Lucaweb Posted July 12, 2008 Posted July 12, 2008 di Giancarlo Pigionatti Spesso prende a calcioni il rotore della pubblicità, da riparare ogni volta, chiamalo se vuoi "ultra" del parterre. E se il presidente e letteralmente il primo tifoso, Claudio Maria Castiglioni, irrequieto e in piedi, almeno sino al quarantesimo minuto d'ogni gara, lo è sul campo, anzi a bordo campo, anche per quella stizza infranta su una balaustra. Lo fanno arrabbiare le malandrine azioni dei suoi amati biancorossi e i galeotti fischi degli arbitri. Castiglioni junior, abituato a scendere in pista, per gareggiare, sospinto da ben altro rombo... di motore (uno vero), correndo in karting, non ama la poltroncina del dirigente o, se preferite, il tunnel scelto da molti manager come luogo di sofferenza. Il giovane presidente della Pall. Varese non è uno "scalmanato" ma avverte, come nervo scoperto, il suo ruolo di "numero uno" della società, particolare anche per la sua amicizia con i giocatori. Si esalta e s'arrabbia, si inquieta e si placa: beh, al confronto di Magnano, le cui caricature meritano il primo posto in un festival di "espressionismo", sembra una mummia... Varese, da lui guidata, è settima ma è come se fosse sesta, questione di confronti diretti, almeno sin qui, da ribaltare a Masnago attraverso un calendario che non è quello di Monica Bellucci ma che, in compenso, promette delizie. Con sette gare al PalaWhirlpool su dodici da giocare, Magnano e i suoi uomini non assomigliano certo a quei soldati che partono per il fronte, anche se, nel basket, a volte, le cannonate t'arrivano dentro casa. Le partite che restano nella stagione regolare sono note nella loro dimensione, per rapporti di forza, pure abbastanza attendibili, al di là di "entrate a gamba tesa" della sorte. In questi casi nei club si fanno tabelle d'intenti... Che Castiglioni ne abbia una sua, tutta speciale, da primo tifoso? «Non mi sono soffermato sulle gare che ci mancano: giuro su cento Bibbie. Mi interessa solo la partita che ci tocca la domenica successiva». - Par di capire che non s'è fatta alcuna idea di traguardo possibile... «In cima a ogni pensiero spiega - vi sono soltanto i play off». - Ma i play off significano tutto e niente. Tutto se la squadra sarà capace di scavalcare altri fili spinati. Niente se verrà mandata a casa dalla prima che troverà. «E' chiaro che se dovessimo arrivare quarti, avremmo potenti chances per puntare a una semifinale scudetto, mentre da posizioni più arretrate dovremmo compiere un mezzo miracolo ma questo è un campionato folle, quindi aperto». - Cambiarne senso alla domanda. Quale squadra non vorrebbe incontrare nei play off? «Mi sembra scontato citare Siena, quindi indico Roma la quale, se s'aggiusta, visti i suoi rafforzamenti, potrebbe diventare potente. Vorrei tanto Milano, data la natura di un derby, solitamente aperto a ogni pronostico, ma l'Armani è diventata la nostra "bestia nera". Non solo ma giochiamo anche male mentre, ad esempio, Montegranaro riesce a fare bella figura. Cancello anche Milano». - Storia a parte della Benetton che, probabilmente, si beccherà una cannellata dal giudice sportivo non resta che la Vidivici... «Dovendo scegliere mi sembra la più abbordabile ma, con questo discorso, mi state imbrogliando, ho detto di non voler fare previsioni precise. Voglio i play off e mi sembra già un pronostico impegnativo». - Che lei, par di capire, pure con un ottavo posto, considera un'impresa. «Almeno sin quando non leggo il nome di Varese nella griglia dei play off, nulla mi può interessare di più». - Sette gare a Masnago sono come crediti da riscuotere... «Anche con la Benetton avevo messo 2 punti in conto ma, all'intervallo, eravamo sotto di 20, non mi fate imprecare proprio ora». - Se dovesse dare una pagella, dopo due trimestri, a Magnano e ai suoi uomini, come li classificherebbe? «Da sette mezzo, se non avessero urtato il famoso secchio pieno di latte, quindi per alcune partitacce, il mio voto è dal sei al sette». - Incalzala primavera, solitamente in questa stagione una società, che ha progetti chiari e mirati, già pensa a tocchi e ritocchi per fare meglio... «Qualche idea l'abbiamo ma senza nomi. Questa squadra è fatta da eccellenti persone che, cestisticamente, fanno un bel gruppo o meglio uno spogliatoio {si dice così?) che mai abbiamo avuto nelle ultime stagioni. Sotto questo aspetto sono tutti da confermare ma non sarà così, scadendo alcuni contratti». - Tecnicamente Holland merita una super conferma... «Sono d'accordo ma - osserva Castiglioni - saranno molte le sirene (di mercato) a tentare Delonte: sarà un'operazione ardua legarlo ancora a Varese che, non figurando, in Eurolega, patisce una determinata concorrenza». - Già, l'Europa. Cui Varese potrà partecipare in altre competizioni, piazzandosi nei play off. E' sempre dell'idea di rinunciare a queste Coppe e Coppette? «Se non sarà lo sponsor a imporlo, dietro un preciso compenso, non ci "ammazzeremo" inutilmente in fatiche e rischi. Siena in Uleb e Virtus Bologna nella Fiba Europe Cup ci hanno lasciato soldi e giocatori, pure qualche nguraccia». - Quale sarà il futuro di Varese, grazie sempre alla sua famiglia? «Una cosa è certa: mai potremo competere - spiega Castiglioni junior - con alcuni club sul piano finanziario. Se conteranno solo i soldi per vincere uno scudetto, non saremo mai candidati ma, innegabilmente, faremo di tutto per gratificare una piazza così appassionata com'è la nostra. Ora però pensiamo a Reggio Emilia, il resto vale come il sesso degli angeli».
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