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  • Un triangolare salvezza non ancora perso

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    15 Gennaio 2008
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    Scritto da La Prealpina
     

    di GIANCARLO PIGIONATTI

    La X � davvero un�incognita? Lo � ma, evidentemente, non per la Cimberio le cui X, nei risultati, hanno una sola valenza costante: la sconfitta secca nel supplementare. Come dire paletta rossa, non importa se a Masnago o fuori, nemmeno fa differenza la squadra avversaria. E, con domenica, a Udine, fanno quattro i pareggi-sconfitte, cio� zero punti, invece di otto oppure di quattro, qualora ripartissimo equamente le probabilit�.
    Roba da non credere ma � tutto vero.
    Per colpa o per sfortuna, la classifica della Cimberio, ignominiosa fin che si vuole, grida vendetta per un po� d�ingiustizia da parte di una sorte beffarda o, magari, pi� semplicemente, impietosa con chi s�� messo in condizione di non meritarsi favori da essa. Certo � che la perdita di Skelin e quattro sconfitte, oltre i minuti regolamentari stanno massacrando la squadra, al di l� delle sue sciagurate manchevolezze (molte e troppo note per essere ancora ricordate), sicch� per una non scritta legge di compensazione, guai a spegnere lo stoppino di una pur smorta fiamma.
    Se il pareggio valesse un punto, come negli anni Cinquanta, la Cimberio oggi ne avrebbe 10 e non 6, alla pari di Scafati, mentre Napoli, anch�essa sconfitta, nell�overtime, due volte, ne avrebbe 14 e non 12, comunque a meno lunghezze rispetto ad oggi. Dunque, Varese, fosse anche con ridottissime possibilit�, pu� ancora spuntarla in quel maledetto triangolare con Scafati e Napoli che, oggi e verosimilmente, vale una strabenedetta salvezza.
    Bisogna credervi, soprattutto con uno come Holland, ancorch� pensino o dicano quei biancorossi, gelosi della scena, rubata dall'americano, semplicemente perch� egli possiede molto talento e atletismo. Nessuno dei suoi vecchi compagni, per intendere coloro che hanno avuto sempre da bisbigliare, eccependo, per i suoi individualismi, pu� aprire bocca al punto in cui si trova oggi la squadra, affossata proprio dai loro limiti. Abbiamo gi� avuto modo di osservare, su queste colonne, che se tutto fosse sbagliato e tutto da rifare, s�� pure "cannato" il rifatto (ad eccezione, ovviamente, di Skelin), avendo avuto bisogno la Cimberio di variabili tecniche a atletiche, quindi di estemporaneit� e punti nelle mani, per ovviare alla sua prevedibilit� e modestia. L�11 novembre invocammo Gerald Fitch che, ora, a Cant� viaggia con 16 punti a gara e che avrebbe pi� fatto comodo a Varese, quindi dopo Pesaro facemmo appello accorato soprattutto per Holland, in collisione di rotta con Bologna. Nell�emergenza, quando sei spoglio di alcune cose, non stai a badare all�ortodossia di certe regole, proprio per il rischio di non trovarle applicate negli uomini che il mercato dei "rattoppi" o dei "saldi" offre. Insomma prendi il meglio che ti capita sotto mano, dovendo anche azzardare qualche ghiribizzo in organico. In realt� si � allo stesso punto di prima, avendo perso tempo prezioso, con Delonte Holland in arrivo a "scoppio ritardato" e con Capin che, dopo essersi chiamato fuori in un paio di occasioni (una volta, contro Pesaro, allora nemmeno c�era Brown) per sue "paturnie", poco consone a un professionista o, peggio, a un leader come egli si ritiene, (ci piacerebbe tanto sapere che cosa glielo fa credere), � diventato un odioso caso, cui mettere fine, come par di capire attraverso le intenzioni della societ�. Dio ci scampi da Capin play, � il caso di dire, ripetendoci, al di l� della sua parentesi felice, nella scorsa stagione, ben gestito in coppia con Keys, da Magnano. Lo sloveno � un ottimo giocatore, come dimostra nella sua Nazionale ma, qui, non � stato certo un... genio incompreso. Tutt�altro.
    Ma andiamo avanti per dire di scelte diverse che avrebbero fatto bene alla Cimberio, come, probabilmente, i due atleti citati, soprattutto Delonte che ha fiuto del canestro e un quid di pericolosit� martellante che manca alla squadra, al di l� dell�apprezzabile potenziale di Brown. Non possiamo, tuttavia, concludere che Holland sarebbe qui da un pezzo, avendo dovuto il club biancorosso trattare su pi� fronti (non facili) ma � innegabile che Varese abbia dato l�assalto al suo ex con furore solo nei giorni scorsi. Delonte � delizia ma anche croce, sicuramente il pubblico sapr� accoglierlo nel modo giusto, piacendo molto all�americano quella leadership che ha sempre cercato e preteso, conscio delle sue qualit�. Egli � un atleta capace di saltare in punta di piedi le difese, anche con forzature, in ogni momento della gara. Di una cos� forte presenza e personalit� c�� bisogno in un gruppo abbastanza lineare ed ora pure accorciato nel suo potenziale punti ma una Cimberio, emendata e contata, deve credere nella sua disperata rincorsa.
     
     
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