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Scritto da: Luca Bianchin

VARESE Ieri pomeriggio, mentre De Pol e compagni sorvolavano l'Italia per tornare a Varese, in città i tifosi si interrogavano sul futuro della Whirlpool. Una era la domanda ricorrente: perché la squadra, fortissima davanti ai 5000 di Masnago, a Capo d'Orlando ha dimostrato di essere ancora priva della personalità necessaria per vincere in trasferta? Per trovare delle risposte ci siamo rivolti al presidente della Pallacanestro Varese, il grande capo della famiglia biancorossa: Gianfranco Castiglioni.

Presidente, che idea si è fatto della sconfitta di Capo d'Orlando?

"È stata una partita deludente. Molto deludente. All'antivigilia di Natale mi aspettavo un bel regalo dalla squadra, ma purtroppo non è arrivato."

Si dice spesso che è l'allenatore a dare personalità a un gruppo.

Cosa deve fare Magnano per invertire la tendenza negativa?

"Magnano è una persona seria, sa bene come preparare le partite. Però quando gli farò gli auguri di Natale gli dirò di essere più violento. Ruben è una persona seria, ma ora bisogna tirare fuori la cattiveria. Non voglio più la parola «perdita», ecco. Voglio vincere e basta."

Presidente, suona vagamente minaccioso...

"No, sono molto affezionato al nostro allenatore. Il problema è uno solo: la squadra deve diventare forte. Deve vincere. Per il pubblico, per la proprietà, per la gente. Magnano questo lo sa, deve saperlo."

La sconfitta di ieri complica molto la rincorsa alle Final Eight di Coppa Italia. Quanto tenete a questo obiettivo?

"Tanto, è uno dei primi traguardi che ci siamo posti. A questo scopo prenderei in considerazione anche la possibilità di aggiungere un tassello alla squadra, se Magnano lo ritenesse necessario. Deve solo chiedermelo."

Invece, fino a questo momento, non è arrivata nessuna richiesta...

"No, Ruben è contento, vuole valorizzare un gruppo in cui crede. Io, d'altronde, non saprei nemmeno che giocatore serve a questa squadra. Io mi occupo d'altro, gestisco società molte grosse, un esercito; per il basket resto uno spettatore, un ammiratore al massimo. La pallacanestro oggi è nelle mani di Claudio."

Se potesse tornare indietro di qualche mese, diciamo a luglio, rifarebbe tutto come prima?

"Certo, io nella vita rifarei anche gli errori. Il passato non mi interessa, e poi ho sempre fatto tutto a fin di bene. La vita è una scuola: si fanno errori nello sport, nell'industria, nei matrimoni. Succede."

Quindi, in conclusione, che spiegazioni da al mal di trasferta della Whirlpool?

"Mi hanno detto che giù in Sicilia pioveva, tirava vento. Ecco, diciamo che i ragazzi hanno perso perché si sono rattristati: si aspettavano il sole e hanno trovato l'acqua. Una sola cosa mi fa essere ottimista: la scaramanzia. Negli anni passati abbiamo sempre vinto l'ultima partita prima delle feste (lo scorso anno, ad esempio, a Masnago contro Roma n.d.r.) e tribulato nel finale di stagione. Quest'anno sembra sia cambiato tutto, e la cosa mi lascia ben sperare. La considero una «perdita di buon Natale».

Luca Bianchin

Edited by Lucaweb
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