Jump to content

Recommended Posts

Posted

di Giuseppe Sciascia

Punti tanto sofferti quanto preziosi quelli conquistati in Abruzzo da una Cimberio ancora "in gestazione" ma capace di non pagare dazio ai problemi di "messa a punto" dopo gli innesti in corsa di Nikagbatse e Dickens (il cui tesseramento è stato effettuato in tempo utile per farli scendere in campo a Roseto grazie alla preziosissima opera di Raffaella Demattè). Nell'ambiente varesino la vittoria inaugurale su un campo storicamente "tabù" rappresenta un ottimo viatico per Varese nel suo percorso di crescita. Ne è convinto il direttore sportivo Massimo Ferraiuolo: «Quelli conquistati a Roseto sono punti pesanti, viste le condizioni di partenza di una squadra che è ancora in formato cantiere: l'inserimento di due giocatori importanti come Kaniel e Misan richiede del tempo, quindi era lecito attendersi una partita difficile, al di là del clima caldo che sicuramente ci saremmo trovati di fronte. Contava tornare con i due punti in tasca e ci siamo riusciti, grazie alla voglia di lottare di un gruppo capace di mostrare subito grande compattezza: sul meno 20 a metà del terzo quarto molte squadre avrebbero potuto calare le braghe, mentre i ragazzi sono stati bravissimi a trovare la forza di reagire e ribaltare completamente l'esito del match».

Al di là dell'aspetto tecnico va rimarcata la prova di forza evidenziata dalla Cimberio nel mantenere i nervi saldi e non uscire dalla partita sotto la pioggia di triple di Roseto del primo tempo. «Nel momento peggiore siamo stati bravi a cambiare faccia in difesa, "girando" la partita con la capacità di sfruttare le debolezze degli avversari, a corto di fiato e con problemi di falli. Una reazione da squadra vera e allo stesso tempo cinica, anche se è chiaro che quando siamo stati in grado di imporre il nostro gioco per una decina di minuti abbiamo cancellato rapidamente i 20 punti di svantaggio accumulati nel corso dei primi 25. E' evidente che ancora la squadra non sia in grado di sfruttare il cento per cento delle sue qualità ma quando siamo riusciti a esprimerci secondo le nostre capacità, il modo di stare in campo è stato giusto».

Subito protagonista all'altezza delle sue potenzialità è stato Randy Childress (nella foto sopra), partito dalla panchina ma mai uscito dal campo dopo il suo ingresso a metà primo quarto giocando 35 minuti filati con esiti assolutamente risolutivi (23 punti con 4/7 da 3 e 7 assist), pure tonificante nell’intesa con Passera (anch’egli in foto), con il quale si è più volte scambiato il ruolo tra play e guardia...

«I nostri registi hanno dato una svolta alla partita con la loro propulsione: Randy è stato un terminale importantissimo ma quando ha gestito lui il pallone ha creato ottimi scarichi per Marco che ha segnato due triple importantissime. Se l'americano ha dimostrato ancora una volta di che pasta è fatto a livello tecnico e mentale, Passera merita elogi per aver tenuto il campo con grande lucidità e determinazione: era stato buon profeta Pillastrini nel vederli bene in coppia sin dal primo colloquio a giugno con il giocatore varesino».

Da migliorare sicuramente la "tenuta" a rimbalzo: Varese ha sofferto parecchio (16 palloni in meno raccolti sotto le plance rispetto a Roseto), anche se nel momento del massimo sforzo difensivo i biancorossi hanno saputo fare quadrato.

«Quello dei rimbalzi è stato un cruccio, d'altra parte Galanda ha avuto subito problemi di falli ed abbiamo dovuto preservarlo, mentre Dickens a volte dà l'impressione di essere ancora spaesato con la necessità di imparare appieno a sfruttare i suoi mezzi in questo campionato. Ma nel quarto periodo sotto canestro abbiamo risolto i problemi e la difesa ha funzionato al meglio anche grazie all'eccellente lavoro da stopper di Boscagin su Pinnock. In generale la squadra ha dimostrato di essere pronta dal punto di vista mentale. Ora, sfruttando al meglio l'entusiasmo generato dal successo di Roseto, sono convinto che non ci vorrà molto per vedere all'opera la vera Varese».

×
×
  • Create New...