanno iniziato a fare i conti con una sua presenza sempre più possibile nell’immaginare la contraerea di “big men” in divenire. Doppio titolare E qui una considerazione, decisiva: che senso avrebbe prevedere per un elemento in ascesa come Norvel, a tutti gli effetti la sorpresa più eclatante della scorsa annata, il semplice ruolo di cambio del centro, compito che – combinato con un titolare da 30 minuti alla Anosike – garantirebbe a Pelle solo gli scampoli delle gare? Ecco quindi l’idea Cain. Un “4-5” più che un centro tout court, per fisico (203 centimetri di altezza, 106 chili di peso), rapidità di piedi e caratteristiche tecniche (dimestichezza fronte a canestro, discreto tiro dalla media e capacità di passare la palla: 2,1 assist di media nella Pro A 2016/2017). Un giocatore che partirà da pivot al fianco di Okoye, ma che potrà sostituire lo stesso nigeriano scalando di una posizione e lasciando spazio e consistenti minuti al caraibico in rampa di lancio. Pensato, fatto, quasi annunciato. Alla corte dell’Artiglio giunge così un giocatore dalla solida esperienza europea: due stagioni con tanto di partecipazione all’Eurocup a Riga (2010-2012, dopo essere uscito da South Dakota University), un’altra sempre sul baltico ai Barons, poi Forlì nella seconda serie italiana (17 punti, 11 rimbalzi e 2,3 stoppate di media, mvp del girone di andata e il ricordo lasciato ai posteri di intelligenza cestistica, versatilità e generosità), infine la Francia (Pau Orthez, Digione, Châlons-Reims). Rimbalzista meno clamoroso di Anosike (7,5, 5,7, 7,0 nelle sue annate transalpine, ma 11,4 nel 2012/2013 a Riga, vincendo la classifica di specialità), “attaccante” non di primo piano (in Francia il massimo dei punti sono stati i 10,7 segnati a Digione nel 2015/2016), Cain – oggetto di interesse prealpino pure nelle scorse estati – è da inquadrare anche come atleta energico, come lottatore puro, “skills” che lo rendono compatibile con i desideri di garra del suo nuovo coach e con il roster “povero ma cattivo” delineato pubblicamente da Coldebella alcuni giorni orsono. Cain e Pelle: i lunghi sono in saccoccia. Ora sotto di nuovo con il playmaker (Wells tarda a dire sì: Varese vedrà se tornare a vagliare la pista Odum, lasciata per il momento raffreddare per puntare forte sull’ex Giessen) e con l’ala piccola. Fabio Gandini
  21. La Pallacanestro Varese ha individuato il possibile centro titolare della stagione 2017-18. C'è Tyler Cain in cima alla lista degli obiettivi della società di piazza Monte Grappa: il 29enne centro statunitense (2,03 metri per 107 chili) si sposa perfettamente alla descrizione del giocatore affamato e motivato che Claudio Coldebella e Attilio Caja cercano per completare il mosaico biancorosso. Il lungo laureatosi nel 2010 a South Dakota University è un veterano dei campionati europei, con 7 stagioni di "pellegrinaggio" tra Lettonia e Francia (nelle ultime 3 annate titolare nella Pro A transalpina; 9,9 punti, 7,2 rimbalzi e 1,0 stoppate nell'ultima stagione allo Chalons-Reims). A differenza di Antabia Waller e del potenziale play titolare Cameron Wells, con il quale prosegue a oltranza la trattativa per provare a convincere l'ex Giessen a sposare la causa biancorossa, il giocatore del 1988 ha già all'attivo un'esperienza italiana: nel 2013-14 ha giocato in DNA Gold (corrispondente all'attuale A2, ma nella vecchia versione 16 squadre) a Forlì, chiudendo con 17 punti, 11 rimbalzi e 2,3 stoppate di media. E proprio il richiamo del ritorno in Italia sarebbe la molla decisiva per far scattare la scintilla tra Varese e Cain: l'accordo è ancora da perfezionare, ma se dovesse arrivare la chiusura in tempi rapidi per il club biancorosso sarebbe un affarone visto un ingaggio che sarebbe