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di Giuseppe Sciascia

Nessun entusiasmo giovanile ma tanta saggezza da veterano nelle considerazioni post-Sassari di Niccolò Martinoni: l'ala del 1989, ancora inserita nel giro azzurro (ma questa volta solo come riserva a casa) dopo il debutto in Nazionale A a Piacenza, sottolinea l'esigenza di mantenere saldamente la presa sull'attuale primato in classifica di una Cimberio che con le sue cinque vittorie consecutive ha lanciato la volata verso l'A1: «A poco a poco ci stiamo avvicinando alla meta, ma evitiamo di montarci la testa e festeggiare troppo presto perché mancano ancora gli ultimi passi al traguardo. Certo la squadra si è ripresa brillantemente rispetto agli affanni esterni dei mesi scorsi, legati anche ai problemi di infortuni che ci sono costati parecchio soprattutto in allenamento. Ora abbiamo vinto due partite consecutive in trasferta e questo è un bel segnale di forza in un campionato in cui fare un filotto è stato difficilissimo; manca però l'ultimo sforzo e non ci possiamo distrarre proprio ora...».

Superata l'emergenza assoluta del mese di febbraio, i ranghi completi a disposizione di coach Pillastrini rappresentano certamente una marcia in più per le prospettive-promozione di una Varese che ha comunque scoperto di potersi fidare pienamente dei suoi "giovani leoni": «Con il ritorno a pieno organico le rotazioni sono tornate quelle che sarebbero dovute essere fin dall'inizio: come avevo sostenuto già all'inizio della stagione, la nostra forza è legata alla profondità della panchina e i giovani si sono dimostrati più che validi a supporto degli elementi cardine della squadra. Basti vedere il rendimento delle ultime settimane di Gergati, che è stato spesso uno dei migliori entrando sempre al massimo in partita con un impatto determinante. Tutti noi giovani eravamo partiti con belle speranze, col passare delle partite abbiamo saputo metterci in luce ed ora siamo giovani in grado di giocare con profitto in questo campionato, come confermano le vittorie di carattere ottenute in emergenza contro Scafati e Venezia».

E anche Martinoni ribadisce il concetto secondo cui la forza mentale del gruppo è stata una delle chiavi di volta di tanti successi ottenuti in rimonta o in emergenza: «A questo gruppo il carattere non è mai mancato, e questa è una cosa fondamentale per i successi in qualsiasi ambito sportivo. Al di là degli aiuti della fortuna in certi finali di partita, siamo sempre stati bravi noi a non uscire mai con la testa da gare che sembravano già perse. Ora che siamo al completo, alla capacità della squadra di non demordere anche nelle situazioni difficili si aggiunge la possibilità di tenere alta l'aggressività per 40 minuti. D'altra parte nessun'altra squadra di questo campionato ha un roster profondo e qualitativo come quello di Varese: dobbiamo semplicemente continuare a lavorare come nelle ultime settimane per coronare gli sforzi compiuti».

Martinoni individua invece nella Vanoli Soresina la concorrente più temibile nella volata verso l'A1: «Credo che le prossime due partite possano essere determinanti per provare a chiudere i conti prima della trasferta di Soresina. Imporci anche a Imola in attesa dell'esito dello scontro diretto tra Vanoli e Veroli e confermarci contro un'avversaria temibile come Casale Monferrato, anche se ultimamente la Fastweb ha perso qualche colpo, ci spianerebbe la strada verso l'A1. Sinceramente spero che si possa già arrivare al traguardo prima della trasferta della penultima giornata a Cremona, che considero l'impegno più insidioso delle ultime sei partite ancora in calendario».

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