Jump to content
  • Varese-Milano gara 4 playoff 77-88

       (0 reviews)

    Giulio
     Share

    25 Maggio 2007
    nero.gif
    Scritto da Giulio P.
     

    Si pu� perdere in molti modi: basta giocarsela sempre, anche contro chi � pi� forte; come d�uso in questa equilibrato quarto di finale, Varese rincorre Milano e la raggiunge, sopperendo ai limiti tecnico-fisici con un cuore che fa provincia, salvo doversi arrendere ora della fine per mille e nessun motivo, forse le bombe di uno Schultze senza antidoti, forse la �serata no� dell�Holland ancora tutto da costruire ad alto livello. Non c�� niente da fare: le gare che contano davvero hanno un sapore speciale, come quelle pietanze di cui vorresti sempre un�altra porzione; � dunque per cucinare la miglior cena possibile ai propri tifosi entusiasti che Ruben Magnano comincia schierando Capin, Carter, Holland, Galanda e Howell, mentre Djordjevic prover� a fargli andare tutto di traverso con Bulleri, Green, Gallinari e l�artiglieria pesante Watson-Blair. Fin dal primo possesso, appare evidente la reciproca conoscenza fra le due squadre, con le traiettorie dei difensori quasi scontate lungo le linee di sviluppo dei giochi offensivi: ci vuole allora l�inventiva dei piccoli, a cominciare da Capin e Bulleri, per costruire trame innovative, mentre Galanda duella all�ultimo sangue con un Blair pronto a tutto per prendere posizione; brava, nel frangente, Milano, a punire aiuti e raddoppi con le due triple del �Galletto� (4-8 al 3�). AJ anche a + 6 sulle solite sofferenze d�area varesine, Whirlpool che respira con la bomba frontale di Galanda su uno Watson distratto: quello che proprio non si sblocca � Holland, incravattato da Gallinari e, se non basta, da uno o due altri milanesi. 4�10� da giocare sul cronometro e Galanda ha gi� due falli (ma il secondo, chi l�ha visto?): per lui c�� Fernandez, che trova un�Armani al nuovo massimo vantaggio (9-16). Dopo l�argentino anche Hafnar (per Holland) e De Pol (a tirare i liberi di un Howell �infortunato� dal fallaccio di Blair): alle sostituzioni, anticipate rispetto all�usuale, Magnano unisce una zona 2-3 molto aggressiva negli angoli, peraltro rinnegata dopo un paio di recuperi, quando Milano torna al lungo tattico. Non basta per� cambiare difesa, perch� Schultze fiocina subito, sulla uomo, la tripla del + 8 ospite, mentre una Varese che segna poco e a fatica deve affidarsi all�Hafnar da battaglia, pronto a prendersi due punti con il fallo a un metro dal canestro; sforzo subito soffocato, tuttavia, dal secondo siluro di Schultze (16-24 al 10�). Il secondo quarto comincia su tutt�altri binari, ma sempre nelle salde mani di Milano, che ora pesca bene Watson per un paio di facili canestri da sotto, seguiti addirittura dalla schiacciata in contropiede del lungo milanese, madre di un 17-30 pericolosissimo a livello psicologico. Magnano prova a suturare il break con il time out ed il contemporaneo rientro dei lunghi titolari: ma la ferita � aperta e Milano ci sparge il sale della terza bomba di Schultze, per l�infausto doppiaggio (17-34, 2� e spiccioli giocati). Due triple di Keys e Hafnar restituiscono colore alle guance di quelli di casa, schiaffeggiate per� in un niente dalle risposte di Bulleri e Garris, che tengono Milano ben oltre la doppia cifra di vantaggio: la tensione si taglia comunque a fette, accresciuta da atteggiamenti non proprio signorili su entrambi i fronti. Ma se l�intensit� produce buoni dividendi per l�attacco varesino, non altrettanto pu� dirsi di una difesa che troppo spesso, per aiutare, � coperta corta; anche Gigena, cos�, fa malissimo, ancora da tre, per il 27-42 del 7�. Come spesso