poco sopra alla metà dell'accordo del 2016-17 con O.D. Anosike. Cain è un giocatore poco appariscente ma di grande sostanza, conosciuto per le sue doti di difensore ed agonista, doti perfette per le necessità di coach Caja. E soprattutto per le sue qualità umane da uomo-spogliatoio che potrebbero farlo individuare come l'erede di Kristian Kangur per la capacità di leadership nel guidare il gruppo in allenamento. Certamente Cain non è un elemento di grande impatto offensivo (in 7 stagioni in Europa solo tre volte in doppia cifra: ai Barons Riga nel 2012-13, l'anno successivo a Forlì e nel 2015-16 in Francia a Digione); ma la scelta - in caso di fumata bianca di una trattativa comunque molto ben avviata - sarebbe in funzione di un giocatore di squadra che sa esaltarsi nel clima da battaglia. E che alla luce della mobilità e del tocco comunque discreto dalla media distanza (meglio in movimento che in lunetta, 62% lo scorso anno e 52% nel 2015-16) potrebbe anche giocare qualche minuto in coppia con Norvel Pelle. A oggi, infatti, le chance di conferma del centro caraibico paiono in netto rialzo: le prestazioni alla Summer League di Orlando non hanno acceso particolari interessi NBA e, così come già accaduto con Sassari, anche Avellino è intrigata dal giocatore ma dissuasa dai 75mila euro di buyout da versare nelle casse di Varese, e la NBA escape che l'agenzia vorrebbe inserire in ogni pluriennale propostogli dall'estero (compreso quello dalla Turchia di cui si parlava qualche settimana fa), avrebbe analogo effetto deterrente. Con Cain ai dettagli, Wells sempre in trattativa e Pelle che si riavvicina, mancherebbe all'appello solo l'ala piccola: se firmeranno il pivot e il play statunitensi sarà giocoforza un europeo o un "Coto-nou" alla Eyenga, molto difficilmente il congolese, più probabilmente un giocatore maggiormente votato all'attacco, in ogni caso un altro "affamato e motivato" stile Waller, Cain e, auspicabilmente, Wells. Giuseppe Sciascia
  22. O.D. Anosike tiene la porta aperta alla Pallacanestro Varese. Il centro nigeriano racconta la sua versione sulle trattative in corso, ribadendo la sua volontà di proseguire il dialogo. «La trattativa con Varese è stata un po' lenta, molte delle voci che ho sentito non rispondono assolutamente a verità - spiega. Ho ricevuto la prima offerta dalla società soltanto la scorsa settimana: vorrei discutere alcuni aspetti del contratto non legati soltanto alla parte economica, ma non ho ricevuto molte informazioni a riguardo. Il ritorno a Varese non dipende solo da me: tutto quel che chiedo alla società sono onestà e comunicazione. Sulla base di questi presupposti sono sicuro che potremo trovare un accordo». Claudio Coldebella ha affermato che all'80% lei non resterà a Varese: condivide questo pronostico? «Sono sicuro che nessuno possa stimare in percentuale se tornerò oppure no. Nessuno sa ancora dove sarò, compreso me stesso. Ho detto molte volte che amo Varese e mi piacerebbe tantissimo tornare. Questa è la verità al 100 per cento, ma allo stesso tempo dobbiamo trovare un accordo che sia equo per tutti. E normale in ogni lavoro, non solo nel basket». La volontà iniziale delle parti era quella di provare a proseguire nel rapporto. È cambiato qualcosa nelle ultime settimane, oppure ci sono ancora possibilità di trovare un accordo? «Sono assolutamente disponibile a discutere tutte le opzioni per un nuovo accordo. Ho ricevuto interessamenti forti da diversi club di altre nazioni, e tutti hanno uguali possibilità in questo momento. Bisogna capire che il basket è un lavoro e non un hobby: è normale per ogni giocatore guardarsi intorno». Ha la sensazione che Varese voglia sempre confermarla con il 100 per cento delle forze, oppure ci siano altre