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  1. Il commento a fine primo quarto, a fine secondo quarto, a fine terzo quarto sempre lo stesso era: hai perso con Reggio Emilia, perderai con Trento, ringrazia di esserti salvato e non sfidare montagne troppo alte per te. Come puoi infatti persino permetterti anche solo di sognare i playoff se i confronti con chi la post season la farà davvero ti vedono sconfitto senza appello (ancorché lottando)? Ecco, meno male che i commenti si devono scrivere alla fine. I Resuscitabili di Attilio Caja non muoiono mai: a farne le spese una Dolomiti Energia convinta di aver già sbancato il Tempio e vittima di una rimonta clamorosa, entusiasmante, da campioni, che diventa la didascalia stagionale di questa squadra di ex morti (ora tostissimi viventi) e del loro allenatore. Dopo 35 minuti di sofferenza - contro una contendente attrezzata, di livello superiore, esperta, “sgamata” - Varese segna 23 punti (sì ventitre…) negli ultimi cinque minuti di gara, ispirata dalla classe di un Maynor fin lì stuprato da Craft (16 punti e 10 assist per il play ospite, 17 più 4 per il “varesino”), da un Johnson che trova i canestri giusti al momento giusto dopo aver mirato alle farfalle (19 ma 3/10 da 3) e da un Pelle di una maturità ed efficacia commoventi rispetto al recente passato (12 punti e 5 rimbalzi in soli 15’). Un trio che scrive un “come back” storico, prezioso, che mette la parola fine alla rincorsa salvezza (Cremona perde anche ad Avellino e non ci può più raggiungere) e lascia aperta una porta alla speranza del miracolo playoff: la Openjobmetis rosicchia due punti a Torino e soprattutto a Pistoia, che rimane a un teorico +4 su Cavaliero e compagni. La gara è tutta da raccontare. Inizio a spron battuto per entrambe le squadre, con Trento che ben presto si fa però preferire ai padroni di casa: un Maynor regolarmente presente nello starting five costruisce per Anosike ed Eyenga (9-6 al 3’), poi però commette due errori che favoriscono la corsa di Trento, con il neo arrivato Shields già in grande spolvero: al 5’ è 9-15 e Caja chiama il primo timeout. Dal quale la Openjobmetis esce con due dardi - del play di Raeford e di Kangur - che rimettono la sfida in parità (15-15), prima che una serie di errori di entrambe le squadre accompagnino la partita fino all’ultimo minuto, in cui due prodezze di Johnson e il libero di Sutton scrivono il 20-18 del 10’. Lo show ad altezze siderali di Pelle apre un quarto in cui il botta e risposta dura fino al 25-25 del 13’, punto in cui la Dolomiti Energia spariglia le carte profittando di palle perse e attacchi poco convinti dei biancorossi: 7-0 di parziale, firmato da Hogue, Gomes ma soprattutto da un ispiratissimo Flaccadori (25-32 al 15’). Maynor, in proprio, prova ad abbozzare una risalita, così la zona che l’Artiglio disegna per i suoi: Trento è però precisa (una sola palla persa nei primi 20’), veloce e fisica, e sfrutta ogni errore casalingo per scappare con Sutton prima a +9 (33-42), poi - sulla seconda sirena - fino a +10 (36-46). Piove, quindi grandina: al rientro in campo Johnson commette terzo e quarto fallo (Caja si gioca Avramovic) e Hogue segna di forza il +12 (38-50 al 22’), con Varese che continua a sbattere contro il muro dolomitico. I fischietti spezzettano la partita facendo infuriare Masnago, Varese è costretta a doversi sudare ogni singolo canestro, con gli estremi del divario che vanno dal -10 segnato da Craft (43-53) al -5 dei liberi di Pelle (50-55 al 28’) dopo la bomba di Cavaliero. Con le unghie e con i denti (e con un quintetto senza Maynor e Anosike, gravato anch’egli di 4 penalità) della difesa la Openjobmetis tuttavia risale, concedendo solo 11 punti in 10’ agli avversari dopo averne lasciati 28 nel secondo quarto: Eyenga prima e il pivot ex Pesaro poi insaccano il -3 (54-57) del 30’. Per recuperare una partita così, sempre sotto, sempre a rincorrere, con avversari tanto tignosi, devi scrivere un ultimo quarto da cineteca. E così sia, anche se Hollywood non è nulla al confronto del Sacro Monte. Il risveglio di Johnson (due bombe in fila) produce infatti il -2 (60-62 al 32’), ma Trento in un amen riscava un margine di 9 (con Craft e Sutton ancora sugli scudi). Sembra che in campo ci sia un gatto che si diverte a giocare con un topo: se i padroni di casa segnano, gli uomini di Buscaglia rispondono (65-72 al 36’). La favola però ha un finale diverso stavolta: i punti di Johnson, la grinta di Pelle, la classe di Maynor sono un uragano che si abbatte su chi crede di aver già vinto. Johnson, ancora lui, nel traffico segna il 76-76: guardi il tabellone e non ci credi. Nel finale punto a punto gli dei premiano la volontà biancorossa: Flaccadori prova l’ultimo ratto, ma Cavaliero non trema ai personali. Finisce 83-80. Fabio Gandini