in queste serie, solo con il coltello sulla giugulare Varese riesce a dare il massimo: 0-6 (e meno nove, miracolo!) procurandosi liberi con il coraggio di un Carter indomito, mentre Magnano ruota i lunghi, mette la zona e aspetta un Holland ancora a zero punti. Ma dopo tanto sforzo, il bicchiere � sempre mezzo vuoto: un paio di giri in lunetta, e il tap in di Fajardo alla sirena, Milano ha ancora tutte le carte buone del mazzo (e il 58% da tre; 33-47). Alla ripresa, entrambi i coach propongono i quintetti d�avvio: nulla di nuovo, a dire il vero, nemmeno nel rendimento di Holland, che comincia centrando la� retina, ma dalla parte sbagliata. Milano trova la zona e in fondo non si dispiace di poter rallentare i ritmi, lavorando con calma ogni possesso: come nel primo tempo, arrivano pure i recuperi casalinghi, che accendono la miccia per la bomba di Galanda (40-49, 6�40� da giocare). Djordjevic fa danni prendendosi un tecnico sulla replica, ancora da tre, di Bulleri: ma il playmaker della nazionale gli d� un�altra mano con il 2+1 che ricaccia in gola l�urlo dei 5.000 varesini; come va va, Milano � sempre in controllo. Il solito Carter, dal nulla del tiro dai 7 metri tutto fuorch� costruito, riscalda ancora le braci di un fuoco che chiede altre legna per ardere davvero: l�ennesimo, simbolico � 10 (49-59 8�) arriva sui primi due punti di un Holland che, almeno, si sta spremendo per aiutare, un po� invano, sul fisico dominante di Watson. Nella serata del �vorrei ma non posso�, un po� tutti a prendere esempio negativo da Delonte, dando magari l�anima ma sbagliando pi� di un tiro che potrebbe cambiare la partita: c�� anche un tecnico a De Pol nel finale del quarto, con Sandrino che si fa perdonare mettendola da tre prima dell�ultimo miniriposo (52-62, con la curva che chiama il pubblico alla �standing ovation�). Nel clima da battaglia, Milano non perde il senso logico delle scelte tattiche, continuando ad attaccare con pazienza: un�altra bomba di Gallinari pesa come piombo sugli entusiasmi casalinghi. Magnano, sempre pi� nella partita con le rotazioni, cambia due esterni su tre - anche per tenere alta la pressione difensiva - azzeccando la mossa Hafnar per il siluro dall�angolo (57-65, 7�32� sul cronometro). Come sempre, fuochi fatui: Keys perde Garris su un blocco e si fa stampare in faccia il francobollo che spedisce Varese alla doppia cifra di svantaggio, poi Watson timbra l�invio (57-70, 6�30�). Ma non finisce mai: seppur stremata, Varese trova energie recondite; prima Galanda dall�arco, poi Holland canestro con il fallo, forse facendo passi: 69-74, 4�40� da giocare, delirio sugli spalti. Ancora Holland pescato benissimo null�uno contro uno in post basso: tra le due squadre un tiro da tre, mentre l�urlo della folla fa diventare sordi. Anche la 1-3-1 per Magnano, andando a recuperare un�altra palla dopo che Gek ha sbagliato due liberi essenziali: quelli dopo, per�, vanno a bersaglio, ed � il -1 sul quale Keys sorpassa anche (75-74), due minuti alla fine, il parziale positivo � 14-2. Parziale chiuso, per�, dalla tripla, davvero assassina, di Schultze. Galanda fa 77 pari a 1�20�, Schultze gli mette subito un�altra bomba - siamo a 5 - che, nel delirio di un PalaWhirlpool incandescente suona come le campane a morto, soprattutto perch� Keys la fa seguire da uno sfondamento sciagurato: i due liberi di Garris sono l�inizio della fine, condita dalle sciagure solitarie di un Holland che ha finito gli sprazzi positivi; con i personali Milano dilata lo scarto e va via, verso la vittoria e le semifinali (77-88).
     
     Share


    User Feedback

    There are no reviews to display.


×
×
  • Create New...