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Scritto da Giancarlo Pigionatti

Nel giorno degli azzurri c'entrano poco i biancorossi ma, a far notizia, almeno per una sua ufficializzazione, che fa chiarezza su certi ruoli di comando, è la nomina di Gianni Chiapparo a consigliere della Pallacanestro Varese. Il che significa l'ingresso dell'ex direttore sportivo dei Roosters, nonché collaboratore di Dodo Rusconi nella stessa gestione Castiglioni, nel consiglio di amministrazione della società, quindi con un compito di grande autorevolezza, quale unico personaggio esterno alla proprietà. Presidente è Gianfranco Castiglioni, vice è il primogenito Claudio Maria e consiglieri sono l'altro figlio Davide e, appunto, Chiapparo che avrà deleghe di rappresentanza in Lega e Fip (nelle cui riunioni egli incarnerà Varese) e nella gestione sportiva del club, cioè con voce in capitolo nei rapporti con il tecnico e con la squadra, soprattutto quando - osserva il vicepresidente - ci si dovrà far sentire per esprimere, con energia, il pensiero della proprietà. E Mario Oioli che fine farà? La domanda vien spontanea conoscendo il pensiero del direttore sportivo il quale s'aspettava, probabilmente, un riconoscimento sul campo, dopo tanto apprezzato e oscuro impegno.

Oioli, definito "troppo buono" dal vicepresidente, soprattutto quando bisogna alzare i toni per chiedere conto di certe realtà, continuerà nella sua azione, chiamato con ugual dignità al tavolo delle decisioni, per scelte e strategie, giust'appunto con Claudio Maria e Davide Castiglioni. E, ovviamente, con il professpr Chiapparo. Si tratta di capire se Oioli, in questi giorni a Las Vegas per seguire la Summer League, accetterà una collocazione che potrebbe ritenere imbarazzante, sempre che aspirasse decisamente a un ruolo più importante per la sua carriera in biancorosso. A fugare ogni rischio, apprezzandolo tantissimo, al di là di ogni affetto, è lo stesso vicepresidente il quale fa notare come nessuno abbia una posizione preminente nelle filosofie operative, tecnicamente parlando.

Indubitalmente Chiapparo avrà un ruolo di enorme prestigio, il che dimostra la grande fiducia che riscuote nella famiglia Castiglioni, peraltro, senza alcuna raccomandazione, tanto per chiarire, da parte di alcun potentato.

«Abbiamo voluto Gianni in una posizione che riteniamo conveniente e preziosa in un rapporto di gerarchie tra società e squadra. Chiapparo sarà la voce della proprietà e dalla dirigenza la quale tiene conto, mi preme ricordarlo, dell'opinione di tutti coloro che sono chiamati al tavolo dei progetti», spiega il giovane Castiglioni, come per sottolineare la valenza dell'ingresso di Chiapparo nel consiglio di amministrazione e rassicurare, nelle sue mansioni di sempre, il direttore sportivo.

Staremo a vedere, nel frattempo la figura di Chiapparo consigliere, come aveva avuto modo di indicare, tempo fa, il giovane Castiglioni, su queste colonne, dando forse l'impressione d'intenderlo consulente personale allorquando qualcuno lo ipotizzava general manager, pretende una sua giusta valutazione, dovendone riconoscere grande e apprezzabile esperienza attraverso diverse funzioni. Per dire di una mole di contatti nel mondo del basket che ne fanno un personaggio. Gli auguriamo solo d'essere modernissimo, quindi aperto a nuovi orizzonti per uscire dai recinti di quel sentimentalismo che, inevitabilmente, porta ad essere conservatori, anche se Gianni, per sua cultura, si considera un rivoluzionario. Un po' romantico, un po' scontroso, sicuramente un idealista, Chiapparo si rigioca questa grande chance della vita con un bagaglio a mano... di tanti insegnamenti di vita. E, conoscendolo bene, anche attraverso conflitti dialettici, immancabili tra uomini veri, gli auguriamo grandi fortune.

L'altra notizia, si fa per dire, riguarda Federico Bolzonella che, proprio ieri, su queste colonne, ha fatto capire, e con franchezza (inusitata in molti suoi colleghi) di preferire una scelta diversa da Varese, almeno nel prossimo campionato, al fine di esplorare tutte le sue possibilità di carriera. Giocare da leader, anche se in Legadue, non è la stessa cosa, d'una comparsata in A1, dipendendo dalle lune di Magnano. Più o meno così parlò il giovane di Cavagnano che è nato uomo e che dimostra tanta saggezza volendo capire se, stoffa a parte, potrà guidare, un giorno, come sicuro regista, Varese. Il ragionamento di Federico è un esempio per quei giovani che già si credono arrivati dopo qualche minuto o, peggio, dopo una collezione di n.e in una grande squadra. Bolzonella, promosso proprio da Magnano tempo fa, non crede molto alle promesse estive del coach, avendo di che dubitare, dopo un anno e mezzo di dubbia fiducia. Nessuna polemica, solo realismo. Che Claudio Maria Castiglioni condivide credendo in Bolzonella "il quale può diventare un autentico effettivo"

«E dove se non non lontano da Varese?».

A questo punto toma alla ribalta, e fortissimamente, la collocazione di Marco Passera, giovane talentuoso che Soresina, neopromossa in A2, vorrebbe confermare ma che, verosimilmente, perderebbe, tornando il talentuoso play nella sua città, peraltro graditissimo da Magnano.

E per oggi è tutto, aspettando una sera mondiale.

Giancarlo Pigionatti

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