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  • Varese-Napoli 90-85

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    Lucaweb
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    26 Marzo 2006

    Scritto da Giulio P.


    Due partite, due Whirlpool tatticamente diverse eppure ugualmente votate alla vittoria, con Varese che prima cucina la Carpisa per venti minuti sui soliti fornelli del gioco controllato, salva poi passarla al microonde e mangiarla calda sul terreno dei ritmi alti, che Napoli vorrebbe imporre e invece si trova a subire, grazie anche allo mosse sempre azzeccate di Ruben Magnano, che alla fine pesca pure il jolly delle tre guardie (ma il solito �Inno alla gioia� va intonato per Mister Difesa Rolando Howell).
    Avvio varesino con mezza sorpresa: c�� De Pol in quintetto base accanto a Collins, Garnett, Hafnar ed Howell, cui Bucchi contrappone Greer, Stefansson, Morandais, Sesay e Cittadini. Partenza uomo ad uomo su entrambi i lati, con qualche duello decisamente caldo anche da un punto di vista fisico, a cominciare da quello che oppone l�atletico Sesay proprio ad un attivissimo De Pol: storia gi� scritta, invece, l�iniziale fatica di Howell contro le lunghe braccia di Cittadini, ma fa miglior notizia il punteggio che non decolla secondo le abitudini partenopee, nonostante i tanti possessi ospiti (4-6 al minuto quinto). Varese difende (quasi) sempre bene, non concede transizioni ma fatica da matti far canestro, se non usando l�uno contro uno: un piccolo scossone prova a darlo Albano, cui fa eco l�intensit� sui due lati di Hafnar, che ricuce il +4 ospite, mettendo le sorti in pareggio con il canestro dell�11-11 (2�50� alla fine del quarto). Ma chi sbaglia paga: e tra mancati appoggi al tabellone (prima Garnett, poi Allegretti) e tiri liberi fuori bersaglio (Howell prima, poi anche Albano) si pu� star sicuri che si finisce sotto; in due minuti � 1-10 Napoli, con Greer protagonista, lui in positivo, dalla lunetta, prima che Farabello renda meno brutto il parziale del periodo (14-21).
    E� ancora il play-guardia argentino a giocare a due con Howell, che in settimana deve aver fatto esercizi di post basso e segna tutti i 6 punti d�avvio della Whirlpool: peccato che la Carpisa trovi adesso (contro una difesa collassata, che ha forse troppa paura d�essere attaccata dal palleggio) le triple mancate nel primo quarto, mantenendo invariato il distacco (20-27 al 4�). La solita �bomba� piedi a terra sbagliata da Albano apre i secondi cinque minuti del periodo, con l�italoamericano che spende anche il terzo fallo, mentre il pubblico rumoreggia con Collins che non spinge il contropiede, senza pensare che forse Varese � l� ad un tiro dal super-attacco Carpisa proprio perch� non ha fatto troppe follie offensive (e ha preso tanti rimbalzi; 28-30, 3� minuti alla sirena di met� partita). Com�era facile prevedere, Napoli ha pronta un�altra fiammata: dopo un quarto giocato quasi tutto al ritmo di un punto al minuto, Larragana e Stefanson incendiano la retina dall�arco, con un (comunque ottimo) Farabello che prima ribatte, ma poi si gioca la terza penalit� cercando di rubar palla a Greer. In un finale di tempo con troppi fischi fuori luogo arriva anche il tecnico ad Hafnar, che porta a Napoli due dei quattro punti con cui la Carpisa chiude avanti il primo tempo (36-40, ma a gridar vendetta � il 43% casalingo dalla lunetta, su 13 tentativi).
    Quando si torna in campo c�� ancora Fernandez accanto ad Howell, con Rolando che incrocia ad alte velocit� Cittadini e deve subito tornare in panchina a farsi curare, lasciando il posto a De Pol: Greer, visto il vuoto a centroarea, muove la difesa Whirlpool, raccogliendo frutti per gli altri e anche per s�; Napoli � di nuovo a + 7 (38-45) quando il lungo del Sud Carolina torna sul parquet, giusto per vedere da vicino un paio di �perse� dilettantistiche di Garnett. Sempre con i tiratori, Napoli prolunga la fuga sino al massimo vantaggio (43-53 al 5�) con la difesa varesina che non ha poi troppo da farsi perdonare, mentre l�attacco respira solo con le triple di Hafnar. Rimane un mistero il metro arbitrale, dove il fallo antisportivo � passato di moda, e poi si fischiano i respiri lontano dalla palla: ma l�adrenalina dei nervi tesi fa bene a Varese, che va sempre bene a rimbalzo e sciorina anche un paio di contropiedi, risalendo fino a -3 (50-53, 3� minuti alla penultima sirena). Da segnare nell�elenco delle brutte notizie anche il quarto fallo di Hafnar, mentre � bello sapere che la partita � adesso punto a punto, con Howell che sciorina tutto il campionario dell�MVP difensivo, fornendo a Collins i palloni che portano al sorpasso biancorosso (tripla dell�uomo dell�Ohio, 58-57). Varese difende (da favola, con il penetratore che non trova pi� spazio, n� per concludere n� per scaricare) e poi corre, con in campo Albano e pure Allegretti, per non dire di Collins che chiama i giochi per il ragazzo di Angera, bravo a segnare i liberi che chiudono il terzo periodo (62-59, il parziale dei 10� � 26-19).
    Bucchi ritenta con i due playmakers, tenendo Spinelli accanto a Greer, mentre Cittadini mette il corpo al servizio della causa per uno 0-4 tutto con i tiri liberi: Garnett finalmente terminale offensivo, anche correndo, e Varese non molla la presa (riscoprendo pure le penetrazioni in palleggio di De Pol) nonostante la sempre grintosissima difesa accusi qualche comprensibile calo di gambe (71-72 al 4�34�). Con le tre guardie (Farabello accanto a Collins e Garnett) Magnano scavalca Bucchi in atipicit�, aumentando a dismisura la pressione sulla palla e creando occasioni per correre: Varese e Napoli si scambiano tripla su tripla, con Larranaga vero guastafeste dei sogni casalinghi, peraltro ampiamente sostenuti da un Garnett che cerca il ferro di fisico, l�avreste mai detto? (80-77, 3� alla fine). Napoli � tornata allo schema �palla a Greer�, Howell sbaglia due liberi fondamentali ma Collins lo ringrazia dei tanti aiuti con una �rubata� che vale come l�oro, anche perch� salvaguarda il + 3 varesino: in un finale per cuori fortissimi, DC ripete la magia per l�86-81 di Garnett, salvo provare a giocarsi le lodi con un fallo suicida su Greer. Ma il cronometro corre pi� forte delle speranze partenopee: ancora dalla lunetta i liberi della staffa di Collins, marchio di fabbrica di tante vittorie casalinghe, come il sorriso sui volti finalmente distesi del pubblico del Palawhirlpool (90-85). 

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