idee? «La mia opinione è che ci sono delle persone all'interno della società che sono pienamente convinti di puntare sul mio ritorno, mentre potrebbero essercene altre per le quali va bene muoversi in un'altra direzione». Coach Caja ha spiegato che non vuole giocatori che considerano Varese come una seconda scelta, ma elementi entusiasti e motivati: qual è il suo punto di vista in merito? «Non considero Varese come una seconda scelta, ma ogni giocatore deve valutare tutte le opzioni prima di prendere una decisione: allenatori, dirigenti e presidenti fanno la stessa cosa, ognuno di noi vuole essere sicuro di trovare la miglior opportunità possibile. Coach Caja e io abbiamo un ottimo rapporto e mi piace molto giocare per lui; sono sicuro che con un altro anno insieme potremo fare entrambi passi avanti». Le ambizioni sulla carta inferiori rispetto al 2016-17 possono rappresentare un problema nella sua decisione? «Il budget ridotto non è un problema per me. Ci sono molte parti di un accordo, non solo l'aspetto economico. Il mio obiettivo è quello di far parte di una squadra dove le mie qualità siano apprezzate, ed essere circondato da persone ambiziose, professionali e intelligenti. Io credo che Varese potrà disputare una grande stagione con le decisioni giuste». Che messaggio vuole mandare ai tifosi di Varese? «Vorrei dire nuovamente ai tifosi che sarei felicissimo di tornare. Nel corso della scorsa stagione il mio rapporto con la città è cresciuto insieme ai successi che abbiamo conquistato nella sua parte finale. Mi piacerebbe molto proseguire questo percorso». Giuseppe Sciascia
  23. Un Coldebella più realista del Re. Senza proclami, senza pretese, senza obiettivi sparati al cielo a furor di popolo. Nell'incontro con la stampa locale, convocata in centro città alle 11, il direttore generale della Pallacanestro Varese ha ieri voluto fare un punto sul mercato, prima di tutto, ma anche sulle aspettative per la prossima stagione. Partendo da un punto fermo, ossia la compattezza: «Dovremo essere brutti, sporchi e cattivi, tutti quanti», come se fosse un mantra, ripetuto diverse volte durante la chiacchierata. Fare la differenza Perché il budget sarà uno dei più bassi di tutta la Serie A - ma di questo lo stesso Coldebella non fa un problema - ma servirà forse di più l'unità, la commistione tra squadra. staff, società, tifosi e la stessa stampa. Sotto questo aspetto, non è mancato il ringraziamento ai supporter per la straordinaria prova di attaccamento mostrata durante la prima fase della campagna abbonamenti. Si cercherà una chiara e precisa identità di gioco, si punterà sul lavoro e sullo spirito di sacrificio: nel fare questo, di certo, coach Attilio Caja è un maestro. Coldebella ha poi ribadito la necessità di rispettare il budget a disposizione e di non voler gravare sulle casse societarie, dopo che la proprietà è già stata chiamata nei mesi scorsi a mettere una pezza sulla situazione economica. Nei limiti del possibile si cercherà di "avanzare" un gruzzoletto per eventuali interventi a stagione in corso. Citati più volte gli esempi della Dolomiti Energia Trentino e di Pistoia, in quanto a energia ed idee, sul campo e fuori, il direttore generale ha più volte ribadito la sua assoluta fiducia e tranquillità in vista della prossima annata: «Le idee, l'atteggiamento e la compattezza dell'ambiente possono fare la differenza nel campionato italiano. È successo a Trento quest'anno, sono rimasti fuori dalle Final Eight di Coppa Italia, ma hanno avuto la pazienza di andare avanti e tutti abbiamo visto dove sono arrivati. Allo stesso modo Pistoia, sanno di non aver tanta disponibilità economica ma andare a vincere a casa loro è difficilissimo». Pelle? Nostro se... Il mirino del discorso