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Castiglioni:"Ora esigo delle spiegazioni"


Lucaweb

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di Francesco Caielli

Una settimana bloccato a letto da un´influenza maledetta e da un

febbrone che non se ne vuole proprio andare, una settimana

forzatamente lontano dai suoi impegni di lavoro, e dalla sua squadra.

Nella voce di Claudio Castiglioni ci sono tutti i postumi di una

brutta bronchite, che nascondono - o almeno ci provano - tutta la

delusione per la sconfitta di giovedì scorso che ha sancito

l´eliminazione di Varese dalla coppa Italia. Una partita che il

presidente ha seguito dagli schermi di Sky, arrabbiandosi ancora più

del solito nel vedere i suoi biancorossi venire buttati fuori senza

nemmeno lottare. "E´ vero - confida Castiglioni - sono davvero molto

deluso. Non mi è piaciuta la partita che abbiamo fatto, non era

quello che mi aspettavo. Più volte ci eravamo detti che saremmo

andati a Bologna per fare bella figura: nessuno pretendeva di vincere

con la Virtus, o di portare a casa la coppa, ma almeno di andare a

giocarcela a testa alta. Non lo abbiamo fatto".

Cosa non le è piaciuto?

Direi tutta la partita, fin dall´inizio si vedeva che le cose non

giravano come al solito. Non c´era fluidità, non c´era gioco, eravamo

statici e bloccati. Poi nell´ultimo quarto abbiamo mollato, abbiamo

smesso di giocare, e i sette punti di distacco finali sono bugiardi

perché avrebbero potuto darcene molto di più. Ma la cosa che mi è

piaciuta di meno è stato quello che è successo tra Magnano e Holland.

Ecco, che idea si è fatto?

Che esigo delle spiegazioni. Voglio che mi si dica per quale motivo

si sia rinunciato al nostro miglior giocatore per tutto l´ultimo

periodo. Certo, probabilmente avremmo perso anche con Delonte in

campo, ma almeno avremmo provato a vincerla. Invece non lo abbiamo

fatto, e io pretendo di sapere il perché.

Lei ha visto la partita dalla televisione. Che cosa ha pensato al

momento?

Sinceramente credevo che Holland si fosse infortunato, e che per

questo avesse chiesto il cambio. Invece Delonte stava benissimo, e ha

chiesto in più occasioni di rientrare in campo. Non è stato ascoltato

e, ripeto, pretendo di sapere perché. Quello che so è che Holland ha

chiesto il cambio perché aveva bisogno di riflettere un attimo, di

tirare il fiato. Averne di giocatori che hanno l´umiltà e

l´intelligenza di sapersi gestire: il suo è stato un gesto molto

umano e altruista.

Qual è la posizione della società?

Prima di tutto voglio dire che non esiste nessun caso Holland. E che,

come ha detto Chiapparo il giorno dopo la partita, noi stiamo

lavorando per prolungare il suo contratto perché vogliamo che

continui a stare con noi. Quando Delonte ha sbagliato, noi siamo

stati inflessibili nel punirlo. Questa volta no, non è la stessa cosa.

Oggi gli allenamenti riprenderanno. Cosa farà?

Parlerò con l´allenatore che, lo ripeto, mi deve delle spiegazioni. E

poi dovremo rimetterci tutti al lavoro perché il campionato riprende,

e quello è il nostro vero obiettivo.

La brutta esibizione di coppa rischia di compromettere il cammino di

Varese in campionato?

Nelle ultime due stagioni la coppa Italia è stata uno spartiacque

negativo, nel senso che dopo aver rimediato sonore scoppole nelle

final eight di Forlì, avevamo dei crolli verticali e buttavamo il

campionato alle ortiche. Questa volta non dovrà essere così, perché

la nostra intenzione è quella di riprendere a vincere, fin da subito.

Vogliamo fare i playoff, e vogliamo farli da protagonisti. Vogliamo

urlare a tutta Italia che Varese è tornata, perché a giudicare da

quello che dicevano i commentatori di Sky durante la partita di

coppa, evidentemente se ne sono accorti in pochi.

Si spieghi.

Durante la nostra partita la frase più ricorrente era "Beh, per lo

meno Varese non ha fatto le figuracce degli anni scorsi, almeno non

ha preso venti punti". No, non ci siamo. Invece di essere citati come

una squadra che diverte, che riempie il palazzo, come una società

simpatica e organizzata, veniamo ricordati per le brutte figure che

abbiamo fatto nel passato. Vorrà dire che dovremo lavorare ancora di

più, e vincere ancora tante partite, perché tutta la gente - e non

solo quella di Varese - si accorga di noi.

Francesco Caielli

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