  2. L'ottava meraviglia di Attilio Caj a regala all'Openjobmetis la certezza aritmetica della permanenza in serie A e alimenta il sogno playoff a tre turni dal termine della regular season. Varese respinge col vigore e l'energia della squadra di rango l'assalto della Dolomiti Energia, ribaltando con un imperioso 13-2 un match che sembrava segnato sul 67-74 del 37'. Una vittoria tutta sudore e grinta che simboleggia perfettamente gli ingredienti chiave della rimonta-salvezza di Cavaliero e soci. Vincenti le scelte tattiche finali del coach pavese, che imbriglia con la zona 2-3 l'agilità e l'energia a rimbalzo d'attacco della Dolomiti Energia e vara l'assetto giusto con un utilissimo Cavaliero a fianco del trascinatore Maynor, adeguandosi alla cavalleria leggera degli assaltatori trentini per evitare di sbattere contro il muro della miglior difesa del campionato (quarto periodo da 29 punti e 62% da 2 dopo gli affanni balistici dei primi 30'). Testa e cuore le armi vincenti per l'OJM, capace di adeguare il suo impatto fisico e atletico alle necessità di una partita da playoff per la durezza mentale mostrata da Trento fino al rush finale. Quando però Varese ha "sfregato" la lampada del suo Aladino: le magie nel traffico di Maynor, che ha dimenticato i dolori al collo per andare nel cuore dell'area a guadagnarsi i punti della rimonta (74 pari al 38') e poi del primo sorpasso (78-76 a meno 42"), hanno evidenziato nuovamente il mix di talento e personalità del regista ex NBA, vincitore al fotofinish nel duello con l'ottimo Craft. Una conferma ulteriore dello spessore caratteriale di una squadra capace di ribaltare con un finale allo stesso tempo lucido e graffiante una partita che l'aveva vista inseguire per 30 minuti abbondanti, pagando un passaggio a vuoto offensivo nel secondo quarto (25-32 al 16' dopo il 24-21 del 12') e un nuovo blackout in avvio della terza frazione (38-50 al 23', massimo vantaggio Aquila). Nonostante i gravi problemi di falli (4 per Johnson, Kangur, Anosrke e Pelle già in avvio della quarta frazione), Varese è sempre rimasta aggrappata alla partita con una fiammata di Johnson a ricucire sul 60-62 del 33'. Poi l'elettrizzante finale, con la zona a togliere efficacia ai fucilieri di Trento che avevano graffiato dall'arco con Sutton (63-72 al 36'), e un Maynor infallibile nella gestione degli ultimi possessi ad esaltare le doti acrobatiche di Pelle (impor-tantisismo il 2+1 in semigancio per il 72-74 del 38'). I risultati degli altri campi riaccendono la fiammella della speranza in chiave playoff: la sconfitta di Pistoia a Cantù riporta l'Openjobmetis a due punti dall'ottavo posto, anche se per alimentare concretamente i sogni servirà un'impresa domenica prossima sul campo della seconda forza Venezia. Serate adrenaliniche come quella di ieri alimentano ovviamente i rammarichi, partendo da quello di Attillo Caja sulla durata ormai limitata della stagione 2016/'17. Ma allo stesso tempo alimentano pure i desideri delia società di cercare di confermare lo zoccolo duro della rimonta-salvezza. Che intanto, con vittorie intrise di emozioni forti come quelle di ieri, alimenta l'entusiasmo dell'ambiente per l'attuale versione dell'OJM: un circolo virtuoso per convincere chi deve mettere benzina economica nel serbatoio a fare uno sforzo per non dover disperdere i protagonisti dei due mesi migliori dei 4 anni post-Indimenticabili... Giuseppe Sciascia
