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«Cimberio come la Divarese»


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[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]C'è anche Meo Sacchetti nella lista degli entusiasti dopo il derby numero 130 che ha confermato le ambizioni di vertice della Cimberio: il coach del Banco Sardegna Sassari, attuale capolista a braccetto dei biancorossi, si è goduto da spettatore interessato il match seduto nel parterre del PalaWhirlpool e ha parole di elogio per la "compagna di viaggio" della sua squadra: «Gran bella partita che ha confermato le qualità di Varese, squadra molto atletica che gioca un basket frizzante e piacevole. Ho apprezzato tantissimo Dunston ma in generale ho visto un gruppo con grande spirito: la partita sembrava chiusa in 3 o 4 occasioni, ma Cantù è tosta e non si arrende mai. Alla fine la Cimberio ha meritato perché è stata sempre avanti, ma mi è piaciuta la dimostrazione di forza data con la gestione lucida del finale: evidentemente vincere sempre dà grande sicurezza». [/size][/font][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E nonostante la rivalità al vertice della classifica il successo della Cimberio non ha scontentato il coach tuttora residente in città: «In Sardegna tutti tifavano Cantù guardando la classifica e mi prendevano in giro perché ero l'unico che sperava in una vittoria di Varese. Ma dopo cinque giornate è presto per fare calcoli: personalmente ritengo che ne servano almeno 10 perché i valori si assestino in maniera definita. Certo Varese ha già battuto Siena e Cantù e vinto a Bologna e ha evidenziato una bella consistenza, però anche noi stiamo giocando bene sospinti da un grande entusiasmo, anche se dobbiamo ancora crescere in termini di continuità». [/font][/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]A unire Varese e Sassari, oltre all'imbattibilità stagionale, c'è anche la filosofia cestistica votata a un basket spettacolare che sta portando "l'immaginazione al potere" della serie A: «Certamente giochiamo una pallacanestro più improntata a costruire gioco che a distruggere quello degli avversari. E' un basket divertente sia per chi sta in campo che per chi siede in tribuna: ritengo importante trasmettere emozioni a chi si avvicina per la prima volta al basket e non è un addetto ai lavori cercando di far vedere il lato migliore del nostro sport. Ovvio che il tutto deve essere finalizzato alla vittoria, ma in questo momento Varese e Sassari rappresentano la faccia bella della pallacanestro». [/font][/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il coach del Banco Sardegna è comunque convinto che le “big” attualmente in ritardo potranno recuperare in corsa il loro gap nei confronti delle rivelazioni Cimberio e Sassari: «Noi siamo molto contenti perché portare la Sardegna in testa alla classifica ha dato ulteriori stimoli a una regione che ci considera come i suoi portacolori. E allo stesso modo vedo grande soddisfazione a Varese che da anni non respirava più l'aria del vertice. In questo momento si parla giustamente di queste grandi novità, però sono certo che alla distanza emergeranno le protagoniste annunciate: in fondo Cantù ha perso in volata sia da noi che a Masnago, logico che non ci si aspettava una Milano così indietro ma sono sicuro che non può continuare su questa strada. Probabilmente si sono ridotte le distanze tra le tre big di Eurolega e le outsider, ma in generale il campionato sembra molto più equilibrato anche nelle zone basse». [/font][/size][/size][/font][/color]

[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E l'ex bandiera della Varese degli anni '80 – ospite fra tre giornate a Masnago con il suo Banco Sardegna – ritiene calzante il paragone tra l'attuale Cimberio e le squadre di cui era leader: «Vedo molte similitudini tra quella DiVarese e la squadra attuale: anche noi giocavamo una pallacanestro frizzante e non speculativa portando tanta gente al palazzetto. E oggi come allora il fattore-Masnago si fa sentire, l'ambiente caldo ma corretto mi ha ricordato molto quello di Sassari. La sfida al vertice del 18 novembre? Troppo lontana: noi, come Varese, non abbiamo ancora la forza per guardare lontano ma dobbiamo ragionare una partita alla volta». [/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]

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