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Lassù si sgomita, il paradiso è affollato. Già, appare arduo distinguere tra valori duraturi ed effimeri giudicando le undici squadre che sono raccolte in quattro punti, appena due dietro a una che in cima sta da anni, spesso pure indisturbata. Di questi tempi, adusi a modelli di valore bislacchi, non ci si può stupire d'un campionato sin qui molto più equilibrato e indefinibile rispetto alla scorsa stagione, già molto strana, se non pazza. Ma è bello così, pur capendoci un'acca quando squadre lanciate da clamorose vittorie esterne perdono poi in casa per rifarsi di nuovo in trasferta. Così facendo si sfilano a vicenda ritrovandosi appaiate.

Che abbondino le virtù? Macchè. Semmai si pecca a turno mancando quella superiorità che non ammetterebbe equivoci attraverso una classifica mai compiuta, seppur provvisoria, per quel turno di riposo con cui fare i conti. Come ne farà domenica prossima la Cimberio. Le prime posizioni, si diceva, sono intasate: impossibile ora capire quale formazione - una volta sfoltiti gli alti ranghi - si collocherà nella griglia playoff. Sicuramente tre squadre, al di là di un cammino frenato, appaiono decisamente superiori, a cominciare da Siena (che sta però tracciando la sua strada maestra), per dire di Cantù e Milano abbastanza deludenti, data la loro cifra tecnica, evidentemente ''massacrate'' dalle fatiche europee.

Sicuramente questo basket è meno godibile di una volta, calato com'è di qualità. Naturalmente ci guadagna Varese che non cala assi ma il cui rendimento collettivo si mantiene nella linearità dei suoi singoli, non delle cime di classe ma tecnicamente armati, tutti a far gruppo con intelligenza e ardore. La Cimberio, senza leader pretesi ma con quelli veri a turno sul parquet attraverso una fitta serie di rotazioni, sembra reggere a un basket che sembra ispirato a una sola scuola di pensiero, vedi pick and roll e tiro dall'arco, praticati come fossero precetti religiosi. Alla distanza, verosimilmente, emergeranno le distinzioni, magari non salienti per molte, ma si avranno idee più chiare nel merito dei playoff.

Il ragionamento fila anche per la Cimberio che, pur costando meno ma con un'invidiabile posizione di classifica, dovrà sgomitare tra quinto e dodicesimo posto per far prevalere le proprie ambizioni. Varese non sarà una squadra che dà spettacolo ma fa i fatti, soddisfacendo i suoi tifosi, evidentemente paghi dei risultati. Non sono un caso, a ragione di quanto sostenuto, i tre simboli della Cimberio contro Venezia, vale a dire Stipcevic, Rannikko e Hurtt. Il croato può non piacere a Pozzecco ma il suo rendimento resta un patrimonio per il collettivo. Al finlandese, nonostante malanni vari, bastano alcune giocate per lasciare il segno e il giovane americano, pure accerchiato da un possibile sostituto, ha battuto gli avversari. Non c'è che dire di un'applaudita ''opera da tre soldi'' sotto la sapiente regia di Recalcati, persino più bravo oggi che in passato.

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