  3. Vittoria quanto mai insperata questa della vigilia di Pasqua a Masnago in quanto i trentini conducono praticamente per tutta la gara e con autorità ma in un palpitante finale Varese mette la freccia grazie soprattutto al suo regista, Eric Maynor, e poi non senza colpi di scena e pathos porta a casa sotto forma di sorpresa i 2 punti. Ma veniamo alle valutazioni : Johnson 7 : dopo la prestazione balistica eccezionale contro Brescia Dom sembra aver bagnato le polveri almeno per quanto riguarda le conclusioni dalla lunga distanza. In compenso è salito il suo contributo difensivo e la sua capacità di attaccare il ferro. Stasera limitato dai falli risulta comunque decisivo al suo rientro in campo nel finale. IMPRESCINDIBILE Anosike 6,5 : partita dove parte bene ma poi non risulta particolarmente appariscente ma poi vai a leggere le sue statistiche e leggi 9 punti e 13 rimbalzi, come dire che lui c’era e come. UOMO INVISIBILE Maynor 8 : leader assoluto che si prende responsabilità importanti; emblematico che le 2 giocare più importati e clamorose le faccia dopo aver perso una sanguinosissima palla in palleggio. DEFINITIVO Avramovic 6 : trova qualche minuto in campo grazie all’iniziale impatto timido di Cavaliero e ai falli di Johnson; buon inizio per poi perdersi nei suoi consueti errori. RECIDIVO Pelle 7 : peccato per quel difetto dei falli ingenui che fatica a togliersi perché la sua crescita tecnica rispetto al suo arrivo sotto alle prealpi è evidente. Questa sera diventa determinante nei momenti in cui i biancorossi faticano a trovare soluzioni in attacco volando dove solo lui può; bene anche l’abnegazione difensiva. AQUILA Bulleri 6 : partita ordinata per il play di Cecina che nei 9 minuti di utilizzo non trova mai la via del canestro ma sfodera 2 assist. ILLUMINANTE De Vita N.E. Cavaliero 6,5 : prima parte di gara da annoverare nella galleria degli orrori poi come d’incanto, dopo aver realizzato una bomba nel secondo tempo, il capitano trova fiducia e migliora notevolmente il suo rendimento difensivo e risulta ispirato nel liberare i compagni al tiro con 4 assist. Nel finale freddo nel realizzare 3 liberi sui 4 tentativi che valgono la vittoria. GLACIALE Kangur 6 : dopo diverse gare dove sembrava nettamente in ripresa questa sera è autore di una prestazione senza particolari acuti anche lui, come tutta la batteria di lunghi, limitato dai falli. Difende comunque con la consueta intensità. UMANO Canavesi N.E. Ferrero 6 : deve principalmente marcare Sutton che è davvero una forza della natura e anche per questo si ritrova come i suoi compagni di reparto a cercare di gestire il fardello dei falli. Partita alla fine senza acuti particolari. AFONO Eyenga 6 : il congolese dimostra fin da subito che non è una serata particolarmente positiva nella metà campo offensiva insistendo a prendersi conclusioni più che altro dalla media e non trovando quasi mai il fondo della retina. Anche in difesa non è il mastino visto nelle ultime uscite ma è comunque una pedina che contribuisce al risultato finale. ACCALAPPIATO
  4. L'Openjobmetis lancia la sfida alla rivelazione Trento per ripartire di slancio dopo il passo falso di Reggio Emilia. Penultimo appuntamento casalingo stagionale stasera al PalA2A: la truppa di Attilio Caja recupera Eric Maynor con la volontà di festeggiare aritmeticamente lo scampato pericolo in chiave salvezza e alimentare le ultime speranze playoff contro una realtà di alto livello come la Dolomiti Energia. Sia pure non ancora al meglio, il play statunitense sarà a disposizione del coach per dare l'assalto alla miglior difesa della serie A: «Vogliamo chiudere il discorso salvezza davanti al nostro pubblico e ottenere un risultato di prestigio contro una squadra che disputerà i playoff come Trento» conferma il tecnico pavese, il quale sottolinea la necessità di giocare una grande partita dal punto di vista dell'intensità e dell'energia: «Affronteremo la squadra che è prima nei rimbalzi d'attacco e nei recuperi, e che concede meno punti di tutti: ci sarà bisogno di una partita molto attenta dal punto di vista mentale per limitare il loro atletismo». L'OJM punterà dunque sulle abituali armi della coralità e della solidità difensiva per evitare di farsi soffocare dall'energia del team di Buscaglia che all'andata mise alle corde Varese con la