Lucaweb Posted May 28, 2008 Posted May 28, 2008 (edited) Scritto da: Giuseppe Sciascia La notizia è virtualmente certa: anche nella prossima stagione Cecco Vescovi giocherà a Varese. Ma non perché la Metis abbia optato per un clamoroso ripensamento, rispetto alla scelta di non confermare il suo giocatore-bandiera al termine della stagione 2003/2004: sarà infatti la Robur et Fides targata Abc la nuova destinazione dell'ala classe 1964, che dopo ben 24 anni di onorata militanza in serie A1 sembra essere pronto al grande passo dell'abbandono del basket professionistico. Per scendere in serie B2, tornando a indossare la maglia gialloblù con la quale era nato cestisticamente, ed entrare nello staff tecnico del settore giovanile della seconda società cittadina, nonostante il responso del campo (ancora 9,4 punti col 54% da 2 in 25,9 minuti di media partita nella stagione appena conclusa nelle file della Pallacanestro Varese) sia stato prova del fatto che stiamo parlando di un giocatore di valore assoluto e, dunque, tutt'altro che "finito". «Al momento ci siamo soltanto parlati al telefono perché sono in vacanza, dovrei comunque riuscire a parlare domenica con il presidente Corti, prima che parta a sua volta per le ferie, altrimenti ci incontreremo dopo Ferragosto - conferma Vescovi -. A far nascere questa possibilità è stato Paolo Nicora (l'ex assistant coach della Metis, nominato qualche settimana fa allenatore della squadra di serie C1 del Campus - ndr), poi ho sentito Alberto Zambelli e infine Cesare Corti. Probabilmente nessuno di loro pensava all'inizio che avrei potuto accettare una situazione del genere, ma in realtà la proposta è stata concreta e interessante: vedremo come si evolverà il discorso, ma senza dubbio al momento ci sono ottime possibilità che la cosa abbia esito positivo». La decisione di Vescovi sembra dunque definitiva, soprattutto perché all'orizzonte - svanito in fretta il timido interessamento di Cantù - non ci sono offerte concrete dalla serie A e anche il contatto esplorativo che gli spagnoli del Pamesa Valencia avevano effettuato qualche settimana fa sembra essere decaduto. E per lasciare nuovamente Varese, come già accaduto per due volte nel corso degli anni Novanta, per Pistola e Bologna sponda Fortutido, servirebbe un'offerta irrinunciabile, che però il giocatore non si sente di aspettare a lungo. «Al momento non ci sono discorsi importanti con formazioni del massimo campionato e, in ogni caso, accetterei solamente proposte molto convenienti sotto l'aspetto economico e da squadre di vertice, perché muovere la famiglia non è una cosa semplice - confida Cecco Vescovi -. In effetti, c'era stato un contatto interessante con il team iberico di Valencia ma il procuratore che aveva messo in piedi la trattativa non si è più fatto sentire. Non so dire se abbiano scelto altrimenti, oppure se abbiano ancora bisogno di tempo, quel che è sicuro è che non voglio aspettare a decidere fino al mese di settembre. L'offerta della Robur et Fides è "comoda", sia per me che per la mia famiglia, la prospettiva di continuare a giocare e iniziare ad allenare è bella e divertente, ed ha anche un senso per quanto riguarda il mio futuro. Anche se, ovviamente, l'aspetto economico sarà dimensionato per la categoria nella quale andrò a giocare». Una vera e propria scelta di vita quella che l'ormai ex bandiera della Pallacanestro Varese si accinge a compiere, allettato dalla possibilità di continuare a giocare, sia pur a un livello meno impegnativo della serie A, ma soprattutto dall'opportunità di intraprendere l'attività di allenatore che, in attesa di conseguire l'apposito patentino federale, potrebbe rappresentare un possibile sbocco futuro per rimanere nel mondo del basket, al di là della nuova carriera lavorativa che Vescovi dovrebbe intraprendere con l'azienda Metis. «La proposta della Robur et Fides mi alletta più che altro per la possibilità che mi è stata offerta di collaborare con gli allenatori del settore giovanile - spiega il cestista varesino -. Giocare a basket mi piace ancora e mi dispiacerebbe mollare di botto: tornare a fare il ragazzino a 40 anni suonati, giocando per divertirmi, è una prospettiva allettante. In più c'è la possibilità di aiutare la squadra a vincere il campionato e a salire in serie B1». «Ma, al di là di tutto, l'aspetto che più mi interessa - rivela Vescovi - è la possibilità di entrare a far parte dello staff tecnico del vivaio. Senza patentino non potrò andare in panchina, ma potrei dare comunque una mano a Paolo Nicora con il gruppo della serie C1 e Under 20 del Campus, in qualità di dimostratore, e mettendo a disposizione dei ragazzi la mia esperienza. Inoltre, dovrei iniziare a svolgere un certo tipo di lavoro il mattino, con un impegno non totale che si concilierebbe bene con questo nuovo tipo di attività». «Il prossimo sarà una sorta di anno di prova -conclude Vescovi - e poi deciderò il da farsi. Però, l'occasione di iniziare ad allenare è ghiotta e voglio sfruttarla al meglio». Giuseppe Sciascia Edited May 31, 2008 by Lucaweb
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