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di GIANCARLO PIGIONATTI

Proprio quando, facendo due conti, si credeva possibile un ribaltamento del passivo di andata, gli uomini di Pillastrini si sono ficcati nel museo degli errori.

A +17 e a -9 dai 26 punti subiti a Teramo (e laggiù pure con Slay), la Cimberio sembrava infatti lanciatissima verso un bel sorpasso a distanza, invece all'improvviso, si diceva, ha perso un po' di self-control sul match che, comunque, ha chiuso con un successo che fa classifica e, come s'usa dire, grande morale. Ed è quel che più contava. Nel momentaccio, dopo tanta naftalina, era in campo Gergati, in evidente fuori gioco, non calcistico, ma nelle combinazioni manovriere della Cimberio.

Che dire? Sfortunato.

Finalmente una domenica di festa per Varese che guadagna due punti sulla concorrenza: sono infatti cadute Pesaro (e si sapeva, affrontando Siena), Cremona e Ferrara, al di là del solito centone che fa la differenza tra Napoli e le sue avversarie per la serie "oggi le comiche" d'un campionato ridicolo in coda.

Quando funziona l'artiglieria (50% nel tiro da tre) ed è acuto lo spirito di squadra al di là di tante chiacchiere sospettose, tipiche di pettegolezzi da bar, che circolano nei momenti di tensione (su attaccamento ai colori o stipendi non pagati con puntualità), ebbene questa Cimberio, pur accusando i suoi noti limiti offensivi dentro l'area, è capace di centrare il bersaglio come vuole ma, soprattutto, come può.

E ha fatto centro, sabato sera, con i suoi "piccoli", a un certo punto in quattro sul parquet ed era fiero, alla fine, Pillastrini che aveva provato la stessa mossa un'altra volta ma senza soddisfazioni.

Un tuffo sul rotore della pubblicità, mandato in tilt, nel tentativo di recuperare un pallone, con planata nel parterre e l'autorità con la quale ha diretto in momenti cruciali nonché un lancio da SuperBowl che ha tagliato al campo per la schiacciata della staffa di Thomas ci hanno restituito un intenso e autorevole Childress (foto) pur tormentato dai suoi acciacchi.

Di Randolph, classe 1972, resta da chiedersi perché mai, con la sua classe, quando era fresco in energie, non abbia fatto gran carriera, data la sua fama nel giro universitario. Nessuno si stupisca se i giornalisti della Virginia e dintorni abbiano chiesto alla Pall. Varese notizie per scrivere un libro su Childress, evidentemente un fior di personaggio. Da anni purtroppo l'anagrafe gli pesa tantissimo, come dimostrano certe sue prestazioni ma, contro Teramo, è risultato sempre lucido e sapiente imbeccando, per esempio, McGrath in... terre disabitate (da avversari) per il crescendo di un vantaggio che metteva al riparo la Cimberio. La quale ha poi trovato in Reynolds una grinta da terzino di paese, necessaria per reggere agli assalti teramani.

Certo, J.R. ha dato anche l'impressione di sudare freddo nel portar palla di fronte a un Poeta poco romantico ma conta il risultato, non lo stile. Nel dopo gara ci ha pensato Pillastrini a far risaltare tale concretezza presso quei critici per forza o partito preso. Che Reynolds non sia un asso, non bisogna scoprirlo ogni volta ma, quando, dà un vero contributo, va riconosciuto.

Teramo ci ha mostrato un Poeta quasi irresistibile per regia e conclusioni, nonché un mastino nella sua metà campo: non tutti i club si possono permettere un italiano di questo valore e in un ruolo, solitamente, affidato ai cestisti Usa. L'azzurro poteva essere di Varese ma fu scartato dopo un provino estivo al Campus, ai tempi di Giulio Cadeo, il quale, avendo già il buon Bolzonella, pensò bene, anzi male, di non "ingolfare" il reparto dei play con un doppione.

Allora Poeta, nemmeno ventenne, giocatorino di serie B, era stato segnalato dal suo agente a Mario Oioli che fissò l'appuntamento: arrivato alla stazione delle Ferrovie dello Stato, fu accompagnato dal direttore sportivo biancorosso in palestra: due allenamenti e addio.

E già c'era un precedente, quello di Basile, provato ma rispedito al mittente da Dodo Rusconi allenatore, avendo già Meneghin in casa. I talenti, se si sanno scoprire ma ci vuole grande cognizione da "senno del prima," non sono mai un doppione, valendo un sicuro tornaconto. che restino o che siano ceduti per soldi veri.

Sicuramente non ha potuto godere del successo un addolorato Gianfranco Castiglioni che, proprio domenica, ha perso Diego, suo autista, considerato come un figlio che un male incurabile s'è portato via. Era una bella persona, ci dispiace.

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