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  • Varese-Jesi 78-64

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    6 Marzo 2005
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    Scritto da Giulio P.
     

    Vince 78-64, Varese, una partita dai due volti, brutta per almeno 15 a minuti a cavallo fra primo e terzo quarto, poi decisa da un parziale tutto frutto della squadra e non degli individualismi, con un Kiamni Ffriend assoluto mattatore sotto canestro (ma non a sufficienza per vincere la complessiva battaglia a rimbalzo) e la difesa sugli esterni finalmente solida, visto il poco e nulla concesso, dopo l�intervallo, al trio Campbell-Tutt-Rossini. Ma non tutto � stato facile e l�oro che riluccica va ancora raffinato e lavorato, come dimostrano l�inizio difficile e la stramaledetta propensione all�infortunio di troppi giocatori della Castigroup
    Per Magnano gioca il quintetto migliore che c�� (sulla carta) con Becirovic e Digbeu a dare accenti europei ad una squadra per il resto �english speaking� che fa quasi strano per i tifosi varesini, costretti cercare nelle fila avversarie per trovare un italiano (tre in partenza a Jesi, con Maggioli Boni e Rossini ad accompagnare Jurak e Campbell).
    E se d�inglese bisogna morire, che almeno sia parlato con l�accento di Baltimora: 5 punti di Nolan ad aprire il tabellino biancorosso, ma Jurak gli rende la pariglia da sotto,e l�equilibrio regna sovrano (5-4 dopo 3�).
    Con i 2.12 di Maggioli a presidiare l�area non � facile trovare spazio in vernice, anche se Ffriend fa vedere subito di non aver paura dei tentacoli dell�ex Pesaro: sua la schiacciata che ricuce dopo il miniallungo ospite, anche se le solite distrazioni a rimbalzo difensivo cominciano a pesare sul punteggio, tanto che Ruben chiama la zona e con quella invita alla tripla Tutt; Jesi avanti di 6 al sesto minuto (11-17).
    Torna subito la uomo, ma se la difesa perde colpi pure l�attacco non � fluido, con Becirovic che oramai canta fisso su ritmi diversi da quelli dei suoi compagni: time out di Magnano a chiarire le idee, mentre Varese torna a sapere d�Italia con la coppia Allegretti-De Pol. 
    E� proprio l�Allegro a dar segni di vita vera, mentre Sandro arranca contro uno Jurak �fisico� in stile Eurolega: alla prima sirena Jesi ha ancora un vantaggio semiserio (15-21)
    Se Becirovic mette il turbo anche quando non serve, Bolzonella ama i ritmi classici: e su cadenze pi� ragionate Varese trova tiri puliti dal perimetro per impattare a quota 21 e rimettere la partita sui binari giusti. 
    Ora Jesi, spaventata dalle triple, esce molto sugli esterni e lascia buchi in area rinunciando al raddoppio di Nolan: con un 4-0 ravvicinato la squadra di casa mette anche la testa avanti; gli ospiti si adeguano? No problem: ancora De Pol e poi Allegretti dall�arco, accompagnati da una difesa decisamente pi� solida, ribaltano l�andamento del match. Quando anche il Bolzo mette la tripla i punti di vantaggio della squadra di casa sono ben 9 (34-25) ed il parziale del tempo recita, in 6 minuti, un impietoso 19-4 Casti Group.
    L�unica brutta notizia � il terzo fallo (d�irruenza) di De Pol, che richiama Ffriend sul parquet sbalestrando quegli equilibri che la coppia del triestino con Nolan aveva gi� mostrato nella secondo tempo della sfida con Biella: qualche buon tiro in meno, un tripla di tabella di Campbell e Jesi � l� a � 4 e poi, su un passaggio no look da cineteca di Rossini, anche a � 3 prima che una bella gestione del Bolzo sul penultimo possesso consenta a Nolan di segnare il 38-33 del primo tempo, al termine dei quale Varese tira meglio da tre (50%) che da due (44%). Da record i liberi: 6 totali tirati dalle due squadre con Jesi a quota 1 su 2, mentre il sostanziale equilibrio a rimbalzo (17-18) � figlio soprattutto del Giamaicano dal nome iperconsonantico, gi� a quota 5 nei 12 minuti di utilizzo.
    Quando si torna in campo, scopriamo che la fiducia di Magnano in Saniboy non � finita: e se lo schema �palla in post e vediamo cosa ne esce� funziona solo a rate, la difesa, atletica per 4/5 ed attenta ad aiutare lo sloveno, tiene botta contro un attacco ospite comunque asfittico di suo (14 punti in 14 minuti dopo il primo quarto!).
    Varese resta a pi� 7 andando da Nolan ogni volta che si pu� (42-35). 
    Se per� segni con il contagocce e poi ti distrai in retroguardia ed a rimbalzo, l�8-2 negativo � in agguato; con Jesi sotto di uno il match dovrebbe anche ridestarsi, ma l�intensit� varesina � sempre a livelli infimi, la difesa � una coperta corta in cui aiutare sembra un optional e solo Ffriend sembra aver voglia di farsi vedere in attacco (48-45, 2�32� da giocare nel terzo quarto con l�uomo da Nebraska University che ne ha gi� segnati 16, con i 13 di Nolan siamo a 29 su 48, gli altri fermi agli spiccioli, tutti a secco dal primo tempo tranne il duo d�area).
    A neanche 30� dalla fine del periodo, dritta dritta dal tetto della sfortuna cade su Varese la madre di tutte le tegole: Nolan segna il solito tiro dall�angolo, ma ricadendo s�infortuna alla caviglia e deve lasciare i suoi compagni a completare l�opera da un effimero + 5 (52-47).
    Con Bolzonella sempre in panchina e il cambio forzato De Pol/Nolan, l�unica mossa di Magnano � Allegretti per Washington: � per� il redivivo Mario Boni a farsi sentire dall�arco, prima che Digbeu gli prenda le misure e lo cancelli dal campo per 5 minuti buoni. 
    Becirovic, finalmente un po� in partita, arma Ffriend per il + 6, mentre da giochi due di mortifera semplicit� escono le bombe di Digbeu e De Pol che, come nel primo tempo, sembrano aprire in due la partita (64-54 al 3�30�), con il supporto della saracinesca giamaicana, che stoppa tutto quel che gli viene a tiro.
    Quando Bolzonella, subentrato ad un Becirovic in palese difficolt� atletica, risponde con sfrontatezza alla tripla di Tomic, sembra proprio che null�altro ci sia da dire: il + 12 (69-57) � un risultato da gestire con l�arma migliore della serata, l�inarrestabile Ffriend, troppo verticale � su entrambi i lati del campo - per i bianchi di peso di coach Subotic, che pure prova ad allungare la difesa, senza eccessivo costrutto.
    Con gli esterni jesini ormai da ore desapareciti dal tabellino, ad eccezione del buon Tomic, Varese ha buon gioco nel condurre in porto una vittoria importante per guardare avanti lungo la strada che porta ai play off, nella convinzione che Kimani Ffriend sia il centro di gravit� permanente intorno al quale ruotare da qui alla fine del girone di ritorno. 
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