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  • Quarti di finale, gara 3: Varese 69- Cantù 75

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    22 Maggio 2011
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    Scritto da Nicol� Cavalli
     
    La Bennet espugna con merito il campo di Masnago. La Cimberio paga il brutto avvio e non concretizza la rimonta. La stagione va in archivio.

    Si conclude con una chiara sconfitta casalinga l'anno zero del Consorzio della Pallacanestro Varese. Il campionato termina purtroppo con quattro battute d'arresto consecutive (un mezzo incubo) al cospetto dei cugini di Cant�: formazione dotata di un collettivo eccezionale e seconda potenza del panorama nazionale, la Bennet vola in semifinale.
    Ma la Cimberio porta al mare un bilancio positivo: assicurata la solidit� economica e conquistata maggior visibilit� grazie all'accesso alla post season, la societ� del presidente Vescovi potr� pianificare un futuro roseo.
    L'applauso a scena aperta tributato dal pubblico di Masnago � l'ennesima dimostrazione della competenza e del valore umano degli appassionati prealpini: un meraviglioso biglietto da visita da mostrare con fierezza a tutta l'Italia sportiva.

    Archiviata la brutta serata di venerd� al Pianella, con lo scandalo dei canestri semoventi, della macchina distrutta al signor Cimberio e del fischio assassino contro Slay, si torna finalmente a parlare di basket giocato.
    Il 4-0 siglato alla partenza da Kangur e Slay rappresenta una fugace illusione: � purtroppo l'ultimo vantaggio dell'annata 2010-2011. Cant� non trova la retina per i primi tre minuti, quindi si scatena e piazza un terrificante 0-13: Leunen segna tre triple consecutive e Green infila con troppa facilit� la retroguardia varesina. Una schiacciata di Kangur rid� morale, ma il serbo Scekic, impiegato da Trinchieri per la prima volta in questa serie, si mostra determinante (tredici punti prima della pausa lunga sono un bottino considerevole). La Cimberio trova un pizzico di fiducia grazie a due belle azioni di Rannikko. Stipcevic, tentennante e disordinato, sfodera un tiro dalla lunga distanza che riporta i biancorossi in scia: 16-20.

    Lo spicchio dei tifosi ospiti viene popolato (le operazioni molto lunghe che accompagnano l'ingresso degli Eagles ricordano l'avvio del Palio di Siena): le bordate di fischi producono un'assordante impennata di decibel. Nel secondo quarto le difese si serrano e i ragazzi di Recalcati provano a buttarla sulla bagarre agonistica. Le undici palle recuperate- dato eccellente- sono vanificate dalla perdurante imprecisione. Il solito Scekic conduce gli ospiti sul pi� nove; un irritante Slay reagisce e, tra un errore banale e il terzo fallo, sigla il 24-29. Goss si prende sulle spalle la squadra ma predica nel deserto: le percentuali restano bassissime. Poco prima della pausa lunga, Righetti si sveglia dal sonno eterno e dall'angolo regala il 31-35.

    Il terzo periodo offre minuti di brutta, usiamo un eufemismo, pallacanestro. Varese in attacco non completa mai con raziocinio uno schema, cos� finisce per affidarsi a infruttuose giocate individuali. Green trova due valide segnature in entrata e cala la notte: 33-42. Recalcati prova la carta dei tre piccoli, ruota tutti i giocatori, chiede una circolazione veloce di palla: ogni opzione si rivela vana. La Bennet, non nella sua miglior serata, permette ai biancorossi di tornare in partita. Il 40-43 di Rannikko illude, le risposte di Mazzarino e Tabu riportano il distacco a livelli difficilmente colmabili: 42-49 all'ultimo mini riposo.

    Un commovente Goss intona il canto del cigno di una Varese sul baratro della disperazione. Talts e Slay infiammano il palazzetto con le giocate che valgano il 51-52. Poi Cant� decide di essere cinica e tarpa le ali alla Cimberio: Mazzarino (irriconoscibile rispetto al cannibale delle scorse serate) segna dalla lunga; poco dopo un chirurgico Leunen (19 punti con 6/7 da tre) timbra il 51-58.
    I ragazzi di Recalcati non hanno pi� un briciolo di energia; Trinchieri gestisce con arguzia le forze dei suoi e non lascia spiragli di rimonta. Micov � prezioso a rimbalzo e in fase di realizzazione. La Bennet plana sul 54-66 e la serie non � pi� in discussione. Scekic e Slay commettono vicendevolmente la quinta penalit�: Ron esce dal parquet fra i mugugni della platea. Capitan Galanda e Goss addolciscono, si fa per dire, la sconfitta e limano qualche punto. Green non trema dalla linea della carit� e incornicia la sua prestazione maiuscola: 19 segnature e 32 di valutazione.
    Un'ultima standing ovation, sincera e calorosa, accompagna il sipario sulla stagione della Pallacanestro Varese.

    Rimane il tempo per la gufata rivolta ai tifoso brianzoli (�vincerete il tricolore�) e per l'applauso a Recalcati e Saibene. Ci associamo idealmente, mentre si avvicina l'ultimo carattere dell'articolo. Arrivederci all'anno venturo, sperando di raccontare le gesta di una Varese ancor pi� competitiva e vincente. Il grande basket, con il suo vivido sole arancione a spicchi, alle pendici del Sacro Monte non tramonta mai.
     
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