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Ora viene il bello, purchè lo sia. Varese si prepara all'incasso


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di Giancarlo Pigionatti

C'è chi annaspa e c'è chi rischia una "cannellata" mai vista. Basti pensare a Napoli che ad Avellino, laddove Varese, sua coinquilina (in classifica) si è imposta con un netto margine, ci ha lasciate le penne, quindi a Treviso che dovrà fare come i gamberi scendendo di tanti punti, quanti la commissione giudicante le rifilerà, fors'anche meno dei 18 richiesti dal procuratore federale ma, comunque e presumibilmente, tanti da farla precipitare in un quasi abisso. Non crediamo che alla Ghirada si vivano bei giorni, soprattutto dopo che la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo sul caso Lorbek mobilitando uomini in divisa, intenti ad acquisire ogni atto sull'ormai noto pasticciaccio. Buona fede o no, la Benetton vi è dentro sino al collo. Ma c'è anche chi scruta gli avversari dall'alto al basso e c'è chi, tra un

successo stiracchiato e l'altro, ha la certezza di investire tanti soldoni nel proprio futuro, a cominciare da oggi attraverso una realta che le garantisce tranquillità. Nel primo caso alludiamo a Siena che se la gode, lassù, in navigazione solitaria, pure guidata da un tecnico giovane ed esordiente come Pianigiani il quale potrebbe ripetere l'exploit di Sergio Scariolo allorquando, sulla panchina lasciata libera da Valerio Bianchini di cui era assistente, conquistò uno scudetto con la Scavolini. Nel secondo caso ci riferiamo all'Olimpia Milano che ha trovato anticipatamente nel suo uovo di Pasqua altri tre anni di sponsorizzazione Armani, pure e a quanto pare, da un milione e ottocento mila euro a stagione, con uno scopo chiaro: scudetto ed Eurolega.

E c'è chi sembra aver imbroccato la strada buona o meglio la cosiddetta quadratura del cerchio grazie a tocchi e ritocchi di formazione, solitamente dannosi, ma in questo caso abbastanza indovinati a conferma di ciò che prima era tutto sbagliato, tutto da rifare. E' il caso di Roma che può

soffiare a Varese un piazzamento play off importante. Va avanti per la sua strada la Vidivici la quale, dopo aver impressionato all'inizio di stagione, si barcamena in posizioni di eccellenza facendo risaltare sempre più Blizzard che indicammo, con Mclntyre, per gli acquisti di Varese. Ricordarlo, è vero, rischiamo di essere odiosi, come possono esserlo certi paragoni con gli attuali biancorossi nello stesso ruolo, i quali, teniamo a sottolinearlo, sono persone splendide e discreti cestisti.

Infine c'è una Climamio persa per i campi, d'altra parte un blasone o un nome non basta per reggerne il peso in ambizioni d'eccellenza quando un presidente, troppo tuttofare, ha soltanto le esperienze d'una squadra provinciale.

Già, ma ci interessa Varese, la quale si sta mantenendo sopra un'ampia

sufficienza, per vittorie e sconfitte, adesso è settima ma in coabitazione con Montegranaro e Napoli che le faranno visita a Masnago. Soprattutto Magnano e i suoi uomini, dopo un semestre -dovendo giudicarli con i loro limiti - non stanno imbrogliando alcuno, se non qualche illuso, da non confondere con i sognatori, gente romantica, avendo fatto sin qui la propria parte, al di là di ovvie recriminazioni, come ce ne sono nei pensatoi di tutti i club. I biancorossi sono primi nel tiro da tre punti e nelle palle perse, nel senso che le hanno lasciate di meno agli avversari, avendo maniglie buone nel possesso del gioco, quindi vantano il terzo miglior attacco del campionato: queste tre preziosità valgono più di cento testimoni nel propugnare punti nelle mani e una conduzione tecnica attenta, anche se talvolta eccessiva nei suoi schematismi, ben conoscendo la filosofia di Magnano la quale pretende applicazione dai suoi uomini. Per vincere uno scudetto ci vorrebbero, per spessore, di valore e caratteristiche, un altro Holland e un altro Galanda, naturalmente con questo zoccolo duro, che fa della Whirlpool una squadra apprezzata da tutti. Anche Magnano potrebbe riconsiderare i suoi rigori: un giocattolo, pur ben costruito e solido, per divertire a lungo, ha bisogno di un suo carillon.

Varese ha sfruttato la prima svolta di stagione, proprio a Cantù, in un derby nel quale sembrava spacciata, a una manciata di secondi dalla fine, ebbene ora - restando coperta... e paziente in fila - può presentarsi all'incasso per riscuotere quegli indubbi crediti che il calendario le offre. Alla fine della "stagione

regolare" mancheranno dodici gare: Varese ne giocherà sette in casa e cinque fuori, alcune delle quali su campi aperti... come Livorno e Teramo.

Le basterà far rispettare il fattore campo, soprattutto nelle sfide più insidiose, contro Napoli (che può beccarne quindici come imperversare), Cantù (la cui rivalità è quella di un derby che

sfugge ad ogni logica) e Montegranaro (il cui equilibrio di squadra tignosa le da una sua forza competitiva), sempre che non perda la tramontana in altre occasioni (a cominciare da domenica contro Reggio Emilia), per sfondare nei play off e in piazze d'avanguardia.

Non c'è che dire, ora viene il bello. Purché lo sia.

Giancarlo Pigionatti

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