si è poi spostato inevitabilmente sul mercato, con un focus sulle conferme: Chris Eyenga ed Oderah Anosike, due protagonisti dell'ultima stagione, si allontanano sensibilmente dalla Openjobmetis Varese. Le richieste economiche dei due giocatori, presentate alla società dai rispettivi agenti, sono al momento troppo elevate ed insostenibili per le casse di piazza Monte Grappa. Sempre fedelmente al discorso di prima, non si fanno follie. Al 75/80% .perciò, le trattative con loro sono chiuse. Lo stesso discorso si può estendere ad Eric Maynor: «Un giocatore abituato a viaggiare a 300mila euro a stagione, può accettare per una sola stagione un terzo di questo stipendio», sono state circa queste le parole del suo agente recapitate alla squadra mercato biancorossa. Per la sostituzione del regista di Raeford sembra più vicina la firma di Cameron Wells, in vantaggio sull'altro candidato valutato dai biancorossi che risponde al nome di Jake Odum. Una risposta definitiva dai rispettivi agenti non è ancora arrivata, ma la sensazione è che con l'ex guida dei Giessen 46ers l'accordo sia più facile da trovare rispetto al collega nell'ultima stagione in forza al Wuzburg. Questione Norvel Pelle: il giocatore, come noto sotto contratto per un'altra stagione con Varese, disputerà la Summer League di Las Vegas con i Miami Heat. Eventuali acquirenti - disposti a versare il buyout variabile di 50 mila (Nba) o 70 mila euro (Europa) - dovranno palesarsi entro e non oltre il 20/25 luglio. Oltre quella data, si potrà considerare Pelle come giocatore di Varese a tutti gli effetti. Alberto Coriele
  24. Niente italiani, siamo Varese. La società di piazza Monte Grappa continua a puntare sullo schema con 7 stranieri anche nella stagione in cui due facce note alle nostre latitudini come Andrea De Nicolao e Brian Sacchetti avrebbero considerato con grande interesse la possibilità di vestire la maglia biancoros-sa. Il play di riserva degli "Indimenticabili" è in procinto di firmare un biennale con la Reyer Venezia con base di partenza a 5 cifre (sicuramente al di sotto dell'importo dell'offerta nelle mani di Cameron Wells). Il figlio del grande Meo, visto nelle giovanili biancorosse, ha siglato un biennale a Brescia a costi di poco superiori rispetto all'ingaggio di Stan Okoye. Due club dalle prospettive ovviamente superiori a quelle del sodalizio biancorosso, che però aveva un grande appeal logistico sia per l'atleta del 1991 (che ha comprato casa a Sant'Ambrogio e che il 12 agosto si sposerà in città con la fidanzata varesina) sia per l'ala del 1986, interessato a cercale per motivi personali una squadra vicina a Milano. Mai come quest'anno il 5+5 sarebbe stato proponibile. E mai come quest'anno - in tempi di spending review obbligata - il 5+5 avrebbe avuto senso, con un risparmio complessivo stimato attorno ai 150mila euro, senza contare i ricavi ulteriori prodotti dalla partecipazione alla corsa per il premio italiani. Se i modelli cui ispirarsi in tempi di monte stipendi nella metà bassa della classifica della serie A sono Trento e Pistoia, ossia i club che negli ultimi 3-4 anni hanno sempre ottimizzato le risorse nella classifica tra costi e rendimento sul campo, è giusto anche precisare che Dolomiti Energia e The Flexx hanno sempre puntato sul 5+5 e sullo zoccolo duro degli italiani. Chiaro che la presenza del contratto garantito di Avramovic (ci sarebbe anche Pelle, ma è evidente la volontà dell' agenzia di trovargli collocazione altrove) è stato il "peccato originale" in grado di stroncare sul nascere ogni velleità di passaggio al 5+5. D'altra parte, però, i 7 stranieri - pescando con occhio lungo nel sottobosco del mercato degli atleti di scuola americana - sono una potentissima "livella" dei