Lucaweb Posted May 28, 2008 Posted May 28, 2008 (edited) Scritto da: Giancarlo Pigionatti In un mondo in cui un impegno scritto finisce come carta straccia in un cestino.., diventa un ‘apprezzabile virtù l’essere di parola. Mario Ghiacci, scelto da Varese come general manager, sarà in città venerdì per incontrarsi con Claudio Maria Castiglioni e formalizzare il suo impegno con il club biancorosso. Ghiacci, cinquantuno anni, reggiano, una vita nel basket come giocatore e dirigente, s’è trovato, in questi giorni, nell’imbarazzante situazione di dover scegliere fra la squadra di calcio della sua città e il suo infinito amore per la pallacanestro. Ragione questa che spiega un avvio a scoppio ritardato rispetto ai desideri delle parti. Non solo ma all’indomani della tribolatissima salvezza, proprio ai danni del Varese, il presidente della Reggiana ha rilanciato la propria stima nei confronti di Ghiacci dichiarando pubblicamente che il dirigente granata è più prezioso di un attaccante da venti gol a stagione. Non solo ma il nuovo general manager della Pallacanestro Varese avrebbe avuto due anni ancora di contratto con il club granata ma, lo sapevamo, il basket è come la sua pelle. Impossibile cambiarla. Ed è stato di parola. Come abbiamo anticipato otto giorni fa su queste colonne, il contatto con il club biancorosso, dopo il garbato no di Bruno Arrigoni, ha trafitto la mente di Ghiacci, subito in un dolce subbuglio. «Quando Varese mi ha cercato, confesso d’aver barcollato. E credo che un subitaneo smarrimento sarebbe capitato a qualsiasi addetto ai lavori davanti a una chiamata così prestigiosa. E covando il desiderio di tornare nel basket la “chiamata” di Varese mi è sembrata un segno del destino». «Da non farselo scappare, pur avendo un posto sicuro e gratificante al di là dei tanti problemi che hanno afflitto la Reggiana calcio. A questo punto-prosegue Ghiacci - mi sento un po’ in colpa con il club della mia città che, proprio l’estate scorsa, mi aveva voluto fortemente riportandomi a casa dopo una bella esperienza a Trieste». Ghiacci fa notare che sino al 30 giugno dovrà lavorare per la Reggiana dividendo la sua presenza fra Varese e la città emiliana, aduso peraltro a viaggiare (di notte) come faceva quando lavorava nella città giuliana avendo lasciato la famiglia a casa. Con quale spirito verrà Ghiacci? La risposta è immediata e adeguata alla realtà: «Mi piace la filosofia di Varese che ha a cuore i giovani ma che, nello stesso tempo, vuol essere competitiva. Credo che le due filosofie siano conciliabili con un po’ di buon senso e di elasticità, certo è che se fossi costretto a scegliere, non avrei dubbi sulla linea verde. In questo senso ho nel cuore quell ‘indimenticabile esperienza nella Reggiana Basket con Davolio, Basile e Montecchi. Ricordate?» In questa argomentazione, e senza dover essere per forza maliziosi, potremmo leggere la ragione della scelta di Varese o, se preferite, di Cadeo che si ritroverebbe buone spalle in una gestione motivata dalle necessità di un bilancio risicato, quindi dall’esigenza di rafforzare o meglio privilegiare i giovani per sopravvivere. Sono supposizioni, s’intende, ma di fronte a certi discorsi ci sembrano ovvie. Chiamala, se vuoi, “legitima suspicione". Ma non sia mai detto, sperando nel realismo di una competitività che la “piazza” vuole, pur non pretendendo la luna, come ha dimostrato in più di un ‘occasione con un “grazie lo stesso” in curva, nonostante delusioni o, se preferite, vere disillusioni. Ghiacci, quando metterà piede a Varese, farà quel che ha scritto in agenda... Cioè? «Credo che il mio primo atto, aldilà della firma del contratto (due anni garantiti n.d.r.), sarà quello di conoscere tutti gli addetti ai lavori della Pallacanestro Varese affinché siano chiari i ruoli e ciascuno, nel proprio settore, abbia una sua responsabilità», spiega il nuovo general manager che, ovviamente, ben sa delle posizioni di Cecco Vescovi, Andrea Meneghin e Paolo Conti, tre varesini importanti negli affetti dei tifosi ma in scadenza di contratto come di quella in cui si trova De Pol che, però, vanta un garantito per un altra stagione e potremmo citare Jerry Mc Cullough che se non verrà confermato, il sostituto- scelto da Ghiacci and company non potrà fallire. Sennò saranno dolori. «Conosco la situazione che affronterò con la società e l’allenatore ma già - spiega il nuovo general manager biancorosso - posso anticipare che la nuova squadra non sarà un capriccio mio né di Cadeo e neppure dei Castiglioni ma sarà l’espressione migliore di Varese». Nel frattempo non c è persona al mondo che abbia da ridire su Ghiacci come persona, impeccabile per il modo di pensare e per i comportamenti. Tutti, insomma, ne parlano bene, tuttavia e in particolare ci preme la sua capacità di uomo di mercato e di provvido dirigente affinché il potenziale tecnico della squadra non resti infiorato dalle sole dichiarazioni di maniera, solitamente ricorrenti in odor di cambiamenti forti. Nel frattempo una novità potrebbe riguardare Varese nel settore giovanile e fors‘anche Cadeo e la sua panchina profilandosi Tarcisio Vaghi (attuale coach degli juniores dell’Ina Assitalia Campus) come responsabile e assistente, resta da scoprire se l’operazione, avviata, si concluderà e se un ruolo sia legato all’altro. Giancario Pigionatti Edited May 31, 2008 by Lucaweb
Recommended Posts