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di Giancarlo Pigionatti

Telefoni che squillano, offerte che piovono, bozze di contratto che si riempiono: chiamale, se vuoi, accelerazioni profonde di Varese sul mercato.

Presi Carter e Galanda a fine luglio e all’alba di agosto, il club biancorosso, spinto nelle sue operazioni da Gianni Chiapparo e Mario Oioli, sotto la regia appassionata di Claudio Maria Castiglioni che, val la pena ricordare, è diventato presidente, a parte le sue già "facenti funzione" in nome del padre, sta per così dire battagliando, con il procuratore di Delonte Holland per limare la richiesta e alzare l’offerta al fine di chiudere per l’ex Teramo, un’ala piccola con punti nelle mani (18 e rotti nella scorsa stagione).

Ma, soprattutto, ci risulta, la Pall. Varese ha messo le mani sul nuovo playmaker, vale a dire sull’americano William o meglio Billy Keys, vecchia, seppur fugace, conoscenza del basket italiano, come regista di Roseto, tre anni fa, con Norman Nolan come compagno.

Il club biancorosso ammette l’interessamento a Keys dando l’impressione (se ben conosciamo le persone) d’essere vicina, se non addirittura d’aver chiuso l’operazione, mancando solo la firma su un contratto già definito, pure nei dettagli.

Nessuna ufficializzazione, è vero, ma le ammissioni del quartier generale di via Sanvito Silvestro fanno pensare con ragione che la pista porti dritto a Keys, 29 anni, 185 centimetri per 92 chilogrammi, un atleta ben in carne e ossa, anzi in muscoli.

In questi casi i sussurri e le informazioni, che s’intrecciano fanno dire a quegli addetti ai lavori, i quali conoscono Billy come le loro tasche, per i suoi trascorsi in Italia e in Spagna (dove si trovano le sue tracce, segnatamente alle ultime due stagioni), che l’americano, sul campo, sa diventare un uomo d’ordine, capace di far girare una squadra, davvero adeguato e utile se, attorno, ruotano elementi scoppiettanti, che pretendono palloni per finalizzare.

Per dirla con franchezza Billy non è certo un giocatore "razzente" ma - quadrato com’è nella sua stazza corporea - promette di battersi a petto nudo in difesa e di poter scandire quei ritmi che, verosimilmente, predilige Ruben Magnano in cabina di regia. Non è un fenomeno, sia chiaro, se ci si passa l’appunto ma, ad esempio, non pare malaccio nel tiro dalla lunga distanza ed è svelto nei passaggi smarcanti.

Varese, se ha puntato su questo play, significa che Keys rappresenta una scelta equa secondo quel sano rapporto tra qualità e prezzo, nell’osservanza della filosofia di gioco del suo allenatore.

Si diceva di Billy a Roseto, il cui taglio a gennaio potrebbe anche generare atroci perplessità, eppure le sue cifre, nel campionato italiano, almeno sin quando guidò la squadra abruzzese, non sono da buttar via né peggio scarabocchi, basti pensare ai suoi 11 punti e 3.7 assist di media a gara per capire che non si tratta di un "terminator" ma nemmeno di un "fessacchiotto" allorquando decide di chiudere l’azione. Keys, in Spagna, ha guidato Gran Canaria (nelle cui file giocò De Pol prima di tornare a Varese) e, nella scorsa stagione, in A2, il Saragozza (laddove nella stagione precedente giocò i play off promozione Gianmarco Pozzecco).

Queste sono le sue cifre nel Gran Canaria: 12 punti e 3.7 assist di media a gara. Lievemente superiori le sue segnature nel Saragozza: 13.7 punti di media a gara (col 54% da due e 32% dal perimetro) più la sua solita razione di assist per dire di quasi 4 a partita.

Se Keys dovesse solo confermare il proprio fatturato, oltre ovviamente illuminare il gioco con una presenza, se non di talento, perlomeno autorevole, potrebbe tappare un pericoloso "buco", peraltro in sintonia con Carter e Holland (sul quale il club punta con energia) le cui mani promettono complessivamente 36 punti a gara.

E se aggiungiamo i contributi di Hafnar, Galanda, Howell, Fernandez e De Pol, il potenziale offensivo all’ingrosso di Varese salirebbe potenzialmente a più di 90 punti a partita, dovendo ancora il club assicurarsi un play per la panchina.

Aspettiamo, in ogni caso, l’ufficialità di quest’operazione e la definizione della trattativa, in soldoni, con Holland per avere un’idea più compiuta del mercato biancorosso, molto lucido e concreto negli ultimi giorni, quindi della squadra.

Giancarlo Pigionatti

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