sua grande pressione sulla palla nella partita che segnò il destino di Paolo Moretti sulla panchina biancorossa. Trento è la miglior squadra del girone di ritorno (9 vittorie in 11 gare contro le 7 dell'OJM), ma due settimane fa ha perso due pilastri come il pivot titolare Baldi Rossi e il bomber Marble. Stasera debutterà l'ala danese Shields, pescato a Francoforte per aumentare il potenziale offensivo di una Dolomiti Energia la cui indole "operaia" è guidata dalla regia lineare del play Craft. A Cavaliero e soci servirà un miracolo per arrivare ai playoff, ma battere una squadra che sarà protagonista del tabellone per lo scudetto sarebbe un'ulteriore dimostrazione dei valori che l'attuale Varese è in grado di esprimere. E i biancorossi confidano nella spinta del fattore campo per regalarsi un'altra serata da squadra di alto rango. Anche stasera sono attesi circa 4.500 spettatori al PalA2A, contando nella massiccia presenza dei ragazzi del Trofeo Garbosi, ospiti del club biancorosso. All'intervallo sarà premiato Nicolò Martinenghi, il 18enne nuotatore azzatese fresco campione italiano dei 50 e 100 rana, che riceverà un pallone da basket e una maglia personalizzata. Giuseppe Sciascia
  5. Siamo agli sgoccioli della stagione ma la voglia di basket è ancora tanta, tantissima. Stasera al PalA2A si gioca Varese-Trento (20.30) e per i biancorossi di Caja è previsto un altro bagno di folla: la prevendita ha toccato quasi un migliaio di biglietti venduti, e anche per questo anticipo pasquale si supereranno le quattromila presenze nel Tempio. Per la Openjobmetis, probabilmente, questa è una partita da affrontare con meno pressione, piuttosto con la voglia e l'intenzione di migliorarsi ancora, di togliersi qualche soddisfazione in un'annata che ha visto la svolta solo un mese fa. C'è voglia di basket e di divertimento a Varese, e a questo punto spiace che la stagione sia prossima a concludersi. Può arrivare la salvezza aritmetica in caso di vittoria, o anche in caso di sconfitta se perdesse contemporaneamente anche Cremona, ma c'è anche un minuscolo ed impercettibile spiraglio da tenere ancora aperto per i playoff. Coach Attilio Caja ieri ha presentato in conferenza stampa la partita di oggi, così: «Questa partita arriva dopo che si è interrotta la nostra serie positiva di sei vittorie consecutive. C'è un po' di rammarico perché per trenta minuti a Reggio abbiamo fatto una buona partita, una partita da 6 in pagella, l'avessimo fatta da 8 avremmo avuto delle speranze di vittoria. Questo ci ha lasciato l'amaro in bocca ma la classifica è comunque positiva ora, quindi nulla di trascendentale. Vorremmo però riprendere quel momento magico perché è bello vincere, si crea una bella atmosfera che ti permette di andare in palestra con il sorriso e anche se lavori duro te ne accorgi di meno». La voglia di vittoria è tanta, traboccante: «Ci siamo allenati per riuscire a fare questo risultato senza dover guardare agli altri campi. Vogliamo un risultato di prestigioso contro una squadra che farà i playoff. Ci siamo già confrontati con Capo, siamo andati abbastanza bene con Reggio e vorremmo fare altrettanto con Trento, che nel girone di ritorno ha fatto grandissimi risultati. È una squadra che ha grandi statistiche, è prima per palle recuperate, per rimbalzi offensivi e subisce meno punti di tutti. Da parte nostra servirà una partita attenta, importante e positiva, da interpretare al meglio consapevoli del loro atletismo, molto pronunciato in fase difensiva. Dovremo farci trovare pronti al cospetto della loro aggressività e, siccome giochiamo in casa, fare altrettanto». Trento è una squadra alla terza partecipazione in Serie A, con assetti diversi ma sempre in grado di centrare i playoff. La versione che incontrerà Varese ha appena cambiato pelle: fuori Devyn Marble, a causa di un infortunio che ha chiuso anzitempo la sua stagione (lo stesso è accaduto a Baldi Rossi), dentro Shavon Shields, annunciato come buon attaccante e ottimo difensore. Caja, opportunamente stimolato, si sofferma però sulla storia recente dei trentini: «In questi anni la squadra di Buscaglia ha avuto situazioni diverse: ad esempio al primo anno aveva un