Lucaweb Posted April 20, 2012 Posted April 20, 2012 Una frastagliatissima galassia di estrazione assai differente che va da una multinazionale come la Carlsberg a realtà storiche della città e della provincia, passando per imprenditori-tifosi, esercizi commerciali e addirittura un libero professionista. La ramificatissima rete costruita da "Varese nel Cuore" per reggere le sorti della società che dopo oltre 60 anni di storia legata alla gestione di grandi famiglie cittadine - Borghi, Bulgheroni, Castiglioni - ha scelto la "multiproprietà" per non farsi schiacciare dai costi sempre più gravosi del basket di vertice. Nel giro di 18 mesi il consorzio si è trasformato da scommessa a certezza per un club che contando sullo "zoccolo duro" di oltre 60 soci ha guadagnato credibilità su scala nazionale proponendo un modello di gestione basato sul rigore e sulla serietà nell'amministrazione delle risorse. Un format condiviso con gli imprenditori di "Varese nel Cuore" che apprezzano la razionalità con cui il CdA amministra le risorse grazie alle quali si contribuisce alla stagione biancorossa (si parla di un dato superiore al 20 per cento del budget). L'assemblea di lunedì scorso - pur con un numero di presenti non elevatissimo - ha offerto uno spaccato di fidelizzazione molto forte da parte di quei soci che hanno espresso la loro soddisfazione per il buon funzionamento del consorzio. Salvata la società dal rischio concreto della sparizione, rifatta la facciata con la nuova "casa" di piazza Monte Grappa e il restyling di Masnago, aumentate le risorse umane tra società e settore giovanile, ora il consorzio è a metà del guado: dopo la messa in sicurezza dei conti e il consolidamento degli ultimi 18 mesi serve allargare la base dei soci per sognare in grande. Con l'auspicio che l'entusiasmo di chi ne fa parte convinca scettici e dubbiosi della bontà del progetto consortile... Giuseppe Sciascia
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