Lucaweb Posted July 14, 2008 Posted July 14, 2008 di Antonio Franzi VARESE Dal dogma Magnano's style, con un piano di gioco minuziosamente preciso e intangibile a ogni situazione (nemmeno se Blair ti schiaccia sempre in faccia), alla flessibilità dell'era Mrsic: il croato vuole costruire una squadra camaleontica, ricca di mille sfaccettature per adeguarsi agli avversari e - possibilmente - sorprenderli. Non a caso la prima scelta di mercato è stata quella di un lungo Usa in grado di calarsi in diversi atteggiamenti, soprattutto in attacco. Rispetto al monodimensionale Howell, valido solo in chiave difensiva, Melvin risulta paradigmatico di un atteggiamento che vuole coinvolgere nella metà campo offensiva chi sa muoversi in più posizioni. Non si abbandonerà quel pick and roll (il gioco verticale tra il play e il centro, ndr.) che era il "segno di fabbrica" dell'ultima Whirpool, anche perché è ormai il gioco principe del basket d'oggi. Ma proprio grazie alla duttilità del miglior uomo della scorsa Legadue si potrà far pervenire il pallone con continuità pure in post basso, ovvero sulla tacca tra la linea d'area e quella di fondo campo. A proposito del numero dei palloni giocati in attacco: il ritmo dei tiri s'incrementerà. È così quando ci si affida a una coppia di regia Capin-Passera più fantasiosa rispetto al buon Keys e, soprattutto, a quel Collins talvolta perfino tedioso nel suo ritmo blando. Certo, giocare più velocemente vuoi dire anche esporsi a una maggiore produzione ,di tiri da parte degli avversari. E quando il talento è inferiore, questo può non essere un vantaggio... Qui, però, entra in gioco quello che ci sembra l'uomo chiave: Hodge ha movimenti felini e rapidità d'esecuzione, soprattutto nel passaggio. Riuscirà a calarsi nella parte - che gli è propria - di chi sa elevare la qualità complessiva del suo quintetto? Oppure il non avere nel tiro un'arma micidiale, almeno per quello che il precampionato - talvolta fallace - ha mostrato, finirà per condizionarne il rendimento?
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