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Bolzonella firma il suo primo contratto


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Scritto da: Giancarlo Pigionatti

Che Varese se lo tenesse molto stretto, lo si sapeva, ma v’era anche un contratto da definire e sottoscrivere. Il primo della carriera di Federico Bolzonella, assistito da Alessandro Giani, presidente della Giovani Varese, la società satellite del club biancorosso, almeno sin qui, par di capire, viste le ruggini, incancellabili, tra le parti.

Insomma non sarebbe stata una trattativa, tutta rose e fiori, come auspicava probabilmente lo stesso ragazzo di Cavagnano, sempre molto per bene in campo e nella vita ma, al tirare delle somme, Bolzonella ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso per quattro stagioni. Resta “top secret” il tenore dell’ingaggio ma si ha ragione di credere in un compenso ragionevole. E la “nouvelle vague” di Varese trova nella stessa giornata grande soddisfazione nella nuova convocazione in Nazionale di Marco Allegretti che il cittì, Carlo Recalcati, ha richiamato nel torneo di Roseto per sostituire Alessandro Abbio, costretto ad abbandonare il roduno azzurro per continuare i trattamenti al ginocchio sinistro. Bolzonella, che rappresenta quella varesinità irrinunciabile per il club biancorosso, ha chiuso - da esordiente - la stagione con 14.5 minuti e 6.4 punti di media a gara (56,5% nel tiro da due, il 51,6% da tre) nei 22 incontri giocati, il

che dimostra come nella prossima stagione sia già un atteso protagonista. E Federico già vanta quell’arresto in corsa e tiro, a dir

poco devastante, per dire della sua lucida rapidità nella gestione del gioco ma sin qui ha pure patito in difesa, più per una questione fisica e di statura, quegli avversari che mostrano i muscoli e che lo scavalcano in altezza. Ma se le sue qualità, sin che Federico conserverà entusiasmo e freschezza, con la sua innata serietà di grand’uomo, ci sembrano inattaccabili, i suoi limiti attuali sono limabili, se non ovviabili da un margine di crescita, per esperienza,

che sembra ovvio e pacifico in un elemento che possiede della stoffa. E se Bolzonella rappresenta, con Allegretti, un po’ di futuro della Pallacanestro Varese (anche lontano nella continuità), il merito, sia chiaro, è di Giulio Cadeo che ha svezzato e guidato il ragazzo sin dai campionati giovanili. E parlando di giovanili il club biancorosso sembra intenzionato a creare una nuova società per tagliare la testa al toro, sifa per dire, esistendo un conflitto, poco ricomponibile, con l’appassionato Alessandro Giani il quale,

probabilmente, - proseguirà con la “Giovani Varese”. Dopo di che i tecnici e i ragazzi del club “uscente” dall’orbita, potranno scegliere

di continuare o di cambiare aria, cioè di tornare nella sfera gravitazionale della Pallacanestro Varese.

Staremo a vedere. Certo è che il nuovo general manager non è certo il tipo che si fa mettere sotto i piedi, pertanto se prende cappello, lo spacca in quattro e riparte con idee e filosofie proprie e nuove. Già, Mario Ghiacci.

Che un tifoso, con una lettera su queste colonne, ha definito “tagliatore di teste” ma che - interviene il vicepresidente biancorosso - è qui per per mettere insieme una squadra competitiva, spendendo il giusto... «E’ vero, non ci possiamo

permettere il budget della Montepaschi e nemmeno della Benetton - spiega Claudio Maria Castiglioni - ma non siamo degli straccioni né tantomeno dei rigattieri. Stiamo solo valutando attentamente le nostre risorse, da investire saggiamente in quegli elementi che ci potranno garantire una competitività naturalmente da ritoccare in meglio sia in campionato sia in Europa». «E’pur vero che questa politica, da passo secondo la gamba, ma in stretta relazione con le aspirazioni d’un club che deve distinguersi per la sua Storia e per il nostri amor proprio, ci impone qualche sofferto cambiamento o,

se preferite, un ‘attentissima valutazione di guai fisici e carte d’identità in rapporto a certi costi (ancorché eccessivi).