valori economici: lo dimostra il caso degli "Indimenticabili" di Vitucci, case history che Varese spera sempre di replicare da quattro estati consecutive ma con risultati quantomeno rivedibili. Ma si tratta di scorciatoia per massimizzare il risultato immediato, che però difficilmente consente di costruire qualcosa di duraturo oltre il singolo anno sportivo, come insegna proprio l'epopea degli "Indimenticabili". Ora, se nell'estate 2018 FIP e Lega Basket confermeranno il passaggio alla formula con 6 stranieri liberi e 6 italiani, Varese non avrà perso una grande occasione per crearsi uno zoccolo duro italiano evitando di svenarsi fra 12 mesi quando la legge della domanda e dell'offerta farà salire i prezzi? Eppure la proprietà, ormai da 3 anni, esprime inizialmente una preferenza "debole" per il 5+5: lo stesso Alberto Castelli su queste colonne aveva parlato di "modello Udinese" per dare al club un'identità marcata attraverso programmazione e scouting. Al contrario chi dirige l'area tecnica - Claudio Coldebella in primis - ha nuovamente indirizzato le strategie verso i 7 stranieri: il campo - ma a medio termine anche i conti - sarà giudice di tale decisione. Di sicuro, però, Varese è un caso più unico che raro, dove gli stipendiati dettano la linea alla proprietà... Giuseppe Sciascia
  25. Jake Odum o Cameron Wells? Il playmaker titolare della Pallacanestro Varese prossima ventura uscirà dal ballottaggio tra due dei migliori registi dell’ultimo campionato tedesco. Entrambi i giocatori nati negli Stati Uniti hanno ricevuto un’offerta da piazza Monte Grappa, al culmine di una cernita tra profili potenzialmente interessanti - operata dall’asse tecnica biancorossa - che si è progressivamente ridotta a un testa a testa che partorirà il prescelto. Radio mercato dà l’ultima “guida” dei Giessen 46ers in leggero vantaggio sull’omologo ex Wuzburg, ma solo le risposte definitive degli agenti definiranno il quadro. Wells e Odum, caratteristiche diverse, stessa capacità di intrigare: comunque vada a finire, Varese non dovrebbe pescare male nell’occupare la casella più delicata del quintetto. Il primo, classe 1988, 186 cm di altezza, formazione universitaria presso The Citadel, ateneo del quale è stato il miglior marcatore “all-time”, appare attaccante completo, dotato di un efficace arresto e tiro ma bravo anche nell’aggredire il canestro in penetrazione. Grintoso, fisicamente stazzato, uscito dal college Wells ha militato al Landstede Zwolle (Olanda) e ai Tigers Tubinga (Germania), prima di sbocciare - sempre in Bundesliga - alla corte dell’ex biancorosso Denis Wucherer. Di tutto rispetto le cifre della sua ultima stagione: 14 punti in 30,2 minuti a partita, con il 53% da 2, il 39,1% da 3 e 4,1 assist di media. Il secondo, classe 1991, più alto del collega (193 cm), atleta di punta nella storia di Indiana State University (quinto di sempre nei punti segnati, 2° negli assist e 4° nelle palle rubate), convince sia come attivatore (ferrato nei giochi a due) che come “produttore”: lo testimoniano ampiamente i notevoli numeri scritti a referto nel campionato tedesco appena concluso (15,3 punti in 31,3 minuti a partita, corredati dal 52,6% da 2, il 39,2% da tre e da 5,7 assist). Dopo la brillante carriera universitaria nella fila dei ”Sycamores”, Odum ha esordito nel professionismo con il Paok (disputando anche l’Eurocup 2014/2015) per poi passare ai tedeschi del Medi Bayreuth e quindi al Wuzburg. Valenti tiratori, leader delle squadre di cui hanno fatto parte, compromessi più che accettabili tra costo e affidabilità: le prospettive sembrano rosee per Varese in posizione “1”. Manca la firma, una o l’altra che sia: nel mercato del terzo millennio, il particolare non è trascurabile. Fabio Gandini