Lucaweb Posted May 28, 2009 Posted May 28, 2009 di GIANCARLO PIGIONATTI E’ qui che ti voglio, mia cara Varese. Per coerenza di pensiero, il match di Reggio Emilia non ha nulla di drammatico né di compromettente per quell’"oggetto del desiderio" che, da tempo, prude fra le mani dei tifosi. In poche parole decide un fico secco, a meno che Varese batta gli emiliani e Veroli perda, avvicinando la Cimberio all’apoteosi di Masnago con un... giusto Brindisi, da battere per festeggiare. La classifica e il calendario, sempre che Pillastrini e i suoi uomini non si ammalino improvvisamente di demenza, sono lì a spianar loro la strada del ritorno nel grande basket, il cui capolinea resta Masnago dove Veroli verrà per l’ultimo appuntamento. Ma la squadra laziale dovrà essere perfetta per osare l’assalto fatale a Varese la quale, sino a prova contraria, è padrona del suo destino. A cominciare dalla sfida di questa sera che pizzica un amore, d’amanti, in una piazza che, comprensibilmente, divorata dall’ansia di un’attesa lunga un anno, vorrebbe anzitempo essere ricambiata. Reggio Emilia, occhio e croce, non ci sembra una "cannonata", la sua classifica vale più di mille testimoni: i 12 punti che la distanziano dai biancorossi vorranno pur dire qualche cosa. La squadra di Ramagli si sta arrampicando sugli specchi di un’improbabile qualificazione ai play off mentre, pochi gradini sotto, c’è lo strapiombo della retrocessione. Nelle sue file, a parte i soliti noti, contatissimi, non troviamo gente capace di uno "sgarro", peraltro la mentalità di questa squadra, nata per volare, ma molto a terra, non pare promettere un’attitudine alla lotta, come ne possiede una squadra, senza ambizioni dichiarate, ancorché da salvezza, come un’Aget Imola in gas. E’ un’impressione, certo, dovendo concedere a Pillastrini e ai suoi uomini la bontà del loro potenziale, a patto che lo spiattellino subito in campo. Poi si può anche perdere. Però Varese, stasera, ha tra le mani la grande occasione di un’accelerazione profonda verso un traguardo tanto sudato. Sono indubbie e portenti le motivazioni della Trenkwalder, forte di un successo colto a Masnago, senza il quale gli emiliani si contorcerebbero ora in una crisi senza fine, mentre i biancorossi impugnerebbero già la promozione ma Reggio dovrà applicarle in campo al confronto con quelle, si spera, rabbiose della stessa Cimberio. Allora fu un giovane di talento come Melli a infilzare sorprendentemente Galanda, Dickens e tutta la Cimberio la quale, oggi, trova ben altri astanti fra gli avversari per infortuni seri e cambiamenti squassanti. Fu un errore, per esempio, liquidare un vecchio pirata come Marcelletti ma la cosa non ci riguarda, come avrebbe potuto, se solo Ramagli avesse accettato, l’estate scorsa, l’offerta dei dirigenti biancorossi. La forza del destino dette una mano a Varese che affidò il progetto, d’una ritrovata credibilità, al valente Pillastrini, segno d’una stagione che buttò subito bene e che, adesso, va salvata, anzi consacrata, e subito, dal massimo obiettivo. "Pilla" trova infatti dall’altra parte l’allora prescelto Ramagli che vorrà dare dimostrazione delle sue capacità, così i biancorossi si imbatteranno in Boscagin, ceduto a prezzo d’amatore, visto che guadagna parecchio rispetto al suo rendimento. Il veronese, che costa quasi il doppio di Nikagbatse, tanto per rendere l’idea, si gioca la partita della rivalsa: mezzi ne ha, tocca alla Cimberio non esaltare la sua vena di sfidante risentito. E occhio a Young. Varese possiede una serie di soluzioni tecniche e atletiche che, alla distanza, può far emergere, a patto di non restare impigliata in un match strano e che non s’aspetta.
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