Il che non significa - prosegue il vicepresidente - che stiamo affossando Varese. Semmai ed esattamente vogliamo l’opposto, al di là dì qualche ingrata scelta, com’è accaduto per Conti, lo dimostra l’ingaggio di un general manager di comprovato mestiere ma, soprattutto, con chiarezza di idee, in linea con le nostre forze e possibilità, finalizzabili al massimo obiettivo». Castiglioni giovane, per essere ancor più persuasivo, fa notare che tra sé e Ghiacci

c’è una fitta dialettica e che Cadeo, a parte il suo recente ed ampio raggio di azione, oggi come oggi, deve solo pensare al suo ruolo di allenatore e naturalmente a farlo bene. E il vicepresidente conferma le intenzioni di confermare Mc Cullough a patto che le

sue pretese (con garanzie per due stagioni) diventino piallabili da un po’ di sano realismo, sennò la società, che già si sta guardando attorno, sarà costretta a fare altre scelte. Castiglioni per dare credibilità alle sue dichiarazioni snocciola una serie di nomi scritti

in agenda. Sono nomi di giocatori che dimostrano come la società non debba inutilmente scoprire i acqua calda, magari per scottarsi, basti pensare a quelli di Edney, Wesson e Nolan, tanto per citarne alcuni. Di Nicola e Kaukenas abbiamo già parlato rivelando i primi veri interessi di Varese, anche se il lituano, recrimina Ghiacci, è una gran guardia e poco o per nulla un’ala. «Che non sono umo negli occhi dei tifosi, magari per tenerli a cuccia. Con il tempo dimostreremo la concretezza dei nostri progetti» e Claudio Maria Castiglioni tiene soprattutto a quel sano realismo di un rapporto ragionevole tra qualità e prezzo, sul quale non si può scialacquare.

«Se poi un giorno ci ritroveremo tra le mani un bel pacco

di soldi da spendere - spiega il giovane dirigente alludendo a un auspicabile e congruo aiuto dello sponsor - - allora potremmo anche ingaggiare, per rendere l’idea, uno come Alphonso Ford che, peraltro, piace “da matti” al papà». E Varese, come la Nazionale, ritrova Andrea Meneghin che i dottori hanno restituito... abile e da arruolare per Recalcati ma anche, qualora ve ne fosse bisogno, per Castiglioni e Ghiacci. Le sue condizioni fisiche, dopo approfonditi accertamenti, per quel suo vecchio problema all’anca, non sono

tali da preoccupare in merito al proprio futuro, sicuramente Andrea avrà bisogno di attenzioni maggiori nella sua gestione come atleta.

«Meneghin è sempre stato un uomo d’onore”, spiega Claudio Maria Castiglioni ricordando i trascorsi del suo rapporto con il giocatore e facendo capire che Varese, più sollevata dopo la buona notizia, è pronta a trattare la sua conferma. Infine s’avvicina l’ora delle scelte Nba con Pavel Podkolzine in lizza, soprattutto progreditissimo nella graduatoria dei draft dopo i provini sostenuti brillantemente a Portland, a Salt lake City, a Phoenix a Oakland e i colloqui, a causa di un infortunio al ginocchio che l’ha tenuto fermo, con i dirigenti di Boston e Toronto. Negli Stati Uniti per seguirlo in un momento così cruciale ma anche magico della sua esistenza, oltre a Sbezzi, è presente Gianni Chiapparo come tutore del giovane gigante siberiano. L’operazione (dove Pavel finirà e con quale posizione nelle scelte NBa, è di là da immaginare) interessa naturalmente Varese la quale potrebbe trarre dei bei soldoni da un

investimento-business che, francamente, ha gestito male all’inizio e peggio alla fine. La storia di Gulliver a Lilliput e di Pavel a Varese ha straordinarie somiglianze, non resta che aspettare il lieto fine...

Giancarlo Pigionatti

Edited by Lucaweb
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