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Claudio Maria Castiglioni:"Ora come ora nessuno è intoccabile"


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Scritto da: Giancarlo Pigionatti

L'estate è vicina, anzi lontana per il meteo e, se appare un po' perfido in alcuni giorni, poco importa perché il mercato di basket non è fatto di bancarelle all'aperto. Tuttavia c'è poco da sfogliare le verze, i club più quotati sono in gioco, mentre gli altri, a botteghe oscure o chiuse, stanno meditando sui propri progetti, innanzitutto con un'attenzione alle regole dei tesseramenti. Già delineati ma in subbuglio per quel balletto di orientamenti che, da tempo, anima Federazione e Lega. A bocce ferme, con quel che è emerso nei giorni scorsi, la prima preoccupazione delle società riguarda il reclutamento degli italiani, almeno sei a referto di cui due con il nostro passaporto non senza un prevedibile rinfoltimento della panchina, sino al dodicesimo posto. Gli extra-comunitari restano tre, così i nuovi comunitari per dire che un club può ingaggiare tre lituani o tre sloveni i quali, se sono di qualità, possono valere come tre statunitensi.

Questa è teoria, almeno, come presupposto di un'azione di mercato per tutte le società, grandi e piccole, conservatrici o riformatrici.

Chiedersi ora come sarà Varese ci sembra prematuro, al di là di un chiosare di maniera su possibili potenziamenti nel tentativo di migliorare, almeno nelle intenzioni, quel decimo posto ottenuto nella stagione appena conclusa.

Ognuno può avere proprie opinioni, che equivalgono a indicazioni per alcuni e a controndicazioni per altri, innazitutto Varese ha la prepotente necessità di "pescare" un lungo di valore, mancatele clamorosamente in campionato, ritrovandosi con l'uomo sbagliato - cioè Albano - al posto giusto. E qui il dibattito è aperto dovendo considerare la nazionalità del nuovo lungo qualora il club biancorosso confermasse i suoi tre americani i quali, guarda caso, vantano, seppur a diverso titolo, un contratto per la prossima stagione. La posizione di Garnett, Collins e Howell è nota, potendosi aggrappare tutti e tre a una firma chiara che consente loro di restare. Ma, si sa, un matrimonio o, se preferite, un fidanzamento (come potrebbe essere per Collins e Howell avendo essi un'opzione per il prossimo campionato) può dissolversi in ogni momento, accettando chi lo voglia rompere ogni conseguenza, in questo caso, economica.

Già, ma Varese che farà?

«Ora come ora proprio nulla», osserva Claudio Maria Castiglioni che non è sull'Aventino ma nemmeno al Sacro Monte..., distante anni luce dal basket, semplicemente per farsi scivolare di dosso quelle delusioni (di evitabili fìguracce) che non avrebbe immaginato, pur non drammatizzando sul risultato finale.

«E per dimenticare - spiega il giovane vicepresidente biancorosso - la miglior cosa è non pensare alla pallacanestro, almeno per qualche giorno ancora. Se si vuol guarire da una sindrome, non c'è altro da fare che rimuovere il problema. Un po' di relax, senza pallacanestro nei pensieri, mi sembra la medicina giusta per ritrovare quell'entusiasmo che, ora come, sta sotto le suole delle scarpe».

Pur che non s'arrivi tardi (come due, tre anni fa) all'appuntamento con opportune occasioni di mercato, dovendo evitare aste e inutili sperperi in una problematica corsa contro il tempo. Gli agenti, in alcuni casi, sono come volpi in un pollaio.

«Siamo consapevoli di questo rischio ma non accadrà nulla di simile, abbiamo l'esperienza sufficiente per metterci in moto in tempo utile, non prima però d'esserci schiarite le idee, tutti assieme attorno a un tavolo. La squadra, per trequarti, c'è ma, ecco il punto, potremmo metter mano anche laddove qualcuno sembra intoccabile o, comunque, sicuro di restare. Se una squadra è uno scacchiere formato da pedine, sarà il mercato,

con quel che offre, a suggerirci incastri o addirittura cambiamenti. Ci sono pedine che possono "mangiare" altre, dipende dalla funzionalità ideale che si voglia dare al nostro nuovo scacchiere».

Dobbiamo supporre che, a questo tavolo, avrà un suo preciso ruolo Ruben Magnano il quale, beneficiando di un biennale, dovrà caratterizzare il rilancio di un progetto, anche mettendosi in discussione, qualora servisse ai fini di scelte e mosse che cambino la filosofia delle ultime stagioni.

«Su questo non ci piove. Magnano ha la nostra fiducia, deve solo aspettare qualche giorno, nel frattempo si faccia pure venire qualche buona idea. Dopo di che, quando avremo ritrovato la luna buona, agiremo per il bene di Varese, come abbiamo sempre cercato di fare. Sin qui ci mancano i risultati, anche se nell'ultimo campionato abbiamo più di un motivo per sperare in un futuro migliore , ma questa premessa non significa - è sempre Castiglioni junior che parla - conferma cieca e scontata di tutti».

Gli interessati, su queste colonne, hanno però chiaramente detto - chi più, chi meno - di non voler togliere il disturbo... Allora come la mettiamo?

«Possono dire ciò che vogliono, sono da capire e ammirare per la loro voglia di restare a Varese ma noi abbiamo voce in capitolo per prendere, se ne siamo convinti, altre decisioni. I sentimentalismi mal si conciliano con gli obiettivi, se essi tendono a un reale miglioramento».

Siamo d'accordo ma sia più esplicito, magari con un esempio...

«Prendiamo Garnett che ha deluso ma che vanta un contratto garantito per la prossima stagione. Ebbene, se decidessimo di poterlo rimpiazzare con un elemento di maggiore potenzialità, non penseremmo due volte a transare per sbolognarlo. Ma questo è solo l'esempio più vistoso, potremmo farne altri, di giocatori che non costano molto se si vogliono mettere alla porta. Il bene di Varese sta sopra a tutti, pur dipendendo dalle offerte di mercato e dagli sforzi economici che il papa intende sopportare, aspettando nel frattempo segnali di forza dalla città».

Come dire che non c'è nulla di nuovo sotto il sole...

Edited by Lucaweb
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