accentratore come Tony Mitchell, ed una squadra che giocava solo per lui. L'anno scorso invece aveva a disposizione un reparto lunghi di livello assoluto con Pascolo, Wright e Baldi Rossi. Quest'anno hanno soluzioni più perimetrali però con una buona omogeneità. Cambiando i vari addendi però il risultato non è mai cambiato, hanno sempre fatto buone stagioni e sono sempre arrivati ai playoff». Capitolo Eric Maynor: «Eric sta meglio, si è allenato da martedì con la squadra. Non è al top della condizione ma è a disposizione, poi che sia al 70, 80 o 90% non lo so, non sta a me dirlo. Però va bene uguale». Contro due mastini come Craft e Forray, molto difensivi e molto fisici, non sarà facile per lui: «A livello di difesa - argomenta Caja - non è un discorso di uno contro uno. Maynor gioca tante situazioni di uno contro uno però non dipende solo dai suoi avversari diretti ma anche dei loro compagni. E anche da come i nostri riusciranno a metterlo nelle migliori condizioni per esaltare le sue doti da passatore». L'amarezza per la sconfitta di Reggio però è superata, ora c'è l'ostacolo Trento da superare: «Abbiamo lo stimolo a fare sempre meglio, ad alzare l'asticella. Non vogliamo fermarci». Caja chiude un cerchio con questa partita, un girone alla guida di Varese, ma non è tempo di bilanci: «Li faremo a fine stagione, mancano quattro partite, ci penseremo più avanti». Alberto Coriele
  6. [font=arial][size=4]Se è vero il vecchio adagio secondo cui servono tre indizi per fare una prova, la brillante vittoria di ieri contro Trento fotografa l'attuale valore di una Openjobmetis capace finalmente di esprimersi con continuità su elevati standard di rendimento. [/size][/font]   [font=arial][size=4]A furia di correzioni in corsa, dettate in parte per scelta e in parte per necessità (leggi l'ultima tegola Faye), Varese ha finalmente raggiunto la solidità dell'impianto di gioco sulla base di una coralità efficace e a un equilibrio tra i reparti. Merito del coach Paolo Moretti, bravo a stare sempre sul pezzo nonostante la necessità di adeguarsi ad un organico quasi mai uguale una partita dopo l'altra, e a dare la sua impronta alla squadra quando sono arrivati due giocatori di mentalità (prima Kristjan Kangur e poi Chris Wright) capaci di indirizzare il gruppo nella giusta direzione.[/size][/font]   [font=arial][size=4]Merito ovviamente dei due innesti in corsa, capaci di dare sostanza ed equilibrio ad una squadra non più dipendente dagli sbalzi di umore dell'asse Wayns-Davies, messi nelle condizioni di finalizzare il lavoro di tessitura del gruppo. Ma merito anche alla proprietà di Varese nel Cuore, che ha tenuto botta nei due mesi di difficoltà legata agli infortuni e alle difficoltà sul mercato di riparazione, senza farsi prendere da tentazioni populistiche nel seguire londa del disfattismo incontrollato. E merito anche a Max Ferraiuolo, che nel nuovo ruolo da g.m. ha toccato le corde giuste dopo la sconfitta potenzialmente devastante contro Capo d'Orlando.[/size][/font]   [font=arial][size=4]Un fronte comune prodotto dall'unità d'intenti di tutte le componenti dell'ambiente che ha messo le condizioni per conquistare tre vittorie fondamentali nella settimana che ha cambiato il corso della stagione. Con la salvezza ormai a un passo, c'è la possibilità di cavalcare fino in fondo i playoff europei: alla faccia di chi per mesi ha snobbato la coppetta - oltre a un gruzzolo già superiore a 100mila euro tra bonus di risultato e di sponsor - Varese può dare un senso compiuto agli ultimi due mesi di stagione puntando a un obiettivo concreto.[/size][/font]   [font=arial][size=4]Proprio per questo la società ha aggiunto Nemanja Bezbradica, che arriverà stamattina in città. E nel frattempo si ragionerà sul futuro, partendo dalle certezze rappresentate da coach Moretti (inneggiatissimo dalla Curva Nord, con tanto di concione stile Pozzecco sull'utimo time out) e dallo zoccolo duro degli italiani. Dopo tante sofferenze e travagli, l'Openjobmetis ha trovato una chimica efficace e un'ossatura valida: gli ultimi due mesi serviranno per stabilire da chi ripartire per una Varese 2016-17 da ritoccare e non certo da rifondare.[/size][/font]