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Ghiacci:"Come si può rifiutare Varese?"


Lucaweb

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Scritto da: Giancarlo Pigionatti

In un mondo in cui un impegno scritto finisce come carta

straccia in un cestino.., diventa un ‘apprezzabile virtù l’essere di parola.

Mario Ghiacci, scelto da Varese come general manager,

sarà in città venerdì per incontrarsi con Claudio Maria Castiglioni e formalizzare il suo

impegno con il club biancorosso. Ghiacci, cinquantuno anni,

reggiano, una vita nel basket

come giocatore e dirigente,

s’è trovato, in questi giorni,

nell’imbarazzante situazione

di dover scegliere fra la squadra di calcio della sua città e il

suo infinito amore per la pallacanestro. Ragione questa che

spiega un avvio a scoppio ritardato rispetto ai desideri delle parti.

Non solo ma all’indomani

della tribolatissima salvezza,

proprio ai danni del Varese, il

presidente della Reggiana ha

rilanciato la propria stima nei

confronti di Ghiacci dichiarando pubblicamente che il dirigente granata è più prezioso

di un attaccante da venti gol a

stagione.

Non solo ma il nuovo general manager della Pallacanestro Varese avrebbe avuto due

anni ancora di contratto con il

club granata ma, lo sapevamo, il basket è come la sua pelle.

Impossibile cambiarla. Ed è

stato di parola.

Come abbiamo anticipato

otto giorni fa su queste colonne, il contatto con il club biancorosso, dopo il garbato no di

Bruno Arrigoni, ha trafitto la

mente di Ghiacci, subito in un

dolce subbuglio.

«Quando Varese mi ha cercato, confesso d’aver barcollato. E credo che un subitaneo

smarrimento sarebbe capitato

a qualsiasi addetto ai lavori

davanti a una chiamata così

prestigiosa. E covando il desiderio di tornare nel basket la

“chiamata” di Varese mi è sembrata un segno del destino».

«Da non farselo scappare,

pur avendo un posto sicuro e

gratificante al di là dei tanti

problemi che hanno afflitto la

Reggiana calcio. A questo punto-prosegue Ghiacci - mi sento un po’ in colpa con il club

della mia città che, proprio

l’estate scorsa, mi aveva voluto fortemente riportandomi a

casa dopo una bella esperienza a Trieste».

Ghiacci fa notare che sino

al 30 giugno dovrà lavorare

per la Reggiana dividendo la

sua presenza fra Varese e la

città emiliana, aduso peraltro

a viaggiare (di notte) come faceva quando lavorava nella città giuliana avendo lasciato la

famiglia a casa.

Con quale spirito verrà

Ghiacci? La risposta è immediata e adeguata alla realtà:

«Mi piace la filosofia di Varese che ha a cuore i giovani ma

che, nello stesso tempo, vuol

essere competitiva. Credo che

le due filosofie siano conciliabili con un po’ di buon senso e

di elasticità, certo è che se fossi costretto a scegliere, non

avrei dubbi sulla linea verde.

In questo senso ho nel cuore

quell ‘indimenticabile esperienza nella Reggiana Basket con

Davolio, Basile e Montecchi.

Ricordate?»

In questa argomentazione, e

senza dover essere per forza

maliziosi, potremmo leggere

la ragione della scelta di Varese o, se preferite, di Cadeo che

si ritroverebbe buone spalle in

una gestione motivata dalle necessità di un bilancio risicato,

quindi dall’esigenza di rafforzare o meglio privilegiare i

giovani per sopravvivere.

Sono supposizioni, s’intende, ma di fronte a certi discorsi ci sembrano ovvie. Chiamala, se vuoi, “legitima suspicione".

Ma non sia mai detto, sperando nel realismo di una competitività che la “piazza” vuole, pur non pretendendo la luna, come ha dimostrato in più

di un ‘occasione con un “grazie lo stesso” in curva, nonostante delusioni o, se preferite,

vere disillusioni.

Ghiacci, quando metterà

piede a Varese, farà quel che

ha scritto in agenda... Cioè?

«Credo che il mio primo atto, aldilà della firma del contratto (due anni garantiti

n.d.r.), sarà quello di conoscere tutti gli addetti ai lavori della Pallacanestro Varese affinché siano chiari i ruoli e ciascuno, nel proprio settore, abbia una sua responsabilità»,

spiega il nuovo general manager che, ovviamente, ben sa

delle posizioni di Cecco Vescovi, Andrea Meneghin e Paolo

Conti, tre varesini importanti

negli affetti dei tifosi ma in scadenza di contratto come di

quella in cui si trova De Pol

che, però, vanta un garantito

per un altra stagione e potremmo citare Jerry Mc Cullough

che se non verrà confermato,

il sostituto- scelto da Ghiacci

and company non potrà fallire. Sennò saranno dolori.

«Conosco la situazione che

affronterò con la società e l’allenatore ma già - spiega il nuovo general manager biancorosso - posso anticipare che la

nuova squadra non sarà un capriccio mio né di Cadeo e neppure dei Castiglioni ma sarà

l’espressione migliore di Varese».

Nel frattempo non c è persona al mondo che abbia da ridire su Ghiacci come persona,

impeccabile per il modo di pensare e per i comportamenti.

Tutti, insomma, ne parlano bene, tuttavia e in particolare ci

preme la sua capacità di uomo

di mercato e di provvido dirigente affinché il potenziale tecnico della squadra non resti infiorato dalle sole dichiarazioni di maniera, solitamente ricorrenti in odor di cambiamenti forti.

Nel frattempo una novità potrebbe riguardare Varese nel

settore giovanile e fors‘anche

Cadeo e la sua panchina profilandosi Tarcisio Vaghi (attuale coach degli juniores dell’Ina Assitalia Campus) come

responsabile e assistente, resta da scoprire se l’operazione, avviata, si concluderà e se

un ruolo sia legato all’altro.

Giancario Pigionatti

Edited by Lucaweb
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