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Silenzio...parla Gasperini


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Il Genoa incanta: poker al Cesena

I rossoblu si confermano capolisti superando 4-3 i bianconeri con una grandissima partita. In gol Sculli, Greco e Adailton (doppietta), per gli ospiti rigore di Salvetti, poi gol di Lazzari e Papa Waigo.

Il Genoa si stringe intorno ad Adailton, autore di una doppietta. Pegaso.

Il Genoa si stringe intorno ad Adailton, autore di una doppietta. Pegaso.

GENOVA, 21 ottobre 2006 - Folle, rivoluzionario, travolgente Genoa. I rossoblu impongono il loro calcio totale anche a un bel Cesena, confermando le sensazioni di chi considera la capolista una squadra di categoria superiore. La macchina da gioco di Gasperini funziona in tutti i suoi meccanismi: Coppola fa filtro a centrocampo, Milanetto avvia il gioco con la solita precisione e Fabiano si impadronisce dal primo minuto della fascia sinistra. A beneficiarne è il tridente Adailton-Greco-Sculli, tutti a segno in un 4-3 che potrebbe lanciare i rossoblu verso un campionato da protagonisti assoluti. Genoa ma anche Cesena: i bianconeri, apparentemente in costante difficoltà, riescono per tre volte a reagire e a sfruttare le amnesie difensive della capolista. Molto positivo soprattutto Lazzari, lanciato da Castori nel secondo tempo e sempre molto pericoloso.

La cronaca: le prime sorprese arrivano a inizio pomeriggio. Il Genoa “baratta” Marco Rossi (indisponibile) con Greco, che recupera dai problemi della settimana, mentre il Cesena perde Pagliuca nel riscaldamento. Al suo posto Vignati, gettato nella mischia in un pomeriggio da incubo. Il Genoa, infatti, prende subito in mano il gioco a centrocampo e riesce a essere pericoloso con Sculli e Adailton. Una punizione del brasiliano all’11’ costringe Turci a entrare in partita, salvando in angolo. La seconda grande occasione arriva al 14’. Un errore di Milanetto lancia Papa Waigo: sul suo tiro Barasso respinge in mezzo all’area, dove Virdis sembra in posizione perfetta. Tiro a botta sicura? Quasi. De Rosa rimonta e in scivolata riesce a salvare, scuotendo il Genoa che pochi minuti dopo trova il vantaggio. Un tiro di Fabiano si trasforma in un assist per Sculli, la punta ex Modena aggancia e mette in rete in sospetto fuorigioco.

Il Cesena non fa nemmeno in tempo a protestare che la capolista raddoppia. Greco trova spazio sulla trequarti e calcia forte con il destro: palla in rete e ospiti con il morale a terra. Chi pensa a una partita già in ghiaccio viene smentito da Piccoli e Barasso, che atterra ingenuamente l’attaccante bianconero per il più classico dei rigori. Salvetti trasforma due volte (sulla prima conclusione Palanca fa ripetere) e riporta in scia il Cesena. L’entusiasmo bianconero, però, dura poco: Biserni a destra non tiene, Coppola sfonda e crossa per Adailton, che colpisce di testa per il 3-1 con cui si chiude il primo tempo.

La ripresa si riapre con il solito copione. Milanetto e Coppola dal centro creano gioco, innescando gli uomini di fascia rossoblu, Sculli a sinistra è un fiume in piena che Biserni non riesce mai ad arginare: dai suoi piedi arrivano tutti i pericoli per il Cesena, che in avanti si affida a Bracaletti e Lazzari, subentrati a Lauro e Piccoli. Proprio il giovane di scuola atalantina al 32’ trova la rete del 3-2, che riapre la partita e riporta alla realtà un Genoa un po’ lezioso. Ancora una volta, però, la festa dei tifosi ospiti dura il tempo di un’esultanza: i rossoblu sfruttano il solito spazio sul centro-sinistra, Zeytulayev non trova la porta ma libera Adailton, che sul rimpallo segna il gol del vantaggio decisivo. Gioco, partita, incontro: la reazione del Cesena, infatti, si concretizza soltanto nel gol del 4-3 di Papa Waigo, bravo a controllare in area e battere Barasso. Gli ultimi minuti, stranamente, sono i meno intensi della partita: il Cesena, probabilmente senza benzina, non riesce a organizzarsi né a superare il pressing alto degli uomini di Gasperini. Che festeggiano tra gli applausi di Marassi e si godono un primo posto mai così meritato.

di

Luca Bianchin

gazzetta

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