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Varese da scoprire, Conti da salutare


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Scritto da: Giancarlo Pigionatti

Il pomeriggio è sempre azzurro e lungo con Gianmarco Pozzecco, cittì e amarcord permettendo. L’ex play della Stella, domenica, era a Varese per raggiungere in serata Milano dove ha assistito al concerto di Vasco Rossi. Di vita spericolata, si fa per dire, s’ intende l‘impagabile Gianmarco, sempre affettuoso nei suoi ricordi. Ha chiesto di Varese, stimando tantissimo i Bulgheroni e Gianfranco Castiglioni che, recentemente, ha citato pubblicamente con Seragnoli che incontrerà quanto prima per trovare, s‘augura, un accordo.

«Penso di restare a Bologna, sicuramente lo desidero, se non mi vogliono più, un club che mi stimi c’è sempre».

«E aspetto una chiamata di Recalcati, spero che mi conceda la possibilità di tornare utile alla Nazionale, sono una persona nuova», ha aggiunto Gianmarco che, tornando alle chiacchiere da città giardino, ha chiesto di Pavel Podkolzine il quale ha stupito parecchio per i suoi n.e. a raffica.

E Pozzeco ha rivelato un retroscena:

«Quando giocammo contro Varese, coach Repesa, nel preparare la partita, ci raccomandò di fare attenzione a Pavel che giudicava il miglior pivot d’Europa. Non per il futuro ma in quel momento. Avrà anche esagerato il coach ma vederlo in campo per attimi o non vederlo affatto mi è sembrato quantomeno strano».

Che Repesa e la Skipper stimassero tantissimo Podkolzine lo si sapeva, non a caso Cesare Fermi sparò a suo tempo un cambio con Mancinelli e Van Den Spiegel, spingendo fors’anche troppo il piede sull’acceleratore di un‘operazione che, viste le richieste, finì lì.

Già, Podkolzine.

Il quale, giorni fa, nel Big Man Camp di Treviso (una specie di passerella, in odore Nba, per i lunghi), ha strappato consensi da parte di numerosi scouts e agenti americani i quali non si sono troppo capacitati di fronte al suo campionato, costellato di assenze o meglio di “presenze non giocate”. Che avesse o abbia problemi di

salute? Che fosse o sia uno scansafatiche? Interrogativi che spuntano inevitabili, come funghi nel bosco.

Podkolzine, nel frattempo, sta scalando le montagne nei draft Nba, trovandosi oggi tra un settimo e un dodicesinto posto che promettono un bell ‘affare a Varese qualora il giovane gigante abbia garantito un ingaggio (abbastanza probabile) in una franchigia Nba.

Ora però ci interessa il futuro biancorosso, tradotto in risorse e uomini definibili in una sorta di nuovo corso societario, prossimamente su questi schermi, interpreti il giovane Castiglioni, il tecnico Cadeo e il general manager Ghiacci.

Tutti da scoprire per strategie, azioni di mercato e novità clamorose, se non anche dolorose.

Ieri Mario Ghiacci ha lavorato per la Reggiana Calcio cui deve un impegno sino al 30 giugno ma Varese lo ha già catturato nell’anima, già in positivo subbuglio.

E in lunedì particolare, polarizzato dagli esiti elettorali e dalla febbre per gli azzurri dei Trap, il vicepresidente Claudio Maria Castiglioni, che sta occupando il vertice del club, ribadisce la sua apertura alla Metis come sponsor principale e socia, aspettandosì

un impegno più cospicuo ma anche più diretto accanto alla squadra.

Anche a Castiglioni piace l’idea di un giocatore che la Metis potrebbe “regalare” alla squadra, affinché assicuri uno spicchio notevole di competitività, traendo beneficio la stessa azienda milanese.

Insomma se tutti stanno sulla stessa barca, val la pena remare nella stessa direzione, l’allusione va dritta anche a quegli appassionati i quali, invece di tentare l’”assalto alla dirigenza”, non registrandosi fatti nuovi nella volontà dei Castiglioni, farebbero bene a collaborare con una disponibilità concreta e responsabile,senza farsi negare ovviamente la propria dignità o capacità propositiva.

Castiglioni s’aspetta un aiutino anche da parte di Ezio Salviato che comprende benissimo nella lussuosa cordata di Milano ma che,

se nel cuore ha pure i biancorossi della sua città, può fare la sua parte, per esempio come inserzionista pubblicitario.

Un ‘annotazione, chiacchierando con Claudio Maria Castiglioni, riguarda la posizione dei “senatori”, a cominciare da quella di Paolo Conti che, per una serie di ragioni, anagrafiche e fisiche, (non certo per la sua bravura, ricordando fior di prestazioni), non farà più

parte della squadra.

Manca l‘ufficialità ma è lampante la dissertazione del vicepresidente sul conto di uno dei pilastri della vecchia guardia.

Non è detto che gli altri cosiddetti senatori siano tutti confermati, anche se lo stesso Castiglioni è orgoglioso del

suo buon rapporto con Cecco Vescovi e non nasconde il suo possibilismo per Meneghin al quale la società farà un certo discorso alla luce del suo costo che giudica elevato. Le sue qualità, soprattutto dopo una stagione super o quasì, non sono in discussione, a tener alta la guardia del club biancorosso sono le

sue condizioni fisiche che ne condizionano l’affidabilità, non più assoluta, nonostante un ingaggio considerevole.

Ghiacci, in agenda, ha annotato un incontro con De Pol che vanta ancora una stagione di contratto (costosissimo), mentre Mc

Cullough figura nei piani del vicepresidente, anche se non manca un giro d’orizzonte in tema di play, relativamente giovani e giudicati valenti, come ad esempio, lo jugoslavo Veselin Petrovic, classe 1977, play dello Zeleznik, ma ovviamente da verificare con tutti i

pro e i contro in un confronto con l’americano che, secondo noi, non merita d’essere messo in discussione, se non per certe pretese di ingaggio.

Sicuramente nel futuro di Varese non mancheranno le novità, speriamo che non siano influenzate da colpi di sole

Giancarlo Pigionatti

Edited by Lucaweb
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