Lucaweb Posted July 11, 2008 Posted July 11, 2008 di Francesco Caielli Una settimana bloccato a letto da un´influenza maledetta e da un febbrone che non se ne vuole proprio andare, una settimana forzatamente lontano dai suoi impegni di lavoro, e dalla sua squadra. Nella voce di Claudio Castiglioni ci sono tutti i postumi di una brutta bronchite, che nascondono - o almeno ci provano - tutta la delusione per la sconfitta di giovedì scorso che ha sancito l´eliminazione di Varese dalla coppa Italia. Una partita che il presidente ha seguito dagli schermi di Sky, arrabbiandosi ancora più del solito nel vedere i suoi biancorossi venire buttati fuori senza nemmeno lottare. "E´ vero - confida Castiglioni - sono davvero molto deluso. Non mi è piaciuta la partita che abbiamo fatto, non era quello che mi aspettavo. Più volte ci eravamo detti che saremmo andati a Bologna per fare bella figura: nessuno pretendeva di vincere con la Virtus, o di portare a casa la coppa, ma almeno di andare a giocarcela a testa alta. Non lo abbiamo fatto". Cosa non le è piaciuto? Direi tutta la partita, fin dall´inizio si vedeva che le cose non giravano come al solito. Non c´era fluidità, non c´era gioco, eravamo statici e bloccati. Poi nell´ultimo quarto abbiamo mollato, abbiamo smesso di giocare, e i sette punti di distacco finali sono bugiardi perché avrebbero potuto darcene molto di più. Ma la cosa che mi è piaciuta di meno è stato quello che è successo tra Magnano e Holland. Ecco, che idea si è fatto? Che esigo delle spiegazioni. Voglio che mi si dica per quale motivo si sia rinunciato al nostro miglior giocatore per tutto l´ultimo periodo. Certo, probabilmente avremmo perso anche con Delonte in campo, ma almeno avremmo provato a vincerla. Invece non lo abbiamo fatto, e io pretendo di sapere il perché. Lei ha visto la partita dalla televisione. Che cosa ha pensato al momento? Sinceramente credevo che Holland si fosse infortunato, e che per questo avesse chiesto il cambio. Invece Delonte stava benissimo, e ha chiesto in più occasioni di rientrare in campo. Non è stato ascoltato e, ripeto, pretendo di sapere perché. Quello che so è che Holland ha chiesto il cambio perché aveva bisogno di riflettere un attimo, di tirare il fiato. Averne di giocatori che hanno l´umiltà e l´intelligenza di sapersi gestire: il suo è stato un gesto molto umano e altruista. Qual è la posizione della società? Prima di tutto voglio dire che non esiste nessun caso Holland. E che, come ha detto Chiapparo il giorno dopo la partita, noi stiamo lavorando per prolungare il suo contratto perché vogliamo che continui a stare con noi. Quando Delonte ha sbagliato, noi siamo stati inflessibili nel punirlo. Questa volta no, non è la stessa cosa. Oggi gli allenamenti riprenderanno. Cosa farà? Parlerò con l´allenatore che, lo ripeto, mi deve delle spiegazioni. E poi dovremo rimetterci tutti al lavoro perché il campionato riprende, e quello è il nostro vero obiettivo. La brutta esibizione di coppa rischia di compromettere il cammino di Varese in campionato? Nelle ultime due stagioni la coppa Italia è stata uno spartiacque negativo, nel senso che dopo aver rimediato sonore scoppole nelle final eight di Forlì, avevamo dei crolli verticali e buttavamo il campionato alle ortiche. Questa volta non dovrà essere così, perché la nostra intenzione è quella di riprendere a vincere, fin da subito. Vogliamo fare i playoff, e vogliamo farli da protagonisti. Vogliamo urlare a tutta Italia che Varese è tornata, perché a giudicare da quello che dicevano i commentatori di Sky durante la partita di coppa, evidentemente se ne sono accorti in pochi. Si spieghi. Durante la nostra partita la frase più ricorrente era "Beh, per lo meno Varese non ha fatto le figuracce degli anni scorsi, almeno non ha preso venti punti". No, non ci siamo. Invece di essere citati come una squadra che diverte, che riempie il palazzo, come una società simpatica e organizzata, veniamo ricordati per le brutte figure che abbiamo fatto nel passato. Vorrà dire che dovremo lavorare ancora di più, e vincere ancora tante partite, perché tutta la gente - e non solo quella di Varese - si accorga di noi. Francesco Caielli
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