Lucaweb Posted May 9, 2012 Posted May 9, 2012 Anche un ragazzo razionale e ‘’quadrato’’ come Federico Bolzonella, al quale manca un solo esame per conquistare la laurea in ingegneria meccanica, l'estate scorsa si sarà sentito come Alice nel paese delle meraviglie. Sensazione di comprensibile stupore per chi, come Federico, dopo un paio d'anni tormentati da_serissimi infortuni e alcune stagioni passate al piano di sotto, riceve, nientemeno, che la chiamata della Bennet Cantù, finalista scudetto e promossa in Eurolega. «Una proposta assolutamente inattesa ma molto, molto gratificante - dice il varesino Bolzonella - che ho accettato al volo, consapevole che vivere un'esperienza simile mi avrebbe reso migliore. Ma alla sorpresa iniziale si è aggiunta la gradevolissima scoperta dell'ambiente canturino, decisamente superlativo sotto il profilo dei rapporti umani. Qui alla Bennet ogni aspetto si muove alla perfezione per mettere la squadra nelle migliori condizioni di esprimersi. Nello staff ci sono persone straordinarie, è il caso del nostro preparatore atletico Roberto ‘’Sem’’ Bianchi che, senza ricevere la luce dei riflettori, è uno dei segreti meglio custoditi dello spogliatoio canturino. Bianchi, oltre ad essere un genio dal punto di vista professionale, è favoloso nell'accudire, curare e consigliare i giocatori che, non a caso, per lui stravedono. Tutti insieme formiamo un fantastico gruppo di lavoro e anche se l'espressione è abusata, spesso un po' demagogica, siamo davvero una ‘’famiglia’’ e, si sa, per la famiglia sei disposto a lavorare, a ‘’sbatterti’’ più del normale o del dovuto. Solo vivendo la realtà dall'interno ho capito perché i giocatori che approdano a Cantù poi non vogliono più andare via, talvolta anche di fronte ad offerte economiche più vantaggiose». - Insomma, tutto ciò che si usa etichettare come ‘’qualità di vita’’ è perfetto; ma sul campo le cose come vanno? «Benissimo, anche se, ne ero consapevole, facendo parte di una squadra di altissimo livello non avevo aspettative di gioco. Però sto imparando tantissimo e il misurarmi quotidianamente con giocatori che rappresentano il meglio in Europa mi ha fatto crescere sotto tutti i punti di vista. Un esempio pratico: marcare uno come Mazzarino, che a mio parere è largamente il numero uno nel gioco senza palla e un vero maestro nello sfruttare i blocchi, mi sarà utilissimo in futuro, a qualsiasi livello avrò l'opportunità di giocare. Poi, c'è stata l'Eurolega, manifestazione che, pur vissuta da spettatore, mi ha insegnato parecchio sotto il profilo mentale perché abbiamo giocato partite a un livello pazzesco di concentrazione e intensità. Gare che prosciugano energie fisiche e nervose, ma anche per questo belle e stimolanti». - La sua Cantù arriva in questo finale di stagione regolare con molti problemi d'organico... «Inutile nasconderlo: aver perso due giocatori come Shermadini, lungo con dimensione tecnico-fisica da Fi-nalFour di Eurolega, e Micov, giocare indispensabile per la sua duttilità tattica, ci espone a rischi notevolissimi. Non siamo abituati a piangerci addosso, abbiamo sempre spremuto il massimo dal gruppo e, vedi Siena, sono sicuro che saremo in grado di alzare di qualche centimetro il livello di coralità: lavoreremo durissimo in difesa, mentre in attacco giocheremo ancora di più insieme, migliorando le letture e la nostra già buona circolazione di palla». Basteranno queste cose per battere Varese? «Spero di sì anche se questo derby, lo sappiamo, sarà molto più complicato rispetto alla ‘’facile’’ gara d'andata. Noi, come detto, abbiamo qualcosa in meno, mentre Varese ha in più uno come Goss, giocatore dal forte impatto, e una batteria di esterni - Stipcevic, Rannikko, Kangur, Diawara -di eccellente valore. Il duello tattico e fisico appare in sostanziale parità, ma oggi è il mio compleanno (28 anni per Fritz, auguri.') e i miei compagni per domani sera mi hanno promesso un bel regalo...». Massimo Turconi
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