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di Massimo Turconi

Non è solo questione di buoni propositi per il 2009. E’ che la Pall. Varese vuole a tutti i costi ripartire. Le tre sconfitte consecutive accumulate contro Casale, Reggio Emilia e Brindisi, hanno lasciato ferite più nella testa del gruppo che sulla classifica. Stefano Pillastrini, coach Cimberio, è però consapevole che, in questo delicato momento tocca a lui il compito di pompare fiducia ai suoi giocatori.

«In realtà non credo che la situazione sia così complicata perché - spiega in tono rassicurante Pillastrini -, i tre stop sono arrivati in maniera rocambolesca dopo gare giocate maluccio da parte nostra ma disputate su un piano di sostanziale parità. Il discorso, semmai, preoccupazioni annesse, sarebbe stato diverso se nelle tre battute d’arresto avessi visto la mia squadra soccombere in modo netto. Siamo primi in classifica e, quando mi guardo intorno, vedo formazioni che soffrono le medesime difficoltà, ovvero un’alternanza di rendimento in linea con un campionato che, durissimo ed equilibrato, col passare delle giornate, ha innalzato il livello tecnico, agonistico e competitivo. Ma siamo vogliosi di riprendere un cammino che fino a metà dicembre è stato decisamente trionfale, se non superiore alle aspettative iniziali».

- Eppure la Cimberio, rispetto all’esuberante partenza, con quel 9 su 10 che aveva esaltato Masnago, sembra cambiata...

«Abbiamo avuto, è vero, un momento di flessione ma, soprattutto, sono cambiati i risultati e, in un certo senso, il giro degli episodi conclusivi. In questo travagliato periodo i nostri avversari hanno prodotto qualcosa di meglio, noi, invece, di peggio. In particolar modo nell’atteggiamento difensivo sul quale dobbiamo di nuovo puntare le nostre carte».

- Varese, però, in attacco, specialmente contro la zona, ha accusato problemi.

«Non la penso in questi termini e non credo che la mia squadra soffra in modo particolare una difesa più di un’altra. Certo - ammette “Pilla” -, contro Reggio Emilia, la prima squadra ad averci sfidato per lunghi minuti su questo terreno, il movimento di palla non era stato brillante ma, tre giorni prima, a Casale, avevamo perso una marea di palloni contro la difesa individuale. Più che il sistema, sono più propenso a mettere sotto la lente d’ingrandimento le cattive prestazioni dei nostri piccoli. Non a caso, a Brindisi, proprio contro la difesa schierata, abbiamo espresso i momenti tecnici migliori producendo le giocate più efficaci».

- Reparto piccoli sempre massacrato dalla sfortuna. Ora manca Passera: una brutta tegola.

«Bruttissima perché la “salute” della nostra squadra si riflette nel benessere garantito dalla nostra coppia di registi. Di fatto, risultati alla mano, con Childress e Passera in grande forma, non abbiamo mai perso. Adesso non so dire come reagiremo, mi auguro che, come sempre capita in momenti del genere, ogni giocatore del blocco-esterni riesca a dare qualcosa di più per sterilizzare l’assenza di Marchino».

- Ripartire vuol dire mettere “a cuccia” una società quotata e ambiziosa come Soresina.

«Impresa non facile: quella cremonese è, a mio avviso, la squadra che, in termini di talento puro, è la numero uno di tutta la LegaDue e, come tale, dev’essere affrontata, cioè con giusta mentalità. Innanzitutto cominciando a riallacciare i fili staccati in difesa, poi provando a riportare fluidità in attacco. In fondo, cose semplici: le stesse che - conclude il tecnico varesino -, ci avevamo spinto al primato solitario».

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