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di Giuseppe Sciascia

Da una parte c'è in palio la serie A1, dall'altra i playoff: traguardi diversi ma non è dissimile la fame di punti per Trenkwalder e Cimberio, di fronte domani sera in via Guasco nell'anticipo del turno numero 27 di LegAdue.

A confermare la necessità di battere la capolista Varese per rilanciarsi sulla corsia preferenziale, di un utile nono posto, ci pensa Giorgio Boscagin, l'ex giocatore biancorosso, tornato a Reggio Emilia ai primi di febbraio: «Con sole 4 partite da giocare, non possiamo più permetterci errori ma, al di là della vittoria indispensabile, per sognare ancora i playoff, sappiamo che la partita di Varese potrebbe essere quella giusta per darci la spinta necessaria anche a livello emotivo.

Dopo tante sconfitte evitabili ci aspetta il vero crocevia della nostra stagione. Purtroppo, tra infortuni e troppi cambi, non abbiamo mai avuto continuità: da quando sono arrivato io, siamo riusciti a lavorare al completo soltanto una settimana su sei. Tra cambio di allenatore e arrivo di nuovi giocatori si è sempre tentato di mettere una pezza rincorrendo la situazione ma in questo modo non siamo mai riusciti a trovare un'identità efficace».

L'aggiunta in corsa dell'atleta veronese (11 punti col 70% da 2 e il 33% da 3 nelle sette gare giocate in maglia Trenkwaklder dopo i 6,8 di media realizzati nelle otto gare disputate a Varese) non è stato l'unico movimento di mercato effettuato da Reggio Emilia che, rispetto alla squadra "corsara" di Masnago nel match di andata, ha cambiato allenatore (Alessandro Ramagli al posto di Franco Marcelletti) e diversi elementi: dentro l'ala Demian Filloy e il lungo McGowan, partito l'americano Smith e persi per infortunio la giovane stellina Melli e il lungo Infante.

Così gli emiliani sono precipitati dal primo posto di metà stagione all'attuale "limbo" dell'undicesima piazza, eppure sognano ancora in grande, a patto di arrivare ai playoff.

«L'obiettivo sarebbe quello di trovare la quadratura del cerchio e conquistare l'accesso ai playoff, utilizzando l'abbrivio del mese di aprile per conquistare il traguardo e poi sfruttare la spinta per disputare da protagonisti la fase decisiva del campionato. Ma la pressione di dover sempre inseguire la vittoria che ci sblocchi non ci aiuta: in allenamento lavoriamo bene ma in partita fatichiamo ad esprimerci al meglio, com’è accaduto domenica scorsa a Pistoia, dove abbiamo giocato una partita opaca e contratta, sprecando una bella occasione. Purtroppo la situazione di classifica è tale da non permetterci più passi falsi, speriamo che proprio contro Varese possa arrivare la partita della svolta».

Di sicuro il match contro la Cimberio avrà un risvolto particolare per Boscagin, ceduto "in corsa" per scelta della dirigenza biancorossa più economica che tecnica o comunque per tutte e due le cose...

«Sono certo che sfidare quelli che, un mese e mezzo fa, erano i miei compagni sarà un'esperienza molto particolare. Al di là dell'importanza della posta in palio per Reggio Emilia, ci sarà anche quell'emozione che dovrò cercare di incanalare nel binario giusto: nessun motivo di astio o rancore, sicuramente terrò a fare del mio meglio. Nessun rimpianto particolare per la mia esperienza varesina, anche se certamente mi spiace molto per l'anno scorso concluso con una retrocessione amarissima nella quale non sono riuscito a dare quello che avrei voluto. Quest'anno le cose si erano messe per il verso giusto, mi sarebbe piaciuto molto festeggiare la promozione con la Cimberio ma vedo che i miei ex compagni stanno portando a termine l'opera che avevamo iniziato e sarei molto contento di veder tornare Varese in serie A1».

Pare scontato che l'esterno veronese - per i sei mesi iniziali della stagione in forza alla Cimberio - possa dare qualche suggerimento "strategico" a Ramagli per cercare di fermare la marcia della capolista nella sfida di domani.

«Prima ancora dei miei suggerimenti era stato lo stesso coach a pensarci, comunque io ho sottolineato l'esigenza di tenere altissima la pressione su Childress per spegnere il faro del gioco biancorosso e staccare i collegamenti tra Randy e il resto della squadra. In generale la Cimberio è una squadra di grande talento, dunque dovremo essere bravi ad aggredirli e non farli giocare secondo le sue potenzialità»

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