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Posted (edited)

Scritto da: Giancarlo Pigionatti

Stavolta Mario Ghiacci, subito impegnato a gettare acqua sul fuoco dell’impopolarità, per le già note vicende, innanzitutto per il licenziamento di Paolo Conti, si toglie l’elmetto da pompiere per indossare l’abito di mercante (più o meno in fiera) per cominciare a dar forma alla nuova Varese.

Primo obiettivo è Rimantas Kaukenas, classe 1977, guardia-ala lituana, in forza alla formazione tedesca di Bonn nella

stagione appena conclusa. Rimantas o meglio Rimas viene descritto come un mastino in difesa e un gran tiratore in attacco:la sua carriera sin qui non è sconvolgente ma sicuramente denota un ‘onorevolissima militanza in patria, nelle file del Lietuvos (stagione 2001-2002), con il quale vinse un titolo, dopo trascorsi in Israele nel Galil Elyon, laddove approdò dopo un ‘esperienza americana nell ‘High School e nel College presso la Seton Hall come studente modello in materie informatiche. Kaukenas, nativo di Vilnius, 193 centimetri, nazionale Under 22 ai Mondiali (nel 1997) e agli Europei (1998), ha giocato anche in Belgio (stagione 2002-2003) nelle file dell’Ostenda. Nella stagione appena alle spalle il lituano ha disputato con i tedeschi di Bonn l’Uleb Cup nel quale ha fatto registrare 18.8 punti di media a gara con quasi il 50% nel tiro da due e 10/26 centri da tre.

Ci fermiamo qui, anche perché Kaukenas ancora varesino

non è, anche se Ghiacci, stando a indiscrezioni, ha questo nome nella sua agenda da giorni. L’ingaggio del lituano consente a Varese, sino all’altro giorno incerta o solo possibilista, di iscriversi all’Uleb Cup alla quale ha aderito da tempo riservandosi, però, di decidere all’atto della formalizzazione delle partecipazioni la sua effettiva presenza. La manifestazione europea, si sa, condiziona pesantemente un club, soprattutto nella definizione del suo roster in

fatto di extracomunitari, ponendo il campionato italiano e quello europeo regole diverse di tesseramento.

In Italia sono ammessi, per intenderci, tre extracomunitari

(cioè americani o europei non comunitari) e d’ora in poi uno straniero in più, se proviene da uno dei nuovi Paesi entrati ell’Unione Europea, come la Lituania appunto. Nell ‘Uleb Cup, invece, sono ammessi due soli statunitensi, mentre ci si può permettere tutti gli europei che sì vogliono ma che, nella nostra Lega sono considerati extracomunitari. In realtà non è semplice far quadrare gli interessi di campionato con quelli di Uleb Cup, proprio in merito agli extracomunitari, costando peraltro meno gli americani degli europei di ipotetico pari valore. Oltre a Kaukenas (che in futuro diventerà comunitario) il club biancorosso potrà permettersi ancora tre extracomunitari o, per intenderci, americani. Ghiacci, più affaccendato nei giorni scorsi a difendere le linee programmatiche (termine caro a certi politici nei loro “bla bla”) del rivoluzionario (e a tutti i costi) Cadeo, può finalmente fare chiarezza sulle intenzioni del club biancorosso che di diritto ha conquistato l’Europa. «Se nei giorni scorsi eravamo più per il no che per il sì, adesso - spiega il general manager biancorosso - mi sento di ribaltare la percentuale, se non di confermare la partecipazione di Varese all’Uleb Cup». Che costa, come iscrizione, 12.000 euro circa, onere questo che francamente fa sorridere, se non fosse per una serie di implicazioni e complicazioni: spese di viaggio, infortuni e malanni vari che si moltiplicano con rischi di fiaschi, tra campionato ed Uleb, che minano vieppiù il morale. «Ma se Cantù e Napoli sembrano decise, nonostante segnali opposti, a iscriversi e se c’è lotta aperta tra Milano e Roma per parteciparvi, la presenza di Varese diventa una questione di onore, "irrinunciabile», osserva Ghiacci che, com‘è noto, si sta dividendo, anima e corpo, tra Pallacanestro Varese e Reggiana Calcio. Il nuovo general manager, già costretto a gettare serenità in un ambiente che ribolle come certe tinozze, ma di esplosive situazioni, sta lavorando sul difficile versante di non confermate ma auspicate conferme... Il riferimento, ora come ora, è per Mc Cullough che, a sentire Ghiacci, rientra in ogni caso nei progetti di Varese ma che ha sparato un biennale da far paura ‘rispetto all’ingaggio di cui ha beneficato nel campionato appena chiuso.. Il general manager biancorosso ha intavolato una trattativa con il procuratore di Jerry, resta da capire se la pretesa sia fine a se stessa, tanto per far rumore e far lievitare la sua quotazione sul mercato o se, sul serio, stando all’interessato, sia forte la volontà del play di restare a Varese. E oggi come oggi Ghiacci crede in un 70% di chances per avere ancora Mc Cullough tra le file biancorosse. E v’è di più riguardo a Meneghin che, l’altro giorno in Nazionale, s’è fatto mandare via fax il pezzo della Prealpina, quello relativo al caso Conti, “incriminato” dalla società. Ghiacci parlerà quanto prima con Meneghin, ben sapendo che Andrea (aldilà di una grande stagione ma anche dei suoi noti problemi fisici) fa ormai parte del paesaggio... dovendo sciogliere soprattutto il nodo di un ingaggio elevato in rapporto a garanzie di disponibilità a causa, si diceva, dei capricci d’anca. Meneghin è un intoccabile nel cuore della “piazza", Ghiacci lo sa ma deve pur far quadrare i conti di Varese ai fini di un sano rapporto tra resa e prezzo. Continuità e competitività attraverso un po’ di buon senso, libri contabili alla mano, sono requisiti irrinunciabili nella città dei canestri.

Giancarlo Pigionatti

Edited by Lucaweb
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