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Ora Magnano è davvero un ex


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di Giuseppe Sciascia

É ufficialmente terminata ieri sera la collaborazione tra la Pallacanestro Varese e Ruben Magnano: il comunicato ufficiale della società di via Sanvito ha messo la parola fine a un rapporto durato 20 mesi e 97 partite ufficiali: 45 le vittorie conquistate sulla panchina biancorossa dal coach argentino che ha chiuso la sua esperienza "prealpina" con un quattordicesimo, un decimo e un settimo posto, riportando però la Whirlpool nel tabellone-playoff dopo tre anni di delusioni.

Il club varesino ha sottolineato l'interruzione della collaborazione "nel pieno rispetto dei termini contrattuali", mentre il comunicato si conclude con il rituale "ringraziamento per il lavoro svolto e con i migliori auguri per il prosieguo della carriera». Se continuerà in Argentina, magari di nuovo con la Nazionale, o in Europa è presto per dirlo. Via libera dunque per l'arrivo a Varese dì Veljko Mrsic, terzo allenatore straniero degli ultimi sei anni dopo Gregor Beugnot e lo stesso Magnano che arriverà in città la settimana prossima per "prendere possesso" del nuovo incarico.

«Veljko avrà poca esperienza da allenatore ma la scelta di affidargli la panchina non mi sembra un salto nel buio visto che ancora giovedì sera il Cibona Zagabria gli ha offerto la guida della squadra, che parteciperà all'Eurolega e Malaga che gli ha proposto un incarico da assistente -spiega il dirigente varesino Gianni Chiapparo -. Lo scorso anno la sua avventura al KK Spalato fu negativa per fattori contingenti vista la modestia dell'organico, sono fiducioso tuttavia sulle possibilità di Mrsic di fare bene alla guida di una squadra "frizzante" che giochi un basket più libero e a ritmi superiori a quello degli ultimi anni». Ovviamente dipenderà dalla squadra che avrà a sua disposizione.

Il tema dell'ottimizzazione delle risorse disponibili ricorre sempre nelle spiegazioni di Chiapparo sui motivi del "divorzio" da Magnano, ma pare evidente anche la volontà della società di voltare pagina sotto l'aspetto della "filosofia tecnica" e delle scelte strategiche sul mercato, a partire dalla decisione di puntare sui giocatori italiani e dalla volontà di tenere "di riserva" uno o due visti: «A mio avviso dopo tre anni era giunto il momento di cambiare, soprattutto nell'ottica della necessità di ottimizzare le risorse disponibili viste le necessità della società - è il parere del dirigente biancorosso -. Serviva avviare un ricambio generazionale cercando di mantenere la squadra al livello della stagione passata, per questo abbiamo puntato su giocatori italiani emergenti come Passera e Boscagin sulla falsariga delle scelte dell'anno passato alla ricerca di giocatori motivati ed in cerca di affermazione o rivalsa. Anche il discorso dei visti di riserva rappresenta una politica diversa rispetto al passato: uno o due "jolly" in più da giocare ci daranno la possibilità di compiere innesti di qualità qualora dovesse presentarsi la possibilità di una occasione favorevole da sfruttare».

Sotto l'aspetto pratico Chiapparo fa affidamento sulla possibilità di "monetizzare il lavoro svolto da Magnano per dare una "quadratura mentale" al gruppo con un approccio più "aperto" e meno rigido da parte della nuova gestione tecnica Mrsic-Vescovi, auspicando che la coppia di americani dia all'organico il necessario "valore aggiunto" in termine di qualità offensiva. Il dirigente varesino nutre ancora speranze per cercare di riportare a Varese Delonte Holland, anche se le velleità NBA e il richiamo dell' Eurolega (decisamente concreta la pista Roma) rendono difficile che il sogno si avveri. «Sono il primo a riconoscere la qualità dell'opera di Ruben nel dare un' ottima mentalità di lavoro alla squadra durante la settimana - conferma il dirigente varesino -. Questa dovrà essere la base su cui i due nuovi allenatori dovranno inserire vivacità e freschezza atletica. Proprio in quest' ottica è stato confermato un giocatore dinamico come Capin e sono stati ingaggiati elementi arrembanti come Passera e Boscagin, oltre ai nostri lunghi atipici con mani calde in transizione ed il giovane Mladjan, ancora da valutare, che spero possa diventare un piccolo Gorenc. Sulla carta abbiamo pochi punti nelle mani? Auspico prima di tutto che con un basket più vivace ogni giocatore possa aumentare di un paio di punti la "produzione" dello scorso anno, e poi gli stranieri ancora mancanti per completare il puzzle saranno certamente giocatori importanti sotto l'aspetto realizzativo. La mia priorità numero uno è provare a confermare Holland: Delonte è un giocatore che a noi ha dato tantissimo e incarna perfettamente le caratteristiche dell'ala piccola realizzatrice e rimbalzista che stiamo cercando, verificheremo le possibilità di tenerlo a Varese una volta che avrà esaurito gli impegni NBA».

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