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  • EX ASTRIS (CECCO...), SCIENTIA!

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    8 Luglio 2004
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    Scritto da Samuele Giardina
     

    Diceva una vecchia canzone: "Ho tanti libri sotto al letto, non leggo pi�. Ho tanti sogni nel cassetto, non lo apro pi�..." Non ho difficolt� ad ammettere di essere molto triste al pensiero che � purtroppo arrivato il giorno in cui si chiude un'epoca di non poca importanza per la Pallacanestro Varese, Cecco non vestir� pi� la sua maglia sui 28 metri per 15 pi� cari a noi appassionati. Prima o poi doveva succedere, lo so, ma anche l'ineluttabile se non vuoi accettarlo diventa sorpresa nel momento in cui prende forma reale. Sono molto combattuto su quale chiave di lettura attribuire a questo che, nonostante gli incredibili quaranta giovani anni di Vescovi, potrebbe anche essere un accantonemento prematuro e per certi versi forzato.

    Cecco cestisticamente rappresenta i libri sotto al letto e i sogni nel cassetto di tanti appassionati che come me hanno avuto la fortuna di seguirlo pi� o meno dagli inizi della sua carriera. Fa sinceramente un p� specie e anche tristezza vederlo messo da parte cos�, in una mattinata di luglio con dieci parole dieci di distaccata circostanza, mi viene quasi da pensare che se solo l'ottimo Ghiacci fosse arrivato con una ventina di giorni d'anticipo tutto questo non sarebbe avvenuto, quantomeno non in questi termini. Possibile che per una persona che ha rappresentato in modo pi� che degno un paio di decenni di Pallacanestro Varese non ci sia, soprattutto in un momento di rifondazione come l'attuale, un posto a livello tecnico degno del suo lignaggio? Abbiamo il settore giovanile da rifondare, chi meglio di lui avrebbe potuto farne parte in maniera attiva? Mi sembra che coi suoi trascorsi la credibilit� e l'immagine per trasmettere la "scienza" ai ragazzi non gli manchino. Ripeto mi sembra riduttivo e quasi offensivo nei suoi confronti avergli messo davanti, stando alle pubbliche dichiarazioni, un solo non ben precisato ruolo a livello di marketing che, oltre a non essere propriamente il campo del buon Cecco, mi sembra sia gi� coperto con giudizio dall'ottimo Zamberletti. Posso anche capire che Vescovi stesso avrebbe probabilmente voluto continuare a essere utile sul campo, ci pu� stare come ci sta la decisione di guardare avanti e voltare pagina da parte della Societ�. Solo che secondo me sarebbe stato molto pi� saggio e rispettoso verso tutto quello che rappresenta Cecco Vescovi per la pallacanestro varesina mettere sul tavolo delle opportunit� stimolanti per lui stesso come appunto un ruolo importante nel settore giovanile o comunque in area "tecnica".

    A pensar male si fa peccato lo so, ma non vorrei che tutto questo debba essere ricondotto ai dissapori con coach Cadeo esattamente come, pur in circostanze diverse, per la vicenda Conti. Per questo prima mi sono chiesto cosa sarebbe successo se una persona serissima e con l'esperienza per gestire situazioni delicate come Ghiacci fosse stata in plancia gi� da un p�. Non ci sar� mai la controprova, ovvio, ma ho il sospetto che sul differente epilogo dei casi De Pol-Andrea e Cecco-Conti abbia non poca influenza il momento in cui il nostro nuovo D.G. ha preso effetivamente in mano la situazione. Senza Ghiacci forse si sarebbe rotto qualcosa anche con i primi due e con Ghiacci forse la tecnicamente motivata rinuncia a Cecco e Paolo Conti sarebbe forse stata gestita in altro modo. Tutto questo ripeto "a pensar male facendo peccato" e augurando tutte le fortune a Coach Cadeo, che possa nella nuova stagione riscattare la sua immagine e dimostrarsi degno di allenare la serie A.

    Ora il minimo che tutti noi amanti del gioco possiamo fare � intonare un gigantesco grazie Cecco con tanto di lacrima d'ordinanza sulla guancia. Dal settembre 1980, ancora sedicenne, in quel di Trieste ci ha regalato ampi brani di pallacanestro celestiale, quella che solo i veri maestri sanno eseguire. Cecco durante la sua carriera non si � mai fermato a specchiarsi, � sempre migliorato aggiungendo qualcosa anno dopo anno, implementando il bagaglio tecnico tanto da consentirgli di essere ancora pi� che attuale ai nostri giorni quando il fisico ovviamente non pu� essere pi� quello dei vent'anni. Per me merita tutto il rispetto e l'ammirazione anche per il... rispetto che lui stesso ha sempre avuto nei confronti del gioco stesso! E' stato il primo 3 italiano a interpretare il ruolo con la fisicit� e l'atletismo che solo molti anni dopo sono diventati normali per tutti, chi lo ha visto crescere sa cosa sto dicendo, a met� anni ottanta esprimeva una pallacanestro che lo poneva con almeno cinque anni di vantaggio sulla concorrenza per le caratteristiche sopra citate. Sua grossa forza � stata, come gi� detto, la capacit� di costruirsi un bagaglio tecnico sempre maggiore appunto da consentirgli di arrivare fino al 2004 con piena cittadinanza in serie A.

    Grazie Cecco! Ricordo le 2 triple consecutive con cui siamo stati in parit� per l'ultima volta nella sfortunata gara2 con la Juve Caserta nei play-off dell'ottantasei. Ricordo i duelli all'ultima goccia di sudore e il rispetto che c'era con un grande come Darren Daye, ricordo con infinito piacere anche le litigate furiose con un altro grande come il 7 Olimpia Milano, i face to face con Sugar Richardson dal quale hai "rubato" qualche movimento. Resteranno penso sempre nella nostra memoria le entrate a 100 all'ora chiuse in sottomano rovesciato (cos� come le volte in giovent� dove appunto per lo straripante atletismo ti trovavi in aria con la palla in mano senza sapere cosa fare chiudendo spesso con "incidenti" col ferro!), i giri dorsali in entrata, il tuo essere pivot nel corpo di un ala con una gamma di movimenti dalle tacche da far invidia appunto ad un lungo vero. Non dimenticher� mai la squadra pi� bella e sfortunata di tutti i tempi, la Divarese due volte vincitrice della stagione regolare coi suoi contropiede con la palla che non toccava terra e che spesso tu chiudevi in alley-hoop dando 3 metri in 10 di campo al tuo marcatore. Andando avanti non posso dimenticare la altrettanto sfortunata Cagiva Pozzecco-Meneghin-Vescovi-Edwards-Petruska, per me il tuo miglior anno di sempre. Da memoria eterna anche gara 1 di finale 99 per come sei entrato in campo con gli occhi della tigre, rimbalzone, chiusura in sottomano rovesciato come ai vecchi tempi, entratone con giro dorsale in vernice il tutto "smuovendo" un impasse da inizio serie finale che aveva colpito i tuoi giovani compagni! Mi fermo, potrei andare avanti all'infinito, chiedo scusa ai lettori se ho perso il controllo ma penso che in nome di Cecco Vescovi possa aspirare al perdono. Seriamente, grazie di tutte le emozioni che ci hai regalato in questi vent'anni di pallacanestro, hai avuto tanto dal gioco ma � stato un percorso a doppio senso perch� sono convinto che anche tu abbia allo stesso dato tantissimo. In bocca al lupo se deciderai di cercare il record di presenze ognitempo purtroppo, non per nostra volont�, non con la "tua" maglia e ancora mille volte grazie.

    Samuele Giardina

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