Lucaweb Posted February 7, 2012 Posted February 7, 2012 Fisico compatto, muscoli possenti, tatuaggi da ‘’duro’’ e tanta voglia di sfondare in Italia: così Tony Weeden (foto Blitz) si presenta al suo primo giorno a Masnago, sfidando la stanchezza accumulata in un tour de force automobilistico di oltre 36 ore tra Starograd Gdansk, Varsavia e Danzica più il volo aereo delle 6 di ieri mattina per raggiungere Malpensa. Il nuovo acquisto della Cimberio ha retto per poco più di un'ora il ritmo dell'allenamento, poi è rimasto a bordo campo a studiare con occhi attenti schemi e caratteristiche dei nuovi compagni in biancorosso: domenica contro Milano sarà già un esame duro per un giocatore cui verrà chiesto un impatto immediato a dispetto di un grado di integrazione nel sistema fisiologicamente ridotto. Ma Weeden sembra stimolato e non intimorito dalla sfida di esordire in un derby così importante per la formazione biancorossa: <<Non vedo l'ora di cimentarmi con questa sfida: so che ci aspetta subito una partita difficile ma la mia priorità è quella di conoscere i compagni e ambientarmi il più in fretta possibile. Ieri è stato solo un assaggio perché nei giorni scorsi abbiamo dovuto fare tutto in fretta per i documenti necessari; da oggi cercherò di calarmi rapidamente in questa nuova realtà che mi dà grandi stimoli>>. Di sicuro l'opportunità di farsi notare in Italia è una motivazione importante per Weeden, sbarcato in città con la compagna Christine e il figlioletto di 9 mesi Anthony III: <<Stavo preparandomi per l'All Star Game in Polonia quando il mio agente mi ha chiamato dicendomi che Varese si era interessata a me. La cosa mi ha subito allettato perché giocare in Italia è sempre stato uno dei miei obiettivi: gli anni scorsi avevo avuto qualche abboccamento con squadre di LegAdue ma poi non se n'era mai fatto nulla. Per me e la mia compagna è la prima volta in questo paese. Sinceramente non sappiamo molto al di là della moda, ma sarà certamente una bella esperienza al di là del basket>>. La prima necessità per Weeden sarà quella adeguarsi in fretta al salto di qualità fisico e tecnico tra il campionato polacco e quello italiano: <<Le prime impressioni sono molto positive e spero di fare grandi cose a Varese. Se conosco qualche futuro avversario? Negli anni scorsi in Polonia ho giocato contro Dee Brown e David Moss, mi piacerebbe ripetere la parabola di David Logan (play americano esploso nella lega polacca e ora in Eurolega al Panathinaikos, n.d.r.) ma so che tra dove ero prima e l'Italia c'è una grande differenza: mi rendo conto che sarà più duro perché qui il livello tecnico è molto più alto e ci sono giocatori esperti e grande fisicità>>. L'atleta nativo di Indianapolis, che indosserà la maglia numero 21 (<<L'11, che è quello abituale, era già occupato, spero di conquistarmelo il prossimo anno>>), spiega così le sue caratteristiche peculiari a livello tecnico: <<Sono un giocatore aggressivo sia in attacco che in difesa, la mia qualità maggiore è quella di tirare bene dal perimetro, anche da molto lontano, e mi piace essere protagonista in campo. Il mio ruolo a Varese? Ho parlato al telefono con coach Recalcati prima di firmare il contratto ma mi ha chiesto del mio utilizzo in Polonia: cercherò di scoprire al più presto possibile quali sono le necessità della squadra. Il mio inserimento? Per quel che so del basket europeo, a noi americani è richiesto di avere compiti da leader: cercherò di ambientarmi rapidamente ma non sono un rookie e penso di poter far valere la mia esperienza per far sentire la mia presenza in campo>>. La chiosa finale è relativa ad un possibile ruolo da ‘’chioccia’’ per Hurtt: <<Se penso di poter essere utile per il mio giovane connazionale? Ancora non lo conosco ma sarò contento se riuscirò a far valere la mia esperienza per essergli d'aiuto. E allo stesso tempo spero che tutti faranno lo stesso con me per facilitare la mia integrazione>>. Giuseppe Sciascia
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