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Caja: «Milano non snobba la Cimberio, anzi la teme tanto»


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di Giuseppe Sciascia

E' una Armani Jeans "assetata" di punti in chiave playoff quella che prepara il derby numero 157 in programma domani a Masnago: quattro vittorie nelle ultime cinque gare sono un bel biglietto da visita per la formazione di Attilio Caja in vista del match del PalaWhirlpool, anche se il tecnico pavese esorta la formazione biancorossa a non abbassare la guardia alla luce di una posizione ancora da consolidare: «Siamo reduci da due buone partite contro Treviso e Montegranaro, e stiamo sicuramente lavorando bene dopo aver superato difficoltà notevoli nei mesi scorsi. Negli ultimi tre mesi e mezzo la squadra è stata perfetta sia sotto il profilo dell'impegno che della concentrazione, riuscendo a migliorarsi in corsa dal punto di vista del rendimento sul campo. Ora dobbiamo continuare su questa strada per non vanificare la rimonta compiuta: con una classifica così corta basta una brutta serata per vanificare quanto di buono sia stato fatto finora, dunque massima concentrazione specie in vista di una partita così delicata come s’annuncia il derby di domani».

Rispetto alla gara di andata - nella quale Milano e Varese si fronteggiarono appaiate all'ultimo posto con 4 punti all'attivo - l' Olimpia ha cambiato completamente volto, sia nell'organico sia nel rendimento, passando dalla diciottesima alla sesta posizione con 12 vittorie in 19 partite, grazie anche alla gestione Caja: «Certamente abbiamo fatto registrare cambiamenti importanti, legati a scelte di fondo come l'arrivo di Booker ma anche a situazioni contingenti come l'infortunio di Bulleri. I passi avanti sono stati graduali, legati anche al fatto di giocare due volte la settimana, il che ci ha permesso di fare una sorta di "corso accelerato" per metabolizzare, in campo e in tensione di gioco, le numerose novità. Sotto questo profilo l'Eurolega non è stata un peso, anzi ci ha permesso di correggere le sbavature e di progredire più velocemente grazie alla percezione diretta degli errori. Sono convinto che migliorare in corsa sia stata davvero una cosa molto bella per un gruppo che, da quattro mesi a questa parte, sta lavorando in maniera perfetta, peraltro con esemplare professionalità. Sicuramente abbiamo sfruttato al meglio la settimana di pausa della Coppa Italia per tirare il fiato e credo fermamente che gli ultimi due inserimenti di Maresca e Di Bella ci daranno una grossa mano per aumentare le rotazioni e la freschezza atletica da applicare soprattutto in difesa».

E da queste premesse Caja "disegna" il piano-partita in vista del derby contro la Cimberio a Masnago, puntando sull’identità corale della sua Olimpia: «Per battere Varese dovremo giocare una partita solida su tutti i fronti: in difesa dovremo limitare al massimo gli errori, in attacco servirà coinvolgere tutti i giocatori con la pazienza giusta, senza affrettare soluzioni. Insomma dovremo giocare la nostra pallacanestro ai 24 secondi nell'arco degli interi 40 minuti, facendo valere quell’identità che, con l'arrivo di Booker e l'applicazione quotidiana in palestra, ci ha permesso di tornare in corsa per i playoff».

Il coach pavese non sottovaluta gli stimoli forti della Cimberio dando un peso "relativo" alla differenza di valori espressa dalla classifica: «Sappiamo che Varese avrà motivazioni forti giocando una partita d'orgoglio per il suo pubblico: ci aspetta un compito difficile ben sapendo che, in un derby, come quello di domani conta il valore della squadra nell'arco dei 40 minuti e non quello fotografato dalla classifica. E la Cimberio ha già dimostrato nelle ultime gare di essere una squadra temibile in una gara cosiddetta secca. A Napoli è stata avanti per 30 minuti, mentre Treviso e Biella sono cadute a Masnago. In fondo la squadra di Bianchini può contare su giocatori pericolosi in un "uno contro uno" come Holland e Brown, ma anche sullo stesso Lloreda. A maggior ragione dovremo tenere sempre alta la concentrazione in difesa, non sottovalutando comunque il cuore di Galanda e De Pol che, in partite così sentite, e non soltanto perché sono agguerriti ex, paiono più temibili rispetto agli stessi talentuosi americani».

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